Il Project financing e gli altri istituti del PPP per la realizzazione delle
opere pubbliche e di pubblica utilità in Italia: principi, spunti e
indicazioni operative.
1
Stefano Maiolo
Un'opera pubblica è fatta per servire e non per stupire.
Publio Valerio Publicola, VI secolo a.C.
Abstract ............................................................................................................................................ 1
1. Introduzione .............................................................................................................................. 2
2. Il ciclo del progetto in una operazione di Project financing ............................................... 4
3. Caratteristiche del Project Financing e del PPP. ................................................................. 7
4. Gli attori in una operazione di Project financing............................................................... 10
5. Cenni alla normativa italiana sulla Finanza di progetto ................................................... 13
6. La gestione dei rischi in una operazione di Finanza di progetto ...................................... 15
7. Verso una maggiore massa critica dei progetti. L’integrazione orizzontale e
l’aggregazione verticale dei “piccoli project” ............................................................................ 17
8. Considerazioni finali ............................................................................................................. 22
Riferimenti bibliografici .............................................................................................................. 24
Abstract
Il processo per la realizzazione di un’opera pubblica, dettato dal lungo e complesso percorso innovativo del
Codice dei Contratti (dalla prima Legge Quadro 109/94 al D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.), ha reso sempre più
stimolante il tentativo di coinvolgimento degli operatori privati, sia per il finanziamento, sia per la gestione
di una nuova opera o il rilancio di un bene esistente.
Le opere pubbliche e di pubblica utilità tuttavia vivono di delicati fasi:
Coinvolgimento delle parti: sponsor (industriali e finanziari), banche, soggetto concedente,
costruttori, gestori.
Predisposizione ed elaborazione di uno studio di fattibilità.
Costituzione di un veicolo societario ad hoc (SPV/newco) e stipulazione di patti parasociali.
mercato, assicurativa, fiscale, ….) per l’individuazione e
Accurate analisi (tecnica, legale, di
l’allocazione dei rischi.
Negoziazione e stipulazione dei contratti di progetto (convenzione/contratto con il concedente,
contratto di costruzione, contratto/i di gestione, contratti di manutenzione, contratto di
finanziamento, ecc.).
Tali passaggi sono necessari allo scopo di facilitare il perseguimento degli obiettivi di un progetto.
L’approfondimento sullo strumento del Project Financing e degli altri istituti del PPP, inserito nella
Guida, intende proporre e facilitare l’approccio operativo ad alcuni dei su indicati aspetti, come
presente
parte integrante dei temi trattati nella Guida stessa, rivolgendo al management pubblico una specifica
dell’investimento da mettere a gara con gli strumenti del
riflessione sul ruolo determinante della dimensione
PPP, nonché il perseguimento a tal scopo di logiche valutative di aggregazione verticale e/o integrazione
orizzontale di più progetti, quale fattore chiave determinante l’indirizzo di accettazione / rigetto da parte del
mercato e quindi di un concessionario.
1 Economista. Dipendente presso l’Unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici del Ministero dello Sviluppo
Economico. Docente esterno presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. 1
1. Introduzione e l’intero comparto degli
La Finanza di Progetto (o Project Financing, PF), istituti del PPP,
rappresentano oggi uno strumento innovativo che in Italia viene diffuso per incentivare e sostenere
la realizzazione di opere pubbliche e di pubblica utilità. Del volume complessivo di impegni di
spesa in opere pubbliche appaltate nel biennio 2011-2012, a fronte del quale si registra un repentino
calo del 21,7%, passando dai 30,7 miliardi di euro del 2011 ai 24 del 2012, il valore delle
operazioni in PPP rappresenta una porzione non indifferente della spesa infrastrutturale nazionale.
decennio il peso del PPP, rispetto all’intero comparto delle opere pubbliche
Se agli inizi del
rappresentava una quota modesta di circa il 5%, nel 2011 ha registrato un valore complessivo di
13,3 miliardi di euro, a fronte di un volume di circa 29 miliardi di euro di spesa in investimenti fissi
lordi nello stesso periodo. Per il Project Financing e gli altri istituti del PPP si è registrato un
rispetto all’anno precedente,
sensibile calodel 34,7% nel 2012, con 8,7 miliardi di euro di lavori
messi a gara. 2
dall’Osservatorio Nazionale del Project Financing
In base ai dati presentati , la contrazione è da
attribuirsi principalmente alla limitata presenza di grandi opere messe a gare di importo superiore a
50 milioni di euro da realizzare in PPP, che nel biennio 2011-12 hanno registrato un crollo di circa
il 40%. 3
Sull’efficienza e/o sull’efficacia del PPP , a fronte dei principali risultati raggiunti in oltre un
decennio di attività, numerosi fonti (National Audit Office of PFI, 2008; ANCE, 2012) ne
attribuiscono chiare evidenze: secondo il National Audit Office del Regno Unito, la costruzione di
progetti in cui il costo per il settore pubblico è stato superiore al prezzo stabilito al momento del
contratto è del 73% nei casi di “non PFI” e del 22% nel caso di PFI. La consegna del progetto,
inoltre, in ritardo rispetto alle previsioni in fase di contratto, avviene nel 70% dei casi nel “non PFI”
e solo nel 24% nel “PFI”. Nel più recente lavoro dell’ANCE, emerge che per le opere sotto i 50
milioni, se realizzati in PF, occorrono mediamente 4 anni e 9 mesi a fronte degli oltre 7 anni se
realizzati con il tradizionale appalto di lavori pubblici. Per le operazioni di importo superiore a 50
milioni di euro, la divergenza è ancora più ampia: 7 anni per i casi in PF, oltre 11 anni negli altri
casi.
Dall’elaborazione dei dati dell’Osservatorio nazionale sul Project Financing (Cresme, 2013) è stato
possibile effettuare alcune analisi tra il numero di gare e il numero di aggiudicazioni di opere
pubbliche e di pubbliche utilità in PPP, in base a due fasce di importo: sotto i 5 milioni di euro e
sopra tale importo. Dalla Figura 1 emerge un quadro abbastanza chiaro: il decennio trascorso ha
aperto una significativa e doppia forbice, sia nel peso della numerosità tra le grandi e le piccole
4
nella rilevanza tra la fase della gara e l’aggiudicazione
opere, sia .
Sul primo fenomeno si osserva che nel 2002 il numero di gare quasi coincide tra le opere cd.
piccole e cd. grandi (rispettivamente 61 e 59). Nel 2012 le piccole opere messe a gara sono pari a
1.257, mentre le opere con importo oltre 5 milioni sono 127, appena il 10% delle prime. Si
2 Il Partenariato Pubblico Privato in Italia nel 2012, Osservatorio Nazionale sul Project Financing, Cresme Europa
Servizi, 2012.
3 Non vi è per il PPP una rigida definizione di indicatori di efficacia e di efficienza, ma la letteratura analizzata
evidenzia vari e possibili proxy attribuibili in tal senso.
4 La crisi economica e il sempre più stringente vincolo del Patto di Stabilità interno imposto agli Enti locali, riflettono il
drastico calo del numero di gare avvenuto nel triennio 2010-2012, sia per i piccoli, sia per i medio-grandi interventi
programmati, rispettivamente del 20% e del 28%. 2
5
non è stato segnalato l’importo
consideri inoltre che per oltre 6.000 gare, nel decennio considerato, .
Analoga considerazione per l’aggiudicazione: nel 2002 si hanno 11 aggiudicazioni sotto 5 milioni
di euro e 10 oltre tale importo. Nel 2012 la differenza è, rispettivamente, tra 288 e 95 gare
aggiudicate.
Sul secondo fenomeno, riguardo l’efficacia degli strumenti di PPP, si può osservare, limitatamente
al passaggio che va dalla pubblicazione di un bando di gara alla sua aggiudicazione, una forte
dispersione di “risorse amministrative” per le gare di piccolo importo. Tale dispersione, analizzando
i dati pubblicati nel rapporto sul PPP del 2012 dal Cresme, appare in costante crescita per tutto il
periodo. Mentre per le opere di importo superiore ai 5 milioni di euro il tasso di vitalità è pari al
69% (ottenuto come media ponderata, nel periodo 2002-2012, dal rapporto tra il numero di
aggiudicazioni e il numero delle gare di ciascun anno osservato), per le piccole opere tale valore e
risultano mediamente pari al 23%.
– L’evoluzione dimensionale delle opere e l’efficacia del PPP in Italia nel decennio
Figura 1 2002 - 2012
Fonte: ns elaborazioni su dati Cresme (2013)
l’ulteriore
Dalla fase di aggiudicazione passaggio critico è quello del closing finanziario, con la
stipula del contratto di finanziamento tra il concessionario e la banca (o pool di banche)
finanziatrice. Anche in tal caso le statistiche del Cresme consentono di trarre le dovute conclusioni:
oltre il 25% delle aggiudicazioni non arriva al cd. closing.
Oltre alla presente premessa, il lavoro, che vuole essere da una parte una prima base operativa per il
management pubblico e dall’altra un invito al ragionamento su alcune questioni rilevanti dei fattori
di rischio e di successo per realizzare un intervento con gli strumenti del PPP, espone nel paragrafo
successivo le principali fasi del ciclo di vita di un project financing: dall’individuazione dell’idea
alla formulazione dello studio di fattibilità, dall’analisi delle fonti di copertura finanziaria alla
realizzazione e collaudo, dall’entrata in esercizio alla gestione. Il terzo paragrafo contiene le
principali caratteristiche del Project financing e degli altri istituti del PPP. Il quarto paragrafp
contiene una analisi sui vari e possibili attori e al loro ruolo in una operazione di PPP. Nel quinto
paragrafo viene riportata una sintesi dei principali riferimenti normativi in Italia sulla Finanza di
5 Soltanto dal 2011 al 2012 vi è un salto del 62% di questa tipologia, dove il numero di gare con importo non segnalato
passa da 943 a 1.524. Questo fenomeno comunque appare classificabile, per una buona parte, nella fascia di opere di
piccolo importo, trattandosi di affidamento di gare di concessione di servizi (in particolare gestione impianti sportivi),
gare di concessione del diritto di superfice su aree ed edifici pubblici (soprattutto per la realizzazione di impianti
fotovoltaici). 3
progetto. Il sesto paragrafo mette in evidenza l’importante e delicato ruolo della gestione dei rischi
in una operazione di PPP. Il settimo paragrafo contiene, in armonia con la trattazione degli
argomenti di cui ai precedenti paragrafi, una proposta rivolta al management degli enti locali di
porre maggiore attenzione all’analisi di fattibilità di un progetto, con particolare riferimento alla
scelta dimensionale dell’investimento quantificabile in fase ex-ante. Infine, nelle conclusioni,
alcune considerazione e indicazioni operative, estrapolate degli odierni indirizzi assunti dagli
strumenti e istituti del PPP in Italia e in ambito internazionale.
2. Il ciclo del progetto in una operazione di Project financing
Un’operazione di Project Financing, vista nella sua interezza, implica lo svolgimento di specifiche
attività. Queste ultime, dando vita al cd. ciclo di vita della Finanza di progetto, possono essere
distinte in diverse fasi:
a. individuazione e formulazione;
b. fonti di finanziamento;
c. realizzazione e collaudo;
d. gestione.
Individuazione e formulazione
L’individuazione precede l’attività della formulazione, ma è ad essa spesso interrelata in quanto
alcune attività (presentazione dell’idea, identificazione dei promotori, ecc.) sono presenti in
entrambe le attività. In questa fase, più in particolare, si riconoscono le seguenti attività:
• dell’opportunità d’investimento. Attraverso l’elaborazione di una scheda
Identificazione
tecnica, viene descritta l’idea progettuale, accompagnata dall’analisi delle alternative,
mettendo in evidenza i punti di forza e di debolezza del progetto, le minacce e le opportunità
dell’ambiente di riferimento e del territorio di ubicazione dell’intervento;
• Analisi delle alternative, selezione preliminare e preparazione del progetto (studio di
questa attività rappresenta un’articolazione della scheda sintetica e ha lo scopo di
fattibilità):
analizzare tutti gli aspetti tecnici, sociali, ambientali del progetto. Fanno parte integrante di
questa fase e finalizzate alla stesura del progetto definitivo ed esecutivo (ai sensi del D.Lgs
163/06 e successive modificazioni), a cura dei promotori, le seguenti attività:
- Identificare il progetto,
- Verificare la sua fattibilità,
- Selezionare gli sponsors,
- Negoziare le autorizzazioni alla costruzione e alla gestione,
- Definire i contratti da stipulare con in soggetti coinvolti,
- Pianificare il fabbisogno finanziario.
• È l’aspetto
Valutazione del progetto (appraisal report) e decisioni di investimento.
prima fase, in quanto presuppone l’indirizzo decisionale del
sicuramente più delicato della
progetto: accettazione o rigetto. Insito in tale fase, infatti, vi è il cd. salto di irreversibilità,
per cui una volta intrapresa, ogni decisione non sarà priva di un certo costo. Diventa,
pertanto, importante, condurre in modo obiettivo ed efficace, una analisi costi-benefici del
progetto.
• Durata della concessione. Di norma la concessione ha una durata non superiore a 30 anni
l’esito della
(comma 6, art. 143, D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.), periodo entro il quale
valutazione dovrà indicare le modalità di ritorno dell’investimento da realizzare. Il periodo
concessorio potrà essere comunque maggiore qualora, rispetto all’importo dei lavori e ai
4
rischi collegati all’operazione, la stazione appaltante ne stabilisca una estensione, dandone
motivata ragione nel perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario degli
6
investimenti .
Fonti di finanziamento:
I1 problema della copertura finanziaria di un'opera pubblica deriva dal fatto che i flussi di cassa
negativi si concentrano quasi interamente nella prima fase di vita dell'opera (fase della sua
promozione, progettazione e realizzazione), mentre i flussi di cassa positivi sono differiti alla fase
successiva (fase di gestione e sfruttamento economico). Questo differimento comporta un
investimento iniziale elevato che, deve trovare fin dall'inizio opportune forme di copertura (Figura
2). –
Figura 2 Le fonti di copertura finanziarie degli investimenti
Sponsor
Enti pubblici (Capitale reale, Contributi in
c/capitale, Conferimenti “in natura”)
Capitale Istituti creditizi
proprio Fornitori
Costruttori
Utenti
Mercato borsistico
Mezzanine debt
Fabbisogno Quasi Super-Mezzanine debt
finanziario equity Obbligazioni convertibili
Obbligazioni con warrant
Obbligazioni
Linee di credito garantite
Linee dedicate a specifiche forniture
Debito Linee di credito a medio lungo
termine
Linee di credito a breve termine
Enti locali: BOC
Scoperti di conto corrente
Le principali componenti del capitale investito nella realizzazione dell'opera, che devono trovare
una immediata copertura finanziaria sono:
6 Per le nuove concessioni di importo superiore ad un miliardo di euro, la durata della concessione può essere stabilita
analogo sull’estensione della durata della
fino a 50 anni (comma 8, art. 143, D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.). Percorso
concessione si ha con il DL 95/2012, dove nell’ambito delle politiche di razionalizzazione del patrimonio pubblico (art.
3) il legislatore ha previsto anche un’estensione a 50 anni della stessa. Notevoli passi in avanti, al fine di consolidare la
stabilità temporale e l’equilibrio economico-finanziario conseguenziale ad un investimento, si stanno effettuato, inoltre,
verso una concessione del diritto di superfice (sia per nuove opere, sia per investimenti su opere già esistenti)
estendibile fino a 99 anni. 5
- immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie;
- capitale circolante (disponibilità liquide, rimanenze di materie prime e materiali, crediti
verso 1'erario dovuti per il pagamento dell'IVA, crediti verso società coinvolte
nell'operazione).
A parte i contributi pubblici in conto capitale, che non ricevono una remunerazione, la possibilità di
raccogliere le altre forme di copertura dei flussi finanziari negativi nella fase di realizzazione
dipende dalle prospettive reddituali e finanziarie della successiva fase di sfruttamento economico
dell'opera. Quanto maggiori, e quanto più certi, sono i flussi positivi prospettici della fase di
gestione, tanto maggiori saranno i finanziamenti ottenibili nella fase di realizzazione, perché ai
prestatori di fondi vengono prospettate valide opportunità di remunerazione del capitale da esse
più è
investito. Nelle opere infrastrutturali lo strumento utilizzato il mezzanine-debt, il quale
rappresenta un debito il cui rimborso e subordinato al rimborso di tutte le altre categorie di debito
La scelta del rapporto ottimale tra indebitamento e capitale proprio è subordinata alla
determinazione del livello minimo di capitalizzazione, all'identificazione degli strumenti più idonei
per soddisfare le esigenze di capitale/debito ed infine 1'identificazione dei soggetti finanziatori.
Non esistono regole semplici ed univoche per determinare il rapporto ottimale tra debiti e mezzi
propri per la realizzazione e gestione di una opera pubblica tramite il PF. Nella scelta del rapporto
tra debiti e mezzi propri bi
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