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IO e Me, invece, sono costrutti teorici che esprimono diversi momenti di tale processo.

Il me, ovvero il processo di vedere se stessi cm oggetti, spiega l’enfasi dedicata all’assunzione di RUOLO: porre il

proprio sé nell’atteggiamento dell’altro vuol dire guardare se stessi nel modo in cui ci guarderebbe il nostro

interlocutore, quindi rappresentare la propria produzione simbolica a se stessi dal p.d.v altrui. L’assunzione di

ruolo garantisce la che la propria produzione abbia senso poiché l’individuo smette di coglierla dal proprio p..d.v

per comprenderla in un’altra prospettiva.

SELF = esito di un processo interattivo

< è un costrutto

componenti: processi cognitivi, emotivi e sociali---organizzano:

§ l’azione

§ coscienza

§ comportamento

dando all’individuo un senso di continuità al proprio essere ed ai propri vissuti

ROLE TALKING = mettersi nei panni degli altri, cercando di assumere le loro prospettive, la persona si fa

un’idea del significato che gli altri riconducono agli oggetti ed alla persona stessa.Così si sviluppano significati

comuni e si forma L’ALTRO GENERALIZZATO = insieme delle aspettative sociali che, una volta integrate tra

loro, vengono ricondotte al gruppo nel suo complesso.L’orientamento indiv nn coincide necessariamente con tali

aspettative: esso è infatti il frutto di una conversazione che l’individuo vive interiormente e che non sempre

corrisponde al dover essere uniformato nella società o al sistema normativo da questa assunto.

Come si diventa devianti

DURKHEIM = un atto viene considerato deviante quando e se urta la coscienza comune, in tal senso le risposte

della collettività ad uno stesso atto possono variare nello spazio e nel tempo.

Un atto può essere considerato deviante solo in riferimento a un contesto socio-culturale, non esiste crimine che sia

tale in senso assoluto, così come sono diverse le reazioni sociali allo stesso crimine.

TEORIA DELL’ETICHETTAMENTO: il comportamento deviante non è solo l’effetto di azioni in contrasto con

le norme sociali, e nemmeno l’espressione delle caratteristiche intrinseche dell’individuo ma piuttosto il risultato di

un processo che coinvolge più attori.

NEO-CHICAGONIANI :

1) rifiutano di individuare le cause dell’insorgenza del comportamento deviante in fattori biologici, psicologici,

culturali e sociologici

2) lo studio della devianza deve spostare il focus nell’opinione pubblica—la società costruisce la devianza, nel

senso che sono i gruppi sociali che stabiliscono che cosa sia deviante, definendo le norme la cui infrazione

comporta l’attribuzione della qualifica di deviante

3) LEMBERT: distinzione tra devianza primaria e secondaria

devianza primaria : comportamento che, pur essendo obiettivamente deviante, non viene censurato e ,

quindi, non comporta una ridefinizione dello status sociale del trasgressore

devianza secondaria: il comportamento deviante viene ripetuto acquistando visibilità e sollevando una

reazione sociale. Così si ha l’etichettamento di una persona in quanto deviante da parte delle agenzie di controllo

sociale.

L’attribuzione di caratteristiche psicologiche e comportamentali può attivare l’auto attribuzione di schemi

prototipici o di tipizzazioni, i quali hanno organizzano il modo in cui le persone vedono se stesse, si attribuiscono

un ruolo e si preparano x l’azione.Il ruolo assegnato si trasforma in impersonato sfociando nella malattia.

Normalità e devianza in psicologia clinica: una sintesi

Nella storia delle scienze cliniche della psiche l’analisi del costrutto normalità/anormalità è centrale: esso

rappresenta un elemento di demarcazione tra:

1) prospettive che sanciscono i contenuti della normalità indipendentemente dal p.d.v dell’osservato

2)discipline che hanno costruito le proprie pratiche e conoscenze in funzione dell’osservato e delle sue richieste,

assumendo come proprio il p.d.v di colui che porta il problema.

La rinuncia ad un criterio oggettivo di discriminazione tra normalità e devianza implica una rivisitazione della

questione gnoseologica, in particolare dove ci si riferisce ai fenomeni psichici. Poichè la psiche non è identificabile

nessuno specifico oggetto concreto le teorie psicologiche si devono interrogare sul rapporto tra

territorio( fenomeni mentali che si indagano ) e mappa (teoria) che li rappresenta.

SALVINI = lo psicologo incontra molti eventi che sono il risultato :

1)delle azioni e delle attività mentali di colui che le racconta

2)delle categorie attraverso le quali l’esperto cerca di configurarle.

in psicologie le teorie sono diverse tra loro perché portano diverse spiegazioni, difatti lo scienziato può coltivare

opzioni diverse a seconda di come sia più utile configurare il problema. Ciò non avviene per le altre scienze.

Salvini riconduce le teorie della psicologia a tre modi di rispondere all’interrogativo circa l’esistenza di un mondo

indipendente dal soggetto che lo conosce:

1)realismo empirico

2)realismo ipotetico

3)realismo concettuale

realismo in qustso caso si riferisce ad una classificazione di teorie nell’ambito della psico clinica

REALIMO EMPIRICO :

< considera la realtà data, cioè esistente indipendentemente dalle categorie conoscitive dell’osservatore.

<le teorie emergono dai fatti più che precederli

< i fatti hanno un carattere dato e non interpretato

< scopo del ricercatore = trovare le leggi che spiegano e consentono di prevedere un fatto psicologico

questo perché i legami che mettono in relazione i vari enti sarebbero di natura empirico-fattuale. Poichè una certa

causa genere sempre un effetto, l’intervento in un punto della catena causale da parte del ricercatore può

modificare il flusso degli eventi e controllarli

REALISMO IPOTETICO :

<teorie che assumono per vera l’esistenza della realtà, esterna ed oggettiva, ma non la considerano conoscibile in

modo diretto.

< crede che i fatti non siano un prodotto della teoria --- gli eventi che studiamo assumono la forma di metodi che

usiamo x indagarli—la nostra conoscenza dipende dalle procedure di studio e di analisi.

< si ammette che possono esistere tante realtà quante sono le teorie che se ne occupano

< teorie psicologiche sono dei costrutti ipotetici che rappresentano una delle possibili configurazioni della realtà

REALISMO CONCETTUALE: la realtà psicologica è costruita mediante le categorie conoscitive e linguistiche che

usiamo x descriverla.

< fanno parte le teorie psicologiche che condividono un’immagine di uomo capace di generare attivamente le

proprie rappresentazioni del mondo e degli artefatti sociali, attribuendo significati in funzione delle proprie

intenzioni ed attese.

< accomuna quelle teorie psicologiche e sociologiche che studiano l’agire comunicativo dotato di senso anche in

base alle teorie possedute dagli individui, poiché queste, mentre spiegano ed interpretano la realtà, finiscono x

produrne un’altra.

Realismo empirico e concettuale sono due assunti di tipo pluralista.Se la mappa nn è il territorio e per ogni

territorio possono essere usate più mappe, il rapporto teoria-realtà è dettato dall’uso della mappa più efficace e

funzionale rispetto al problema da indagare e risolvere.

Salvini:in psicologia e nelle scienze del comportamento possono be individuati due paradigmi:

mecanomorfismo : 1)considera compito della psicologia lo studio delle funzioni psichice e del comport

umano considerati come entità naturali-

2) l’essere umano risponde a leggi universali

3) essere umano è oggetto agito da cause più o meno controllabili dal ricercatore

4) non vengono considerate le condizioni di contesto che favoriscono o inibiscono le scelte di condotta né le

interazioni

antropomorfismo: 1) l’uomo è concepito come agente attivo della propria storia e delle proprie scelte

2)azioni umane sn costruite in modo interattivo

3)eventi sono artefatti e devono be indagati cn i metodi delle scienze storico-sociali

4) il significato si modifica nel flusso degli eventi e della socialità sulla base degli scopi e dei ruolo

Gran parte della psicologia tradizionale è collocabile nel mecanomorfismo.

(schema pg 40)

L’etnometologia = studio dei modi in cui i membri di un gruppo etnico danno senso alla propria esperienza e

comprendono la loro attività.

si fonda su due concetti:

indicalità = nessuna affermazione può avere un significato indipendente dal contesto

riflessività = nn esiste una realtà oggettiva, ogni osservazione costituisce la realtà setssa.

Secondo tali presupposti , i membri di un gruppo etnico, nel momento in cui agiscono danno senso a quello che

fanno, cioè lo spiegano, il seno del loro agire è l’azione stessa-

Garfinkel = sostiene che ciò che è considerato ovvio è la premessa indispensabile per l’azione e che gli

individui sono in grado di interagire tra loro solo perkè evitano di interrogarsi su ciò che considerano come ovvio:

è questa dimensione tacita che tiene insieme la società.

La forma di conoscenza più rilevante è quella di tipo tacito e pratico e nn quella di tipo discorsivo e teorico, le

regole si conoscono perché si applicano nn perkè si analizzano in modo discorsivo.Da qui il senso ultimo

dell’etnometologia : comprendere il modo di usare ciò che gli interlocutori avevano detto come metodo x stabilire

ciò che avevano detto.

Quando si cerca di spiegare una data pratica si realizzano gli stessi procedimenti messi in atto da chi l’ha introdotta

e la gestisce.La spiegazione consiste nell’individuare un ordine, ovvero rendere osservabile e razionale un

fenomeno.

Quando si riconosce il senso è l’oggettività della situazione. Il modo in cui è organizzata cessa di be problematico e

diventa ovvio.

sé e identità :dall’interazionismo al costruzionismo

INTERAZIONISMO SIMBOLICO =Quando si parla d’identità si fa riferimento a :

1) continuità

2)individualità

3) auto riflessività

continuità: si pone il problema di quale sia il fondamento del senso che ciascuna persona ha di be sempre se

stessa attraverso il tempo, nonostante le trasformazioni somatiche, psichiche,ambientali

individualità:si pone la questione di cosa differenzi ogni persona da tutte le altre

il problema dell’identità si declina dunque in termini di individualità e unicità

Dalla tradizione filos empiristica deriva una tesi che è stata fatta propria

dalla psicologia interazionista = il sentimento d’identità deriverebbe da una costruzione della

memoria, che instaura relazioni tra impressioni mutevoli, presente e passato.Non esisterebbe quindi un substrato

che unifica impressioni e percezioni del soggetto, al punto che non si potrebbe parlare di identità nel senso di una

sua stabilità ma cm insieme di diverse identità che una xs assume nel corso del T.

obiezioni

Diverse sono state mosse a questa tesi , riassumibili nell’dea che essa dia luogo ad un circolo

vizioso: se l’identità è definita in termini di costruzione della memoria, la memoria deve essere a sua volta

definibile in termini di identità xsonale. Se vi è ricordo di un evento, ciò necessariamente postula l’esistenza di un

soggetto che ricorda, in tale riferimento a un soggetto starebbe l’ammissione di un sostrato unificante dei diversi

ricordi, pensieri…

auto riflessività : consiste nella capacità di farsi oggetto a se stesso, nella possibilità di focalizzarsi sui

propri stati e di sperimentarli attraverso il ling. Perchè si possa parlare dell’esistenza di un sé, occorre non solo che

sia possibile avere percezioni, sensazioni, ricordi ma che ci si renda conto di essi come propri.

Si fronteggiano due posizioni opposte:

1) posizione che afferma l’esistenza del sé ( sostrato ontologico) come unificatore dei processi psichici

2) quella che la nega ( interazionismo e costruzionismo sociale)

costruzionismo sociale:

< il sé :

+ è inteso come la singolarità che ognuno di noi sente di be

+è il luogo dal quale una xs percepisce il mondo e da cui agire

<essere umano è caratterizzato da processi bio - fisiologici e socio -conversazionali.

§ processi socio conversazionali = è riconducibile la sfera del mentale

Individualità e singolarità sono legate la corpo: esse non hanno altri attributi se non la posizione nello spazio e nel

T, posizione a partire dalla quale si generano i nostri p.d.v

Posseder un senso del sé significa avere il senso di dove si è collocati:

- in quanto organismo naturali, nello spazio e nel T

- in quanto persone, nelle reti relazionali in cui si è coinvolti

Ciò che fa dell’organismo una persona è la collocazione in uno spazio sociale

Così la psicologia si configura cm una scienza del corpo e della persona

concetto di persona: la persona possiede solo attribuito corporei e quelli che derivano dalla collocazione

in un ordine sociale

Studiare i processi mentali significa studiare il linguaggio e la grammatica in cui l’esperienza umana si esprime

nelle varie culture. A culture diverse corrispondono psicologie diverse, in rapporto alle differenti grammatiche dei

vari linguaggi in uso.Il metodo adeguato della psicologia consiste nell’analisi del discorso, della conversazione, dei

giochi linguistici caratteristici delle diverse firme di vita.

GERGEN = non è vero che l’individuo sviluppa, attraverso il processo di socializzazione, un concetto stabile e

duraturo di ciò che è, nn si possono avere atteggiamenti duraturi verso se stessi.

costruzionismo radicale:

- la riconduzione della discussione sul sé alle proprietà fisico corporee dell’organismo non può considerarsi

definitiva

-problema dell’identità = 2 concezioni:

1)io attaccapanni = il sé è l’insieme delle varie e mutevoli posizioni che l’individuo può assumere nei vari contesti

relazionali

2) si riconosce l’esistenza di alcune proprietà delle persone.Le posizioni che l’individuo può assumere nella

conversazione non sn infinite ma vincolate, ad es, alla sua storia relazionale.

L’idea di stampo interazionista secondo cui l’identità è costruita nei processi comunicativi e sociali sfocia nella

tesi costruzionista dell’identità come posizione nei sistemi sociali e nei processi

conversazionali. Ciò comporta uno svuotamento ontologico del concetto di persona. Lo stesso concetto di

posizione non è così evidente.Si tratta di un concetto correlazionale: una posizione è tale solo in riferimento ad altre

posizioni, analogamente al ruolo che tale solo in relazione ad altri ruoli.

HARRé = mitiga la portata della tesi radicale sociocostruzionista: se considerata cn attenzione, la posizione

sociocostruzionista comporta che ci siano aspetti sia universali che specifici della condizione e umana e forme sia

universali che specifiche del senso del sé.

La tesi dell’identità come posizione conversazionale è condivisa sul piano della psicoterapia da alcune correnti

dell’approccio sistemico-relazionale.

Le psicoterapie sistemico-relazionali:dalla pragmatica al costruzionismo

Approccio sistemico-relazionale :spiega i fenomeni psicologici in termini di relazioni tra individui,

anziché di proprietà interne ai singoli individui.

la mente, l’io , la soggettività sn fenomeni contestuali che si mantengono nell’interazione sociale<. Le relazioni

interpersonali e i processi comunicativi sn il fattore cruciale in grado di spiegare aspetti di solito considerati propri

del singolo individuo

PRICIPIO METODOLOGICO:allargamento del campo di osservazione al contesto di funzionamento del sistema.

teoria generale dei sistemi

SISTEMA: deriva dalla = studia i sistemi viventi aperti, che scambiano

proprietà

informazioni con l’ambiente circostante ( il contesto) e sono caratterizzati da

1)totalità (il sistema è un tutto riconducibile alla somma delle sue singole parti, caratterizzato da proprietà

emergenti)

retroazione

2) (il sistema è caratterizzato da una forma di causalità bidirezionale, tale che se A influenza B, B a

sua volta retroagisce su A)

equifinalità

3) ( da condizioni di partenza identiche si possono determinare risultati diversi e, viceversa,

condizioni iniziali diverse possono dar luogo allo stesso risultato) doppio legame

Uno dei più noti concetti sistemici nell’ambito della psicologia clinica è quello di : ogni sistema

comunicativo è qualificato da un meta messaggio che ne definisce il contesto dando le informazioni necessarie x

interpretarlo correttamente.Quando si contravviene al divieto di confondere i livelli logici diversi si generano dei

paradossi comunicativi che possono generare patologie psichiche.

lo spostamento delle radici della patologia dall’individuo al contesto:

Vi è l’origine della follia non è

ricercata nell’individuo ma in una rete sociale caratterizzata da modalità comunicative distorte, alle quali il paziente

considerato folle risponde in modo coerente e adeguato.

TERAPIA FAMILIARE.

Lo sviluppo di questo approccio è legato a quello della La famiglia viene assimilata ad

un sistema, ossia ad una totalità organizzata di relazioni comunicative non riducibile alle caratteristiche dei singoli

membri, che tende a trovare un equilibrio di funzionamento anche a costo della patologia di uno dei suoi membri.

modello pragmatico

Nasce il le soggettività dei singoli membri vengono messe tra parentesi, per rivolgere

l’attenzione :

1)alla famiglia come unità

2)alle ridondanze comunicative che caratterizzano il sistema familiare qui e ora

3)effetti pragmatici che la comunicazione disturbata ha sul comportamento osservabile delle persone.

Il terapeuta deve assumere una posizione esterna al gioco familiare.

modello pragmatico entra in crisi

ANNI 80 e l’approccio sistemico fa propri alcuni presupposti di

matrice costruttivista.

1) si riconosce che qualunque messaggio comunicativo viene interpretato sia dall’emittente che dal ricevente

2)emerge il problema del significato e della soggettività

3) si riscopre l’individuo, con il suo mondo interno e la sua storia relazionale, quale fattore determinante x spiegare

il funzionamento del sistema.

4) la famiglia è vista come una composizione di individui e delle loro differenze.

Anche a livello di intervento terapeutico vi sono dei cambiamenti:

1)accanto alle terapie familiari, vi sono quelle individuali, di coppia…

2)abbandono della metafora della mente cm scatola nera a favore di n recupero d’interesse x a)le diff individuali

b) i significati sottesi alle comunicazioni osservabili

c)l’individuo

3)sistema identitario dell’individuo visto cm unico e in continuo cambiamento.

4) terapeuta nn assume più una posizione esterna

5) la psicoterapia si configura come una co-costruzione di nuovi significati, plausibili ma discordanti rispetto alla

visione che i pazienti hanno del problema

6)la terapia è una co-costruzione sociale

7)lì intervento è attuato da un sistema terapeutico che comprende la famiglia, nn vi è più la concezione

dell’intervento terapeutico come azione su un sistema familiare che non funziona.

Una visione di questo tipo implica:

a) la revisione del concetto di diagnosi psicopatologica = è da considerarsi una cornice concettuale che orienta

l’osservatore piuttosto che una reale caratteristica dell’ogg osservato

b)la diagnosi è la valutazione di un sistema del quale sono compresi , insieme al paziente, l’equipe terapeutica,

l’inviante e il contesto relazionale e semantico in cui ha luogo il processo diagnostico.

Il costruttivismo in terapia sistemica trova un’espressione nel modello milanese e nelle terapie narrative.

Caratteristiche comuni a questi modelli:

1) fluidità del setting terapeutico

2) adattabilità a sistemo sociali molto diversi tra loro

3)rinuncia al costrutto tradizionale di sistema familiare

4) approssimazione ad un approccio ecologico, conversazionale e narrativo

NARRATIVISMO è caratterizzato da due idee di fondo :

1)Ciò che comunemente si chiama identità xsonale è la storia che il sogg racconta su di sé, tae stria è inserita in una

complessa rete narrativa costituita dall’insieme delle diverse storie che gli altri significativi raccontano sul sogg, le

cui voci sono da lui interiorizzate

2)la psicoterapia è un processo di rinarrazione condivisa che consente al paziente di svincolarsi da storie patogene,

nella rete delle quali egli è rimasto intrappolato, sviluppando il malessere che lo ha portato in terapia

Raccontare una nuova storia terapeutica significa pertanto attribuire nuovi significati agli eventi di vita del paziente

dai quali egli si sente sopraffatto,Questo processo di risignificazione mette in luce la natura costruttivista degli

approcci narrativi alla terapia psicologica

Secondo le versioni più radicali del narrativismo , l’approccio del terapeuta e del non sapere.

In tali ipotesi sono insiti i rischi di soggettivismo e di relativismo.Se al terapeuta , che nn può uscire dal proprio

orizzonte soggettivo, nn resta che dichiarare l’inconoscibilità del sistema osservato (paziente) e porsi nella

posizione di nn esperto, il ruolo di espero del problema passa al cliente, il quale è venuto in terapia xkè nn riesce a

risolvere il problema.

In questa prospettiva di inversione dei ruoli. Il terapeuta nn sembra potere fromulare ipotesi chaire sulla causa del

disagio del paziente, con la conseguenza di condannarsi all’immobilità o di muoversi a caso senza sapere cosa fa e

perché lo fa. Tuttavia chi pretende di lavorare senza ipotesi in realtà lavora con ipotesi implicite che come tali sono

difficilmente confutabili.

Inoltre considerare l’identità come una delle possibili storie che ciascuno può raccontare su di sé, pone alcuni

problemi anche sul piano teorico: a ben vedere infatti la narrazione di una storia presuppone un soggetto narrante,

la cui identità però coincide cn la storia narrata.Si configura così un circolo vizioso analogo a quello considerato a

proposito delle prospettive interazioniste e ostruzioniste sul sé e l’identità.

Il sé come posizione conversazionale:la teoria delle polarità semantiche familiari

la teoria delle semantiche familiari assume che in ogni famiglia la conversazione sia organizzata in polarità di

significati antagonisti ( buono/cattivo…)tali dimensioni semantiche derivano dal contesto culturale e sociale di cui

la fam fa parte, ma solo alcune tra quelle presenti nella cultura si rif risultano salienti in una fam. Ciascun membro

definisce se stesso in rif alle polarità semantiche importanti della sua fam. Ogni xsona, componendosi cn gli

altri,condivide con loro le stesse modalità di attribuzione di significato e di conseguenza lega la propria identità a

quella degli altri.In questo senso l’identità si configura come una posizione relativa nella conversazione familiare.

Le possibili posizioni su cui l’individuo può collocarsi non sono infinite ma sono vincolate dalla semantica

familiare e dalla configurazione relazionale che viene nel tempo a costruirsi tra i membri della famiglia. Tale

configurazione è dotata di stabilità e contribuisce alla formazione dell’identità personale.

UGAZIO avanza la tesi che ogni organizzazione psicopatologica sia caratterizzata da una specifica polarità

semantica ( es libertà/dipendenza per i disturbi fobici).Il paziente è colui che, rispetto a tale dimensione critica, si

trova in una posizione in cui sperimenta una situazione di circuito riflessivo bizzarro, tale da rendergli impossibile

comporsi con gli altri.Il disagio psicopatologico soggettivo è quindi ricondotto a dimensioni semantiche

intersoggettive: vi è una connessione tra significati personali, familiari e culturali per la spiegazione della

psicopatologia.

Conclusioni

Interazionismo, ostruzionismo e teorie sistemiche sono accumnati dall’adozione di un approccio contestuale: il

contesto relazionale, soc, fam, culturale gioca una parte fondamentale.

Gli approcci contestuali hanno contribuito a mettere in discussione l’idea che lo sviluppo normale debba seguire

un sequenza invariante di stadi.Le teorie stadiali sono critiche perché sottovalutano la componente sociale in favore

di un modello idealizzato delle normali tappe di sviluppo.

tratto che caratterizza approcci contestuali = Il richiamo a considerare la natura convenzionale di quanto si ritiene

assodato, sia a livello comune sia a livello scientifico.

SENSO COMUNE = la realtà è tale indipendentemente dal rapporto con chi la osserva

CONTESTUALISTI: nulla è reale se non vi è accordo sul fatto che lo sia

E’ solo a partire dalle nostre relazioni che il mondo si riempie di oggetti e il modo in cui ricostruiamo gli eventi

linguisticamente può farne delle realtà molto diverse. Comunicando si creano e si condividono dei criteri di

discriminazione del reale.

Cap 3 costruttivismo e fenomenologia

Capita sempre più spesso che in letteratura si senta parlare di prospettiva fenomenologico-costruttivista o di teoria

costruttiviste-fenomenologiche. L’accostamento dei due indirizzi di ricerca sta diventando quasi scontato, qui si

cercherà di mettere a confronto i due orientamenti scientifici.

Una rivoluzione annunciata

In entrambi i campi si parla spesso di rivoluzione. L’intento rivoluzionario è diretto verso la tradizione scientifica

precedente e, in questo comune obiettivo di sfidarne i presupposti, si trovano le ragioni profonde della comunanza

tra fenomenologia e costruttivismo.

La critica alle scienze oggettive

la concezione tradizionale della scienza è quella di un’attività finalizzata a presentare la realtà così com’è e a

scoprire le leggi che la regolano. Raggiungere una coscienza oggettiva è lo scopo delle operazioni scientifiche e i

metodi di ricerca sono stati concepiti in conseguenza a tale progetto.

Fenomenologia e costruttivismo sfidano questa visione secondo la quale la conoscenza è un riflesso del mondo là

fuori, mostrando che la scienza è una costruzione e che la conoscenza è connessa con la nostra presenza nel

mondo.Questo è il p.d.v fondamentale che unisce le posizioni costruttiviste a quelle fenomenologiche.

COSTRUTTIVISMO RADICALE: parte dall’assunzione che la conoscenza è nella testa delle persone e che il sog

non ha altra alternativa che costruire ciò che conosce sulla base della propria esperienza

HUSSERL ( fenomenologia): occorre intuire che il problema è quello dell’ultima donazione di senso da parte della

conoscenza.Ci deve essere la volontà di ritrovare sotto lo strato di conoscenze scontate l’origine del nostro legame

con il mondo, l’intenzionalità che ci collega agli oggetti.Ma questa scoperta mette in discussione l’impalcatura delle

scienze naturaistiche, perché queste si sono costruite sul presupposto di una realtà indipendente dal soggetti e

hanno prodotto una conoscenza slegata dall’esperienza.

MARLEAU PONTY: tutta la scienza deve essere ripensata a a partire dal nostro vissuto

La messa in parentesi dell’ovvio l’EPOCHé,

Per uscire dall’inganno dell’oggettività, il primo passo metodologico proposto dalla fenomenologia è la

messa in parentesi delle presupposizioni e delle acquisizioni scontate , compresa l’esistenza di una realtà esterna.

Ma non si tratta di una negazione della realtà perché mentre mettiamo in parentesi la tesi del mondo, la tesi rimane

sempre quella che è, essa esiste.Piuttosto che allontanarci dal mondo, la riduzione dì fenomenologica ce lo

restituisce nella sua forma originaria, rivelando l’assurdità delle precedenti costruzioni.Attraverso la riduzione, la

messa in parentesi, si scoprono le modalità reali della conoscenza e il legame intenzionale che rende impossibile

separare il soggetto dai suoi oggetti.Si scopre il primato dell’esperienza sull’idea di mondo.

Fondazione di una scienza d’esperienza

Un punto cruciale in cui si incontrano fenomenologi e costruttivisti è di fondare una scienza dell’esperienza,quello

di tornare al mondo della vita.

Mondo della vita = sfondo preteoretico che ci avvolge e che ci fa incontrare con gli altri e con le cose: è fatto di

percezioni, di modi sentire e di sentirci..

Gli autori di impostazione costruttivista che operano nelle scienze cognitive e nelle neuroscienze hanno trovato in

Marleau-ponty un autore fertile.

MARLERAU_PONTY=il programma di questa scienza nuova sta:

1) nel ritornare al mondo vissuto al di qua del mondo oggettivo

2)nel restituire alla cosa la sua fisionomia concreta

3) restituire agli organismi il loro modo di trattare il mondo

4) restituire alla soggettività la sua inerenza storica

5) nel ritrovare i fenomeni, lo strato di esperienza vivente attraverso cui l’altro e le cose ci sono originariamente

dati

L’intento di recuperare l’evidenza nel campo fenomenico e di riferirsi all’esperienza si sta diffondendo in molti

settori scientifici, ciò ha portato a un ripensamento di molti temi come:

a) corporeità

b)spazialità

c)temporalità

d) linguaggio e comunicazione corpo,

Al centro di questo ripensamento è il non più trattato come ogg nel mondo, ma riscoperto come veicolo

corporeità

della nostra comunicazione con esso.Dal p.d.v dell’esperienza, la vissuta ha una sua spazialità e

temporalità che non corrispondono al tempo e allo spazio delle scienze naturali.

coscienza = non è situata nel cervello ma è immanente al corpo e allo spazio interpersonale

< non coincide con gli stati mentali o con i processi celebrali

<è l’intera presenza impegnata nel mondo naturale e sociale

Varela sviluppa una concezione enattiva della conoscenza in cui il concetto di embodiment recupera l’intera

presenza psicofisica e in cui i processi cognitivi prendono vita nel concreto agire del soggetto. Il tema

dell’embodiment, questo dare corpo alla mente, sta diventando un nuovo paradigma di ricerca x le scienze

cognitive.

Il valore scientifico dell’intersoggettività

Caduta l’illusione dell’oggettività, la verifica può avvenire solo tramite l’altro guardato come risuonatore empatico,

cm eco consensuale della propria esperienza.

Nel costruttivismo l’incontro di vedute diverse è l’unica garanzia di conoscenza condivisa.Tale scambio di vedute

viene chiamato ENATTIVO:

Non potendo più far conto su rappresentazioni corrette della realtà, la conoscenza è concepita come un processo

dinamico e auto-organizzato che prende forma negli scambi reciproci.La con sensualità e l’accordo tra osservatori

o sistemi viventi, diventa il criterio principale della validità delle conoscenze.

Anche la scienza è un dominio consensuale, costruito attraverso le interazione con le altre entità cognitive, ma nsn

prospettiva può prendere il sopravvento sostenendo la sua aderenza alla verità.

Il costruttivismo sociale e il costruttivismo accentuano in questa direzione il ruolo del linguaggio.

WITTENGENSTEIN = il ling nn è espressione di stati interni, ma è sociale nelle sue origini, usi e implicazioni.

CRITERIO FONDAMENTALE = una scienza può basarsi solo sulla comunicazione.Anche la fenomenologia ha

dato uno spazio centrale all’intersoggettività.

A partire dalla riflessione di Husserl il problema dell’alterità è intrecciato alla possibilità di costruire un mondo

comune.

MATURAMA = parla di accoppiamento strutturale esprimendo l’interazione con il campo d’esperienza, da cui

emergono la coscienza e il linguaggio.In questo campo noi troviamo l’altro cm validatore.

Insieme alla funzione di conferma, l’latro, in fenomenologia si connota come mio simile, che partecipa a

strutturare la mia esperienza.In tale riconoscimento si radica l’empatia intesa come presentificazione del vissuto

altrui

THOMPSON =empatia è la forma unica di esperienza intenzionale, noi abbiamo esperienza dell’altro cm un tutto

attraverso l’empatia.

VARELA = ò’empatia è la forma fondamentale del nostro essere cn altri

Quindi ci è la comune necessità per il costruttivismo e x la fenomenologia di fondare sull’incontro

intersoggettività una nuova idea di oggettività.

DIFFERENZA NEL VEDERE TALE NECESSITà:

costruttivisti:insistono sull’aspetto sociale, storico e culturale del consenso, cm un linguaggio freddo

fenomenologi: il linguaggio è evocatore di riconoscimento dell’altro e di partecipazione ad un destino comune e a

un comune orizzonte di esperienza.

In tale diff si intravede un primo scarto che crea una distanza non trascurabile rispetto alle dimensioni del vissuto,

del sentire e dell’intuizione, completamente assenti nelle mediazioni e nelle trattazioni interpersonali concepite dai

costruttivisti.Ma anche il costruttivismo radicale non prevede una vera e propria comunicazione tra i

partecipanti.Ciò che conta nn è il rapporto ma il risultato, il fatto che i significati siano compatibili.Anche x il

fenomenologo è rilevante la compatibilità. Ma essa è solo l’effetto della comprensione, radicata nell’esperienza

originaria della vita umana.

La riflessività = criterio per cui ogni teoria deve tener conto della propria costruzione

MARLEAU PONTY = se una persona usa un linguaggio, i termini, le affermazioni della teoria dei costrutti, deve

accettare che questi siano applicabile a se stessa come ai suoi oggetti, ai suoi pazienti e al mondo in generale

Sia il costruttivismo che la fenomenologia recuperano nell’agire scientifico quello sguardo da dentro che il

naturalismo aveva messo da parte nell’illusione dell’oggettività

Difesa dai fraintendimenti:l’accusa di idealismo

Fenomenologia e costruttivismo condividono la messa in parentesi della realtà oggettiva, ciò ha provocato le

seguenti accuse da parte della comunità scientifica:

1)ripresentare in forma nuova il vecchio idealismo filosofico

2) costruire una delle tante versioni del relativismo post- moderno

Risposte:

glasersfeld =la più frequente obiezione si configura cm accusa di negare la realtà, ma nn è così.Il

costruttivismo nega solo che possiamo avere una conoscenza razionale della realtà al di fuori della nostra

esperienza

Rigler: ogni ricorso alla realtà non fa ricorso a una realtà indipendente dalla mente.Tuttavia sembra difficile far

accettare ai realisti e agli oggettivisti l’idea che si possa tornare all’esperienza del conoscere senza presupporre un

mondo esterno alla conoscenza.La radice dei fraintendimenti: se si nega la realtà oggettiva, allora non esiste nsn

realtà, se non c’è una verità oggettiva allora tutte le verità saranno relative. In questa logica la proposta conoscitiva

dei costr e dei fenom diventa il contrario del realismo ed è assimilato all’idealismo. O il contrario dell’oggettivismo

diventano relativismo

Difesa dei fraintendimenti: l’accusa di relativismo

altra accusa: produrre una conoscenza senza alcun ancoraggio , di sostenere una concezione relativistica che

potrebbe sfociare nel nichilismo.

RISPOSTE:

raskin: assolutismo e relativismo sono due poli necessari al processo di sviluppo: ogni volta che cambiamo un

costrutto siamo relativisti,ogni volta che lo applichiamo siamo costruttivisti

Foerster:se rinunciamo all’oggettività non abbiamo più certezze stabilite dalle scienze ufficiali e siamo costretti

a prendere posizione di fronte agli altri

kelly: alter nativismo costruttivo: il fatto che possiamo ricostruire gli eventi in modi diversi non vuol dire che

costruzione sia buona cm qualsiasi altra ma dire che qualunque cosa che esiste può essere ricostruita. Non significa

che non fa differenza come è costruita.

binswanger: afferma la possibilità di forme alternative di percezione dell’essere con l’avvertimento che se si

crede di poter trarre da ciò la conclusione che tutto è relativo si commette un errore perché una conclusione del

genere trascura l’esistenza, la quale decide sempre per uno di quei modi.

Le posizioni divergono se si prende in considera<ione la fenomenologia di husserl e il ostruzionismo sociale

HUSSERL: contro il relativismo in nome di una ricerca dei principi che fondano la conoscenza e della validità dei

suoi contenti

COSTRUZIONISTI: sostengono i vantaggi del relativismo accentuando l’inclinazione storicistica e

contestualistica. Ogni conoscenza si situa dentro una tradizione, un contesto discorsivo o una matrice disciplinare,

fraintendimenti reciproci

fen e costrutt sono andati incontro a reciproci fraintendimenti e incomprensioni.

KELLY viene spesso accostata alla fenomenologia ma egli rifiuta tale accostamento perché sostiene che la

fenomenologia è tutta concentrata sul singolo e nn gli offre la possibilità di sfide esterne, del confronto di risorse

interne.L’uomo della fenomenologia non ha alcuna possibilità di condividere la sua situazione soggettiva .

GERGEN E SEMIN considerano la fenomen tr essenziali sta. Ritengono che sia insuff una scienza che si limiti a

riflettere sull’esperienza, anche erchè non si può presumere l’esistenza di altri che possono capire tale

riflessione.Nel corso delle ricerche il fenomenologo sembra presumere l’esistenza di un’altra xsona indipendente

dalla sua esperienza, la fenomenologia dovrebbe spiegarsi meglio

Si trova anche una diffidenza del costruttivismo da parte dei fenomenologi che lo assimilano al relativismo

filosofico. RISP = CONFRONTO

La differenza essenziale

Nell’Atene del quinto secolo Socrate e i Sofisti si incontrano sule piazze x dialogare.

Essi si interessarono x la prima volta all’uomo e alle questioni umane: la questione della conoscenza, del bene e del

male, della giustizia, della virtù.Inoltre li unisce l’insoddisfazione x la tradizione precedente.

metodo di procedere è diverso:

I sofisti x Glaserfield sono i precursori del costruttivismo radicale.

Il principio di viabilità sostenuto da Glaserfield somiglia molto alle tesi degli antichi interlocutori di Socrate:

-la funzione della conoscenza è adattiva,

-serve all’organizzazione dell’esperienza,

-a rendere percorribile il mondo che ci è disponibile.

-Viabilità=non rilevare alcuna discrepanza

Anche quando si parla di fondamenti della teoria possiamo solo fidarci della supposizione: ogni costruttivismo

comincia con la supposizione che ogni attività cognitiva ha luogo nell’esperienza di una coscienza che mira ad una

meta.

HUSSERL = cerca un principio di evidenza

< funzione dell’epochè = condurre a quella verità che non deriva da presupposizioni o teorie, ma dal fondo

dell’esperienza

Strumento del fenomenologo = la supposizione è confermata intuitivamente.

< per conoscere scientificamente l’esperienza non si può scavalcare l’intuizione ---si tratta di trasformare le

intuizioni profonde in forme razionali inequivocabili (husserl)

INTUIZIONE deve esercitarsi attraverso:

-riduzione

-riconoscere le generalità che l’esperienza reale fa emergere per rintracciare i:

a) i nessi tipici tra i fenomeni

b)le regolarità

c)le leggi che governano l’esperienza

COSA HANNO IN COMUNE FENOMENOLGIA E SCIENZE MATEMATICHE:

1) avere come tema i significati essenziali e le condizioni dei rapporti delle cose in natura

2) cercano regolarità direttamente afferrabili nelle configurazioni dei dati

3)consentono di applicare le conoscenze essenziali nelle scienze empiriche

tecnica della variazione d’esempio

4) metodi = la loro continuità è sottolineata dalla suggerita da

HUsserl =

a) come in geometria la struttura di un triangolo può essere conosciuta sia che lo si disegni sia che lo si raffiguri

mentalmente, nello stesso modo posso conoscere la struttura di un’esperienza guardando in ogni sua

affermazione.

b) come in geometria il teorema di Pitagora rivela una relazione tra i lati del triangolo rettangolo, che è valida x ogni

concreto esemplare, così la conoscenza delle relazioni essenziali tra fenomeni potrebbe darci una norma per

conoscere le singole esperienze.

Costruzione e costituzione

La scoperta di non poter avere un accesso diretto alla realtà, ma solo alla nostra esperienza della realtà è il motivo

di fondo che accomuna costruttivismo e fenomenologia.

implicazioni scientifiche che ne derivano = decostruzione di un’epistemologia cha ha avuto un predominio

secolare.

RISPOSTA ALLA SFIDA LANCIATA DALL’OGGETTIVITà NATURALISTICA:

costruzionisti = è la teoria a costruire i fatti, qualche volta a crearli

< non sarà mai possibile affermare che una costruzione del mondo è vera

< si ci si può solo accordare su quale teoria è più funzionale , più adatta al momento

fenomenologi =si tratta di costituire la realtà

< costituzione = processo che consente a ciò che è costituito di apparire, di manifestarsi e presentarsi per ciò che è

<la ricerca dell’essenziale consente di fidarsi di una normatività che emerge dalle cose stesse

Cap 4. L’approccio cognitivo costruttivista:dal cognitivismo al post razionalismo.

• alla ricerca delle radici

cognitivismo costruttivista:

-approccio psicoterapeutico

- fin dall’inizio si è posto come un modello di lavoro clinico attento ai risultati della ricerca sia in ambito

clinico sia delle scienze psicologiche, neurologiche o affini a ciò che è il funzionamento individuale e

sociale dell’essere umano.

Cambiamenti nel tempo:

1)novità sulla concettualizzazione del disagio e della sofferenza

2) apporto da idee provenienti da altri ambiti clinici:

a) teoria dell’attaccamento

b)sviluppi sperimentali della ricerca neuro scientifica

3) ricerca sull’efficacia della psicoterapia sui pazienti

4) individuare dei protocolli d’ intervento

motivi che hanno generato la comparsa dell’approccio cognitivo in campo clinico e psicoterapeutico:

1) insoddisfazione per il ridotto potere esplicativo del modello concettuale del comportamentismo

2)emergere della scienza cognitiva

Il convergere di questi elementi ha generato un cambiamento negli schemi di riferimento: si è passati dal

primato della dimensione dell’osservabile al primato della conoscenza e dei contenuti mentali: processi di

pensiero, memoria…

Dal pd.v della pratica clinica il cambiamento centrale è stata l’introduzione di nuove tecniche di lavoro e

intervento con i pazienti e l’apertura di una nuova concettualizzazione dei problemi e del disagio.

Inoltre, si è consolidata un’analogia tra conoscenza scientifica e personale che ha guidato il modo di

pensare a come funzionano gli esseri umani.

Descrivere l’uomo come uno scienziato che raccoglie, organizza e dà forma alle proprie rappresentazioni

del mondo e alla conoscenza costruita a partire da queste rappresentazioni è una metafora che funziona

fino a quando pensiamo alla conoscenza cm ad un processo razionale.

Ci si domanda se tale metafora consenta di sviluppare ipotesi scientifiche in grado in grado di cogliere la

complessità dell’uomo.A tale deriva concettuale ha contribuito l’apporto delle indagine svolte nel campo

della scienza cognitiva e della psicologia cognitiva che si è data cm obiettivo quello di smontare i vari

meccanismi mentali per individuarne i processi ad un livello sempre maggiore di dettaglio.

Su tale sfondo concettuale la psicologia clinica e la psicoterapia:

1) trasmettono una visione dell’essere umano a compartimenti

2)privilegiano un approccio rappresentazionale e linguistico della mente

3)i contenuti e i processi mentali vengono spiegati ipotizzando una sorta di meccanismo che traduce

l’esperienza vissuta, veicolata dai sensi, in un linguaggio mentale che la descrive e la traduce in schemi

astratti

4) il linguaggio parlato deriva da questo livello più profondo e astratto, che ci consente di rappresentare

nella nostra mente ciò che avviene

5)il corpo e i sensi vengono considerati canali di trasmissione

Questa , quindi è una prospettiva che privilegia il pensiero, la logica, i meccanismo alti della mente.

ruolo del terapeuta = guida che aiuta il cliente a esplorare ciò che pensa delle cose e di sé.

scopo del lavoro = individuare gli aspetti che non funzionano e che sn sbagliati nel modo di pensare e di

sentire del paziente, sostituendoli con altri schemi e pensieri ritenuti più validi.

Quindi, il cognitivismo classico è razionalista , perchè prevale il pensiero, la logica, la riflessione sui rapporti di

causa-effetto come oggetti su cui pensarci su.Le emozioni sn considerate come un fattore che porta disturbo e

confusione.L’esplorazione della propria vita emotiva è fatta attraverso il racconto e la ricerca della correlazione

causa-effetto.

Il cognitivismo costruttivista in ambito clinico nasce dall’insoddisfazione per gli approcci razionalisti del

cognitivismo classico e dall’incontro con gli sviluppi teorici che si rifanno a due modelli principali:

1) teoria dell’attaccamento con la centralità della dimensione relaz ed evolutiva

2)la distinzione tra organizzazione tacita ed esplicita della conoscenza

DIFFERENZA TRA COGNITIVISMO RAZIONALISTA E COSTRUTTIVISTA =visione della mente umana

razionalisti = partono dal presupposto di una realtà oggettiva, conoscibile cm tale, esterna al soggetto

< mente =sistema che elabora informazioni ed è possibile stabilire il grado di verità della conoscenza in base alla

sua corrispondenza della realtà esterna

< ob terapia = ripristino della corrispondenza tra rappresentazione interna e realtà esterna

Costruttivisti:concetto di realtà cm stabile viene sostituito da quello di multiversa, dove ci sono tanti

universi possibili quanti sono gli osservatori che possono vederli, ognuno con un diverso p.d.v.

< quando raccogliamo una descrizione di ciò che viene osservato, questa descrizione ci fornisce informazioni sulle

caratteristiche dell’osservatore e non informazioni vere sulla realtà che viene osservata.

< mente = non è un organismo di elaborazione delle info ma è un’attività costruttrice di esperienze e significati

< individuo = concepito come un sistema di conoscenza auto poietico , cioè organizzato poiché è sempre in

relazione con le perturbazioni che incontra.

L’organizzazione della conoscenza

1)Pensare all’individuo come un sistema che attivamente costruisce la propria conoscenza su di sé e sul mondo ci

porta a cercare di capire cm questa conoscenza sia acquisita, ordinata ed organizzata.Uno degli assunti di base

dell’approccio costruttivista è che la conoscenza è il processo di costruzione di un mondo che rende l’esperienza

soggettiva non una riproduzione della realtà data.

Guidano

• integra questa posizione con la considerazione che questo processo di costruzione del senso è strutturato e

guidato da un meccanismo il cui scopo è mantenere continuità e coerenza della percezione di sé. ( il significato che

attribuiamo ad un fatto è quello che , tra le varie interpretazioni ci consente di mantenere un senso di coerenza

personale già presente dentro di noi, il meno possibile in contraddizione con i nuclei di significato personale su cui

si fonda la nostra identità personale).

2)• la visione che gli esseri umani sono sistemi complessi nei quali la cognizione ed emozione operano in modo

sinergico e che è dalla loro interazione che emerge la conoscenza di sé e del mondo.

• la coscienza prende forma attraverso un processo nel quale un’esperienza di sé e del mondo è riordinata,

strutturata attraverso abilità logico-linguistiche.E’ quindi attraverso la funzione linguistica che il soggetto è in

grado di narrarsi la propria esperienza costruendo narrazioni coerenti con il senso di sé-

ruolo delle emozioni

3)Atro aspetto imp del cognitivismo costruttivista = cm veicolo di conoscenza e

stabilizzazione del senso di sé ( al contrario della posizione razionalista): le nostre sensazioni fisiche, in particolare

quelle che accompagnano le modificazioni dei nostri stati emotivi, sono il primo livello di conoscenza che noi

abbiamo a disposizione.

Cambia quindi il significato che si dà all’emozione, nn solo fisico ma mentale.

Tale cambiamento di prospettiva ha ripercussioni sulla pratica clinica:

impostazione razionalista:

< si parla delle emozioni , descrivendole e cercando di spiegarle, si discute

razionalmente di cause, conseguenze e fattori intervenienti

stile di lavoro costruttivista

< : si cerca di cogliere insieme con la persona la qualità

dell’esperienza vissuta, ricostruendo la modalità soggettiva dell’esperienza emozionale e focalizzandosi su come è

stato avere una certa esperienza emozionale

tecnica della moviola:

Tale prospettiva ha portato alla

1) il terapeuta aiuta il paziente a ricostruire forma e contenuti del fluire dei diversi stati d’animo e delle diverse

sensazioni ed emozioni così come sono state vissute nello svolgersi di un dato episodio e la loro correlazione con

gli aspetti più cognitivi legati al dialogo interni

2) aiuta a osservare l’esperienza immediata e la spiegazione dell’esperienza : a esplorare le loro relazioni e la loro

dinamica

3)terapeuta e paziente cercano di arrivare a cogliere la qualità fenomenologica dell’esperienza vissuta, informazione

essenziale per la comprensione e per aprire la possibilità di cambiamento attraverso la costruzione di una narrativa

diversa rispetto a quella cristallizzata su cui la persona ha fondato l’impalcatura del proprio sentire e di solito la

fonte della sofferenza.

EMOZIONI = sono inserite in un processo di circolarità tra io che agisce e me che osserva e valuta.Il senso di noi

stessi deriva dal movimento tra io e me. Infatti, pur vivendo esperienze diverse noi sentiamo di be smp noi.

Intrecciata con la dicotomia io/me guidano ne descrive un’altra che è la distinzione tra due livelli di conoscenza:

1) livello esplicito della conoscenza: appartengono i contenuti che traducono in forme rappresentative o verbali la

conoscenza tacita: opinioni, idee--

2) conoscenza tacita: esperienza immediata, sensazioni e stati che solo in parte possono be resi espliciti.

PROCESSO TERAPEUTICO:

1) si sviluppa lavorando sul qui ed ora verso la individuazione di significati di base che guidano la costruzione del

senso di sé del paziente

2) in tale processo il terapeuta non può e non deve costruire significati diversi da sostituire a quelli del paziente ma

li deve sconvolgere, guidando il paziente verso un percorso di ricerca di un livello ulteriore di complessità e una

ridefinizione del senso di sé.

3) rimuovere i sintomi non è più l’obiettivo del lavoro mentre lo diventa il cercare di capire il significato di questi

sintomi

4) sfondo del lavoro terapeutico è cercare di comprendere con il paziente il suo modo di dare senso e significato

agli eventi della vita.

4) identità personale è basta sulla narrativa personale, cioè sulla capacità di raccontare la propria esperienza


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luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in pasicologia clinica e tutela della salute
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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