L'esame psicologico in campo giudiziario
Parte I: L'esame psicologico in campo giudiziario
1. L'accertamento psicologico in ambito forense: oggetti e obiettivi
L'esame psicologico riguarda campi diversi delle procedure forensi. Secondo il codice penale per l'imputato maggiorenne è ammessa solo la perizia psichiatrica e "non sono ammesse perizie per stabilire l'abitualità o la professionalità del reato". La personalità del maggiorenne o vittima può essere studiata per valutare:
- L'incapacità di partecipare al processo (art. 70)
- L'incapacità di intendere e volere (artt. 85 e ss.)
- La pericolosità sociale derivante da cause patologiche (art. 203)
- L'inferiorità psichica in caso di violenza sessuale (art. 609)
- L'infermità psichica nel caso di circonvenzione d'incapace (art. 643)
Nel settore civile la personalità di un maggiorenne può essere valutata:
- In casi di separazione o affidamento dei figli (art. 150)
- In casi di abuso o maltrattamento (art. 564-609)
- Per la decadenza della potestà genitoriale (art. 330)
- Per la dichiarazione di interdizione e inabilitazione (art. 414)
- L'accertamento del danno materiale o morale (art. 2043-2059)
- Per procedure di divorzio, di affidamento e adozione
Il compito di svolgere gli accertamenti e redigere la perizia è assegnato dalla procedura civile al Consulente Tecnico d'Ufficio (C.T.U.) nominato dal giudice, o ai Consulenti Tecnici di Parte nominati dalle parti in causa; dal codice di procedura penale al perito d'ufficio o ai consulenti di parte, ma la decisione finale spetta al giudice 'peritus peritorum' in grado di decidere autonomamente sulla valutazione e sull'uso da fare delle perizie.
Mentre per i maggiorenni la perizia psicologica è esclusa, per i minorenni è prescritta la valutazione della personalità in occasioni quali:
- Accertamento della non imputabilità: automatica se >14 anni (art. 97 c.p.)
- Fra 14-18 anni va accertata la capacità di intendere e volere (art. 98)
- Dell'infermità di mente (artt. 88-89 esclusione c.p.)
La valutazione è compiuta dal collegio del Tribunale per i minorenni che include giudici onorari esperti in discipline psico-antropologiche. Spesso è necessario far ricorso anche a relazioni provenienti dai servizi sociali degli enti locali, dall'ufficio di servizio sociale per i minorenni del Ministero della Giustizia (USSM), dai centri di prima accoglienza o dagli istituti penali per minorenni, dalle comunità che si sono occupate del minore.
Lo scopo dell'accertamento della personalità in ambito giudiziario è valutare in modo scientifico le condizioni psichiche del soggetto sottoposto a esame, e l'insieme delle relazioni che possono avervi avuto influenza. Accertare se e in che misura una certa caratteristica personologica è presente in un soggetto significa fare il punto sulle condizioni, qui e ora, del soggetto prescindendo da giudizi di valore che vanno lasciati al giudice.
Per la valutazione in ambito giudiziario gli strumenti privilegiati sono i test psicodiagnostici, insieme al colloquio e all'osservazione comportamentale.
1.2 Come valutare il test psicometrico
Un test psicometrico è composto da un insieme di stimoli (items) rigorosamente standardizzati, che vengono proposti al soggetto in modalità anch'esse standardizzate. La standardizzazione è il fondamento dell'attendibilità del test, cioè della sua ripetibilità alle stesse condizioni in tempi e luoghi diversi. Gli stimoli sono rappresentativi di una certa funzione cognitiva o area della personalità; le risposte del soggetto vengono codificate in modo obiettivo ricavandone dei punteggi (scores), per l'assegnazione di questi ci si avvale di griglie o schemi prefissati che accompagnano il test. I punteggi sono convertibili in valori standard e riferiti ad un campione normativo rappresentativo della popolazione da cui è tratto il soggetto sottoposto ad esame. Sulla base dei punteggi standard ottenuti è possibile quantificare le differenze tra soggetti nelle prestazioni al test e dedurne considerazioni diagnostiche precise. Lo strumento deve possedere caratteristiche tecniche di affidabilità e ripetibilità nel tempo e di corrispondenza con il costrutto di riferimento (validità).
I test più usati in sede giudiziaria per la diagnosi della personalità sono:
- Il M.M.P.I.: il test include una serie di scale di base, supplementari, di contenuto, e scale di controllo (come la scala LIE o di simulazione). Il test include la possibilità di apportare correzioni ai punteggi tenendo conto della tendenza frequente in ambito giudiziario di falsare i risultati.
- Il Big five Questionnaire: valuta cinque grandi fattori di personalità: estroversione/energia, affettività positiva, responsabilità, coscienziosità, stabilità emotiva, apertura mentale.
Vengono usati altri inventari relativi a sindromi specifiche quali il C.B.A. o test proiettivi di personalità quali il Rorschach e il T.A.T. A seguito delle critiche sulla validità del test di Rorschach in ambito forense è preferibile utilizzarlo insieme al MMPI per individuare la deliberata simulazione di psicosi. Inoltre si è rivelato utile per individuare clusters di segni discriminativi di abuso sessuale sia in età evolutiva che con donne adulte.
Scheda 1.1 Il test delle macchie di Rorschach e il metodo integrato di Exner
Uno dei problemi rilevanti nelle sue applicazioni forensi riguarda la differente interpretazione suggerita dalle diverse scuole esistenti. Le principali scuole europee sono quelle svizzere, francesi, belghe e quella di Bohm della scuola padovana. Altra importante scuola italiana è quella di Rizzo. Negli Stati Uniti John Exner compì il tentativo di unificare le 5 scuole più diffuse in America nel Comprehensive System, l'obiettivo era quello di mantenere gli indici che registravano una elevata attendibilità tra valutatori in modo da sfoltire il test di siglature difficili da valutare univocamente per evitare contestazioni in caso di perizie giudiziarie o cliniche. Un secondo obiettivo del sistema exneriano è di integrare e rendere standard gli aspetti dei diversi sistemi che ricevono le migliori convalide empiriche. Terzo obiettivo prevede la verifica empirica e concettuale di nuovi indici compositi (indice Lambda). Furono messi a punto dei punteggi speciali per le ideazioni patologiche e ponderati su basi empiriche, la somma di tutti i punteggi speciali nel corso di tutto il test viene confrontata con valori critici tarati da Exner su campioni di soggetti con patologia psichica. La maggior parte degli indicatori degli strumenti proiettivi come T.A.T. e Rorschach si riferisce a criteri idiografici utili non per una diagnosi psichiatrica ma per programmare interventi riabilitativi, terapie ecc., dunque rileva informazioni utili ma non classificabili sul piano psicometrico. In risposta alle critiche sull'uso del Rorschach in ambito forense il "Board of the Society for Personality Assessment" afferma che in campo giuridico questo strumento valuta in modo attendibile alcune importanti funzioni psicologiche che non potrebbero essere indagate in altro modo. Quindi il T.A.T. e il test delle macchie consentono di cogliere sia i modi di funzionamento cognitivo ed emotivo che si prestano a valutazioni nomotetiche con precisi riferimenti psicometrici, sia gli aspetti qualitativi espressi nella produzione delle risposte che forniscono informazioni sul piano idiografico.
Per quanto riguarda la valutazione quantitativa dell'intelligenza gli strumenti più usati sono le scale di Wechsler per adulti e bambini. In questi test l'intelligenza viene valutata come fattore generale (mediante il Q.I.) e come insieme di abilità specifiche (nei singoli subtest di cui si compone la scala). Il Q.I. viene calcolato col metodo della deviazione della media: si fissa 100 come punteggio medio per ogni livello di età, con deviazione standard 15, ogni soggetto sottoposto al test viene confrontato con i valori normativi della sua età. La scala Wechsler è strutturata in modo che ogni componente del test di intelligenza è misurata separatamente da una sub-scala, in modo da valutare il confronto per ciascuna subscala con il campione di riferimento (confronto normativo), e il confronto fra le prestazioni dello stesso soggetto nelle diverse scale in modo da evidenziare i punti di forza e debolezza (confronto ipsativo).
Le scale sono suddivise in due macro-aree:
- Verbale: competenze legate alla capacità di comprendere, elaborare, organizzare informazioni presentate in forma verbale. Subtest dell'area verbale:
- Informazione
- Memoria di cifre
- Ragionamento aritmetico
- Comprensione
- Analogie
- Vocabolario
- Performance: competenze legate a prestazioni pratiche che comportano comprensione e organizzazione di materiale da elaborare in forma percettiva e motoria. Sub test dell'area di performance:
- Completamento di figure
- Riordinamento di storie figurate
- Disegno con i cubi
- Ricostruzione di oggetti
- Associazione di simboli a numeri
Oltre ad un Q.I. generale, è possibile pervenire a due QI separati per ciascuna di queste macro-aree:
- Il Q.I. verbale si riferisce alla capacità di comprendere e di apprendere materiale verbale e all'uso di queste capacità nel ragionamento e nella risoluzione di problemi;
- Il Q.I. di performance riflette l'efficienza e l'integrità dell'organizzazione percettiva del soggetto, le abilità di elaborare materiale visivo, di utilizzare immagini visive nel pensiero, di ragionamento su basi non verbali.
Studi empirici confermano la possibilità di rilevare altri fattori di valutazione oltre le due macro-aree:
- Verbale: comprensione, informazione, analogie, vocabolario
- Analitico: disegno con i cubi, riordinamento storie, completamento di figure e ricostruzione
- Attenzione-concentrazione: ragionamento aritmetico, memoria di cifre, associazioni simboli-numeri
Dalle combinazioni dei diversi subtest è possibile ottenere altri punteggi con valore clinico. Di particolare rilievo in ambito forense sono gli indici di deterioramento mentale.
Esistono altri test psicometrici che vengono effettuati soprattutto con soggetti in età evolutiva e che valutano singole aree o funzioni cognitive quali percezione e motricità (test di Bender o Rey), attenzione, memoria (test di Rey), apprendimento, problem solving (Matrici Progressive di Raven), linguaggio. Questi strumenti si prestano anche alla valutazione di aspetti ed eventuali deficit di carattere neuropsicologico, utili in ambito forense per rispondere a quesiti su possibili disfunzioni cerebrali, presenza di deterioramento mentale e capacità di intendere e volere.
Pur evidenziando l'importanza dell'uso dei test psicometrici in ambito forense, si ritiene necessario associare a questi il colloquio clinico e l'osservazione in quanto entrambi consentono di rilevare informazioni utili per la diagnosi, il colloquio privilegiando il canale verbale, l'osservazione registrando il comportamento del soggetto in situazioni di attività spontanea o appositamente provocata. La registrazione si compie mediante griglie precodificate o a posteriori, nel caso dell'analisi del contenuto.
Confronto tra colloquio e test:
| Caratteri del colloquio | Caratteri del test |
|---|---|
| È uno strumento flessibile | È uno strumento rigido |
| Può essere mirato e interattivo | Ha un campo di copertura fisso e non è interattivo |
| Consente empatia | Non consente empatia |
| Consente letture analogiche | Consente una limitata lettura analogica |
| È ripetibile un numero non limitato di volte | Non è ripetibile |
| È dosabile | Non è dosabile |
| È a lettura soggettiva | Tende ad una lettura standardizzata |
| Non è confrontabile | È confrontabile |
| Esplora l'area cosciente | Può andare oltre l'area cosciente |
I vantaggi del test si riferiscono alla possibilità di rivelare aspetti della persona esaminata che altri mezzi non rivelano; di organizzare dati "sparsi" in modo funzionale ad una diagnosi o ad un profilo; di consentire di collocare il dato del soggetto esaminato in un punto di una distribuzione. Esistono però dei limiti che suggeriscono di avere cautela nel ricorso ai test: più il focus del test si sposta da ciò che è sotto il controllo dell'Io ed è esprimibile come misura (abilità, competenze, comportamenti, obbiettivi, aspettative coscienti, progetti, ecc.) per avvicinarsi all'area inconscia, più elevata diventa l'incidenza del fattore soggettivo dell'esaminatore.
Il modello teorico di riferimento dei test proiettivi (o appercettivi) di personalità è un modello psicoanalitico. Nella psicologia giuridica dovrebbe essere bandita qualsiasi "interpretazione" secondo modelli psicoanalitici. Serve davvero e sempre conoscere l'inconscio? I comportamenti umani che si traducono in azioni di rilievo giudiziario appartengono alla sfera di azione dell'Io.
Nell'esame di bambini il test guadagna molto rispetto all'approccio basato sulla verbalità: la sua capacità descrittiva è inversamente proporzionale all'età del bambino.
a) Alcuni test carta-matita sono ormai inflazionati e possono avere perduto il carattere proiettivo (la diagnostica basata sulla produzione grafica è stata concepita in un'epoca nella quale nella scuola primaria si cominciava con le aste);
b) Valgono a maggiore ragione le cautele in ordine alla adozione di modelli interpretativi che hanno come teoria di riferimento quella psicoanalitica;
c) In ogni caso bisogna sempre tenere presente che nei bambini, specialmente se piccoli, è quasi sempre impossibile distinguere se un dato testologico derivi da esperienze reali, rappresentazioni indotte o fantasie.
I test devono essere usati solo quando sono realmente necessari e comunque non possono sostituire il colloquio, l'osservazione, la raccolta della storia personale, l'anamnesi psicopatologica quando necessaria, i riscontri documentali (studio del fascicolo giudiziario) o qualsiasi altra fonte utilizzabile. Nessun test serve per fare diagnosi: il test può solo fornire ipotesi, che devono essere verificate con altri metodi e mezzi. Se ciò non è possibile, deve essere chiaramente detto che si tratta di ipotesi non verificate. Non si può far dire ad un test più di quello per cui è stato costruito; nessun test ha capacità predittive, e ciò per due buoni motivi:
- La personalità è per definizione un concetto dinamico;
- Il comportamento umano è esposto alla influenza di innumerevoli variabili esterne alla persona, non prevedibili.
L'abuso sessuale sui minori
La teoria dell'attaccamento di Bowlby afferma che l'attaccamento è il bisogno del bambino di percepire la vicinanza ed il contatto fisico con una persona di riferimento, specialmente in alcune situazioni di bisogno. La persona di riferimento non necessariamente deve essere la madre; lo è l'effettivo "caregiver" o "base sicura". Sono possibili quattro forme di attaccamento:
- Sicuro
- Sicuro-ansioso
- Insicuro-evitante
- Disorientato-disorganizzato
Queste "forme di attaccamento" sono tipi o modi di interazione delle madri con i bambini e determinano nel bambino il modello operativo interno. Nel corso della crescita il "modello operativo interno" fa estendere l'attaccamento dalla figura di riferimento primaria ad altre figure di riferimento, dentro e fuori la famiglia. Nell'adolescenza la persona acquisisce la capacità di separarsi dalla figura di riferimento primaria ed è disponibile a legarsi a nuove figure di attaccamento. Un modello operativo interno "sano" induce a stabilire rapporti di amore "sani" con una figura di attaccamento nuova e adulta.
Il tabù sessuale
Nelle società organizzate, anche nelle più antiche, la sessualità umana è stata sempre oggetto di tabù, sostanzialmente rivolti a salvaguardare alcune regole di convivenza necessarie alla conservazione della specie. Dalle norme che storicamente hanno punito la violazione dei tabù si comprende, tuttavia, che i valori protetti sono stati diversi tra loro e diversi da quelli attuali per la nostra società. Nell'antichità era protetta soprattutto la verginità della donna: la violazione della norma era intesa come un reato contro la proprietà (del padre o del marito). In epoche più recenti il valore protetto era il buon costume, e dunque un valore collettivo o sociale (Statuto del Granducato di Toscana, del Regno di Sardegna, ecc. fino al Codice Zanardelli del Regno d'Italia del 1889). Con il Codice Rocco (1930) il valore protetto diventa la morale pubblica. Anche la morale pubblica, tuttavia, è un valore collettivo, o sociale; l'evoluzione ideologica della nostra società ha condotto ad altre due importanti evoluzioni, si è passati dal valore morale pubblico al valore (laico) libertà sessuale, liberando le questioni sessuali da connotazioni etiche. Dopo ancora si è passati al valore libertà della persona: nel nostro codice penale le norme che prevedono e puniscono i reati sessuali sono inserite tra quelle per l'arresto illegale, il sequestro di persona e la violenza privata.
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