PSICOLOGIA CLINICA DELL'ETÁ EVOLUTIVA
5/10/2015
PRIMA ESERCITAZIONE
Roberto (9 anni -3° elementare) Psicologo
Osservazione sintomi Durante la lettura del primo brano c'è
compliance, durante il secondo compito di
ADHD
Difficoltà marcate di decodifica di suoni/segni lettura no. Il bambino, dopo aver descritto un
e forse di comprensione (lettura) disegno, alla richiesta dello psicologo si
Dislalie (deficit nella pronuncia di suoni) innervosisce.
➡
Aggressività reattiva ERRORE lo psicologo impone una brusca
Fabulazioni (perdita di contatto con la realtà) interruzione alla descrizione del disegno da
Sfarfallamenti (ipereccitazioni motorie) parte del bambino e insiste sulla ripresa
Peggioramento della prestazione durante il immediata della concentrazione sul compito di
secondo compito di lettura lettura = chiede qualcosa che porterà
➡ ➡
RITARDO MENTALE? diagnosi all'insuccesso RECUPERO: utilizzo
gerarchica, comprende tutti i sintomi sopra massiccio di rinforzatori sociali (bravissimo) e
esposti. di un rinforzatore dinamico (se fai questo poi
puoi riparlare del tuo disegno...)
Quale ipotesi clinica possiamo azzardare?
Informazioni aggiuntive: dall'ANAMNESI Roberto risulta avere un deficit metabolico, il QI
risulta basso e si riscontra un DEFICIT DEL COMPORTAMENTO ADATTATIVO (➡ non
riesce a svolgere le normali attività quotidiane.
Si ipotizza che Roberto abbia un RITARDO MENTALE DI GRADO LIEVE.
➡
Differenza tra ADHD e RITARDO MENTALE i primi sono piú reattivi mentalmente,
manifestano lampi di intelligenza, i soggetti con ritardo mentale risultano inadeguati, sia dal lato
comportamentale sia per quanto riguarda le reazioni emotive.
Nel DSM-5 non si fa più riferimento al ritardo mentale, ma si parla di DISABILITÀ
INTELLETTIVA con tre livelli di gravità.
IL PRIMO COLLOQUIO (si fa con entrambi i genitori del bambino)
Passaggi essenziali:
Lo psicologo deve mettere il paziente a proprio agio, deve porlo nella
MANOVRE DI condizione adeguata da cui si possa sviluppare la relazione d'aiuto.
APERTURA Sostanzialmente, una volta passata l'ansia del primo momento, si deve
MESSA A lasciare parlare il paziente, ascoltando attentamente e mostrando empatia.
FUOCO DEL Non bisogna forzare le cose, altrimenti ci si gioca la relazione positiva
PROBLEMA instaurata nella prima fase. ➡
Lo psicologo fornisce al paziente un feedback conclusivo "mi sembra di
MANOVRE DI
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aver capito che..." "mi corregga se sbaglio..." "se vuole aggiungere
CHIUSURA ➡
qualcosa..." metà comunica al senziente che è stato ascoltato con
attenzione.
Bisogna decidere se vedere il bambino e quando. Spesso bisogna aiutare i
genitori su come preparare ilcfigliocalla prima visita dallo psicologo,
specificando che al bambino non possono essere dette bugie per non
compromettere la relazione autentica che è la base della terapia.
Il primo colloquio di Marco (6 anni)
Si presenta solo la madre che dice di non sapere da dove cominciare, di non sapere esattamente il
motivo del colloquio.
Lo psicologo si pone in maniera propositiva dicendole di non preoccuparsi, che capita spesso,
poi comincia lui a parlare del bambino con le poche informazioni che ha: Marco ha 6 anni e ha
➡
appena cominciato la prima elementare (ERRORI mettersi al livello della madre "se non lo sa
lei si figuri io"; contrattaccare alcune manifestazioni aggressive) . La madre comincia ad entrare
in comunicazione dicendo che Marco presenta mille problemi da sempre, ma adesso con l'inizio
della scuola è diventato impossibile non vedere (questo ci dà un dato importante: la madre ha
messo in atto un comportamento di evitamento, ha cercato di " non vedere"). inoltre dice di avere
la continua e angosciosa sensazione di avere un bambino in ritardo sugli altri.
Ora lo psicologo comincia a mettere a fuoco il problema ed inizia a prendere i primi appunti
sull'ANAMNESI e sulla storia del paziente:
La gravidanza e il parto sono stati molto difficili, il feto ha subito una leggera asfissia. Alla
nascita ha sempre avuto un sonno irregolare, con difficoltà di alimentazione (al seno). È stata
notata una lentezza dell'accrescimento (es. Deambulazione autonoma a 16 mesi, invece che a 12;
ritardo del linguaggio). Tutto ciò nella completa solitudine della madre. Allo psicologo sembrava
che fosse la prima volta che lei riuscisse a parlare dei problemi del figlio. Prosegue marcando il
continuo confronto perdente coi compagni. La scuola materna è stato un dramma ricco di pianti e
comportamenti di isolamento con manifestazioni comportamentali e rendimento inadeguati.
Tanto che la madre decide di non portarlo più all'asilo. ➡
Ció significa che Marco non ha le abilità prerequisite per entrare nel ciclo elementare
difficoltà scolastiche e relazionali, e quindi si spiega il perché l'inizio del ciclo scolastico abbia
portato la madre a rivolgersi a uno specialista.
Se ci fosse tempo sarebbe bene raccogliere maggiori informazioni negli ambiti: scuola, famiglia,
attività extrascolastiche, socialità e amicizie.
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Quindi la mamma di Marco è stata una donna che finora aveva respinto il problema del figlio. I
primi mesi della 1^ elementare l'hanno costretta a prenderlo in considerazione.
IL PRIMO APPROCCIO CON MARCO (Febbraio): appunti di osservazione
È piccolo, minuto
Presenta veloci scatti nervosi
Ha grandi occhi mobilissimi (guarda tutto) Il racconto della madre risulta
Si riscontra un ritardo del linguaggio (a Febbraio consonante con la prima
della prima i bambini sanno leggere) osservazione, sembra banale ma
Si riscontra anche un ritardo del gesto grafico non lo è.
Risulta infantile nella scelta dei giochi
SINTESI: Marco sembra un bambino di 4 o 5 anni anziché di 7 e mezzo.
PROBLEMA presenza costante della madre. Solitamente, una volta che il bambino ha
preso confidenza con lo psicologo e con l'ambiente, la madre dovrebbe allontanarsi e uscire dalla
stanza.
Uno dei criteri diagnostici è il DISEGNO. Nel disegno infantile, soprattutto della figura umana,
si ritrovano tappe di sviluppo fondamentali nell'utilizzo del colore, nella ricchezza dei dettagli e
nella sicurezza del tratto grafico. Bisogna fare attenzione poiché un eccesso nell'interpretazione
del disegno potrebbe influenzare troppo la diagnosi. È utile come indicatore visivo di una
possibile patologia.
Il disegno di Marco della figura umana è minimale, povero di dettagli, senza sfondo o ambiente
nè linea di terra.
CONCLUSIONI DOPO LA PRIMA OSSERVAZIONE
sostanziale e armonico ritardo dello sviluppo in tutte le aree.
[ARMONICO = tutte le aree di sviluppo (linguaggio, socialità, interazione, adattamento,
disegno...) sono di livello piú basso rispetto allo standard per età, ma sono tutte allo stesso livello]
➡
Lo psicologo somministra a Marco il CPM test intellettivo formato da una serie di prove di
difficoltà crescente che misurano il QI indipendentemente dal livello culturale, è di facile
somministrazione, veloce e piacevole, sembra quasi un gioco. Cerca di eliminare le influenze
esterne, poiché non richiede conoscenze prerequisite.
La mamma di Marco è sempre presente e vedendo il bambino sbagliare entra in ansia e
↪
interferisce con la prova. L'ANSIA va sempre in "corto circuito" Marco va in ansia s sua volta
↪
e la sua performance peggiora la mamma entra in angoscia = lo psicologo è costretto ad
interrompere la prova dicendo di aver visto abbastanza e propone al bambino di fare un altro
disegno.
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Lo psicologo concentra tutta la sua attenzione sul bambino rinforzando la sua indipendenza e
ignora la presenza della madre, cercando di modellare anche Marco s fare lo stesso.
Quando si ristabilisce una situazione di calma, lo psicologo invita la madre ad allontanarsi un po',
pur rimanendo nella stanza.
ELEMENTI DELL'APPROCCIO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE
➡
a) RINFORZO SOCIALE non importa la qualità della Le basi della relazione
performance di Marco, lo psicologo lo rinforza quando d'aiuto:
l'attenzione del bambino è concentrata su di lui e sul compito, "GRA-GRA" =
quando cioè è in una situazione di autonomia dalla madre. gratificazione e gradualità
➡
b) PROCEDE PER GRADUALITÀ l'obbiettivo è che la
madre esca dalla stanza, ma lo psicologo non pretende tutto
subito, lavora per gradi attraverso la metodologia dello
SHAPING o modellaggio.
➡
c) ESTINZIONE non presta attenzione alla presenza della madre.
➡
d) MODELLAMENTO funge da modello a Marco perché anche lui non presto più
attenzione alla madre.
QUINDI... Somministrato correttamente durante la seconda seduta.
Tra il 10° e il 25° percentile.
RISULTATI CPM La normalità si attesta tra il 25° e il 75° percentile
QI totale di 65.
RISULTATI WISC Strumento opposto alla CPM. Include
La normalità si attesta tra il molti aspetti tra cui memoria, cultura,
(DERIVA DALLA 90 e il 110. Sotto il 70 calcolo e percezione. È talmente
WISC PER ADULTI) comincia a diventare specifica che dá anche QI parziali.
patologia.
Carenti
➡ sbottonarsi il giubbotto, tagliare il cibo, farsi la doccia...ha bisogno
AUTONOMIE dell'aiuto della mamma.
Infantile, coartata ma armonica.
➡
[COARTATA Marco sembra chiuso in un guscio di tartaruga, ciò
significa che probabilmente è stato più volte punito sui sintomi della
PERSONALITÀ sua patologia ed ha imparato così a rifuggire le relazioni sociali.
➡
ARMONICA è una personalità organizzata e questo si evince dalla
sua capacità di trasmettere significati.]
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Povero ma comunicativo.
LINGUAGGIO Non manifesta problemi né di tipo aggressivo, né oppositivo.
COMPORTAMENTO Presenta difficoltà nel controllo dell'ansia, ha paura di sbagliare, di
ANSIA non essere all'altezza del compito.
...CHE COS'HA MARCO?
o Anamnesi e storia positiva
o Deficit intellettivo
o Ridotte autonomie personali
o Difficoltà scolastiche
o Personalità immatura ➡
↪ è un bambino come gli altri, solo che è più piccolo rispetto alla sua età DISABILITÀ
INTELLETTIVA.
DISABILITÀ INTELLETTIVA : criteri diagnostici secondo il DSM-5
1) Deficit delle funzioni intellettive, che deve essere confermato, oltre che dalla valutazione
clinica, da test di intelligenza individualizzati e standardizzati.
Ragionamento, problemi solving, pianificazione, pensiero astratto, apprendimento,
sia scolastico che derivante dall'esperienza.
2) Deficit del funzionamento adattivo (criterio più importante)
Rispetto allo standard di sviluppo socioculturale, colpisce le autonomie, la
responsabilità sociale, il funzionamento intellettivo nelle attività quotidiane è
limitato (comunicazione e partecipazione sociale autonoma)
3) Esordio durante il periodo dello sviluppo (➡ se si sviluppa da adulto prende il nome di
demenza)
La DISABILITÀ INTELLETTIVA nel DSM-5 presenta delle sottocategorie in base al livello di
gravità:
LIEVE Caratteristiche e prognosi:
QI tra 70 e 50 Puó non essere notato durante la prima infanzia.
É la In buone circostanze puó evolvere in un FUNZIONAMENTO
➡
sottocategoria INTELLETTIVO BORDERLINE (QI 90 - 70) non rientra più nelle
più frequente patologie ma diventa una condizione. Lo scopo è quindi portarlo piú
(85%). vicino alla soglia.
Raggiungono una scolarità di livello elementare.
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Il problema solving e il linguaggio tendono ad essere più concreti
rispetto ai coetanei.
Presentano immaturità nelle relazioni sociali
Difficoltà di regolazione emozionale
Possono impegnarsi in un'occupazione produttiva purché non
enfatizzi abilità concettuali, e necessitano di supervisione
Le autonomie necessitano di supervisione
Caratteristiche e prognosi:
MODERATA Possiedono abilità prescolastiche
O DI MEDIA Le autonomie personali e sociali si possono sviluppare soltanto con un
GRAVITÀ training e necessitano di supervisione continua
QI 50 - 40 Lo sviluppo d
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