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PSICOLOGIA CLINICA

I lezione

Federico Sandri

“Tecnica del colloquio clinico” Antonio Semi

Il significato dell’aggettivo “clinico”

Radice etimologica riferendosi al greco “singolo”

 Nel IV sec. d.C., chi si occupava dei cadaveri era chiamato il clinicus

 κλίνη

Possiamo dire che il termine clinico deriva dal greco = letto, da cui si passa a chi visita un

 malato a letto; direttamente a letto!

L’osservazione clinica è diretta solo al letto del malato: il malato è nudo, sporco, è umano, è vivo,

 è simile al clinico

Clinica contatto diretto con le persone

1893-94 primo laboratorio sperimentale a Lipsia

Approccio Freudiano costruzione di relazioni di apprendimento (Young, Adler, ecc.)

Vs.

Psicologia sperimentale applicazione dell’approccio medico all’ambito filosofico

Agli albori della psicologia (1879) non era così semplice distinguere fra psicologia, medicina e

 altre scienze...

La psicologia include fin dal suo etimo la sua destinazione alla malattia e alla sofferenza =>

 sovrapposizione ad altre discipline

Ambiti frammisti fra psicologia/filosofia e medicina

 Il tentativo è di dare aiuto con il ricorso a conoscenze e metodi psicologici non solo tecnici

* Parestesia: tremori

Psicosomatico fortissimo contatto tra matrice fisica e matrice psichica

Se entriamo in contatto con la sofferenza dell’altro anche lui acquisirà contatto con la sua stessa

sofferenza

Se non abbiamo lo spazio per accoglierla, anche lui si sentirà giudicato

Setting contesto

Con il termine clinico ci si riferisce:

A un metodo in contrapposizione all'idea della psicologia sperimentale

 A una disciplina applicativa che occupa un posto fondamentale nell’ambito della salute mentale

 E' la cura al capezzale del malato

 E' la partecipazione professionalizzata alla sofferenza dell'Altro

Il metodo clinico

Utilizza il rapporto interpersonale come strumento di conoscenza

 Non possiede una rigorosa obiettività al contrario del metodo sperimentale

 L’individuo è osservato nel suo ambiente naturale, nella globalità del suo comportamento

 Non raggiunge la scientificità del metodo sperimentale, ma ottiene informazioni impossibili da

 ottenere con altri metodi

A differenza del metodo statistico (quanto accomuna tutti gli appartenenti ad una specie), il

 metodo clinico svolge la sua indagine sul singolo individuo o sul singolo gruppo. E' qualitativo.

Rispetto al problema della quantificazione e della verifica esiste la divisione fra chi le considera

 obiettivi da raggiungere e chi un impedimento

Confronto antropologi: chi studia dietro il vetro, chi si mette dentro la relazione → psicanalista?

Una disciplina applicativa

È un settore della psicologia applicata

 Si avvale delle conoscenze dei principali orientamenti della psicologia generale, della psicologia

 sociale, della psicologia dello sviluppo, della psicologia dinamica e della psicologia del profondo al

fine di sanare i problemi, di varia estensione e natura, che coinvolgono la personalità

dell’individuo e che incidono sul suo benessere

A cosa rimanda l’accezione “clinica” definizione iniziale molto medica

Alla patologia e quindi alla cura come riconduzione ad uno stato di benessere precedente la

 malattia (medica)

Nel caso di una richiesta sanitaria la riconduzione alla “normalità” è fisiologica

 Valutare la normalità sperata dalla normalità possibile....

 Condurre la persona a percepirsi maggiormente integrato con i propri vissuti di disagio

Nella clinica il concetto di normalità non è quello di normalità statistica

Non dobbiamo ricostruire la normalità ma valutare una nuova normalità possibile dare la possibilità ad

una persona di fare ciò che faceva prima ma non necessariamente allo stesso modo

Valutare anche quanto è grande la differenza tra normalità possibile e plausibile

Nel caso di una richiesta psicologico-clinica la riconduzione alla normalità si basa su una

 fenomenologia sociale altamente variabile

La domanda di cura si iscrive storicamente in una relazione passata, si realizza entro il rapporto

 con l'ascoltatore. E' narrativa.

Il vero sintomo del paziente è la sua stessa domanda e come essa si presenta, si declina, si

 dispiega nel rapporto con il clinico.

Lezione II

La distanza è necessaria perché il processo di apprendimento è ascendente. Il livello di contenimento

aumenta man mano che si sale sulla croce.

La crescita di capacità di apprendimento deriva dall’esperienza.

La psicologia clinica cerca di andare ad indagare i vissuti soggettivi, tentando poi di dare delle risposte

costruite sulla persona. La psicologia è come un vestito sartoriale: il paziente ci dà la stoffa e noi

costruiamo un vestito modellato su di lui.

È necessario avere esperienza e coscienza di sé per rendersi conto in quanto spazio muoversi, per

rendersi conto quanto un dato paziente sia portato a sviluppare una dipendenza nei propri confronti.

Bisogna tuttavia avere cautela quando si decide di costruire una relazione più stretta perché poi sarebbe

frustrante per il paziente se si decidesse di allentare il rapporto.

È necessario, inoltre, diffidare da chi vorrebbe stringere subito una relazione troppo stretta.

Il nostro ruolo è quello di valutare una fenomenologia sociale altamente variabile, in quanto la normalità

statistica (es. gaussiana del QI) è diversa dalla normalità fenomenologica.

La domanda di cura si iscrive storicamente in una relazione passata, si realizza entro il rapporto con

l’ascoltatore. È narrativa.

Il vero sintomo del paziente è la sua stessa domanda e come essa si presenta, si declina, si dispiega nel

rapporto con il clinico. Dalla sua domanda e dal modo in cui viene posta possiamo intendere cosa i

pazienti vorrebbero che gli fosse risposto. Domanda esplicita/domanda implicita

La narrazione La narrazione

Costruzione della coerenza interna di ogni soggetto

 Implicita ed esplicita

 L'interruzione o la dissonanza percettiva fra narrazioni genera malessere

 Il ruolo del clinico è quello di condurre la persona a trovare una nuova definizione di sé che

 comprenda gli accadimenti della vita che sono accorsi

Ognuno di noi si narra

 Prevede un passato un presente e una idea di futuro/i possibili

 Quando c'è eccessiva rigidità non è possibile contenere le variabili in gioco => frammentazione

 del sé

Noi siamo un colloquio ed entro il colloquio si esprime il racconto, il riconoscersi, la conferma

 dell'esistere

Due tendenze attraversano quest’area disciplinare

Una di supporto: di tipo tecnico

prevede che il clinico (psicologo ….) fornisca informazioni e supporti conoscitivi, tramite una

strumentazione di tipo diagnostico e psicometrico al personale delle istituzioni (al medico, agli insegnanti,

al personale dirigente delle aziende)

Una di intervento: di tipo terapeutico

si riferisce a qualsiasi intervento terapeutico (psicoterapia) volto o ad adattare l’individuo alle situazioni

precostituite o ad accompagnarlo nel suo processo di trasformazione e di crescita

Ma fa riferimento anche a chi, pur non essendo psicologo o medico si reca a sostenere la persona

utilizzando gli strumenti che possiede

Le principali funzioni della psicologia clinica

La diagnosi

 La terapia

 La ricerca

 La formazione del personale sanitario

 La consulenza

 La prevenzione

Ognuno di noi da quando inizia a vivere a quando arriva a porci una domanda, costruisce una narrazione

che deve avere una coerenza narrativa. I pazienti rileggono gli eventi della loro vita nella chiave d

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonora.oriato.96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Sandri Federico.
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