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Capitolo 1: L'architettura per l'architetto

L'architettura è il risultato di un'attività naturale dell'uomo, che cerca di provvedere a umanizzare lo spazio naturale con i mezzi che la cultura a cui appartiene gli mette a disposizione. In generale definiamo "approccio": l'avvicinamento possibile a un problema o a un aspetto del conoscibile, per esempio a una disciplina. Anche per la formazione dell'architetto è necessaria una "disciplina didattica" che sappia costruire nello studente quella "griglia" di cui necessita per orientarsi nell'acquisizione delle informazioni e delle esperienze.

In particolare in architettura esiste la necessità di evitare di ridurre l'architettura a una parte sola di essa. Nel progetto di architettura possiamo identificare diverse fasi importanti: queste cominciano con la semplice presa di coscienza da parte della committenza e dovrebbero finire con la realizzazione del manufatto architettonico. Oggi in particolare viene chiamata metaprogettazione, la progettazione del progetto, ossia quella programmazione delle varie operazioni necessarie ad ottenere un equilibrio per un determinato progetto.

Gli elementi fondamentali della progettazione

In una progettazione/costruzione si deve tenere conto di:

  • Solidità (firmitas)
  • Utilità (utilitas)
  • Venustà (venustas)

Solidità/firmitas: la struttura dovrà essere pensata in termini costruttivi-tecnologici, cioè attraverso l'impiego di materiali opportuni. Utilità/utilitas: ragioni per le quali una determinata società o potere richiede un'opera architettonica. Dall'unione di entrambe i due fattori otteniamo la venustas: risultante estetica.

Conoscenza culturale

La conoscenza culturale:

  • Utilitas e firmitas: appartiene alla sfera razionale
  • Venustas: appartiene in parte alla sfera razionale e in parte a quella irrazionale

Nel progettare è molto importante non lasciar fuori nessuna di queste parti, ma integrare sempre tutto. Le tre componenti dovranno quindi essere sempre presenti, anche se osservando un edificio non sarà sempre facile separarle.

Il processo progettuale

In generale quindi il processo progettuale deve consistere in una successione di operazioni, alcune delle quali dovranno avvenire all'interno del campo razionale, mentre altre dovranno avvenire in campi di maggiore o minore razionalità. A questo proposito il tirocinio progettuale potrà risultare molto utile poiché solo l'esperienza diretta porterà a comprendere come vi siano fasi che possono guadagnare molto essendo svolte in gruppo e fasi dove è meglio lavorare da soli. Il processo progettuale non sarà mai lo stesso qualsiasi sia la scala adottata.

Possiamo avere scale:

  • Piccole
  • Medie
  • Grandi

A seconda che si tratti di:

  • Scala nazionale
  • Programmazione e pianificazione territoriale
  • Pianificazione urbana
  • Piani di settore urbano
  • Progetti edilizi di edifici o di mobili

Con il variare della scala di progettazione varia anche il rapporto tra momenti razionali e non e il rapporto tra i diversi contenuti.

Capitolo 2: Analisi e fasi della progettazione

L'iter progettuale completo è costituito da 4 fasi:

  • Programmazione: fasi in cui vengono messe a punto le opportune analisi preventive e le scelte di base dalle quali dovrà partire la progettazione.
  • Progettazione: fase in cui viene pensato, studiato e costituito il design dell'oggetto. All'interno del "design dell'oggetto" vi sono alcune fasi interne, che sono 3:
    • Impostazione: che può proporre anche soluzioni alternative
    • Progetto di massima: l'alternativa scelta viene sviluppata schematicamente
    • Esecutivo: nel quale il progetto viene sviluppato
  • Attuazione: fase durante la quale si passa dal progetto alla sua attuazione/realizzazione. Si definisce "progetto buono" una struttura, cioè un insieme al quale non può essere aggiunto, tolto o sostituito nulla senza la perdita dell'unità.
  • Gestione: fase che si riferisce al rapporto fra la committenza e il fruitore.

La fase di programmazione

Dovrebbe precedere sempre la fase di progettazione vera e propria, poiché permette di stabilire le scelte di base che possono essere esterne o interne alle diverse fasi. La scelta del sistema costruttivo è per buona parte una fase analitica e tale analisi può essere schematizzata:

  • Si tratta innanzitutto di chiarire l'obiettivo sociale dell'intervento e cioè di formulare il modello istituzionale (ciò consiste in un lavoro nel caso che non si abbiano, ma si desiderino da parte della committenza idee chiare sulla struttura funzionale dell'edificio).
  • In seguito a queste scelte di base la committenza dovrebbe scegliere tecnici cui affidare la progettazione (non è sempre necessario che non sia l'architetto progettista a espletare la prima fase, per essa la committenza avrà bisogno di tecnici architetti o di designers).
  • Nel prossimo futuro la programmazione di un progetto dovrà seriamente essere condotta da tecnici specializzati (committenza alternativa). Questo intervento diretto dei futuri fruitori è fondamentale per la programmazione e va sotto il nome di partecipazione.

In seguito si analizzano poi altri aspetti:

  • Scelta del luogo
  • La scelta dei criteri con i quali acquisire i terreni prescelti
  • La scelta del costo per la costruzione degli edifici
  • La scelta dei sistemi costruttivi e il relativo metodo per l'appalto dei lavori
  • La scelta delle autorità cui possono essere caricate le spese
  • Analisi e progetto: ponendo il caso della progettazione di una scuola materna sarà il progettista ad avere tutto il peso della programmazione; per questo motivo molti sono arrivati a formulare che analisi e progetto sono praticamente un tutt'uno.

Le analisi da fare sono di diversa natura:

  • Un gruppo si riferisce al terreno e alla località in cui dovrà sorgere l'edificio
  • Un gruppo le qualità idrogeologiche del terreno
  • I sopralluoghi sul terreno dovranno riguardare i rapporti con l'intorno
  • I rapporti tra l'edificio da progettare e quelli più o meno vicini
  • Gli accessi al terreno e la possibilità di realizzazione
  • I riferimenti normativi: PRG= Piano Regolatore Generale; PP= Piano Particolareggiato
  • Il carattere, i valori e lo spirito dell'istituzione per la quale si sta iniziando la progettazione

Capitolo 3: Organismo e struttura: analisi e primi approcci progettuali

Nella progettazione si dovrebbe procedere dal generale al particolare, cioè dalle grandi scale verso le medie/piccole. In sede didattica invece avviene il processo opposto: si va dal particolare al generale. L'edificio viene spesso visto come "struttura", questa parola infatti è stata ideata apposta per le costruzioni architettoniche. Un edificio è una struttura nel senso che ogni suo spazio e ogni sua membratura deve essere in rapporto stretto rispettivamente con tutti gli altri e le altre e con l'insieme.

È possibile considerare questa struttura "edificio" come un'entità autonoma di dipendenze interne, cioè come una struttura comprendente insieme forma e contenuti. Ma è anche necessario considerare un edificio come un'unità delle parti costituenti dell'opera più grande del contesto urbano. Si può quindi parlare di tutta una serie di strutture continua. La stessa struttura di un edificio è a sua volta divisibile in più strutture:

  • Struttura di spazi: spazi organizzati in stretta relazione con la struttura sociale.
  • Struttura tecnologica: capace di realizzare materialmente gli spazi.
  • Struttura figurativa: poiché un'architettura rappresenta le finalità e i modi per i quali una cultura l'ha voluta.

Durante il processo progettuale il progettista lavorerà in diverse fasi operative e sarà portato a valutare la validità delle operazioni che sta compiendo in relazione alle altre componenti vitruviane. La verifica delle componenti è forse l'operazione più frequente durante il processo progettuale. Ma tutto questo non avviene ragionando sempre sulla stessa scala, poiché contemporaneamente allo spostamento da uno degli altri due vertici del triangolo è necessario un passaggio continuo dalle scale maggiori alle minori e viceversa. A lavoro compiuto dovrò verificare come per esempio una finestra si comporta nei casi speciali e per far questo dovrò nuovamente cambiare scala.

Le scale di progettazione, intese come scale di percezione

Nel senso che la capacità di percezione e di valutazione di un'architettura dipende dall'ampiezza del campo visivo e dalla distanza:

  1. La 1a scala di percezione: interessa le porzioni di architettura che vanno guardate alla distanza minima utile per l'occhio (30,40 cm); per far questo le scale più usate sono 2:1, 1:1, 1:2, 1:5.
  2. La 2a scala di percezione: porzioni architettoniche più grandi da guardare alla distanza di 2-3-5 m.
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Ingegneria civile e Architettura ICAR/11 Produzione edilizia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xmarty1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Bovati Marco.
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