Psicodiagnostica dell'adulto e dell'età evolutiva: appunti
19/2/14
L'adulto e l'infanzia nei test psicodiagnostici
L'adulto compila il self-test, cioè compila il test per sé. Nell'infanzia, a differenza dell'adulto, invece, ci sono due tipi di test. Per i questionari self-report nell'infanzia, quanto un bambino può essere attendibile? Influiscono molti fattori. Prima di sottoporlo, si valuta l'intelligenza.
Protocollo di intervento nei servizi pubblici
- Accoglienza dell'utente: analisi della domanda, anamnesi familiare;
- Assessment del minore: colloquio clinico, test psicodiagnostici;
- Presa in carico del minore: psicoterapia, psicoeducazione;
- Famiglia: parent training, consulenza 0-5;
- Scuola: incontri del caso, consulenza.
Se un bambino non presenta tutti i sintomi, per esempio di depressione o di ansia, non vuol dire che il disturbo non ce l'ha; è sotto-soglia. Essere sotto-soglia nell'infanzia su un disturbo significa che ora non ha quel disturbo per mancanza di sintomi, ma che, un domani, potrebbe averlo o che è predisposto per quel disturbo. Molti bambini, nell'infanzia, hanno dei comportamenti che sono reattivi all'ambiente esterno.
Il parent training ha più effetto quando l'età del bambino è compresa tra i 4 e i 12 anni. Nel parent training si lavora sui genitori in modo che si abbia un cambiamento nel comportamento del bambino. Si agisce sul bambino attraverso il genitore. Importanti nel bambino sono quattro aree:
- Area familiare;
- Area sociale;
- Area cognitiva;
- Area affettiva.
Assessment in sintesi
- Multi-informat: qui, a differenza degli adulti, chiediamo ai genitori del bambino come si comporta. È importante avere fonti di informazioni multiple;
- Multi-setting: vuol dire vedere come il bambino si comporta in contesti diversi. Questo può essere utile per fare una diagnosi; questo perché alcuni disturbi sono specifici di contesti specifici.
L'ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), per essere diagnosticata, deve essere presente in più contesti. Valutare più aree è importante.
Livelli di assessment
- 1° livello "generale": temperamento (JTCI), relazione (FMSS), attaccamento (SAT), comunicazione (SIB), funzionamento familiare (PSI);
- 2° livello "psicopatologia": intervista psichiatrica (K-SADS), checklist comportamentale (CBCL), disturbi di personalità (MMPI-A);
- 3° livello "specifico": ansia (TAD, MASC), depressione (CDI), DOC (C-YBOCS), ADHD (SDAG), autostima (TMA).
DOC: disturbo ossessivo compulsivo. Nel bambino con ADHD ci può essere bassa autostima che, se protratta nel tempo, può portare ad ansia e depressione.
Assessment in età evolutiva
L'assessment in età evolutiva si sviluppa in tre passi:
- Identificare il disturbo;
- Misurare la disfunzione;
- Analizzare le "contingenze di rafforzamento" che sono costituite da tutto ciò che mantiene il sintomo o il comportamento problema.
Assi di valutazione
- Asse I: classificazione primaria;
- Asse II: disturbi da alterazione specifica dello sviluppo psicologico;
- Asse III: livello intellettivo;
- Asse IV: condizioni mediche associate; agenti stressanti di natura psicosociale;
- Asse V: funzionamento globale.
Assi I, II, III, IV = valutazione del disturbo.
26/2/14
Durata dell'assessment in età evolutiva
L'assessment in età evolutiva perdura per tutto l'intervento e, se c'è una terapia, per tutta la terapia. Se c'è una diagnosi, questa perdura per tutta l'intervento per vedere come, nel passare del tempo, il disturbo si evolve.
Disturbo della condotta e altre problematiche
Il "disturbo della condotta" è un disturbo che si manifesta più in là con il tempo. Sono ragazzi un po' più grandi che hanno più possibilità di muoversi; un tipo di comportamento che vedremo dalla 1°/2° media. È un comportamento aggressivo. Quando un bambino a 8 anni è iperattivo, poco concentrato ed ha un comportamento aggressivo, si andrà a valutare l'ADHD ed il "disturbo oppositivo-provocatorio". A 8 anni si valuterà il "disturbo oppositivo-provocatorio" perché, come detto, il disturbo della condotta emerge più tardi.
Rilascio della diagnosi
Lo specialista può rilasciare la restituzione della diagnosi, se chiesta dai genitori, sia oralmente che scritta. Nel caso la richiedano scritta, lo psicologo, alla fine, scriverà la dicitura: "Si rilascia ai genitori per gli usi consentiti dalla legge". Ci sono stati dei casi in cui un genitore va a far fare una diagnosi al figlio per usi giudiziari (per es. una separazione; casi di stalking). Al 1° colloquio è bene cercare di indagare subito se c'è il tribunale di mezzo, se c'è una fase di separazione ecc. perché se no rischiamo che la nostra fase di assessment venga strumentalizzata.
Può capitare che nella terapia del figlio, un genitore chieda anche un po' di spazio per sé. In questo caso, bisogna mandarlo da un altro specialista perché si sta in cura per il figlio ad eccetto per i casi di parent training.
Genitori nella terapia
I "genitori non collaborativi" hanno una scarsa familiarità con la psicoterapia. I "genitori intrusivi" vogliono far parte della terapia e danno suggerimenti e consigli al terapeuta; chiedono informazioni. L'operatore svolge il ruolo di "negoziatore" tra le richieste dei genitori ed il bambino. Può capitare che il minore chieda al terapeuta di riferire alcune cose ai genitori.
Ruolo dei genitori e fattori di rischio
Riduzione della competenza: i genitori coinvolti in terapia possono vedere il clinico come perfetto e loro come inadatti e incompetenti. In questi casi è importante rimandare ai genitori un'immagine di efficacia e adeguatezza, sottolineando le azioni positive svolte fino a quel momento. Il disturbo provoca "disadattamento"; poi giocano un ruolo anche i fattori di rischio e i fattori protettivi. Questo quadro può portare al "mantenimento" o alla "remissione" del disturbo. Gioca un ruolo importante anche "l'esordio precoce". C'è una differenza tra esordio precoce e diagnosi precoce. L'esordio precoce può minare il "recupero" dalla malattia.
3/3/14
Ansia, temperamento e predisposizione
Ansia e temperamento: i bambini ansiosi sono più predisposti, degli altri, a sviluppare un disturbo d'ansia da grandi (ma non ne abbiamo la certezza). Alcuni bambini con sistemi neurovegetativi molto eccitabili tendono a diventare timidi, ansiosi, inibiti. Il 10-15% dei bambini nasce con una tendenza a diventare timido, trattenuto, frenato mentre un altro 10-15% si caratterizza per la tendenza ad una maggiore spontaneità ed impulsività. La 1° tipologia di bambini di fronte ad uno stress ha una crisi di pianto; questa è visibile nei primi mesi di vita e "non è appresa dai genitori". La 2° tipologia di bambini di fronte allo stress, invece, resta calmo e, a 14 mesi, anziché piangere di fronte all'estraneo sarà più sicuro e disponibile. I bambini che a 1 anno fanno fatica a gestire l'inatteso, a 6 anni sono timidi. La "vulnerabilità emotiva" è la predisposizione all'ansia. Correlare l'ansia alla malattia, l'assenza di ansia la vediamo come assenza di malattia. Nell'ansia, un elemento determinate è il temperamento del soggetto.
Depressione e temperamento
Depressione e temperamento: i fattori di rischio familiari per i disturbi depressivi in età evolutiva sono causati sia da fattori genetici che psicosociali. I bambini ad alta emotività (tendenza a turbarsi facilmente ed intensamente) risultano più a rischio di sviluppare la depressione nelle fasi successive dello sviluppo. La predisposizione emotiva non è l'unico criterio per la selezione di popolazioni a rischio. Nella depressione, oltre al temperamento della persona, agiscono altri fattori come i fattori psicosociali.
Tratti temperamentali e rischio psicopatologico
Alcuni tratti temperamentali, come alta reattività, bassa resilienza e emotività negativa possono aumentare il rischio di psicopatologia nei bambini come comportamenti distruttivi e predisporre all'abuso di sostanze durante l'adolescenza. Tratti temperamentali difficili/negativi sono associati ad esternalizzazione. La "reattività alla frustrazione" è stata collegata ai disturbi esternalizzanti nell'infanzia. C'è una potenziale sovrapposizione tra il temperamento e la psicopatologia, sia a livello concettuale che di misurazione. Overlapping novelty seeking ADHD. Alcuni aspetti dell'ADHD sono sovrapponibili con quelli del temperamento novelty seeking. Quali sono le aree che si sovrappongono? Sono le caratteristiche comuni e la vulnerabilità. Cloninger, nella novelty seeking, parla di "impulsività cognitiva".
Junior Temperament and Character Inventory (JTCI): la parent version è un questionario di 107 item la cui compilazione è a cura del genitore. I genitori devono descrivere il loro bambino in termini di attitudini, opinioni, interessi e altri sentimenti personali. Le risposte sono dicotomiche (vero/falso) e forniscono un "profilo temperamentale" in accordo con il modello di personalità a 7 fattori di Cloninger.
Tratti di personalità: novelty seeking e harm avoidance
Novelty seeking (ricerca della novità): implica la necessità di elevati livelli di stimolazione e si avvicina, pertanto, all'estroversione. Indica "la tendenza all'esploratività e all'entusiasmo, con facilità ad annoiarsi ed inclinazione all'impulsività, all'instabilità relazionale ed al disordine". La conseguenza è rappresentata anche da "volubilità decisionale ed improvvisi scoppi di collera". Hanno un comportamento impulsivo. Si creano idee sugli altri impulsivamente, che poi devono cambiare. Per questo appaiono come quelli che cambiano sempre idea. Comportamento estroverso. È anche la ricerca del bello. I bambini con questo tratto sono coloro che, da grandi, sono più predisposti a fare sport estremi.
Harm avoidance (evitamento del danno): è un comportamento introverso. È caratterizzato dalla preoccupazione per le possibili conseguenze delle proprie azioni e rappresenta la polarità "opposta all'impulsività". È indice di "cautela ed apprensione con un'insolita sensibilità alle critiche ed alle punizioni". È associato a bassi livelli di energia ed, inoltre, con la tendenza ad essere cronicamente...
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Psicodiagnostica
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Riassunto esame "Psicodiagnostica dell'età evolutiva e dell'adulto" (solo Prof. Fossati)
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Psicodiagnostica - Appunti
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