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Anoressia: osteopenia

Legata sia alle carenze nutrizionali, sia alla

riduzione degli estrogeni sia al deficit di IGF-I

(Somatomedina C). Nei soggetti in cui la malattia si

manifesta in fase peripuberale o premenarcale si può

osservare un grave ritardo dell’accrescimento

staturale.

Anoressia: altri sintomi e segni

•Bradicardia

•Stipsi Tutti sintomi tipici di soggetti

•Cute malnutriti e riflettono uno

secca stato ipometabolico di

•Caduta di capelli adattamento all’inedia.

•Intolleranza al freddo Nell’anoressia sono aggravati

•Ipotensione dai ridotti livelli di ormoni

tiroidei.

•Ipercolesterolemia

•ipercarotenemia

Anoressia: cute

Alla malnutrizione si devono la fragilità delle unghie e

dei capelli, l’aspetto distrofico della cute che appare di

colore pallido-giallognolo, secca, fredda, lievemente

desquamante.Il colorito giallognolo è legato

all’ipercarotenemia. Spesso la cute è ricoperta da una

“lanugo” estesa al volto che si differenzia

dall’ipertricosi perché non legata ad iperandrogenismo.

Caratteristiche sono callosità ed abrasioni al dorso

delle mani dovute all’autoinduzione del vomito.

Anoressia: apparato

gastroenterico

Erosioni della dentina e dello smalto sulla superficie linguale dei

denti, dovuta ai rigurgiti di materiale acido.

Lesioni dentarie sono più frequenti nella bulimia (assumono

maggiori quantità di carboidrati e spesso affetti da bruxismo).

Lesioni esofagee legate al vomito (Anoressia “binge eating” e

Bulimia)

La muscolatura liscia della parete gastrica è atonica e atrofica con

conseguente difficoltà nello svuotamento gastrico, e precoce senso di

ripienezza gastrica.

Lesioni al colon da lassativi e conseguente stipsi cronica.

Anoressia: apparato

cardiocircolatorio

La bradicardia e l’ipotensione sono legate alla

malnutrizione.

Prolasso mitralico ( 32% - 80%)

Alterazioni ECG da squilibri elettrolitici.

Anoressia: apparato muscolo-

scheletrico

Il deficit calorico, quello proteico, l’ipopotassiemia

e l’attività fisica eccessiva, determinano una

miopatia primitiva e conseguente ipotrofia e

ipotonia muscolare.

Osteoporosi da mancanza di apposizione corticale

piuttosto che da aumentato riassorbimento osseo.

Ne consegue fragilità ossea e fratture anche in età

adulta.

Anoressia: alterazioni

metaboliche

L’utilizzazione referenziale del tessuto adiposo è

responsabile della chetosi e della chetonuria.

Quest’ultima inibendo la secrezione tubulare di acido

urico, che è associata anche all’abuso di diuretici,

facilita la comparsa di iperuricemia.

Vomito lassativi e diuretici determinano una alcalosi

ipocloremica ed ipoKaliemica con con aumento della

pCO2.

BULIMIA NERVOSA

criteri diagnostici

Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da:

• mangiare in un definito periodo di tempo, una

quantità di cibo significativamente maggiore di

quello che la maggior parte delle persone

mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze

simili.

• sensazione di perdere il controllo durante l’episodio

Bulimia: criteri diagnostici

Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire

l’aumento di peso, come il vomito autoindotto, l’abuso di lassativi,

diuretici, enteroclismi, digiuno, esercizio fisico.

Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano in media

due volte alla settimana per tre mesi.

I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e

dal peso corporei.

L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi

di Anoressia Nervosa.

Specificare se presenti condotte di eliminazione.

Bulimia: aspetti epidemiologici

• Età di insorgenza fra 15 e 45 anni

• Spesso diagnosi difficile perché conservano un peso

corporeo pressochè normale e perché spesso

nascondono le abbuffate, l’abitudine al vomito e l’uso di

lassativi.

• Più comune in classi agiate

Bulimia: quadro clinico

Gli episodi bulimici possono iniziare dopo un periodo

di sovrappeso più o meno marcato e dopo infruttuosi

tentativi di dieta dimagrante, allorchè il soggetto si

rende conto di riuscire a controllare “a posteriori” il

peso corporeo dopo un pasto anche copioso mediante

il vomito o l’assunzione di lassativi.

Le abbuffate bulimiche possono essere improvvise o

premeditate. In quest’ultimo caso prepara

meticolosamente il cibo per l’abbuffata. Solitamente

gli alimenti ingeriti sono ad alto contenuto calorico.

Bulimia: quadro clinico

Al termine dell’abbuffata, i pazienti avvertono un

senso di colpa, di disgusto si sé, di paura e

disperazione e ricorrono immediatamente al vomito

autoindotto. Col tempo imparano a vomitare

spontaneamente piegando il tronco in avanti e

comprimendo l’addome e ad utilizzare diuretici e

lassativi.

Alle abbuffate spesso seguono periodi di digiuno e

notevole esercizio fisico (manovre compensatorie).

Bulimia: quadro clinico

Elemento essenziale nei pazienti affetti da Bulimia è la

marcata impulsività che si manifesta altri che con le

abbuffate anche con la spiccata tendenza a abusare di

alcol e di sostanze e di mettere in atto gesti autolesivi.

Queste evenienze sono maggiormente frequenti quando è

presente un Disturbo Borderline di Personalità.

Bulimia: altri segni e sintomi

• Erosioni dentarie e scarsa igiene orale

• Tumefazione indolente delle ghiandole salivari

• abrasioni o cicatrici dorso delle mani

• dolori addominali riferibili a: lesioni esofagee,

dilatazione gastrica

• compromissione cardiaca legate a squilibri

elettrolitici

• tetania manifesta o latente da diminuzione del

calcio ionizzabile conseguente alla perdita del succo

gastrico. DCA: trattamento

Il trattamento Dei Disturbi del Comportamento Alimentare,

soprattutto nei casi gravi, richiede spesso l’integrazione di più

interventi e figure professionali:

Psichiatra

Psicologo

Internista

Ginecologo

Dietista DCA: trattamento

La maggior parte delle pazienti, almeno nelle fasi iniziali di

malattia, nega e non riconosce di avere un problema, ritiene

che il proprio stile alimentare sia “normale” e quindi

oppone resistenza al trattamento e viene portata

all’ambulatorio medico contro la propria volontà da parenti

o amici.

La prima tappa è informare e motivare la paziente alla

terapia. L’intervento motivazionale si associa sempre a

interventi di tipo educazionale sia per la paziente che per i

familiari.

Anoressia: trattamento

Il primo obiettivo è ripristinare lo stato nutrizionale

della paziente. Nei casi più gravi è necessario il

ricovero in reparti di medicina. Indicazione per il

ricovero sono:

Peso inferiore al 25% del peso corporeo ideale

Rapida perdita di peso

Gravi squilibri elettrolitici

Durante il ricovero viene attuata terapia nutrizionale

di tipo parenterale o enterale (sondino naso-gastrico)


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AUTORE

kalamaj

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+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Psichiatria
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Bellomo Antonello.

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