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Concetto di attenzione

Non si può definirla come un concetto unitario; si individuano quindi i compiti che richiedono un particolare tipo di attenzione e se ne comprendono i processi e i meccanismi sottostanti. L'attenzione infatti comprende una grande varietà di fenomeni psicologici anche molto diversi tra loro.

Componenti dell'attenzione

  • Attenzione selettiva
  • Funzioni esecutive
  • Attenzione sostenuta
  • Vigilanza

Le diverse aree del cervello svolgono funzioni differenti e ogni operazione eseguita può essere specificata in termini cognitivi.

I sistemi attentivi

Dal punto di vista anatomico, esistono tre sistemi attentivi:

  • Attentivo anteriore (corteccia prefrontale): elaborazione focale conscia, monitoraggio del comportamento.
  • Attentivo posteriore (corteccia parietale): orientamento in risposta a stimoli sensoriali, elaborazione dettagliata degli oggetti, focus attenzione su specifici punti dello spazio ambientale.
  • Attentivo responsabile di uno stato di allerta e vigilanza (emisfero destro): agisce sul sistema anteriore e posteriore.

I sistemi sono indipendenti a livello anatomo-funzionale ma interagiscono e danni selettivi a questi sistemi causano deficit neuropsicologici specifici, indipendentemente dall'eziologia.

Vincoli dell'attenzione

La prestazione attentiva può venire influenzata da numerosi fattori:

  • Organizzazione del cervello e attività neurale
  • Caratteristiche dei processi di memoria
  • Significatività del materiale
  • Imprevedibilità e velocità dei cambiamenti ambientali
  • Scopi per azioni future molteplici: è necessaria la capacità di gestire e formulare priorità.

Studio dell'attenzione: passato, presente e futuro

La psicologia dell'attenzione è un'area di ricerca della psicologia generale e sperimentale che si prefigge la comprensione dei processi attentivi necessari per la comprensione del comportamento.

Applicazioni

  • Neuropsicologia
  • Psicologia
  • Psichiatria
  • Riabilitazione

Aristotele: stimoli sensoriali forti possono interferire con la percezione di stimoli sensoriali più deboli. Inoltre è possibile percepire due oggetti nello stesso momento.

1880-1920: inizio della psicologia sperimentale

  • Strutturalismo: descrive i fenomeni di cui siamo consapevoli "prodotti dell'attenzione" (introspezione).
  • Funzionalismo: caratteristiche dell'attenzione come processo di selezione attiva. Attenzione come processo unitario attivo che può influenzare tutte le attività mentali.

Comportamentismo (1920)

I processi mentali non possono essere oggetto di indagine scientifica.

  • Gestalt: poco spazio allo studio dell'attenzione, scema l'interesse per l'argomento.

1950: ricominciano gli studi sull'attenzione

Per i seguenti motivi:

  • La relazione S-R non è sufficiente per spiegare la complessità dei comportamenti.
  • Sviluppo dell'informatica e dell'intelligenza artificiale, nuovi strumenti con cui l'uomo deve relazionarsi.
  • Aumenta la domanda sociale di ricerca.

Nel 1966 a Driebergen (Olanda) si tiene il primo incontro internazionale di studiosi dell'attenzione e nel 1984 viene pubblicato "Varieties of Attention" di Parasuraman.

Nella ricerca moderna distinguiamo 3 fasi

  • '50-'60: studio delle abilità e prestazioni umane, uomo= processore a capacità limitata.
  • '70-'80: analisi degli aspetti cognitivi. L'oggetto di studio diventano le rappresentazioni mentali, i processi automatici e volontari, le strategie per focalizzare e dividere l'attenzione.
  • '80-oggi: approfondimento della relazione fra processi attentivi e substrato neurale, simulazione dei fenomeni attentivi sul computer.

Approccio dell'elaborazione delle informazioni

Assunto: si può descrivere cosa succede nella mente fra la presentazione di uno stimolo (S) e la risposta allo stesso (R), ovvero i processi cognitivi = sequenza di stadi che subiscono trasformazioni successive in seguito a processi d'elaborazione delle informazioni. La mente viene concettualizzata come un sistema di elaborazione delle informazioni.

Metodologie e strumenti per lo studio dell'attenzione

Metodologia dei tempi di reazione

I tempi di reazione sono la quantità di tempo che intercorre tra la presentazione di uno stimolo e l'emissione di una risposta. L'assunto alla base è che le operazioni mentali richiedono tempo; maggiore è il tempo che intercorre tra S-R e maggiore sarà l'elaborazione richiesta. Permettono di studiare l'elaborazione mentale conscia e inconscia. Per usare la metodologia dei TR servono materiali e compiti molto semplici e vanno variati sistematicamente alcuni aspetti. È un metodo poco ecologico.

  • Metodo sottrattivo (Donders):
    • Assunto dell'elaborazione seriale: il tempo tra S-R è occupato da stadi di elaborazione che iniziano solo quando lo stadio precedente ha finito le sue operazioni.
    • Assunto di additività: più complesso è il compito più numerose le operazioni da eseguire.

Condizioni:

  • A: TR semplici. Dato uno stimolo si chiede una sola risposta. Ta = Tr + Te
  • B: TR di scelta (i più lunghi di tutti). A n stimoli corrispondono n risposte. Tb = Tr + Ti + Trs + Te
  • C: TR metodo GO-NO-GO. Dati n stimoli viene richiesta una risposta distinta per alcuni di questi stimoli. Secondo questa tecnica si deve rispondere solo quando vi è un determinato stimolo, non è necessaria la selezione della risposta (è sempre la stessa). Tc = Tr + Ti + Te

Tr - Tempo per la registrazione dello S
Te - Tempo esecuzione R
Ti - Tempo per identificare lo S
Trs - Tempo per la scelta della risposta, ovvero il sogg deve classificare S

A-C = lunghezza del processo mentale necessario per discriminare gli stimoli.
C-B = lunghezza processo mentale necessario per discriminare le risposte.

Critiche al metodo

  • Additività dei tempi dei processi mentali: cambiando tipo di compito possono cambiare anche le strategie di elaborazione. Non si possono aggiungere stadi a un compito senza influenzare il tempo necessario per terminare gli altri stadi. Da una condizione all'altra non varia solo il singolo stadio ma l'intera Gestalt del compito.
  • Prevede che le modalità di elaborazione siano sempre seriali.
  • Si basa su definizione a priori dei processi mentali necessari per svolgere il compito.

Metodo dei fattori additivi (Sternberg): permette di individuare i diversi stadi di elaborazione considerando se le variabili del compito (fattori) producano effetti additivi o di interazione sui TR. Si basa sull'assunto dell'elaborazione seriale (in realtà molto spesso la mente opera in parallelo). Gli stadi sono sempre presenti, ciò che varia è la durata di ogni singolo stadio dovuta alle condizioni sperimentali.

Gli stadi di elaborazione necessari per l'esecuzione di un compito di riconoscimento sono:

  • Individuazione dello stimolo
  • Riconoscimento ricerca in memoria
  • Selezione della risposta

Protocolli verbali

O resoconti introspettivi per processi mentali consapevoli.

  • Thinking aloud (pensare ad alta voce): il soggetto svolge un'attività e contemporaneamente espone i processi mentali su cui si basano scelte e azioni, compie quindi una descrizione immediata dei processi mentali.
  • Gli assunti sono:
    • Verbalizzazione: indice dei processi effettivamente posti in essere. È un meccanismo di mantenimento che focalizza l'attenzione sulle caratteristiche critiche del compito.
    • Compito di descrivere ad alta voce i propri processi mentali non altera i processi stessi (in realtà dipende dal tipo di operazioni mentali).
  • Talking aloud (parlare ad alta voce): il soggetto riferisce i propri processi mentali dopo aver svolto una particolare azione/compito, implica processi di memoria. Sensibile a fenomeni di deterioramento e/o distorsione. In realtà non si conoscono i processi mentali effettivamente usati.

Questionari

Adatti per indagini di tipo quantitativo e permettono l'analisi di aspetti consapevoli dell'elaborazione mentale. Es: Cognitive Failures Questionnaire per rilevare e misurare la frequenza degli errori di attenzione nella vita quotidiana, 25 domande con frequenza di comparsa da 1 a 5.

Test

Devono essere standardizzati, attendibili e validi. Sono una misura obiettiva e standardizzata di una variabile e uno strumento per l'individuazione di deficit cognitivi. Si effettua l'analisi della prestazione dei pz ai test per inferire i processi cognitivi deficitari.

Metodologie delle neuroscienze

  • ERPs, magnetoencefalografia per seguire l'evoluzione temporale dell'attività cerebrale.
  • Tecniche di neuroimaging: localizzazione dei processi mentali.

La neuropsicologia cognitiva effettua inferenze sull'architettura funzionale della mente normale basandosi sui deficit cognitivi dei pz. Le componenti dell'architettura funzionale della mente possono essere individuate:

  • Teoricamente in base alle loro funzioni.
  • Empiricamente in base a deficit selettivi dopo danno cerebrale.

L'attenzione può essere seriamente danneggiata in un dominio ma continuare a funzionare normalmente in un altro. Spesso in neuropsicologia viene utilizzato il metodo della doppia dissociazione. Per dissociazione si intende quando la prestazione di un pz è molto scarsa nel compito A mentre è normale nel compito B.

Dissociazione singola: è sufficiente per produrre serie difficoltà per una teoria del funzionamento normale. L'assunzione di base è che il sistema sia modulare, però una differenza nel compito A e B non significa necessariamente che i due compiti richiedano differenti sistemi di elaborazione; il compito A può semplicemente essere più facile del compito B. Per risolvere questo problema interpretativo è sufficiente ottenere una doppia dissociazione.

L'attenzione selettiva

Ovvero la capacità di selezionare una o più fonti della stimolazione esterna o interna alla presenza di info in competizione tra di loro, ovvero la capacità di concentrarci sull'oggetto di interesse e di elaborare in modo privilegiato le info rilevanti per gli scopi che perseguiamo. La percezione conscia è sempre selettiva.

L'attenzione selettiva può riguardare una data modalità sensoriale, una certa zona del campo visivo, particolari oggetti, specifiche caratteristiche e movimenti del corpo. In particolar modo gli attributi fisici sono più efficaci nel guidare la selezione.

L'informazione a cui si presta attenzione è selezionata ed elaborata in modo più efficiente; questa informazione può essere utilizzata per l'accesso alla coscienza e per guidare la scelta delle risposte. È un sistema anatomicamente separato dai sistemi di elaborazione dell'informazione. Le sue funzioni sono eseguite attraverso una rete complessa formata da diverse aree anatomiche che svolgono differenti funzioni e ogni operazione eseguita può essere specificata in termini cognitivi.

Funzioni dell'attenzione selettiva

Due approcci:

  • Processi di selezione come conseguenza dei limiti del sistema cognitivo di elaborazione. Quindi la funzione dell'attenzione selettiva sarebbe quella di proteggere il sistema da un sovraccarico. In realtà gli studi dimostrano che siamo in grado di mantenere rappresentazioni indipendenti di messaggi molto complessi e in continuo cambiamento.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mars24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'attenzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Stablum Franca.
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