Psicologia clinica mod.1
Si occupa della prevenzione – valutazione – diagnosi di situazioni problematiche. È necessario distinguere tra salute/malattia e tra normalità/devianza. Accezione più psicologica ambito più medico, psichiatrico e sociologica. Il concetto di normalità e devianza patologica è costruito attraverso l’astrazione intenzionale = le caratteristiche che definiscono la normalità vengono definite su un piano teorico sul quale vengono costruite le tipologie di individui.
Lo studio della personalità
Lo studio della personalità iniziò nel XIX secolo con due indirizzi di ricerca:
- Tradizione medico – psichiatrica: attraverso lo studio della patologia si individua la normalità cioè l’assenza di malattia
- Tradizione psicometrica: nei dati qualitativi si individua il fattore discriminante tra salute e malattia.
La tradizione medico – psichiatrica di stampo positivista vede lo studio della personalità in una prospettiva biologica. Gli studiosi si focalizzarono sullo studio della malattia mentale (follia) vista come alternativa alla malattia organica.
Pinel (tra i primi a definire il malato mentale) propose di osservarli in condizione di libertà e si oppose agli istituti detentivi, all’epoca luoghi di costrizione e tortura. Il razionalismo francese vedeva nella follia una forma di estraniamento, l’alienazione dell’uomo dalla sua forma naturale, mentre la normalità come la capacità di gestire a livello razionale le proprie forze istintive e distruttive. È proprio in questa contrapposizione che si instaura l’intervento terapeutico: restituire al folle la responsabilità morale persa con la quale controllare i propri istinti, tramite l’azione sul senso di responsabilità primordiale, definito da Pinel trattamento morale. Pinel introdusse l’Hospìtal come luogo di ascolto del malato, fase in cui trascriveva e descriveva la malattia piuttosto che comprenderla.
Solo grazie a Esquirol avvenne il passaggio dall’alienazione alla malattia mentale intesa come alterazione del SNC, potendo così distinguere tra malattia sulle quali applicare un intervento terapeutico (mania, malinconia) e quelle dove le lesioni delle strutture cerebrali rendevano impossibile l’intervento (demenze). Il malato mentale non ha perso totalmente la sua capacità di ragionare ma la utilizza in maniera discontinua. La possibilità di guarire s’incarna nella pratica istituzionale come i manicomi dov’è possibile riconoscere ed intervenire sulla malattia.
Altri due studiosi hanno portato un contributo in questo periodo e malgrado la divergenza di vedute entrambi considerano normalità e patologia come aspetti di una stessa condizione:
- Comte: si rivolse alla condizione patologica per determinare la condizione di normalità. Il suo metodo prevede il confronto tra fenomeni alterati, che possono essere considerati come laboratori spontanei dove confrontare i diversi stati anormali dell’organismo, e tra campione normale.
- Bernard: si rivolse alla condizione di normalità come spunto di riflessione sulla condizione patologica. Si avvale del metodo sperimentale per determinare i meccanismi che regolano il funzionamento corporeo e le relazioni tra meccanismi di base e patologia.
È grazie a questa impostazione che nasce la necessità di verificare sperimentalmente le differenze tra variabili normali e patologiche, nasce così la fisiologia sperimentale. Un esempio è la nascita della batteriologia con la quale vennero fatte numerose scoperte psicopatologiche come ad esempio le interconnessioni tra strutture neuronali e funzioni cerebrali da esse regolate, o la neuropatologia clinica che si concentra sul danno neurologico.
Psichiatria e frenologia
Nel XIX secolo la psichiatria viene annessa alla medicina grazie alla frenologia: Gall e i suoi collaboratori consideravano la personalità come espressione della fisiologia cerebrale ed è quindi possibile studiarla individuando correlazioni tra struttura cerebrale e facoltà psichiche studiando la conformazione del cranio umano. Lo sviluppo delle facoltà intellettive e psichiche procedono di pari passo all’estensione della superficie della corteccia e attraverso lo studio delle protuberanze del cranio è possibile individuare le caratteristiche e i tratti della personalità maggiormente sviluppate.
Questi studi trovarono grande applicazione nelle teorie di Lombroso che si concentrò sulla determinazione della personalità criminale attraverso l’analisi di fattori ereditari e della costituzione come i lineamenti facciali dai quali è possibile individuare componenti di determinate tipologie di criminali. Nasce così la bio-antropologia della personalità deviante. Si va così sviluppando una visione anatomo – clinica della malattia che permette un’osservazione fenomenologica con la quale è possibile seguire l’evoluzione temporale dei fenomeni patologici (esordio, decorso, esito).
Kaepelin fece una classificazione nosografica attraverso la scomposizione degli eventi, ponendo in primo piano le tipologie di disturbi derivate da forme somatiche (sifilide, psicosi da alcolismo). Ma solo con Bleuler che inizia a svilupparsi lo studio del significato del sintomo, attraverso una prospettiva organico – dinamica, le malattie mentali assumono una connotazione psicopatologica dove l’eziologia è ricondotta a fattori organici o psicogeni.
Filone tipologico – costituzionale
Negli anni’ 20 si sviluppa il filone tipologico – costituzionale = l’interesse tra la dimensione biologica e comportamento manifesto dei disturbi mentali, siccome la causa manifesta è impossibile da studiare ci si concentra su ciò che appare esteriormente cioè il comportamento in relazione alle caratteristiche fisico – costituzionali.
Kretschmer individuò quattro tipologie costituzionali alle quali corrisponde un determinato aspetto psichico:
- Tipo astenico: con struttura corporea esile, fragile (gambe, braccia, dita, collo, mandibola), si associa alla personalità schizotipica (distacco verso l’ambiente)
- Tipo atletico: giusto equilibrio e proporzione degli arti anch’esso associato al versante schizotipico ma specialmente soggetti epilettici
- Tipo picnico: statura media, struttura corporea con accesso di adipe, per lo studioso soffrono di improvvisi e periodici sbalzi d’umore
- Tipo anestetico: struttura corporea regolare, carattere schivo
Sheldon ritiene che la struttura somatica è il risultato della prevalenza nello sviluppo embrionale di determinate componenti ed individua tre tipologie:
- Tipo endomorfo: caratterizzato dall’apertura verso il mondo esterno e dallo sviluppo addominale che prevale su quello toracico
- Tipo mesoformo: caratterizzato dalla spinta all’autoaffermazione fino a rischiare di metterlo in pericolo, fisicamente caratterizzati da sviluppo cardiotoracico e muscolare a discapito di quello addominale
- Tipo ectomorfo: prevalgono le attività cerebrali rispetto alla struttura corporea che risulta esile e gracile, sono individui autoriflessivi.
Evoluzione del concetto di salute e prevenzione primaria
Prevenzione = insieme di attività, azioni ed interventi finalizzati alla promozione e conservazione dello stato di salute per evitare l’insorgenza di malattie. Vengono individuati tre livelli: primaria, secondaria e terziaria.
Prevenzione primaria = il suo campo di azione è sul soggetto sano e si propone di mantenere le condizioni di benessere ed evitare la comparsa di malattie evitando o correggendo fattori causali (incentivare soggetti sani ad un’attività fisica costante e una dieta per prevenire malattie cardiovascolari).
Ma come si possono attuare dei comportamenti preventivi in ambito psicologico? È necessario partire dalla definizione di salute e malattia e dalla sua evoluzione nel passaggio dal modello biomedico a quello bio – psico – sociale. Il modello bio – medico è un modello di stampo comportamentista: i fattori biologici sono gli unici responsabili della malattia che viene vista come una deviazione della normalità/salute, mentre il modelli bio – psico – sociale vede la malattia come un’interazione di fattori biologici, psicologici e sociali.
Questa teoria è stata influenzata dalla teoria generale dei Sistemi di Bertalanffy negli anni’ 70: per sistemi si intende un insieme di componenti che interagiscono tra loro in modo dinamico e possiamo distinguerne due tipi:
- Sistemi chiusi: assenza di interazione con l’ambiente esterno
- Sistemi aperti: continui scambi con l’ambiente e hanno le seguenti caratteristiche:
- Totalità: ogni parte del sistema è in rapporto con le parti che qualunque cambiamento modifica tutte le parte e il sistema
- Non sommatività: un sistema non può esser fatto coincidere con la somma delle sue parti
- Retroazione: positiva: provoca la perdita di stabilità del sistema interpersonale, o negativa: è caratterizzata dall’omeostasi e fa raggiungere e mantenere la stabilità nelle relazioni
- Equifinalità
La teoria dei Sistemi permette il passaggio alla definizione di salute e malattia: la salute smette di essere una condizione in cui è assente la malattia ed inizia ad essere vista come un concetto con una serie di collegamenti come il benessere sia fisico che psicologico e sociale. Per spiegare quali sono i fattori psicologici da sostenere per una corretta prevenzione del benessere è necessario ricercare nei concetti di resilienza, empowerment e coping, essi sono stati formulati nella psicologia di comunità che costituisce un’area di studi ed interventi su persone e gruppi nei contesti socioculturali, economici, organizzativi e territoriali nei quali vivono e interagiscono, essa ritiene che molti problemi che le persone devono affrontare non derivano da dinamiche intrapsichiche ma la fallimenti comunitari.
Uno dei principali esponenti è Bronfenbrenner che propose un modello ecologico: dove essere umano e ambiente sono in continua interazione. È formato da quattro strutture concentriche (sistemi):
- Microsistema: è uno schema di attività, ruoli e relazioni di cui l’individuo in via di sviluppo ha esperienza in un contesto e ha particolari caratteristiche fisiche. Il principale è la famiglia: insieme dinamico e complesso di relazioni all’interno del quale il bambino apprende ed incrementa le sue capacità e la sua resilienza (= capacità di saper fronteggiare eventi stressanti in modo efficace, riorganizzando le risorse disponibili in base delle richieste esterne).
- Mesosistema: comprende le interrelazioni tra due o più situazioni ambientali alle quali l’individuo in via si sviluppo partecipa attivamente (relazione tra casa, scuola e coetanei / casa, lavoro, vita sociale).
- Ecosistema: è costituito da una o più situazioni ambientali in cui l’individuo non è partecipante attivo, ma in cui si verificano degli eventi che sono determinati da ciò che accade nell’ambiente stesso (famiglia, scuola, amicizie, attività sportive che possono svolgere il ruolo di rinforzo o compensazione).
- Macrosistema: è costituito dalle congruenze di forma e contenuto dei sistemi più bassi.
Paradigmi ed epistemologia in psicologia clinica mod. 2
Epistemologia: disciplina che studia i processi di acquisizione e sviluppo della conoscenza. In psicologia clinica possiamo fare riferimento a due ambiti epistemologici:
- Studio e analisi dei modelli teorici che spiegano il funzionamento psichico globale in relazione ai concetti di salute e sintomi,
- Studio e analisi dei principali modelli e strumento d’intervento
Paradigma: modello/ criterio con il quale confrontarsi. Oggi la psicologia clinica è estremamente complessa e diversificata e al suo interno troviamo molti approcci derivanti dalla psicologia dinamica, dall’antropologia, sociologia ma anche dalla fisica, matematica e medicina. Già dall’antica Grecia è possibile individuare un modello di spiegazione dei fenomeni:
Paradigma razionalistico: i processi di conoscenze dell’essere umano sono basati sul pensiero e la ragione. Il rappresentante è Cartesio, si rese conto che non si poteva credere a tutti i dogmi religiosi tradizionali ma che era comunque possibile raggiungere il sapere e la conoscenza.
Paradigma empirista: la conoscenza dell’uomo è il risultato delle esperienze, osservazioni e percezioni dell’essere umano. I maggiori rappresentanti furono Aristotele (antica Grecia, fondò la logica) e Galileo Galilei (1500).
Filosofia empirista: l’esponente è Hume, rinnegarono le teorie innate e con osservazioni introspettive affermarono che nella nostra anima/mente si trovano solo due elementi: le sensazioni primarie e i sentimenti semplici.
Criticismo: esponente Kant, sostiene le idee innate.
Empirismo logico: formato dal Circolo di Vienna, specialmente da Russel, secondo il quale la conoscenza si fonda sull’alternanza tra teoria ed esperienza empirica. Si parte dalle osservazioni preliminari dalle quali è possibile fare delle ipotesi/teoria che svolge delle funzioni:
- Organizzare in modo sistematico il sapere
- Fornire spiegazioni dei fenomeni osservati
- Prevedere e guidare le successive osservazioni
Successivamente si può passare alle osservazioni di controllo per confermare o falsificare le ipotesi di partenza. Nel caso risulti falsificata è necessario fare una revisione. La psicologia clinica poggia le sue basi anche su discipline più scientifiche:
Teoria della Relatività di Einstein: (si deve partire dall’abbattimento della visione tridimensionale dello spazio e della dimensione a se stante del tempo, lo scorrere del tempo non procede linearmente ma relativamente.) a partire da particolari condizioni, due osservatori possono cogliere lo stesso avvenimento in maniera diversa.
Principio di indeterminazione di Heinseberg: (appartiene alla meccanica quantistica) è impossibile stabilire una realtà oggettiva osservabile ed entrare in una visione che prevede il risultato attraverso le misurazioni condotte dall’osservatore.
Negli anni’ 50 nasce una contrapposizione tra due visioni:
- Psichiatria classica: centrata sullo studio nosografico e il fine era quello di trovare uno strumento adatto al contenimento e gestione del soggetto con disturbi mentali spesso con l’ausilio di farmaci o metodologie come l’elettroshock e l’immobilizzazione.
- Psichiatria democratica: volta al recupero delle caratteristiche dell’individuo.
In questo clima culturale nasce la terapia familiare di impostazione interdisciplinare, inizia un lungo percorso di riflessioni teoriche, metodologiche ed epistemologiche ma soprattutto cliniche. Poggia le sue basi teoriche su alcuni costrutti, in special modo su:
La teoria generale dei sistemi (TSG) elaborata da Bertalanffy che condusse degli esperimenti sui sistemi che organizzano gli esseri viventi. Applicò ai sistemi viventi una serie di costrutti teorici che prima di allora non erano stati utilizzati nel campo delle scienze biologiche:
Cibernetica: scienza della comunicazione e del controllo, rivolto allo studio matematico degli organismi viventi e dei sistemi sia naturali che artificiali basati su strumenti sviluppati dalle tecnologie dell’autoregolazione, comunicazione, calcolo automatico.
Teoria dei giochi: è interessata al comportamento dei giocatori per i quali si presuppone una razionalità con il fine di ottenere massimi guadagni e minime perdite mediante strategie rivolte all’altro giocatore.
La TSG ruota intorno alle caratteristiche del sistema stesso inteso come unità olistica dotata di determinanti proprie. Un sistema è un insieme di oggetti e di relazioni tra gli oggetti e tra i loro attributi. Gli oggetti sono componenti o parti del sistema mentre gli attributi sono le proprietà degli oggetti e le relazioni tengono insieme il sistema. Quindi, mentre gli oggetti possono essere degli individui, gli attributi che servono ad identificarli sono i loro comportamenti comunicativi. I sistemi umani interattivi sono due o più comunicanti impegnati nel processo di definire la natura della loro relazione che godono delle proprietà dei sistemi aperti:
- Totalità: tutte le parti che compongono un sistema sono legate tra loro in modo tale che se una si modifica si modificano tutte
- Non sommatività: il sistema non è la semplice somma delle sue componenti e non possono essere analizzate singolarmente
- Retroazione: tutti i sistemi tendono a mantenere l’equilibrio interno (omeostasi) ma comunque ricevono info dall’esterno e ad esse reagiscono (retroazione). La risposta può essere positiva: quando il sistema che ha ricevuto i dati in ingresso li modifica in modo tale da provocare un cambiamento e destabilizzare il sistema, o negativa: una volta ricevuti e analizzato i dati, il sistema mantiene il grado di omeostasi, annullando ogni possibilità di cambiamento.
- Equifinalità: all’interno del sistema gli stessi risultati possono essere prodotti cause differenti e le medesime possono provocare effetti uguali.
I sistemi possono essere aperti, garantendo lo scambio con l’esterno e chiusi, non hanno nessuno scambio con l’esterno e tendono a ripiegarsi su sé stessi. Gli studiosi ritengono importante lo studio dei sistemi per le relazioni poiché essa si organizza secondo le modalità di un sistema.
Il Gruppo di Palo Alto portò la prospettiva sistematico - cibernetica allo studio della famiglia, si deve a questi autori la visione di quest’ultima come organizzate in modo da mantenere uno stato di omeostasi con regole comunicative e internazionali +/- rigide. Il loro metodo si basava sugli aspetti del comportamento e della comunicazione osservabili nel qui e ora e di abbinare un particolare modo di comunicare con una specifica sintomatologia per aiutare.
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