I farmaci ansiolitici e il loro uso nella pratica clinica
Area clinica di utilizzo
I farmaci ansiolitici hanno una estesa area clinica di utilizzo. Le benzodiazepine (BDZ), in particolare, sono i farmaci più prescritti da un elevato numero di medici (Olfson et al., 1993).
Auto-prescrizione
L'auto-prescrizione può seguire una precedente prescrizione specialistica:
- Neuropsichiatrica
- Specialista di altra branca (cardiologo, ginecologo, etc.)
- Medico di base
- Assunzione spontanea perché assunti da persone vicine o su consiglio di conoscenti
La modalità di assunzione auto-prescrittiva può seguire caratteristiche diverse: al bisogno o in assunzione cronica.
Ansiolitici o tranquillanti minori
- Farmaci efficaci nel trattamento della sintomatologia ansiosa
- In base alla struttura chimica possono essere classificati come segue:
- Benzodiazepine (BDZ)
- Ansiolitici a struttura varia (Buspirone)
- Ansiolitici glicocolici (Meprobamato)
- Ansiolitici difenilmetanici
- Ansiolitici indoazolici
Benzodiazepine
Struttura chimica: Composti il cui nucleo di base è formato da un anello a 7 atomi di carbonio, con il numero massimo di doppi legami (3) (Nucleo Epinico). Sostituendo i C in posizione 1 e 4 con un N si ottiene un anello eterociclico azotato che è una 1,4 diazepina. L’aggiunta di un gruppo fenilico ed un anello benzenico alla 1,4 diazepina porta alla formazione della struttura di base 5-fenil 1,4 benzodiazepina.
Classificazione delle BDZ
Le BDZ possono essere classificate in base alla struttura chimica:
- Benzodiazepine a N distale: 2 cheto BDZ (Diazepam)
- Benzodiazepine a N vicinale: 7 nitro BDZ (Clonazepam)
- Benzoazepine: 3 idrossi BDZ (Oxazepam)
- Dibenzoazepine: triazolo BDZ (Triazolam)
Effetti terapeutici delle BDZ
- Le BDZ hanno in comune 4 effetti terapeutici:
- Effetto ansiolitico
- Effetto ipnoinducente
- Effetto miorilassante
- Effetto anticonvulsivante
- Tali effetti terapeutici sono dovuti alla loro capacità di incrementare la trasmissione GABAergica (modulazione positiva).
Farmacodinamica delle BDZ
La modulazione positiva si espleta mediante il legame col recettore GABA-A, che è un complesso macromolecolare formato da 4 subunità (alfa, beta, gamma e delta). In tale complesso il GABA si lega alla subunità beta: tale legame comporta un'apertura dei canali del Cl con conseguente ingresso dello ione nelle cellule nervose, determinando una loro iperpolarizzazione e quindi una riduzione della eccitabilità delle stesse cellule. Le BDZ si legano alla subunità alfa svolgendo un’azione modulatrice positiva nei confronti del legame tra recettore e GABA.
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