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v) Anomalie del ciclo mestruale.

vi) Precoce risveglio mattutino (insonnia tardiva); il 75 % circa dei pazienti depressi ha difficoltà

con sonno, insonnia o ipersonnia.

vii) Variazioni dei sintomi nell'arco della giornata (peggiorano al mattino).

e) Stipsi.

f) Secchezza delle fauci.

g) Cefalea.

Esame delle condizioni mentali (ECM)

a) Aspetto generale e comportamento: rallentamento o agitazione psicomotoria, scarsi contatti

oculari, aspetto triste, atteggiamento abbattuto, scarsa cura dell'aspetto personale.

b) Affettività: coartata, intensa.

c) Umore: depresso, irritabile, frustrato, triste.

d) Linguaggio: scarsa o nessuna spontaneità, monosillabico, lunghe pause, tono basso, monotono.

e) Contenuto del pensiero: preoccupazioni ossessive; sentimenti generalizzati di disperazione,

inutilità e colpa; preoccupazioni relative alla salute del corpo; indecisione; povertà del contenuto;

allucinazioni e deliri; scarsa spontaneità.

f) Sensorio: distraibilità, difficoltà di concentrazione, lamentele, relative a deficit di memoria,

evidente disorientamento; pensiero astratto alterato.

g) Introspezione/capacità di giudizio: compromissione dovuta a distorsioni cognitive di indegnità

personale.

Caratteristiche cliniche associate

a) La depressione può essere mascherata da sintomi somatici- in particolare disturbi cardiaci,

gastrointestinali (GI), genitourinari (GU), ortopedici o dolore alla schiena.

b) Il contenuto dei deliri e delle allucinazioni, quando presenti, tende ad essere congruente con

l'umore depresso; i deliri più comuni sono quelli di colpa, di povertà e di persecuzione meritata e

anche quelli somatici e nichilistici (fine del mondo).

Disturbi depressivi

Disturbo depressivo maggiore (DDM)

noto anche come depressione unipolare e disturbo unipolare, si tratta di un disturbo depressivo

episodico grave.

I sintomi devono essere presenti per almeno due settimane e rappresentano una modificazione

rispetto al funzionamento precedente. più comune nelle donne che negli uomini (2:1). Variazione

diurna dei sintomi con peggioramento nelle prime ore del mattino. Sono presenti rallentamento o

agitazione psicomotoria. Associato a segni vegetativi e deliri congruenti con l'umore;

possono essere presenti allucinazioni. Età mediana di esordio 40 anni, ma può manifestarsi ad ogni

età.

Disturbo distimico (precedentemente noto come nevrosi depressiva)

meno grave del DDM, è più comune e cronico nelle donne. Esordio insidioso. Si manifesta più

spesso con storia di stress cronico o perdite improvvise; spesso coesiste con altri disturbi

psichiatrici, ad esempio abuso di sostanze, disturbi di personalità e DOC. Dovrebbero essere

presenti almeno due dei seguenti sintomi: scarso appetito, iperfagia, disturbi del sonno, facile

affaticabilità, scarsa autostima, scarsa capacità di concentrazione o difficoltà nel prendere decisioni

e sentimenti di disperazione.

Depressione reattiva o reazione depressiva

da non confondersi con DDM, si ha quando i sintomi sono legati ad un evento scatenante (lutto,

stress elevato).

Si tratta di un fenomeno senza caratteri cronici (sintomi per meno di due mesi).

Criteri del DSM-IV per la diagnosi dell'episodio depressivo maggiore

Cinque o più dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2

settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno

uno dei sintomi è costituito da umore depresso o perdita di interesse o piacere.

a) Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o

come osservato da altri.

b) Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte

del giorno, quasi ogni giorno.

c) Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure

diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.

d) Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.

e) Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno.

f) Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.

g) Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni

giorno.

h) Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni

giorno.

i) Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici,

oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio.

Inoltre:

I sintomi causano disagio clinicamente significativo o un'alterazione del funzionamento sociale,

lavorativo, o di altre importanti aree.

I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o a una condizione medica

generale.

I sintomi non sono meglio giustificati da lutto, cioè dopo la perdita di una persona cara i sintomi

persistono per più di due mesi o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata,

autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio.

Disturbi bipolari

Disturbo bipolare I

I pazienti soddisfano i criteri per un episodio maniacale completo o misto, di solito sufficientemente

grave da richiedere il ricovero in ospedale. può manifestarsi con un episodio depressivo maggiore o

con episodi ipomaniacali.

Disturbo bipolare II

Il paziente ha avuto almeno un episodio depressivo e almeno uno ipomaniacale, ma nessun episodio

maniacale.

Disturbo bipolare a cicli rapidi

Alternanza di episodi maniacali e depressivi separati da intervalli di 48-72 ore. Ha un decorso

tipicamente cronico.

Mania negli adolescenti

Segni di mania mascherata da abuso di sostanze, alcolismo e comportamento antisociale.

Disturbo ciciclotimico

Forma meno grave di disturbo bipolare con periodi alternanti di ipomania e di depressione

moderata.I sintomi devono essere presenti per almeno due anni. Ha la stessa frequenza nei due

sessi. Di solito esordisce in modo insidioso e si manifesta nella tarda adolescenzao all'inizio dell'età

adulta.

Criteri del DSM-IV per la diagnosi dell'episodio maniacale

Durante il periodo dell'alterazione dell'umore, 3 o più dei seguenti sintomi sono stati persistenti e

presenti ad un livello significativo:

a) Autostima aumentata o grandiosità.

b) Diminuito bisogno di sonno.

c) Maggiore loquacità del solito oppure spinta continua a parlare.

d) Fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente.

e) Distraibilità.

f) Aumento dell'attività finalizzata oppure agitazione psicomotoria.

g) Eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze

dannose.

Inoltre:

L'alterazione dell'umore è sufficientemente grave da causare una marcata compromissione del

funzionamento lavorativo, o delle attività sociali abituali, o delle relazioni interpersonali, o da

richiedere l'ospedalizzazione per prevenire danni a sè o agli altri, oppure sono presenti

manifestazioni psicotiche.

I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica

generale.

Ereditarietà

Gli studi genetici sui disturbi depressivi rivelano forti influenze dei fattori ereditari. Infatti vi è

maggiore concordanza per i gemelli monozigoti che per i dizigoti e le percentuali di concordanza

sono simili indipendentemente dal fatto che i gemelli siano cresciuti insieme o separatamente.

Anche gli studi sulle adozioni hanno rinforzato l'ipotesi dell'ereditarietà.

Condizioni di malattia

In alcuni individui la depressione si sviluppa successivamente ad altri disturbi fisici, specialmente

disturbi a livello endocrino e cerebrale. Ad esempio la depressione accompagna sia la sindrome di

Cushing che il morbo di Alzheimer e Parkinson. Nel primo caso vi sono elevati livelli di cortisolo

che scaturisce da tumori ipofisari che producono grandi quantità di ACTH, o da tumori surrenali.

Nel secondo caso le ricerche più recenti suggeriscono che i pazienti con morbo di Parkinson

presentino lesioni anatomiche ai grandi neuroni del nucleo del rafe dorsale che contiene grandi

quantità di serotonina. Così i livelli più bassi di serotonina nel liquido cerebrospinale di tali pazienti

giocherebbero un ruolo importante nell'insorgenza della depressione.

Uso di farmaci

L'utilizzo di alcuni farmaci può indurre sintomi depressivi. In particolare:

-Antiipertensivi bloccanti l'adrenalina;

-Antiparkinsoniani con azione dopaminergica;

-Ormoni corticosteroidi e estroprogestinici;


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Esame: Psichiatria
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Cedro Clemente.

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