Psicologia clinica
La psicologia clinica si occupa della comprensione, prevenzione e intervento nelle problematiche psicologiche e relazionali a livello individuale, familiare e di gruppo.
Mente
Insieme di capacità funzionali regolatrici di ogni comportamento dell'individuo, dei processi comunicazionali e dei loro effetti, e dei processi di espressione di significati dell'esperienza.
Psiche
Insieme di funzioni cerebrali, emotive, affettive e relazionali dell'individuo che non riguardano il corpo. È formata da:
- Timopsiche: sfera affettiva dell'individuo (sentimenti, emozioni)
- Noopsiche: sfera razionale dell'individuo (volontà, critica, pensiero)
Cervello
È formato da neuroni che costituiscono il sistema nervoso. È diviso in due emisferi da una scissura interemisferica. Ogni emisfero è diviso da quattro lobi:
- Lobo frontale: parte anteriore del cervello e contiene l'area corticale motoria e pre-motoria, vengono elaborati pensieri ed idee, nell'area di Broca si formano e controllano le parole, nella parte posteriore si comandano e modificano i movimenti.
- Lobo parietale: parte superiore del cervello, contiene l'area di somestesica primaria (ricezione stimoli sensitivi del tatto), la parte sinistra controlla la comprensione del linguaggio parlato e scritto, la memoria delle parole, le capacità matematiche, la parte destra controlla le attività visuo-spaziali.
- Lobo temporale: parte inferiore ed è sede dell'area acustica, elabora l'affettività, la vita di relazione, le reazioni ed i componenti istintivi, il lobo temporale sinistro comprende il linguaggio parlato e sceglie le parole (area di Wernicke), il lobo temporale destro permette di comprendere l'intonazione del discorso e la sequenza dei suoni.
- Lobo occipitale: parte posteriore del cervello e la principale attività è quella di elaborare la visione, vengono integrate le informazioni visive comprese quelle che influenzano la postura e l'equilibrio.
Le funzioni della psicologia clinica
Diagnosi
È la valutazione clinica che consente di ottenere informazioni sulla problematica del paziente per riuscire a trovare mezzi necessari alla sua risoluzione. Esistono due tipi di approcci valutativi:
- Approccio psicometrico: comparazione degli individui con procedure standardizzate
- Approccio psicodinamico: connesso alle dinamiche psicologiche allo scopo di identificare il trattamento adeguato
Terapia
Fanno capo tutti i modelli terapeutici dei diversi orientamenti teorici, la scelta del modello è determinata oltre che dalla natura del problema dall'approccio teorico del clinico.
Ricerca
Lo studio dei progressi della terapia e la verifica dei risultati con il confronto con gruppi di controllo che consentono di valutare l'efficacia del trattamento. Riguarda la progettazione di nuovi interventi clinici.
Formazione del personale sanitario
La finalità è la conoscenza psicologica di base anche per educatori, assistenti sociali, psicologi, consiste nella conoscenza dei metodi terapeutici.
Consulenza
Svolta nei centri territoriali, i problemi riguardano la scuola, la famiglia, il matrimonio, il disadattamento, la devianza, il scopo è correggere l'intervento dell'operatore.
Prevenzione
Consente la prevenzione circa l'insorgenza di comportamenti patologici, le modalità di prevenzione vengono attuate tramite informazione e divulgazione scientifica.
Processi mentali consci, inconsci e preconsci
I tre termini indicano gradi variabili di accessibilità alla consapevolezza:
- Conscio: si riferisce a quelle azioni mentali (impulsi, ricordi, pensieri, sentimenti) di cui la persona è consapevole in un certo momento.
- Inconscio: processi psicologici di cui la persona è inconsapevole e non possono divenire consapevoli mediante uno sforzo di volontà.
- Preconscio: funzioni mentali di cui una persona è inconsapevole in un certo momento ma che possono diventare consapevoli tramite i ricordi.
Se impulsi preconsci ed inconsci, che sono personalmente inaccettabili, diventano intensi e potenzialmente esprimibili, possono finire nella consapevolezza conscia ed esprimersi anche contro la volontà della persona in questione, diventando una minaccia per la capacità del soggetto di tenere sotto controllo la propria mente.
Definizione meccanismi di difesa
Attività psicologiche involontarie, automatiche mediante le quali l'essere umano tende ad escludere dalla consapevolezza degli impulsi inaccettabili. Un impulso è inaccettabile perché siano attivati dei meccanismi di difesa quando, secondo il giudizio inconscio dell'individuo, la sua espressione provocherebbe una punizione o una pericolosa vendetta da parte di altre persone o della propria coscienza morale. La misura del giudizio dipende dalle esperienze della vita della persona. I meccanismi di difesa possono continuare ad operare anche dopo che la minaccia originaria è scomparsa, diventando una difesa abituale insediandosi nella struttura caratteriale della persona e nel suo abituale comportamento.
Un adulto reagisce con esperienze soggettive e mutamenti fisiologici analoghi sia alla paura che all'angoscia, caratterizzate da un senso soggettivo di apprensione e dall'attivazione del sistema nervoso autonomo. La paura segnala la consapevolezza di una situazione esterna percepita come un pericolo concreto e oggettivo, concentrando il pensiero sul pericolo immediato per favorire risposte efficaci. La persona viene preparata alla fuga ed alla lotta; se la lotta ha successo, il pericolo viene eliminato; se si sceglie la fuga, il pericolo rimane a distanza di sicurezza.
L'angoscia segnala un pericolo psicologico interno, una perdita di controllo su un impulso inconscio inaccettabile dove lotta e fuga risultano inefficaci. Subentrano allora meccanismi di difesa che cercano di opporsi alla minaccia escludendolo dalla consapevolezza con il risultato di una diminuzione dell'apprensione. La paura mette in guardia dai pericoli provenienti dall'esterno, l'angoscia lo avverte del pericolo interno di una imminente perdita di controllo su un impulso inconscio. Hanno la medesima origine biologica; gli studi dimostrano che nei primi mesi di vita il bambino tende a diventare consapevole dei propri sentimenti di benessere e di disagio non riuscendo a distinguerli l'uno dall'altro. Dai 6/8 mesi il bambino dimostra apprensione alla separazione dalla madre o l'avvicinarsi di una persona estranea. Con il progredire della crescita il padre e gli altri familiari condividono con la madre la funzione di sicurezza. Dai 2 anni in poi il bambino comincia a riconoscere quali situazioni esterne costituiscono un pericolo, però la capacità di giudicare correttamente la realtà inizia a svilupparsi solo dopo i 12 anni. A 3 anni incomincia a sviluppare una capacità di giudizio e di previsione verso i pericoli esterni. Ma è solo dai 6 anni che interiorizza la voce rimproverante dei genitori considerandola come la propria coscienza morale e provare così senso di colpa. Nell'adulto, quando la minaccia proviene dall'impulso interno, scattano i meccanismi di difesa che, escludendolo dalla consapevolezza, determinano una diminuzione della minaccia ma non la distruzione dell'impulso.
Teoria strutturale della mente: es, io e super-io
Es
Motivazioni inconsce che nascono dalle pulsioni istintuali sessuali ed aggressive. Nell'uomo è l'impulso all'azione. Sono espresse in modo diretto nel comportamento dei bambini piccoli e persistono in forma meno ovvia nel comportamento adulto. Nell'infanzia il conflitto connesso agli impulsi proibiti della coscienza morale produce sia senso di colpa sia paura del pericolo esterno dato dalla punizione e disapprovazione genitoriale. Negli adulti può ravvivare la minaccia di una punizione aspra e vendicativa eseguita da altri. L'istinto è un comportamento innato che scatta in seguito a specifici stimoli esterni.
Io
Funzioni fondamentali per il controllo, la guida ed il coordinamento dell'uomo. Dà all'adulto la capacità di percepire in modo realistico, di pensare logicamente, di agire con abilità e prevedere gli effetti delle azioni organizzando il comportamento rendendolo realistico e maturo. Inizia a svilupparsi nelle prime settimane di vita e raggiunge il suo massimo grado nella maturità adulta. Le funzioni dell'io dipendono dall'esperienza e dall'apprendimento includendo capacità intellettuali superiori quali la capacità di leggere, scrivere, di eseguire calcoli. Le principali funzioni dell'io sono la percezione, la coscienza, la memoria, l'attenzione, il pensiero, l'intelligenza, abilità motorie, giudizio, meccanismi di difesa. Le funzioni sono coordinate tra di loro operando al di fuori della consapevolezza conscia. L'io percepisce ed attribuisce significato agli stimoli interni ed esterni coordinando il comportamento affinché divenga il più vantaggioso possibile per la persona. Un'imminente perdita di controllo sugli impulsi causa angoscia; quando ciò avviene e si sperimenta una perdita, il segnale è la depressione, la sensazione poi di auto accuse genera il senso di colpa, la minaccia di essere umiliati genera vergogna.
Super-io
Istanza psicologica interna che controlla e modifica il comportamento dell'uomo spingendo l'uomo a comportarsi in modo coerentemente morale anche quando non siano presenti altre persone. Gli studi psicoanalitici dell'infanzia e quelli di Piaget evidenziano che tra i 3 ed i 6 anni, il pensiero dei bambini è caratterizzato da:
- Animismo: tendenza a dotare tutti gli oggetti di sentimenti e motivazioni
- Egocentrismo: tendenza a ritenere che tutti pensino, percepiscano e sentano il mondo così come fa lui
- Literalismo: tendenza a dare interpretazioni concrete delle parole e delle azioni
- Onnipotenza: incapacità di distinguere tra un pensiero immaginario ed un'azione eseguita
Mondo esterno: oltre che le istanze psichiche, sul comportamento dell'uomo incidono gli stimoli derivanti dall'ambiente che possono favorire l'integrazione psicologica o creare conflitti.
Meccanismi di difesa
Attività psicologiche involontarie, automatiche mediante le quali l'essere umano tende ad escludere dalla consapevolezza degli impulsi inaccettabili. Un impulso è inaccettabile perché siano attivati dei meccanismi di difesa quando, secondo il giudizio inconscio dell'individuo, la sua espressione provocherebbe una punizione o una pericolosa vendetta da parte di altre persone o della propria coscienza morale. I meccanismi di difesa sono reversibili, inconsci, modi di gestire conflitti ed affettività, adattivi e patologici, cioè sono funzionali alla vita psichica ma usati in eccesso causano disadattamento e psicopatologia. Avvengono sempre all'interno di una relazione e sono sempre comunicativi. Si presentano spesso nella vita del soggetto, non cambiano anche quando necessario e sono utilizzati indipendentemente dalla situazione.
- Rimozione (difesa nevrotica): attività dell'Io che impedisce all'impulso proibito proveniente dall'Es e a qualsiasi derivato di tale impulso di giungere alla coscienza. Per l'individuo l'impulso semplicemente non esiste. È il meccanismo di difesa che dura più a lungo e secondo Freud si sviluppa nella fase edipica. Sindromi cliniche e circostanze di vita che illustrano la rimozione sono l'amnesia, il non ricordare certi periodi di vita o episodi importanti, la dimenticanza sintomatica, lapsus linguae, la parola giusta non trova espressione nella coscienza, attacchi d'angoscia, quando la persona non comprende la fonte o i motivi della propria angoscia.
- Conversione: un impulso viene tenuto fuori dalla consapevolezza ed espresso in forma dissimulata e simbolica di un certo disturbo della funzione corporea. Alcuni disturbi tipici della conversione possono essere sensoriali, come anestesia, dolore, sordità, cecità, disturbi motori come paralisi, convulsioni e tic, o disturbi psicosomatici come ansia, mal di testa.
- Inibizione: diminuzione della motivazione necessaria per impegnarsi in una certa attività per evitare l'angoscia legata ad impulsi inaccettabili e tali attività potrebbero far trovare espressione all'impulso. Si manifesta comunemente in tutte le persone, gli adulti spesso attraversano periodi che evitano di leggere quotidiani, guardare telegiornali, andare al cinema nel timore che possano indurli a pensare ad argomenti spiacevoli o paurosi. In simili periodi si dedicano a qualcosa di più leggero in modo tale da essere lontano dagli impulsi che possono risultare pericolosi.
- Spostamento (difesa nevrotica): si connette la minaccia di un impulso inconscio ad una situazione esterna che viene sentita come la fonte della paura. L'impulso che minaccia di raggiungere la coscienza viene spostato, appare chiaramente nelle fobie che possono essere raggruppate in tre grandi categorie: fobie dello spazio, fobie come residui della prima infanzia (paura animali grandi), fobie come residui della seconda infanzia (paura animali piccoli). Nel comportamento normale un'altra persona, cosa o animale diviene l'oggetto dell'impulso che egli è stato incapace di esprimere contro il suo vero bersaglio.
- Razionalizzazione (difesa di diniego): si danno spiegazioni logiche di un comportamento irrazionale. Ogni comportamento che ci appare irrazionale minaccia il nostro senso di salute e integrità mentale. Un tipo particolare di razionalizzazione è l'intellettualizzazione in cui oltre a produrre spiegazioni logiche si fa riferimento a dati teorici, culturali e scientifici.
- Idealizzazione (difesa narcisistica): si percepisce un altro come migliore o che possiede attributi più desiderabili di quelli supportati dall'esperienza.
- Formazione reattiva (difesa nevrotica): assumere un carattere opposto come estrema posizione nei confronti di un sentimento conflittuale (amore invece che odio, modestia che copre ambizione). Sindromi cliniche e circostanze di vita che illustrano la formazione reattiva sono le nevrosi ossessivo-compulsive, stili caratteriali ossessivi-compulsivi, normale formazione caratteriale. Può incidere sulla costruzione del carattere e della personalità.
- Annullamento (difesa ossessiva): compiere certe azioni o dire certe parole con lo scopo di eliminare gli effetti immaginati come di propri pensieri e sentimenti, nel comportamento normale esempi sono il toccare ferro, farsi in segno della croce, dire salute se qualcuno starnutisce. Sindromi cliniche in cui è possibile osservare l'annullamento comprendono atti come lavarsi le mani, contare, pulire, toccare.
- Ipocondria: il soggetto si lamenta continuamente dei propri disturbi fisici ma non cerca e rifiuta le cure. Si caratterizza dal lamentarsi e rifiutare l'aiuto, e l'uso ripetuto di queste esprime ostilità e risentimento. È una difesa contro la rabbia che prova da dover dipendere dagli altri poiché sorge la convinzione che nessuno soddisferà realmente i suoi bisogni. E se da un lato rifiuta l'aiuto dall'altro continua a chiedere di più, ed il dover affrontare un problema con l'aiuto degli altri lo fa sentire impotente.
- Isolamento dall'affetto (difesa ossessiva): separare il pensiero dall'affetto ad esso associato consentendo al soggetto di tenersi lontano dalle emozioni troppo forti.
- Diniego: esclude dalla coscienza certi aspetti della realtà che sarebbero causa di troppa angoscia o dispiacere. Si differenzia dalla negazione dove viene negato solo l'affetto, mentre il rapporto con la realtà è di norma mantenuto. È ritenuto normale quando riguarda un breve periodo, una questione di poco rilievo ed una semplice informazione lo corregge.
- Proiezione (difesa di diniego): attribuzione automatica di propri atteggiamenti e impulsi ignorati ad un certo agente esterno. Spesso per rafforzare la propria posizione si utilizza la razionalizzazione. La ritroviamo nei deliri e allucinazioni paranoidi, nelle tendenze del bambino ad attribuire ciò che è cattivo agli altri e a se stesso tutto ciò che è buono.
- Regressione: ritorno a modi di funzionamento psicologico caratteristici di stadi più antichi, un ritorno a modi meno maturi di pensare, sentire e agire. Si verifica quando ci si trova di fronte a conflitti. Tipica nelle nevrosi e psicosi, chi soffre di malattie fisiche gravi e prolungate, gravi stati depressivi. Tutti noi regrediamo nel comportamento normale, nei sogni il pensiero assume le caratteristiche primitive dei pensieri dei bambini piccoli, nel tempo libero, regressione nell'intraprendere giochi infantili.
- Dissociazione o scissione: separazione delle qualità contraddittorie dell'oggetto e dei sentimenti relativi. La fisiologica coesistenza di una parte buona e di una cattiva in ciascun essere umano è inaccettabile in quanto il riconoscere una parte cattiva all'interno di un'altra persona abitualmente considerata buona è insopportabile per il soggetto che quindi vive tale possibile coesistenza come francamente minacciosa. Tipicamente presente nelle personalità multiple o nelle esperienze di depersonalizzazione.
- Acting-out: permette di scaricare sentimenti o impulsi invece di sopportarli, ciò comporta l'espressione di impulsi primitivi senza valutare le conseguenze e dopo aver agito il soggetto acquista la capacità di riflettere, si sente in colpa e si aspetta delle punizioni a meno che non entrino in gioco la razionalizzazione o negazione.
- Onnipotenza (difesa narcisistica): l'individuo risponde a situazioni di stress comportandosi come se fosse superiore agli altri proteggendolo da perdita di autostima.
- Altruismo (difesa matura): affronta un conflitto emotivo aiutando gli altri e soddisfare bisogni sociali e di attaccamento pensando che le proprie azioni altruistiche sono sostenute da propri bisogni.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.