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Presupposti evolutivi della psicologia

Dal confronto del nostro genoma con quello degli scimpanzé risulta che siamo diventati esseri umani per sottrazione, eliminando pezzi di corredo genetico. Attorno a 100.000 anni fa, la nostra specie è diventata una specie simbolica in grado cioè di maneggiare entità che rappresentano altre entità. Queste capacità simboliche hanno consentito agli umani di diventare specie psicologica, in grado di riflettere sugli eventi in termini mentali.

Rivoluzione del neolitico

Circa 10.000 anni fa, assistiamo a un incremento esponenziale delle capacità psicologiche degli umani. L’avvento dell’agricoltura e nuove condizioni di vita ha portato alla creazione di una scatola degli attrezzi mentali tuttora validi e in uso. È la nascita della cultura nelle sue diverse manifestazioni che andrà a modificare la configurazione delle connessioni nervose a nostra disposizione.

Nella cultura occidentale lo studio delle problematiche psicologiche ha attraversato sia la riflessione filosofica che scientifica. Nel pensiero filosofico troviamo due approcci di trattare questo aspetto della conoscenza, l'innatismo (da Platone a Cartesio) secondo la quale gli aspetti della mente umana escludono l'esperienza e sono innati nell'uomo;

Cartesio parlò di dualismo cartesiano (RES-COGITANS/RES-EXTENSA): la mente, come qualità innata, deve essere studiata diversamente dall'organismo che segue invece leggi fisiche. Per gli innatisti, dunque, l'esperienza serve solo a renderci consapevoli di una conoscenza che era già presente; al contrario l'empirismo (da Aristotele a Locke) sostiene che la mente umana può essere compresa soltanto in relazione con l'ambiente, quindi con l'esperienza.

La psicologia come scienza non avrebbe potuto fondarsi senza il metodo scientifico, di Galileo Galilei, ossia la spiegazione del fenomeno (IPOTESI-DATI-CONCLUSIONE) e la probabilità (es: 99%); e la teoria dell'evoluzione, di Darwin, che tratta della selezione naturale, della catena evolutiva (scimmia-uomo) dovuta all'adattamento dell'ambiente.

Psicologia ingenua e psicologia scientifica

La Psicologia è, infatti, la sola disciplina su cui sappiamo qualcosa prima ancora di cominciare a studiarla. Studiare questa disciplina crea quel senso di familiarità e, nello stesso tempo, disorientamento; stato d’animo del tutto estraneo all’apprendimento di altre scienze che ci aprono a terreni del tutto sconosciuti. Si tratta di quel coacervo di saperi comuni, chiamati anche psicologia ingenua, che permette a tutti di cercare di capire, più o meno bene, sé stessi e gli altri e di poter interagire con loro nel corso della nostra vita quotidiana.

La psicologia ingenua è un sistema organizzato e altamente diversificato di credenze che funzionano abbastanza bene nella vita di tutti i giorni. Ma non benissimo poiché producono anche illusioni e pregiudizi. Senso comune e buon senso sono indicatori di questo processo.

Teoria ingenua: teoria fondata non su controlli scientifici ma sull'esperienza personale.

Psicologia del senso comune: è data dall’insieme delle teorie ingenue applicate alla spiegazione della condotta umana grazie al ragionamento pragmatico.

Psicologia scientifica: è fondata sul metodo sperimentale che offre una garanzia elevata sulla robustezza delle spiegazioni fornite. È caratterizzata da processi di verifica rigorosi secondo criteri condivisi. È quindi l’unica disciplina che va a sommarsi a conoscenze precedenti, per quanto approssimative e disperse. Questo nostro avvicinarsi disorientante allo studio della psicologia scientifica incontra tuttavia un problema di fondo delle scienze psicologiche. Il loro essere, infatti, non un sistema ortogonale e rigidamente strutturato ma una vera e propria una polifonia – nemmeno molto ben organizzata e coerente – di voci (teorie, metodi, applicazioni...).

Psicologia razionale: è di natura filosofica, basata su riflessioni teoriche, fu fatta fallire da Kant. Psicologia empirica: è di stampo naturalistico e si fonda su osservazioni concrete. È stata la radice da cui, parecchio tempo dopo, è sorta la psicologia scientifica contemporanea.

Organizzazione del sapere psicologico

PER OGGETTI = Sensazione e Percezione, Attenzione Apprendimento e Memoria, Pensiero Intelligenza e Problem Solving, Linguaggio e Comunicazione, Motivazione, Emozione

PER METODI = Metodo Sperimentale VS Metodo Clinico

PER PROGETTO = Domande originarie, aspettative più o meno esplicite del ricercatore

Metodo clinico

Utilizza un paradigma indiziario, Colloquio e Test, la conoscenza nasce nella relazione che si costituisce tra osservatore e osservato. Poiché implica due soggettività (dell’osservatore e dell’osservato), se non c’è un’adeguata formazione può dare luogo ad equivoci.

Metodo sperimentale

In una situazione artificiale (Laboratorio) si isola ciò che si vuole sottoporre a indagine. L’esperienza è ripetibile. Si misurano i risultati. Si caratterizza per Osservazione - Formulazione di Ipotesi - Raccolta Dati - Elaborazione dei risultati. Lo sperimentatore modifica (controlla) la variabile indipendente per vedere come cambia la variabile dipendente.

Analisi per progetti

  • La psicologia come scienza naturale: Pavlov e la riflessologia, Le neuroscienze
  • La psicologia come scienza del comportamento: Thorndike e l’Apprendimento per Prove ed Errori, Watson e il Comportamentismo, Skinner e il Condizionamento Operante, Tolman e le Variabili Intervenienti
  • La psicologia come scienza del rapporto Soggetto/Mondo: Fechner e la Psicofisica, Wundt e l’Introspezione, La Psicologia della Gestalt, Il Cognitivismo
  • La psicologia come scienza della costruzione della realtà: Piaget e L’Epistemologia genetica, Freud e la Psicoanalisi

Lezione 1 - 09.10.2020 “Comportamento e processi cognitivi: Excursus storico”

Psicologia: un’etimologia greca che significa scienza/studio dell’anima. La psicologia ha origini da:

  • Filosofia: da sempre i filosofi si sono interrogati sulla mente, ad esempio il mondo delle idee di Platone o il de animo di Aristotele.
  • Scienza: ad esempio con Ippocrate sulle caratteristiche della personalità → partire dal corpo per capire le categorie psichiatriche.

Psicologia = scienza dell'anima.

  • Termine coniato tra il XVI e il XVII secolo, ma che viene ripreso solo nel Settecento, quando Wolff indica con esso una delle quattro componenti della metafisica, insieme a ontologia, cosmologia, e teologia.
  • Wolff distingueva una psicologia empirica, fondata sull'esperienza (quella da cui è nata la psicologia scientifica contemporanea), da una psicologia razionale, fondata sull'essenza dell'anima e delle sue facoltà.
  • Solo nella seconda metà dell'Ottocento, il termine «psicologia» viene usato per designare una disciplina autonoma dalla filosofia, con un'accezione analoga a quella moderna.

Qual è la relazione tra mente ed attività psichica?

Nella maggior parte delle civiltà antiche, l’attività psichica ha una sede somatica, spesso rappresentata dal cuore. I pensatori greci individuano diverse fonti della vita psichica.

  • Con Pitagora (570-490 a.C.) le facoltà psichiche erano un connettersi tra intelligenza e passione che accomuna uomini ed animali a differenza della ragione, una virtù caratteristica esclusivamente degli uomini.
  • Per Alcmeone (VI-V a.C.) le facoltà psichiche sono tutte le percezioni che giungono al cervello e lì si accordano.

Nell’antica Grecia:

  • Ippocrate di Cos: Fonda la dottrina caratterologica: distinzione di 4 temperamenti/personalità: temperamento sanguigno (sangue), melanconico (bile nera), collerico (bile gialla), flegmatico (flegma). Ippocrate sosteneva che la dottrina caratterologica riconosce il cervello come l’organo più potente del corpo, sede delle attività psichiche.
  • Aristotele: primo trattato di psicologia con particolare focus sulla percezione e sulla memoria («De anima»). Aristotele al contrario sosteneva che non fosse il cervello ma il cuore la sede della vita corporea.

Nel Medioevo si assiste all'arrestarsi di qualsiasi osservazione naturalistica del funzionamento corporeo, poiché la religione cristiana vietò gli studi anatomici e fisiologici.

Con il diffondersi della dottrina cristiana si assiste ad un radicale mutamento ideologico. La gerarchica cristiana vede l'uomo subalterno a Dio e sancisce il divieto di studiare l’uomo, in quanto i processi della mente riguardano la natura dell'anima e possono essere oggetto solo di indagine teologica. «In un mondo posto sotto il segno della trascendenza cristiana e dove le tradizioni popolari mantengono ancora il loro radicamento sociale, l'uomo (indiscernibile dal suo corpo) è una cifra del cosmo, e fare sgorgare il sangue anche solo per curare, corrisponderebbe a lacerare l'alleanza, a trasgredire un tabù» (Le Breton, 2007). Il dogma della resurrezione rende il corpo inviolabile e rende impensabile una scienza dell’uomo, sia sul piano fisiologico che su quello psicologico.

L’uomo della modernità

La rivoluzione scientifica sancisce la fine del paradigma dell’anima mundi, segnando il passaggio da una concezione metafisica del mondo ad una concezione meccanicistica.

Secondo Galilei il libro della natura è scritto in caratteri matematici, da ciò si deduce che non è più la teologia la chiave di lettura della realtà ma la scienza, con i suoi numeri e le sue forme, che definisce l’universo-macchina. L’uomo è parte della natura.

Prima venivano studiati semplicemente i disturbi fisici e non della mente. La chiave di lettura della realtà è la scienza, rigorosa e sperimentale. L’uomo, la realtà tutta, è unità sostanziale di matematica e forme.

Innatismo e dualismo cartesiano

Cartesio durante il Discorso sul metodo spiegò che: «constatai che non potevo fingere di non avere un corpo anzi, proprio perché pensavo di dubitare della verità delle altre cose, ne conseguiva con piena evidenza e certezza che io esistevo: con ciò compresi che io ero una sostanza, la cui essenza o natura consiste solo nel pensare, talché questo io, ovvero l’anima in virtù della quale io sono ciò che sono, è completamente distinta dal corpo. Secondo la sua tesi la ghiandola pineale era divisa in:

  • RES COGITANS: ovvero realtà psichica, inestesa. Mondo del pensiero, degli eventi mentali e psichici
  • RES EXTENSA: organismo biologico. Ovvero realtà fisica, estesa, limitata ed inconsapevole

Cartesio: La distinzione tra Res cogitans e Res extensa rappresenta la premessa per l'avvio degli studi naturalistici sul corpo. Sul sistema nervoso e sul cervello. Nasce la nozione di arco riflesso, come forma di connessione fra sensazioni e movimenti, fra organismo e ambiente. Per Cartesio, la Res cogitans racchiude idee innate, come quella di Dio o degli assiomi della matematica.

Dottrina delle idee innate

Le idee innate costituiscono i principi basilari (dio, il sé, gli assiomi matematici) appresi secondo un approccio filosofico e non da un punto di vista scientifico, poiché la natura biologica permette la produzione di certi processi (sono uomo quindi avrò conoscenza del sé. È un tratto DELLA SPECIE ed è innato, così come anche la nozione di dio.)

Di qui, la definizione di Razionalismo, ovvero primato della ragione rispetto al corpo.

Empirismo

Al razionalismo si oppone l'Empirismo, secondo cui ogni conoscenza deriva dall'esperienza.

Frenologia: nello studio del cervello, Gall e Spurzheim (1825) avanzano una concezione localizzatrice delle strutture cerebrali per cui ogni funzione mentale dipende da specifiche aree cerebrali: più sviluppata era un’area cerebrale, più efficiente era la funzione mentale che da essa dipendeva.

Kant, oltre che rifiutare l’accettabilità della psicologia razionale di Impostazione cartesiana, aveva negato la possibilità di una psicologia empirica per via dell’impossibilità di misurare i processi mentali. Dopo il veto posto da Kant (1781) sull'impossibilità di studiare i fenomeni e i processi psichici, fu trovato un parametro fisico idoneo allo studio del funzionamento mentale: il tempo.

Sperimentazioni di Helmhotz e Donders

Von Helmhotz condusse i primi esperimenti sulle rane, misurando il tempo che intercorreva fra la stimolazione e la contrazione del nervo.

Donders (1868): criticò il metodo di von Helmhotz e mise a punto il metodo della sottrazione per misurare i tempi di reazione nel loro complesso. Individuò tre tempi di reazione:

  • Tempi a: a uno stimolo deve seguire una risposta
  • Tempi b: vengono forniti più stimoli ma il soggetto deve dare risposte diverse a seconda dello stimolo
  • Tempi c: il soggetto deve rispondere solo ad uno degli stimoli presentati.

A-c: Rappresenta la lunghezza dei processi mentali necessari a discriminare tra gli stimoli; C-b: Rappresenta la lunghezza dei processi mentali necessari a discriminare tra le risposte. Nasceva così la cronometria mentale: i processi mentali corrispondevano a misure osservabili in termini di parametri fisici.

L'empirismo inglese

Gli empiristi inglesi, pur riconoscendo l’esistenza dell’anima, concentrano la loro riflessione sui suoi ‘prodotti’, ovvero tutti quei processi ed effetti che possono essere studiati scientificamente. I processi che si svolgono nell’intelletto derivano dal rapporto tra mente e corpo. Nasce dunque il concetto di associazionismo diviso in 4 fasi:

  • Esperienza sensibile
  • Percetto
  • Idee semplici
  • Idee complesse

Le associazioni sono i processi fondamentali che regolano l'intelletto (Hume, Mill).

  • Locke: relazioni che si instaurano con l’ambiente. La stimolazione dei nostri organi di senso giunge alla mente e produce l’esperienza dell’ambiente.
  • Barkeley (1685-1753): Esse est percipi: il mondo esiste solo perché è percepito. È il contrario di Cartesio poiché in questo caso quello che noi siamo è il risultato dell’evoluzione data dalla relazione con l’ambiente. Se non ci fosse l’osservatore l’oggetto non ci sarebbe: l’ambiente fa in modo che il soggetto si possa dare un mondo.

Metodo scientifico di Galileo Galilei

Galileo Galilei (1564-1642): crea il metodo scientifico ovvero formulazione di leggi che regolano il verificarsi di un evento in funzione di variabili definite. Bisogna far dipendere quel che si dice da ciò che si è detto prima (de Motu).

Psicologia come scienza autonoma

L’ideologia tedesca: La psicologia è una scienza autonoma (Herbart, 1824). Avviene dunque il passaggio dal dominio qualitativo a quello quantitativo dalla quale nascerà la teoria della misurazione dei fenomeni psichici. Secondo questa teoria le idee variano per misura ed intensità. Se due idee si presentano alla coscienza, potranno integrarsi in un’unità più complessa oppure inibirsi a vicenda, fino a scomparire dalla coscienza. Quando l’intensità di un’idea scende sotto la ‘soglia della coscienza’, questa non cessa di esistere ma entra nel livello dell'inconscio.

Contributi delle altre scienze

Fechner (1801-1887) non si limitò alla misurazione della dimensione temporale dei fatti mentali, ma studiò la relazione tra stimoli fisici e risposte sensoriali dando avvio alla psicofisica.

Nascita della psicologia scientifica: Secondo Fechner lo spirito è una proprietà della materia, relativa all’organizzazione in atomi. Ma spirito e materia sono due facce della stessa medaglia. La psicologia (1834) spiega la relazione tra spirito e materia attraverso una precisa relazione matematica. Secondo la legge di Weber-Fechner la sensazione è proporzionale al logaritmo dello stimolo. In sintesi: S= k log R +.

Perché la psicologia possa essere considerata una scienza, è necessario ottenere delle misurazioni oggettive, con parametri fisici, dei processi mentali. Con la cronometria mentale (tempi di reazione), Donders ipotizza di poter misurare la durata delle operazioni mentali utilizzando la differenza nei tempi di reazione (metodo sottrattivo). I tempi di scelta vengono dunque considerati come un misuratore fisico dei processi psicologici.

Evoluzionismo

Charles Darwin (1809-1882): Selezione naturale - la natura favorisce tratti che in un determinato ambiente favoriscono la sopravvivenza e la riproduzione. Egli influenzò la ricerca psicologica mettendo in evidenza lo sviluppo filogenetico (evoluzione dal brodo primordiale ad oggi di competenze per stare in relazione con l’ambiente) del cervello in relazione alla complessità del comportamento. Da 200 anni la storia della vita viene indagata con strumenti della scienza a partire da fenomeni fisici e biochimici che possiamo osservare. Per Darwin ogni DNA potrebbe essere identico a quello precedente se non fosse che per un errore viene introdotto un cambiamento di natura evolutiva che fa qualcosa di diverso. Se questa mutazione produce un organismo che si adatta all’ambiente più di quello precedente va mantenuto e abbiamo ottenuto una evoluzione. (se ad esempio stermina la popolazione, la generazione successiva porterà solo il DNA di chi è sopravvissuto).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher B.eliana.93SI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Iozzelli Dario.
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