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Psicoterapia

Per psicoterapia si intende ogni trattamento di disturbi mentali o di problemi psicologici che utilizzi metodi psicologici. Esistono diversi tipi di psicoterapia che hanno, però, degli aspetti in comune:

  • Una relazione interpersonale fra paziente e terapeuta con conseguente instaurazione dell’alleanza terapeutica a beneficio del paziente;
  • Un luogo sicuro (setting) all’interno del quale si svolge questa relazione;
  • La proposta a opera del terapeuta di nuove prospettive in grado di dare un senso a sensazioni confuse e indefinite;
  • Un insieme di tecniche e di procedure che specificano il modo di operare del terapeuta.

In particolare, la relazione terapeutica presuppone:

  • Rispetto della riservatezza e tutela del segreto;
  • Assenza di coinvolgimento personale da parte del terapeuta ed esclusione della psicoterapia in caso di legami di parentela o di amicizia, rapporti di lavoro ecc;
  • Verificare la non interferenza con lo svolgimento della terapia di convinzioni religiose, morali o politiche.

Le finalità principali della psicoterapia sono:

  • Far fronte a una situazione di emergenza, a un momento di crisi e alleviarne la sofferenza, si pensi per esempio alla sofferenza dovuta a un divorzio, un lutto, un evento traumatico;
  • Far fronte a una condizione psicopatologica in atto come per il disturbo di panico o il DOC;
  • Prevenire le possibili ricadute come nel caso della depressione maggiore;
  • Promuovere la crescita personale mediante il cambiamento di aspetti strutturali della persona.

Si usa parlare di psicoterapia breve quando le sedute si aggirano attorno le 20-50 o anche meno e non superano la durata di un anno. Inoltre, la psicoterapia, non necessariamente ha carattere individuale in quanto esistono forme rivolte alla coppia, alla famiglia o a un gruppo di persone.

Psicoanalisi

La psicoanalisi è stata sviluppata da Sigmund Freud ed è nata come tecnica psicoterapeutica per la cura dei disturbi nevrotici, principalmente quelli isterici. Uno dei concetti di base della psicoanalisi è che la vita psichica si svolge prevalentemente in forma inconscia con mancato controllo del soggetto. L’inconscio comprende contenuti psichici esclusi dalla coscienza, ai quali si può accedere in maniera indiretta e deformata, attraverso sogni, lapsus, sintomi psicopatologici che esprimono la presenza di conflitti inconsci rappresentati da fantasie, paure, meccanismi di difesa, la cui origine risale ai primi anni di vita.

In quest’ottica, questo tipo di psicoterapia ha funzione esplorativa da ciò deriva il nome analisi. La psicoanalisi comporta un lavoro molto impegnativo che occupa in genere 4 sedute settimanali per l’arco di almeno 4-5 anni. Il compito del paziente è esprimere liberamente quanto gli viene in mente disteso su un lettino con l’analista alle sue spalle che interviene raramente, questo è il metodo delle associazioni libere. La formazione degli psicoanalisti avviene attraverso associazioni private, la prima fu "il gruppo del mercoledì" costituita da Freud nel 1902; la società italiana si chiama Società italiana di psicoanalisi.

La formazione dello psicoanalista prevede innanzitutto un’analisi personale in cui l’aspirante analista è paziente in analisi; al termine di ciò comincia il training vero e proprio in cui l’allievo seguirà seminari e lezioni e inizierà un periodo di pratica sotto supervisione, in particolare tre supervisioni con tre supervisori diversi ognuna delle quali dura almeno tre anni. Al termine di tutto il candidato è valutato dall’associazione la quale decide se accettarlo o respingerlo.

Secondo Freud la psicoanalisi è un metodo d’indagine e non di cura come invece lo è la psicoterapia che si occupa del miglioramento del malessere e della risoluzione dei sintomi, la cui durata è più breve con un numero di sedute inferiore. Oggi la psicoanalisi ha allargato l’ambito di applicazione ai disturbi psicosomatici, ai disturbi di personalità e a volte alla psicosi.

Psicoterapie psicodinamiche

Le scuole psicodinamiche, che si rifanno al modello psicoanalitico, sono molte. Nel 1911 Adolf Adler si trovò in disaccordo con Freud perciò se ne staccò e fondò una sua scuola che chiamò "Psicologia Individuale", che esiste tutt’ora; una seconda rottura si ebbe nel 1913 quando Jung fondò la "psicologia analitica" presente anche in Italia (Associazione italiana di psicologia analitica AIPA e centro italiano per psicologia analitica CIPA).

Negli anni ’30 nacque la psicoterapia corporea grazie a Wilhelm Reich il quale sosteneva l’esistenza di interconnessioni tra la sfera psichica e quella somatica così profonde e complesse da rendere indispensabile che in psicoterapia si intervenisse anche sul versante corporeo; il setting della psicoterapia corporea prevede sia il rapporto faccia a faccia, sia l’uso del lettino, sia il contatto corporeo.

Nel secondo ’900 si trovano le psicoterapie psicodinamiche di gruppo. Il setting di gruppo permetteva di offrire prestazioni a un numero maggiore di utenti quindi divenne una modalità molto utilizzata dai professionisti che lavoravano in servizi pubblici perché così si potevano prendere in cura un numero elevato di pazienti. Si usa distinguere la psicoterapia di gruppo da quella in gruppo: il terapeuta di gruppo centra la sua attenzione sulle dinamiche di gruppo e sul gruppo nella sua totalità, non sulle componenti intrapsichiche individuali.

Un altro scisma importante fu quello di Lacan il quale fu espulso dalla società psicoanalitica nel 1950 e per segnare la differenza, si limitò a elidere una vocale parlando di psicanalisi. Tra le differenze tecniche c’è la riduzione delle sedute a 20 minuti.

L’analisi transazionale sviluppata da Berne effettua un esame delle transazioni che le persone mettono in atto tra se stesse e con le altre persone. In questo tipo di analisi, l’attenzione è rivolta ai giochi che le persone ‘giocano’ cioè alle interazioni ripetitive che possono risultare distruttive e ai copioni che le persone adottano nei giochi transazionali.

Un esempio contemporaneo di terapia psicodinamica breve è la terapia interpersonale di Klerman e Weissman in netto contrasto con la teoria psicoanalitica classica e si basa sui problemi dell’hic et nunc, il terapeuta non è più neutrale ma svolge un ruolo caldo e attivo.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale

A differenza della psicoanalisi e delle terapie psicodinamiche che si sono sviluppate in contesti clinici estranei allo sviluppo della ricerca psicologica di base, le terapie cognitive e comportamentali si sono sviluppate all’interno della ricerca scientifica di base. In una prima fase storica è prevalsa l’attenzione ai comportamenti quindi tramite le scoperte della psicologia sperimentale, si aiutavano le persone a modificare quegli aspetti del comportamento che procuravano disagio. La terapia comportamentale trae origine dalle esperienze pionieristiche che provenivano dalla scuola pavloviana e da un diffuso scontento per i modelli di intervento psicoterapeutico dell’epoca, in primo luogo quelli psicoanalitici.

Nel corso degli anni ’70, l’approccio comportamentale si arricchì di costrutti cognitivi. È ben noto come la ricerca cognitiva recente abbia dimostrato che in molti casi emozioni e cognizioni sono interconnesse e le risposte emotive precedono gli stati di consapevolezza. In particolare il modello cognitivo afferma che gli eventi cognitivi influenzano le emozioni e i comportamenti delle persone. Quindi la psicoterapia esplorerà tutti quegli aspetti che hanno creato la situazione di disagio presente con l’obiettivo di modificare sia la struttura cognitiva che quella emozionale che le modalità di comportamento.

In età adulta, il setting è individuale e faccia a faccia, in età infantile è spesso familiare. L’intervento familiare è comune anche con le famiglie dei tossicodipendenti, dei malati di schizofrenie e delle pazienti anoressiche. La durata dell’intervento si colloca al di sotto dell’anno e la frequenza delle sedute è settimanale. La formazione degli psicoterapeuti cognitivi e comportamentali ha luogo in dipartimenti universitari e l’aspetto centrale è la grande quantità di pratica clinica sotto supervisione.

Esistono notevoli differenze rispetto al modello psicodinamico, una in particolare interessa i fattori dell’eziologia di un disturbo: dal punto di vista psicodinamico, il trattamento cognitivo va criticato perché non affronta quei conflitti inconsci che si suppone siano all’origine del disturbo; dal punto di vista cognitivo-comportamentale, il trattamento psicodinamico non tiene conto degli specifici meccanismi che hanno prodotto e mantengono il problema proponendo un intervento generico che molto spesso non va al di là del placebo.

Psicoterapie umanistiche

Tali prospettive si collocano nei riguardi della persona umana. Senso della terapia è favorire il dispiegamento delle potenzialità insite nella persona per raggiungere l’autenticità. Grande rilievo ebbe la concezione filosofica fenomenologica la quale afferma che la malattia mentale fa parte dell’individuo, è un suo modo di porsi. La condizione umana presenta una serie di caratteristiche dolorose e difficili da accettare:

  • La consapevolezza di morte, che abbiamo cominciato a morire nel momento in cui siamo nati;
  • La consapevolezza della nostra impotenza rispetto ad avvenimenti esterni che possono avere drammatiche conseguenze sulla nostra vita;
  • La consapevolezza di una fondamentale solitudine.

La condizione umana è pertanto contraddistinta da una fondamentale angoscia esistenziale che accompagna l’individuo per tutta la vita. Compito del terapeuta è offrire sostegno, rispetto, comprensione ed empatia, aiutare la persona ad essere autentica e a mettersi in rapporto con gli altri attraverso relazioni autentiche piuttosto che manipolative.

La terapia centrata sul cliente di Carl Rogers

Le persone sono per loro natura buone, motivate a migliorare se stesse superando i propri problemi, infatti concetto cardine è proprio quello di realizzazione di sé. Le persone sono in grado di fronteggiare gli ostacoli e superarli. Il compito del terapeuta si basa su tre caratteristiche:

  • Congruenza cioè lo psicoterapeuta deve esprimere il vero Sé, comunicando in maniera sincera i propri sentimenti e i propri pensieri quando opportuno;
  • Empatia cioè assumere il punto di vista del cliente stesso comprendendolo;
  • Accettazione positiva incondizionata cioè un’accettazione priva di valutazione e giudizi.

Studi successivi hanno voluto verificare se le tre caratteristiche indicate da Rogers erano effettivamente sufficienti a rendere efficace l’intervento di uno psicoterapeuta, i risultati hanno però messo in dubbio queste caratteristiche. Merito di Rogers è quello di avere per primo usato la registrazione audio delle sedute terapeutiche a fini di ricerca.

La terapia della Gestalt

Il fondamento umanistico è rappresentato da una concezione ottimistica della natura umana: intrinsecamente buona, tende ad esprimersi creativamente e a sviluppare il potenziale umano. L’approccio stimola l’apertura all’esperienza, la presa di contatto con il mondo e con gli altri in modo immediato e per far sì che ciò avvenga, la terapia gestaltica predilige il setting...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roxx86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Curci Antonietta.
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