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Cap. 9

I modelli clinici sono diversi quando si lavora nel giudiziario?

La psichiatria si è attestata su parametri sintomatologici descrittivi.

Nessun modello è infatti adeguato a proporre una interpretazione e una classificazione

esaustiva. Anche il modello " bio-psico-sociale " cui spesso ci si riferisce è purtroppo

attualmente più un assemblaggio di nozioni distanti che un referente scientifico.

Il modello sintomatologico descrittivo ha avuto l'indubbio merito di permettere la

comunicazione tra psichiatri e tra psichiatri e tecnici di altre discipline, comprese quelle

giudiziarie, ma fortemente svuotato le categorie nosologiche di riferimenti più profondi. Ad

esempio la contrapposizione fra "psicotico", che denota la perdita dei legami condivisi col

mondo e la costruzione di un proprio mondo autistico, e "nevrotico", che si riferisce alla

distorsione delle relazioni oggettuali, ha certo sottratto un importante strumento di

comprensione.

Sono indubbiamente importanti le ricadute di un tale procedere sulla possibilità di

applicazione delle conoscenze psichiatriche in campo giudiziario, dove è richiesta più che

una diagnosi una chiarificazione del funzionamento mentale dell'individuo, per

comprendere la sua responsabilità nell'agire.

Vediamo cosa e quanto la psichiatria possa attualmente fornire a campo giudiziario

attraverso l'illustrazione di alcune nuove prospettive che ci sembrano particolarmente

fertili:1) la relazione tra disturbi psichiatrici e comportamenti violenti; 2) i fattori di rischio e i

modelli clinici da adottare nel giudiziario.

Disturbi psichiatrici e comportamenti violenti sono in relazione?

L'interdipendenza crescente tra i sistemi giudiziari e quelli della salute mentale ha

mostrato sempre più evidente la necessità di valutare la responsabilità di un individuo

rispetto ai suoi comportamenti, oltre alla definizione della scelta tra istituzioni penali o

ospedali psichiatrici. Agli psichiatri e dunque richiesto sempre più spesso di valutare la

pericolosità sociale dell'individuo oltre che diagnosticarne un'eventuale malattia. Ma esiste

una relazione tra disturbi psichiatrici e condotte comportamentali violente? Più di 60 anni

fa lo scienziato britannico Lionel Penrose concluse che un aumento dei posti letto in

ospedale (e quindi una maggiore attenzione alla salute mentale) incideva in modo positivo

sulla diminuzione delle condotte criminali. Studi più recenti rilevano tendenze analoghe a )

cioè una progressiva diminuzione del numero di letti in ospedale fa aumentare

progressivamente il numero dei detenuti). Dai dati raccolti s'emerge che un certo numero

di detenuti ha un disturbo psicotico o una depressione maggiore oppure un disturbo di

personalità antisociale; ciò fa ritenere che rischio di malattia mentale fra i detenuti sia più

alto che tra la popolazione generale. Lo psichiatra deve dunque interrogarsi sulle più

corrette modalità di approccio al problema della malattia mentale in carcere.

Fattori di rischio

Nella storia di molte società vi è la convinzione che esista un forte legame tra turbo

mentale e comportamenti violenti; contribuiscono i Mass media che esaltano i pochi

episodi di violenza in cui sono coinvolti pazienti psichiatrici. L'opinione pubblica ne risulta

scosso facendo crescere l'interesse su questo tema. Perciò acquista un ruolo

fondamentale la valutazione del rischio di comportamenti violenti che prevede

l'identificazione di due ordini di fattori:

a) fattori di rischio di tali comportamenti violenti;

b) fattori predittivi della reiterazione del reato


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psichiatria, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Psicopatologia Forense, Fornari, Delsedime (cap 9).
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i modelli clinici sono diversi quando si lavora nel giudiziario?, disturbi psichiatrici e comportamenti violenti sono in relazione?, Fattori di rischio.


DETTAGLI
Esame: Psichiatria
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze mediche Prof.

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