PSICHIATRIA
ELEMENTI DI NOSOGRAFIA PSICHIATRICA
NOSOGRAFIA: scrivere, descrivere
NOSOLOGIA: discorso, trattazione, studio sistematico
La nosologia si occupa della classificazione delle malattie, la nosografia della loro descrizione.
Requisiti dei sistemi classificatori in medicina:
1- Utilità diagnostico- terapeutica, a ciascuna diagnosi
corrisponde un iter diagnostico specifico per confermare o meno
la diagnosi, e a ciascuna diagnosi corrisponde una terapia
2- Utilità previsionale-prognostica, alla diagnosi corrisponde
una prognosi
3- Utilità comunicativa, quando noi tra operatori sanitari
facciamo riferimento ad un z affetto da una diagnosi,
comunichiamo all’operatore con cui stiamo parlando, l’idea del
soggetto in base alla patologia, senza entrare nel merito del
singolo paziente
4- Utilità di approfondimento delle conoscenze, in diversi
rami della medicina alcune patologie hanno ancora un’eziologia
ed eziopatogenesi sconosciuta.
Criteri classificatori utilizzati dalla nosologia:
Sistema biologico interessato, inteso come sistema anatomo-funzionale
Caratteristiche anatomo-patologiche della lesione a base della malattia o alterazioni funzionali dei
sistemi
Cause o causa della malattia
Questo sistema ha dei limiti applicato alla psichiatria, dove abbiamo una preminenza dei sintomi sui
segni, abbiamo un’assenza di rilievi di tipo obiettivo. Inoltre manca il substrato biologico, abbiamo una
mancanza di correlazione tra la sintomatologia che viene riportata dal soggetto e le alterazioni biologiche
sia macroscopiche che microscopiche. Abbiamo ancora le sindromi, un’assenza di quadri con definiti
moventi, con definite cause, dal punto di vista eziopatogenetiche. Il modello medico applicato in
psichiatria presenta inadeguatezze. Il danno psichico non può essere considerato la conseguenza di un
danno biologico. Il sintomo psichiatrico è il risultato di un collegamento tra il vissuto intrapsichico, le
relazioni interpersonali disturbate e le esperienze di vita vissute dal soggetto come stressanti, frustranti o
insopportabili.
Inoltre il modello medico si basa sull’oggettività dei segni e trascura quello che è essenziale in psichiatria,
cioè la soggettività del soggetto (come si sente, come vive). Non è possibile inoltre un modello di studio
basato sull’eziologia, la patogenesi, l’anatomia patologica, la diagnosi, l’evoluzione e la terapia. La
maggioranza delle patologie psichiatriche è sconosciuta.
Il campo di osservazione privilegiato della psichiatria non è l’ospedale, ma la comunità, il luogo dove il
soggetto vive, in quanto solo la comunità il territorio permette di raccogliere informazioni circa come il
soggetto vive, le sue relazioni, la famiglia, il lavoro e le sue disabilità determinate dalla patologia.
GENESI MULTIFATTORIALE DEI DISTURBI MENTALI
IPOTESI BIOLOGICA: il disturbo psichico è causato da una lesione biologica,
che può essere genetica, infettiva, immunitaria, endocrina…
IPOTESI PSICOLOGICA: la causa dei disturbi psichici è data da alterazioni
psicologiche della persona, il sintomo psichiatrico è il risultato di un
collegamento tra il vissuto intrapsichico, le relazioni disturbate e le esperienze
di vita vissute male dal soggetto
IPOTESI AMBIENTALE: fattori di natura sociale, sanitaria, ecologica possono
contribuire nello sviluppo di disturbi psichici. (ad esempio il mobbing, il
bullismo, …)
Mente e corpo sono inseparabili, il paziente può essere compreso
solo considerato nella sua totalità.
SCOPI DI UNA CLASSIFICAZIONE
- Funzione di denominazione, permette di dare un nome ad
un gruppo di fenomeni, quindi arrivare alla diagnosi
- Funzione di qualificazione, aggiungere delle
caratteristiche descrittive al fenomeno
- Funzione di predizione, dare un giudizio di natura
probabilistica al giudizio stesso
Classificazioni basate in maniera mutualmente esclusiva su:
EZIOLOGIA, le più feconde, ma impraticabili in ambito
psichiatrico, limitate ai disturbi di eziologia organica
Limiti: Genesi multifattoriale, l’unico caso in cui abbiamo le
o diagnosi eziologiche sono le patologie di natura
organica.
Eterogeneicità dei quadri clinici e degli esiti
o Trattamento non necessariamente dipendente
o dall’eziologia
PROGNOSI, talora utilizzata, in psichiatria non sono
praticabili, l’eterogeneità dei decorsi e degli esiti
impedisce un utilizzo a fini terapeutici.
SINTOMATOLOGIA, la più praticabile
Approcci classificativi:
APPROCCIO CATEGORIALE, prevede la
classificazione in disturbi (psicotici, ansiosi,
nevrotici<9 occorre dire se il soggetto appartiene o no
a quella classe
APPROCCIO DIMENSIONALE, prevede la
concettualizzazione del disturbo su un continuum che
va dalla normalità alla patologia
VANTAGGI SVANTAGGI
- Semplicita di impiego nella clinica e nei - Difficoltà a classificare i casi di confine, tra
training una sindrome e l’altra
- Facilità di impiego in campo informatico - Perdita dei pazienti sotto-soglia, cioè
- Possibilità di utilizzare gerarchie stanno male ma non così tanto da
diagnostiche soddisfare completamente i criteri
diagnostici
- Necessità di utilizzare categorie ibride
DSM-V: categoriale per le grandi sindromi, dimensionale per le sottocategorie.
STORIA DELLA CLASSIFICAZIONE DEI DISTURBI PSICHICI
All’inizio del 900 avevamo le classificazione del “grande professore” (Pinel, Kraepelin, Bleuler, Schneider).
Dopo il 900 abbiamo il principio del consenso degli esperti, cioè arrivare alle diagnosi attraverso le task
force a cui partecipavano i grandi esperti delle singole patologie per arrivare oggi all’evidence base
medicine, cioè la malattia basata sulle evidenze.
DSM (prodoto dall’APA, società psichiatri americani)
- DSM 1 (1952), DSM 2 (1968), DSM 3 (1980), DSM 4(1994), DSM 5 (2013)
ICD (prodotto dall’OMS):
- ICD 6 (1948), ICD 8 (1965), ICD 9 (1978), ICD 10(1992), ICD 11(2018)
ICD 10 – CARATTERISTICHE
Sistema di classificazione èer tutte le malattie, non solo mentali, nel capitolo 5 se ne occupa, a cui
corrispondono 100 categorie non tutte utilizzate. Schema alfa-numerico basato su codici a 3 elementi
(lettera F, seguita da due numeri).
Per ciascuna sindrome e disturbo vengono fornite:
- Una descrizione delle principali caratteristiche cliniche
- Direttive diagnostiche che indicano il numero dei sintomi e l’equilibrio tra essi richiesti perché
possa essere posta una diagnosi attendibile.
DSM – IV
Nove livelli di descrizione dei disturbi:
1- Criteri diagnostici
2- Sottotipi e/o specifiers
3- Procedure per la codifica
4- Caratteristiche e disturbi associati (disturbi mentali, reperti di laboratorio, condizioni fisiche o
mediche)
5- Caratteristiche legate a cultura, sesso, età
6- Prevalenza
7- Decorso
8- Familiarità
9- Diagnosi differenziale
DSM V
Inserite conoscenze che derivano dalla genetica, neuroscienze cognitive, brain imaging, epidemiologia
Le proposte di revisione del DSM-V relative ai criteri diagnostici sono state sviluppate dai membri del
gruppo di lavoro sulla base di un razionale, dell’impatto atteso sulla gtestione della clinica e sulla sanitò
pubblica. La revisione è iniziata nel 1999 e si è articolata in due fasi.
I principi su cui si è basata la revisione:
- È un manuale per i clinici
- Guidato dalle conoscenze della ricerca
- Se possibile, conservativo rispetto alle edizioni precedenti
- Non porre a priori dei vincoli di cambiamento
- Maggiore apertura all’approccio dimensionale (anche se è stato mantenuto quello categoriale)
- È organizzato sulla base di considerazioni relative allo sviluppo e all’arco della vita, per facilitare
le decisioni diagnostiche
- Maggiore attensione alle manifestazioni culturali della sofferenza mentale (sezione III e
appendice) e al genere
LEGISLAZIONE PSICHIATRICA E ORGANIZZAZIONE DEI
SERVIZI
LEGGE DEL 14 FEBBRAIO 1904 N 36
Legge orientata verso la tutela della società nei confronti del malato mentale, epoca in cui predominava
una concezione positivista della malattia mentale, che era conisderato un evento determinanto da ignote
cause biologiche, incurabile e inarrestabile. Ruolo del medico: erano i gestori, per conto della società, di
un ampio sistema di controllo della devianza, cioè di tutto ciò che si discostava dalla norma del
comportamento della popolazione. Il luogo di cura erano gli ospedali psichiatrici, i cosiddetti manicomi.
ART 1: OBBLIGO DI CUSTODIA. Dovevano essere custodite e curate nei manicomi le perosne affette da
alienazione mentale, quando queste potevano essere pericolose per se o per gli altri o erano di pubblico
scandalo. Comprendevano prostitute, alcolisti, tutte le persone che potevano risultare devianti rispetto
alla normalita. Persone affette da ritarod mentale ed handicap sia fisico che mentale.
ART 2: AMMISSIONE IN OSPEDALE PSICHIATRICO. Il paziente una volta internato eprdeva i suoi diritti
civili, aveva un tutore per gli aspetti economici. Se il paziente era ricoverato in via definitiva era iscritto
nel casellario giudiziario.
ANNI 70 -> LEGGE BASAGLIA
Movimento per l’attribuzione dei diritti civili alle minoranze, tra cui i malati mentali.
RIFORMA DELL’ASSISTENZA PSICHIATRICA – LEGGE 180-1978
Quattro principi fondamentali:
- Graduale chiusura degli ospedali psichitrici con cessazione di tutti i nuovi ricoveri
- Si crea come luogo di cura un luogo specifico che è il SPDC, ovvero il reparto di psichiatria per i
casi acuti all’interno dell’ospedale
- Così si vuole dire che la malattia mentale è una malattia come le altre e deve trovare la sua cura
nel luogo dove la trovano le altre malattie.
- Isistuiti anche i centri di salute mentale (CSM) che forniscono assistenza psichitrica ad aree
geografiche definite. Ogni centro si occupa dell’assistenza psichiatrica di un area territoriale
intorno circa ai 100.000 abitanti.
- Tutti i ricoveri in psichiatria sono volontari, l’eccezione è rappresentata dal TSO, questo perché la
nostra Costituzione all’ART 32 la repubblica tutela come bene primario la salute e nessuno può
essere obbligato a sottoporsi a trattamenti contro il proprio volere. L’unica eccezione i trattamenti
obbligatori per patologia mentale.
Per la psichiatria esiste una territorialità che per le altre discipline non eisste. Ognuno di noi in base alla
residenza accede al centro di salute mentale competente alla residenza. La legge ha voluto sottolineare
che la malattia mentale non è solo un evento biologico, ma intacca anche le relazioni dell’individuo, può
determinare una riduzione della capacità lavorativa, ecc per cui lo psichiatra deve farsi carico della
persona non slo per l’aspetto prettamente medico ma anche per gli aspetti riabilitativi. Occorre che la
persona venga trattata dove vive in modo tale che il medico possa ocnoscere le agenzie del territorio che
forniscono gli altri tipi di intervento e integrarli nella cura del paziente. Lo psichiatra lavora all’interno di
un’equipe multidisciplinare, per esempio i servizi sociali, il servizio SIL, i servizi di neuropsichiatria
infantile,
viene definito per legge anche il numero massimo di posti letto all’interno dei reparti, 15 per 100.00
abitanti del CSM. È stato posto questo limite di posti letto per due motivi:
- Evitare di creare all’interno degli ospedali dei manicomi
- Il luogo di cura privilegiato non deve essere l’ospedale, ma il territorio, la comunità, curare il
paziente laddove vive.
TSO – TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO
Può essere fatto in alcune condizioni:
- Se il paziente ha delle alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici. Il
ricovero coatto è all’interno di un urgenza medica, abolita qualsiasi concezione di pericolosità, di
devianza o scandalo.
- Gli interventi che vengono proposti dal medico vengono rifiutati dal paziente
- Ad esempio nonn vi è la possibilità di un monitoraggio della condizione al di fuori del ricovero, il
paziente vive da solo, se non vi è la possibilità di mettere in atto degli interventi terapeutici a
domicilio è ossibile effetuare il TSO
Il TSO prevede per legge una procedura ben codificata che
consiste in una proposta da parte di un medico, una convalida
da parte di un secondo medico, l’ordinanza del sindaco che lo
dispone in regime di degenza. Le carte vanno dal giudice
tutelare che deve accertarsi che i vari passaggi siano stati fatti
correttamento per evitare abusi o scorrettezze.
La riforma ha posto al centro dell’assistenza, come fulcro per la
cura della malattia mentale il CSM. All’interno di esso possiamo
trovare: ambulatori, centro diurno dove vengono svolte attività
riabilitative o di natura terapeutica. Da esso partono anche le
visite domiciliari. Gli altri luoghi di cura sono il servizio
psichiatrico di diagnosi e cura (non è il cardine dell’assistenza), le strutture residenziali, che in base alla
protezione si dividono in bassa media ed alta protezione (protezione stabilita in base alla disponibilità di
operatori nell’arco delle 24 h durante la settimana di cui sono dotate le diverse strutture, le CTRP,
comunità terapeutiche ribailitative protette, ad alta protezione). A bassa protezione è la residenzialità
leggera, ciè i gruppi appartamento, in cui gli operatori sono presenti alcuni giorni e alcune ore al giorno.
La media protezione abbiamo anche personale infermieristico, non presente nelle 24 ore. L’altro luogo di
cura è il servizio di reperibilità continuo.
ATTIVITA’ DEI SERVIZI PSICHIATRICI
- Diagnosi
- Gestione della crisi
- Assistenza e supporto sociale
- Interventi psicologici
- Prescrizione e controllo della terapia
- Attività relative alle cure mediche generali
- Aiuto nelle attività del vivere quotidiano
- Possibilità di offrire residenza e alloggio
- Facile accessibilità DISTURBI D’ANSIA
L’ansia e la paura sono reazioni emotive ubiquitarie comuni,
con il termine d’ansia identifichiamo un disturbo emotivo spiacevole, associato ad una condizione di
allarme e paura che insorge in assenza di pericolo reale e che è sproporzionata rispetto ad eventuali
stimoli scatenanti. L’ansia può essere descritta secondo un modello multidimensionale che include gli
stimoli scatenanti, l’esperienza soggettiva e le risposte comportamentali.
Come reagisce l’essere umano che si trova davanti a un pericolo? Una parte del
nostro cervello, l’amigdala, risponde con un sentimento di ansia. Dal punto di
vista evolutivo, l’uomo condivide l’amigdala anche con gli scimpanzè, ovvero
l’uomo ha mantenuto questa parte del cervello molto antica, perché l’ansia è
protettiva, serve per sopravvivere, perché permette di reagire di fronte ad un
pericolo, attraverso una risposta che è fuggire o affrontare il pericolo, tutto o
nulla.
Le reazioni somatiche e comportamentali servono per identificare le migliori
strategie per sottrarsi al pericolo, attraverso anche l’attivazione fisica.
Nel soggetto che affronta un pericolo vi è l’aumento della FC, della PA e della
FR perché il corpo si deve preparare ad affrontare il pericolo. Il sangue irrora la
massa muscolare a scapito di altri organi, ad esempio il sistema GI. Durante la
sensazione di pericolo aumentano anche i corticosteroidi, il cortisolo e le
interleuchine, in quanto il corpo attiva il sistema immunitario per affrontare
anche un’aggressione che potrebbe essere fisica. In condizioni fisiologiche
abbiamo un pericolo, il soggetto prova ansia, che determina un’attivazione
psicofisica, che ha una funzione adattativa, potenzia le capacità operative del
soggetto.
Quando però abbiamo una condizione patologica, cioè il pericolo o non c’è o è
ridotto allora l’attivazione psicofisica del soggetto è sproporzionata, eccessiva.
In questa seconda condizione le capacità operative del soggetto sono ridotte.
ANSIA PATOLOGICA
- Stato emotivo frequente, intenso e duraturo
- Sproporzione tra la gravità della situazione ogettiva e la risposta del soggetto
- Il soggetto prova sofferenza
- Il soggetto ha una compromissione della capacità di funzionamento
Sintomatologia psichica:
- Affaticabilità, distraibilità, difficoltà di concentrazione
- Apprensione e impazienza
- Distubri della memoria
Sintomi fisici:
- Tremori, palpitazioni
- Oppressione toracica, mancanza d’aria
- Irrequietezza, sudorazione
- Vertigini
- Nausea, anoressia, disturbi GI
- Cefalea tensionale
- Bocca secca
Non tutti questi sintomi sono sempre presenti, a volte il soggetto ne ha solo un paio. La sintomatologia
soprattutto quella fisica può cambiare nel tempo.
Nell’inquadramento diagnostico l’ansia patologica è una sindrome psichiatrica a sé stante, un distubro
secondario ad una malattia organica (ipertiroidismo) o all’assunzione di farmaci (alti dosaggi di cortisone),
un sintomo rilevante di altre patologie psichiatriche (depressione, schizofrenia).
STRUTTURA DI PERSONALITA’
Noi possiamo avere soggetti che hanno delle strutture di personalità in cui l’ansia è assente, in questo
caso se insorge un quadro ansioso, questo quadro è di stato, perché rappresent una novità rispetto al
funzionamento personologico di base del soggetto.
ANSIA D’ALLARME O ANSIA DI STATO
Altri soggetti possono avere strutture in cui l’ansia è presente, perché rappresenta un tratto di personalità
dell’indiv
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