Project work
Il caso del disturbo d'ansia scolastica
Il caso scelto dal nostro gruppo riguarda il disturbo d’ansia scolastica. Nel particolare, abbiamo scelto di agire sui disturbi d’ansia di Sveva, una bambina di 8 anni che frequenta la terza elementare.
(Come la definisce Bowlby, l’ansia è una normale e innata risposta che un individuo sperimenta quando non è possibile essere rassicurati o quando viene percepito un evento minaccioso, ma vago per il soggetto.)
È un costrutto multidimensionale, costituito da componenti fisiologiche, comportamentali e cognitive. Un criterio per distinguere l’ansia dalla normale paura è basato sull’impatto che l’ansia ha sull’adattamento e sul comportamento secondo tre parametri: durata, intensità, frequenza con cui si manifesta. È una tensione psico-fisica legata alla paura: il fatto che la situazione non è oggettivamente definita pericolosa, porta ad attribuire all’individuo disturbi d’ansia. Tant’è che gli individui che soffrono di disturbi d’ansia non sono impegnati a seguire una polarità positiva ma a evitare con certezza quella negativa: l’evitamento, sia mentale che comportamentale, impedisce l’esperienza di condizioni che potrebbero disconfermare il timore, innescando invece un meccanismo di rinforzo.
Comportamenti di Sveva
Durante la giornata scolastica Sveva piange frequentemente, non comunica con i compagni e con le maestre e tende a mettere in atto condotte di evitamento rispetto a situazioni che lei stessa definisce ansiose e negative: infatti ha difficoltà a completare i lavori/compiti e attività. Inoltre, ha numerose discussioni con una compagna di classe che incontra a ginnastica artistica.
Le maestre rappresentano una rilevante preoccupazione e hanno deciso di consultare gli psicologi, dato che questo comportamento è persistente da tempo e non sembra migliorare: causa ripercussioni a livello personale, sociale e scolastico.
Teoria cognitivo-comportamentale
La teoria scelta è “la teoria cognitivo-comportamentale: psicoeducazione”, questa teoria si basa sui processi cognitivi che vanno a influire sul comportamento. In base a questa teoria, il comportamento è influenzato dai processi cognitivi: una corretta conoscenza del funzionamento delle emozioni è in grado di attivare comportamenti funzionali all’adattamento e alla risoluzione dei problemi individuali. Questa teoria è indicata per un’analisi di gruppo, e ad oggi è considerata il gold standard nei problemi di sviluppo.
Analisi della domanda d'intervento
Le maestre, preoccupate del comportamento di Sveva.
Contesto
Scuola elementare, classe terza.
Destinatari
Intera classe, docenti della classe (importante non richiamare Sveva singolarmente o associandola al problema dell'ansia).
Teoria cognitivo-comportamentale: obiettivi
- Psicoeducazione: informare su un problema, un argomento, un rischio.
- Modificare il comportamento e le credenze: pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano l’un l’altro, attivando in questo caso pensieri disfunzionali alla realtà, generando pensieri automatici negativi e un circolo vizioso d’ansia.
- Sviluppare nuove abilità: creare strategie per modificare/ridurre i sintomi del disagio.
Tempo: 4 ore settimanali divise in due giornate per 2 ore ciascuna.