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- Costo di origine esogena;

ed è dovuto al recupero delle conoscenze necessarie per svolgere un compito nuovo. I processi di switching

implicano un’interazione tra le componenti di controllo endogeno e esogeno. L’interazione produce compiti

flessibili e adatti al contesto.

Strumenti di valutazione neuropsicologica.

- WCST: valuta la capacità di formulare giudizi astratti e cambiare strategie cognitive in risposta a

modifiche nel contesto. Coglie quindi deficit nell’inibizione della risposta e la tendenza a un

comportamento inflessibile. Il materiale è composto da 128 (4 colori, 4 forme, 4 elementi n°max)

carte stimolo, dopo 10 risposte consecutive corrette il criterio cambia. Il compito è inferire il

criterio:

o Prima soluzione: criterio colore;

o Seconda soluzione: criterio forma;

o Terza soluzione: criterio n° elementi.

Si ottengono 4 punteggi:

o Globale= n° trial – (n° categorie completate x 10) e n° carte usate in eccesso;

o Risposte perseverative;

o Errori non perseverativi;

o Fallimenti nel mantenimento del set.

Non è chiaro se e quanto sia coinvolto il lobo frontale nella risoluzione del compito.

- Torre di Londra;

- Test di Stroop: il pz deve denominare il colore degli stimoli presentati. I pz frontali mostrano grandi

difficoltà nel sopprimere la risposta legata a un codice superappreso (lettura).

- Stime cognitive;

- Test di fluenza delle parole: pz con lesioni frontali sinistre mostrano una ridotta produzione;

- Test dei labirinti.

È bene sottolineare però che l’obiettivo della valutazione neuropsicologica è quello di comprendere se i

problemi esecutivi influenzeranno la quotidianità. Può esserci una discrepanza tra la prestazione a prove

standardizzate e il comportamento spontaneo di fronte a problemi quotidiani. Per risolvere questo

problema è importante sottoporre ai pz prove il più ecologiche possibili. Shallice e Burgess propongono:

1. multiple errands test: in una situazione reale al paziente è richiesto di svolgere 8 semplici

sottocompiti rispettando delle regole date;

2. six elements test: al pz vengono dati da svolgere 3 compiti diversi, in un tempo prestabilito (15 min)

rispettando delle regole.

Implicazioni cliniche e interventi riabilitativi.

La riabilitazione è importante perché:

- può favorire il riadattamento sociale;

- può aiutare il trattamento di altre FC.

Dagli studi effettuati emerge che i maggiori benefici si ottengono con programmi olistici (standard di

trattamento) il cui scopo è quello di sviluppare abilità alternative che sostituiscano pattern psicosociali

maladattivi.

Meccanismi e processi delle FE.

Sistema attentivo supervisore (SAS).

Esistono due modalità di controllo:

- Automatica: per le situazioni abituali;

- Volontaria: per le situazioni nuove, azioni intenzionali (FE).

Errori di cattura: i processi di controllo volontario possono subire interferenza dei processi di controllo

automatico.

Il SAS e il catalogo delle decisioni.

Premesse:

- La selezione di operazioni abituali è decentrata;

- La selezione non usuale è qualitativamente differente e coinvolge un sistema supervisore che

modula il funzionamento del resto del sistema.

Le unità di base che sottostanno all’azione o al pensiero sono un insieme molto ampio ma finito di

programmi discreti:

- Programmi di livello superiore (script e MOP): organizzazione complessa di un’attività;

- Programmi di livello inferiore: schemi di pensiero e d’azione.

Ogni schema ha un livello di attivazione dipendente dalla quantità di segnali che riceve. La selezione di uno

schema si verifica se il suo livello di attivazione supera una determinata soglia. Diversi schemi possono

raggiungere contemporaneamente la soglia di attivazione e interferire tra loro.

Controllo orizzontale del comportamento: è un meccanismo di inibizione laterale che seleziona gli schemi

con un più alto livello di attivazione inibendo contemporaneamente quelli ad essi incompatibili evitando

così eventuali interferenze.

Selezione automatica: una selezione dell’azione basata sulla selezione competitiva non è sufficiente, è

necessaria una componente di pianificazione che impari dai suoi stessi errori. In questo senso entra in gioco

il SAS che ha accesso a rappresentazioni:

- Dell’ambiente;

- Delle intenzioni;

- Delle proprie capacità cognitive.

Non controlla direttamente il comportamento ma modula i livelli inferiori del sistema di selezione

competitiva, attivando o inibendo schemi particolari o organizzando nuove sequenze d’azione.

Fallimenti del SAS.

 Errori nell’azione: errori di cattura;

 Errori che si verificano quando si è impegnati in qualche altra linea di pensiero;

 Difficoltà di pianificazione.

Rapporto tra processi di controllo e F.C superiori.

- Apprendimento: deficit nel programmare la strategia per apprendere;

- Memoria: difficoltà a ordinare e collocare gli eventi nel tempo. Lobo frontale sx critico per il

materiale verbale mentre il destro per quello figurativo.

- Capacità inventiva: povertà di iniziativa, scarsa produzione di tempi nuovi;

- Astrazione: incapacità di astrazione, cioè di cogliere le caratteristiche essenziali che accomunano

tra loro alcuni elementi differenziandoli da altri. Vengono così attuati comportamenti legati alla

concretezza e immediatezza della situazione;

- Giudizio: avventatezza;

- Progettazione;

- Inibizione: gli aspetti più superficiali di una situazione possono catturare il pz -> sindrome da

dipendenza ambientale, comportamenti di utilizzazione, imitazione degli atteggiamenti dello

sperimentatore (dipendenza dall’ambiente sociale);

- Personalità: i pz sono volubili, futili, avventati, mostrano indifferenza e la tendenza a reazioni

emotive inadeguate, perdita di iniziativa, di originalità di creatività (lesioni orbitali e mediali). Può

manifestarsi una sindrome pseudo-depressa (lesioni corteccia mediale) o pseudo-psicotica (lesioni

corteccia orbitaria).

Processi implicati nelle FE.

West: la corteccia prefrontale svolge primariamente una funzione di organizzazione temporale del

comportamento, ovvero sequenze di azioni.

La funzione di integrazione temporale è supportata da 4 componenti:

1. Memoria retrospettiva: per mantenere attive le rappresentazioni necessarie all’esecuzione dei

compiti. L’attivazione è sostenuta dall’influenza eccitatoria della corteccia prefrontale dorso-

laterale sulle rappresentazioni immagazzinate nelle aree associative temporali e parietali.

Le rappresentazioni sono il riferimento su cui costruire le sequenze d’azione e racchiudono gli scopi

del compito le informazioni sull’ambiente e le conoscenze dichiarative e procedurali.

2. Memoria prospettica: basata sulle aspettative e orientata all’azione. Sede: corteccia prefrontale

dorso-laterale. Funzione: operare sull’informazione derivata dalla memoria retrospettiva per

preparare l’individuo alla risposta. Questa memoria rimane attiva fino a quando verrà eseguita la

sequenza d’azione.

3. Controllo dell’interferenza: se non attuato aumenta la distraibilità. Sede: corteccia prefrontale

orbitale. Serve a inibire le informazioni che non sono appropriate per l’esecuzione del compito e

quindi a proteggere l’individuo dagli effetti di informazioni potenzialmente interferenti. Se questo

processo di controllo è danneggiato stimoli inappropriati avranno accesso ai processi di memoria

prospettica e potranno guidare il comportamento.

4. Inibizione delle risposte dominanti: evita che risposte salienti ma inappropriate ottengano il

controllo della sequenza d’azione (perseverazioni). Sede: corteccia prefrontale dorsolaterale.

Basi anatomiche delle FE.

Rete neurale corticale e sottocorticale diffusa che comprende:

- Cingolo anteriore (informazioni conflittuali, regolazione emozionale);

- Area motoria supplementare;

- Corteccia orbitofrontale;

- Corteccia pre-frontale dorsolaterale;

- Gangli della base;

- Talamo.

Localizzazione cerebrale delle FE.

Oggi si ritiene che le FE siano implementate in circuiti distribuiti multipli ciascuno dei quali comprende

connessioni con qualche porzione della corteccia prefrontale.

Funzioni esecutive e lobo frontale.

Lurija: la corteccia prefrontale, il cervelletto e i nuclei sottocorticali fanno parte di un sistema per:

- Pianificazione;

- Regolazione;

- Monitoraggio delle azioni volontarie.

Shallice: la corteccia prefrontale è la possibile sede del SAS, quindi i sintomi disesecutivi verrebbero

interpretati come incapacità del SAS danneggiato.

Quindi, nonostante sia indiscutibile il coinvolgimento del lobo frontale nelle FE è semplicistico considerare

la corteccia prefrontale centro esecutivo del cervello. È plausibile che le FE siano il risultato del

funzionamento di diversi circuiti interconnessi che comprendono diverse zone della corteccia frontale con

le loro connessioni corticali e sottocorticali.

Circuiti fronto-sottocorticali.

- Collegano il lobo frontale ai gangli della base e al talamo;

- Indipendenti e paralleli;

- Seguono la stessa struttura.

Ne sono stati individuati 5 di cui 3 originano da:

- Corteccia prefrontale laterale;

- Corteccia orbitofrontale;

- Cingolo anteriore;

se lesi si manifestano i sintomi disesecutivi (diversi).

Modelli integrati della funzione prefrontale.

Alcuni modelli hanno tentato di spiegare in modo unitario e integrato la funzione della corteccia

prefrontale, principalmente laterale.

Duncan le funzioni di alcune regioni frontali sono ampie a tal punto da contribuire a molti compiti cognitivi

diversi. Ovvero i neuroni risponderebbero in modo adattivo a seconda del contesto modello della

codifica adattiva in cui la corteccia prefrontale laterale fornisce uno spazio di lavoro globale.

Fuster le funzioni della corteccia prefrontale sarebbero quelle di integrazione temporale di informazioni di

diversa natura in funzione di uno scopo futuro. Rete di memorie esecutive.

Miller & Cohen la corteccia prefrontale mantiene attive le rappresentazioni mentali degli scopi attuali e dei

mezzi per raggiungerli. Queste rappresentazioni modulano l’attività del cervello.

Tutti questi modelli presentano una visione sostanzialmente unitaria della funzione prefrontale. Un’ipotesi

alternativa potrebbe essere quella secondo cui ciascuna FE potrebbe richiedere una combinazione diversa

di un insieme comune di ingredienti cognitivi più elementari, localizzati in aree distinte della corteccia

prefrontale. Seguendo questa ipotesi Daffner & Searl distinguono tra FE:

- Di primo livello: WM, inibizione, iniziazione, monitoraggio;

- Di secondo livello: pianificazione, organizzazione, resistenza alle interferenze, regolazione affettiva,

comportamento adeguato.

Le FE di secondo livello non sarebbero localizzabili perché richiedono il contributo di diverse combinazioni

di primo livello.

Architettura del controllo cognitivo nella corteccia prefrontale.

I modelli recenti postulano un’organizzazione gerarchica delle funzioni di controllo nei lobi frontali.

L’organizzazione può riguardare:

- Processamento dell’informazione;

- Natura delle rappresentazioni.

Un’organizzazione gerarchica delle rappresentazioni mentali non implica necessariamente che i diversi

livelli siano implementati in sistemi neurali strutturalmente distinti.

Modello a cascata di Koechlin.

 Diversi segnali di controllo sono organizzati gerarchicamente con un passaggio seriale

dell’informazione da un livello superiore più astratto a uno inferiore più concreto.

 Ogni livello è implementato in regioni spazialmente segregate lungo l’asse antero-posteriore della

corteccia.

1. Controllo sensoriale: seleziona la risposta motoria da un input sensoriale;

2. Controllo contestuale: specifica l’associazione S-R selezionata in base a un indice

contestuale esterno;

3. Controllo episodico: selezione di precise associazioni S-R in funzione di un indice di natura

temporale che seleziona specifiche memorie episodiche;

4. Controllo temporaneo esteso: estende il controllo episodico a dimensioni temporali

multiple.

Ruolo del cingolo anteriore nel conflitto cognitivo.

Si evidenza l’attivazione del cingolo anteriore nelle situazioni di alto conflitto cognitivo in cui è necessario

modificare e aggiustare il comportamento in relazione al rilevamento di un conflitto tra diverse alternative

di risposta (es. test di Stroop).

Teoria del monitoraggio del conflitto.

Il cingolo anteriore:

- Rileva il conflitto;

- Inizia gli aggiustamenti comportamentali in risposta al conflitto attraverso le connessioni con la

corteccia prefrontale laterale: risolve il conflitto incrementando il livello di controllo cognitivo.

Teoria della regolazione.

Ipotizza un controllo diretto della corteccia cingolata anteriore che sarebbe responsabile della gestione e

del controllo dei circuiti neurali attivi durante la condizione di conflitto e associati agli aggiustamenti

comportamentali rilevanti ai fini della risoluzione.

Il cingolo anteriore è associato spesso anche a operazioni di selezione della risposta.

La corteccia parietale posteriore inoltre sembrerebbe coinvolta nei processi esecutivi, in particolare è

rilevante nella riconfigurazione delle associazioni tra stimoli e risposte o nella gestione degli aggiustamenti

comportamentali guidati dallo stimolo. Quindi è possibile ipotizzare:

- Corteccia parietale rileva il conflitto a livello dello S;

- Corteccia cingolata: rileva il conflitto a livello della R.

Valutazione della persona adulta con disturbi delle FE.

Obiettivi della valutazione.

- Diagnosi della menomazione della funzione;

- Diagnosi differenziale;

- Diagnosi di limitazione dell’attività;

- Diagnosi della restrizione della partecipazione sociale;

- Diagnosi della menomazione del comportamento;

- Follow-up.

Valutazione, diagnosi e prognosi sono funzionali all’impostazione di un programma di riabilitazione

neuropsicologica e/o educativo/informativo.

È sempre importante approntare una valutazione dell’attività funzionale da associare a quella della

menomazione neuropsicologica.

Scopi dell’intervento terapeutico.

- restoration of lost function: ridurre la menomazione o raggiungere il livello prestazionale massimo

consentito.

- Compensazione.

- Ridurre la restrizione della partecipazione sociale.

Test per la valutazione della menomazione delle funzioni.

È molto importante annotare tutti i comportamenti del pz durante la somministrazione dei test e

interpretare le prove dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Valutare la tipologia degli errori infatti

permette di individuare gli stili disesecutivi.

- Inibizione di imitazione e perseverazione. Presupposto per compiti nuovi è inibire gli schemi

comportamentali appresi:

o Apprendimento motorio invertito (AMI):

sensibile a disturbi esecutivi che coinvolgono l’autoregolazione del comportamento che inibisce

risposte automatiche di imitazione dell’atto motorio. Nella prima parte si presenta al pz una

sequenza con 12 presentazioni successive del palmo e una con 12 successive del pugno. Nella

seconda parte 24 modelli random di pungo e palmo. Il punteggio totale corrisponde al n° di risposte

corrette in questa parte. Il compito dei soggetti è quello di fornire una risposta motoria opposta

all’esaminatore.

o WCST;

- Inibizione risposte automatiche:

o Test di Stroop al PC: 4 compiti con 40 stimoli ciascuno. Pz sensibili alla situazione di

interferenza presentano lesioni prefrontali sinistre e fronto-mesiali destre.

 Word reading;

 Color naming;

 Word reading of coloured words: S BLU R BLU;

 Color naming of coloured words: S BLU R VERDE;

- Flessibilità della risposta.

o Trail making test (TMT): valuta l’esplorazione visiva, l’attenzione selettiva e lo shifting

attentivo. Il danno frontale compromette la prestazione.

- Giudizio.

o Stime cognitive: di numerosità, di lunghezza, di prezzo e non quantitative. Le stime possono

essere dirette o attive oppure indirette o passive. Secondo Shallice & Evans le stime

cognitive sono una misura del ragionamento e dell’automonitoraggio.

o Giudizi verbali: valuta le abilità di ragionamento logico-deduttive verbali. 20 item suddivisi

in 4 sottoprove:

 Differenze;

 Proverbi;

 Assurdità;

 Classificazioni.

o Comprensione di metafore e espressioni idiomatiche: 20 metafore e 20 espressioni

idiomatiche.

o Picture identification test (PIT): viene mostrato un quadro al pz il quale deve interpretare la

scena raccontando cosa stia succedendo.

- Classificazione:

o WCST;

o Weigl’s test: 12 stimoli di legno classificabili secondo 5 categorie (forma, colore, seme,

spessore, dimensione) è composto da due parti:

 Compito attivo: individuare il criterio, denominarlo, raggruppare gli stimoli in base

a questo;

 Compito passivo: se il soggetto non è riuscito nel primo compito, l’esaminatore

effettua il raggruppamento.

Rispetto al WCST è più breve, somministrabile anche a pz con deficit dell’attenzione e/o

della MBT e non richiede importante inibizione della perseverazione.

- Pianificazione: pz con lesioni frontali mostrano difficoltà a tenere conto dell’obiettivo o a costruire

una gerarchia di obiettivi.

o Torre di Londra e torre di Milano: valuta l’abilità di problem solving non verbale in soggetti

con disordini del pensiero logico e della pianificazione conseguenti a lesioni frontali. È

richiesto l’intervento di WM e SAS per effettuare lo shifting. Il punteggio è dato dal n° di

problemi risolti e dal n° di mosse eseguite nel tempo a disposizione.

- Pianificazione e apprendimento: lesioni delle FE portano a un decremento delle prestazioni nei test

di memoria che valutano la capacità di organizzazione gerarchica delle informazioni.

o Test di memoria di prosa;

o Test di apprendimento di liste di parole.

Batterie.

Sono batterie di screening per valutare alcune singole componenti delle FE.

- Frontal assessment battery (FAB): test di screening breve per la valutazione delle FC e

comportamentali, somministrabile in fase acuta e subacuta. 6 subtest:

o Analogie (categorizzazione semantica): aree dorsolaterali;

o Fluenza lessicale (flessibilità cognitiva): aree mesiali;

o Sequenze motorie (programmazione);

o Sequenze motorie invertite (sensibilità all’interferenza);

o Go/no-go (controllo dell’inibizione): aree orbitali e mesiali;

o Inibizione del comportamento di prensione (autonomia ambientale).

Cognizione sociale e comportamento.


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mars24

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mars24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'attenzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Stablum Franca.

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