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Psicologia sociale della salute

Psicologia sociale

Psicologia sociale: Scienza del conflitto tra individuo e società; Scienza dei fenomeni dell’ideologia (cognizioni e delle rappresentazioni sociali) comunicazione ai diversi livelli dei rapporti umani: tra individui, tra individui e gruppi, tra gruppi; Studio dell’interazione studia nel modo più sistematico possibile l’interazione tra determinanti ambientali e scelte individuali; sistematico possibile l’interazione tra individui e sistemi sociali, piccoli o grandi, di cui fanno parte.

La psicologia passa a un livello di determinismo triadico tra oggetto, comportamento e situazione in atto. Oggetto del corso è: la persona, il corpo e l’interazione tra i due nella società.

Insieme dei contributi specifici della disciplina psicologica alla psicologia sociale della salute e promozione e al mantenimento della salute, alla prevenzione e al trattamento della malattia, all’individuazione dei correlati eziologici, diagnostici e della salute, della malattia e delle disfunzioni associate. Un ulteriore obiettivo consiste nell’analisi e miglioramento del sistema di cura della salute nell’elaborazione delle politiche della salute.

I problemi di salute e malattia vengono ricollegati alle considerate come vere e proprie relazioni, e i determinanti della salute della persona modo in cui questa può cambiare all’interno del contesto aggravandola, migliorandola o mantenendola di cura della persona.

I modelli della salute e della malattia

Il tema dell’incertezza è da sempre intrinseco al mondo della medicina: il medico può essere presentato come una personalità dubbiosa e non sempre sicura di ciò che fa. Che cosa vuol dire “curare”? Parlare di “cura” necessita di una distinzione tra “healing” e “caring”, il “guarire” la persona e il “prendersi cura” della stessa. Comprendere cosa si deve curare e quale sia il modo migliore per farlo, nel rispetto della persona e della malattia di cui soffre.

Etimologicamente parlando, esso deriva dal termine “palpare” e tastare con mano il corpo del malato (Gadamer, 1993). Si tratta di una terapia in quanto servizio che necessita di una capacità pratica. La cura si occupa di arricchire la razionalità della scienza medica, che si limita a cercare tecnicismi e medicamenti, con la saggezza dell’arte. Se la cura ha a che fare con il cambiamento, il passaggio da uno stato all’altro, questo può avere un aspetto estetico, una forma di conoscenza che va al di là del puro ragionamento logico.

Storia della medicina

Nell’antichità la medicina era legata a credenze religiose e l’atto terapeutico era di tipo auto-referenziale: il malato si allontanava dal gruppo per curarsi e la cura stessa passava attraverso un’azione attuata nella propria corporeità. Con lo sviluppo delle comunità e la differenziazione dei ruoli la medicina iniziò ad essere esclusiva di una sola parte della società; esercizio primordiale di sanificazione del corpo: medicina esorcistica (terapia come penitenza per riscattarsi da un castigo divino) e medicina sapienziale, artigianale.

Con Ippocrate la malattia non venne più attribuita esclusivamente a cause religiose, ma naturali. Nonostante la teoria degli umori possa sembrare piuttosto folcloristica, il tentativo fatto da Ippocrate era quello di cercare una causa naturale a delle disfunzioni: una rottura dell’equilibrio esistente tra i quattro umori poteva provocare uno stato di malessere dell’individuo. In ultima analisi, il centro delle emozioni si spostava, dal cuore al cervello. La medicina iniziava a basarsi sistematicamente sull’osservazione dei sintomi.

Nascita della clinica (Foucault, 1963)

Nel Medioevo regnavano malnutrizione e malattie, curate con rimedi di tipo religioso (contatto con reliquie e pellegrinaggi). Emergeva una sfiducia nella medicina, la quale sembrava reggersi su semplici congetture, inutili e non assolutistiche. La nascita della medicina moderna viene identificata con l’invenzione del microscopio e la dissezione di cadaveri, un passo avanti rispetto la semplice palpazione del corpo. L’attenzione si stava spostando dalla testimonianza del paziente alla valutazione oggettiva del suo corpo.

Il caduceo – OMS

Simbolo con molteplici origini e significati: le ali rappresentano vittoria e intelligenza su animale, il serpente rappresenta la perdita della pelle e della malattia, a favore della guarigione. Si tratta di un bastone dotato di due ali (a rappresentare il primato dell’intelligenza sulla materia) e di due rettili che si accoppiano (a rappresentare il bene e il male tenuti in equilibrio dal dio che ne controlla la forza). Il serpente indica che i malati, per guarire, devono costruirsi un corpo nuovo, oltre all’acutezza e la vigilanza del medico nell’osservazione del paziente.

Il modello biomedico

Questa visione onnipotentistica della medicina è tipica del modello biomedico: si basa sulla raccolta di una serie di segni e sintomi, riconducendosi ad uno stato oggettivo della malattia per la formulazione di diagnosi e prognosi. Il modello va alla ricerca della causa e della specifica localizzazione di un disturbo: si tratta di un modello riduzionistico, caratterizzato dalla divisione netta mente-corpo e di derivazione successiva della medicina psicosomatica. La malattia viene interpretata come una distanza dalla norma e la relazione medico-paziente viene vissuta come paternalistica.

Nemesi medica – Illich, 2004

  • Clinico: Vendetta divina che comporta effetti collaterali del contatto con il sistema medico e derivanti dalla preoccupazione del medico di tutelarsi da denunce (medicina difensiva). Si tratta di medici inadempienti rispetto le aspettative del malato, ancora convinto che il medico sia in grado di guarire qualsiasi cosa.
  • Sociale: Malessere prodotto dalla pratica medica di promozione del consumo di medicine. Si tende a promuovere un malessere di modo che la società, dal punto di vista economico, possa vivere sui proventi derivati da questo.
  • Culturale: Incapacità degli individui di far fronte alla propria debolezza (invenzione della malattia, soppressione del dolore e negazione della morte).

Il modello bio-psico-sociale – Engel, 1997

  • La malattia non deriva direttamente da un’alterazione biochimica, ma le alterazioni psicologiche possono manifestarsi come malattia con correlati biochimici e viceversa.
  • Lo squilibrio biochimico non spiega il senso dei sintomi del paziente.
  • Le variabili psico-sociali determinano la suscettibilità, gravità e decorso della malattia.
  • Il ruolo del malato non è associato necessariamente ad uno squilibrio bio-chimico.
  • L’effetto dei farmaci dipende anche da fattori psicosociali (effetto placebo).
  • La relazione medico-paziente influenza i risultati del trattamento medico (compliance).
  • La persona osservata influenza l’osservatore e viceversa.

4P Medicine e System Medicine

Si riferiscono a modelli più recenti fondati da associazioni che si spendono a livello sanitario riunendo un’interdisciplinarità che permette di cogliere la complessità dell’organismo in salute e malattia che si gioca a più livelli, in modo bidirezionale, dalla cellula all’ambiente in cui l’organismo si trova a vivere.

La salute

Riassumendo, si passa così da un’assenza di malattia (dal latino “salus”, salvezza) ad uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (WHO, 1946). La malattia non diventa un guasto (“disease”), ma una forma di soluzione che l’organismo trova per proseguire la propria esistenza (“illness”) nella quale assume un’importanza fondamentale il senso della malattia stessa per la persona che la sta affrontando.

Medicina narrativa

Essa invita il medico ad andare oltre alla “Evidence Based Medicine” e a richiamare la saggezza propria della medicina antica; si tratta non di una contrapposizione tra le due fazioni, ma di un’integrazione tra scienza della misurazione oggettiva e arte della profezia e del giudizio clinico. Diventa fondamentale l’intuito e la comprensione del caso e del paziente che si ha di fronte; non ci si deve riferire solo ed esclusivamente alla compliance e all’aderenza al trattamento, è riconosciuta l’importanza della collaborazione del malato, ma è necessario inoltre l’aiuto e l’esperienza del medico.

Ricostruttiva Riparativa Narrative based Evidence Based Persona Dualismo mente/corpo Particolare Universale Arte Tecnica Comprende le cause Cerca le cause Integra Isola Riconosce la sofferenza Cerca la guarigione Soluzione differita Soluzione immediata Consensualità medico/paziente Univocità di soluzione Ignoto Noto.

I termini della malattia

  • Illness: Esperienza soggettiva di salute e malattia, oggetto di studio della psicologia della salute.
  • Sickness: Significato sociale della malattia, oggetto di studio dell’antropologia medica.
  • Disease: Condizione patologica, propria dell’ambito medico.

L’esperienza della malattia

  • Storie di restituzione: Coerente con il modello biomedico, per cui la malattia interrompe il giusto corso della vita e va per questo riparata attraverso la cura medica. Si tratta di storie ottimistiche, volte a riacquistare il controllo sulla malattia, vissuta come nemico da sconfiggere.
  • Storie di caos: Mancanza di controllo che sfocia nell’anticipazione di un fallimento, sconfitta, non vi è ricostruzione ma fallimento per la persona malata.
  • Storie di ricerca: Ricerca di un nuovo senso da dare alla propria esistenza, una soluzione o un nuovo adattamento, prestando attenzione ai cambiamenti che la malattia ha comportato.

Le storie variano nel tempo e a seconda di:

  • Tipo di malattia: cronicità, compromissione dell’aspetto fisico, legame con i comportamenti devianti;
  • Genere: (anche in merito a differenze di ruoli lavorativi) Le donne lamentano più sofferenza “psicosociale”; gli uomini utilizzano più sostanze curative per sopperire al malessere.

Stili di risposta

Wheatley evidenzia sette stili di risposta alla riabilitazione di pazienti cardiopatici (etica come regolazione dell’azione, in questo caso sapere come muoversi):

  • Etica della perfezione: militanti e zelanti che aderiscono rigidamente alle prescrizioni e hanno fiducia illimitata nel trattamento al quale sono sottoposti;
  • Etica della rassegnazione: passività e ritorno alle vecchie abitudini;
  • Etica del gioco e del piacere: ottimismo e fiducia, trova sia necessario sdrammatizzare il significato della malattia. Molto utile soprattutto in ambito pediatrico, all’interno della quale si coniuga il divertimento con la cura;
  • Etica dell’evasione: mezze verità riferite al medico per il timore di ripercussioni di salute e fiducia parziale;
  • Etica della disputa: entrare nell’ottica della sfida e dello scetticismo nei confronti del medico, quasi instaurando un rapporto di sfida;
  • Etica della sperimentazione: curiosità e ricerca di alternative nuove per la cura;
  • Etica del compromesso: moderazione tra ciò che il medico suggerisce e ciò che l’individuo conosce di sé, anche rapportandosi con il proprio buonsenso.

La malattia del bambino

Prima infanzia: vissuto dipendente da quello dei genitori;

  • Fino ai 7 anni: no relazioni causa-effetto, motivi magici e superstiziosi, no differenziazione tra le varie malattie;
  • 7 anni: giudizio immanente sulla patologia;
  • 7-11 anni: contagio o germi come causa di malattia, prima idea di cause organiche;
  • Dopo gli 11 anni: consapevolezza della malattia.

Al di là di queste letture, esistono degli schemi che il bambino apprendere precocemente e costituiscono la vera e propria esperienza di malattia.

Indicazioni di trattamento

  • Dare indicazioni adeguate rispetto alla patologia: linguaggio adeguato, attenzione alla comunicazione non verbale;
  • Tener conto delle paure e delle ansie durante i trattamenti;
  • Coinvolgere i bambini nelle decisioni, ma non delegare a loro la responsabilità;
  • Rinforzare la compliance, coinvolgendo il bambino nel processo di cura ed evitando uno stile troppo restrittivo o lassez faire.

L’impatto della malattia sulla famiglia

Il sistema famiglia può attraversare delle fasi di crisi (diagnosi), di sovraccarico cronico (far fronte alla gestione quotidiana della malattia) e di fase terminale (elaborazione imminenza della morte del figlio). All’interno di queste fasi la malattia viene riconosciuta, elaborata e se, possibile, risolta dalla famiglia. I fattori familiari, inoltre, possono sostenere la manifestazione o il mantenimento della malattia stessa. Vi sono studi dell’organizzazione familiare per comprendere come la famiglia si riorganizza intorno alla malattia e come reagisce ad essa.

La relazione medico-paziente

Già dal giuramento di Ippocrate il rapporto medico-paziente è rilevante nella pratica medica: esso è fondato sulla fiducia, sul reciproco rispetto e sull’osservazione del segreto professionale. È importante evitare la tematica di accanimento diagnostico-terapeutico, ovvero la messa in atto di pratiche per salvare la vita laddove non vi è una prospettiva reale e tangibile della stessa e improbabile un ripristino di uno stato di salute e benessere.

Quattro buoni motivi per cui comunicare è importante

  • È un compito del medico; frequente, anche se stressante,
  • È un obbligo sancito da un punto di vista legislativo, deontologico ed etico. A partire dalla Costituzione Italiana viene sancito il diritto della persona alla salute e al rispetto della persona umana;
  • Risponde al bisogno di informazione della persona malata: bisogno di comprensione che si cela dietro le richieste e le domande del paziente; trovare un senso a ciò che egli stesso sta vivendo e un modo per meglio affrontare la malattia (differenza tra informazione e comunicazione);
  • Permette di affrontare meglio la malattia (presa di decisioni, compliance).

Dalle ricerche:

  • La motivazione nell’aderire alle cure si basa più sulla fiducia nel medico che sull’informazione disponibile circa la cura suggerita;
  • La scelta dell'intervento chirurgico viene delegata al medico da un terzo della popolazione;
  • I pazienti preferiscono la condivisione sull’adesione a procedure mediche e terapeutiche.

Modelli di rapporto medico-paziente – Emanuel e Emanuel, 1992

Riprende e amplia il modello paternalistico, ancora oggi prevalente in medicina, aggiungendo ad esso i modelli:

  • Informativo – Sta al paziente la decisione finale, considerando l’aspetto mediatico e la diffusione della rete informativa: il paziente prende informazioni ancora prima di arrivare dal medico.
  • Interpretativo – Interpreta i voleri del paziente per arrivare ad una decisione condivisa e corretta per il paziente stesso, aiutando il paziente a schiarirsi le idee su ciò che deve fare.
  • Deliberativo – Il paziente ha un ruolo dialetticamente attivo nel confrontarsi con il medico, possiede un vissuto di malattia che si può assimilare ad un “vissuto di ricerca”. Non si offre una soluzione definita.

Tali modelli si costituiscono in base ai valori istituzionali e all’autonomia del paziente, affiancati dagli obblighi e dal ruolo del medico che si relaziona con esso.

Matrice di Roter e Hall

Noncuranza – Mancanza di controllo da parte di entrambe gli attori: il paziente può essere negligente, il medico noncurante. Vi è una totale assenza di comunicazione, fino al punto in cui il paziente può cambiare il proprio medico senza nemmeno che il precedente lo sappia.

Il processo di anonimizzazione

  • La diagnostica e lo iato medico-paziente;
  • Il processo di giuridificazione;
  • Il processi di economicizzazione.

Verso una medicina centrata sul paziente

  • Ripristinare il rapporto di amicizia tra medico e paziente in senso aristotelico: finalizzato al perseguimento dell’utilità e della virtù poiché dipendono l’uno dell’altro per soddisfare i propri bisogni e perseguire i propri scopi (curare ed essere curato);
  • Critica derivante dall’interno: medicina generale e psichiatrica;
  • Contrasto alla medicina centrata sulla malattia (Balint): conduzione di gruppi di medici generici su casi difficili per esplorare le loro risposte affettive;
  • Introduzione del modello biopsicosociale (Engel), facendo riferimento alla teoria dei sistemi.

Come creare un’alleanza tra medico e paziente

  • Esplorazione la malattia e l’esperienza di malattia sia dal punto di vista fisico che delle sensazioni e aspettative del paziente;
  • Inserimento della malattia nel contesto sociale in cui la persona vive;
  • Condivisione di problemi, obbiettivi e regole per arrivare ad una decisione condivisa;
  • Promuovere la cura, la prevenzione ed il sostegno del paziente;
  • Migliorare la relazione medico-paziente.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede_bompi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Cipolletta Sabrina.
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