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Riassunto di Psicologia dell’apprendimento e della memoria, libro adottato “L’intelligenza -

Cesare Cornoldi

La concezione dell’intelligenza varia a seconda delle varie culture. In quelle orientali sta per

conoscenza e abilità , capacità di prendere iniziative, rispetto, comprensione pratica. Nella cultura

cinese in particolare sta a significare anche assertività, capacità di capire gli altri e la propria

interiorità.

In quelle occidentali si usa questo termine per descrivere le persone intelligenti, per illustrare il

funzionamento intellettivo, come attitudine, abilità, ingegno.

ACCEZIONI GENERALI D’ INTELLIGENZA

Ci sono comunque due contesti cui far riferimento nel descrivere l’intelligenza, a seconda che

l’accento venga posto su ciò che è comune agli esseri umani o su ciò che li differenzia.

Accezioni GENERALI di intelligenza che deriva da intelligere = comprendere, si hanno quando si fa

menzione all’attività della mente umana o per illustrare operazioni mentali di livello elevato per la

soluzione di problemi.

DEFINIZIONI di Intelligenza:

- comportamento che avviene secondo le leggi del massimo beneficio globale del’essere vivente

e della sua specie.

- capacità degli organismi di costruirsi rappresentazioni interne del mondo esterno.

- capacità di risolvere le situazioni problematiche lavorando su una rappresentazione mentale del

problema.

Questa concezione generale comprende in pratica l’intera gamma delle funzioni cognitive degli

esseri viventi : percepire, ricordare, apprendere, rappresentare, risolvere problemi.

ACCEZIONI DIFFERENZIALI D’INTELLIGENZA

Si intende l’elemento che differenzia gli individui nella capacità di affrontare i compiti cognitivi ( si

usa per descrivere persone + o – intelligenti).

La ricerca sull’intelligenza può basarsi su confronti fondamentali che riguardano :

 esseri umani rispetto ad animali,

 bambini piccoli rispetto ai grandi,

 individui con funzionamento intellettivo tipico, rispetto ad individui con funzionamento

atipico (ritardo mentale). 1

LE METAFORE DELL’INTELLIGENZA

Rassegna storica dello studio dell’intelligenza e dei diversi approcci nell’ambito di prospettive viste

come “metafore”.

1. Metafora geografica: descrive aree del funzionamento intellettivo;

2. “ computazionale che usa l’analogia con il computer per il funzionamento

dell’intelligenza,

3. “ biologica: Risale ai correlati fisiologici;

4. “ epistemologica: deriva una teoria del funzionamento intellettivo umano da una

teoria formale della conoscenza;

5. Metafora sociologica: accento sulle influenze sociali che plasmano l’individuo;

6. Metafora antropologica: vede nella cultura le basi dell’intelligenza e della stessa idea che

abbiamo di intelligenza.

LA NASCITA DEI TEST D’INTELLIGENZA

Francis Galton (cugino Darwin) 1869- scrive Heredity Genies, in cui sostiene che l’intelligenza è

ereditaria. Pone le basi statistiche per la misurazione delle differenze intellettive, assumendo che

nei singoli esse si distribuiscono a partire dal valore medio. Su queste teorie si fonda l’assunzione

contemporanea che l’abilità e l’intelligenza abbiano una distribuzione a “campana” di tipo

gaussiano. In questi primi test, si esaminano differenze individuali in compiti semplici.

Francois Binet : la misurazione dell’intelligenza è più orientata verso funzioni cognitive più

complesse. Per es. si valuta la capacità di disegnare un rombo nelle varie età. A sei anni circa metà

dei bambini lo sa fare, a otto anni quasi tutti, a quattro praticamente nessuno.

Stern nel 1912 propone per i bambini di sei anni molte attività caratterizzanti per questa età come

ambito di indagine, condizione per la definizione di età mentale .

Il quoziente d’intelligenza QI viene definito da questa formula: età mentale/età cronologica x 100.

Ad es. un bambino che dimostra un’età mentale di 10 anni avendone solo otto avrà un QI così

determinato: 10/8 X 100 = 125(molto alto).

USO DEI TEST D’INTELLIGENZA

Si tratta di studi basati come in psicometria sulle differenze individuali.

Si tratta di situazioni implicate nello studio di differenze intellettive principalmente con uso di

ragionamento o come nel cap. 2 in compiti visuospaziali.

I test possono funzionare ma non si può arrivare a questa conclusione di tipo circolare: i test

d’intelligenza misurano l’intelligenza e l’intelligenza è ciò che è misurato dai test d’intelligenza. 2

CRITICHE AI TEST D’INTELLIGENZA

Vygotskij: le funzioni cognitive sono il risultato dell’interazione dell’individuo con strumenti

fornitigli dall’ambiente con l’ambiente sociale. Valutare una persona per quel che sa fare ma

anche cosa sarebbe in grado di fare se adeguatamente assistita. Da questa idea recentemente si è

passati a sostituire i test tradizionali con prove che valutano il potenziale apprendimento.

Un’ altra critica che Vygotskij muove ai test d’intelligenza è che rappresentano una gamma molto

particolare di situazioni(risultano essere avulsi dalla realtà). Secondo questa critica le abilità

dovrebbero essere valutate nella loro attualizzazione con problemi concreti, collocati in situazioni

reali e nell’interazione con altre persone.

Altra critica che fa. I test riflettono le caratteristiche culturali, i modelli, i valori di chi li ha

costruiti(persone ad elevata istruzione nella società occidentale), i bambini emigrati che non

conoscono bene la lingua possono risultare ad es. svantaggiati.

Accanto alle critiche ci sono anche vantaggi nell’uso di questi test(vedi bambino segnalato per

supposto ritardo mentale che invece dai test tale non appariva).

APPLICAZIONI USO DEI TEST D’INTELLIGENZA

La scuola, come l’es. precedente ci dimostra, è stato il primo ambito di applicazione.

A volte l’uso dei test è stato discriminativo (vedi costituzioni di classi speciali per bambini con

supposto ritardo mentale). Vì è stato comunque un altro uso in ambito educativo che ha

riguardato la selezione di studenti dotati per programmi avanzati. I risultati costituiscono anche i

migliori predittori per traguardi conseguiti nel percorso universitario e sono anche ottimi

predittori del successo professionale e anche in altri ambiti.

L’esercito americano li usò per reclutare il personale più motivato con ottimi risultati, così come

fanno tutt’oggi molte aziende di lavoro.

QUESITI SULLA MISURAZIONE

Non in tutte le fasi della vita l’intelligenza resta stabile e mantiene lo stesso tipo di relazioni con le

altre caratteristiche dell’individuo. Variazioni considerevoli si hanno nel bambino piccolo col

passare degli anni, si ha un cambiamento di relazione tra QI e altri aspetti ad es. in relazione al

peso.

Certi dati mostrano come la relazione tra misure diverse di abilità intellettive, è maggiore a bassi

livelli intellettivi o per fasce d’età estreme. In particolare è frequente osservare nel ritardo

mentale (bassa intelligenza) andamenti similmente bassi in varie prove, anche differenti. 3

Quadro associato alla regola della “peggiore prestazione” non la più alta è quella che meglio

predice il suo livello intellettivo.

Non è sempre giusto studiare la relazione tra intelligenza ed altre variabili, per es. non vale per

certe misure del rapporto QI e velocità di elaborazione delle informazioni.

CHE COSA MISURANO ESATTAMENTE I TEST D’INTELLIGENZA?

I test sono numerosi e includono prove tra di loro diverse. Il test di Ravenc è lo strumento più

rappresentativo della misura d’intelligenza. Ne misura gli aspetti centrali (matrici progressive di

ragionamento). Il ruolo critico messo in luce dagli studiosi è rappresentato dalla capacità di

memoria di lavoro di elaborare contemporaneamente più elementi.

Lo studioso brasiliano Primi ha manipolato separatamente 4 variabili che potrebbero influire su

questo tipo di prova:

1. Aumento n° figure;

2. Aumento delle regole che le mettono in relazione;

3. Complessità delle regole;

4. Aumento complessità percettiva degli stimoli.

Molti test tra cui il più famoso Wechsler coinvolgono molti processi che spesso non

rispondono al nome loro assegnato, ad es. il sub test chiamato comprensione, non riguarda

la comprensione linguistica, ma la capacità di orientarsi nelle varie situazioni della vita.

TEORIE E FORME DELL’INTELLIGENZA

Possiamo individuarle in UNITARIE, GLOBALI MATURATIVE, MULTIPLE, GERARCHICHE.

Le prime unitarie si basano su teorie cognitiviste in cui si dà importanza ai meccanismi di

elaborazione delle informazioni, della velocità della sua elaborazione e della capacità di

memoria di lavoro.

Le visioni globali dell’intelligenza, vedono in essa le manifestazioni in toto della mente.

Sono le scale Wechsler a costituire la base per la misurazione dell’intelligenza. Questa

visione, non si pone in contrasto netto con nessuna teoria. Hanno una cautela nella

misurazione, infatti non si basano su una sola prova, tengono conto di un numero

maggiore di verifiche. Questa teoria costituisce un modo pratico e poco rischioso di

approcciarsi all’intelligenza, pur non spiegandola.

TEORIE UNITARIE D’ INTELLIGENZA. 4

Un bambino di 10 anni è superiore a un bambino di 5 in tutte le sue funzioni e queste

sembrano essersi sviluppate con notevole sinergia.

Le batterie di test riguardano ragionamenti logici e il ragionamento in situazioni concrete.

Sperman introdusse l’uso sistematico dell’analisi correzionale. Non si affidava solo ai test.

Egli dimostrò che differenti variabili presentavano un quadro comune che rimandava ad

un’abilità intellettiva unitaria. Per ogni abilità misurata si poteva rinvenire una componente

centrale legata all’abilità generale ed una componente specifica legata alle caratteristiche

particolari della prova e dell’abilità associata.

La dimensione generale chiamate dagli psicomotricisti fattore g costituirebbe il QUID

essenziale dell’intelligenza integrato da abilità specifiche legate ai singoli compiti. Queste

analisi non aiutano però a capire cosa sia l’intelligenza.

Carrol valuta i compiti di induzione e visualizzazione . Determina per questi compiti un

punteggio particolare che descrive l’importanza di quel fattore.

Datterman analizza le prestazioni di 10000 giovani americani con una batteria di test usata

per l’esercito dove appaiono coinvolte le variabili conoscenze a cui si assegna un punteggio

di 0,89 di calcolo 0,72 fino alla velocità 0,66.

Peso dell’abilità dell’intelligenza = saturazione da o a 1. difficile qui ritrovare un aspetto più

criticamente rappresentativo del fattore g.

Critica alla teoria unitaria dell’intelligenza che si associa alla critica più generale basata sulla

considerazione delle differenze nelle forme di intelligenza degli esseri umani.

A parità di abilità complessive, alcuni possono essere più portati per l’uso del linguaggio ,

altre per il ragionamento spaziale, altre per i numeri, la musica etc.

Il fattore G è poi un semplice risultato di un’elaborazione statistica, senza significato

psicologico.

Il test di Raven è il più idoneo a misurare il fattore g . Le teorie unitarie hanno dato più

peso alle operazioni di pensiero come il ragionamento e il problem solving.

La teoria di Piaget può esser considerata una teoria unitaria dove viene posto l’accento

sulle capacità crescenti della mente di ragionare su entità astratte. Si fa però l’esempio di

individuare se sono di più le biglie verdi o maggiori le altre poste in un sacchetto per

evidenziare una critica a tale teoria, accusata di ambiguità linguistica.

Il QUID come si calcola allora? Deve corrispondere a qualcosa di comune a tutte le prove

intellettive proposte. 5

Critiche anche sono state rivolte alla centralità del ragionamento logico: viene osservato

che la capacità di pensiero può a sua volta rinviare ad una capacità ancora più primitiva. Il

successo per Pascal-Leone è legato alla capacità di memoria di lavoro e dalla capacità di

prescindere da elementi disturbanti.

Teorie multiple dell’intelligenza di tipo psicometrico

Si sottolinea l’importanza di funzioni cognitive distinte da quelle logiche. Individua varie

forme d’intelligenza.

Nell’esperienza normale ci possiamo trovare di fronte a casi che sembrano sostenere la

teoria unitaria (persone che si caratterizzano per un’intelligenza generalizzata, uniforme,

globale ), in altri casi ci troviamo davanti a persone che si distinguono in alcuni specifici

ambiti.

Thurstone 1938 offrì un contributo antiunitario a favore dell’individuazione di differenti

forme di intelligenza primaria. Egli identifica delle abilità cosiddette primarie tra cui :

1. comprensione verbale;

2. fluenza verbale;

3. memoria;

4. velocità percettiva,

5. ragionamento;

6. visualizzazione spaziale utilizzato anche a PD. Abilità caratteristica studenti di

ingegneria.

Critica rivolta a questa teoria è che ha lasciato spazio alle proposte più disparate

difficilmente comparabili fra di loro.

TEORIE MULTIPLE CONTEMPORANEE

Mettono l’accento su forme fondamentali di intelligenza che non sono basate solo sui

test.

R. Stenberg ha proposto la distinzione di tre forme fondamentali di intelligenza:

astratta o analitica, pratica, creativa.

Oggi la teoria multipla più significativa è quella di Gardner; le varie forme di contenuto

simbolico della mente possono produrre varie forme di intelligenza. Anche la musica e

l’uso del corpo assumono un ruolo di primo piano. 6

 Problema della teoria multipla è individuare un’abilità primaria, ciò può essere

arbitrario

 Le abilità non sembrano avere uguale importanza

 Solo il deficit di alcune abilità sembra compromettere il funzionamento

adattivo.

Forme fondamentali di intelligenza: visuspaziale, verbale, numerica, pratica.

Un difetto può esser quello di non fare un elenco condiviso e chiaro delle forme fondamentali di

intelligenza.

Il merito è di aver evidenziato forme intellettive importanti un po’ trascurate dai modelli unitari di

intelligenza.

L’i. visuspaziale è la capacità di manipolare in maniera efficiente rappresentazioni spaziali

complesse. Essa può essere distinta in aspetti diversi (organizzazione visiva, memoria visiva).

Anche l’i. verbale ha numerosi risvolti, in genere si basa su comprensioni che mettono in gioco le

conoscenze dell’individuo.

Importanti sono le conoscenze legate alla cultura e acquisite durante gli anni. Forme cristallizzate

di intelligenza sono basate sull’accumulo di conoscenze quasi per niente sensibili al

deterioramento cognitivo.

L’i. numerica si differenzia da quella verbale e spaziale. Alcuni idiots savants pur avendo scarsa

intelligenza generale, brillano in prove di abilità numerica.

Le teorie multiple condividono l’idea che ci siano aspetti dell’i. che si esplicano nella

manipolazione di oggetti o nella capacità di affrontare le situazioni del mondo reale (i. pratica),

come procurarsi una partita d’uva a buon prezzo.

L’abilità pratica può riguardare sia l’uso di oggetti che di strumenti.

Questi vari aspetti dell’i. sono anche considerati atteggiamenti e misurati dal test DAT. L’attitudine

è la capacità di apprendere sulla base di appropriati training e input ambientali.

I test attitudinali mettono l’accento sulle abilità di ragionamento meccanico, un’i. trascurata dagli

altri test classici.

TEORIE GERARCHICHE Intelligenza fluida cristallizzata

Questa teoria è un compromesso tra la teoria unitaria e le teorie multiple. Ha il pregio di

riconoscere le forme molteplici di i. e trovare elementi di organizzazione e sintesi di essi. 7

Questa teoria prevede abilità di tipo più specifico e abilità di tipo più generale e che queste a loro

volta abbiano una funzione di controllo rispetto a quelle più specifiche. Es e analogia con il sistema

dei vassalli del medioevo.

Considerando una classica teoria psicometrica osserviamo che vengono evidenziate due particolari

abilità e cioè quella verbale (ambito linguistico) e quella percettiva spaziale.

Carrol ha elaborato una sua teoria detta dei tre strati in una rielaborazione più rappresentativa

delle posizioni psicometriche classiche di tipo gerarchico.

Dopo uno studio condotto con 130.000 studenti perviene alla conclusione di uno strato III che

contiene il fattore g ed è il più elevato; uno strato II° contenente 8 abilità ampie tra cui lI.fluida; L’i.

cristallizzata; e uno strato I° con molti fattori specifici.

Horn e Cattel hanno proposto nel 1966 un’altra teoria in cui i fattori riferiti all’i. fluida e all’i.

cristallizzata occupano un posto centrale.

Per primo ha considerato l’i. fluida oggi considerata più importante dell’altra e riguarda la capacità

della mente di operare su determinati contenuti senza ricorrere a conoscenze acquisite.

L’i. cristallizzata si riferisce all’attività della mente impegnata in situazioni in cui la cultura e la

familiarità col materiale possono essere determinanti per affrontarle efficacemente(test di abilità

numerica, di vocabolario o meccanica).

Tra le due intelligenze vi è una relazione : la prima consentirebbe di acquisire la seconda

attraverso la mediazione culturale.

Nell’anziano si ha che per

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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