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Psicologia ambientale - metodi della psicologia ambientale Appunti scolastici Premium

Appunti di Psicologia ambientale per l’esame del professor Bonaiuto. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la psicologia ambientale come la disciplina che si occupa delle interazioni e delle relazioni tra le persone e il loro ambiente ( Proshansky ), gli esperimenti che si svolgono in laboratorio.

Esame di Psicologia ambientale docente Prof. M. Bonaiuto

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più lineare e breve possibile. Questo è possibile grazie al riferimento all’azimut del sole ( altezza

sull’orizzonte ).

Smeraldi ha ricostruito sul computer un produttore di attività come l’azimut ed ha potuto osservare

come l’agente autonomo ( = formica ) riuscisse ad individuare un percorso alternativo a quello

dell’andata basandosi sul calcolo dei vettori di tutti i singoli spostamenti del viaggio d’andata, in

relazione a una sorgente di luce, con le correzione a vista dell’ultima fase del percorso.

N.B. Questo tipo di ricerca è molto utile perché, mantenendo inalterate le caratteristiche dell’elemento

naturale, permette di studiare e capire la ragione di certi comportamenti.

ASPETTI AFFETTIVI DELLA RELAZIONE

INDIVIDUO-AMBIENTE

Ambiente e sviluppo affettivo

Ambiente contesto, fisico e sociale, in cui si sviluppano la personalità ed i comportamenti

dell’individuo.

In questo contesto è importante fare riferimento alla

Teoria dello sviluppo affettivo

proposta da Winnicott, all’ambiente nello sviluppo delle relazioni oggettuali del bambino. L’autore

Che da un ruolo centrale

definisce l’assistere un bambino nei suoi primi mesi e anni di vita come un modo per fornirgli un luogo

favorevole per la sua salute mentale, e per lo sviluppo affettivo, dell’individuo. Si parla, allora, di madre-

ambiente

e

madre-oggetto.

All’inizio del suo processo evolutivo il bambino è un abitante nel corpo della madre e poi nelle sue

’indipendenza,

braccia e nella casa dei genitori, ma con lo sviluppo, dalla dipendenza assoluta passa all

a patto che riesca a vivere in un ambiente che lo fa sentire protetto e che gli permetta di staccarsi dalla

figura materna.

Le cure materne adeguate ed un ambiente idoneo e rassicurante hanno, quindi, una profonda analogia

che si mantiene anche per la vita affettiva degli adulti, dando vita ad un attaccamento ai luoghi, che ha

radici e modalità di espressione simili a quelle verso le persone.

Attaccamento ai luoghi

Un certo insieme di caratteristiche ( affordances ) di un ambiente può darci le informazioni necessarie

affinché possiamo considerarlo come ‘’casa’’. Alcuni di questi fattori sono certamente quelli che erano

contenuti negli schemi mentali dei nostri lontani progenitori ( es. rifugio, ampiezza dei locali,

temperatura e umidità adeguate, ecc. ) mentre altri sono determinati culturalmente.

Queste caratteristiche, però, spiegano solo in parte la valenza affettiva che ci lega a determinati luoghi (

case, quartieri, città, ecc. ) e che può essere spiegata in riferimento a varie forme di dipendenza

dall’ambiente stesso.

La prima forma di dipendenza dall’ambiente che sperimentiamo è quella di quando, da piccoli, iniziamo

a conoscere l’ambiente che ci circonda ( prima in modo passivo e poi in modo attivo ). Quando il

il proprio campo visivo e si può sviluppare l’analogia di Winnicott tra

bambino comincia ad allargare

ambiente fornito dalla madre e ambiente fisico.

Quando si parla di attaccamento, invece, ci si riferisce alla teoria di Bowlby, che si basa sui principi

dell’evoluzione e della seleziona naturale.

I comportamenti innati con cui si esprime l’attaccamento ( es. piangere quando l’oggetto

d’attaccamento si allontana ) si organizzano soprattutto nella seconda metà del primo anno di vita e

servono ad assicurare al bambino il contatto con la madre, quindi a garantirgli una buona protezione.

La dipendenza dall’ambiente, che diminuisce quanto più il bimbo si stacca dalla madre ed allarga il

proprio campo d’azione, è negativamente correlata alla competenza ambientale ( capacità di affrontare

con successo problemi spaziali, sociali,

lavorativi caratteristici dell’età adulta ). In età anziana, al contrario, questa competenza diminuisce e

subentra il ritiro caratterizzato dall’aumento della dipendenza dall’aumento della dipendenza ambientale

del soggetto ( --> le circostanze di vita in cui siamo più deboli fanno aumentare il nostro attaccamento

alla casa e al nostro ‘’ambiente’’ in generale ).

Ricerca di Fried --> reazioni negative di una vasta popolazione fatta trasferire forzatamente, con la

promessa di poter rientrare, dopo un certo periodo di tempo, nel proprio quartiere.

Nonostante la possibilità fosse stata garantita a tutti, solo in pochi poterono effettivamente farvi ritorno e

questo portò alla perdita definitiva e forzata di rapporti affe ttivi, con luoghi e persone, che fecero

nascere sentimenti di sconforto e di lutto da separazione, anche a distanza di tempo.

L’attaccamento ai luoghi varia in funzione

dell’età

e

della dipendenza dell’individuo dall’ambiente che può presentarsi in modi ed occasioni diverse.

Tra i fattori che concorrono a determinare l’attaccamento ad un luogo troviamo allora:

• Presenza di risorse per rispondere ai bisogni dell’individuo;

• Libertà o meno, per l’individuo, di restare in quel luogo;

• Effettive possibilità di movimento dell’individuo nell’ambiente;

• Caratteristiche individuali di personalità.

Proprio in riferimento a tutti questi fattori, si deve notare come l’immagine di sé e del luogo in cui si vive

l’ambiente in

siano tra loro congruenti, in riferimento a significati e valori associati ai due elementi ( -->

cui viviamo parla di noi ).

Quando esistono discrepanze tra la place identity di una persona ed il luogo fisico in cui risiede, i suoi

sforzi saranno tesi a modificare l’ambiente secondo un’immagine congruente con quella che ha di sé.

Se questa modifica non porta ai risultati sperati, inevitabilmente, cesserà o diminuirà l’attaccamento a

quel luogo.

Fino a questo momento abbiamo sempre parlato di un rapporto individuo-ambiente in chiave molto

positiva, ma dobbiamo sempre tenere presente che un luogo si può anche odiare.

Giuliani & Co. individuano vari tipi di attaccamento:

• Esistenza e continuità

• Intensità

• Qualità emozionale

• Durata

• Consapevolezza del proprio attaccamento

• Capacità di costruire nuovi legami d’attaccamento.

Concludendo si può dire che l’attaccamento ad un luogo garantisce una certa continuità per l’individuo

anche se la percezione che egli ha dell’ambiente varia nel corso della vita.

Chawla sostiene, inoltre, che si può parlare di attaccamento sano ( durante infanzia e adolescenza )

solo quando c’è equilibrio tra la ricerca di un centro interno e l’attrazione verso il mondo esterno,

altrimenti si può parlare di comportamento patologico.

La rottura dell’attaccamento ai luoghi

Quando si rompe una relazione di attaccamento a un luogo per l’allontanamento del soggetto si deve

distinguere tra 2 tipi di trasferimento:

• Forzato

• Volontario --> Anche se non è sempre vissuto positivamente è più prevedibile e ci si può preparare in

anticipo. Le relazioni sociali ed affettive si riducono ma si cerca di anticiparsi nel crearne Delle nuove.

Ogni tipo di separazione ( da luoghi e/o persone ), comunque, è presente un periodo di stre ss

psicologico ed un successivo in cui il soggetto deve cercare di modificare la propria identità in funzione

del cambiamento.

Esper. Stoklos, Shumaker e Martinez --> relazione tra tasso di mobilità dei soggetti e loro stato di

salute.

La relazione tra le due variabili è mediata da una serie di fattori sia personali che sociali, quali:

desiderabilità del nuovo luogo di residenza

, tendenza all’esplorazione

, durata dell’attuale situazione residenziale, ecc.

La rottura dell’attaccamento, va notato, che non si verifica solo in funzione di un allontanamento ma

anche in seguito a cambiamenti di caratteristiche fisiche e sociali dell’ambiente ( es. livello di sicurezza

)

Una nuova razza di nomadi: stanzialità e nomadismo

L’attaccamento ai luoghi acquista significati e modi di espressione diversi a seconda del periodo storico

e delle variazioni culturali. Oggi, specialmente in America, esiste

un nuovo tipo di individui, definiti come nomadi, caratterizzato da un’alta mobilità e un’apparente libertà

da legami territoriali che si è formato in seguito allo sviluppo della società ( mobilità del lavoro, aumento

delle ambizioni, ecc. ).

Questo fenomeno è stato spiegato in vari modi:

Con il cambiamento degli scopi dell’individuo cessano alcune relazioni d’attaccamento e ne iniziano

altre; l’attaccamento non è rivolto ad un luogo,

b) Si parla di settlement identità ( identità di insediamento ) -->

ma ad alcune caratteristiche dell’ambiente, considerabili anche come predittori delle future relazioni di

attaccamento.

Due parole sulla nostalgia: un sentimento dei poveri?

Nostalgia --> sentimento di separazione e di lontananza che sorge in situazioni di perdita dei legami

fisici con un luogo verso cui si era sviluppato uno stato affettivo fortemente positivo.

di una relazione d’attaccamento è volontaria non si ha nostalgia, altrimenti si.

N.B. Quando la rottura

EMOZIONI E AMBIENTE

Alcune definizioni

L’emozione è considerata come uno stato psicologico complesso che, per essere definito, deve

presentare 4 componenti:

• Affettiva --> attrazione/repulsione, piacere/dispiacere

• Cognitiva --> percezione, valutazione e etichettamento dello stimolo

• Fisiologica --> attivazione di adattamenti fisiologici

• Comportamentale espressione facciale e corporea, predisposizione all’azione.

-->

si dovrebbe parlare di emozione solo nel caso di uno stato affettivo intenso e di breve durata mentre, in

caso di stati emozionali più deboli e pervasivi, sarebbe più corretto parlare di stato d’animo.

Le emozioni base, sono 6

1. gioia,

2. tristezza

3. , sorpresa,

4. rabbia,

5. paura

6. disgusto.

Le emozioni in relazione all’ambiente

modello Russell e Lanius

Un modello importante è quello di Russell e Lanius che inquadra le possibili etichette linguistiche delle

emozioni, suscitate da uno stimolo, nello spazio definito da due assi ortogonali

(piacevole/spiacevole

e

attivante/ soporifero

Questo modello si inserisce negli studi di

affective appraisal ( valutazione affettiva ) di ambienti

e permette una collocazione semplice dei termini emozionali applicabili agli ambienti,

ma non permette di distinguere le qualità intrinseche dell’ambiente dalle preferenze, motivazioni e

storie particolari dei singoli individui (un ambiente suscita stimoli, piacevoli o spiacevoli, in relazione alle

passate e agli scopi presenti dell’individuo

esperienze

) Kaplan e Kaplan modello della preferenza ambientale

. Kaplan e Kaplan hanno formulato, , un modello della preferenza ambientale, in base a 2 predittori di

una valutazione di piacevolezza:

comprensione ( tentativo di dare un senso all’ambiente )

1. e esplorazione ( tentativo di approfondire la conoscenza anche tramite l’azione ).

2.

Affinché il soggetto possa dare una valutazione affettiva positiva di un luogo devono essere

che si manifestano dall’incrocio di 2 diversi tipi di percezione (immediata e

soddisfatte4 condizioni

inferita) e che sono:

• Coerenza --> possibilità di soddisfacimento dei nostri sforzi cognitivi volti alla conoscenza

dell’ambiente stesso ( capacità di includere, in uno schema noto, gli elementi strutturali e variabili,

dell’ambiente che ci troviamo a valutare ).

• Leggibilità --> presenza di informazioni che facilitano la comprensione ( possibilità di prevedere come

orientarsi in un ambiente prima di entrarvi totalmente ).

• Complessità --> gli ambienti ricchi di stimoli, cioè complessi, suscitano una valutazione più positiva

degli ambienti più poveri.

• Mistero --> sensazione che addentrandosi in un ambiente si possano ottenere ancora più informazioni

di quelle che già si hanno ( sentimento tra i più antichi non in contraddizione con quello di leggibilità ).

Prima di questo modello, però, Appleton aveva formulato una sua teoria che prevedeva due elementi

caratteristici della nostra preferenza verso un luogo:

di vista dall’alto)

prospect (possibilità

e

refuge ( possibilità di stare nascosti e di proteggersi ).

N.B. Vi si possono paragonare i primi stadi dello sviluppo affettivo ( passaggio dalla dipendenza

all’autonomia ) in un ambiente che protegge ma offre anche molti stimoli visivi. Che aiutano la

conoscenza ed incoraggiano l’esplorazione.

Esper. Herzog valutazione di scene urbane

Vengono individuati una serie di predittori delle preferenze degli ambienti che si riferiscono all’ambiente

( spaziosità

, refuge,

enclosure = vedere l’ambiente da un luogo protetto ).

Altri quattro sono quelli di Kaplan

e gli ultimi due sono la

tipicità e

l’età degli edifici.

N.B. I predittori più efficaci di preferenza sono la coerenza e la complessità.

modello della discrepanza di Purcell

Un modello più vicino alla teoria degli schemi ambientali è quello della discrepanza di Purcell, che tiene

conto anche delle esperienze precedenti del soggetto.

Secondo questa teoria il grado di piacevolezza/spiacevolezza che attribuiamo a uno stimolo

rappresentato da un ambiente dipende da quanto questo ambiente si discosta dall’esemplare

prototipico che abbiamo in mente, cioè dallo schema ambientale che attiviamo quando lo percepiamo.

Esiste un grado ottimale di discrepanza dallo schema , per cui lo stimolo viene vissuto come qualcosa

di abbastanza nuovo e attivante, ma non così lontano dalle aspettative

una somiglianza/discrepanza eccessiva bloccano l’attivazione di uno schema,

una discrepanza leggera stimola l’attività cognitiva.

Anche il modello di Purcell è basato sulle caratteristiche fisiche dell’ambiente, ma tiene conto in modo

essenziale del soggetto, sia nella modalità di di svolgimento della valutazione affettiva, sia nella

componente di esperienza soggettiva che entra nello schema del soggetto.

La discrepanza è misurata, tra l’ambiente ed il prototipo su cui si basa lo schema del soggetto.

Un modello analogo a quello appena presentato è proposto da Whitfield. Egli sostiene che la relazione

tra valutazione di prototipicità e valutazione di preferenza di uno stimolo è lineare, cioè più uno stimolo

è tipico, cioè somigliante al prototipo che abbiamo in mente, più è probabile che susciti un’alta

valutazione di preferenza ( le caratteristiche del soggetto influenzano in modo determinante la relazione

).

Ricerca di Falchero e Baroni --> confronto tra i due modelli

Gli obiettivi della ricerca erano 2:

1) Mettere in luce, a diverse età, la relazione tra valutazione positiva/negativa e una serie di stimoli

ambientali

la relazione è confermata per i soggetti anziani dal modello di W. mentre nei giovani la relazione viene

spiegata dal modello di P. ( la discrepanza dal prototipo fa aumentare la piacevolezza n ei giovani e la

fa diminuire negli anziani ).

2) Verificare se gli stimoli ambientali preferiti sono anche ricordati meglio dai soggetti

gli ambienti valutati come più piacevoli, a tutte le età, sono quelli che vengono rievocati più

frequentemente (u ’attivazione emozionale positiva facilita l’immagazzinamento delle informazioni ).

Valutazione affettiva dell’ambiente: le determinanti individuali della preferenza

Tra le caratteristiche del soggetto utilizzate per valutare un ambiente, le più studiate sono le seguenti:

• Età Con l’avanzare dell’età aumenta la tendenza a dare valutazioni negative oltre che la competenza

nello scindere le valutazioni puramente estetiche da quelle funzionali. Questo fenomeno viene spiegato

in base a motivi sia esterni che interni.

Tra i motivi esterni troviamo la scomodità di un determinato ambiente naturale e la scarsa propensione

alle novità

i, motivi interni sono riconducibili al divario tra fantasia e realtà. Anche l’attrazione verso gli ambienti

l’età e la ragioni pressappoco sono quelle appena esposte.

complessi diminuisce con

• Personalità Ciò che più influenza è la posizione del soggetto lungo la scala di sensation-seeking, che

differenzia in

sensation seekers ( cercatori di sensazioni ) amano i luoghi più stimolant i e quindi sono propensi a

cercare situazioni non familiari,

e

sensation avoiders (evitatori di sensazioni). amano gli ambienti conosciuti e più sicuri.

• Ruolo professionale tra gli adulti si ha una preferenza per ambienti complessi a secondo della

propria esperienza ( es. insegnanti vengono privilegiate aule dotate di poster e cartine geografiche,

rispetto a quelle che comprendono solo banchi e cattedra ).

• Luogo di residenza

Ambiente naturale e ambiente costruito

Una variabile fisica e oggettiva che sembra avere un certo peso nella valutazione affettiva di un

ambiente è la sua caratteristica di essere un ambiente naturale o costruito

ambienti naturali ( sono universalmente preferiti a quelli urbani ). Le spiegazioni teoriche a questa

preferenza sono 2:

• Evoluzionistica Si rifà all’importanza vitale, per i nostri progenitori, della presenza di vegetazione in

un certo ambiente, per cui ai paesaggi ricchi di vegetazione è rimasta associata un’impressione di

ricchezza di risorse e di sicurezza per la sopravvivenza.

• Costruttivistica Si basa su atteggiamenti culturalmente acquisiti e rimanda alle nostre storie

personali, alle attività di movimento e di gioco all’esterno della casa, che hanno caratterizzato l’infanzia

e l’adolescenza della maggior parte delle persone.

La differenza principale tra le due teorie è che

• Evoluzionistica si basa su una risposta affettiva immediata e non del tutto consapevole,

Costruttivistica su una serie di valutazioni cognitive mediate culturalmente.

come vengono conosciuti i paesaggi dell’infanzia

Ricerca di Sebba

Attraverso la tecnica delle autobiografie ambientali si è visto che dai ricordi degli adulti emerge

prevalentemente il ricordo dei luoghi esterni alla casa e le attività descritte, sono in stretta relazione con

l’ambiente naturale.

Un ruolo importante dell’ambiente naturale è quello di aiutare il soggetto a recuperare il proprio

benessere psicofisico minacciato dallo stress urbano. Harting, Mang e Evans prospettano, addirittura,

l’utilizzo di ambienti naturali come elementi terapeutici contro lo stress

Considerazioni conclusive

I fattori che influenzano la preferenza ambientale sono raggruppati in 3categorie che riguardano:

1) Il soggetto ( età, personalità, stato d’animo, ecc. );

2) L’ambiente ( luminosità, naturalezza, complessità, ecc. );

3) L’interazione uomo-ambiente ( funzionalità dell’ambiente, presenza/assenza di altri esseri viventi,

ecc. ).

Un ambiente, per piacere, deve presentare un certo grado di complessità che però non deve andare a

scapito della leggibilità dello stesso e che prometta un po’ di mistero.

Deve essere chiaro di che tipo di ambiente si tratta e quale tipo di aiuto può fornire alla realizzazione

dei nostri piani ( supporting enviroment , Canter ).

la leggibilità di un ambiente, prima di provocare una risposta cognitiva, ne suscita sempre una affettiva

che indirizza verso valutazioni positive e/o negative.

LA PROSPETTIVA <<LIFE-SPAN>> NELLA PSICOLOGIA AMBIENTALE

La prospettiva <<life-span>>: alcune precisazioni metodologiche

In molti settori della psicologia, e non solo, il tempo di vita di un individuo era considerato come una

parabola in cui le funzioni mentali del soggetto avevano uno sviluppo ascendente, il raggiungimento di

nell’età anziana. Questa teoria è detta del massimo

un massimo ed il conseguente declino

adolescenziale e implicava una visione piuttosto statica e monodirezionale dello sviluppo.

Una prospettiva life-span tende, invece, a considerare le diverse età della vita mentale come

caratterizzate ciascuna da particolari acquisizioni e particolari obiettivi sul piano cognitivo, affettivo,

sociale: ogni fase ha senso poiché inserita in un processo di sviluppo in cui non tutte le capacità

mentali hanno lo stesso andamento, né hanno un’età massima in cui iniziano a crescere e un’età

determinata in cui iniziano a calare ( abilità ottimizzate e/o poco esercitate ).

In questa nuova prospettiva non è solo l’età a determinare lo sviluppo della vita mentale dell’individuo,

ma due tipi di influenze ambientali appartenenza generazionale dell’individuo a un particolare

: i fattori storici ( es. effetto di coorte

gruppo )

e i fattori non normativi (eventi che possono essere presenti o meno nella vita dell’individuo).

una modalità di sviluppo strettamente legata all’età.

Non è quindi possibile descrivere in modo lineare

Conoscenza, valutazione affettiva e uso dell’ambiente nei bambini

La principale teoria a cui dobbiamo fare riferimento in questo contesto è quella piagetiana dello

sviluppo dell’intelligenza, secondo cui la conoscenza ambientale nasce da azioni concrete

nell’ambiente che il bambino esegue nello stadio dell’intelligenza sensomotoria. In questo contesto

vengono allora identificati vari sistemi di riferimento che caratterizzano gli stadi di sviluppo del ba mbino.

Questi sono:

• Egocentrico riconoscere la posizione degli oggetti in riferimento a quella del proprio corpo (stadio

sensomotorio e del pensiero concreto preoperatorio);

• Allocentrico il bambino comprende le relazioni spaziali degli oggetti tra di loro, indipendentemente

dalla posizione del suo corpo e dal suo punto di vista;

• Fisso i bambini imparano ad orientarsi rispetto a certe parti dell’ambiente anche se non sanno

ancora riconoscere le relazioni di due parti dell’ambiente tra di loro, se nessuna delle due è presa come

riferimento ( pensiero operatorio concreto ).

Il gradino successivo è il passaggio a un sistema coordinato di riferimento, in cui si ha il pieno

coordinamento di tutti gli aspetti noti dell’ambiente, e una certa capacità di valutare anche le distanze

relative degli oggetti in un sistema euclideo di coordinate ambientale.

Un’altra spiegazione dello sviluppo dell’intelligenza nei bambini è quello proposto da Siegel e White (

vd. mappe ambientali ) che permette, attraverso lo studio di strutture semplici come sono quelle dei

bambini, di capire il funzionamento di menti più complesse, quali quelle degli adulti.

Sulla base di questa teoria, poi, Axia propone una spiegazione dello sviluppo cognitivo attraverso tre

stadi: il bambino ha una rappresentazione soltanto di alcune parti dell’ambiente a cui ha accesso

1) 4-5 anni

direttamente, senza alcuna connessione spaiale stabile con altre parti;

prendono rilievo alcuni elementi dell’ambiente che hanno la

2) 5-7 anni caratteristica di elementi

percettivamente vistosi dell’ambiente, che funzionano da segnali di qualche cosa che interessa (

landmarks ). Intorno a questi elementi, poi si raggruppano altre informazioni che iniziano a organizzarsi

come isole senza nessuna relazione complessiva ( coordinate egocentriche );

3) 7-8 anni in poi si formano dei rapporti spaziali tra queste isole di conoscenza, sulla base di

coordinate geografico-ambientali, indipendenti dal soggetto.

N.B. Da ricerche empire è emerso che lo stato affettivo del bambino influenza notevolmente la sua

prestazione ambientale, cioè se si sente sicuro in un ambiente il suo comportamento sarà meno

egocentrico e più evoluto, rispetto ad altri tipi di situazione.

Per ciò che riguarda, invece, le modalità di esplorazione di un ambiente nuovo, una variabile importante

è la quantità di tempo che il bambino ha a disposizione per familiarizzare con l’ambiente, ma non si

deve sottovalutare l’importanza della qualità dell’esplorazione ( self -directed o passiva ) un

comportamento autodiretto porta ad un apprendimento migliore.

Questi due stili di esplorazione sono correlati a due diversi tipi di attaccamento ( sicuro e ansioso )

quindi si può affermare che questo fenomeno è un buon predittore del comportamento f uturo del

bambino.

Anche l’estensione dell’esplorazione dell’ambiente ha un’influenza sulla formazione di una corretta

mappa cognitiva ed è a sua volta influenzata dalla modalità con cui si può condurre quest’esplorazione.

Invecchiamento e ambiente

Uno dei modelli teorici più diffusi per descrivere il rapporto individuo-ambiente è quello della

( vd. pag. 107 ). Si basa sul fatto che l’adattamento dipenda dalla

complementarietà-congruenza

soddisfazione dei bisogni dell’individuo da parte dell’ambiente. La co ngruenza è il grado di

tra la competenza dell’individuo e le facilitazioni/ostacoli che l’ambiente

complementarietà-similarità,

interpone alla soddisfazione dei suoi bisogni (relativi alla sopravvivenza e/o psicologici).

Questo elemento è dato, da Carp, nel caso di bisogni primari ( per la sopravvivenza ) dal grado di

complementarietà tra la competenza dell’individuo e le risorse/ostacoli dell’ambiente.

Nel caso di bisogni secondari, invece, è data dalla similarità tra la forza dei bisogni e la qualità del le

risorse dell’ambiente per soddisfarli.

Ecco, allora, che vengono individuati alcuni elementi utili alla comprensione dell’interazione uomo -

ambiente:

• Predittori dell’adattamento variabili dell’individuo e caratteristiche oggettive dell’ambiente (parte sx

dello schema);

• Risultati pratici dell’azione di questi predittori ( parte dx dello schema );

• Modificatori caratteristiche, comportamenti, eventi, che in un certo modo filtrano e modificano

l’influenza dei predittori; in parte sono psicologici ed in parte indipendenti dall’individuo ( es. status

socioeconomico e sostegno familiare e sociale diventano fattori importanti per determinare l’autonomia

dell’individuo anziano ).

La memoria e la descrizione di percorsi negli anziani

di tutte le fasce d’età chiamati a descrivere un percorso appreso tramite

Ricerca Lipman soggetti

diapositive.

Gli anziani sono meno abili nel ricordare in’ordine i landmarks e mostrano una tendenza a basare la

loro descrizione su quegli più vistosi piuttosto che sui punti critici di cambiamento.

Un confronto sistematico tra le prestazioni degli anziani e quelle dei giovani nella memoria spaziale di

un quartiere della loro città ha evidenziato che, la qualità del ricordo e della riorganizzazione spaziale

degli edifici è nettamente superiore nei giovani che non negli anziani. Con un’ulteriore analisi, poi, sono

state evidenziate quelle caratteristiche degli edifici che ne agevolano il ricordo (uso intensivo, valore

simbolico, collocazione spaziale, ecc.) oltre che quelle che non lo influenzano ( forma, colore,

dimensioni, ecc. )

. La memoria degli anziani sembra, , dipendere

da un lato dalla possibilità di un uso diretto dell’ambiente

, dall’altro dall’associazione di un forte significato simbolico a particolari landmarks.

Quando si studiano le capacità cognitive degli anziani uno dei problemi da affrontare è quello che

riguarda il mantenimento della validità ecologica per ciò che concerne il tipo di compito ed il materiale

usato. Si è spesso verificato, infatti, che quando si sottopongono gli anziani a prove di laboratorio sia

presente un’ansia da prestazione assente nei giovani.

Ricerca di Baroni e de Beni Prove di orientamento e memoria di percorsi su tre gruppi di diverse età (

50, 65-75, over 75 )

A tutti e tre i livelli di età considerati, il percorso appreso su mappa è ricordato peggio di quello reale,

con entrambi i metodi di rievocazione ( a voce e su griglia ).

di orientamento, invece, si nota una differenza in base all’età. E’ come se un soggetto dotato

A livello

di buon senso di orientamento a 50 anni lo mantenesse anche oltre, mentre altri no. L’orientamento

sembra una di quelle abilità che non deteriorano con l’età e che portano allo sviluppo di un’abilità

diminuisce il numero delle informazioni immagazzinate dall’ambiente ( intelligenza

compensatoria

fluida ) e quindi si ha un risparmio di energia che può essere utilizzata per l’elaborazione profonda di

che si ottengono e/o che già abbiamo a disposizione ( intelligenza cristallizzata ).

Gli anziani e la casa: un posto da ricordare

Lo studio di Carp e Carp sull’importanza data a diversi livelli di età a determinate caratteristiche

ambientali della zona in cui si abita dimostra che le valutazioni degli anziani sono molto simili a quelle

dei giovani adulti (cambia l’importanza attribuita al vicinato, la vicinanza dal luogo di lavoro, la sicurezza

dell’ambiente, l’assenza di rumori noiosi e dell’inquinamento atmosferico , ecc.).

O’Bryant e Wolf propongono, una tripartizione nella predizione della soddisfazione residenziale tra:

a) caratteristiche personali e demografiche;

b) caratteristiche fisiche delle abitazioni;

c) attaccamento alle case.

Le caratteristiche fisiche delle case sembrano influenzare solo la categoria degli inquilini in affitto,

mentre quella dei proprietari è più influenzata dall’attaccamento alla casa.

L’attaccamento ai luoghi, presente nei diversi individui con diverse modalità nel corso della vita, è più

intenso nei periodi caratterizzati da maggiore dipendenza e minore competenza ambientale. Negli

anziani acquista due possibili valenze

( positiva e/o negativa ) nei confronti dell’adattamento. Può essere un fattore positivo poiché,

l’ambiente in cui l’anziano vive, può essere legato a ricordi piacevoli e può favorire processi di

reminiscenza che garantiscono il senso di continuità e d’identità dell’individuo. L’aspetto negativo sta,

invece, nel fatto che l’attaccamento intenso ed esclusivo ad un luogo fisicamente scomodo, per le

nuove esigenze del soggetto, può impedire di prendere in considerazione la possibilità di stabilire un

nuovo legame di attaccamento con un ambiente nuovo e più adeguato.

SPAZIO PERSONALE, TERRITORIALITA’ E PRIVACY

Un tavolo d’angolo per una relazione personale

Spazio personale spazio intorno ad un individuo che non può essere invaso da un estraneo senza

procurargli disagio. Serve a definire lo spazio dell’individuo ed a impedire che invada quello di un altro.

Ha due funzioni:

1) Autoprotezione ( quando la distanza personale si riduce eccessivamente aumenta l’ansia e

l’attivazione fisilogica dell’individuo, causando disagio e stress ),

2) Comunicazione e regolazione dell’intimità.

La misura dello spazio personale

di comunicazione e regolazione dell’intimità è stata studiata, per la prima volta, da Hall nel

La funzione

1966.

Egli parlava di:

• Distanza intima ( 15-45 cm ) vediamo quasi solo la faccia del nostro interlocutore; la usiamo nei

rapporti più stretti e nei momenti di maggiore vicinanza psicologica; ci permette di parlare sottovoce.

• Distanza personale ( 45 – 120 cm ) la usiamo in una conversazione normale, ci si può guardare più

per esteso e ci si può toccare, anche se da lontano.

• Distanza sociale ( 120 – 360 cm ) è usata nelle interazioni formali ed è caratterizzata da un tono di

voce più alto e dalla perdita dei dettagli dell’espressione del viso dell’interlocutore.

• Distanza pubblica ( 3 – l’evitamento e

6 m ) si adotta tra sconosciuti, in caso di pericolo permettendo

la fuga.

Per determinare l’ampiezza dello spazio personale è importante considerare 2 variabili:

Eta’ I bambini piccoli adottano distanze personali più ridotte e si toccano di più tra loro.

Nell’adolescenza le distanze aumentano e si mantengono tali anche nell’età adulta, mentre per gli

anziani si ha una nuova diminuire delle distanze. Nei periodi di maggiore vulnerabilità all’ambiente, la

maggiore dipendenza dall’ambiente si accompagna a una ricerca di vicinanza e di contatto fisico.

influenza degli spazi ambientali dell’asilo nido sul comportamento spaziale dei

Ricerca di Nicolini

bambini

Dopo una fase in cui i bambini giocano soprattutto da soli o con un adulto in spazi circoscritti, si ha una

fase di transizione in cui, grazie allo sviluppo delle abilità motorie superiore, essi si azzardano a

muoversi in spazi più ampi e, quando tornano in spazi limitati, li condividono con altri bambini

. La fase dello spazio totale è quella successiva, cioè il bambino utilizza tutto lo spazio che ha a

disposizione ma cerca dei luoghi in cui poter stare solo con se stesso.

Lo spazio personale, serve a regolare i rapporti con gli altri, e quelli tra il proprio spazio interno e quello

esterno.

) Sesso Le femmine usano distanze interpersonali più ridotte degli uomini e vivono, con minore ansia,

l’invasione, specie se da parte di una donna.

Ricerca di Hall differenze culturali nella gestione dello spazio

Le culture mediterranee mostrano maggiore intimità rispetto a quelle nordiche.

Territorialità e privacy

Territorio luogo geografico fisso

Nella definizione di territorialità vengono considerati sia i legami affettivi

e gli scopi cognitivi dell’individuo,

sia i suoi comportamenti per cercare di dominare una parte di territorio.

Una funzione importante della territorialità è quella di permettere la privacy

privacy, spazio personale oggettivo, in cui l’individuo si può ritirare, da solo o con un ristretto gruppo di

persone, per mantenere un accettabile grado di benessere psicologico ed evitare i conflitti.

Il bisogno di privacy è una parte importante della nostra identità personale:

da un lato ci dà il senso dell’autonomia e della possibilità di controllare il nostro comportamento e

quello degli altri,

dall’altro ci permette di esprimere liberamente i nostri pensieri, emozioni, sentimenti, ecc.

In base alla durata dell’occupazione e della centralità psicologica, Altman, definisce 3 tipi di territorio:

1) Primari ( la nostra casa o camera );

2) Secondari ( accessibili anche a un numero limitato di altre persone );

3) Pubblici ( il primo che arriva occupa un posto a tempo limitato per poi cederlo ad altri ).

N.B. Fino a quando i confini ( segnalati tramite ostacoli fisici e non solo ) vengono rispettati non accade

niente, ma se questi vengono oltrepassati senza il nostro permesso si crea un conflitto.

Densità e affollamento

La riduzione forzata dello spazio personale non è sempre legata alle manovre intenzionali di qualcuno

che desidera starci più vicino di quanto le nostre regole sociali ed i nostri scopi richiederebbero.

La sensazione soggettiva di affollamento ( troppi individuo concentrati nello spazio che stiamo

occupando anche noi ) è sempre sgradevole ed è uno dei possibili risultati della

densità (combinazione oggettiva tra spazio fisico e numero di persone).

Generalmente si distingue tra:

densità sociale ( variazione del numero di persone in uno spazio costante )

e

densità spaziale ( variazione dello spazio, tenendo fermo il numero dei soggetti )

Non sempre la stessa densità sociale dà luogo alla stessa esperienza di affollamento ( occupazione di

un nostro spazio primario, secondario o pubblico ).

Studi sulla densità ambientale hanno, , dimostrato che essa aumenta l’attivazione fisiologica degli

individui, facendole assumere connotazioni affettive sgradevoli,

ed influenza negativamente la capacità dei soggetti di svolgere compiti cognitivi e di sopportare le

frustrazioni, con conseguente aumento dell’aggressività.

Ricerca di Bonnes, Bonaiuto ed Ercolani relazione tra caratteristiche fisiche, oggettive, di quartiere e

la valutazione di affollamento da parte degli abitanti.

Tra i risultati più interessanti sono da notare

l’influenza che la valutazione di affollamento ha sul giudizio di soddisfazione residenziale,

ed il fatto che aspetti fisicospaziali, temporali e demografici, abbiano una relazione non lineare con la

valutazione della densità.

Diverse teorie spiegano gli effetti negativi dell’affollamento e vengono sempre, o quasi, evidenziati i

gravare sull’individuo:

disagi soggettivi che possono

• Sovraccarico di informazioni il soggetto si sente sopraffatto e incapace di affrontare la situazione

adottando, così, il ritiro e/o la rinuncia come strategia di risposta;

• Attivazione fisiologica ( arousal ) genera incertezza nel riconoscimento delle proprie emozioni e porta

ad uno sgradevole stato di eccitazione;

• Densità – l’affollamento funziona come amplificatore che estremizza comunque lo stato di

intensità

piacere/dispiacere che una situazione provoca nell’individuo;

• Restrizioni comportamentali l’interferenza degli altri ci porta a limitare le nostre opzioni di

comportamento;

• Controllo personale viene modificato il nostro controllo sulle azioni e sull’ambiente, con conseguente

impossibilità di realizzare le nostre intenzioni ( risposta di passività )

ALCUNI ASPETTI APPLICATIVI

Due assunzioni sbagliate

Due considerazioni sbagliate vengono fatte, solitamente, rispetto all’influenza che le strutture

architettoniche hanno sul comportamento umano:

1) gli aspetti fisici dell’ambiente possono determinare completamente il comportamento del soggetto;

2) gli aspetti fisici non influenzano assolutamente il comportamento del soggetto.

Ambienti di abitazione, di lavoro, di studio, di cura

Il luogo di abitazione

Casa ( home ) focolare domestico

Abitazione ( house ) spazio fisico

L’importanza della casa nell’identità personale è stata studiata da molti psicologi e tutti sono concordi

nel dire che questa rappresenta una forma di continuità col proprio passato e del legame con la propria

famiglia.

Tra le variabili che possono rendere più o meno centrale nella nostra identità personale la nostra casa

troviamo:

• Differenze individuali di personalità ci fanno apparire più o meno desiderabile la soddisfazione dei

nostri bisogni di privacyi di rifugio di sicurezza, questi bisognicambiano nell'arco di vita e dipendono

dalla competenza ambientale

.

• Genere sessuale alle donne si attribuisce un maggior attaccamento all’abitazione, anche nelle

modalità concrete di cura.

" Spazio definibile "di solito è sancito anche da barriere architettoniche interne all'abitazione, lo spazio

che, se viene violato senza il consenso l'individuo, mettere in uno stato di disagio e di sofferenza.

L'esistenza di uno spazio esterno difendibile da all'individuo la sicurezza necessaria per gestire con

elasticità spazio personale –

il modello della complementarietà congruenza,

vengono messi in relazione

da un lato le abilità e i bisogni dell’individuo

e dall’altro le caratteristiche naturali e architettoniche dell’ambiente fisico ( il ponte è costituito da

considerazioni organizzative e gestionali ).

Se, ad esempio, il problema è quello di fare accedere un cieco ad un edificio le soluzioni da adottare

possono essere tre:

l’ambiente fisico;

a. modificare

b. modificare le abilità dell’individuo;

c. introdurre l’intervento di un accompagnatore.

Il luogo di lavoro

La soddisfazione lavorativa, secondo Sundstrom, è determinata oltre che dall’ambiente, da molti altri

fattori, ,

come il lavoro in sé,

la responsabilità

e l’autonomia,

ma nonostante questo le caratteriste fisiche dei luoghi hanno comunque un ruolo importante.

Gli aspetti dell’ambiente fisico più rilevanti per la soddisfazione lavorativa sono

• rumorosità stimola l’attenzione in quanto alza il livello di attivazione, mentre

una bassa rumorosità

una eccessiva la distrae ); il disagio provocato dal rumore si evidenzia nella difficoltà di concentrazione

• illuminazione una luce abbastanza intensa, fino a un certo limite, fa aumentare il livello di

soddisfazione;

• temperatura una temperatura troppo alta fa aumentare la distrazione; più naturale è la luce, più

aumenta il benessere dei lavoratori

• qualità dell’aria

colore

• arredamento e prestazioni di lavoro sono legati alla privacy alla possibilità di comunicare e di

collaborare con i colleghi sono luoghi che si possono personalizzare e che sono regolati da certe norme

territoriali. la disposizione di sedie e mobili può favorire o meno le interazioni tra colleghi;

• privacy e presenza di status symbol.

N.B. Un ambiente inadeguato e insoddisfacente può peggiorare gravemente il livello di soddisfazione

del lavoratore e diminuire la sicurezza e il rendimento, ma, da solo, un ambiente adeguato non può fare

miracoli.

Gli ambienti scolastici

La posizione dei banchi è importantissima, perché ci fa identificare subito dall’insegnante, E perché

fissa in modo stabile alcune importanti relazioni tra i compagni.

Esper. Knowles relazione tra posizione e rendimento scolastico

Man mano che ci si avvicina alla periferia i voti diminuiscono.

Con il tentativo di favorire nuovi modelli di socializzazione, in America, sono stati proposte nuove forme

di aule definite

open-plan classrooms ( aule a spazio aperto ), cioè un grande spazio ape rto in cui si potevano

svolgere contemporaneamente molte attività a piccoli gruppi. Questi spazi sembravano adattarsi meglio

alle innovazioni della didattica, alla presenza di più docenti per classe, ecc. Anche i livelli d’ansia degli

studenti e degli insegnanti sembravano modificarsi. Oggi si vede che questi aumentano a causa

dell’effetto di disorientamento ( non sapere in che classe andare e da dove passare ) e per la minaccia

uno spazio all’altro

rappresentata dalla presenza degli altri. La maggiore frequenza di passaggi da

provoca un sovraccarico di informazioni che interferisce con l’elaborazione dell’informazione stessa

.

Studi recenti, su bambini di età compresa tra i 9 ed i 13 anni, hanno poi dimostrato che le strutture

architettoniche influiscono più sugli insegnanti che non sui ragazzi, che invece sono più sensibili al

rumore, come fattore di distrazione. I luoghi più importanti per la privacy sono gli angoli

in una situazione scolastica l'interesse per il lavoro comune e la possibilità di isolarsi per 'attività diverse

da quelle collettive sono indipendenti dalle strutture murarie dell'edificio

Gli ospedali e le case di riposo

Tra le situazioni più estreme di

dipendenza dall’ambiente e di vulnerabilità ambientale si possono inserire gli ospedali e le case di

riposo. Un interrogativo ricorrente è quello se la cura è peggio della malattia, per gli effetti di

disorientamento e depressione che ogni trasferimento comporta. l’importanza di creare

Tra gli ambienti ospedalieri il più studiato è quello psichiatrico dove si è vista

ambienti che stimolino la socializzazione ( basta una particolare disposizione delle sedie per

incrementare la conversazione e fare diminuire comportamenti stereotipati ).

la struttura dell’ambiente influenzi i

Anche gli studi sulle case di riposo mettono in evidenza come

rapporti sociali. I soggetti, costretti a lasciare le proprie abitazioni, ricercano nella struttura ospitante

una possibilità di controllo che gli permetta di ricavarsi dei momenti di privacy in cui poter stare co n se

stessi e migliorare le proprie condizioni psichiche.

Dalle ricerche fatte in entrambi questi luoghi, , si possono ricavare 2 indicazioni utili,:

Creare ambienti che non segnalino continuamente gli aspetti di medicalizzazione e di

ma cerchino di ricostruire, attraverso l’arredamento, aspetti domestici e familiari.

istituzionalizzazione,

Non sottovalutare, anche nei casi di forte dipendenza ambientale, il valore degli spazi di privacy, degli

spazi su cui l’anziano possa ancora esercitare, almeno in tempi limitati della giornata, una forma di

controllo.

Gli stress ambientali

Tipi di stress e dimensioni dello stress

Seyle definisce lo stress come una situazione di costrizione, di oppressione, a cui è difficile far fronte.

I 2 approcci principali della ricerca sullo stress sono

quello fisiologico, che lo definisce attraverso l’alterazione dell’equilibrio determinato nel nostro corpo dal

funzionamento corretto di alcuni meccanismi del SNA, ell’individuo e quelle degli stimoli che

e quello psicologico, centrato sulle relazioni tra le caratteristiche d

fanno pressione su di lui.

In questa seconda ottica vengono fatte due valutazioni dello stress da parte del soggetto:

valutazione primaria ( valutazione dello stimolo stressante ) e una non valutazione secondaria (

valutazione della capacità di rispondere allo stimolo ).

Per affrontare lo stress si possono adottare strategie focalizzate

sulla situazione ambientale, cercando di ridurre la fonte di stress,

oppure sulle emozioni dell’individuo, cercando di ridurre l’impatto dell’evento stressante.

Gli stress ambientali, secondo Evans e Cohen, sono classificabili come:

• Cataclismi ( naturali e/o tecnologici );

• Eventi stressanti della vita

• Eventi irritanti quotidiani

• Condizioni ambientali

Alcune delle dimensioni che caratterizzano questi stressori sono:

salienza percettiva,

tipo di adattamento richiesto,

positiva dell’evento,

valenza negativa o -

importanza della fonte

il grado di controllabilità della fonte) che dipende anche dalle risorse psicologiche individuali e

interpersonali,

l fatto che sia legat0 o meno a comportamenti umani,

la necessità importanza della fonte di stress

la durata e la periodicità di eventi stressanti ecc.

queste dimensioni sono importanti per determinare l'effetto di diversi fattori ambientali di stress sulla

nostra capacità di affrontarli o di adattarsi ad esse sulla nostra salute fisica mentale

I principali stress ambientali e le loro conseguenze

Peron e Saporiti indicano 5 stressori principali

( rumore

,Affollamento

, traffico,

variazioni di temperatura

e inquinamento dell’aria )

che possono indurre effetti sia fisiologici che cognitivi ( i effetti sia fisiologici sono i più studiati e

riguardano l’attivazione del SNA ).

I compiti cognitivi sono influenzati negativamente da gli stress per una esempio l'attenzione in compiti di

vigilanza, la memoria breve termine - - - memoria incidentale

le relazioni interpersonali e gli affetti sono gravemente disturbati dallo stress: in una situazione di stress

il livello di altruismo e di cooperazione tra gli individui e aumenta l’aggressività

cade

Gli effetti a lunga scadenza sono poi stati classificati in 3 grandi categorie ( Peron e Cohen ):

1) l’individuo si abitua e la sua sensibilità alla fonte di stress diminuisce;

2) l’individuo generalizza la risposta all’evento stressante anche a condizioni che non lo sono ( costo

residuo );

3) alterazioni fisiologiche ( calo improvviso del livello ormonale, ecc. )

gli effetti a lunga scadenza sul comportamento sociale ambientale possono essere comportamenti

aggressivi e vandalici inoltre può essere compromessa alla salute fisica e mentale dell'individuo

La psicologia del turismo

Questo ramo della psicologia si occupa di quella particolare relazione individuo -ambiente che si

manifesta tra il turista e il suo luogo di destinazione.

Il comportamento turistico è solo apparentemente in contrasto con l’attaccamento ai luoghi e le

conseguenze stressanti DEll’allontanamento infatti, il turista è caratterizzato dal fatto di essere

consapevole di avere una casa dove poter tornare una volta appagati tutti i propri desideri/bisogni.

Non tutti i turisti, però, hanno le stessE motivazioni e le stesse preferenze e quindi si parla di:

sightseer ( in cerca di movimento ) e

vacationer ( in cerca di riposo ).

Quando ci sono spostamenti geografici considerevoli le relazioni con la comunità ospitante

caratterizzano l’esperienza del turista, ma che questa condivisione di spazi e culture possa avvenire

ospitante, sia dall’apertura del turista.

dipende sia dalla disponibilità del paese

Qualsiasi siano le motivazioni che determinano una scelta turistica si possono individuare 5 fasi:

1. Anticipazione fase in cui si programma il viaggio e si prendono decisioni rispetto alle mete, ai mezzi

di trasporto, alla compagnia ed alla spesa ( spesso sono connesse alle teorie ingenue dei soggetti più

che alla vera realtà dei luoghi ). In questa fase l’immaginazione è molto importante

2. Viaggio di andata parte centrale della vacanza, ci può mettere in crisi, a livello non sempre

consapevole, perché nei mezzi di trasporto e nelle soste sono facilmente minacciati i nostri bisogni di

spazio personale e di privacy.

3. Comportamento sul luogo il grado di soddisfazione va messo in relazione con 3 tipi di fattori diversi:

caratteristiche socionagrafiche del turista stesso,

concrete offerte turistiche del luogo,

aspettative del turista prima della partenza.

4. Viaggio di ritorno si fanno i bilanci e propositi per le occasioni successive.

della vacanza nella vita quotidiana; c’è la possibilità di condividere con altri la

5. Ricordo integrazione

propria esperienza, conservando alcuni comportamenti piacevoli sperimentati in vacanza.

Educazione all’uso dell’ambiente sull’utilità di campagne di educazione ambientale

La maggior parte dei ricercatori è pessimista

realizzate attraverso l’informazione, che in realtà sembra solo rinforzare il comportamento di chi già ha

un atteggiamento corretto verso l’ambiente. individuale di fronte all’ambiente dovrà

Favorire una crescita di responsabilità nel comportamento

necessariamente essere l’obiettivo dell’educazione ambientale degli anni futuri.

PSICOLOGIA AMBIENTALE BONNES E SECCHIAROLI

Introduzione alla psicologia sociale dell’ambiente

CAPITOLO 1 NASCITA DELLA PSICOLOGIA AMBIENTALE

Le principali tappe di fondazione della psicologia ambientale

• Anni 50 e 60 sviluppo del nuovo settore all’interno della psicologia denominato

 -

“Environmental Psycholgy”, interesse per l’interfaccia uomo-ambiente;

• 1958 di ricerca per lo studio dell’assetto spaziale/architettonico dell’ospedale

 - gruppo

psichiatrico di Ittelson e Proshansky;

• 1961 – Ittelson introduce per la prima volta il termine “psicologia ambientale”;

 • 1968 – nasce l’EDRA, associazione per la ricerca del design

 ambientale;

• 1970 – pubblicazione di “Psicologia Ambientale: l’uomo e il suo ambiente fisico” di Ittelson e

 Proshansky;

• 1976 – si forma una nuova e specifica divisione denominata “Population and Environmental

 Psydchology”;

• 1981 – “Journal of Environmental Psychology”;

 nasce la rivista

• 1987 – viene pubblicato “Handbook of Environmental Psycology” di Stokols e Altman.

 L’interesse dell’ambito architettonico e la psicologia architettonica

Eventi più significativi:

• Osmond – –

 anni 50 disegno e progettazione degli ospedali psichiatrici. Esistenza di spazi

“sociofughi”, volti a scoraggiare l’interesse sociale e “sociopeti” volti a incoraggiarlo;

• Sommer: elabora i concetti si “territorialità umana” e “spazio personale”;

 • Ittelson

 e Proshanky: studio del rapporto tra disegno architettonico e comportamento dei

pazienti dell’ospedale psichiatrico;

• Lynch : pubblicazione di “L’immagine della città”, un approccio rivoluzionario alla

 progettazione della città partendo dall’”immaginabilità” che questa può avere nella mente dei

suoi abitanti;

• Broadbent e Ward: propongono di introdurre nuovi metodi di progettazione, propongono un

 modello articolato in 3 fasi: 1. analisi; 2. sintesi; 3.valutazione: esame delle reazioni degli

utenti come componente attiva del processo progettuale.

• Canter e Lee: insistono sulal necessità di superare il determinismo architettonico in favore di

 uno studio più interattivo;

• Canter: “Psycology for Architets” manuale x architetti , implicazioni

 psicologiche nelle scelte

progettuali. Le principali informazioni che la psicologia può fornire alla progettazione sono:

Attività della gente;

Valutazioni differenziate;

Rapporto comportamento/ambiente.

L’interesse dell’ambito geografico

• Wright : “Geosofia” –

 esplorazione delle immagini che le persone hanno degli ambienti

geografici;

• Jackson: “Landscape” –

 rivista per discussioni tra esponenti di diversi versanti disciplinari

intorno alla tematica della percezione/valutazione (appraisal) dell’ambiente;

Il Settore ecologico-naturalistico

• Programma MAB (Man and Biosphere) “programma internazionale di ricerca applicata sulle

 interazioni uomo-ambiente e come fonte di conoscenza scientifica per chi decide in materia

ambientali” . Il MAB propone uno scambio di metodo tra gli

di gestione delle risorse naturali

studiosi delle scienze naturali e umane. L’essere umano è al centro dei processi bio-ecologici

,la nuova unità di analisi è il “Il sistema d’uso umano” con le sue 3 dimensioni:

1. dimensione spaziale;

2. dimensione temporale;

3. dimensione di percezione ambientale.

L’assetto del sistema d’uso umano è la risultante di 3 principali categorie di attori:

1. Decisori ambientali;

2. Tecnici/esperti ambientali;

3. Utilizzatori e fruitori.

CAPITOLO 2 PSICOLOGIA AMBIENTALE E TRADIZIONE PSICOLOGICA

Due tradizioni interne alla psicologia hanno affrontato in modo specifico il problema del rapporto

individuo/ambiente:

1. PSICOLOGIA DELLA PERCEZIONE

Definisce l’ambiente in termini fisico-percettivi

Principali contributi teorici:

A. Scuola statunitense del New Look

Inversione di prospettiva in senso funzionalista rispetto alla corrente , allora dominante (anni ‘40),

della Psicologa della Gestalt.

Psicologia della Gestalt

- Primato assegnato al mondo fenomenico rispetto a quello fisico-percettivo;

Teoria dell’Isomorfismo,

- Primato della che la Gestalt pone alla base di ogni

fenomeno percettivo, che afferma l’esistenza di meccanismi neurologici innati e


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e salute
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiasama di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bonaiuto Marino.

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