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serve a controllare un impulso inaccettabile. I rituali dell ossessivo, che

mette in ordine, in simmetria, che non va fuori dalla riga. Attraverso

un azione cancello un contenuto inaccettabile.

La formazione reattiva spiega innanzitutto un contenuto inaccettabile.

L isolamento spiega alcune ossessioni. L annullamento spiega i rituali che

sono presenti sempre in questa forma.

L aspetto normale che si può vedere come una specie di annullamento è

l ossessione. Gioco a carte, non mi vengono le carte, e giro una volta attorno

alla sedia. Tutti quei rituali che annullano le cose. Uso del rituale a

proteggere dai rischi.

Esempio1. La donna che sviluppò la coazione a lavarsi le mani. Allorché uno

dei suoi bambini contrasse una rara forma di polmonite. Si sviluppò in lei una

paura verso i germi. Spiegava il suo comportamento di lavarsi le mani

continuamente, da impedirle di fare i suoi normali lavori casalinghi. Lo faceva,

ma in realtà non era vero. In tale modo si espose la famiglia a quel rischio di

infezione da cui cercavano di proteggersi.

 

Inibizione

Dopo queste ci sarebbe un altra difesa superiore nevrotico che più che avere

ricadute dal punto di vista dei sintomi, crea problemi. À assolutamente una

difesa nevrotica ed è l inibizione.

L io inibisce delle capacità che ha perché collegate a un conflitto

inaccettabile. Il soggetto inibisce delle capacità che ha, perché sono

collegate a qualcosa che non vuole affrontare. Io ho tutti trenta e lode, scrivo

bene, sono bravo, ma mi fermo alla tesi di laurea e non mi laureo più. Non

affrontava la situazione della laurea collegata a qualcosa. Viene a cadere una

capacità che uno ha perché questa capacità lo manda in crisi rispetto a

qualcosa.

Ad esempio, io ho un padre medico illustre. Ho una situazione di conflittualitÃ

con mio padre, ho idealizzato troppo mio padre, anch io sono bravino, i trenta

li ho presi, ma mi fermo, altrimenti divento medico come mio padre. Viene

bloccato il conseguimento di quell obiettivo perché realizzarlo mi mette in

una situazione di competizione.

Quello che resta fidanzato per la vita, o in attesa di un lavoro, perché non

riesce ad assumersi delle responsabilità che in realtà potrebbe assumere. Il

soggetto si blocca prima. Cos è che teme? Cosa teme di raggiungere?

Non c è una ricaduta sul piano dei sintomi.

Esempio1. Un giovane marito aveva perduto a poco a poco interesse nei rapporti

sessuali con la moglie. Attribuiva la colpa all eccessivo affaticamento e al

lavoro. Quando era in giro aveva rapporti sessuali con altre donne. Questo lo

giustificava col fatto che in quelle occasioni avvertiva meno lo stress in

ufficio. Da un lato c era inibizione, dall altro razionalizzazione.

Considerava l atto sessuale un atto sporco, da non compiere con donna onesta.

Per questo provava attrazione per le donne disoneste  del bar .

Esempio2. Giocatore di scacchi. Non riusciva a vedere nella fase finale la mossa

giusta per fare scacco. Aveva il timore che un avversario, se sconfitto, avrebbe

potuto avere un esplosione di collera, come il padre. Perdeva non con i più

forti, ma con quelli che erano più aggressivi. Si paralizzava.

Razionalizzazione e intellettualizzazione

Differenza tra intellettualizzazione e razionalizzazione.

L intellettualizzazione va benone. Riverso sull intelletto. À una difesa

dell adolescenza, perché gli stimoli sono tali da favorirla. Studio della

filosofia, della matematica… Libidinizzazione dell intelletto, il piacere

passa attraverso l intelletto. La razionalizzazione invece è una difesa che

tende a spiegare in maniera razionale qualcosa che invece ha un origine

diversa. Io combatto contro la polizia, il movimento studentesco perché

l arma del potere, del capitalismo, etc…

Quando invece combatte contro i carabinieri perché suo padre e sua madre sono

carabinieri. O perché è l adolescente che contrasta nell uscita

dall infanzia il padre.

L intellettualizzazione è meglio. La razionalizzazione è una difesa.

Se un paziente va dal terapeuta e il terapeuta fa un associazione tra quello

che ha detto e il paziente dice:  sa che ha ragione, perché anche Freud

dice… etc etc . L osservazione che è entrata deve passare attraverso

un emozione. Il paziente dice: mi sono sentito ferito. Provo rabbia. Mi viene

la lacrimuccia. Qui vuol dire che l interpretazione è giusta.

Intellettualizzazione. In fondo il bambino quando passa alle scuole elementari,

passa da una fase in cui c era una grossa problematica con i genitori, in cui

gli interessava cosa facessero papà e mamma nel letto, adesso trovano una via

verso l interesse e la curiosità dei perché.

Esempio1. Medico con difficoltà di concentrazione e danno nel lavoro clinico.

Ascoltando il lavoro dei pazienti tendeva a soffermarsi troppo sui dettagli

delle loro vite sessuali, soprattutto se di carattere perverso. Quando chiesero

ragione dei suoi interessi, giustificava la cosa dicendo che serviva per

indagare sugli aspetti medici e dinamici della situazione. Altri medici gli

suggerirono di andare dallo psichiatra. Convinceva taluni colleghi di essere nel

giusto. Fu sospeso dall ordine.

17 Marzo 2014

Esempio di razionalizzazione. Uomo affetto di impotenza che offrì alla moglie

una serie di spiegazioni.

Esempio3. Posso anche ritenere che io faccia un certo tipo di scelta, magari

politica, magari sociale, perché è giusto così. Può tener lontano dal

problema. Se faccio una grande battaglia contro la polizia, perché lo faccio?

Magari questo nasconde che mio padre fa il maresciallo. Magari lui è di destra

e io sono di sinistra. Se ci si butta solo sulla spiegazione, qui ci si

allontana dal problema suo.

 

Due difese che non si possono definire né mature né immature. Una delle due

difese di solito non opera come difesa ma come processo nel bambino. Sono la

regressione e l identificazione.

Regressione

À una difesa sana? Non è di per sé né sana né patologica.

Meccanismo di difesa mediante il quale l Io torna a una modalità di

funzionamento che dovrebbe avere già superato. Il soggetto torna indietro.

Torna a un funzionamento più primitivo. Ma ciò non vuol dire che di per sé

sia patologico. L esempio che viene immediatamente in mente è il bambino di

tre quattro anni che abbia acquisito il controllo degli sfinteri che torna a

farsi la pipì addosso.

Torna ad essere piccolo come il fratellino. Una specie da un lato di

identificazione col bambino più piccolo, dall altro manipola il comportamento

della madre. À un processo che è naturale che avvenga nello sviluppo.

La regressione quando è sana? Quando regredisce allo stadio del bambino quando

è in rapporto col bambino. La madre se non riesce a regredire in una parte di

sé al bambino quando c è il bambino, non riesce a comprenderlo bene. Anche

il papà . Immaginiamoci un papà che fa il direttore di banca e quando torna a

casa dal bambino si mette a discutere col bambino di investimenti finanziari.

Quando torna a casa si mette a giocare con il bambino. Altre situazioni

regressive? Un classico movimento regressivo dell università è quello della

goliardia. Abbiamo bisogno di spazi di regressione. Può essere addirittura

utile la regressione? Magari per i genitori nel rapporto con i figli. Altra

situazione, nello stato di malattia. Se uno è a letto, sta a letto. Si fa

portare il cappuccino a letto, si comporta come un bambino. Se uno ha

l infarto deve prendere la bicicletta? Qui diventa patologico non regredire.

Tornare a un livello di passività è importante. Però, per quanto è che deve

funzionare? Poco, per il tempo necessario.

Ci sono vari modelli. Nel primo si ripropone il rapporto madre-lattante. Se il

bambino deve bere da una tetta, beve da quella che gli capita.

Il secondo è quello nel quale l attività del genitore viene accettata dal

bambino. C è una regola, l accetta e si adegua.

Il terzo è quello della complementarietà . C è una collaborazione. À il

modello adulto adulto, si trova nelle malattie croniche e nelle riabilitazioni.

Io dò delle disposizioni e poi il soggetto si adegua. Prendiamo l esempio dei

tre modelli. Il primo modello il coma. Poi modello diabetico. Modello due, il

dietologo dice al paziente cosa deve fare. Modello tre, il paziente riconosce i

propri sintomi, sa che quando mangia di più deve farsi le iniezioni di insulina

e ha imparato quindi come regolarsi.

C è anche una regressione a servizio dell Io: sognare ad occhi aperti. Non

è a discapito del senso di realtà . Si torna indietro a funzionare in maniera

tale da poter sopportare certe situazioni. Lo faccio per proteggere l io o per

sollevarlo da situazioni insostenibili. À un meccanismo psicotico? Un soggetto

che si ritiri di ritiro autistico, è psicotico.

Esempio1. Paziente che temeva che i suoi pensieri ostili potessero far danno ad

altre persone. Non era in grado di distinguere realtà e pensiero da azione

completa. Fusione che è caratteristica dei bambini piccoli.

Anche molte malattie sono frutto di una regressione. Perché torna indietro a

una fase e non a un altra? C è un altro concetto strettamente legato a

quello di regressione, cioè quello di fissazione. La fissazione mi stabilisce

quali sono le stazioni, quelle fasi, quei momenti in cui il soggetto è come se

avesse una riserva, un serbatoio in cui torna a prendere acqua, torna indietro.

L esempio più canonico è quello dell esercito romano, di Freud.

Immaginiamo la nostra capacità di evolvere come la partenza di un esercito da

Roma. Si sentono romani quelli sotto il Po. Quando si passa sopra il Po però si

passa a quelli che non vogliono Roma. Conflitto con i Padani, Roma perde 100

persone, da 1000 passa a 900. Mettiamo che Roma distrugga tutto il nord. Ha

perso cento persone, ma ha soggiogato il nord. Adesso non può andare alla

conquista della Francia senza lasciare indietro qualcuno. 100 sono morti, 200 li

lascia là , e va alla conquista della Francia. Quanti sono? 700. Vincono ancora

i Romani, ci rimettono altri 100 soldati. Il territorio è più esteso, siamo

lontani da Roma, dobbiamo lasciarne di più. Lasciamone 300. Erano in 1000,

adesso all attacco dell Inghilterra vanno in 300. Le prendono. Di fronte a

un ostacolo insormontabile, tornano indietro, per riunirsi agli altri. Il

lasciare dei contingenti indietro è la fissazione, il tornare indietro è

regressione. Dove ho lasciato più conflitti non risolti, torno indietro. Il

progredire, che è la crescita del soggetto, avviene attraverso una serie di

vicende. Se le vicende vanno bene, supera i padani, supera i francesi e ha le

energie per prendersela con gli Anglosassoni. Il processo dell andare avanti

è l evoluzione. Il processo del tornare indietro… ma dove? Dove c è il

conflitto, per risolvere le cose? O dove stava bene. Ma questa regressione va

quasi a cancellare le conquiste fatte.

Passiamo all 

identificazione

À un processo per il quale il soggetto acquisisce delle caratteristiche

esterne, introietta delle caratteristiche esterne, identificandosi.

L identificazione presuppone l introiezione. Nella proiezione il soggetto

manda fuori o sentimenti, o affetti o giudizi, elementi propri inaccettabili.

Nell identificazione abbiamo un assunzione di caratteristiche che vengono da

fuori. Noi cresciamo attraverso identificazioni. Se guardiamo nella McWilliams

che parla anche dei meccanismi di difesi, dice che l identificazione è un

meccanismo più arcaico dell  imitazione. Il prof Colombo dice il contrario.

L identificazione di cui parla la McWilliams è quella che si potrebbe

definire l identificazione primitiva:  io sono lui . Se io sono lui perdo

il senso dell identità . McWilliams dice che l imitazione è più matura

perché dopo che ho acquisito l altro, lo imito. La differenza è che la

mcWilliams parla di identificazione primitiva:  Io sono lui . Poi c è

l imitazione. Più che altro scimmiotta. Si identifica superficialmente con

l altro. Quando si identifica? Quando introietta delle cose. Le introietta, le

fa proprie. Una delle introiezioni più importanti è il super-io. Quando le

norme non sono più fuori, ma sono dentro. Prima è il papà che dice  Non si

fa così , poi sono io a dire  non si fa così . Quando è troppo diventa

conflitto nevrotico:  Vorrei-non posso . Metto dentro qualcosa di buono. Lo

vediamo come situazione di difesa. L identificazione l abbiamo definita

così. Adesso parliamo di identificazione proiettiva.

Spesso le caratteristiche possono essere anche il contrario. Ci sono delle

situazioni in cui l identificazione, il processo di crescita normale, ha uno

scopo difensivo.

E sono: identificazione con l aggressore, con l oggetto perduto, con

l oggetto rassicurante. La McWilliams lo chiama capovolgimento.

a. Identificazione con l aggressore

b. identificazione con l oggetto perduto

c. Identificazione con l oggetto rassicurante   capovolgimento della

McWilliams.

Identificazione con l aggressore. Una situazione che io vivo come un pericolo

esterno, per proteggermi dall angoscia, faccio come lui. Esempio: alcune

popolazioni assumevano come simbolo della propria tribù alcuni animali

pericolosi. Difficile che alcuni abbiano come immagine protettiva della propria

tribù il passerotto. Ma anche le bande, se vogliamo. La famosa sindrome di

Stoccolma. Dopo un sequestro di un certo numero di soggetti in un ambasciata,

i sequestrati si sono identificati con la lotta fatta da quella banda e poi

hanno difeso quelli che hanno sequestrato. Questo è un esempio. Quella che ci

può interessare di più è quella dei Capò, i prigionieri dei campi di

concentramento nazisti che poi assumevano la funzione di capi caserma e

diventavano sadici tanto quanto i nazisti. Il lavoro sporco lo faceva il Capò,

in cambio di altro… a parte il fatto che se divento capò ho dei vantaggi, è

anche vero che divento peggio dei carcerieri. Molti tra i soggetti che hanno

subito abusi nell infanzia sono diventati abusanti. Alcuni sono diventati

pedofili. Anche questa è identificazione con l aggressore. Per alcuni la

modalità è questa. Per altri sarà la dissociazione, per altri un buco di

memoria.

Altra situazione è l identificazione con l oggetto rassicurante. Esempio

più classico la bambina che gioca con le bambole a fare la mamma.

Identificazione con l oggetto perduto. Capitolo che ha avuto più sviluppo.

Spiega secondo il modello freudiano la depressione. Si dice che un soggetto che

abbia una perdita, un lutto, e vive l esperienza del dolore, per questo lutto,

che poi diverrà un lutto reale, o immaginario, fantasticato, etc, per

difendersi da questo dolore deve portare dentro di sé le caratteristiche del

defunto. Magari quello della mamma. Introietto la persona perduta, le sue

caratteristiche. Perché è importante questo processo? Secondo quello che

sosteneva Freud spiega la depressione come malattia. Freud aveva notato che le

persone che soffrivano di depressione avevano una sintomatologia, dei siti,

degli affetti, che erano assolutamente simili a quelli di una persona che aveva

perso una persona cara. Il dolore è quello. Però una cosa è una depressione

normale, come vedremo. Un lutto fisiologico. La melanconia, che ipotesi può

avere? L ipotesi è che la depressione non nasce dall amore per l oggetto

perduto, ma nasce dall ambivalenza. Se l oggetto perduto è un oggetto

buono, un oggetto che mi ha soddisfatto, fortificato. Una volta che muore ho la

mia sofferenza naturale, me lo porto dentro nel mio tabernacoletto. Abbiamo

presente la vedova che porta l immagine del morto nella collana? Lo porta

dentro di sé. C ha la sua sofferenza, lo porta dentro di sé. Diventa

malattia quando l oggetto svaluta se stesso. Se muore la persona che vale per

me, io comunque continuo a valere. Se invece di introiettare un oggetto buono,

introietto un oggetto cattivo, l odio che prima scaricavo fuori verso

l oggetto, adesso la butto dentro. E qual è l atto di maggiore rabbia e

dolore verso di sé? Il suicidio. Con ciò viene da pensare che se muore per noi

una persona cara allora ce la prendiamo con quella persona. Allarghiamo il

giudizio. Se io sto male tanto vuol dire che io odiavo quella? Sarebbe troppo

facile. Siccome sono stato male due anni per quella persona, quella la odiavo?

Il problema non è quella persona. À l oggetto iniziale.

18 Marzo 2014

Tra le difese più primitive, anche se non necessariamente portano a un disturbo

psicotico, c è la dissociazione.

Dissociazione

Meccanismo di difesa mediante il quale l io scinde e divide le proprie

funzioni mentali così da permettere per breve tempo l espressione e

l attuazione di impulsi inconsci proibiti, normalmente rimossi. Il soggetto

compie le azioni in uno stato particolare di coscienza. Non si sente

responsabile, le compie in uno stato alterato di coscienza. In seguito non ne

serba ricordo. Soddisfa dei bisogni altrimenti proibiti, li soddisfa, ma a

differenza dell isolamento non ne riconosce la sensibilità . Non ricorda cosa

ha fatto. Come il sonnambulo. Questa è una difesa. Nel senso che è

un interpretazione su alcuni stati dissociativi. Non è che tutti gli stati

dissociativi operano così. In alcuni casi questo stato di coscienza particolare

è legato a una difesa che permette il soddisfacimento di un bisogno e poi

cancella quanto avvenuto. Questa è la dissociazione di coscienza come difesa.

La dissociazione di coscienza è un concetto più ampio.

Esempio. C era una ragazza la quale riceveva delle lettere di natura

pornografico-sconce, lei era una persona estremamente riservata, cattolica,

sessuofobica, provava fastidio nel ricevere queste lettere, tanto da cercare di

individuare chi fosse il responsabile. Incarica degli amici a fare una specie di

guardia a una certa ora. Questi si danno un turno e vedono che a mandare le

lettere era lei stessa. Lei mandava questi contenuti inaccettabili per lei.

Cancellava qualcosa di intollerabile dalla coscienza. Soddisfava, agiva questo

desiderio, questo contenuto. Questa scrittura non viene ritenuta come propria e

sicuramente non viene ricordata come atto compiuto.

Un altra difesa che sembra simile, ma è un altra cosa, è la

compartimentalizzazione

Meccanismo di difesa automatico e inconscio mediante il quale l io mantiene

vissuti e comportamenti in contraddizione tra loro ugualmente attivi e presenti

in circostanze spazio-temporali diverse. Faccio il puritano di giorno, e di

notte vado a puttane. Che differenza c è? Qui il soggetto non ha problemi di

coscienza. À come se vivesse due vite che lui sa che coesistono. Magari userÃ

la razionalizzazione per spiegare che da una parte fa una cosa dall altra ne

fa un altra. Può rappresentare nel soggetto un atteggiamento ipocrita. Può

essere simile alla dissociazione, ma nella dissociazione il soggetto A non sa

del soggetto B. I fenomeni dissociativi di coscienza sono coperti da amnesia.

Assomiglia, ma qui il problema non è ipocrisia. À una difesa che tiene

separati funzioni e comportamenti.

Esempio dissociazione. Una massaia regredita a forme di comportamento e

linguaggio infantili. Attraversava episodi in cui emergeva un organizzazione

infantile della personalità che la costringeva a comportarsi in maniera

difforme da quella che era la sua personalità normale. Alla fine

dell episodio sviluppava amnesia. In questo esempio possiamo osservare il

sovrapporsi di vari meccanismi di difesa. Di solito questa donna lottava contro

il suo sotterraneo sé infantile ricorrendo alla rimozione, tenendolo fuori

dalla consapevolezza.

Il termine personalità multipla è stato cambiato in  disturbo dissociativo

di identità  . Volendo, anche l esempio detto prima di

compartimentalizzazione è un esempio di personalità che manca. A personalitÃ

multipla possiamo intendere adesso sia quelle personalità che mutano nel tempo,

sia a quelle la cui personalità multipla è dovuta a una molteplicità di

coscienze.

Scissione.

Altra difesa, psicotica. Presente non solo negli psicotici, ma potremmo

definirla anche la difesa centrale del disturbo borderline. La difesa basilare,

centrale, della nevrosi è la rimozione.

À una difesa psicotica, arcaica. À la difesa che ritroviamo a pié pari e

giustifica la posizione schizoparanoide: seno buono, seno cattivo. Qual è la

definizione di scissione? Diamo la definizione di Kernberg.

L io non integra immagini del sé e dell oggetto costruite sotto impulso

della libido con immagini del sé e dell oggetto costruite sotto l influsso

dell aggressività (parti cattive). À l incapacità dell Io di integrare

libido e aggressività sia nei confronti del sé che dell altro. Non riesce a

integrare. Tiene separate. Quindi, io sono o tutto buono o tutto cattivo, e

l oggetto è o tutto buono o tutto cattivo. Le conseguenze della scissione

sono l idealizzazione primitiva e la scissione. Se io sono iperidealizzato

l altro è un coglione. Se l altro è idealizzato, il coglione sono io. Non

integro aspetti libidici, ma c è o bianco o nero.

Se io investo nella prima ragazza la parte aggressiva. Alla prima le butto una

montagna di merda. Alla seconda dò un 80% di aggressività e 20% di libido. La

terza 75% libido e e 25% di aggressività . Avrà difettini ma nel complesso è

buona, esco con lei. L ultima, è bellissima, sono nulla nei suoi confronti.

L idealizzazione dell altro, io nulla. L altro estremo è schifoso, io

sono Dio e lei è solo cacca.

Normalmente noi stiamo in mezzo. Gli estremi sono quelli della fase

schizoparanoide. Il bambino quando piange la mamma arriva. Gli dà la retta,

viene nutrito ed è la tetta buona. Quando il bambino piange e la mamma non

arriva, il bambino allucina la traccia mnestica, ricorda la tetta, proietta

fuori e quella è la tetta cattiva. Schizoide, perché c è un seno buono e

uno cattivo (un seno che non c è). paranoide perché si sente perseguitato da

un seno che non nutre, che non esiste.

L innamoramento è un idealizzazione. Non vedi l aspetto negativo. Vedi

tutto bello. Dopo riceve una frustrazione e sposta lo sguardo alle gambe storte

e diventa schifosa. Questo è tipico dei borderline.

Cosa succede nel bambino? C è uno stato schizoparanoide, non un vero e

proprio stadio, è una fase che può anche ritornare. Per gli americani lo stato

cattivo è l Iran, per l Iran è l America. Uno è portatore di cose

positive e l altro negativo.

[Canzone di Bennato: Arrivano i buoni]

Ad un certo punto il bambino scopre l assenza. D un tratto la tetta buona e

quella cattiva diventano una sola cosa: la mamma. Se vedo una persona 24ore su

24, come faccio a desiderarla? Il bambino matura scoprendo l assenza. Non

avendola a disposizione tutta per sé. Per la Klein il momento in cui si rende

conto che la mamma può non esserci si chiama momento depressivo.

Diniego e negazione.

Che differenza c è? Diniego: meccanismo mediante il quale il soggetto nega un

oggetto di realtà .  À morto mio figlio : no, non è vero.  L ho

sentito parlare , è morto il giorno prima!

Negazione è negare un aspetto di realtà .  À vero ma non me ne frega niente.

Mi comporto come se non fosse successo . Il diniego potrebbe essere  non ho

l infarto, è solo un doloretto… . Negazione è:  ho l infarto ma vado

in bicicletta, esattamente come prima . Non è che cancello dalla coscienza,

non lo riconosco. La rimozione cancella dalla coscienza. La negazione o diniego

porta a non riconoscere un aspetto della realtà .

In alcune situazioni… lasciamoglielo! A una madre che dice:  Mio figlio non

è morto , non si va a scuoterla e a dirle:  À morto! . Non lo

reggerebbe.

Se uno che ha un cancro dice che ha una cisti ma deve fare le cure del cancro,

lasciamoglielo.

 Si dice al paziente la verità che è in grado di tollerare. 

Aprire un po  il gas per dormire un po , è una negazione del desiderio di

suicidarsi. Oppure può esserci una negazione da parte della famiglia. Se è

pieno di buchi il figlio, non dire che  sono zanzare . Una cosa dolorosa non

si vuole vedere. Non accetto di vedere una cosa che mi fa star male.

Proiezione

Una delle difese psicotiche più importanti. La proiezione ha a che vedere con

l espulsione di sentimenti, vissuti, se vogliamo di elementi superegoici.

Attribuisce all esterno o dei desideri, o dei vissuti, o dei giudizi che ha di

sé stesso. Sono arrabbiato, non accetto che lei sia arrabbiata con me. Io penso

di essere omosessuale, non lo accetto, dico che gli altri pensano che io sia

omosessuale. Io ho un vissuto di morte dentro, attribuisco fuori questo senso di

morte: ci sarà la fine del mondo. Andremo tutti in rovina. La sensazione della

catastrofe imminente. Attribuisco agli altri, all esterno, alla realtÃ

esterna, dei sentimenti vissuti. Se proietta una parte di sé si parla di

identificazione proiettiva.

Difesa base della paranoia. Una delle psicosi che tratteremo.

19 Marzo 2014

Somatizzazione

Difesa più arcaica che c è. La difesa che precede la possibilità di

mentalizzazione. Quando per il bambino particolarmente piccolo esiste un

tensione legata al bisogno di cibo, della giusta temperatura, etc… il bambino

non ha ancora acquisito un livello mentale adeguato. Il bambino sviluppa una

malattia fisica. La somatizzazione è un meccanismo di difesa, automatico e

inconscio, il più arcaico che c è, che scarica direttamente sul corpo che

diventa vittima, paga con la malattia organica, situazioni inaccettabili dal

punto di vista delle capacità di decisione del bambino stesso. Si tratta di una

malattia organica vera e propria. Il corpo non recita una parte, non propone un

conflitto, ma è vittima della situazione che il soggetto non riesce a

sostenere. Sono tutte sensazioni primordiali. Ci sono dei soggetti poi che hanno

avuto un difetto di crescita, di sviluppo mentale, che possono avere delle aree

(nuclei psicosomatici), che risponde sempre attraverso il corpo. Somatizzazione

come espressione attraverso il corpo è un termine generale che va bene per

soggetti non psicosomatici, mentre una somatizzazione come difesa porta a una

malattia psicosomatica.

Tutto questo mondo ha anche una ricaduta sul piano psicologico. Non è lo stesso

avere un raffreddore o avere un cancro. Non è lo stesso dover subire un

intervento che porta via l utero a 18 anni o averlo a 50. Uno può dire

tranquillamente  ho avuto una broncopolmonite , più difficilmente dirÃ

 ho l AIDS . C è un corpo visibile. Tutti gli eventi sanitari possono

avere una ricaduta più o meno importante sul piano emotivo, perché si sviluppi

ansia, depressione, negazione (se si rifiuta la malattia). Compito della

psicologia medica. La somatizzazione ha la direzione opposta: non dal corpo alla

mente, ma dalla mente al corpo. À un campo che si allarga a vista d occhio.

Potrei avere una visione allargata corpo-mente. Ci sono bambini che si ammalano

sempre. Ci sono bambini che si fanno sempre male, bambini che non se ne fanno

quasi mai.

Lo psicosomatico descrive fatti e basta.

Un soggetto che ha isolamento che dice:  Quando sono vicino alla finestra

butterei fuori mio figlio , lo dice con una partecipazione emotiva enorme.

PSICOPATOLOGIA

Dovrebbe studiare le alterazioni delle varie funzioni psichiche. Mentre la

psichiatria descriverà le malattie che hanno quelle alterazioni.

Le funzioni che passeremo in rassegna sono di tre tipi:

a. funzioni cognitive. Quello che permette ai soggetti di emettere giudizi.

Tra queste la percezione. Abbiamo le funzioni percettive, che permettono la

registrazione. Abbiamo l immagazzinamento delle esperienze degli stimoli che

abbiamo fatto, cioè la memoria. Poi, una volta che continuiamo a ricevere

stimoli e li riconosciamo o meno. Mette delle relazioni tra stimolo, memoria,

chi sono io, chi sono gli altri… una volta fatte queste cose il soggetto in

base alle percezioni ricevute, che riceve, la coscienza che mette in rapporto

chi è e chi era, poi può avere delle sensazioni e si fa delle idee. Gli

studenti di psicologia sono molto interessati alla psichiatria. Gli infermieri

di padova, posso dire, non sono stati interessati. Ci sono persone che fanno

domande, alcuni che non le fanno. Poi mettono dei giudizi, poi criticano la

realtà . Giudicano la realtà .

Una volta che io ho formulato idee, ho composto, ho astratto dei concetti, mi

sono fatto dei giudizi (che sono pregiudizi perché si limitano a

un esperienza limitata dei fatti). Dalla capacità di emettere dei giudizi

troverò delle soluzioni adeguate. L intelligenza non è nozionismo, ma

riuscire a trovare soluzioni di fronte alla realtà . Queste funzioni:

percezioni, memoria, coscienza, pensiero, intelligenza, sono funzioni cognitive.

Quelle che permettono al soggetto di avere anche dei giudizi, di cogliere fatti.

b. funzioni affettive. Alterazioni degli affetti e dei sentimenti di base.

Quando però sentiamo il termine  disturbo affettivo , riguarda solo il tema

degli affetti. Quando si parla di disturbo dell umore, si parla solo del tono

dell umore. Qualche volta c è la vergogna, c è la colpa, la gelosia, la

rabbia, la noia. Ce ne sono anche altri di affetti, ma che non arrivano mai a

costituire sentimenti propri.

Disturbi del comportamento. Disturbi del comportamento di autoconservazione.

Disturbi del comportamento sociale. Poi c è il campo dell abuso infantile.

c. ??

Percezione

Funzione cognitiva che permette la registrazione cognitiva degli stimoli esterni

attraverso i canali sensoriali. Di una percezione io potrei anche avere

un immagine interna. L immagine interna di una percezione, quando la penso,

ha caratteristiche diverse dalla percezione. Questa immagine interna, se è

visiva o uditiva, è una rappresentazione. À una rappresentazione mentale di

una percezione esterna.

Cerchiamo di capire la differenza tra rappresentazione e percezione.

L allucinazione è una percezione senza stimolo, vedo qualcosa che non c è,

sento qualcosa che non c è, ha le caratteristiche della percezione. Ma

cos è? Se la percezione non c è, viene da dentro. L allucinazione è un

vedere qualcosa fuori, nitido, che non dipende dalla mia volontà . Seno cattivo

è un allucinazione. Sulla traccia mnestica che il bambino ha del seno buono

il bambino lo vede, ma non lo nutre, ed è cattivo.

Il miraggio non è un allucinazione. À un fenomeno ottico. Se noi prendiamo

un bastone e lo mettiamo nell acqua compare storto. I miraggi si fotografano.

L allucinazione non si può fotografare, è dentro, non fuori.

Disturbi della percezione

Due categorie di disturbi percettivi. Le distorsioni percettive e le

falsificazioni percettive. Accenniamo appena le distorsioni percettive, anche se

ci interessano meno, e ci concentriamo sulle falsificazioni percettive, che sono

quattro e ci concentreremo sulle allucinazioni.

Alterazioni dell intensità : io uno stimolo lo sento di più di quanto gli

altri lo percepiscano. À patologico? A volte no. Sono stufo, mi da fastidio il

rumore. Se uno è insonne il miraggio lo sente, in altro modo no. Delle volte il

depresso stesso amplifica.

Dobbiamo sapere che la distorsione percettiva non cancella l identità dello

stimolo. Sempre lui sarà , anche se più alto, più bello, etc… non cambia

identità , non diventa una scimmia, non diventa una donna. Ci sono le

distorsioni per volume. Una delle allucinazioni ad esempio è la microzoopsia.

La distorsione può essere legata a sostanze. Il fatto che uno senta una

percezione che riconosce come estremamente diversa. Il soggetto avverte gli

stimoli ma li avverte in maniera diversa.

*solo leggere le distorsioni percettive.

Le falsificazioni percettive sono di quattro tipi. Illusioni, allucinazioni,

pseudoallucinazioni e allucinosi.

Particolarmente da fare ci sono le allucinazioni.

Non interessano più di tanto le altre. Prendiamo le illusioni intanto. Che

cos è? La falsificazione di uno stimolo che c è. Lei è un cammello,

l altro è un microfono che mi registra, quel cappotto è un uomo impiccato.

C è uno stimolo, e io con la mia mente lo trasformo con un identitÃ

diversa.

Illusioni. Percezioni senza stimolo. Può essere anche un suono. Se io vedo un

microfono che mi registra dove non c è nulla è un allucinazione. Allora

perché abbiamo detto che le illusioni interessano poco? Prima di tutto perché

ci sono illusioni che non hanno alcun significato e che sono presenti. Sono solo

due le illusioni che ci interessano, quella allucinatoria e quella del sosia che

non è un disturbo cognitivo. Per esempio, l illusione da completamento. Un

soggetto sta cercando disperatamente una farmacia perché ha una crisi di

diarrea, va fuori e con la mente cerca la farmacia. Vedo  f…ia  e leggo

 farmacia , anche se è fattoria. Da uno stimolo fuori vedo qualcos altro.

Illusione da deficit cognitivo. Vedere un asino al posto di un tronco perché

avevo sonno.

Illusione affettiva: vedere il padre che fa la befana e credere che stia

volando.

Illusioni allucinatorie: sento  sei un cretino , da un suono.

Illusioni del sosia:  sindrome di Capgras . Il soggetto vede la propria

moglie e dice:  Non è mia moglie ma è una sosia . Non c è un disturbo

percettivo, perché è uguale. Non vede niente di diverso da quello che c è,

ma interpreta quella persona come sostituita da un sosia. À un delirio.

Differenza tra illusione allucinatoria, allucinazione e interpretazione [o

percezione delirante] (che lo vedremo tra i deliri).

Illusione allucinatoria: c è una cosa che qualcuno dice chiaramente, ma io ne

sento un altra:  Sono un culattone 

Allucinazione: passo davanti, c è silenzio, sento qualcosa:  Sono un

culattone 

Interpretazione o percezione delirante: i due bisbigliano, ma nessuno capisce

nulla. Solo che so che sicuramente hanno detto che sono un culattone.

*Allucinazioni quindi sono falsificazioni percettive, in particolare di uno

stimolo che non c è, frutto della proiezione che è dentro che finisce fuori.

Le allucinazioni quindi falsificando la realtà dovrebbero essere interpretate

come psicotiche. In realtà di psicotico al 100% ci sarà solo il delirio.

L allucinazione può essere presente anche nella normalità .

Domanda possibile: in quali situazioni un soggetto può avere allucinazioni

nella normalità .

1. Contesti a gruppi collettivi a forte impatto emotivo. Se uno vede la Madonna

tutti vedono la Madonna.

2. Deprivazione fase REM. Fase del sonno in cui sogna. Se un soggetto non dorme

per più notti rischia allucinazioni. Se soffre di insonnia è opportuno vada

dallo psichiatra. Non per le allucinazioni, ma per l insonnia.

3. Deprivazione sensoriale. Un soggetto posto in condizioni di deprivazione

sensoriale, posto al buio per 20-30 giorni poi non vede. Un soggetto posto per

20-30 giorni in deprivazione dal suono, poi non sente. Il fatto che abbia

allucinazioni è spiegabile col fatto che è in deprivazione sensoriale. Se uno

fa lo speleologo, può avere fenomeni allucinatori. Se uno è in carcere può

essere anche.

4. Deficit sensoriali parziali. Cecità , ipoacusia. Es.: madre operata di

cataratta che vedeva una televisione che non c era e diceva al figlio di

spegnerla. À normale.

5. Pavor nocturnus, è una crisi allucinatoria nel sonno. À una parasonnia. Che

differenza c è tra pavor nocturnus e incubo notturno? Incubo notturno è un

sonno brutto. Capita in fase rem. Il Pavor nocturnus invece capita al di fuori

del rem. Crisi allucinatoria nel sonno, compatibile in giovane età nei bambini.

Che differenza fa quando il bambino urla nel caso dell incubo notturno e del

pavor nocturnus. Nell incubo non disturba, basta niente, lo muovi un po ,

interrompe il sogno e passa. Il pavor nocturnus è un rompimento di maroni. Non

c è niente da interrompere come sogno, c è solo da interrompere questi

aspetti. Si chiama pavor nocturnus.

6. Allucinazioni ipnagogiche. Esperienze allucinatorie nella fase di trapasso

dalla veglia al sonno.

7. Allucinazione da lutto, una persona che sente una persona morta dopo il suo

trapasso.

24 Marzo 2014

La volta scorsa abbiamo cominciato a fare le allucinazioni, che si definiscono

anche percezioni in assenza di stimolo. Abbiamo detto che creando ex novo uno

stimolo che non c è sembra di primo acchito un contatto con la realtÃ

particolare. Le allucinazioni sono delle percezioni senza falsificazione di uno

stimolo che non c è che possono essere esperite anche in condizioni di

normalità . Certe allucinazioni collettive, tipo un clima di particolare

aspettative… il pavor nocturnus, allucinazioni tra veglia e sonno, da deficit

parziali e sensoriali. Poi alla fin fine se diciamo che è normale

un allucinazione artificiale, indotta da una sostanza, è normale… è

normale che un soggetto che prende allucinogeni fa allucinazioni, ma è indotta,

e per questo potrebbe dirsi  è normale .

L allucinazione indotta è normale che avvenga perché è indotta. Delle

volte, piuttosto che fare la domanda  allucinazioni normali , dico

 allucinazioni non psicotiche . Se faccio questa domanda, dico in quali

condizioni sia normali, sia patologiche ma non psicotiche, ci sono queste

condizioni. Se dicessimo non psicotiche diciamo che ci sono anche delle

condizioni patologiche, malattie non psicotiche, in cui ci possono essere

allucinazioni. Per esempio disturbo post-traumatico da stress. Lo faremo

all interno dei disturbi d ansia, ma è uno dei sintomi di questo disturbo.

À un disturbo d ansia che è conseguente a un esperienza da sopravvissuto.

Quei soggetti che sopravvivono a quella condizione di sopravvivenza alla morte.

Esperienza di prigionia, di stupro, della guerra, etc. Quindi, esperienze non

dolorose finché vogliamo, del moroso che pianta, del fallimento della banca, ma

di situazioni in cui si ha visto la morte in faccia.  Poteva capitare a me, ma

mi sono salvato… 

Nel disturbo post-traumatico da stress c è il flashback. Spesso è quella

strategia che permette allo spettatore del cinema di capire l ingranaggio

della storia. À il ricordo reso cinematograficamente. Magari sottoforma di

sogno, che permette di rivivere, rivedere la scena. La finestra di fronte (film

sulla memoria. Storia dell anziano che si perde, trovato per strada e portato

a casa che non ricorda chi sia… è un caso di demenza. Perché è un film

sulla memoria? C è un disturbo della memoria importante, ma ogni tanto ha dei

flashback, resi dal punto di vista filmico con un altro colore. Attraverso i

flashback capiamo che lui era sopravvissuto alla morte del suo amante, dovendo

fare una scelta tra avvisare il suo amante o una comunità ebraica, ha deciso di

salvare la seconda. Compare qualche traccia della sua memoria… mentre fa delle

torte in quella casa. Lui era uno dei più grandi chef. La perdita di memoria

non centra con l allucinazione, ma il disturbo post-traumatico da stress si.

Rivede i bambini sulla strada, rivede i nazisti…).

Vedremo che quando leggeremo i casi clinici del disturbo dissociativo di

identità , che quasi tutti hanno allucinazioni. Le allucinazioni sono

psicotiche, allora sono psicotici? I disturbi dissociativi di coscienza non sono

psicotici, ma ci sono fenomeni allucinatori. Non solo. Non solo la personalitÃ

multipla o dissociativo dell identità , ma anche un altro disturbo

dissociativo della coscienza che può avere allucinazioni. Se vogliamo in

situazioni particolarmente gravi, anche il soggetto ossessivo che abbia paura di

perdere il controllo, (l ossessione è un pensiero egodistonico), che può

addirittura allucinare qualcosa (un coltello magari, perché ha paura di fare

male a qualcuno. Diventa un allucinazione). Non è altro che una

rappresentazione mentale proiettata fuori. Tanto il pensiero che questo pensiero

viene fuori. Questi sono casi comunque patologici, che rientrano in una

patologia ossessiva, d ansia, dissociativa, ma che non sono psicotici.

Una volta che abbiamo escluso quelle situazioni che abbiamo definito normali,

quelle non psicotiche che possono prevedere allucinazioni… adesso, dentro la

psicosi siamo. Ribadiamo che questa allucinazione si accompagna a delirio, a

disturbo del pensiero. Potremmo dire che le allucinazioni + delirio = psicosi.

Allucinazione senza delirio, no. Allucinazione criticata = allucinosi.

Allucinazione con confusione mentale = è normale che sia così, la causa è

organica. Mentre nell allucinazione funzionale, tipo schizofrenia, abbiamo una

coscienza integra e l allucinazione.

Le allucinazioni possono essere complesse, indotte da stimoli…

Passiamole in rassegna a seconda del canale interessato. Le visive, le uditive,

olfattive e gustative insieme, e somatiche.

Facciamo degli esempi che possono essere interessanti.

Allucinazioni visive sono quelle di un percetto visivo che non esiste nella

realtà . Qual è nell ambiente ospedaliero? Non è raro trovare le cosiddette

microzoopsie.  Vedere piccoli animali . Non soltanto li vede, ma se li sente

anche addosso. Per cui abbiamo un soggetto che è sempre un soggetto confuso, e

le microzoopsie sono tipiche del delirium tremens. Il soggetto vede dei piccoli

animaletti, che sembra che li cacci, e a volte sono anche tattili. Si chiama

delirium tremens. À uno stato confusionale, sotto i disturbi della coscienza.

Legato all astinenza di alcol. A volte con tremori. Il delirium tremens e

l allucinosi alcolica è frequente. Magari il vecchiotto che sia un soggetto

alcolizzato va in giro in bicicletta, cade dalla bici, lo portano in ospedale, e

lì non gli danno l alcol. Quindi c è l astinenza. Ci sono soggetti che

hanno la caratteristica di calare subito in alcolemia. All interno di uno

stato confusionale lo psicologo non è ingaggiato, è un problema sanitario,

c è una causa organica…

Un altro tipo di allucinazione visiva è l allucinazione extracampale. Vedere

le cose, avere degli stimoli, dove non si possono avere, fuori dal campo visivo.

Adesso una persona guarda il prof. Guarda la punta del naso, muove due dita

vicino alla testa. Quale si muove? Se lo fa davanti a lui, lo vede. Se lo fa

dietro la testa del soggetto, lui non vede. Ci sono delle persone che

percepiscono degli stimoli fuori dal campo visivo. Dietro la testa. À una

proiezione di qualcosa. Davanti a un esame di questo tipo conviene fare sempre

un elettroencefalogramma, potrebbe essere un problema di ambito neurologico più

che psichiatrico. Le citiamo come una delle possibili allucinazioni visive.

Persone con allucinazioni extracampali difficilmente non ha problema

neurologico.

Allucinazioni autoscopiche. L autoscopia vuol dire vedere se stessi. Possiamo

vedere noi stessi fuori di noi? Allo specchio. Abbiamo l autoscopia positiva

dove il soggetto vede se stesso dove non deve vedersi (sul muro, non sullo

specchio), e quella negativa, dove il soggetto non si vede allo specchio.

Vediamo uno stimolo che non c è. O cancello uno stimolo che c è.

Autoscopia positiva. Come può accadere? Anche qui la valutazione deve essere

completa anche dal punto di vista neurologico. Quand è che mi interessa?

Quali sono i fenomeni legati all autoscopia che mi interessa? Un fenomeno

particolare è quello del pre-mortem. Quando viene riferito come sensazione da

soggetti che sono stati in coma e che poi escono dal coma e parlano ricordando

delle scene che corrispondono a realtà , come se ci fossero le anime che escono

fuori dal corpo e vedono i tecnici, li descrivono, etc… Se io credo in Dio,

nell anima, si pensa che l anima esce. Solitamente alla visione autoscopica

si associa l esperienza del tunnel, e questa luce alla fine del tunnel. Si

ricordano qualcosa. Una spiegazione chiara è una che ci sarebbe secondo il

concetto che esiste il corpo, l anima, etc. Non soltanto all interno di una

struttura cattolica, anche spiegabile in altri termini, spieghiamo anche in base

a filosofie di altro tipo, che descrivono ci sia un anima. Anche la scienza

stessa potrebbe dare spiegazioni in termini di energia. Noi spiegazioni non ne

abbiamo. Il fenomeno ci incuriosisce.

Fenomeno descritto anche da persone non solo in coma, ma anche ad esperienze di

violenza. Situazioni di tortura, o di violenza per una donna. Ha come strategia

difensiva quella di dissociare, distaccarsi da quel corpo come se quel corpo non

le appartenesse. Questo è stato riferito da persone che hanno vissuto

esperienze di questo tipo. La difesa invece che allucinatoriamente cambiare la

situazione, si distacca dal corpo. Ci interessa il dissociare. Se questa

esperienza qua la fa non una donna di vent anni che ha quell esperienza lì,

ma la comincia a fare un bambino in situazione ripetuta, es. abuso. Non è con

la paura, il terrore di quello che subisce si separa, si allontana. Non è forse

questo all origine dei fenomeni dissociativi di coscienza, in cui il fenomeno

vissuto va su uno spazio mentale diverso. Mi stacco dal contatto eccessivamente

doloroso. Creo come una specie di scissione. Ho un esperienza scissa,

dissociata. Il termine  depersonalizzazione  ha a che vedere un poco. À un

senso di estraneità e distacco rispetto al proprio corpo. La derealizzazione ha

un senso di distacco dal proprio corpo. Come se non mi sentissi io, più che mi

vedo fuori. Siamo su esperienze di questo genere. C è una non capacità di

collegamento tra il mio essere corpo e il mio essere mente. Ci sta come

esperienza. Noi chiameremo le depersonalizzazioni come dissociazioni della

coscienza dell io. Noi parlavamo più dell esperienza delle personalitÃ

multiple. Qui non abbiamo delle azioni separate, come la personalità multipla,

bensì sensazioni di distacco, stranezza, estraneità .

Autoscopia negativa. Ho un problema neurologico? Cosa pensiamo se uno ci dice

che non vede allo specchio il suo riflesso. À la negazione di se stessi. Uno

cancella l immagine di se stesso perché l ha cancellata dentro. Proietta

fuori il nulla al posto del proprio corpo. Per esempio questo lo potremmo

trovare in una sindrome che faremo tra le psicotiche, Sindrome di Cottard: io

sono già morto, non ci sono. Una situazione psicotica delirante da vedere se

porre più nell ambito affettivo o schizofrenico. Io non esisto più. La

Sindrome di Cottard avrà anche altri deliri. Il convincimento di essere giÃ

morti o di essere immortali (che sembrano il contrario, ma è vicinissimo. Vive

la sofferenza pura, pensa che non ci sarà più nulla dopo, perché sarà per

sempre così). Un soggetto che ha un autoscopia negativa devo valutare su

quale versante sia.

Di fronte ad un allucinazione visiva io di solito sono orientato a pensare a

una causa organica. Le microzoopsie, le extracampali, le autoscopiche anche…

prevalentemente è così. Ma non solo, può anche esserci dell altro.

Allucinazioni uditive.

Le allucinazioni uditive invece mi fanno pensare di più (ma non esclusivamente)

a una causa funzionale, in particolare alla schizofrenia. Se uno sente le voci.

Perché le allucinazioni possono essere semplici, complesse…

un allucinazione semplice visiva sarà un bagliore, una macchina… una

complessa sarà un volto, un oggetto, etc… Allo stesso modo tra le uditive

può essere semplice come un fischio, oppure un acufene (ronzio fastidioso).

Alcuni autori pensano che l acufene sia un fenomeno essenziale (essenziale =

un fenomeno che è così, che non ha una causa che abbia determinato

specificatamente quel rialzo pressorio). Abbiamo degli acufeni essenziali non

giustificati che non mettono in vista alcun elemento patologico in qualche area

dell individuo.

Alcuni ritengono che un acufene sia una forma di allucinazione abortita. Non

viene semplice da definire, perché non ha neppure delle caratteristiche

specifiche, perché è un rumore. Solitamente il canale di indagine è quello

laringoiatrico, dove si possono fare degli studi. Legato a quello si è così

per aria. Cos è che interessa, dove vogliamo arrivare?

Sono allucinazioni complesse, non semplici, quindi non fischi, ma voci. Il

soggetto sente voci. Questa è anche una domanda che potremmo trovare. Uno dei

compiti che abbiamo è apprezzare che rischi corra chi viene da noi. Non basta a

noi sapere che sente le voci. Vogliamo sapere che voci sono. Come sono? Capiamo

che rischi corre il soggetto. Voci teleologiche o rassicuranti. À la stessa

cosa. Sono voci rischiose o no? Zero.  Quanto bello che sei… ma quanto figo

sei… ma guarda come ti sei vestito oggi . Sono allucinazioni. Ma da dove

vengono? Da dentro. E se uno mi dà del figo non mi dispiace. Ma che rischio

posso correre. Fanno compagnia. Nessun rischio. I bambini hanno l amico

immaginario. Cosa fa? Fa compagnia. Fa mica male? No.

Due. Voci offensive. Qui le cose non sono esattamente uguali. Se midicd

 Bravo, bello , è ok… ma se uno dice:  Dannato… cretino…  Non è

che mi faccia tanto piacere. Da dove provengono? C è una parte di me che

sicuramente mi sta svalutando, colpevolizzando. Non è bello farci sentire

puttana, ci sono persone che per non sentirle scappa via, cambia posto, o

addirittura per non sentirle si ammazza. Le voci offensive sono voci che

comunque hanno un certo grado di pericolosità .

Tre. Voci imperative. Sono pericolose? Dipende da cosa comandano. Cosa chiedono?

Se per caso la voce mi comanda di grattarmi la testa, mi gratto la testa. Di

spogliarmi nudo… di ammazzare il primo che passa… di buttarmi giù dal primo

piano. Cambia sostanzialmente la situazione. Delle volte possono anche cambiare.

Possono diventare meno pericolose magari, oppure più pericolose. Da voci che

prima non lo erano, poi lo diventano. Ci sono dei serial killer allucinati, che

non sono neppure imputabili. Loro eseguono dietro comando di una voce.

[Stefanì è uno che ha ucciso delle prostitute. Incriminato sia come

pluriomicida, sia come occultamento delle prove. À stato trovato epilettico da

un elettroencefalogramma. Alcuni dei parenti sostenevano che avesse ucciso in

uno stato sonnambulico, epilettico particolare. Da imputare in quel caso solo

per occultamento di cadavere che non per omicidio.]

Quattro. Voci dialoganti e voci che commentano. Sente delle voci che commentano

delle azioni del soggetto stesso:  Stai camminando… stai facendo

questo… , oppure voci che dialogano tra di loro. Nella psichiatria classica,

questo tipo di voci sono sempre state considerate abbastanza classiche della

psichiatria. Ultimamente invece per quanto riguarda le voci che commentano e le

voci dialoganti si comincia ad avere dei dubbi che siano sintomo di

schizofrenia, ma di personalità multipla. Le voci che dialogano sono le varie

personalità che tra loro parlano. À l altra persona che parla, l altro

sé. Sono solitamente le allucinazioni che hanno le personalità multiple. Noi

crediamo che si possano avere maggiori diagnosi di personalità multipla dove si

interessano di personalità multipla, rispetto in Italia dove non si trovano le

personalità multipla. E l eco del pensiero si, lo sento molto patognomonico

della schizofrenia: io sento il mio pensiero fuori. L eco del pensiero si

troverà all interno dei cosiddetti deliri di influenzamento. Quando faremo i

deliri diremo che i deliri di influenzamento che sono convincimenti da parte dei

soggetti schizofrenici di essere diretti, guidati da appropriate caratteristiche

del pensiero e contengono questi deliri. Ricordiamoci che lettura del pensiero,

sentire il pensiero di altri, sono propri del delirio e non delle allucinazioni.

Allucinazioni gustative e olfattive.

Un soggetto avverte degli odori strani, diversi, oppure sente un gusto strano,

diverso, che non sia spiegabile altrimenti. Il soggetto percepisce in un canale

sensoriale odori e gusti strani, diversi. In questo caso chiediamo sempre se il

soggetto ricorda che sensazioni sono e se poi ricorda qualcos altro. Cioè se

lui si ricorda bene o se ha qualcosa che ha dimenticato. Queste forme

allucinatorie rientrano spesso nell aula epilettica. Il soggetto prima di

avere una crisi epilettica la sente arrivare con queste modificazioni

percettive. Il soggetto che venisse a parlare di queste cose qui più o meno

improvvise e poi non si ricorda, un tracciato elettroencefalografico andrebbe

fatto. Sintomi premonitori di una crisi epilettica. Escludiamo questo. Cosa ci

interessa sapere di queste percezioni strane? Perché una cosa è odore di

gelsomino e un altra è l odore di merda. Il gusto vale. Perché mi riporta

qualcosa di dentro. Ma c è qualcosa che mi interessa particolarmente sapere:

se questo gusto o olfatto è odore di putrefazione, di morte, di marcio. Deve

richiamare all idea che odore o gusto di morte. Ed è importante perché se

sa di morte il soggetto sta proiettando un vissuto di morte che ha dentro e lo

proietta percettivamente nel gusto e nell olfatto ed è un soggetto ad alto

rischio di suicidio. À lì che bisogna andare con prudenza. Vuol dire che

percettivamente vive un senso di morte. Anche quando c è un senso di

fallimento, di rovina, ci annuso un rischio suicidario.

Una signora ad esempio, seguita per un po  privatamente, che ha un bel figlio,

olimpionico, con i soldi, di buona famiglia… lo trovo impiccato. Litigava col

fratello, poi si guardava troppo allo specchio… cosa guardava? Era

dismorfoformo? Possono essere segnali. Non è che siamo dei mostri. Ma dove

possiamo percepire che c è un messaggio disperato, che c è qualcosa che

non ha futuro. Quando uno ha già deciso di morire diventa tranquillo.

Allucinazioni psicosomatiche. Certi sintomi somatici superficiali non li vediamo

neanche come allucinazioni. Quando c è ansia, spesso si esprime

somaticamente: formicolii, ad esempio… In altre situazioni il soggetto con

questa allucinazione costruisce una sua verità . Tra le allucinazioni somatiche

superficiali abbiamo due sindromi: Sindrome di Ekbom e quella delle vecchie

zitelle.

Sindrome di Ekbom: il soggetto sente allucinatoriamente muovere dentro la cute

tipo vermetti, parassiti, ma non sente solo, ma è convinto di essere infestato

da parassiti. Vermetti, larve, le uova. Quindi c è un allucinazione

somatica superficiale, sottocutanea, e il convincimento di avere una malattia.

Cosa fa il soggetto in questi casi? Va dal dermatologo, che gli dice che non ha

niente. Va dall infettivologo che gli dice che non ha niente, fa analizzare la

cute ma niente…

Un caso particolare in malattie infettive. Sti verdetti se li sentiva lei la

figlia e la nipote. Si chiama Sindrome di Ekbom. Mentre le microzoopsie sono

prevalentemente visive, queste sono prevalentemente tattili. Loro magari avranno

anche dei segni nella pelle, ma se li procurano loro. Perché poi si curano

loro. Usano acidi, creme e controcreme, cercano di scarnificare con la lametta.

Si creano delle lesioni. Queste persone non vengono a curarsi, non hanno un

problema psichiatrico. Si fa rientrare nella paranoia. Il funzionamento sociale

di queste persone è normale. La rivedremo poi sui deliri sul corpo.

Altra sindrome, quella delle vecchie zitelle. L allucinazione è quella di

essere palpeggiate in aree genitali, penetrate, toccate, tutto quel che

vogliamo, e col convincimento che ci siano dei maiali, delle persone che

violentano, che toccano, che palpeggiano. Che ci sia una tresca erotica ai loro

danni. Persecuzione di tipo sessuale. Al di là di ogni logica. Si accompagna a

un delirio erotico.

25 Marzo 2014

Ci sono poi le allucinazioni interne, viscerali. La percezione che il soggetto

ha di uno stimolo viene da dentro. Un po  verrà da dentro anche nelle

cosiddette pseudoallucinazioni che vedremo dopo. Queste allucinazioni fanno

percepire dentro di sé una parte del corpo o tutto il corpo come una fonte di

stimolo, con la sensazione che il cuore sia di pietra, che lo stomaco sia di

plastica, che lo stomaco sia di acqua. Delle percezioni interne che poi si

accompagneranno sempre al delirio, e che solitamente sono espressione di una

psicosi con deliri somatici. Queste sensazioni possono essere più o meno a

carattere bizzarro e più o meno collegate a un quadro patologico di tipo

depressivo. Se ho la sensazione che dentro il mio corpo ci sia movimento di

sostanze, di parti. La sensazione di masturbazione interna, di umori che si

muovessero in un senso o nell altro, qualche aspetto di possessione… Quello

che ci interessa sottolineare a parte queste allucinazioni somatiche bizzarre

che poi si inseriscono all interno di un disturbo schizofrenico è che il

corpo venga avvertito come contenitore di morte. Odore e gusto di morte mi fanno

pensare a una psicosi affettiva, quindi a una depressione psicotica, con il

rischio elevato di un comportamento suicidario. Delle volte non è neppure

facile mettere sul versante dello schizo e sull affettivo… Delle volte il

limite è abbastanza indefinito. Ci sono delle sindromi su questo corpo che è

morto o ha parti mancanti: la sindrome di Cotard. Assenza di organi come se non

li avesse. Convinto di non avere degli organi, o è convinto di essere giÃ

morto. O che siano morti i familiari. Contenuti legati alla morte. Per una

depressione psicotica. Ricordiamoci la Sindrome di Cotard che a volte ha degli

aspetti bizzarri che la collocano a volte da una parte a volte dall altra. Il

corpo che viene percepito come estraneo. Abbiamo una sintomatologia colora del

paziente. Solitamente quando siamo in pace col nostro corpo non percepiamo il

nostro corpo. Ci sono persone che hanno un alta sensibilità agli stimoli del

proprio corpo, cié gli ipocondriaci. L ipocondriaco teme di avere delle

malattie concentrate sul sé.  La mano mi pesa di più, mi pesa di meno… .

L ipocondria è un disturbo di ansia focalizzato sul corpo. Se uno non è

ipocondriaco, se uno sta bene, la percezione del corpo non ce l ha. Ci

convive. Certo, ci sono delle esperienze in cui uno vuole percepire il proprio

corpo, es.: esperienze di concentrazione, training autogeno. À una situazione

comunque artificiale in cui quando il soggetto ha finito questa esperienza non

è che gira con la percezione del calcagno che va fino all orecchio.

Solitamente noi viviamo in pace col nostro corpo, se sta bene non ci manda

nessun segnale, se non facciamo grossi sforzi non ci sentiamo neppure troppo

stanchi… quindi, gli stimoli che vengono dall interno quando non ci sono

sono certamente allucinatori.

Parliamo delle pseudoallucinazioni e allucinosi. Non abbiamo dato tanto peso

alle illusioni, perché le uniche che ci interessano particolarmente sono le

illusioni allucinatorie. L illusione del sosia non è neanche

un allucinazione… la parte sviluppata di più è quella delle allucinazioni.

Adesso affrontiamo le pseudoallucinazioni, molto brevemente: vuol dire:

 Allucinazioni interne . Quasi tutti di solito intendono solo quelle

uditive.  C è una voce interna . Possiamo anche metterle visive:

 C è qualcosa dentro . Già in questo caso diciamo una cosa molto giusta.

À una voce da dentro, viene da dentro, non da fuori. Cosa me ne faccio di un

soggetto che ha una voce da dentro? Gli chiedo cosa dice. E intanto, questa voce

di chi é?. Se il soggetto dice che è una voce che sa che è sua, viene da sé,

questo delirante non è. Questo fenomeno percettivo non è altro che

un intensità di un pensiero che il soggetto ha. Cosa ne faccio? Niente, non

succede nulla. Mettiamo che il soggetto dica:  Questa voce non è mia, sono

posseduto da un entità particolare, mi viene inoculata da fuori… . Questo

è fuori. Questo sta delirando. Questa pseudoallucinazione ha lo stesso peso di

un allucinazione. À l elaborazione che fa dell allucinazione, delirante e

psicotica. Questa voce cosa dice? Di chi è? Perché esiste anche la voce della

coscienza. Uno la sente percettivamente. Uno si sente influenzato da forze che

gli mettono dentro queste voci. Se io testimonio che dentro di me percepisco

queste voci o dico che appartiene al demonio o a una forza che mi sta

telecomandando e mettendo dentro dei pensieri suoi, non sono io che mi sento

cattivo e sento un pensiero quasi percettivamente che dice:  Sono cattivo .

Qui è uno che non si sente proprietario di questo contenuto e gli viene da

fuori.

Le pseudoallucinazioni sono allucinazioni interne, che il soggetto addebita

all interno e non all esterno. Le allucinosi sono delle allucinazioni che il

soggetto critica mentre ce le ha. Il soggetto sente, vede: figure, cose,

persone. Però mentre sente dice  So che non è vero . Quando uno dice

 Vedo una figura, ma so che non può essere , è delirante? Neanche un

po . Non è un allucinazione. Le allucinazioni quando uno le percepisce ci

crede, le sente come reali, non le critica. Mentre prova queste sensazioni

percettive le critica. In questo caso il soggetto invece dice:  Vedo delle

cose che so che non ci sono . Queste allucinosi sono solitamente di causa

organica. Legate spesso a uno stimolo nell area percettiva adeguata.

Un immagine, una figura, può essere legata a uno stimolo in zona occipitale.

Cosa ci faccio a uno così? Un elettroencefalogramma. Le allucinosi sono quindi

allucinazioni criticate. Tranne, l unico tipo di allucinazione che cerchiamo

di ricordare, che si chiama  allucinosi , che rientrerebbe qui, ma che non

è accompagnata da critica, che è l allucinosi alcolica. À

un allucinazione da quadro astinenziale. Noi abbiamo già accennato a un

quadro astinenziale d alcol, il delirium tremens, che è uno stato

confusionale. Nello stato confusionale le allucinazioni ci stanno. Nelle

allucinazioni alcoliche è vero che le allucinazioni ci stanno e sono di causa

organica, ma il soggetto non è critico. Il soggetto in allucinosi alcolica ha

delle voci, sono voci minacciose, che lui non critica, è estremamente

spaventato, si sente anche perseguitato, minacciato, e anche può diventare

violento. Questa è l allucinosi alcolica, ed è una sindrome astinenziale

d alcol. Nel rapporto con l alcol abbiamo nel campo psic. abbiamo delle

sindrome psichiatriche alcol-legate. Da astinenza c è astinenza semplice,

tremori, agitazioni, etc.

Il depresso quando è estremamente giù non riesce nemmeno a programmare un

suicidio. Appena appena lo stimolo antidepressivo comincia a funzionare, prima

che funzioni l effetto terapeutico, può uccidersi. La frase:  Il paziente

sta meglio, si uccide , non è una cazzata. Lo schizofrenico può anche

ammazzarsi, perché pensa di essere in grado di volare o di essere le fiammelle

di Spirito Santo e si butta la benzina addosso, ma… la maggior parte di morte

negli schizofrenici avviene nei due mesi successivi la dimissione

dall ospedale. À un problema di contatto con una sofferenza insopportabile.

Nella schizofrenia fanno parte dei sintomi positivi. Sintomi patologici ma che

ricostruiscono una realtà . I sintomi positivi sono più curabili, rispondono

meglio alla terapia neurologica, che sarà di tipo neurolettico. Da dove

derivano le allucinazioni, da dove i deliri? Quali aspetti biologici ci sono

sotto i deliri e le allucinazioni? La nostra testa è fatta da

neurotrasmettitori. Il fatto che io abbia un orientamento dinamico non vuol dire

che non mi rendo conto che noi abbiamo una biologia. Noi abbiamo dei

neurotrasmettitori. Si sa che sia le allucinazioni che i deliri sono sempre

associati a un iperattività del sistema dopaminergico. Troppa attività di

dopamina. Da cosa l hanno scoperto? Dal fatto che gli allucinogeni sono dei

farmaci potentemente dopaminergici. Non solo. Ma che quei farmaci che curano

delirio e allucinazioni sono dei potenti antidopaminergici. Questo vuol dire che

la dopamina fa male da quel punto di vista lì. La dopamina la devo abbassare

con gli antidopaminergici, con i neurolettici. I neurolettici possono dare

beneficio rispetto a delirio e allucinazioni ma possono dare anche effetti

collaterali: Parkinson ad esempio. Ora capiamo perché hanno ipertono,

rigidità , bradicinesia, parkinsonismo farmacologico. Che non è parkinsonismo

normale. Il sistema dopaminergico alle psicosi non fa bene. Capiamo quel che

vuol dire. La mimia, volto senza espressione.

Finiamo i disturbi percettivi.

Poi c è un capitolo sui disturbi dell attenzione, sbattiamocene i maroni.

Capitolo 4, disturbi della memoria.

La memoria

À una funzione cognitiva importante. Funzione cognitiva atta a registrare

stimoli immagazzinabili e conservabili e rievocabili a bisogno.

c è la memoria automatica che è la memoria che in un soggetto demente viene

conservata di più. Un soggetto demente perde la strada di ritorno a casa, perde

la bicicletta, ma se perde la bicicletta va in bicicletta. La memoria automatica

è una memoria che si conserva. Quando cammino faccio automaticamente. Che

definizioni potremmo dare? La distinzione tra memoria immediata, memoria a breve

termine e memoria a lungo termine. Che cos è la memoria immediata? La

capacità di trattenere l informazione al momento. À strettamente legata

all attenzione. Se io sono attento mi funziona, altrimenti no.

Non perdiamoci troppo tempo sulle varie tipologie di memorie.

Parliamo dei disturbi della memoria. La memoria può essere iperfuzionante o

meno. Differenza nell intensità . C è troppo o c è poco. Ipermnesia, ad

esempio. Tanta memoria. C è la memoria più sulla percezione, su altra

roba… mi può interessare? C è un fenomeno, della memoria panoramica.

Quelli che escono e d un tratto gli passa tutta la vita davanti. C è un

disturbo in aumento di memoria: Idios sapient. Pazienti che non hanno alcuna

capacità di organizzazione del pensiero, socialmente emarginati, che hanno una

potente memoria per numeri, per calcoli. Può arrivare a livelli importanti.

Esempio: una zia che sa la divina commedia a memoria e non sapeva leggere

l orologio. Si comporta come un bambino, e ti risponde correttamente a domande

assurde. Ipomnesia, ha poca memoria… ma allora perde ricordi, quindi a quel

punto chiamiamola amnesia.

Le amnesie possono essere di natura organica o da causa funzionale. Quali sono

le cause possibili di amnesia organica?

1. trauma cranico commotivo. Il soggetto va in coma, trauma cranico importante,

e cancella ricordi. Ma che ricordi cancella? Quelli che si stavano formando

prima dell incidente, del trauma, della botta, e anche dopo. Assenza di

coscienza e non costruisce. Quindi si parla di amnesia retrograda, anterograda,

per indicare uno spazio di tempo attorno all incidente in cui il soggetto

cancella il ricordo. Se l incidente, il trauma è stato importante, i soggetti

possono non ricordare com è andato l incidente.

2. Demenze. Noi definiremo demenze come dei quadri clinici involutivo-difettuali

ma anche come malattie organiche vere e proprie. Le demenze vere, quelle

malattie con cui c è danno organico, hanno la caratteristica di avere come

segni iniziali la perdita della memoria. Come funziona questa perdita di

memoria? Secondo la legge di Ribou, secondo cui il soggetto cancella andando

indietro. Il soggetto affetto da demenza cancella le esperienze recenti e

conserva quelle antiche. Questo non si ricorda neanche cos ha fatto il giorno

prima e si ricorda benissimo cos ha fatto da militare. C è anche una

spiegazione. Di certi ricordi immagazzinati alcune cose sono riportate. Una

persona che va a un supermercato. Poi il processo riprenderà creando una vera e

propria confusione mentale. Il demente è un amnesico, non un confuso. C è

una differenza. L amnesico sembra confuso ma non lo è. Che differenza c è

tra un confuso e un amnesico che va al cesso. Il confuso la fa fuori o sbaglia

cesso. L altro la fa ma dimentica quello che viene fatto.

3. Delirium. Stato confusionale. Poi non ricorda cosa ha fatto quando era

confuso. Il soggetto confuso registra male. Situazione clinica esemplificativa:

un ricoverato che aveva sfasciato il pronto soccorso. Cosa aveva fatto? Aveva

bevuto, non era un alcolista. Alcolismo è una cosa, ebrezza patologica è

un altra cosa: ha comportamenti patologici. Se uno beve ride, si disinibisce,

dorme, piange… Questo non aveva bevuto chissà che. L indomani non ricordava

nulla. Si sveglia a psichiatria ma non sapeva perché. Lo hanno mandato a casa.

4. Korsakoff. À una sindrome amnesia o amnestica, legata all alcol. À una

sindrome alcol-correlata. Non è astinenza. À un quadro amnesico di un

alcolista cronico. Si è sfasciato il fegato, adesso ne esce con buchi di

memoria. La confusione scompare, ma il soggetto esce con buchi di memoria.

Triade di sintomi: amnesia, falsi riconoscimenti, confabulazioni (falsi

ricordi). Falsi riconoscimenti, disturbo della memoria ma tipica caratteristica

dei disturbi mentali, e confabulazioni, che non sono altro che falsi ricordi. Si

crea un encefalopatia. À un danno organico dopo anni che beve. Ormai non

funziona il fegato. Ne esce, ma rimangono buchi di memoria.

5. Crisi epilettica. Lasciano sempre disturbi di memoria. C è una perdita di

coscienza o un alterazione di coscienza.

6. Elettroshock. Conseguente alla terapia elettroconvulsivante. Era una terapia

elettrocompulsivante, si creava una crisi epilettica a soggetti non epilettici.

Tutti abbiamo un valore di soglia per la crisi. Gli epilettici hanno una crisi

perché hanno una soglia bassa.

Ovviamente il campo delle amnesie di natura organica non ci interessa granché.

Amnesie funzionali: non da causa organica. Cosa si cancella? Cosa fa bene o cosa

fa male? Cosa fa male. Abbiamo parlato di una difesa che cancellava: la

rimozione. Contenuti inaccettabili si cancellano. Cosa può essere all interno

delle amnesie funzionali? Intanto amnesie su un episodio specifico. Io non lo

ricordo: vengono violentato quando vado a Jesolo, dimentico l episodio,

dimentico il mio viaggio a Jesolo, etc… è psicogeno, rispetto a un evento che

non voglio ricordare.

A parte questo chi è che non ricorda ancora? C è un calo della memoria non

tanto nell ansioso, quanto nel depresso. Uno dei sintomi possibili è la

perdita della memoria. Tanto che delle volte sembrerà il quadro dominante.

 Sembra rincoglionito , invece non lo è. À una pseudo demenza.

Quindi:

1. amnesia per una situazione dolorosa

2. amnesia legata all affetto

Soprattutto da ricordare,

3. l amnesia c è sempre in tutti i disturbi dissociativi di coscienza.

Se c è memoria non esiste disturbo dissociativo di coscienza. Si deve sempre

accompagnare a disturbi di memoria. La dissociazione di coscienza si definirà :

 mancata integrazione delle esperienze . Le esperienze le tengo fuori, non

le ricordo. La personalità multipla. Dr Jeckill non sa che si trasforma in Hide

(una balla, nel romanzo lo sa… non è una personalità multipla. Se lo fosse

l uno non saprebbe che si trasforma nell altro). Ognuno di noi potrebbe

essere una personalità multipla e non lo sa.

Passiamo adesso alla paramnesia. Le paramnesie sono ricordi falsi o

riconoscimenti falsi. Le paramnesie ci sono quando ci sono buchi di memoria o

no? No. Io riempio un buco con qualcosa di falso. Mentre l amnesia toglie

ricordi, io qui costruisco ricordi che non corrispondono al vero. Le paramnesie

sono di quattro tipi. Di fatto ce ne interessa una, la seconda posso chiamarla

allo stesso modo, la terza una curiosità .

1. Confabulazione

2. Paramnesia fantastica

3. Pseudologia fantastica

4. Criptoamnesia

A noi interessano particolarmente le confabulazioni. Se non sappiamo la

criptoamnesia non ci interessa nulla.

1. La confabulazione è il riempimento di un buco con un falso ricordo. Che

c è, ma non è lì. Io ho un buco di memoria sulla mia vacanza a Jesolo. Ci

metto un giro fatto in vespa con gli amici. Che io l ho fatto, ma non a

Jesolo, l ho fatto a Rimini 10 anni prima. Mi serve per riempire un ricordo.

2. Paramnesia fantastica. Se vogliamo chiamarla confabulazione lo stesso, non ci

interessa. Riempio il buco non con un fatto vero, ma con la fantasia. C è un

buco di memoria sulla vacanza di Jesolo, ho fatto la fantasia di portarmi fuori

la Svedese gnocco, l ho portata in giro in vespa.

3. Pseudologia fantastica. Non è altro che la mitomania. Il soggetto inventa

delle storie per crederci lui stesso. À il fenomeno dei bugiardi. Es.: Un tipo.

Questo contatta i presidenti degli albergatori di Abano, il sindaco di Chioggia.

À un investitore che doveva portare a Chioggia una serie di investimenti

importanti con una rete di cose importanti. Era tutta una truffa. Solo per il

senso di grandiosità . Sono i grandi truffatori che finiscono per crederci. Un

bugiardo di fatto, uno che racconta storie non vere. Che inizialmente sono sotto

il controllo e poi c è una specie di compulsione a lasciarsi andare.

4. Criptoamnesia. Vuol dire  non ricordo che è un ricordo . Quelli che

copiano le canzoni, il plagio. Toglie il reato.

26 Marzo 2014

Falsi riconoscimenti.

Sul libro è scritto che sono simili al dejavu, il già visto-mai visto. Falso

riconoscimento è sbagliare il riconoscimento, soprattutto di una persona.

Sbaglio persona, ed è una cosa. Tra i falsi riconoscimenti, giustamente,

abbiamo messo anche questi fenomeni dove c è un senso alterato della

familiarità e non familiarità delle persone. Senso di familiarità e non

familiarità delle esperienze che si vivono. Il Dejavu è che io mi trovo in un

ambiente nuovo e mi pare di esserci già stato. Il Jamevu: torno in un posto in

cui penso di non essere mai stato.

Falso riconoscimento è incontrare mia moglie e pensare sia il macellaio. À un

segno di confusione mentale.

Coscienza

À una funzione cognitiva. Non tutte le definizioni del libro sono da

conservare. La coscienza è una funzione cognitiva, ma questa funzione cognitiva

allora è ambito solo della medicina? Anche. Della psicologia? Si. Della

filosofia? Si. Della teologia? Si. À un ambito estremamente irradiato su

scienze diverse.  Chi sono? Chi sono gli altri? Che cos è la vita? .

Delle volte addirittura l ambito diverso fa anche avere idee diverse, quasi

contraddittorie. In medicina se intendiamo la coscienza come una funzione

cognitiva atta a integrare esperienze… in medicina se un soggetto è

cosciente, può essere incosciente? Si contraddicono. Essere in coma può

permettere di parlare di coscienza, in medicina? No. E in psicoanalisi, il

conscio contraddice l inconscio? No. Esistono una serie di contenuti mentali

consci e una serie di contenuti mentali inconsci. Quello che appare nel teatro

in scena e quello che sta dietro. L uno non esclude l altro. Anzi la

psicoanalisi dà un grosso peso all inconscio, in quanto dice che il conscio

è condizionato dall inconscio. Parliamo adesso della coscienza che cos è,

la coscienza in senso psicologico cognitivo.

C era una definizione di una volta, classica, dei fenomenologi, quelli che

partono dalla filosofia di Heidegger. Ci sono stati tanti psichiatri anche

così. Forse è quello che descrive anche meglio la psicopatologia. Certi

approfondimenti da un senso più strettamente legato alla filosofia della

scienza, sono più precisi.

Cosa dicevano, come definivano la coscienza?  Essere presenti al sé e al

mondo . Bellissima. Se la dite a un muratore non capisce un cazzo. Cosa vuol

dire?

Adesso proviamo a leggere una definizione che mostra più chiaramente i

passaggi.

 In conclusione, possiamo vedere nella coscienza quella funzione cognitiva

complessa in grado di integrare tra di loro più informazioni di conoscenza

attuabili (cioè esperienze), provenienti dal mondo esterno e interno,

comprendendole nel loro significato, collocandole all interno di parametri

spazio-temporali adeguate, riconoscendone il legame con sé, e rapportandole

alla propria storia passata e alla propria progettualità futura 

Definizione tratta da varie definizioni, spiega 1. che i soggetti per avere una

coscienza devono fare esperienza. Devono esserci degli stimoli e deve

riconoscerli. Li deve collocare in uno spazio-tempo adeguati. Deve dar loro un

senso sapendo chi è e cosa sono loro (le esperienze).

Ci serve per quello che è la descrizione dei disturbi di coscienza, questa

definizione in particolare:

 Attività cognitiva complessa in grado di integrare le esperienze sia esterne

che interne in continuo rapporto con percezione e memoria, dando loro un senso e

una continuità  . À una funzione cognitiva complessa in grado di integrare le

esperienze. In grado di integrare. L esperienza che faccio in questo momento

la metto a confronto con quello che ricordo.

La distinguo in stato di coscienza e coscienza dell Io. In realtà la

coscienza dell Io non è che una parte dello stato di coscienza. À coscienza

di se stessi, essere coscienti a sé.

Da che parte è costituito allora?

1. Orientamento spazio-temporale.

2. Lucidità e prerequisito al funzionamento.

So chi sono gli altri. So chi sono io. So in che funzione sono rispetto agli

altri, che cosa sto facendo. E quello che so lo metto in una cornice che è

quella dell orientamento spazio-temporale.

3. Vigilanza

Lo stato di veglia mi permette di integrare le esperienze. Se viene il ladro non

me ne rendo conto.

La coscienza è lo spettacolo che si fa nello spettacolo. E quello che sta

dietro? L inconscio?

Definiamo la coscienza lo stato di coscienza ordinaria. Sappiamo che c è

dietro qualcosa. E questo  dietro , quest altra coscienza, ci credo o no?

Si che ci credo. Credo all inconscio. Perché in psicopatologia un soggetto

che è una brava persona poi questa coscienza ordinaria si modifica e questo

diventa una prostituta? Personalità multipla? Che coscienza è? À una

coscienza altra. Questi personaggi che erano dietro, sostituiscono, prendono il

posto. La coscienza ordinaria lascia il posto a un altra coscienza. Adesso

parliamo della coscienza dell Io. Questa è la definizione dei fenomenologi.

La coscienza dell io è costituita da coscienza dell attività ,

dell unità , dell identità , dell imitazione.

1. Coscienza dell attivitÃ

(il prof cammina)  Chi è che sta camminando? À lei . Sembra una cazzata,

ma in certe psicosi può essere vista non come un attività che appartiene

all io ma che è diretta ad altri. Lo schizofrenico avrà delirio di

influenzamento, dirà che le cose che dice vengono da altri.

2. Coscienza dell unitÃ

 Chi è che cammina, si gratta la testa batte sul tavolo?   À lei . Se

manca un senso di unità , come in certe psicosi, non si riconoscono insieme

queste cose.

3. Coscienza dell identitÃ

 Quello che oggi fa queste cose è lo stesso di quello che ha parlato ieri

delle paramnesie?  Identità : coscienza di se stessi nel tempo. Anche nel

Borderline Kernberg parla di dispersione dell identità . Il soggetto passa ad

avere dei sentimenti in un determinato momento che poi vengono cambiati in altri

momenti. Il giorno prima dice che sei una donna meravigliosa e il giorno dopo

dice che sei una cogliona. L instabilità , non avere un identità stabile,

basta il borderline. Il maniacale invece si ricorda la grande sofferenza, sente

la mania come un momento di liberazione:  Perché volete ricoverarmi che fino

all altro giorno stavo male e adesso sto benissimo? , oppure nel momento

depresso:  Perché mi ricoverate, che in quel momento ho fatto cose che

normalmente non avrei fatto . Meno significativa del borderline.

4. Coscienza dell imitazione.

Nasce dalla distinzione del mondo esterno e mondo interno. La conquista che fa

il bambino. Quello che è dentro è dentro, quello che è fuori è fuori. Se io

provo rabbia, sono incazzato, devo essere cosciente che ad essere incazzato sono

io. Ci sono delle persone anche borderline che si incazzano… su cosa? C è

un dentro e c è un fuori. Se io ho un senso di morte e mi sento vicino alla

morte, e tutto quello che mi circonda affettivamente è la morte, fuori ci può

essere vita. La coscienza di quello che mi appartiene e di quello che appartiene

alla realtà . La coscienza dell io è la coscienza che l io ha di se stesso.

Senso unitario del sé, è unitario anche se faccio altre robe.

C è un gruppo che si può definire riduzione del livello globale di

coscienza: è un calo qualitativo della coscienza. La coscienza può essere

ridotta globalmente, da un minimo al massimo. Se uno è senza coscienza, è

malato? Dorme. Ma se non è nelle ore di sonno? Se non mangiamo, siamo scarsi di

zucchero, alla fine abbiamo uno svenimento. Non muore nessuno. Ogni tanto la

nostra coscienza si può affievolire. Il massimo potremmo chiamarlo coma.

Sappiamo che anche il coma ha vari gradi. I livelli intermedi di cui faremo si

possono chiamare: torpore, sopore, stupore. Chiudiamo lentamente gli occhi e

vediamo sempre meno.

Un altro disordine è la confusione mentale. Guardiamo il prof e diciamo di

vedere ali di drago, proboscide di elefante, etc… vediamo trasformare la

realtà . Coscienza disorganizzata.

Altro è restringimento dello stato di coscienza. Vediamo perfettamente certe

cose e ne escludiamo altre. Non integriamo le esperienze perché siamo

concentrati su un esperienza e ne escludiamo delle altre. Stati crepuscolari o

dissociativi di coscienza.

1° caso: Come se dormisse, e poi con un ceffone ci alziamo. Qualsiasi sostanza

di natura sedativa prevalentemente, ma anche certe malattie, possono dare una

riduzione del livello globale di coscienza. Fa capo all ambito medico? Che me

ne frega a me? Stiamo attenti. (può essere una domanda), c è uno stato

particolare che precede lo stato di riduzione di coscienza, in cui può avere

gli occhi chiusi o aperti e non risponde, quindi c è una coscienza altamente

ridotti, non sembra integrare nessuna esperienza anche se diamo pizzicotti. Può

essere un livello da sostanze, etc… questo stadio si chiama stupor. Esistono

degli stupro funzionali. Lo stupor funzionale è una riduzione dello stato

globale della coscienza in cui il soggetto non sembra comunicare con gli altri,

non sembra reagire neppure agli stimoli e nel giornale se viene descritto è

descritto come shock. À uno stato di shock. Solitamente non si muove, è

bloccato. Il soggetto è in arresto psicomotorio. Che si parli di stupor

funzionale o di arresto psicomotorio funzionale è la stessa cosa.

Quali sono gli stupro funzionali? Non sono rari. Li dividiamo in stupor ansioso,

stupor isterico, stupor melanconico, stupor catatonico, stupor maniacale.

Gran parte degli autori mettono lo stupor ansioso allo stesso livello

dell isterico e lo chiamano solo isterico. Facciamo una distinzione.

Es.: ragazzino che tiene tanto al motorino. Viene bocciato, suo padre gli dà il

motorino. E il ragazzo  No! Lo voglio, lo voglio!…  poi si blocca. Shock.

La mettiamo sul piano più serioso: guidiamo la macchina, siamo distratti, mette

sotto il bambino. Trovano la conducente sul ciglio della strada bloccata,

shoccata. Il soggetto non regge il dolore, la difficoltà di quella situazione

lì. Si toglie di mezzo, come quello che sviene. Danno un annuncio, e cade.

C è stato un evento che quel soggetto in quel momento non è in grado di

tollerare. Siccome si dà spesso il termine isterico un senso negativo, che

senso diamo all isterico adesso?

Es stupor isterico. Donna di famiglia. Marito che dice:  Vado a giocare a

calcio. , Lei:  No , lui  Si , lei:  No …

Comunicazione comunque patologica di un disagio e di una non accettazione di un

certo tipo di aspetto. Nell isteria c è un vantaggio primario e secondario.

Il sintomo di conversione è un vantaggio primario, in cui esprimo il conflitto

attraverso la disfunzione fisica. Se invece non mi interessa avere un vantaggio

primario, che non vuol dire che sia cosciente, mi viene quest altro.

Stupor melanconico. Melanconia da cui poi malinconia deriva dal termine greco

 melancolia .  Bile nera . Il primo rivoluzionario medico che si è

opposto alla spiegazione soprannaturale dei fenomeni fisici e psichici è stato

il grande Ippocrate, il quale ha contestato che le malattie e i fenomeni

avessero la loro origine negli dei incazzati. Per cui sacrifici e altra roba…

Ippocrate, poi seguito per molti secoli, dava un giudizio naturale delle

malattie. À il primo che parla di queste robe, anche troppo. Lui rispetto ai

disturbi psichiatrici aveva distinto delle patologie a seconda della bile. E la

bile nera per lui era la depressione. E se guardiamo bene il concetto di nero è

un concetto mantenuto. L umore non è nero, potrei dire grigio, marrone.

Melancolia sta a significare bile nera. L arresto melanconico, lo stupor

melanconico non è altro che l estremizzazione dello stato depressivo. Non è

riferito a uno stato esterno. Ma a un tono dell umore alterato. Un soggetto

depresso, tanto depresso, si blocca, con lo sguardo spento. Alla mattina i

familiari lo trovano, non parla, non si muove, va in arresto melanconico. Sta

così fin quando non si uccide.

Arresto catatonico. Quando sentiamo parlare di catatonia dobbiamo pensare alla

schizofrenia. Quella catatonica è una schizofrenia che aveva prevalenti

disturbi schizomotori. Non esiste solo l arresto catatonico per la

schizofrenia parliamo anche di sintomi catatonici e bizzarri. Non era una

rarità trovare tempo fa delle persone ferme bloccate in posizioni bizzarre. Un

altro di questo tipo è la stereotipia: un gesto che ha un senso, ma che poi lo

perde nella ripetizione. Come c è la stereotipia motoria, c è quella

verbale:  Come si chiama? Giovanni. Quanti anni ha? Giovanni .

Manierismo, si deduce. À una forma d arte dove ci sono spazi vuoti, fronzoli

contro fronzoli, arte ricercata e molto formale.  modo di camminare molto

ricercato . Poi c è il negativismo. Negazione di opposizione: si porta il

paziente a mangiare. Deve fare qualcosa di gradito e lui ha un atteggiamento

negativo, di opposizione.

Il soggetto stava in posizioni assurde per ore. Il soggetto in questo caso può

avere anche un impulso violento, improvviso. Questo è l arresto catatonico.

Stupor maniacale. Uno dice  capisco lo stupor e l arresto depressivo. Un

soggetto in depressione si chiude in se stesso, sempre di più. L altro è

come uno tsunami, come fa a bloccarsi? . Eppure ci può essere un tono

dell umore elevatissimo che poi si blocca. Ha caratteristica sia della

depressione sia della mania. Rientra negli stati misti. Esiste anche lo stupor

maniacale. Stupor ansioso, isterico, melanconico, maniacale. (domanda che ci

può essere).

Adesso passiamo al gruppo in cui abbiamo una disorganizzazione della coscienza.

Le parti costitutive della coscienza saltano. Per cui il soggetto vive come uno

stato onirico, di sonno. Qual è il quadro tipico di questo tipo di stato? Il

delirium. À un disturbo di coscienza il delirium. Delirio è un disturbo di

pensiero. Delirium è uno stato confusionale acuto e transitorio da causa

organica.  Psicosindrome organica transitoria di natura confusionale .

Domanda possibile:  Delirium: definizione e quadro clinico.  À giusto dire

che è confuso? Si, ma se è confusionale per forza è confuso! Non ha senso

dirlo. Uno può essere confuso ma non allucinato. Uno può essere allucinato ma

non confuso. Quindi non ha senso dire questo.  À agitato , anche questo non

ha molto senso da dire. Non vuol dire niente.

Quali sono i sintomi che mi fanno dire che quello è confuso?

Non Lucidità e orientamento. Disorientamento spazio-temporale. Non è lucido

cosa vuol dire: confabulazioni, disturbi di memoria…

e se non parla, come posso vedere se è confuso? Faccia perplessa. Il pensiero

confuso è un pensiero frammentario. Non possiamo pretendere che ci faccia un

discorso. E l affettività come sarà ? Poco pertinente. Ride. Cazzo ridi? O

piange. Ci sono falsi riconoscimenti, e altre robe di questo tipo. Ha forti

disturbi dell attenzione, ricordiamolo bene.

Un quadro confusionale non è raro neppure negli anziani. Se bevono poco anche

in estate possono esserci.

Ci sono tanti sintomi, ma cerchiamo di ricordare quelli più importanti, quelli

segnati.

Lo stato confusionale comincia di notte.

Le cause quali sono?

Delirium tremens. A cosa è dovuto? Alcol, astinenza. Allarghiamo l alcol alle

sostanze e oltre all astinenza mettiamoci anche le intossicazioni.

Intossicazione e astinenza da sostanze.

Stato confusionale è uno stato estremamente grave. À confuso, va sorvegliato.

Ma non è detto che abbia una malattia grave. Esempio: malattie infettive. Le

malattie infettive sono gravi? Malattia infettiva come l influenza. Se c è

febbre alta si possono avere stati confusionali.

Malattie infettive importanti.

Quali malattie possono avere una ricaduta sulle funzioni psichiche? Le malattie

neurologiche, vascolari. Un trauma cranico. Quando viene colpito il sistema

nervoso centrale. Può essere di natura infettiva o no. Oppure anche certi

fenomeni metabolici.

Tipi di delirium.

Il tremens si chiama tale perché ha dei tremori diffusi in arti superiori o

inferiori.

Poi abbiamo il delirium di Wernicke. Non è astinenziale, ma di intossicazione.

Anche peggio. Dal Wernicke si può morire, si può uscire (passa la confusione),

oppure può uscire con un Korsakoff (sindrome amnesica di uscita con amnesia,

falsi riconoscimenti e falsi ricordi)

Importante anche il delirium post-operatorio, dopo intervento chirurgico.

31 Marzo 2014

Delirium post operatorio.

Stato confusionale che segue per qualche giorno un intervento chirurgico. Ci

sono dei fattori di rischio. Stati ansiosi. Oppure interventi chirurgici

importanti, magari in cui sia stata usata anestesia generale. Altro fattore di

rischio è che il soggetto oltre ad essere passato per la rianimazione, che il

soggetto sia un alcolista (ha un quadro di rischio sia sull astinenza che

sull uso). Si è visto un maggior rischio per un quadro confusionale post-

operatoria nei soggetti che prendono più di cinque farmaci. Quelli del

colesterolo, diabete, etc… e che magari sia operato anche di urgenza. Ci sono

interventi chirurgici che hanno bisogno di essere eseguiti in teli rapidi.

Abbiamo finito il delirium: stato confusionale acuto e transitorio di causa

organica.

Adesso passiamo al terzo gruppo. Quello dei disturbi di coscienza meno

frequenti.

Gli stati crepuscolari. Quando la coscienza è ristretta. Il soggetto è in

contatto solo con alcune esperienze, ma ne cancella altre. Questo si chiama

stato crepuscolare o stato dissociativo di coscienza. Una dissociazione di

coscienza è sempre patologica? No. Esistono delle esperienze dissociative

assolutamente normali. Lo vedremo anche nella dissociazione degli stati

crepuscolari, in cui alcuni stati vengono pensati assolutamente compatibili con

la normalità .

Un esempio di dissociazione di coscienza lo possiamo avere quando qualcuno sta

guidando la macchina, pensa ai fatti suoi, passa una città e poi si chiede:

 ho passato quella città  ? Eppure c è passato. Intanto guidava

automaticamente. C è stata una mancata integrazione normale della coscienza.

Poi esistono i disturbi dissociativi patologici. I veri disturbi dissociativi,

non i fenomeni dissociativi.

Potremmo definirli come stati di mancata integrazione delle esperienze. Mancata

integrazione di più livelli di coscienza dell identità e della memoria. La

coscienza è una funzione cognitiva complessa in grado di integrare

l esperienza. Io elimino alcune cose. Mi metto a guardare correttamente alcune

cose, ma ne escludo altre. Correttamente ho pensato ai cazzi miei, ma ho escluso

la strada che ho percorso.

Altro disturbo. Giustamente viene definito disturbo dissociativo di identità .

Poi noi tutti la definiamo personalità multipla. Personalità multipla ce

l ha anche Zelig. Ma lui lo sapeva, non è un problema di memoria, non ha

cancellato quello che era prima, faceva come il camaleonte. Assume il colore di

dove si trova a posarsi, come il camaleonte.

Quali sono gli stati dissociativi di coscienza crepuscolari? [possibile domanda

d esame].

Mentre gli altri stati riguardano lo stato di coscienza, la dissociazione può

riguardare sia lo stato di coscienza, sia la coscienza dell Io. Lo facciamo

con gli stati di depersonalizzazione e derealizzazione. Se colpisce la coscienza

dell io c è uno stato di distacco.

Quali sono i disturbi dissociativi (=mancata integrazione delle esperienze)?

Aggiungiamo un altra differenza. Il termine  dissociativo  è stato usato

per tanto tempo anche per indicare la schizofrenia. Quando il prof era in

specialistica, prima di scrivere schizofrenia, si mettevano le diagnosi

 sindrome dissociativa . À un errore di per sé. À che si poteva usare il

termine dissociativo per non usare schizofrenico. Era di fatto un quadro

schizofrenico. Che differenza c è tra una dissociazione di coscienza e una

dissociazione schizofrenica? [Domanda d esame]

Dissociazione di coscienza è una mancata integrazione delle esperienze del

senso di identità e di memoria. La dissociazione schizofrenica è una mancata

integrazione delle funzioni dell Io. L io è rotto: vuol dire che l Io

diventa incoerente nelle sue parti. Vuol dire che il pensiero, gli affetti e i

comportamenti sono slegati tra di loro. Quindi il soggetto viene visto anche al

di fuori come un soggetto che fa cose strane. Perché ha un affetto, ha un tipo

di pensiero e un altro tipo di comportamento. À come se la mente fosse rotta.

Nella dissociazione di coscienza la mente non è rotta, è ristretta.

Es.: la ragazza mi fa un complimento:  Lei è simpatico  - risposta:

 Stronza . Oppure mi avvicino con un sorriso e poi dò un pugno. Si parla di

bambini che muoiono. Si parla di cose allegre e piango. L io è rotto, la

mente è rotta. In greco si dice:  schizofrenia . La dissociazione riguarda

le funzioni dell io. Oligofrenico: mente povera, minorato in qualche modo.

Termine usati.

Disturbi dissociativi.

Il DSM mette dentro anche le amnesie psicogene. Se io cancello dalle mie

esperienze qualcosa c è sempre un aspetto dissociativo. Non compare dentro le

mie esperienze perché cancello qualcosa. Le amnesie psicogene possiamo metterle

anche dentro qua.

Quali sono gli altri quadri?

1. Fughe dissociative.

2. Disturbo dissociativo di identità (DPM = disturbo personalità multipla)

3. Sonnambulismo

4. Stati di possessione

5. Stati di trance

6. Sindrome di Gancer

1. Fughe dissociative.

Apriamo una parentesi. Ci parla in generale delle fughe, prima. Poi ci dirÃ

cosa sono le fughe particolari, o dissociative. Apriamo una parentesi. Capita di

fare una domanda  fuga crepuscolare . Sono solo quelle a coscienza

dissociata. Allarghiamo un attimo, per capire cos è il comportamento di fuga.

Cos è il comportamento di fuga? Allontanamento improvviso dall ambiente

solito. Roba da chi l ha visto, il soggetto scompare. À sempre espressione di

patologia? No. Io posso scappare di casa perché c è il terremoto. Io

singolarmente posso avere invece un comportamento di fuga perché ho quel moroso

là , la mamma e papà non vuole, vado via di casa. Spesso invece la fuga è un

comportamento che segnala un disagio o una vera e propria patologia. Allora

divido le fughe in a coscienza confusa (o amnesica), a coscienza dissociata, a

coscienza integra.

Prendiamo una fuga a coscienza confusa. Chi può fare una fuga a coscienza

confusa? À il demente. Il vecchiotto che si allontana da casa, si perde. Si è

allontanato perché si è perso. Disturbi di memoria. Fuga a coscienza integra

possiamo invece dire: la fuga è assolutamente una cosa normale. Eh no. Dobbiamo

vedere perché scappa. Ci possono stare le patologie normali. La mia coscienza

è integra ma posso scappare: 1. perché sono in preda alle allucinazioni. Si

sente minacciato. Quindi è uno psicotico, sta vivendo un esperienza di questo

tipo. 2. in preda a un delirio persecutorio. La gente mi vuole ammazzare, mi

controlla e io scappo. 3. Fase di eccitamento maniacale. Scappo perché devo

andare a redimere il mondo e portare la voce della verità nel mondo intero.

Sono in una fase maniacale, sono un soggetto bipolare, ma la coscienza è

integra. 4. Perché penso di trovare una soluzione alla mia sofferenza nello

scappare. Se uno è depresso pensa di curarsi cambiando casa. Sindrome del cocco

e della banana. Uno degli stati americani che ha un organizzazione

psichiatrica eccellente è lo stato delle Hawaii. Vanno lì, si scompensano

ancora di più, e poi si rendono conto di star peggio.

Oppure, sempre a coscienza integra, ci può essere l allucinato, il delirante,

un maniacale, un depresso, oppure può essere un depresso che va acting. Acting,

agire, azione, sta al posto di capacità di provare sentimenti affetto e dolore.

Si chiama anche  agito . Un agito classico è il suicidio, un altro la

dipendenza. Tra le azioni ci può essere la fuga. Un paio di film richiamano a

una fuga a coscienza integra:  Centochiodi . O  Into the Wild . Con le

fughe crepuscolari non centra il cocco e la banana.

Che caratteristiche hanno queste fughe e che cause le possono determinare. Il

soggetto prende il treno, compra un biglietto, va in stazione, lo paga, compra

il giornale, se ha fame mangia al ristorante, se deve parlare con qualcuno

parla, tutto normale… arriva a Reggio Calabria ed è come se si svegliasse e

dice:  Dove cazzo sono? Come ci sono arrivato? . Delle volte:  Chi sono?

 . Come in uno stato sonnambulico. Come se avessi vissuto un esperienza

sonnambulica. Non ricorda cos ha fatto, da dove è partito.

Una volta è arrivato in Italia un europeo che parlava solo in dialetto e che

non si riusciva a identificare di che nazione fosse. Parlava questa lingua

centro-europea che non si capiva bene, non aveva documenti. In questo caso non

aveva fatto niente. Ad un certo punto cerca un lavoro, trova un villaggio di

turisti, gli dicono di mettere gli ombrelloni, di portare le sdraio, come uno

straniero in cerca di lavoro. Questo sta qualche mese qui, poi scompare di

nuovo, ricompare qualche mese dopo dove non ricordava chi fosse. A distanza di

tre anni è venuto fuori che lui era un Olandese, aveva aspettative militari, è

stato trombato ed ha avuto questo stato dissociativo che è durato tantissimo.

Anche la difficoltà di fargli recuperare un po  la memoria. Che è tornata

dopo mesi e mesi. Questo non sa. Se uno va a Reggio Calabria, che ci vada, sono

affari miei. Un confuso non ci arriva. Intanto se lo compra lo compra sbagliato,

sale su un altro treno… questo qua invece è perfetto. Questo fa delle robe

perfettamente. In uno stato quasi di trance o sonnambulico. In questo caso si

chiama fuga dissociativa isterica. La chiamiamo isteria, e la collochiamo in

isteria dissociativa. Questa è un isteria dissociativa. In qualche maniera

può essere collocata e spiegata così. Un soggetto che venga trovato qui fuori

Padova che non si ricorda da dove viene, fisicamente sano, che apparentemente va

tutto bene. C è anche un epilessia temporale, o psicomotoria. Il soggetto

non perde la coscienza, ha però uno stato dissociativo che dura un certo

periodo anche nella fase post-critica.

Esempio di crisi temporale breve. Quando lavorava in neurologia c erano delle

esercitazioni. Crisi breve temporale: andato in dissociazione di coscienza, atti

semplici senza perdere la coscienza.

3. Sonnambulismo. À una parassonnia. Disturbo collegato col sonno che non

necessariamente disturba il sonno. Tra le parasonnie c è il sonnambulismo,

che è uno stato dissociativo. Il soggetto non va sui cornicioni, ma compie una

serie di azioni che poi non ricorda. Se uno si sveglia per fare pipì cosa fai?

Questo no, è totalmente preso da quelle quattro-cinque azioni che fa, ma che

poi dimentica. Il sonnambulismo, chiamiamolo disturbo dissociativo, ma

chissene… Stessa cosa diremo sugli stati di trance.

2. Disturbo dissociativo di identità . Personalità multipla. Nel disturbo

dissociativo di identità il soggetto ha la propria coscienza ordinaria che

viene sostituita da un altra coscienza. La personalità dominante lascia il

posto a un altra personalità con caratteristiche psicologiche, fisiche,

comportamentali diverse, spesso opposte. Come a dire che su un palcoscenico,

dopo un bel monologo dell attore principale, lui scompare ed entra in scena un

altro opposto.

La persona A scrive in una certa maniera, la persona B scrive in un altra

maniera. Devono essere due? Possono essere tre, quattro, cinque, tutte con

caratteristiche diverse. Sembra sostituire il personaggio ufficiale.

Assolutamente raro. Come mai, cosa succede e come possiamo avere l idea che

una personalità abbia un altra personalità ? Se io non so di averla?

Come posso immaginare che c è un altra personalità ? Ad esempio potremmo

riferire che lui ha esclusivo accesso dentro la propria biblioteca e ha trovato

fuori posto un libro ma lì nessuno è entrato perché può entrare solo lui, ma

lui non ricorda di averlo spostato. Io sono per strada, cammino, e mi vedo

salutare da uno che non conosco. Dimostra di conoscermi. Ricevevano telefonate

di prenotazioni sessuali o di droga in cui loro non facevano né le prostitute

né le spacciatrici. Non posso ricordare. Un caso che vedremo è di una

studentessa inglese che era una studentessa di giurisprudenza che la mattina si

svegliava con polsi tagliati e sangue dappertutto. Poi trovava dentro la

scrivania degli scritti con una scrittura che non riconosceva essere propria.

Poi la storia vedremo com è.

Solitamente il passato è un passato di abuso. In cui il bambino comincia a

dissociare. Una donna che da piccola sia stata violentata può rappresentare una

parte cattiva, distruttiva, che chiede aiuto perché spaventata. Freud diceva

che a volte non serve l abuso, ma basta la fantasia di abuso da parte del

bambino. À un passo indietro per evitare di parlare troppo specificatamente di

un argomento scottante? L abuso non è sempre legato a personalità multipla,

ma può essere una delle cause della dissociazione.

Ci può essere personalità multipla senza amnesia?

Jenny è una persona separata di 32 anni. La sua richiesta di entrare in terapia

è avvenuta in seguito a vuoti di memoria, che duravano anche per dei prolungati

periodi. Jenny dimostra di essere una persona razionale. Ha pochi ricordi nella

sua infanzia, che descrive generalmente felice.

1 Aprile 2014

Stati di possessione.

Rientrano tra gli stati di trance. Gli altri stati sono in qualche modo

ricercati, in cui il soggetto cerca cioè di andare in trance. La trance di

possessione è diversa. À uno stato dissociativo in cui il soggetto sembra come

in uno stato stuporoso in cui il soggetto sembra mostrare delle caratteristiche

diverse da quelle che sono abituali. All interno di una crisi il soggetto ad

esempio parla con una voce che non è naturale, una voce demoniaca, infantile,

diversa. Un po  come se ci fosse un attimino una presa, una rappresentazione

di una personalità multipla. Mentre nella personalità multipla abbiamo una

vita, un esperienza di questa vita, qui è tutto racchiuso in uno stato di

trance. Non compie azioni particolari, ma ha dei comportamenti, delle

caratteristiche soprattutto sulla voce, che sembrano nascondere una presenza.

Immaginiamo come può essere interpretata anche adesso dalla Chiesa. Anche se

un altra trance di possessione può essere una possessione da un elemento

diverso dal demonio, come la tarantola del popolo salentino. À una crisi

abbastanza breve che resta nell ambito dell isteria, in cui viene espresso

qualcosa che non è abituale per il soggetto. Noi potremmo dire che è anche una

fuga particolare, è una specie di stato di trance. Potremmo dire che è uno

stato di trance il sonnambulismo. À uno stato altro di coscienza. E solitamente

viene suddiviso in generale da trans da ipostimolazione o da iperstimolazione.

Ipostimolazione: riduco più stimoli possibili. Il soggetto va in trance. Molti

la suggeriscono non-trance, ma ascetismo. La definiscono stato di estasi. Può

essere creato da un certo tipo di pratiche. Vengono ridotti gli stimoli o ci si

concentra solo su alcune cose e si va in trance. Le trance più note, quelle in

cui tutti sono d accordo, sono quelle provocate da iperstimolazione. Sempre

collegata alla musica e al ballo. Aggiungeremmo anche qualche sostanzetta a

volte, e siamo apposto. Parliamo di queste trance. Ad esempio una storica.

Fondamentale in tutti gli stati di trance è fondamentale la presenza di un

mediatore: sacerdote, sciamano, medium. Una trance classica era una trance con

visioni, tipica dell epoca classica, la trance dionisiaca. La musica e il

ballo di un contesto religioso, rappresentazione teatrale, che permette

all individuo il contatto con Dio. Siccome questi riti facevano entrare in

contatto con il dio Dioniso. C era un contesto collettivo. Solitamente sono

trance collettive. In questo caso la popolazione greca di una cerimonia

religiosa cercava di indurre uno stato tale per entrare in contatto con Dio. Da

questa cerimonia poi è nato il teatro greco. Il teatro greco nasce in un

contesto religioso. Poi ci saranno i grandi, Sofocle, Eschilo ed Euripide, ci

saranno spazi per la rappresentazione in cui si rappresenterà il mito,

provocando quella che ha definito Aristotele  catarsi . Sicuramente

c erano le sostanzette e il vino. Un altra trance se vogliamo con visioni o

di un contesto più o meno di ricerca dell aldilà , del mondo dei morti, delle

origini, del periodo storico anche attuale, è l esperienza del Vodoo o della

Macumba. I medium andavano in trance e dovevano andare in contatto con i loro

antenati. Molti hanno sempre cercato di salvaguardare. Il mito degli antenati è

fondamentale in questi casi. In questo caso la popolazione afro-americana

cercava di entrare in contatto con divinità delle proprie origini. La musica

che induce la trance, oppure l uso della musica per esprimere qualcosa di

collettivo.

Un altro stato di trance è quella divinatoria. Io vado in trance, o qualcuno va

in trance, in questo caso ad andare in trance è lo sciamano o il sacerdote, che

predice il futuro, che ha attraverso la divinazione il contatto con Dio.

L oracolo di Delfo diceva una grande verità : una grande cazzata. Come da

Edipo:  Tu verrai ucciso da tuo figlio e lui ti succederà nel talamo

nuziale . In realtà è stato l oracolo a far allontanare il figlio, che è

nato sotto un altro Re, che poi lo avrebbe ucciso.

La trance divinatoria predice. Questo è l uso comune dei medium. Dai quali si

va per farsi predire il futuro. Oppure il rito medianico. C è sempre un

aspetto molto rituale. Molto importante la ritualizzazione. Poi c è un altro

rito religioso, all interno della filosofia della religione islamica. Noi

sappiamo che il cristianesimo è andato a rompere le palle a Saladino quando a

Gerusalemme convivevano bene musulmani, cristiani ed ebrei, grazie al

 grande  Riccardo Cuor di Leone. All interno della religione ci può

essere un braccio armato. Per esempio i Sic, quelli che non si tagliano mai i

capelli, dell area nord-occidentale dell India. Questi qui sono un po 

come gli ebrei. Devono portare tutti un simbolo che è una lancia o un arma.

Naturalmente alcuni, gli esaltati, girano con le lance. Ma solitamente uno va a

staccare un simbolo. Le religioni non necessariamente hanno solo un braccio

armato. Bisogna vedere come si interpreta il Corano e la Bibbia.

Noi abbiamo la trance del tarantismo. Lo stato da Trance che viene indotto a

scopo terapeutico. Può essere introdotta come esperienza mistica, come

esperienza religiosa, etc…

Dalla credenza che alcune malattie sono determinate dalla cultura della

tarantola. In ambiente rurale venivano colpite le donne, nel periodo in cui

andavano nei campi, e poi la credenza che queste qui venissero possedute dalla

tarantola. Come liberarla? Si creava un rito, anche questo mediato da una figura

istituzionale che è la vecchia del villaggio, e con l orchestrina che suonava

con un certo ritmo, una musica che permettesse di ballare fino allo sfinimento.

La pizzica. In realtà abbiamo cercato delle tarantate ed erano tutte con

l Alzheimer. Col fenomeno del tarantismo è entrata la Chiesa proponendo un

santo che guariva le tarantate. Si è avvicinata una serpe e lui non è stato

avvelenato. San Paolo. La festa della Taranta è il giorno dei santi pietro e

Paolo, il 29 di Giugno. L unione del pagano e del cristiano. Una musica che

faccia ballare la donna fino allo sfinimento. Quando non ce la fa più cade a

terra e per magia il ragno che è dentro muore. Non muore nulla, certe crisi

comunque poi ritornano. Loro hanno interpretato come comportamento legato alla

cultura della taranta. Il tarantismo nel salento è il nargismo. Non è un rito

che è scontato. Quello che viene in qualche maniera rappresentato in maniera

scenografica, per uccidere la tarantola devono esserci determinate

caratteristiche. Certi strumenti, un certo tipo di ritmo e un certo tipo di

colore. La tarantata deve toccare i colori, deve essere presa dalla trance con i

colori, se tocca il colore giusto e la nota giusta guarisce. Cosa colpisce di

questo fenomeno? Che all interno di una trance di questo genere qua la donna

tarantata fa le cose più lassive e maiale. La liberazione della donna viene

accettata e fa parte di un rito. Magari questo può essere legato a esperienze

di abuso. Certe persone che venivano portate in trance terapeutico di questo

tipo avevano avuto una qualche forma di abuso. Questa è la trance della

tarantata. A parte questa prerogativa nostra di aver espresso questo spettacolo

di trance nel salento, adesso non si vede più niente, non c è più niente.

Fanno i festival, i congressi, ma resta un fenomeno culturale molto bello e

interessante. Adesso non c è più e via.

Lo stato di trance rappresentato molto di più in oriente pare che un

occidentale sia quello che si tutela di più. Qual è lo stato di trance che è

assolutamente molto frequente adesso? La tecnotrance. Che cos è la

tecnotrance? Una musica che tenta di avere suoni ripetitivi. Intanto non è un

fenomeno recente. Il primo cantante che ha fatto un opera tecno è Celentano.

Che mediatore c è? Il DJ. Ma una volta il DJ era lo sfigato del gruppo.

Quello che metteva su i dischi e guardava gli altri. Adesso i DJ trombano un

casino.

L esorcismo si basa sul fatto che ci sia il demonio di mezzo.

Ultimo disturbo dissociativo dello stato di coscienza: Sindrome di Ganser.

À stata descritta da un certo psichiatra di nome Ganser. Ha trovato sette casi

di carcerati, in attesa di giudizio, che comunque avevano una pendenza dal punto

di vista giudiziario, che avevano comportamento tipo stato sognante, come

allucinazioni, quadro sognante come perplessità . Avevano un tipo di risposta

particolare: dimostrano di capire la domanda ma rispondono in maniera

assolutamente sbagliata. Es.:  A cosa servono le mani?  -  A prendere il

coltello, a suonare…  -  Quante mani hai?  -  5! .

Colpisce soggetti di non eccessiva intelligenza. E poi quando il problema si è

risolto passa. À una crisi così. Alcuni hanno detto che è una crisi

psicotica. Come un esperienza psicotica. Tipo schizofrenico. Transitorio.

Altri dicono:  Questo ci fa, non ci è. Quindi simula. À simulazione . La

simulazione è un atto di cui il soggetto è cosciente, per avere benefici.

La terza ipotesi è di alcuni psichiatri che dicono che sia uno stato

dissociativo, una coscienza che si altera, con allucinazioni. Sindrome di

Ganser. Poi ovviamente questi sono problemi che il giudice di fronte al paziente

chiederà consulenza agli esperti. Il giudice non chiede mai una diagnosi agli

esperti. Chiede:  Nel momento del reato, aveva totale capacità di intendere e

di volere? La aveva ridotta? Era azzerata? . Anche uno schizofrenico può

andare in carcere.

Finiamo con la dissociazione della coscienza dell Io.

Cosa succede in questo caso? La coscienza dell Io è quella che l Io ha di

sé. Qual è la conseguenza di una dissociazione qui? Non c è nessuna perdita

della memoria. Ma c è un senso di estraneità , di stranezza, del proprio sé

corporeo o fisico, dei sentimenti e della realtà . Nel primo caso si parla di

depersonalizzazione del corpo, nel secondo di autopsichica, nel terzo di

allopsichica. La depersonalizzazione: che riguarda il corpo, mente e sentimenti,

realtà . Vive esperienza di estraneità . Sento il mio corpo come diverso dal

solito. Come più pesante. Come se non mi appartenesse. Se autopsichica i

sentimenti che provo li sento distanti, diversi dal solito, come se non sapessi

da dove venissi. La derealizzazione, sento la realtà diversa dal solito. Come

attraverso un vetro smerigliato. Ho un senso di estraneità , non cancello nulla,

mi sento estraneo al mio corpo, alla mia mente e alla realtà . [domanda che

potrebbe fare].

1. Mai vissuto questa sensazione? A volte siamo stanchi, dura poco, succede,

capita anche normalmente. À normale in questo caso, dura un momento. 2. Viviamo

questa sensazione con una grossa angoscia? Abbiamo paura quando succede? Stiamo

male per tre, quattro, cinque minuti?  > Cos è? Un disturbo di attacco di

panico. Andiamo sempre peggio. 3. Su queste sensazioni di stranezza, di

estraneità , cominciamo a fare un elaborazione cognitiva che interpreta? I

sentimenti non sono più quelli di prima, sono diversi, chissà da dove vengono?

Forse non sono miei? - in questo caso è partito. (Serenase gocce, 20x3).

Se noi cominciamo a elaborare cognitivamente queste sensazioni, come se

venissero inoculati da altri, il corpo si sta trasformando, oppure la realtÃ

acquista significato strano. La realtà diventa, mi pare che… sia ostile. Non

è solo strana, è proprio ostile. Quella persona poi ce l ha con me.

Quell altro pure.  > Questo probabilmente sta passando a una psicosi, ci sta

scivolando dentro. C è una continuità .

Ripetiamo le definizioni.

Disturbi di coscienza possono essere visti sotto tre categorie:

1. riduzione del livello globale di coscienza, da un minimo al massimo, non

necessariamente patologica.

C è uno stadio comunque di mancanza di contatto col mondo che è lo stupore,

di causa organica ma anche di disturbo funzionale. Stupore o arresto ansioso,

isterico, melanconico, catatonico e maniacale.

2. La coscienza non funziona nelle sue parti. La lucidità salta, salta

l orientamento, abbiamo la confusione mentale. Delirium, stato confusionale

acuto transitorio da causa organica. Ricordiamo i sintomi più importanti:

disorientamento, falsi orientamenti, confabulazioni, allucinazioni che possono

esserci ma anche no…

3. Coscienza ristretta. Si chiama anche stato crepuscolare. Vede benissimo certe

cose e ne esclude altre. Meglio se lo chiamiamo stato dissociativo di coscienza

o disturbo dissociativo. Ricordiamo la differenza che c è tra dissociazione

dello stato di coscienza (mancata integrazione delle esperienze) e dissociazione

schizofrenica (mancata integrazione delle funzioni dell Io: pensieri da una

parte, emozioni dall altra, etc…). Anche se in qualche cartella clinica

scrivevamo  sindrome dissociativa  come se fosse proibito parlare di

schizofrenia, e intendevamo  schizofrenia .

2 Aprile 2014

Il pensiero.

Definizione. (non occorre che la impariamo). À quella funzione cognitiva

complessa atta ad organizzare le informazioni ed integrare esperienze attuali

con esperienze acquisite, a riconoscerle all interno del proprio mondo, ad

associarle e confrontarle con quelle altrui condividendone significati,

astraendone concetti, producendo idee e utilizzando simbolizzazione e metafore,

e infine a produrre critica e formulazione di giudizi.

À una funzione cognitiva che organizza le idee.

Es.: siamo un gruppo di studenti interessati. Siamo un gruppo di studenti

rompimaroni.

Abbiamo disturbi nella produzione del pensiero, su come si producono, e la

critica della realtà , il giudizio della realtà .

Sicuramente c è pensiero e pensiero. Possiamo dire che i nostri contenuti

mentali con le nostre idee possono avere dei contenuti di tre tipi.

Potremmo anche definire il pensiero come classificabile, divisibile in:

1. pensiero reale/razionale

2. pensiero immaginativo

3. pensiero fantastico

Che cos è il pensiero razionale? Che stiamo facendo una lezione di

psichiatria a Padova a degli psicologi. Comincia a far caldo e quindi magari

dovrei togliere la giacca. Poi magari alcuni di voi li conosco perché li ho

visti…

Pensiero razionale è questo.

La situazione economica in Italia è difficile. C è un problema in Crimea. La

situazione ambientale è estremamente complicata. In politica viene su Renzi e

Crozza lo prende per il culo. Pensiero razionale.

Poi c è anche un altro tipo di pensiero, quello che ci aiuta nella

regressione dell Io.

Magari a Pasqua potrei fare una gitarella. Potrei andare nell Omar. Boh, non

lo so. Però non ho voglia. Magari se parto da Venezia vado… mah, poi magari

conosco persone interessanti. Magari faccio un safari da qualche parte.

À un pensiero realistico? À un pensiero possibile. Una cosa ipotetica su cui

la mia mente va.

Pensiero fantastico invece? Cazzo, sono Napoleone e vi taglio le orecchie a

tutti così la smettete di prendermi per il culo.

Sono Napoleone? Ma perché non posso immaginare di essere nel 1200, o nella

spedizione degli Achei a Troia? Posso pensarlo? Si. Ma perché non posso pensare

che Corona si faccia la storia con la Belen e queste femmine qui me le faccio

io. Oppure essere futuro eroe nel mondo degli Hobbit. Basta che sappia che è un

pensiero, che è una fantasia.

Se questa fantasia io la sento, la avverto come reale, si chiamerà poi delirio.

Ma io come pensiero vado dove voglio, sono libero di andarci. Il pensiero

razionale è quello che usiamo spesso, le idee vanno su quello. Roba realistica.

Un pensiero immaginativo è quello dove creo delle possibilità che ci possono

essere. E poi il pensiero assolutamente fantastico che va al di là delle regole

e dello spazio.

Andiamo ai disturbi del pensiero.

Abbiamo due grossi gruppi:

1. disturbi dell ideazione e della produzione delle idee. La produzione può

essere normale o patologica. Siccome è una funzione cognitiva possiamo giÃ

iniziare con un pensiero rallentato e un pensiero accelerato. Come abbiamo

parlato di più percezioni e meno percezioni, allo stesso modo possiamo parlare

in questo modo. Possiamo parlare di quando le idee sono troppo lente, faticose,

si susseguono con estrema lentezza. Come faccio a sapere se un pensiero è

rallentato? Se uno tace? No. Siccome solitamente parliamo, possiamo pensare che

un soggetto abbia un pensiero faticoso, lento. Idee che si susseguono con

particolare lentezza. Possono essere dovute a uno stato di torpore psichico,

come quando si beve troppo.

Ma c è una patologia in cui questa ideazione è rallentata, perché è una

caratteristica quasi sempre di questa patologia?

La depressione. Manca lo stimolo. Manca l investimento. Pensiero lento. Poi

vedremo anche che sarà sempre un pensiero che andrà solo su certi temi. Il

soggetto tende a parlare poco. Fa fatica, c è tutta la depressione maggiore.

Accelerazione ideativa. À quando un soggetto produce moltissime idee. Quindi

rispetto alla parola, che ci indica il pensiero, avremo la logorrea. Il soggetto

parla tanto, fino ad avere una specie di fuga. A volte si arriva anche

all insalata di parole, al massimo. Secondo noi in quale situazione normale si

può diventare logorroico?

Quando è contento. C è un elemento gioioso che mi fa essere contento. Delle

volte la logorrea è anche per la paura.

Es. una volta in aereo andando in India uno ha parlato per 12 ore.

L interpretazione era solo la paura.

In patologia, quale sarà la patologia che esprimerà le tante parole? La mania.

À il polo opposto alla depressione. Abbiamo fatto il pensiero rallentato.

Poi c è il pensiero prolisso. Che cos è? À un pensiero lungo, tortuoso,

di per sé non è che sia un pensiero che mette tantissime parole come il

logorroico. Però è uno che gira, descrivendo elementi collaterali, elementi

secondari alla fine della comunicazione. Come dire che se noi da qui vogliamo

andare alla stazione, usciamo e andiamo dritti. Piuttosto che far così andiamo

alla guizza, passando dal portello, poi torniamo alla stanga e infine arriviamo

alla stazione.

Era visto tipico di alcune forme di epilessia. Alcuni lo hanno chiamato pensiero

vischioso. Circostanziato, prolisso.

Ricordiamoci in ogni caso che è un pensiero lungo, ricco di elementi che non

servono alla comunicazione, di solito è caratteristico di alcune patologie

organiche come insufficienza

mentale.

Poi abbiamo il pensiero disorganizzato. À disorganizzato nel senso che c è

una scarsa linearità tra le parole. Il pensiero diventa frammentario, spesso

incomprensibile, non comunicativo (non è solo lungo, non si capisce dove va), e

può essere da causa organica o da causa funzionale. Da causa organica è il

pensiero confuso. Che è del confuso. À delirium. Pensiero confuso va da causa

organica (anche nel demente), ed è il pensiero del confuso. À tipico del

delirio.

E da causa funzionale si chiama invece  pensiero dissociato . Ecco

un altra dissociazione! Pensiero dissociato o dissociazione del pensiero. Da

causa funzionale. Quale potrà essere la malattia che potrà non necessariamente

avere un pensiero così? La schizofrenia. Il pensiero dissociato è stato visto

come una delle caratteristiche fondanti di quella malattia che ha definito

schizofrenia.

Potrebbe esserci una domanda:  Dissociazione del pensiero , o  Pensiero

dissociato . Il pensiero è discontinuo, incomprensibile, frammentario. La

comunicazione difetta. À un pensiero frammentario, incomprensibile, tipico

dello schizofrenico, ma dobbiamo dire anche perché è così. Che fenomeni lo

rendono così. Adesso parliamo di fenomeni del pensiero dissociato.

Iperinclusione. Cosa vuol dire? Metto dentro, all interno di un discorso, un

contenuto, una o più idee che non centrano niente col discorso.

Es.Sto facendo una lezione di psichiatria? Sto parlando di disturbi del

pensiero? Il milano per fortuna ha vinto 2 a 0. Poi parlerò di disturbi

ossessivi.

Che cazzo centra il milan?

Fusione. Corrisponde alla Roschac alla contaminazione. La condensazione del

sogno. Fondo due termini in uno. Cosicché i due termini perdono il loro senso.

Es.: Possiamo dire che una nuvola ha la forma del carro armato? Si.

Posso dire una  Nuvola armata ? Posso dire un  carro nuvoloso ? No!

Deragliamento. Un treno deraglia, va fuori dai binari. Siccome esiste la

metafora del binario del discorso, vuol dire che il soggetto esce dal binario e

va da un altra parte.

Es.: Sto facendo una lezione di psichiatria sui disturbi del pensiero. La

situazione in crimea diventa difficile. E comunque il Milan ha vinto…

Tangenzialità . À simile al deragliamento. Più che un discorso che ha una sua

linea che poi taglia, è un discorso che non si inserisce nel discorso altrui.

Non deraglio rispetto al mio discorso, ma deraglio rispetto al suo discorso.

Es.: Come si chiama? - Ho venduto la bicicletta.

À un discorso tangenziale. Detto anche risposta di traverso. Ricordiamoci che

una volta veniva definita risposta di traverso quella del Ganser, ma è

sbagliato. Il Ganser ha una risposta totalmente sbagliata su una comprensione

corretta. Ma alcuni la chiamano anche lì risposta di traverso. Anche se in

realtà la risposta di traverso è propria dello schizofrenico.

La domanda potrebbe essere a questo punto: Siamo sicuri che la persona abbia una

risposta di traverso o siamo noi che non l abbiamo capito?

Es: paziente schizofrenico, Andrea. Andrea più di una volta quando veniva in

ambulatorio, nel momento in cui il prof chiedeva:  Come va? , lui

rispondeva:  Eh dottore, ad Auschwitz i medici facevano esperimenti sui

detenuti , oppure:  Come vuole che stia, dottore, che 6 anni fa sono venuti

a prendermi a casa e mi hanno preso in casa e mi sentivo come in carcere? . La

seconda è una risposta sensata. Ma la seconda non l ha data, ha dato la

prima. In verità con la prima voleva dire la seconda. Per associazioni libere

il prof chiede della sua salute e il malato risponde della sua malattia. Ma di

come la vede lui, di cosa ci associa lui.

Neologismi. Sono delle parole assolutamente originali, nuove, che il soggetto

produce e che non hanno senso. Noi sappiamo adesso dalla depravazione della

lingua italiana che tanti soggetti usano parole a cazzo di cane.

Es.:  Psicopene . Oppure.  Dottore, guardi che non sono mica ipocrife! 

 > avendo una decente cultura, è sicuramente un neologismo.

Assonanza. Associo parole solo per il suono non per il senso:

 Salto il fosso rosso quando posso . Mi lego al suono e non al contenuto, al

senso.

Barage, o blocco del pensiero. Il soggetto mentre parla improvvisamente tace, si

blocca. Perché si blocca? Potrebbe bloccarsi, ma non sarebbe un disturbo

all interno della dissociazione del pensiero, per una crisi epilettica. I

bambini che delle volte vengono definiti assenti a scuola, che vengono detti

distratti e che hanno sospensioni di coscienza. À come se il pensiero

automaticamente si fermasse.

Come si fa a sapere che è un blocco del pensiero? Potrebbe fermarsi il pensiero

perché il soggetto ha sentito una voce. Se adesso sentiamo una bomba mi fermo,

ma la sentiamo anche noi. Se la bomba la sento solo io ho un allucinazione. Se

si chiede al paziente in questo caso, non è che ti dice che ha

un allucinazione. À come se il pensiero si blocca. Sospende il pensiero.

Sono disturbi sull ideazione che comportano un pensiero frammentario, cioè un

pensiero dissociato.

Non ci sono necessariamente tutti gli elementi. Non è una costante della

schizofrenia, ma è una sua caratteristica. Può esserci anche uno solo di

questi elementi, o si possono alternare. La linearità del discorso a quel punto

è compromessa.

Sempre nei disturbi dell ideazione, andiamo avanti.

Pensiero fisso o idea fissa, o idea dominante. Sul libro c è scritto

 dominante . Non è detto che sia fisso sempre. Ma diciamo che è un

contenuto ideativo che sovrasta gli altri. Il pensiero fisso si divide in due

tipi (che dobbiamo sapere bene).

a. pensiero prevalente

b. pensiero ossessivo

Che cos è il pensiero prevalente? L idea prevalente è un idea

egosintonica (ricordiamocela, il pensiero ossessivo è egodistonico). À lui che

vuole pensare così, continua a filar dietro questo contenuto. L idea

prevalente, egosintonica, prodotta dal soggetto, che a volte non ha neppure

coscienza di malattia, può essere un idea normale? Certamente. Innamoriamoci

e a cosa pensiamo? Abbiamo l esame il giorno dopo. Dobbiamo fare l esame.

Pensiamo all esame. Non serve a niente pensare all esame, o studi o vai

fuori! E no. À normale. Poi il giorno dopo uno fa l esame e poi cessa di

pensarci.

Es.: il prof doveva comprare un appartamento tanti anni fa, entro fino ottobre

perché a novembre aumentavano le tasse del 2%. Tutti quelli che dovevano fare

alloggi lo facevano in quel momento, cambiando le carte dal notaio. Poi alla

fine è andato a firmare e dell idea prevalente nulla più.

Es.: fumo come un turco, a un colpo di tosse sputo un sangue. Devo fare una

lastra, penso sia un tumore. Penserò sempre a questo. Poi faccio una lastra,

vedo che non c è, e via, sono apposto.

Es.: ipocondria. Che deve essere messa tra i disturbi d ansia. Ansia

focalizzata sul corpo. Teme di avere malattie. Ma a differenza del fumatore

incallito a cui passa una volta che è rassicurato, l ipocondriaco è

preoccupato. Magari la lastra l ha fatta e pensa che l hanno sbagliato.

L ipocondriaco rompe i maroni. Anche in questo caso possiamo parlare di tratti

ipocondriaci: uno sa che quell amico ha una malattia, ci pensa un po  di

più… ma non a punto di patologia.

Gelosia morbosa. Che cos è? C è la gelosia. Timore di perdere il proprio

amato/amata. C è una sofferenza. Ma quando questa gelosia è normale? Quello

che quando lei abbraccia con un ragazzo che incontra e che conosce e si rompe i

maroni.

Il geloso morboso è quello che quando si alza:  Perché ti sei vestita così?

 . Se lei telefona:  Ma perché mi hai telefonato? ,  perché hai fatto

così tardi? . Il geloso morboso è prigioniero del dubbio di tradimento. Del

dubbio. Se c è la certezza è delirio (delirio di gelosia).

Ruminazione depressiva. Girare attorno sempre a qualche elemento. Quale sarÃ

l elemento? Le robe vanno male, mi sento in colpa, oramai non ho speranza, le

robe andranno peggio… Questo riflettere sempre sul negativo. Questa si chiama

ruminazione depressiva.

Dismorfofobia. Che adesso si chiama  disturbo da dismorfismo corporeo ,

perché in realtà non è una fobia, ma è la convinzione-convincimento fino a

quasi il delirio per un supposto difetto fisico. Di una parte del corpo

solitamente visibile.

Es.: naso grosso, pochi capelli, etc… Non c è una fobia. La fobia è un

disturbo d ansia di fronte a uno stimolo. Non è la paura del lutto o di un

supposto lutto. À il sentirsi brutto. Per cui nella dismorfofobia, poi trattata

più estesamente, ci sono una serie di comportamenti classici. Può essere un

disturbo della pelle. Uno dei comportamenti è quello del camuffamento. Oppure

il rapporto con lo specchio. Perché? O perché si controlla sempre, o perché

non vuole vedersi mai. Un altro elemento è la richiesta di un intervento

chirurgico. A volte vengono fatti interventi che non si sa se migliorano o

peggiorano. Dopo l intervento chirurgico magari andato secondo le previsioni,

il soggetto va ancora più in angoscia. Es.: un dismorfofobico è Michael

Jackson. À un ansia crescente che sfiora il delirio. Il soggetto poi vede e

amplifica in maniera da distorsione.

Anoressia nervosa. Altro disturbo di non accettazione del proprio corpo. Non

accettazione di avere un colpo con le forme, un corpo adulto, un corpo sessuale.

Rientra nei disturbi del comportamento alimentare, c è la ricerca del

controllo sul proprio corpo e l ideale di magrezza, con distorsione

dell immagine corporea. C è un rifiuto della propria immagine di donna

adulta, sessualmente matura.

Il terzo disturbo collegato a una non accettazione di sé è quella rispetto

alla propria identità sessuale. Che cos è? Il transessualismo. Non è una

perversione, ma è un rifiuto della propria identità di genere. Mi sento

psicologicamente donna in un corpo da uomo, stessa cosa al contrario. Anche qui

c è un rapporto col chirurgo per trasformare la propria identità .

Differenze con le idee ossessive.cv

L idea ossessiva è un idea egodistonica. Un modo di pensare, di vivere, di

sentire, di provare del soggetto. À un idea estranea. Il soggetto sa che è

sua. Non è che dice che viene da fuori. Dice:  À mia. Ma perché devo avere

questa idea? Che mi dà fastidio, di cui mi vergogno! . Il soggetto lotta per

cacciarla. Ma non riesce. L idea si impone alla sua mente in maniera massiva.

Il soggetto ha piena coscienza di malattia.  Dottore sono spaventato, mi

vengono queste idee! .

Esempio.

Es.: Io sono un cattolico integralista, non sopporto le parolacce e mi viene in

mente una bestemmia.

Es2.: io sono una persona che ama il proprio figlio, lo ama da morire, ce l ho

in braccio e mi viene la strana idea di buttarlo fuori dalla finestra.

Es3.: Io sono una persona a cui dà fastidio un rapporto omosessuale ma pensa di

toccare il sedere a un uomo. Ma l idea gli fa schifo! Questo vuol dire

egodistonica. À contro il modo di sentire, di provare, di pensare. Differente

sia dall idea delirante, che di quella prevalente.

All ossessione come idea obbligatoria, coattiva che mi imprigiona, corrisponde

un azione obbligatoria coatta che si chiama coazione. La vedremo domani.

L ossessione è un idea, la coazione è un azione obbligatoria.

7 Aprile 2014

Pensiero prevalente…

À un idea egosintonica, che il soggetto accetta e non la vede neanche come

disturbo, non la sente come strana, non la sente come un idea parassitaria e

volontariamente la produce. Abbiamo fatto l esempio di situazioni normali in

cui ci può essere un idea prevalente, una preoccupazione, l innamoramento,

la preoccupazione per un affare che si deve portare in porto, e abbiamo parlato

anche di alcuni disturbi che si esprimono con idee fisse. Abbiamo parlato

dell ipocondria, un disturbo di ansia che si focalizza sul corpo, abbiamo

parlato della sindrome depressiva, abbiamo parlato del disturbo anoressico,

della gelosia morbosa. Sono comunque tutte idee che prendono grande spazio

all interno della mente del soggetto, possono anche disturbare il soggetto, ma

il soggetto le riconosce come proprie e in sintonia con il proprio modo di

pensare e di essere.

Al contrario l idea ossessiva è egodistonica. À un idea contraria al modo

di pensare del soggetto. Non riesce a cacciarla in nessun modo. Sa che è

un idea propria. Non è un idea che viene da un entità esterna, che

proviene da altri, è una sua idea. Si meraviglia:  Ma guarda un po  te cosa

vado a pensare! . Questa lotta per cacciarla via è difficile. Può essere

un idea, un pensiero, un immagine, un atto da compiere che il soggetto

compirà .

Come si dividono le ossessioni.

Le ossessioni si dividono in:

1. ossessioni ideative

2. ossessioni dubitative

3. ossessioni impulsive

4. ossessioni compulsive

5. ossessioni fobiche

[Qualora si facesse una domanda:  Ossessione , diamo una definizione (idea

egodistonica contro cui il soggetto lotta, etc, etc) e specifichiamo in cosa si

suddividono].

1. Ossessioni ideative

Contenuti mentali, idee, con le caratteristiche appena dette, possono essere le

idee sciocche, stupide, che il soggetto non vuole pensare, ma è costretto a

pensare. Per esempio un pensiero filosofico ( il mondo è finito , oppure

 il mondo è infinito ). Questa però non la fa il filosofo, la fa chi non

gliene può fregar di meno. Oppure, altri esempi di idee sul piano filosofico-

religioso:  Dio è giusto , oppure  Dio è buono . Ma quello che fa

queste riflessioni non gliene può fregar di meno del problema. Allora:  Dio

è giusto, perché… . No. Dovrebbe essere buono. Ma se è buono non è

giusto… Discussione che non fa il prete o il teologo, ma il pirla che della

bontà di Dio non gliene può fregar di meno. Queste sono le idee che forse

impegnano la mente, disturbano, ma in fondo il senso di schifo al soggetto non

viene. Mettiamo un altra situazione, un altro pensiero che a volte si

accompagna anche a pensiero. Es. Io sono in treno e devo contare gli altri che

vedo. Quindi c è anche l atto del contare. Contare numeri. Si dice anche

 ritmomania . 100-2=98… 96, 94, 92, 90… Può essere contare gli scalini

della Chiesa. Ma se questo va sul campanile di Giotto e si è dimenticato se per

caso il primo scalino l ha contato, riconterà . Questo è un pensiero a cui

segue un azione, si chiamerà compulsione. Però c è anche un altro tipo di

contenuto ideativo che può comparire nella mente. E questo dà ancora più

fastidio. Mette in gioco tutto. Si sente un peccatore. Immagina un immagine

trasgressiva, proibita. Basta che uno pensa a una bestemmia, ma non è un

bestemmiatore. Si sente in colpa per averla pensata. Es.: persona in terapia dal

prof. Aveva riferito che gli veniva in mente l immagine degli angeli nudi. Era

una persona estremamente rigida, sessuofobica. Gli era venuta in mente

l immagine di san Giuseppe a letto con la Madonna.

2. Ossessione dubitativa

La più classica è:  Cazzo, il gas l ho lasciato chiuso o aperto? . Anche

qui dobbiamo considerare la situazione del tratto, però poi a un certo punto

non ci penso più. Non è che muoio dietro questa cosa qui. Può essere anche un

dubbio rispetto a una scelta. Si chiama anche  la follia del dubbio . Di

folle non c è niente. À un atteggiamento folle quello di restare paralizzati

davanti a una scelta. Ricordiamo il gas, la porta, la chiave. La dubitativa

comporta poi un rituale, un azione, che è rituale di controllo. Il dubbio di

aver lasciato il gas chiuso, acceso, e vado lì. Ma se era chiuso e adesso io

per chiuderlo lo accendo, torno indietro… poi di nuovo torna indietro. E resta

paralizzato davanti al dubbio. Poi c è anche quello della toilette: resto

paralizzato se i capelli stanno più di qua o di là . Questa si chiama

ossessione dubitativa. Follia del dubbio, che comporta una compulsione. Un atto

di verifica. Quello dei numeri o dei contatti, contare le piastrelle. Ci sono

dei film. Uno è  il genio della truffa , l altro  Qualcosa è

cambiato .

3. Ossessione impulsiva

Un impulso che non si può controllare. L idea di poter commettere un atto o

aggressivo verso gli altri, o aggressivo verso se stessi, o sconveniente,

sessuale, che il soggetto però non compie ma è ossessionato dall idea di

poter compiere.  Dottore che strano, sono con un bambino in braccio, se passo

vicino alla finestra ho la sensazione di voler buttare questo bambino dalla

finestra .  Dottore che strano, sono affezionato a lei ma vorrei prendere il

posacenere e buttarglielo addosso . C è coscienza della situazione.

 Delle volte penso che temo di buttarmi dalla parte opposta contro il camion

con la macchina . Se il soggetto che me lo dice me lo dice parlandomi anche di

depressione, non è ossessione, non c è niente di egodistonica. À un

depresso che ha un idea suicidaria. E ci sta. Che a un depresso gli venga in

mente di buttarsi giù da un ponte, non mi meraviglia. Ma se uno dice

 Dottore, sto benone , è chiaro che è un aspetto depressivo coperto, ma è

un ossessione impulsiva. Non corrisponde un atto. Teme di perdere il

controllo, ma controlla l atto. Per caso, rispetto a questi contenuti che

emergono, queste idee che emergono, che meccanismo di difesa c è?

L isolamento. Esce l idea, stacco l affetto,  Che strano? . Mi viene

questa idea strana. Se non la riconoscessi come strana vorrebbe dire che sarebbe

in sintonia con il proprio modo di pensare e non sarebbe un ossessione.

4. Ossessione compulsiva.

Mentre l impulsiva non porta all azione, perché è un impulso, la

compulsione si lega all atto. Il soggetto compie l azione. Ma questa azione

non ha il tratto dell impulsività . À un atto sciocco tanto quanto il

pensiero che lui ne esca. E sta male fintanto che non la fa. À una cosa

sciocca, è una compulsione. Quali possono essere? Compulsione da pulizia,

ossessione di ordine, mettere in simmetria, lavarsi, toccare. À diverso. Non è

sessuale. Tanto che il soggetto lo fa.

Un ossessione impulsiva quale potrebbe essere? Soffocarla. Dare un pugno in

faccia. Lo faccio? No. Quale potrebbe essere un ossessione compulsiva? Il

capello. Ci deve essere sempre un senso di fastidio. La lotta che faccio è

perché è una cosa su cui non concordo, che non mi va, che mi dà fastidio. Se

io sono dentro il tram e c è un uomo davanti, e mi viene da toccargli il

sedere, posso chiedere:  La cosa un po  le piace, le emoziona? , se dice

Si non è un ossessione. Mentre è un ossessione quando fa proprio schifo.

Se uno immagina un rapporto omosessuale, se gli piace sono affari su, ma

all ossessivo gli fa schifo. Fa vedere il contenuto ideativo come strano e non

conforme alla persona. Ricordiamoci pure l esempio del capello.

5. Ossessione fobica.

L ossessione fobica è un ossessione secondo cui il soggetto si crea

un idea al di fuori dello stimolo. Nell ossessione fobica una fobia diventa

un ossessione, il soggetto non vorrebbe pensare, in fondo non ci sono rischi,

ma il soggetto la pensa. Ho paura dell ospedale perché posso prendere

malattie. Va beh ma se sono ai giardini pubblici, non temo. Diventa ossessione

fobica quando ho paura di toccare chiunque passi perché penso abbia malattie.

La fobia è un ansia di fronte a uno stimolo. L ossessione è un idea.

L ossessione fobica è un idea di un ansia di fronte a uno stimolo.

Oggi si chiama DOC, disturbo ossessivo compulsivo.

Disturbo del contenuto del pensiero.

À un disturbo del giudizio, della critica. Mentre quelli fatti fino ad adesso

erano disturbi dell ideazione, di come si produce di più o di meno. Adesso

andiamo sul contenuto del pensiero, su quello che il soggetto giudica, critica

della realtà . Ed è il delirio. Ripetiamo. Il delirium è uno stato

confusionale transitorio da causa organica. Delirio è un disturbo del pensiero

ed è un idea falsa. Un idea immodificabile, non giustificabile e non

comprensibile, rispetto al contesto socioculturale del soggetto. Idea falsa,

immodificabile, non giustificabile da un retroterra socio-culturale del

soggetto.

Spieghiamo passo passo.

1. il soggetto ha un idea falsa. Giudica la realtà in maniera erronea. Ed è

immodificabile nel senso che è resistente ad ogni prova dei fatti e a ogni

tentativo di convincimento. À convinto di quello. Non basta che un soggetto

abbia un idea falsa. Ne abbiamo continuamente che abbiamo idee false. Poi la

gente ci mostra com è e riconosciamo di aver sbagliato… Dipende, ok, il

soggetto continua in questa idea ma è convinto di questa idea. Nessuno che ha

rubato dirà  no, non è vero . À l idea che deve essere modificata. Una

donna dice al moroso:  Tu mi hai tradito . Lui:  Io? . Ma lui sa che

l ha tradito. Si nega l evidenza. Ma lui lo sa. Lui continua a credere in

questa cosa. A parte quello che dice. Qui è un convincimento errato della

realtà , immodificabile. Non è una balla.

Molte definizioni si fermano qui. Aggiungiamo delle precisazioni con le altre

cose.

3. Non deve essere condizionata da fattori di retroterra socio-culturali. Se

dico:  Signorina, posso farle una fotografia? , e mi risponde:  No, mi

porta via l anima . Non è un delirio, se è una masai. Altrimenti si. Uno

che andasse in India e c è uno psichiatra indiano e dice che quelle briciole

che sta dando è  corpo di Cristo , sarebbe visto come delirante, se non si

conosce la cultura. Alcune cose possiamo considerarle idee erronee, non

deliranti.

Se io dico:  Sono in contatto con Ottaviano Augusto , cosa pensa? À matto?

 Si . Ma se io faccio parte di esperienze del tipo sedute spiritiche, no. À

uno che crede a un certo tipo di cose.

Delirio. Che caratteristiche ha?

1. Di essere autocentrato. Nessuno dirà che  C è qualcuno che ce l ha

con Obama . Dirà :  Ce l ha con me . Nel delirio c è sempre lui di

mezzo. Se sarà un delirio persecutorio si sentirà perseguitato, se sarÃ

erotico si sentirà al centro di qualcosa di erotico, etc… À autocentrato. À

un fatto unico, di cui il soggetto delle volte pensa di essere l unico che sa

la verità . E solitamente riguarda una persona, a meno che non siano deliri

condivisi (li vedremo alla fine), da 2-3 persone che hanno un forte rapporto

affettivo tra di loro. Uno è delirante, l altro pure.

Questi deliri sono autocentranti. Riferiti a sé. Si sente testimone della

verità . E detto così, diciamo una cosa esattamente il contrario.

2. Alcuni deliranti dicono la verità . Ma come? Se ha detto che il delirio è

un idea falsa e immodificabile e adesso dice che dice la verità ? Tante volte

dice le verità . I paranoici diranno molto spesso delle verità . Il problema è

che partono da una premessa sbagliata.

Es.: uno ha un delirio di gelosia. Convinto di essere tradito dalla propria

partner. Ovviamente ha un comportamento da geloso delirante. Simile al morboso,

c è controllo, la situazione di coppia precipita. Cosa fa la donna? Se ne

trova un altro. La donna ha guarito il marito. Adesso c è la verità , c è

il tradimento. No, è sempre delirante sempre sulla verità . Lui col suo delirio

ha indotto che la verità si sovrapponesse.

Altro esempio. In ambiente di lavoro mi sento isolato, preso in giro, si cerca

di mandarmi via, di farmi mobbing. Gli altri mi guardano male. Rivendico i

diritti. Dopo un po  i colleghi lo guariscono: visto che lui vuole essere

allontanato, lo allontanano.

Esempio 3. Uno che aveva cambiato quattro case. Perché rompeva i coglioni. Gli

facevano i dispetti. Ma è vero che gliele facevano. Ce l avevano a morte con

lui, il sindaco, gli avvocati, i vicini. Suonava i campanelli e faceva i

dispetti, perché diceva che erano gli altri a farlo. Vuol dire che anche quando

dice la verità , delira. Al di là della verità .

Come dividiamo i deliri? Prima suddivisione dei deliri:

1. Lucidi

2. Confusi

Il delirio confuso è il delirio di chi? Del confuso. Del delirium. Uno che non

sa neanche chi è, dove si trova o cosa…

À un disturbo del pensiero secondario a un disturbo di coscienza. Il problema

è il disturbo di coscienza che fa saltare il giudizio.

Delirio lucido.

Dal termine lucido, vuol dire senza disturbi di coscienza. À quello di cui

abbiamo fatto la definizione. À un disturbo primariamente del pensiero. Il

delirio lucido si divide in primario e secondario. Il delirio primario è

improvviso e inspiegabile. Risponde al concetto di non derivabilità . Non deriva

da nulla. À improvviso e inspiegabile.

Cos è la derivabilità ? Un delirio può derivare da qualcos altro. Mentre

questo delirio che deriva da qualcos altro non è neanche il vero e proprio

delirio, lo chiamavano deliroide. (non importa sapere deliroide). Non era

improvviso ed era spiegabile. Mentre il delirio primario era il delirio per

antonomasia, il vero delirio. Improvvisamente la realtà cambiava il proprio

significato. Qual è la patologia che esprime deliri primari? La schizofrenia. O

un episodio psicotico. Diciamo la schizofrenia. Quindi il delirio puro. Non

deriva da nulla. E i deliri secondari? I deliri secondari derivano da qualcosa.

Sarebbe come dire che se io curo questo qualcosa il delirio non ha più senso.

Stiamo parlando sempre dei lucidi. Anche il delirio confuso è un delirio

secondario.

I deliri secondari (lucidi)

Si dividono in:

1. olotimici (o affettivi)

depressione, o deliri maniacali. Il soggetto è giù, giù, giù.  Ho il

cancro .  Domani ci sarà la fine del mondo . À su, su, su.  Sono il

più grande psichiatra di questo mondo .  Io troverò la terapia per curare

il cancro . Sono secondari a un disturbo dell umore. Essendo un delirio è

chiaro che il disturbo dell umore è dello psicotico. Sarà secondario al

disturbo del pensiero.

2. caratteriogeni

I caratteriogeni sono secondari a un disturbo di personalità . Adesso delira, ma

anche prima aveva dei tratti con un vero e proprio disturbo di personalità .

Perché non è vero che lo schizofrenico prima di delirare non avesse una

personalità … ce l aveva anche lui. Probabilmente schizoide.

Si allude alla paranoia. Il paranoico non è che diventa paranoico da un giorno

all altro.  Adesso delira, ma ha sempre rotto i coglioni. Mai messo in

discussione. Gli altri sono malevoli. Gli altri prendono per il culo . Usa

come difesa quella tipica della paranoia che è la proiezione. Usa meccanismi

proiettivi continuamente. Magari non delira, però… un disturbo paranoico di

personalità si. Si impianta su una personalità già molto disturbata. A questo

proposito vediamo un episodio capitato. C era un conoscente del prof.

 Guarda, avrei piacere di invitarti a pranzo, io te e tua moglie  (ha

chiamato il prof)  Se vieni a pranzo, perché io sono molto preoccupato, lei

è molto interessata al lavoro e mi pare che i figli risentano dell assenza

della madre… tu che la conosci molto bene  (non centrava niente, ma c era

stata una storiella). Siamo amici, si va a pranzo. Cominciamo con l antipasto

e lui comincia a parlare. Lei tace. Dopo l antipasto una domanda a lui. Ma lui

va avanti. Cerca di inserirsi un altra volta il prof, ma lui va avanti.

 Aspetta che ti dico… . Tra il primo e il secondo era già pronta la

diagnosi. Era paranoico. Aveva un disturbo paranoie. Non potevi parlare. Non ti

ascoltava. Va avanti per la sua strada. Non entra niente, un bunker. Non entri.

Magari schizofrenico! Non chiedeva neanche un parere. Esprimeva una teoria.

3. situazionale

Derivabile da una situazione a grosso impatto affettivo.

Un evento, un affetto intollerabile che fa scattare il delirio.

Come si dividono i deliri per caratteristiche generali?

Il delirio intanto è o lucido o confuso e lì siamo andati via di liscio.

[tabella pag 184]

Il delirio può essere primario o secondario.

Possono essere i deliri strutturati o no. Strutturato vuol dire che ha una sua

storia. À chiaro. Una cosa è che diciamo che i nostri vicini di casa ci

vogliano fare la pelle. Un altra cosa è che io senta delle cose che mi fanno

paura ma non so cosa sono. Può avere una sua strutturazione, un suo contenuto

specifico (Ce l hanno con me e i leghisti, con me e i musulmani… etc).

I deliri possono essere persistenti o no. I soggetti possono avere un delirio e

mantiene quello. Oppure cambia i deliri.

Il delirio può essere monotematico o multitematico. C è un tema? Ci sono

più temi? Monotematico è anche un delirio che abbia due temi ma collegati tra

di loro. (Mia moglie mi fa le corna perché il mio vicino vuol farmi il

dispetto). Il delirio importantissimo può essere verosimile, credibile o

bizzarro. À credibile che un vicino prenda per il culo? Si. À credibile che

nell ambiente di lavoro mi vogliano accoppare? Si. À credibile che sua moglie

la tradisca? Si. À credibile che ci sia un onda magnetica che entra

dall occhio destro suona la nona di beethoven ed esce dal culo? À bizzarro.

Caratteristiche di accompagnamento

Si può accompagnare il delirio ad allucinazioni oppure no.

Anche a un disturbo formale del pensiero, oltre ad essere un giudizio errato

c è anche un pensiero arzigogolato in maniera erronea (dissociato), ha un

pensiero corretto e un giudizio sbagliato.k

Si può accompagnare a impoverimento della personalità oppure no.

Nella paranoia il delirio è lucido o confuso? Lucido

Nella schizofrenia? Lucido. Quello confuso è un altro.

Nel paranoico il delirio è primario o secondario? Secondario.

Nella schizofrenia primario.

Nella paranoia è strutturato. Nella schizo no.

Nella paranoia è monotematico solitamente. À persistente o no? Persistente. À

credibile o bizzarro? Credibile. Se noi non ci crediamo siamo geni! Non strane,

stravaganti, bizzarri, folli. La schizofrenia sono bizzarri.

Nella paranoia si accompagna ad allucinazioni? Solitamente tutti dicono di no,

ma ci sono almeno la Ekbom e quella delle zitelle.

La paranoia ha un disturbo formale del pensiero o no? Possono fare gli avvocati

per quanto bravi sono.

C è un impoverimento della personalità nel paranoico? No. À un

rompicoglioni. La sua intelligenza era integra.

8 Aprile 2014

Temi deliranti.

1. Deliri persecutori

2. Deliri passionali

3. Deliri depressivi

4. Deliri di grandezza

5. Deliri somatici

6. Deliri di riconoscimento o di identitÃ

I deliri persecutori sono anche i più noti, nonché i problematici nella

relazione col paziente.

À un convincimento che l ambiente esterno, gli altri, siano ostili, non

capiscano, freghino, umilino, vogliano danneggiare, escludere. C è un vissuto

di persecutorietà nell ambiente circostante. Negli altri. Mi odiano, mi

spiano, mi vogliono avvelenare, mi prendono in giro, dicono che sono un

cretino… in generale.

Domanda: cosa abbiamo tra i deliri persecutori?

a. Deliri persecutori generici.

La gente mi prende in giro, mi controlla, pensa che io sia un padre incapace,

sparla di me, mi ride alle spalle. Questo è un delirio persecutorio.

b. delirio di veneficio

Nel senso di  veleno . À un delirio persecutorio come gli altri, poteva

anche non chiamarsi così. Perché questa sottolineatura? Perché se un soggetto

ha un delirio di veneficio cosa fa? Non mangia, non beve e non prende le

medicine di cui ha bisogno. Pensa che le medicine che anche il medico gli dÃ

siano un modo per farlo morire, o controllarlo, o farlo diventare matto. Il

paziente non compliante è quello che non ha adesione alla cura. Nel rapporto

con lo psichiatria pensa che sia il medico che vuole avvelenarlo o farlo

diventare matto. O che sia la famiglia o la moglie a farlo diventare matto.

c. Delirio di riferimento

Riferisco un comportamento, un fatto, un evento, come riferito a me. Può essere

bizzarro come no. Adesso facciamo temi, ma va sempre bene. Se io dico che c è

Pippo Baudo che comunica con Mara Venier per prendermi in giro è di certo più

bizzarro del fatto che la tipa davanti mi guardi per sedurmi. Qui riferisco un

significato che la persona non ha. Dò un significato diverso da quello che ha

in realtà : questo è il delirio di riferimento. Lei si veste di giallo per

ingelosirmi. Lui si veste di nero perché è di destra e io di sinistra. C è

una macchina nera lì, è lì per me… magari c è la macchina.

Uno dei deliri di riferimento è il delirio di rapporto sensitivo. Tipicamente

della paranoia, tipicamente secondario. À secondario perché (1) si impianta su

una personalità particolare, ma c è anche un evento (2), è anche

situazionale. À legato a un evento importante, non perché l evento sia

importante, ma perché lo vive come importante anche se è una fesseria. À il

delirio dell impiegato. Il quale si invaghisce della segretaria, lui è una

persona chiusa, riservata, gestione dell aggressività estremamente difficile,

molto sulle sue, non lega con gli altri, parte con una richiesta. Invita la

segretaria. Va fuori a cena. Lei gli dice di no, oppure va fuori a cena e lei

dice di si. Oppure lei va fuori a cena, gli dice di si, e ci sta anche. E lui fa

un flop. Qualsiasi roba possa succedere, non ha importanza… lui è comunque

convinto che tutti siano venuti a saperlo. Ecco, gli altri ridono… perché

ridono di me. Se si voltano dall altra parte, è per non ridermi in faccia. Un

evento, che abbia importanza o no. Un fatto che viene amplificato, sentito come

un elemento vergognoso, di debolezza del sé, (la vergogna non si accompagna a

un atto, ma a un immagine di sé). Se c è a tema più o meno sentimentale

erotico. Potrebbe anche essere diverso. Gli altri credono sia stato lui.

Riferisce come rivolto a sé il sorriso del collega, il collega che gli parla,

il collega che si gira, il collega che tace. Il delirio di riferimento

solitamente se non ha caratteristiche bizzarre è un delirio paranoico. Si basa

su quale difesa? La proiezione.

d. Delirio di rivendicazione

o querulomanico. Si traduce con una frase:  Ho subito un torto . Il soggetto

è convinto di aver subito un torto.  Mi hanno fregato al concorso… non mi

hanno valutato bene… mi stanno cercando di eliminare… mi fanno

mobbing… . Qui il confine è sottile: la paranoia finisce per confermare la

realtà . La sospettosità sul concorso truccato. Sicuramente c è una

caratteristica. Va dall avvocato. Sono i rompicazzi degli avvocati. Sono

quelli delle battaglie perse. Si inizia una guerra che non finisce più. Delirio

di rivendicazione che è tipico della paranoia. Luisana Martemucci ad esempio è

paranoica.

e. Delirio di influenzamento

Delirio di essere influenzati da forze esterne. Che i propri pensieri siano

influenzati da forze esterne più che da persone. Potrebbero essere onde

magnetiche. Entra all interno di questo delirio di influenzamento la

trasmissione del pensiero (il mio pensiero si trasmette fuori, anche perché lo

sento  > eco del pensiero, questa è un allucinazione, che solitamente

accompagna la trasmissione del pensiero; furto del pensiero: il mio pensiero

viene rubato, mi portano via i pensieri; inserzione del pensiero: ci sono dei

pensieri che non sono miei ma che mi vengono inoculati da altri; lettura del

pensiero: la gente mi legge il pensiero). Tutto questo fa parte del delirio di

influenzamento. Hanno due nomi, uno sottolinea l aspetto di automatismo delle

azioni del pensiero: sindrome di automatismo mentale. Il soggetto comincia ad

essere convinto di non essere libero. À un inizio di un quadro schizofrenico.

Poi oltre a sindrome di automatismo mentale c è il nome di  sindrome della

macchina influenzatrice . A volte è convinto di essere influenzato più che

da persone, da una macchina, da un computer, qualcosa di non organico. Che non

è altro che frutto della proiezione del sé macchina, fuori. Io sono

influenzato perché ho un io che ha accolto l aspetto vitale.

Due nomi che vogliono dire più o meno la stessa cosa. Sindrome di automatismo

mentale. Oppure sindrome della macchina influenzatrice. Tipici della

schizofrenia.

Apriamo una parentesi breve: nella distinzione tra deliri primari e secondari,

ci siamo dimenticati a dire come un delirio primario si sviluppa.

Sottoforma di percezione delirante, sottoforma di intuizione delirante,

sottoforma di ricordo delirante, sottoforma di atmosfera delirante.

Il delirio primario della schizofrenia può esordire come percezione delirante

(è un disturbo percettivo? no. La percezione diventa delirante). Lì c è una

macchina, fuori, è nera! (la percezione è giusta, ma ci deliro su).

Intuizione delirante.  Adesso ho capito . Non è una percezione. Ma ho avuto

un intuizione. Anche San Paolo di colpo ha un intuizione. La vita ha un

altro senso.

Atmosfera delirante. Non si basa su una percezione singola che il soggetto

interpreta, né su un intuizione, ma su un clima.  Le prime lezioni

sembravate interessati, ora sembrate scoglionati. Forse ce l avete con me .

Ricordo delirante. Può ricostruire tutto il rapporto con una persona attraverso

un tradimento. Un paziente che non delirava sulla moglie che lo tradiva, ma sul

fatto che prima che si sposasse lei avesse avuto una storia. Lui era totalmente

preso da questa sua nuova verità che era frutto di un ricordo delirante.

Torniamo ai temi…

2. Deliri passionali

Sono tre.

a. delirio di gelosia

b. delirio erotico

c. delirio erotomanico

Non facciamo troppo caso in queste classificazioni se per caso uno potrebbe dire

che delirio di gelosia è anche persecutorio… si! Serve solo per avere una

classificazione per ordinare.

a. Delirio di gelosia. Delirio di Otello. Mi può interessare che noi diciamo

che sia tipico dell alcolista. Non esclusivo dell alcolista. Più

frequentemente un soggetto con delirio di gelosia è un alcolista. Di fronte a

un soggetto che delira su incontri, solitamente è uno che trinca. Più

raramente si chiama anche  sindrome del pugile suonato . Forse è l unica

forma di paranoia con aspetto organico. Uno che fa boxe ha microtraumicranici

che possono indurre traumi. Comunque è tipico dell alcolista.

b. Delirio erotico. À un delirio sessuale. Che può essere a tinta di

grandezza.  Sono il più grande scopatore di questo mondo. Mi faccio quattro

cammelle insieme . Su tema sessuale. Però in questo caso sarebbe accompagnato

da altri deliri di grandezza. Oppure a tinta persecutoria, per cui il soggetto

si sente perseguitato sessualmente.  Sindrome delle vecchie zitelle : la

forma persecutoria del delirio erotico. Sensazioni di palpeggiamento, etc… A

meno che non siano particolarmente bizzarri, questa cosa vale per tutti i

deliri.

c. Delirio erotomanico.

Si intendono passioni a volontà , che non c entrano niente o quasi. Si pensa

che una persona solitamente in una posizione superiore a me sia innamorata di

me. Questi soggetti alla fine avevano comportamento classico che non è il

comportamento più frequente nei fidanzati. C è lo stolking. Mettiamo che io

vado a Venezia alla mostra del cinema. Mi fa un autografo la mia attrice

preferita.  L ho vista come mi ha guardato. À innamorata di me . Se un

alunno pensa che il docente sia innamorato, è un delirio erotomanico. Non è il

ceto nel senso di lauree. Ma in che rapporto sono con lui. Se un allieva

infermiera si innamora del prof che è dottore, è delirio erotomanico. Ma se il

prof sta male e va in ospedale e viene assistito da un infermiera, si innamora

lui di lei se ha un delirio erotomanico. Centra che lei si affidava a lui.

Si dà una spiegazione anche se l altra persona dice:  Non me ne frega

niente di te . C è un effetto paradosso.  Eh si, mi dice così perché è

sposato e ovviamente deve dirmi così .

3. I deliri depressivi sono delirio di colpa, di rovina, ipocondriaco

depressivo, di indegnità , nichilistico.

a. Delirio di colpa. Un depresso può avere sentimenti di colpa? Spesso! Il

sentimento di colpa è una cosa. Il delirio di colpa è un altro. Se io dico:

 Mio figlio ha preso un brutto voto perché non gli sono stato dietro , è


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie (Facoltà di Ingegneria, di Medicina e Chirurgia, di Psicologia, di Scienze della Formazione)
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher davide.dallacqua1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Colombo Giovanni.

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