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La pianificazione e programmazione definiscono gli obiettivi da conseguire nel tempo. Il

controllo, successivamente guida l’impresa verso tali obiettivi.

Modello di Anthony

- Pianificazione strategica, definisce gli obiettivi di lungo termine attraverso un piano

strategico all’interno di una strategia aziendale.

- Controllo direzionale permette di raggiungere gli obiettivi di lungo termine passando da

quelli di breve termine (1 anno, budget).

- Controllo esecutivo, dei comportamenti giorno per giorno.

Il controllo direzionale è cruciale in una organizzazione perché:

- Controllo economico, tramite bilancio, dei risultati economici. Strumento che non evidenzia

costi per aree, non tempestivo e effettuabile una volta all’anno.

- Controllo esecutivo, valuta come le varie unità organizzative raggiungono gli obiettivi

prescelti; spesso di parla di centri di responsabilità, ovvero, gruppi di persone guidate da

un dirigente che ne assume le responsabilità. Strumento di motivazione.

- Supporto al processo decisionale, fornendo le informazioni necessarie per agire

correttamente (ex Make/Buy info su costi cessanti ed emergenti).

Modello di Brunetti

- Struttura organizzativa, che distribuisce le responsabilità alle unità organizzative

(funzionale, divisionale e matriciale).

- Struttura tecnico-contabile data dagli strumenti che supportano la gestione.

Modello di Amigoni

- Contabilità generale: rappresenta sintesi economico finanziaria della gestione di impresa;

controllo a posteriori; se la produzione diviene diversificata:

- Contabilità analitica: suddivide le aree di business, ottiene risultati anche parziali ma

quando ambiente cresce e non è stabile:

- Budget: sistema che assegna obiettivi a tutta l’organizzazione, dando vita ai sistemi di

reporting per confrontare obiettivi prestabiliti con quelli effettivi.

Costo in PPC

Il costo è il valore dei fattori produttivi impiegati nell’attività di impresa; possono essere diversi

ma di uno stesso oggetto:

- Costo unitario: sostenuto per il singolo bene

- Costo totale: sostenuto per la produzione di una quantità data di beni

- Costi variabili, variano in misura proporzionale al variare del volume di attività.

Hanno un andamento crescente al variare della quantità di produzione.

Non mutano al variare del grado di utilizzo del fattore stesso.

Il consumo unitario resta costante a fronte di certi livelli di attività, nell’area di rilevanza,

ovvero dove si verifica la linearità della funzione.

- Costi fissi, non variano proporzionalmente alla quantità di attività.

Hanno un andamento a scalini, quindi non sensibili al variare della produzione.

I costi fissi unitari hanno un andamento decrescente in quanto il loro ammontare viene

spalmato su un numero più ampio di unità prodotte

Margine di contribuzione indica quanto il prodotto contribuisce alla variazione del volume

• di attività. Spesso utilizzato per decisioni economiche di breve periodo.

Se i CV fossero > Ricavi, vi sarebbe una perdita che aumenta all’aumentare della

produzione.

NB. La manodopera è fissa quando il costo è indipendente dal volume prodotto in un

certo periodo; è variabile quando c’è una relazione tra utilizzo risorsa e unità prodotte.

- Costi specifici, che presentano relazione diretta e immediata con il prodotto.

- Costi comuni che presentano relazione indiretta e mediata, attribuibili solo con basi di

ripartizione.

NB. Spesso i costi variabili sono diretti e specifici. I costi fissi possono essere sia specifici

che comuni ma indiretti.

produzione.

NB. La manodopera è fissa quando il costo è indipendente dal volume prodotto in un

certo periodo; è variabile quando c’è una relazione tra utilizzo risorsa e unità prodotte.

- Costi specifici, che presentano relazione diretta e immediata con il prodotto.

- Costi comuni che presentano relazione indiretta e mediata, attribuibili solo con basi di

ripartizione.

NB. Spesso i costi variabili sono diretti e specifici. I costi fissi possono essere sia specifici

che comuni ma indiretti.

- Costi diretti relativi a fattori di produzione che presentano una relazione mediata e diretta

con unità di prodotto che a questa possono essere oggettivamente attribuiti;

- Costi indiretti relativi a fattori di produzione che manifestano una relazione mediata con

unità di prodotto, pur essendo riconducibili al processo di produzione.

- Costi standard sono le configurazioni di costo-obiettivo che esprimono il consumo richiesto

per raggiungere obiettivi, quindi sono calcolati secondo ipotesi e previsioni

- Costi effettivi sono configurazioni di costo-risultato ed esprimono il costo effettivamente

sostenuto.

- Costo standard è il prodotto tra:

Standard fisico, quantità di fattori produttivi necessari per un’unità produttiva

Standard monetario, prezzo unitario di acquisizione di un fattore produttivo

- Costi controllabili, influenzabili dalle azioni dell’organizzazione

- Costi non controllabili, non influenzabili dall’organizzazione

La funzione di PC è quella di influenza le decisioni aziendali, che sono:

- Strategiche quando riguardano attività di lungo periodo (investimento impianto)

- Operative quando riguardano attività di breve periodo che modificano la capacita

produttiva, come: eliminazione di una linea di prodotto, accettare o meno una commessa

esterna, liberare la capacita produttiva per un prodotto, Make or Buy e programma di

produzione più conveniente con vincoli.

L’ANALISI DIFFERENZIALE (costi cessanti, ricavi emergenti)

L’analisi differenziale indirizza l’impiego di risorse attraverso alternative, valutate secondo ricavi

e costi differenziali cioè quelli che si differenziano tra le diverse alternative, non compaiono

nelle analisi quei valori che non variano nelle diverse alternative.

- Valori emergenti

- Valori cessanti

- Ricavi

- Costi variabili

- Costi fissi specifici

- NON SONO MAI COSTI FISSI COMUNI perché non riguardano il breve periodo.

Ovviamente l’alternativa preferibile è quella che massimizza il risultato economico, la più

conveniente.

ELIMINARE O CONTINUARE LINEA DI PRODOTTO

Conviene eliminare prodotto

- COSTI CESSANTI (VARIABILI E FISSI SPECIFICI) > RICAVI CESSANTI

Non conviene eliminare prodotto

- MdC è negativo, in quanto ogni unità aggiuntiva genera perdita;

(u)

- MdC < CF.S eliminabili

(tot)

Conviene produrre

- MdC >0

(u)

- CF.S non sono eliminabili

MdC (R emergenti – CV emergenti – CF.S emergenti) ≥ MdC (R cessanti – CV

emergente cessante

cessanti – CF.S eliminabili)

ACCETTARE O NO UNA COMMESSA

Conviene accettare

- R > C

emergenti emergenti

- Non esistono CF.S e il MdC di ogni prodotto è positivo

(u)

P > CV

(u) (u)

- CF.S di commessa ma che rendono conveniente l’accettazione

MdC 1 – CF.S >0

(tot)

Conviene eliminare un prodotto per soddisfare la commessa quando Margine emergente >

Margine cessante; non conviene quando Margine cessante > margine emergente

MAKE or BUY

Conviene acquistare all’esterno quando costi di produzione cessanti > costi di acquisizione.

Importante è la quantità da produrre, per cui è necessario identificare costi eliminabili, quali CF.S

fa nascere l’esternalizzazione e quanta capacita produttiva viene liberata e quindi possibilmente

utilizzabile per altre linee di prodotto.

Si sceglie l’alternativa meno costosa

PROGRAMMA DI PRODUZIONE CON VINC

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wadematteo123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Programmazione e controllo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Sacco Paola.
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