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Psicologia applicata

Contenuti del corso

  • Aspetti introduttivi: evoluzione storica della psicologia; definizione e ambiti della psicologia applicata; le ricerca in psicologia sperimentale; introduzione alla psicologia clinica
  • Assessment psicologico e tecniche della conduzione del colloquio
  • Uso dei test in psicologia clinica: caratteristiche e proprietà dei test; analisi dei principali strumenti psicologici utilizzati nella clinica dell’adulto. BDI, STAI, MMPI, EDI2
  • La valutazione delle disabilità intellettive ed aspetti psicologici e relazionali della persona disabile
  • La personalità: inquadramento teorico e strumenti valutativi
  • Motivazione: principali teorie psicologiche della motivazione umana; la motivazione applicata al contesto infermieristico
  • Stress e burn-out: quando la motivazione viene meno; caratteristiche del fenomeno, approcci preventivi ed intervento
  • Ruolo delle emozioni in ambito infermieristico
  • La gestione del lutto

Formazione psicologica dell’infermiere professionale

È un insieme di aspetti, conoscenze e dimensioni finalizzate a soddisfare l’esigenza di utilizzare conoscenze nuove, finalizzate ad un miglioramento della vita sociale, in particolare nell’ambito del lavoro.

Gli infermieri professionali sono in relazione a persone:

  • Colleghi
  • Pazienti che sono soggetto/oggetto delle cure e dell’intervento da parte dell’operatore sanitario

Fasi del processo formativo

  • Sapere: miglioramento quantitativo delle conoscenze, di nozioni e vari elementi concettuali. Per esempio teorie di base della motivazione, meccanismi dello stress, inquadramento dei disturbi clinici principali.
  • Saper fare: miglioramento quantitativo di capacità e abilità legate alle modalità specifiche richieste dallo svolgimento di un certo lavoro o di una determinata professione. Per esempio l’interazione significativa con il paziente o il colloquio anamnestico. Un eccesso di azione per l’operatore sanitario può risultare difensivo. “Saper fare” significa anche il rispetto dei tempi di un paziente o dell'equipe sanitaria.
  • Saper essere: costituisce la sintesi del sapere e del saper fare. È un miglioramento inteso come approfondimento degli elementi di conoscenza di sé, del proprio comportamento, del proprio personale modo di strutturare e la relazione professionale e sociale, nonché i rapporti all’interno del gruppo di lavoro. Armonizzare delle proprie capacità all’interno della propria personalità, per poter entrare in relazione con coerenza, chiarezza, disponibilità. È un processo di acquisizione graduale che non si esaurisce mai.

Questionario della formazione psicologica in ambito infermieristico

  • Autovalutazione delle variabilità:
    • Sapere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
    • Saper fare 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
    • Saper essere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
  • Quali sono le attese rispetto a queste variabili?
  • Qual è il proprio desiderio di cambiamento rispetto a queste variabili?

Elementi di storia della psicologia

Scienza del comportamento che si basa sullo studio del cervello. Obiettivo: comprendere il comportamento umano. Studio scientifico del comportamento e dei processi mentali. Il metodo utilizzato dalla psicologia è l’osservazione scientifica: metodo basato sulla raccolta di prove empiriche. “Lo sguardo deve essere il più obiettivo possibile.”

Lo studio del comportamento

  • Descrive i comportamenti
  • Classifica e misura il comportamento in modo che differenti psicologi, in posti diversi, misurino la stessa cosa. Si adottano strumenti comuni, in modo che i risultati possano essere confrontabili.
  • Scoprire le cause del comportamento
    • Differenti livelli di spiegazione

Il termine psicologia deriva dalle parole psiche e logos e definisce: “lo studio sistematico della struttura e del fenomeno dell’anima”. Nel libro più importante di psicologia del mondo antico, il “De Anima” di Aristotele (384-322 a.C) l’anima è definita come “ciò per cui primieramente viviamo, sentiamo, ragioniamo”. La distinzione aristotelica tra anima vegetativa, sensitiva ed intellettiva permetteva di differenziare le varie attività dell’organismo vivente dai processi nutritivi e riproduttivi ai fenomeni delle sensazioni e delle emozioni sino ai fenomeni dell’intelletto. Gradualmente la psicologia si è identificata con lo studio dell’anima sensitiva ed in particolare dell’anima intellettiva, proponendosi cioè di indagare il mondo interiore che distingue l’uomo dagli animali.

La psicologia del 1600-1700

Per i filosofi di quest’epoca, la psicologia studiava i processi di formazione delle idee dalle sensazioni o le forme e le espressioni delle emozioni. L’indagine psicologica era basata sull’introspezione > auto osservazione e sull’osservazione del comportamento altrui. Scopo era quello di descrivere come l’uomo in generale pensa o agisce.

  • Cartesio, “Le passioni dell’anima” 1649 in quest’opera Cartesio distingue la res extensa (corpo) dalla res cogitans (meccanismo che permette di pensare). Apre la strada allo studio dei fenomeni del corpo (medicina) e fenomeni della mente (psicologia). Oggi la distinzione mente-corpo non esiste più ma si parla di individuo come unità somato-psichica. “Infatti occorre notare che il principale effetto di tutte le passioni negli uomini è che esse inducono e dispongono la loro anima a volere le cose cui esse preparano il corpo; di modo che il sentimento della paura l’induce a volere fuggire, quello dell’ordinamento a voler combatte e così via”
  • Locke nel “Saggio sull’intelligenza umana” del 1690 sostiene che “la ragione dev’essere il nostro ultimo giudice e la nostra guida di ogni cosa”. In questo periodo ci si interroga attraverso una serie di ipotesi teoriche sulla base biologica dei meccanismi psicologici ed emozionali.

La psicologia del fine 1700 - inizio 1800

La psicologia acquista una propria autonomia attraverso una progressiva definizione del proprio campo d’indagine. È l’acquisizione di metodi e strumenti di ricerca. Rimangono centrali i processi di generazione delle sensazioni e percezioni e la formazione del pensiero. Viene messo in evidenza come la mente dell’uomo abbia una base biologica e che dipende dall’attività del cervello. L’uomo non viene considerato come un’entità isolata dall’ambiente sociale in cui vive o agisce. Ci si chiede come i fenomeni psicologici siano influenzati e determinati dalle condizioni sociali.

Muller (1801-1858) suggerì che fosse importante sapere quale nervo fosse stato stimolato per condizionare il comportamento dell’uomo. La scoperta del neurone risale alla fine dell’Ottocento e si deve soprattutto alle ricerche di Camillo Golgi e di Santiago Ramon y Cajal. Il neurone è l’unità funzionale del SN. La capacità principale del neurone è quella di eccitarsi e trasmettere impulsi elettrici e le sue proprietà morfologiche rispecchiano questa peculiare funzionalità. Il 1879 è la data simbolica della nascita della psicologia scientifica. Wilhem Wundt allestisce il primo laboratorio di psicologia a Lipsia in cui si studiano gli effetti della manipolazione di una variabile indipendente (intensità di un suono, numero di sillabe) su una variabile dipendente, costituita da uno dei processi psichici (percezione del suono, memoria verbale). Il limite era la scarsa applicabilità all’interno di un contesto diverso.

Implicit Association Test 1998

Test nato ai fini della ricerca sociologica, orientato a rivelare associazioni automatiche tra concetti. Charles Darwin (1809-1882) – Sull’origine della specie attraverso la selezione naturale. Il comportamento può essere compreso attraverso il ruolo che esso ha nell’adattamento dell’organismo all’ambiente (mimiche facciali delle emozioni).

La psicologia nel 1800

  • Da una parte il territorio d’indagine della psicologia si amplia in senso orizzontale, dilatando sempre di più lo studio ai fenomeni sociali
  • Dall’altra parte si assiste ad un’espansione in verticale, concentrandosi su un territorio sommerso, l’inconscio
  • Si scopre che esiste un mondo psichico di cui non si ha immediata coscienza, fondamentale nella generazione dei pensieri e nella manifestazione delle emozioni

La psicologia contemporanea

  • Studio delle manifestazioni esteriori, visibili ad un’altra persona comportamento
  • Studio dei processi psichici interiori pensieri ed emozioni

Il comportamento ed i pensieri e le emozioni si influenzano a vicenda.

Professione psicologica

Scienza recente, i primi corsi di laurea furono introdotti nel 1971 e la loro regolamentazione legislativa si ebbe solo nel 1989. La psicologia consiste nell’impiego di strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione di diagnosi, per le attività di abilitazione/riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico per singoli pazienti o gruppi di persone, agli organismi sociali e alla comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

Tipi di psicologia

  • Psicologia ingenua: forma di comprensione dell’altro fondata sull’esperienza quotidiana, sull’osservazione continua e diretta del comportamento delle persone. Si tratta di una semplice, casuale e frammentaria osservazione del comportamento altrui e del proprio mondo interiore che può costituire uno stimolo alla riflessione sui meccanismi e sui processi psichici.
  • Psicologia scientifica: indagine del comportamento basata su criteri di scientificità che richiede che una certa ipotesi su come funziona la mente sia formulata e verificata in modo tale che altri possano comprendere la formulazione stessa e riverificarla. Non è un’esperienza privata, ma un’area della ricerca i cui risultati possono essere appresi e sviluppati dalla comunità scientifica.
  • Psicologia applicata: settore della psicologia che si serve delle elaborazioni teoriche approcciate dai vari orientamenti e dalle varie scuole psicologiche, nonché dei modelli di riferimento forniti da altre discipline e ricava tecniche e modalità operative per intervenire su problemi concreti, individuali o collettivi, che possono riguardare tutti gli aspetti del comportamento umano
    • Clinica: applicazione delle conoscenze acquisite mediante la ricerca di base al fine di studiare e curare i processi psichici nei casi di malattie mentali, conflitti interpersonali per situazioni di sofferenza o disagio
    • Pedagogica: consiste nell’elaborazione di tecniche di insegnamento in relazione allo sviluppo psichico infantile
    • Industriale: consiste nel miglioramento delle condizioni ambientali del lavoro sia dal punto di vista delle relazioni interpersonali che da quello dei rapporti uomo-macchina.
  • Psicologia sperimentale: branca della psicologia che nell’indagine dei processi cognitivi applica il metodo sperimentale. Gli esperimenti condotti con metodi non invasivi coinvolgono generalmente soggetti umani o animali.
    • Ricerche effettuate su uomini o animali che prevedono la manipolazione di una variabile (indipendente) e il controllo degli effetti che tale variabile ha su un’altra variabile (dipendente)
    • Si studiano i processi cognitivi (apprendimento, percezione memoria e linguaggio) e sociali
    • Ci si avvale di apparecchiature elettroniche sofisticate per controllare l’effetto delle variabili
    • Necessità di un gruppo sperimentale (campione rappresentativo della popolazione generale a cui si vogliono estendere i risultati ottenuti) e di un gruppo di controllo (soggiace alle stesse condizioni eccetto che per l’esposizione alla variabile indipendente).
  • Psicologia clinica: si riferisce non solo alla condizione di terapia e cura ma anche all’atteggiamento terapeutico basato sulla vicinanza al paziente. È la disciplina che comprende l’insieme delle conoscenze e delle competenze psicologiche utilizzate per affrontare i problemi delle persone, questi possono presentarsi come difficoltà di adattamento, stati di disagio e di sofferenza. Si esprime con interventi di tipo psicodiagnostico e di aiuto psicologico, i quali vengono attuati utilizzando strumenti e metodi di indagine e specifiche tecniche d’intervento.
    • Il metodo clinico: Attraverso il metodo clinico è possibile accostarsi all’esperienza complessiva del soggetto, esso è caratterizzato dall’approfondimento conoscitivo di casi singoli per cogliere ciò che li contraddistingue. Si utilizzano indizi, dati e comportamenti osservabili, spontanei ed evocati.

La psicologia è diversa dalla psichiatria consiste nella ricerca di alterazioni biologiche che determinano i disturbi mentali o del comportamento. Ad essa è riservato il potere di indicare terapie farmacologiche e lo psichiatra può anche essere psicoterapeuta. L’intervento psicologico è generalmente definito psicoterapia: trattamento che utilizza mezzi psicologici per aiutare una persona con problemi di natura psichica. Oggi questa pratica è diventata una prestazione di tipo specialistico riservata a medici e psicologi con un’adeguata formazione presso una scuola di specializzazione riconosciuta dallo stato. La psicoterapia può essere definita come un intervento professionale rivolto a un individuo, una coppia, una famiglia, finalizzato a raggiungere un cambiamento nel loro funzionamento mentale che risulta fonte di sofferenza e di disadattamento, utilizzando una tecnica psicologica secondo precise modalità.

Approcci psicoterapici

  1. Terapie comportamentali: sono finalizzate a modificare sintomi e comportamenti patologici e disadattativi. Secondo il comportamentismo i comportamenti si instaurano e si consolidano mediante processi di apprendimento riconducibili a tre meccanismi fondamentali:
    • Condizionamento classico: una risposta presente nel repertorio comportamentale di una persona, emessa nei confronti di un determinato stimolo (incondizionato) può essere attivata da uno stimolo nuovo (condizionato) se si presenta con una particolare associazione temporale al precedente.
    • Condizionamento operante: agisce attraverso gli effetti che le ricompense e le punizioni hanno sulle condotte spontanee
    • Apprendimento osservativo: apprendimento di condotte attraverso l’imitazione di modelli osservati.
  2. Terapie cognitive: il cognitivismo pone al centro le capacità attraverso cui incanaliamo, elaboriamo e organizziamo le informazioni che riceviamo attraverso le funzioni cognitive. Il comportamento può essere spiegato facendo riferimento a schemi cognitivi che riguardano le rappresentazioni personali di ciò che è bene o male fare, di ciò che ci si può aspettare da una certa azione, delle capacità o risorse che si pensa di possedere. I disturbi sono interpretabili come un modo distorto di interpretare gli eventi, le proprie caratteristiche e quelle altrui. Le terapie cognitive tendono a portare alla luce questi schemi e modificare i processi di pensiero che sostengono i comportamenti e i vissuti disadattativi.
  3. Psicoanalisi e terapie psicodinamiche: sono indirizzate a capire le forze motivazionali e i conflitti che sottostanno alle manifestazioni patologiche. Il trattamento pone al centro le rappresentazioni inconsce di sé e delle figure significative dell’infanzia, interiorizzato lungo il primo sviluppo psicologico. L’azione terapeutica avviene producendo un cambiamento delle dinamiche profonde e dell’aspetto psicologico del soggetto, che si realizza attraverso una progressiva presa si consapevolezza e attribuzione di significati. Alcune tecniche sono le libere associazioni e l’interpretazione.
    • Libere associazioni: la rimozione è il processo che rende inconscio un contenuto mentale: la resistenza è la forza che ne impedisce il ritorno alla coscienza. Questo metodo pone il paziente in uno stato di rilassamento (lettino) perché questa situazione di passività aiuta ad abbandonare ogni concetto critico o selettivo sulle idee che affiorano nella mente. Il libero decorso dei pensieri è avviato dall’analista (può essere un sogno, ricordo). Le catene di associazioni non sono slegate, ma conducono agli elementi rimossi.
  4. Terapie umanistico-esistenziali: nell’approccio umanistico ha molta importanza l’idea di “potenziale” come di qualcosa da “realizzare”. L’uomo viene richiamato alle responsabilità relative alle sue scelte. L’impostazione umanistica si propone vari obiettivi: si tratta di restituire all’uomo tutta la sua dignità, il suo diritto al rispetto per tutte le sue dimensioni, fra cui il diritto a valorizzare il proprio corpo a esprimere le sensazioni ed emozioni.
  5. Terapie relazionali-sistemico: hanno come oggetto d’intervento le dinamiche relazionali attive all’interno del gruppo famigliare a cui appartiene la persona sofferente. Il comportamento patologico è visto come conseguente ad un’alterazione dei processi comunicativi interpersonali che avvengono all’interno del sistema.
    • Doppio legame: modalità comunicativa patogena evidenziata soprattutto all’interno di famiglie di soggetti schizofrenici. Un soggetto è esposto a messaggi contradditori che prescrivono simultaneamente comportamenti tra loro incompatibili. Il soggetto si trova nella condizione di affrontare un compito impossibile. L’approccio migliore è quello che permette di affrontare meglio la situazione del paziente.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher domi81199 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Miazza Daniela.
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