Estratto del documento

Costruttivismi in psicologia clinica

Capitolo 1: Costruttivismo

Il costruttivismo è una posizione filosofica secondo cui la realtà viene costruita dai soggetti via via che viene conosciuta. Può essere visto come una risposta postmoderna alla questione della validità e dei limiti della conoscenza umana.

Problema della conoscenza

Le principali correnti della filosofia antica e medioevale erano improntate ad una posizione realista.

Presupposti della versione classica del realismo

  • Esiste una realtà al di fuori di noi.
  • Essa è da noi indipendente.
  • Essa è da noi conoscibile.

Il punto 3 viene messo in crisi nell’età moderna. Il problema consiste nel chiedersi se e in quale misura le nostre rappresentazioni soggettive corrispondano alla realtà oggettiva esterna.

Nozione classica di verità

All’uomo è possibile raggiungere una conoscenza vera circa la realtà che lo circonda, grazie alla corrispondenza tra ciò che ci si rappresenta e ciò che esiste.

Alla fine del Medioevo si inizia a riflettere sulla relazione tra il mondo interno del soggetto conoscente e il mondo esterno della realtà conosciuta. Presupposto di tale riflessione è il principio della passività o ricettività della conoscenza. L’uomo è una sorta di tabula rasa sulla quale gli oggetti, che si conoscono attraverso i sensi, producono delle modificazioni (impressioni, sensazioni…). Gli oggetti da noi percepiti sono simili agli oggetti reali, ma non sono quelli reali, poiché la nostra percezione dell’oggetto è frutto delle sensazioni che l’oggetto ci rinvia.

Si pone quindi il problema di trovare un ponte tra soggetto e oggetto. Soluzioni:

  • Empirismo: sostiene il carattere rivelativo delle sensazioni: esse sono l’unico elemento attraverso il quale è possibile fare esperienza della realtà esterna e su tale esperienza si fonda il sapere.
  • Razionalismo: rifiutando il carattere conoscitivo della sensazione, ricerca la garanzia della conoscenza in idee innate, presenti nell’uomo a priori. Fondamento del sapere non è l’esperienza ma il riferimento a principi generali di ragionamento in base ai quali è possibile raggiungere conoscenze indubitabili.

Un passaggio importante nella conoscenza degli oggetti è la distinzione tra:

  • Qualità primarie: caratteristiche intrinseche degli oggetti.
  • Qualità secondarie: proprietà soggettive che dipendono dall’interazione tra le facoltà percettive del soggetto e gli oggetti.

Se si accetta l’esistenza extramentale degli oggetti che hanno determinato le mie sensazioni sarà legittimo classificare queste ultime in primarie o secondarie: la possibile classificazione rende possibile affermare che gli oggetti esterni causano le sensazioni. Le qualità primarie possono essere misurate mentre le qualità secondarie sono soggettive e non sono conoscibili in termini scientifici.

A partire da tali riflessioni cominciano a emergere alcuni elementi:

  • Sostituzione dell’oggettività dell’oggetto conosciuto con l’inter-soggettività all’interno di una comunità (scientifica) di soggetti conoscenti.
  • Identificazione di criteri adeguati di conoscenza intersoggettiva con concrete operazioni di misura, ripetibili da chiunque, i cui risultati sono espressi in termini matematici-quantitativi.
  • La demarcazione tra scienza e non scienza.

Kant e il costruttivismo

Kant: punto di raccordo tra tradizione empirista e razionalista. Secondo Kant il soggetto non è in grado di conoscere direttamente la realtà, ma soltanto una rappresentazione soggettiva di essa (fenomeno), sintesi dell’incontro tra la realtà stessa e le strutture conoscitive dell’uomo. È l’uomo a costituire il mondo in quanto oggetto di esperienza.

Assunto centrale del costruttivismo

Il soggetto conoscente gioca un ruolo attivo per percepire, ordinare e categorizzare la realtà conosciuta.

Il costruttivismo come paradigma

Nelle varie scienze si inizia a delineare l’inevitabilità del riferimento al soggetto e dell’integrazione dei sistemi osservati nelle descrizioni dei sistemi osservanti. Agazzi afferma che è il punto di vista dello scienziato a determinare l'oggetto di scienze molto diverse, a ritagliare delle cose del senso comune le proprietà che ne collocano lo studio all’interno di una o dell’altra disciplina. Il costruttivismo assume così i connotati di un paradigma trasversale a diverse discipline e a teorie diverse nella stessa disciplina.

Kuhn e il concetto di paradigma

Kuhn: la nozione di paradigma indica il quadro concettuale che fa da sfondo alle teorie scientifiche. Assumendo paradigmi diversi non solo cambiano le teorie e le ipotesi, ma anche il modo di vedere il mondo.

Costruttivismo radicale e moderato

Vi sono due estremi del paradigma costruttivista:

  • Moderato: si identifica con le posizioni che, pur sottolineando il ruolo decisivo del soggetto nella costruzione della conoscenza, accettano l’esistenza di un mondo esterno dotato di una sua consistenza ontologica.
  • Radicale: nega i primi due presupposti del realismo classico riguardanti l’esistenza di una realtà esterna indipendente dal soggetto conoscente. Sviluppa una teoria della conoscenza in cui la conoscenza riguarda l’ordine e l’organizzazione di esperienze nel mondo.

Ma viene costruita la conoscenza della realtà o la realtà tout-court? Nel costruttivismo radicale viene annullata la differenza tra ciò che si conosce e ciò che esiste, assorbendo ciò che si conosce in ciò che esiste, perché non si può andare oltre l’orizzonte soggettivo. Hacking: quando si parla di costruzione si tratta sempre di aspetti particolari del mondo, non della realtà o del mondo nella loro totalità. Distingue tra:

  • Oggetti: la nozione di costruzione non si può applicare, ciò che si può costruire è l’idea dell’oggetto (a livello ontologico = ciò che esiste).
  • Idee: si situano sul piano dei significati. Si tratta delle idee che le persone hanno sulle cose e che usano per interpretarle. Si può parlare di costruzione.
  • Matrice: contesto socio-culturale in cui si originano le idee, in tal senso si parla di costruzione sociale.

Vi sono interazioni tra questi 3 livelli, in particolare tra oggetti e idee all’interno di certe matrici culturali. Tali interazioni avvengono in particolare nelle scienze umane e sociali, in cui i soggetti sono a loro volta oggetti capaci di produrre idee e di concorrere alla co-costruzione delle matrici culturali. Mentre nelle scienze naturali (fisica, chimica) gli oggetti mantengono un grado di indipendenza ontologico da pratiche costruttive. I sostenitori delle forme più radicali di costruttivismo e costruttivismo sociale sembrano negare tale distinzione tra scienze umane e naturali.

Costruttivismo e costruzionismo sociale

Altri due estremi del paradigma costruttivista in ambito psicologico:

  • Individualista: la costruzione della conoscenza è considerata un processo interno all’individuo. È ascrivibile alla psicologia dei costrutti personali di Kelly.
  • Costruzionismo sociale: la conoscenza è un processo sociale.

Il costruttivismo individualista: la psicologia dei costrutti personali

Tema centrale della teoria di Kelly: come sia possibile attribuire una qualche conoscibilità e prevedibilità al mondo. La metafora uomo-scienziato: Kelly paragona l’uomo comune ad uno scienziato che ha l’obiettivo di prevedere e controllare il suo mondo e che a tal fine formula ipotesi per anticipare, interpretare e comprendere gli eventi. Tali ipotesi sono i costrutti personali. L’attività costruttiva dell’uomo è interpretativa, attraverso la quale si attribuisce un significato al fluire degli eventi. In quest’ottica diviene centrale il problema della non mai piena pertinenza dei costrutti ai fatti.

I corollari della costruzione, della dicotomia e del campo definiscono le caratteristiche del costrutto:

  • Corollario della costruzione: il rinvenimento nel flusso degli eventi di somiglianze e differenze permette di stabilire se vi siano eventi che si ripetono e perciò si possono prevedere.
  • Corollario di dicotomia: assume che un costrutto personale abbia due poli di significato (buono/cattivo) rispetto ai quali gli elementi del mondo (persone, cose) possono collocarsi in modo simile o opposto.
  • Corollario del campo: non sono disponibili costrutti, per quanto generali, utilizzabili per anticipare tutti gli eventi presenti nel mondo. I criteri di applicabilità di un costrutto sono soggettivi come lo sono le modalità con cui viene opposto un costrutto ad un altro.

Sono presenti vari costrutti ordinati gerarchicamente in un sistema. La struttura del sistema è descritta da: corollari di organizzazione, modulazione e frammentazione.

Corollario di organizzazione: i vari livelli in cui sono ordinati i costrutti hanno il compito di eliminare le incompatibilità predittive. I costrutti superordinati sono in grado di controllare la gamma e l’applicabilità dei costrutti subordinati, secondo criteri di compatibilità logica e psicologica. Le incongruenze non sono però eliminate del tutto. Un certo grado di incongruenza è funzionale al buon andamento del sistema predittivo che, se fosse rigorosamente coerente, non potrebbe rispondere agli eventi inaspettati.

Ogni cambiamento del sistema costruttivo può avvenire con i costrutti superordinati. Secondo il corollario della modulazione le variazioni nel sistema costruttivo di una persona sono limitate dalla permeabilità dei costrutti entro cui si situa un evento. Ciò garantisce la coerenza globale interna del sistema dal momento che vengono limitati i cambiamenti incompatibili coi costrutti superordinati.

Corollari in cui emerge l’individualismo della PCP

  • Comunanza: affronta il problema della somiglianza psicologica tra le persone. La base delle somiglianze non sta nell’aver sperimentato eventi simili, ma nell’avere sistemi di costrutti somiglianti.
  • Socialità: psicologia sociale concepita come psicologia della comprensione interpersonale. Centrale è la nozione di ruolo, definito come processo psicologico basato sulla costruzione, da parte di chi gioca il ruolo stesso, degli aspetti del sistema costruttivo di coloro con i quali egli cerca di instaurare un’iniziativa sociale. Kelly sembra spiegare i fenomeni sociali sulla base di somiglianza tra individui e comprensione reciproca.

Limiti

  • La prospettiva individualistica della mente non è in grado di rendere ragione dei fenomeni tipici della socialità.
  • L’origine dei costrutti, categorie, è spiegabile solo rifacendosi a una pre-esperienza del mondo esterno, ciò contraddice i presupposti costruttivisti. I processi cognitivi trarrebbero origine da un’esperienza diretta di quel mondo reale di cui il costruttivismo nega la conoscibilità.

Il costruzionismo sociale

Si oppone alla posizione di cui sopra, ossia che la conoscenza è una costruzione sociale. Conseguenza: studio dei processi interattivi e dei prodotti culturali che caratterizzano le varie comunità sociali (linguaggio, comunicazione). Scopo: analisi critica dei processi storico-culturali attraverso i quali i soggetti conoscenti hanno costruito la propria realtà. I presupposti ritenuti evidenti, i fatti considerati oggettivi sono costrutti culturali che hanno un’origine sociale e politica.

Il costruzionismo propone una visione sociale dell’impresa scientifica, secondo cui il prevalere di una teoria non dipende dalla sua verificabilità empirica, ma da vicissitudini sociali e dalla forza persuasiva di chi la propone: alla nozione di verità si sostituiscono quelle di costruzione e di retorica. Le forme di descrizione e spiegazione della realtà sono forme di azione sociale. Effetto: la comunicazione e il linguaggio creano la realtà, non la rappresentano.

Così l’analisi del linguaggio non viene analizzata con astrazioni teoriche, si analizza il discorso e la conversazione, le autobiografie e le storie. Svolta linguistico-narrativa, ma i nuovi metodi non si possono ritenere fondati. Le teorizzazioni costruzioniste mirano a suscitare dubbi contro la presunta inevitabilità di tesi comunemente ritenute evidenti.

Tesi dell’inevitabilità contro cui si scaglia il costruzionismo è così sintetizzata da Hacking:

  • Allo stato attuale delle cose X è dato per scontato e appare perciò inevitabile.
  • X però non necessariamente deve essere così com’è; X così com’è ora non è determinato dalla natura delle cose e perciò non è inevitabile.
  • X è negativo così com’è.
  • Si starebbe meglio se X fosse eliminato o trasformato completamente.

Conclusioni: postmodernismo, costruttivismo e psicologia clinica

Il costruttivismo è una delle componenti significative della cultura postmoderna. Postmodernismo caratterizzato da:

  • Abbandono nella fiducia di una realtà conoscibile oggettivamente.
  • Idea che ogni fenomeno è interpretabile alla luce di vari significati, anche antitetici, che possono convivere.
  • Idea che le scienze abbiano un fondamento retorico, essendo la nostra conoscenza dei fenomeni una forma di costruzione.
  • I metodi usati dalle scienze debbano esercitare una funzione riflessiva e critica sulle varie interpretazioni del mondo.

Ciò ha ripercussioni anche nell’ambito della psicologia clinica e della psicoterapia.

Capitolo 2: Interazionismo simbolico

L’interazionismo simbolico si sviluppa nel primo trentennio del 1900 e considera l’interazione tra persone l’elemento che fonda:

  • L’origine e lo sviluppo della mente,
  • Processi di attribuzione di senso,
  • Costruzione collettiva dell’identità personale.

Le sue premesse teoriche derivano da:

  • Pragmatismo americano,
  • Teorizzazioni circa il problema della conoscenza (capitolo 1).

Per i pragmatisti l’esercizio del pensiero nelle varie discipline deve abbandonare l’aspirazione alla verità, per dedicarsi a ciò che è utile. La conoscenza sarebbe dunque vincolata al perseguimento di una serie di obiettivi. La ricerca del vero perde il proprio senso e viene sostituita dalla ricerca dell’utile.

Quesito centrale del pensiero interazionista: come emerge il significato e come viene condiviso? Qual è il rapporto tra il proprio e l’altrui modo di significare gli eventi? Risposta: l’interazione avviene tra gli attori, non tra gli ipotetici fattori ad essi attribuiti.

La natura degli oggetti

Consiste nel significato che l’oggetto ha per la persona, è prodotta dall’interazione simbolica. Il significato nasce dal modo in cui quell’oggetto è definito dagli altri con i quali la persona interagisce.

Blumer: le persone attribuiscono un senso al loro essere nel mondo. Elaborano immagini attorno a se stessi e alla realtà di cui fanno esperienza. E facendo riferimento a tali immagini, orientano le loro linee di azione e attribuiscono significato agli eventi. Dialogando con gli altri e anche con se stessi tentano di definire le diverse situazioni con cui si confrontano e cercano di scoprire i connotati delle loro identità sociali, insieme al significato della loro esistenza.

Concetti chiave di tale prospettiva sono:

  • Gli esseri umani agiscono nei confronti delle cose in base al significato che vi attribuiscono.
  • Il significato nasce dall’interazione tra individui.
  • I significati sono costruiti e ricostruiti attraverso un processo interpretativo messo in atto da una persona nell’affrontare le situazioni nelle quali s’imbatte.

Looking Glass Self (Cooley): il sé è una sorta di rispecchiamento: conosciamo noi stessi osservando ciò che gli altri mostrano di pensare o di provare nei nostri confronti e la consapevolezza di noi stessi deriva da quanto di noi vediamo riflesso negli altri.

Mead: le immagini che gli altri ci restituiscono di noi stessi e del mondo hanno influenza notevole, indirizzano le nostre relazioni e guidano i nostri comportamenti.

Thomas: una volta ritenute vere le nostre immagini del mondo saranno vere nelle loro conseguenze: la realtà di cui abbiamo esperienza è frutto di una definizione della situazione. L’identità è dunque relazionale.

Io e Me secondo Mead

Mead riprende con alcune modifiche la distinzione jamesiana tra io e me.

  • Io: parte che agisce, risposta alle condotte altrui. Risposta imprevedibile anche per il soggetto che la produce, essa entra nella sfera della consapevolezza dopo essere stata prodotta. Le risposte dell’io sono sempre in funzione della situazione sociale in cui l’individuo è implicato.
  • Me: fase oggettiva del processo. Il fatto che l’individuo giunga ad avere coscienza di sé è dovuto all’abilità di assumere gli atteggiamenti degli altri poiché essi possono essere organizzati. L’assunzione di tali insiemi organizzati di atteggiamenti fa avere il me, cioè il sé del quale si è consapevoli. Quindi il me è il prodotto delle aspettative degli altri nei riguardi di una certa persona in quanto parte di un certo sistema sociale. Parte del sé attraverso la quale le persone fanno proprie le abitudini, le regole, le prassi sociali e si adeguano ad esse.

Il sé emerge dal dialogo tra io e me, tale dialogo costituisce la trasposizione a livello individuale dei processi che connettono una persona alle altre, nel corso delle loro interazioni. Il sé viene visto come un processo. Io e Me, invece, sono costrutti teorici che esprimono diversi momenti di tale processo.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 27
Psicologia clinica - costruttivismi - Appunti Pag. 1 Psicologia clinica - costruttivismi - Appunti Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia clinica - costruttivismi - Appunti Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia clinica - costruttivismi - Appunti Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia clinica - costruttivismi - Appunti Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia clinica - costruttivismi - Appunti Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia clinica - costruttivismi - Appunti Pag. 26
1 su 27
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze Storiche Prof.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community