Disturbi di personalità del cluster B
(Cap 22 - Manuale psichiatria e psicologia clinica, Invernizzi)
Appartengono a questo gruppo individui che appaiono emotivi, melodrammatici, imprevedibili.
1. Disturbo antisociale di personalità
a. Quadro clinico
La storia anamnestica è fondamentale; emergono piccoli furti e comportamenti distruttivi già nell’infanzia, abuso di alcol e droghe e frequenti scontri con chi rappresenta l’autorità. Duratura è la mancanza di empatia, questi pazienti non badano ai sentimenti, alle preoccupazioni o al risentimento altrui. Manca il senso di colpa o il rimorso e si sentono spesso arrabbiati, annoiati e disprezzano gli altri. Hanno uno stile relazionale sadomasochistico che dà risalto al potere e non al legame emotivo.
b. Diagnosi differenziale
Va posta con il disturbo bipolare e va differenziata dai disturbi di personalità: narcisistico, istrionico, borderline, paranoide, comportamento antisociale nell’adulto.
c. Complicanze
Disforia, tensione, vissuti depressivi.
d. Comorbilità
Disturbo del controllo degli impulsi, depressione maggiore, disturbi d'ansia e di somatizzazione.
e. Epidemiologia, genetica e aspetti biologici
Questo disturbo si manifesta maggiormente nei maschi; gli studi sui soggetti adottati hanno confermato la presenza di una quota di ereditabilità per suscettibilità genotipica. Le donne sviluppano sindrome di Briquet o il disturbo antisociale a seconda del grado di predisposizione presente all’interno della famiglia e le due patologie sembrano essere espressioni alternative della stessa predisposizione genetica. Cloninger nota un’elevata ricerca delle novità e un diminuito evitamento del pericolo con ipofunzione del sistema serotoninergico. L’impulsività antisociale può risiedere nel diminuito arousal corticale.
f. Cenni psicodinamici e terapeutici
Quando l’attaccamento sicuro è fortemente compromesso il piccolo percepisce il genitore come cattivo e indegno di fiducia e si costruisce un sé grandioso in grado di fornirgli un’adeguata autosufficienza. La deprivazione affettiva comporterebbe poi sia la mancanza di empatia sia la ricerca di relazioni basate sul potere e la distruttività. L’antisociale sembra agire prima di pensare. Fonagy evidenzia una carenza importante della funzione riflessiva, per cui l’agire diventa l’equivalente del pensare. Il trattamento ospedaliero è importante e la risposta positiva a questo dipende dalla presenza di ansia o depressione. Meloy descrive le caratteristiche cliniche che rappresentano una controindicazione a ogni tipo di psicoterapia: comportamenti sadici o violenti, totale assenza di rimorso, incapacità a stabilire legami emotivi, intensa paura controtransferale di attacchi aggressivi in clinici esperti anche in mancanza di un chiaro comportamento in tal senso del paziente.
2. Disturbo borderline di personalità
a. Quadro clinico
Presenta una marcata instabilità nelle relazioni interpersonali; nell’immagine di sé, nell’espressione degli affetti spesso marcata da una grave impulsività; presenta rapporti interpersonali caotici, tumultuosi, marcati dalla polarizzazione tra svalutazione-idealizzazione e dall’angoscia dell’abbandono; affetti dominati da rabbia, deficit dell’identità e nella sua stabilità; discontrollo degli impulsi. Questi pazienti ritengono gli altri la causa dei loro problemi e cercano di manipolare le persone per i propri scopi. Caratteristica fondamentale è l’instabilità che coinvolge il sentimento d’identità. Questi pazienti non sanno chi sono, qual è il loro orientamento sessuale, quali le mete e i valori personali e professionali; non sentono coesione con l’immagine del sé e del proprio corpo. Da un lato temono di essere fagocitati dall’altro e di perdere la propria identità dall’altro lato provano un’angoscia panica di essere abbandonati.
b. Diagnosi differenziale
Con disturbo dell’umore, disturbo distimico e ciclotimico.
c. Complicanze
Problemi fisici causati da gesti auto lesivi o automutilazioni, sintomi similpsicotici (allucinazioni, idee di riferimento, ecc…)
d. Comorbidità
Depressione maggiore, dipendenza o abuso di sostanze, disturbi dell’alimentazione, ADHD.