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PSICHIATRIA

Elisabetta Pascolo

I lezione

Modalità esame: colloquio orale con 1 domanda a piacere e una no

“Manuale di psicologia e psichiatria clinica” di Giordano Invernizzi

Il cervello umano è formato da 100 miliardi di neuroni, che comunicano tra loro e formano un complesso

sistema che ci consente di integrare le attività del nostro organismo in relazione anche al sistema

ambiente in cui siamo immersi. Una volta stabilito un contatto tra neuroni, questo evento realizza

un’alleanza, un mettersi in rete tra loro ed iniziare a funzionare come circuito neuronale.

Tre miliardi e mezzo di anni fa la sono nati i batteri, prime cellule viventi, successivamente si sono

aggregate a costituire degli organismi. A questo punto, però, necessitavano di un modo per comunicare

tra loro. Pertanto si sono formati, attraverso la luce solare, i primi messaggeri: gli ormoni.

La progressiva evoluzione ha reso troppo lento questo tipo di comunicazione alcune cellule si sono

specializzate a costituire i primi neuroni, prima disseminati nel corpo dell’organismo e poi concentrati in

specifiche zone, come nei platelminti.

I neuroni sono andati aumentando in numero e specializzazione così come andavano evolvendo gli esseri

viventi.

Nei rettili, il cervello è responsabile anche di alcuni comportamenti di base, quali

Alimentazione

Accoppiamento

Controllo del territorio

Interazione

Due terzi della nostra sostanza grigia costituiscono il nostro cervello rettiliano, che ha a che fare con la

nostra parte istintuale

Passaggio dai rettili ai mammiferi 150 milioni di anni fa abbozzo del primo sistema limbico

(meccanismi di ricompensa e punizione)

I primi mammiferi vivevano in nicchie ecologiche notturne (quelle diurne occupate dai rettili) difficoltà

di mettersi in relazione sviluppo di competenze che consentissero la sopravvivenza in questi habitat

Es. comunicazione vocale, controllo della temperatura corporea, senso della conservazione della specie,

cura della prole, senso dell’identità nascita e sviluppo di reti neuronali

65 milioni di anni fa homo sapiens

La capacità di sviluppare mappe spaziale interne, non legate alla visione, ha creato reti neuronali

complesse che, applicate allo sviluppo di altre capacità sensoriali prima ridotte, come appunto la visione,

ha portato ad un ulteriore incremento del volume cerebrale per integrazione delle svariate informazioni

provenienti da diversi organi di senso.

Ciò ha determinato:

- Capacità di evocare immagini

- Costruire mentalmente sia presente che futuro senso di spazialità

- Consapevolezza della propria morte

- Linguaggio arricchito da quello che è detto “meta-linguaggio” linguaggio emotivo

Crescita del telencefalo derivante da necessità di prevedere il comportamento dell’altro e la sua reazione

sopravvivenza mediante elaborazione di strategie. ( crescita di reti)

La necessità di pensare al pensiero dell’altro e alle possibili alternative, inevitabilmente ha creato e crea

aree associative e nuova materia grigia

La crescita del cervello non è però coincisa con la crescita del canale del parto e pertanto l’epoca di

gestazione si è via via ridotta, rendendo il cucciolo d’uomo molto vulnerabile necessità di accudimento

la maturazione, che avviene per gran parte nell’ambiente esterno, completa circa all’età dei 25 anni,

anche se resta aperta la capacità di apprendimento di nuove informazioni e quindi di costruzione di reti

neurali.

(Necessità di contatto fisico nell’infanzia poiché la cute deriva dallo stesso foglietto embrionale del

cervello)

Inevitabilmente tutto ciò ci pone dei quesiti

- Sapendo che gran parte delle nostre reti neurali si formano e si plasmano quando sono immerse

nell’ambiente esterno, dove i possibili input sono incommensurabili, possiamo formulare ipotesi

esplicative relative alle malattie mentali?

- Se il nostro cervello è costituito da 100 miliardi di neuroni e in questo momento sono collegati ad

internet 2 miliardi di PC, possiamo pensare di avere strumenti per gestire ipotesi esplicative?

FATTORI CHE INDUCONO LE CONDIZIONI MENTALI

In una patologia devo

tener conto di:

-elementi biologici

-elementi culturali

-elementi psicologici APPRENDIMENTO GENETICA

soggettivi Stili delle relazioni

Ecologia

Il modello

• familiari

Classe sociale

medico - Comportamenti

Carenze fisiche, Ambiente

biologico maladattativi

sociali, interno

considera come Incapacità verso

ambientali Processi biochimici

stress

causa della Limitazioni e virali

malattia un culturali SVILUPPO

danno, una Storia e valori Funzioni

lesione al Sistema sanitario familiari cerebrali,

cervello Socializzazione: neuropsicologiche,

Il modello

• scuola, amicizie, neurofisiologiche

psicologico maturazione

concentra il suo

interesse sui

meccanismi di

crescita

dell’individuo, AMBIENTALI PSICOSOCIALI BIOLOGICI

sull’apprendimento, sul dipanarsi delle sue relazioni, sullo svolgersi della sua vita

intima e privata, sul ricorrere degli eventi significativi

Il modello sociologico chiama in causa soprattutto il contesto, l’ambiente, gli squilibri

• e le disarmonie che accadono e talvolta irrompono nella vita di ogni individuo in

conseguenza di grandi e piccoli fenomeni sociali

Esistono fattori di rischio e fattori di protezione per la salute mentale

fattori di rischio

i momenti critici del ciclo vitale (i passaggi da un’età all’altra, in particolare

• l’adolescenza)‏

i momenti critici e di passaggio della vita familiare (fidanzamento, matrimonio,

• gravidanza, nascita dei figli, separazione, divorzio, allontanamento dei figli, presenza

di anziani da sostenere, morte di uno dei coniugi)‏

eventi di vita stressanti

• disagio sociale (disoccupazione, emigrazione, difficoltà abitative, malfunzionamento

• dei sistemi scolastici)‏

assenza o malfunzionamento del servizio sanitario

fattori di protezione

presenza della rete sociale

• figure familiari di riferimento

• accesso

• all’istruzione

sistema

• sanitario

funzionante

capacità

• individuali di

risposta allo

stress

(capability)‏

modello vulnerabilità

stress

probabilistico, non più

deterministico

vulnerabilità: differente

disposizione di difese o

abilità o di capacità ad

orientarsi nelle situazioni

più disparate

singolarità: eventi uguali

che assumono significati

completamente diversi a

seconda della persona che si trova a

viverli

tappe dello sviluppo: infanzia

fanciullezza, adolescenza, maturità,

senilità collegati al rischio di sviluppare

malessere, squilibri, sofferenza

decorso

il decorso è soggetto a molteplici

elementi, dovuti alla presenza o

all'assenza di particolari

esperienze, all'insieme dei fattori

di rischio e dei fattori di protezione

esito

l’esito del disturbo mentale non è

più una diffusa quanto ineluttabile

cronicità, bensì il raggiungimento

di tante singolari condizioni di vita

più o meno soddisfacenti quante sono le persone che vivono queste esperienze.

“Non voglio con questo dire che la malattia non esiste, ma che noi produciamo una

sintomatologia - il modo di esprimersi della malattia - a seconda del modo col quale

pensiamo di gestirla, perché la malattia si costruisce e si esprime sempre a immagine delle

misure che si adottano per affrontarla.

Il medico diventa gestore dei sintomi e crea un'ideologia su cui poi il manicomio si edifica e

si sostiene. Solo così egli può dominare e reprimere le contraddizioni che la malattia

esprime”

Basaglia in Ideologia e pratica in tema di salute mentale, 1982

Nel 1947 l’OMS ha dato una definizione di salute: completo benessere fisico, psichico e sociale

Normalità statistica: comportamento normale è quello più frequentemente osservato in un gruppo

di individui

Normalità morale: osservanza di principi etici di natura laica o religiosa

Normalità naturale: comportamenti che di volta in volta sono auspicabili da parte di chi vuole

perseguire un obiettivo

L’importanza della psichiatria può evidenziarsi dall’elevata incidenza di disturbi psichiatrici nella

popolazione:

Il 20‐25% della popolazione generale ha sofferto almeno una volta nella vita di un disturbo

 mentale clinicamente significativo

In Italia, il 13% dei maschi ed il 27% delle femmine soffre di disturbi psichiatrici:

 Disturbi affettivi: M 11% vs F 21%

– Disturbi d’ansia: M 9% vs F 22%

– Psicosi: M 2% vs F 0,9%

Il danno economico provocato dai disturbi psichiatrici è maggiore di quello provocato dal cancro

 e dalle malattie respiratorie, risultando secondo solo a quello provocato dalle malattie

cardiovascolari

Il tasso di mortalità, diretta ed indiretta, è aumentato (comportamenti autolesivi,

 prevenzione salute fisica)

Si hanno un peggioramento della qualità di vita e lavorativa ed un peggioramento di altre

 malattie organiche

In medicina: normale sano

@

Colui che cerca di guarire prima possibile

 Che collabora attivamente

 Di fronte al paziente con sofferenza psichica si è portati ad avere un atteggiamento guardingo e

 diffidente (follia = ridicolo o pericoloso)

Il paziente con disagio psichico è disturbato nelle sue relazioni interpersonali, tende a dare

 importanza a cose trascurate dalla maggior parte delle persone e può reagire in modo

apparentemente incomprensibile

Pregiudizi

Le malattie mentali sono incurabili oggi i farmaci raggiungono un’efficacia anche del 65-70%

Le malattie sono una conseguenza di una “debolezza” del carattere

La cura dura tutta la vita

Gli psicofarmaci determinano dipendenza (soltanto ansiolitici [benzodiazepine] presi in modo

costante

Che fare?

Osservare il comportamento del paziente

Osservare il nostro comportamento nei confronti del paziente

Osservare l’eventuale cambiamento del paziente

Osservare la nostra reazione al cambiamento

Relazione mai rigida, atteggiamento di apertura

Criteri della salute Movimenti oculari e

Oggettivi

 sguardo

Tono, velocità e

Morfologia: negatività clinica 

– Eziologia: non rischi di malattia

– scorrevolezza del

Funzione: buon funzionamento

– linguaggio

Utilità: auto mantenersi

– Segnali statici

Soggettivi

 Volto

Coscienza della propria vitalità

– Aspetto fisico

Sentirsi bene

– Voce

Non avvertire minacce alla

– Vestiti, occhiali, ecc

propria integrità Trucco, pettinatura,

Sentirsi libero dalle costrizioni

– ecc

della malattia STATUS: insieme dei comportamenti che

Possibilità di confrontarsi

– una persona può legittimamente

positivamente con gli altri attendersi dagli altri

Relativi

 RUOLO: insieme dei comportamenti che

Soggetto in grado di sopperire

– gli altri si attendono legittimamente da

all’invalidità una determinata persona

Mancano segni e sintomi

– PAZIENTE

oggettivi di malattia, ma il Esentato dalla responsabilità

soggetto non rileva uno stato di Diritto di essere aiutato

salute Obbligo di desiderare la

– guarigione

Modelli del rapporto medico-paziente (vedo Obbligo di collaborare

slides) MEDICO

 Competenza tecnica

Il primo incontro Atteggiamento universalista

Distinguere bene la situazione e l’ambito

 Specificità funzionale

e definire i fini Neutralità affettiva

Raccolta informazioni

 Atteggiamento altruista e

Settori dell’anamnesi psicosociale

 disinteressato

Problema attuale

– Problemi comunicativi tra medico e paziente

Storia familiare

– Dal p.d.v. del paziente

Storia personale

– Insufficienza di informazioni

– Lacune nella comunicazione

Il rapporto medico-paziente dipende da Insufficiente ripetizione delle

Dal paziente

 informazioni

Struttura psicologica

– Scarsa partecipazione emotiva

Disturbo

– Attività/passività

Dal medico

 Dal p.d.v. del medico

Struttura psicologica

– Scarsa adesione alla terapia

cure/care

Fine =

– Scarsità di informazioni

Situazione

 Salute mentale (1)

Incontro medico-paziente Adattamento: capacità di assumere un

Incoraggiamento e rassicurazione

 comportamento adeguato alla realtà

Sostegno e stimolazione

 Plasticità adattativa

Comunicazione non verbale

 Tolleranza alle frustrazioni

Segnali dinamici

– Capacità di trovare soluzioni

Orientamento

 mature ai problemi

Distanza

 Decisione

Postura Salute mentale (2)

 Equilibrio: capacità di mantenere stabili

Gesti

 e costanti le qualità individuali della

Movimenti del corpo

 personalità nell’interazione con il mondo

Espressioni del viso

esterno, nello sviluppo e acquisizione Salute mentale (5)

nuove cognizioni e nei processi involutivi Autenticità dell’esistenza: criterio

della scenescenza antropologico per cui l’umana esistenza

Stabilità affettiva

– è essenzialmente “copresenza”, ossia

Controllo emotivo

– esistere nella trascendenza con l’altro e

Integrazione

– nell’altro, nell’io con il tu, secondo un noi

Compensazione

– che va oltre il singolo arricchendolo di

Coerenza

– significati che si ritrovano con l’altro.

Proporzione

– L’originalità del progetto personale che

Salute mentale (3) conferisce significato irripetibile è

Coscienza dell’Io di cui viene descritta:

 possibile grazie alla disposizione

Attività dell’uomo alle relazioni nelle quali trova i

– Unità significati della sua esistenza: poter

– Confini essere se stesso con gli altri.

– Identità Salute mentale (6)

– Sentimenti Qualità delle relazioni interpersonali

Salute mentale (4) Comunicazione

Livello maturativo: concetto psicanalitico

 Ruoli

che considera la mente in relazione alla Collaborazione

teoria delle pulsioni Partecipazione affettiva

Criterio dinamico

– Capacità di interazione

Criterio energetico

– reciproca

Criterio topico

– Identità di gruppo

Criterio genetico

Lezione II

Psicopatologia

Semeiotica della psichiatria, studio sistematico delle alterazioni patologiche.

Normalità come intersezione tra maturità e sviluppo/vissuto soggettivo/linguaggio e pensiero e

Comportamento/lavoro e interazione e Funzionamento biologico.

La normalità può essere osservata da tanti punti di vista (concetto che dovrebbe essere sempre presente in noi).

Criterio di valutazione della normalità:

statistico: normalità se frequenza di un comportamento

biologico: normalità se c’è normale funzionamento biologico

alterazioni del pensiero: forma e contenuti adeguati

devianza della condotta sociale: conformità rispetto alle norme sociali

antropologico culturale: comprensibilità secondo la cultura di appartenenza

sofferenza del soggetto e vissuto: sofferenza bassa e capacità di progetto futuro (volontà)

sviluppo psicoaffettivo: maturità di sviluppo psichico raggiunta ad es. se un bambino per un dato

problema si fissa in una fase della sua infanzia (es fase anale), svilupperà molto probabilmente dei

problemi

etologico: coerenza con comportamenti di base della specie umana

Classificazione delle psicopatologie

Psicopatologie interpretative

Lo studio avviene mediante assunti interpretativi basati su costrutti teorici

Esempio: cognitivo, comportamentale, dinamica, sistemico-relazione il fatto che i disturbi compulsivi

possano svilupparsi a causa di una fissazione del bambino nella fase anale è una psicopatologia

interpretativa dinamica; cognitiva comportamentale spiega come le nostre difficoltà di

l’interpretazione

stare al mondo dipendano da modelli di condizione-risposta, come quello Pavloviano (es. dell’ansia o del

panico)

In sintesi lettura del disagio psichico attraverso delle teoria, quasi tutte nate attorno agli anni Cinquanta.

Ogni teoria ha costruito poi una possibilità interpretativa e una possibilità terapeutica.

Psicopatologia descrittiva

Lo studio avviene mediante la descrizione precisa e nella categorizzazione delle esperienze abnormi così

come esse sono riferite dal paziente e osservate dal comportamento. Quando una persona ci racconta il

suo disagio noi non lo interpretiamo secondo la nostra chiave interpretativa ma cerchiamo di capire come

lo interpreta lui.

Psicopatologia fenomenologica

Karl Jaspers l’ha fondata (1913 “Psicopatologia Generale”, rielaborato fino al 1959). Ha sottratto la

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Scienze mediche MED/25 Psichiatria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonora.oriato.96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di psichiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Pascolo Elisabetta.
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