Psicodiagnostica Clinica – Ghisi
L’assessment è una ampia valutazione del caso clinico
Processo di raccolta, analisi ed elaborazione di informazioni volto a:
- valutare le condizioni psicologiche
- presa in carico
- obiettivi a breve e a lungo termine
- trattamento più adatto al caso
Successione logicamente organizzata di approfondimenti: PROCESSO A IMBUTO
– DAL GENERALE AL PARTICOLARE
Processo attivo: problem – solving
INFO RICAVATE DALL’ASSESSMENT:
- ANALISI FUNZIONALE: relazioni tra disturbi, eventi scatenanti e/o di
mantenimento
- Ipotesi eziopatogenetiche
- Ipotesi sugli obiettivi
- Ipotesi su strategie di intervento e tecniche di trattamento
Vengono effettuate diverse MISURAZIONI: confrontate con la baseline per
verificare cambiamenti nel corso del trattamento
Concettualizzazione assessment clinico è come un piccolo esperimento a
soggetto singolo
SCOPI ASSESSMENT:
- Capire come il paziente sperimenta soggettivamente le proprie
difficoltà
- Capire quali eventi possono aver contribuito alle difficoltà attuali
(SCATENANTI e/o ESACERBANTI)
- diagnosi indicativa
- CONCETTUALIZZAZIONE: spiegare il comportamento in termini della
storia causale e dei fattori di mantenimento.
Esame psicodiagnostico è più di una diagnosi
- no categorizzazione individuo in una det. Categoria diagnostica
- OTTICA IDIOGRAFICA: approfondimento e analisi del singolo individuo e delle
sue peculiarità
- assessment non termina con la formulazione di una diagnosi
- RIPETUTO nel corso e alla fine del trattamento: verifica dei risultati
VALUTAZIONE MULTIASSIALE:
Il DSM-IV prevede molteplici assi
ASSE 1: Disturbi clinici e altre cond. Oggetto di attenzione clinica
ASSE 2: Disturbi di personalità; ritardo mentale
ASSE 3: Cond. Mediche generali (rilevanti per la comprensione del disturbo
mentale)
ASSE 4: Problemi Psico-sociali e ambientali (es. evento vitale negativo, stress
familiare…)
ASSE 5: valutazione globale del funzionamento
PRO DSM CRITICHE DSM
Terminologia ufficiale applicabile in diversi Classificazione da luogo a perdita di info
contesti
Linguaggio comune e condiviso Etichetta può avere influenze negative
Approccio sintomatologico È categoriale: non prende in considerazione il
continuum tra comportamento normale e
patologico
Non è interpretativo ed è ATEORICO Troppe categorie diagnostiche: COMORBILITA’
Raccomandazioni: no applicazione meccanica, NO funzionale al trattamento ma puramente
importante che utilizzatore sia competente e diagnostico; NON considera meccanismi di
abbia familiarità con lo strumento apprendimento e mantenimento del disturbo
FORMULAZIONE DELLA DIAGNOSI
- Importante formulare una diagnosi CORRETTA sulla base di TUTTI i dati
rilevati dall’assessment
- Per la presa in carico non è necessario che siano rispettati TUTTI i criteri
diagnostici (es. lavoro preventivo)
FORMULAZIONE DEL PROBLEMA
Spiegare il comportamento in questione nei termini della sua:
-EZIOPATOGENESI ANALISI CONCETTUALIZZAZIO
-FATTORI DI NE del problema
FUNZIONALE
MANTENIMENTO lamentato
dall’individuo
-FATTORI ESACERBANTI
CONCETTUALIZZAZIONE DEL CASO
Attraverso l’analisi funzionale è importante rilevare i seguenti fattori:
1) FATTORI PREDISPONENTI (o di rischio): ciò che può aver facilitato lo
sviluppo del disturbo
2) FATTORI PRECIPITANTI (o scatenanti): eventi che si sono verificati in
concomitanza all’esordio del problema e hanno svolto un ruolo causale
3) FATTORI DI MANTENIMENTO: eventi o situazioni che, mediante rinforzo
negativo o rinforzo positivo aumentano la probabilità di emissione del
comportamento disfunzionale
4) FATTORI ESACERBANTI: eventi o situazioni che peggiorano il quadro
sintomatologico
5) FATTORI PROTETTIVI: caratteristiche dell’individuo o dell’ambiente che
consentono di mantenere arginata la patologia. Essi possono essere usati
durante il trattamento come risorse da implementare e rafforzare
MODELLO MULTIDIMENSIONALE DELL’ASSESSMENT
Info che il terapeuta raccoglie derivano da più canali
1) INDICI SOGGETTIVI (canale verbale)
2) INDICI MOTORI-COMPORTAMENTALI (osservazione del comportamento)
3) INDICI FISIOLOGICI
I canali sono INTERAGENTI ma non sovrapponibili
Sono RELATIVAMENTE INDIPENDENTI: non c’è sempre concordanza tra i diversi
canali
Modificazioni sintomatologiche in maniera NON SINCRONA (es. desincronia
della risposta nel disturbo da attacchi di panico)
1) INDICI SOGGETTIVI
Info che un individuo fornisce nel corso di:
- Colloquio clinico
- Intervista strutturata
- Compilazione di un questionario
- Diario
Influenzate da variabili legate al contesto in cui sono raccolte, variabili
interpersonali e di personalità.
COLLOQUIO CLINICO
Asse portante dell’assessment
Esame del problema del paziente
Esplora il SISTEMA COGNITIVO VERBALE
Relazione di FIDUCIA e COLLABORAZIONE
Come si struttura un colloquio clinico??
Fase dei PRELIMINARI Rapporto di fiducia con il paziente, cortese…i
primi 10/15 minuti del primo colloquio sono
molto importanti per l’instaurarsi della
relazione
Apertura Dica pure.
Specificazione del problema (fase del
problema INIZIALE) Motivazione della consulenza
Descrizione del problema
Sintomi
Analisi variabili funzionalmente correlate Situazione in cui si presenta
Associazioni cognitivo-emozionali:
concentrarsi su ciò che la persona vive e non
solo sui fatti raccontati; interessarsi alla
persona e non solo al problema
Allargamento (fase dei problemi ATTUALI) Conseguenze: reazione dei/ai presenti
Interferenza con le attività
Storia dei problemi (eziopatogenesi) Quando si è presentato
Eventi e contesti associati all’insorgenza
Evoluzione
Eventi significativi nel corso dell’evoluzione
Storia personale (profilo complessivo) Farmaci e/o altri trattamenti; altri problemi
medici
Area Personale: abitudini alimentari;
sonno/veglia; abbigliamento; attività sessuale;
altre abitudini quotidiane
Relazioni familiari
Relazioni sociali, interessi, hobbies
Lavoro: tipo di lavoro, soddisfazione, problemi
Analisi Aspettative Aspettative e motivazione
Restituzione e chiusura
ELEMENTI DEL COLLOQUIO:
- Setting non connotato troppo personalmente
- Controllo dei gesti e degli atteggiamenti da parte del terapeuta
(attenzione agli intercalari)
- Il sentire del clinico è un elemento diagnostico importante
ASCOLTO: per una buona qualità dell’ascolto è importante
- Sospendere il giudizio, opinioni e valori personali, soluzioni premature (no
“rivelazione”)
- Concentrarsi sulla persona e sul contenuto (ecco perché del setting)
- Osservare e ricordare espressioni: attenzione agli aggettivi utilizzati
- Ricordare temi ricorrenti e vuoti di informazione
- Importante osservare: movimenti del corpo, espressioni del viso, cura di
sé, postura, incongruenze tra di essi e il contenuto verbale
- Interesse e considerazione per la persona e non dimostrazione della
propria abilità
COSA EVITARE:
- Valutazione (SIA POSITIVA CHE NEGATIVA), giudizio morale
- Rapida risposta interpretazione – spiegazione
- Risposta SUPPORTO – CONSOLATORIA
- Investigazione
- SOLUZIONE PRESUNTA DEL PROBLEMA
- Attenzione all’ansia che il consultante ci evoca in quanto potrebbe
aumentare la probabilità di emettere suddetti atteggiamenti
COME PORRE LE DOMANDE:
- Una domanda per volta
- Domande comprensibili e prive di termini specifici, ambiguità
- Evitare espressioni di valutazione e connotazione
- Non dare nulla per scontato
- NEUTRE
- Argomenti più delicati vanno posti alla FINE del colloquio
- Evitare uso di verbi che RESPONSABILIZZANO: bene porre in termini di
universalità, dislocazione nel tempo e nello spazio
- Tecnica del RILANCIO per ottenere info senza chiederle: chiedere
chiarimenti, rilanciare a specchio (parafrasi), proposta di una sintesi
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Info che un individuo fornisce nel corso di:
- Colloquio clinico
- Intervista strutturata
- Compilazione di un questionario
- Diario
INTERVISTA STRUTTURATA
Contenuto, ordine e modalità delle domande sono PRESTABILITE
Autovalutazione SOGGETTIVA + eterovalutazione e OSSERVAZIONE
Tecnica standardizzata (diversi intervistatori dovrebbero ottenere le medesime
risposte, punteggi uguali)
Valutano un costrutto specifico e danno luogo a un PUNTEGGIO
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Info che un individuo fornisce nel corso di:
- Colloquio clinico
- Intervista strutturata
- Compilazione di un questionario
- Diario
QUESTIONARI E INVENTARI SELF-REPORT
Mischel (1968) critica l’uso dei test perché:
- Quadri generici: poco utili per comprendere la singola persona
- Domande formulate in modo ambiguo, momenti diversi = risultati diversi,
scarsa attendibilità
- Appartenenza a un particolare gruppo diagnostico convoglia solo
un’informazione minima sul comportamento del pz.
VALIDITA’ DI COSTRUTTO:
Dipende dagli sviluppi della TEORIA: un costrutto può acquistare nuovi
significati e perderne altri
1. Il contenuto degli item DOVREBBE rappresentare appropriatamente,
esaustivamente e in maniera rilevante il costrutto di interesse =
VALIDITA’ DI CONTENUTO
2. Considerare CORRELAZIONI tra il questionario o una scala da cui è
composto E altre misure = VALIDITA’ CONVERGENTE vs DIVERGENTE
3. Confrontare esiti del test con eterovalutazioni: es. punteggi alti
AGGRESSIVITA’ ma percepiti come bonari e mansueti (dubbi sul
significato di ciò che misura la scala)
4. Cercare se vi sono relazioni inaspettate tra punteggi al questionario e
altri comportamenti
5. Misure diverse di un medesimo costrutto devono essere più simili tra loro
rispetto a misure uguali (due qu
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Schizofrenia - Valutazione psicodiagnostica