Amleto ed Edipo re in Freud
Dalla nascita della psicoanalisi nel tardo XIX secolo, l’Amleto è stato oggetto di tali studi, in particolar modo da parte di Sigmund Freud, Ernest Jones, e Jacques Lacan, che hanno influenzato le produzioni teatrali. Nella sua Interpretazione dei Sogni (1900), l’analisi di Freud parte dalla premessa che “l’opera è costruita sulle esitazioni di Amleto sul soddisfacimento del compito di vendetta che gli è stato assegnato; ma il testo non offre ragioni o motivi validi per tali esitazioni”.
Dopo una rassegna di varie teorie letterarie, Freud conclude che Amleto ha un “desiderio Edipico per sua madre e la colpa che da ciò ne derivava gli impedisce di uccidere l’uomo [Claudio] che ha fatto ciò che egli inconsciamente desiderava fare”. Confrontandosi con il suo rimosso, Amleto si rende conto che “egli stesso non è meglio del peccatore che egli deve punire”. Freud suggerisce che l’apparente “avversione per la sessualità” di Amleto – articolata nella conversazione “monacale” con Ofelia – si concilia con tale interpretazione.
John Barrymore introdusse i significati reconditi di Freud nella sua produzione a New York del 1922, che è andata in scena per il tempo record di 101 serate.
Teorie e influenze di Ernest Jones
Negli anni ’40, Ernest Jones – psicoanalista e biografo di Freud – sviluppò le idee freudiane in una serie di saggi che culminarono nel suo libro Amleto e Edipo (1949). Influenzate dall’approccio psicoanalitico di Jones, parecchie produzioni hanno ritratto la “scena dell’armadio", in cui Amleto si confronta con sua madre nelle sue stanze private, in luce sessuale. In questa lettura, Amleto è disgustato dall’“incestuosa” relazione della madre con Claudio quando, allo stesso tempo, teme di ucciderlo, poiché questo eliminerebbe la sua via per giungere al letto della madre.
Anche la pazzia di Ofelia dopo la morte del padre può essere letta sotto un’ottica freudiana, come reazione alla morte del suo amante sperato, suo padre. Ella è travolta dal non aver mai soddisfatto l’amore per lui, terminato in modo tanto brusco, che la porta nell’oblio della follia.
Nel 1937, Tyrone Guthrie diresse Laurence Olivier in un Amleto ispirato a Jones, rappresentato all’Old Vic.
Contributo di Jacques Lacan
Negli anni ’50, le teorie strutturaliste di Lacan sull’Amleto vennero presentate per la prima volta in una serie di seminari tenuti a Parigi e in seguito pubblicati in “Desiderio e Interpretazione del Desiderio nell’Amleto”. Lacan postulò che la psiche umana è determinata da strutture.