Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Una volta fatto questo ogni caratterizzazione dovrebbe apparire per chi guarda dall’alto, dalle

coperture, che stanno diventando, con i trasporti aerei, il lato più importante visualmente dei solidi

componenti il contesto urbano.

Il traffico pendolare invece tende a diventare tutto interno e in gran parte chiuso.

In tutto questo l’architetto dovrebbe porre la sua massima attenzione alla composizione, alla

successione degli spazi di transito non soltanto variando larghezza profondità… ma anche porre

attenzione ai cambiamenti di livello.

DAL MODELLO IDEOLOGICO ALLO SCHEMA PROGETTUALE

Le operazioni dell’iter-progettuale per un edificio sono in sintesi:

a) formulazione di un modello ideologico: per un edificio, in relazione alla compiuta analisi dei

valori ideologici della istituzione per la quale si dovrà realizzare l’edificio stesso.

b) formulazione di un modello-tipo per l’edificio: in relazione al modello ideologico e alla sua

trasformazione da modello astratto in schema edilizio che stabilisca la gerarchia e la

disposizione relative tenuto conto delle qualità e delle possibilità offerte dall’area destinata.

c) Formulazione dello schema progettuale: si tratterà di qualcosa nel quale saranno già presenti

tutte le parti nella loro rispettiva posizione e grandezza, nella loro forma elementare e nella

dimensione. Per far ciò avrò avuto bisogno di carta da disegno, di riga, di squadra e di un

mezzo per la rappresentazione preciso e fidato come la geometria descrittiva e la geometria

euclidea che tratta dell’economia dello spazio.

Lo schema progettuale: non è ancora un progetto, perché gli spazi in esso contenuti sono spazi

astratti. A renderli concreti occorrerà materializzarli tecnicamente, cioè costruirli progettando mura

travi pilatri solai e coperture, definendo così concretamente gli spazi attraverso le membrature

architettoniche.

Capitolo 5: dimensione tecnica della progettazione

LA CONCRETIZZAZIONE TECNICA DELLO SPAZIO

Lo spazio architettonico si forma intellettualmente nella mente dell’architetto all’atto delle prime

formulazioni risolutive del problema edilizio che è stato a lui sottoposto, fino a quando in un

momento dell’iter-progettuale non si materializza e si concretizza.

A proposito di questo Leon Battista Alberti affermerebbe che la realizzazione di un’architettura, nel

passaggio dall’idea astratta a quella concreta, dipende dalla dimensione tecnologica del progetto

stesso e cioè dalla concretizzazione dell’idea spaziale e progettuale in una struttura resistente e di

protezione.

Nelle sue parole è chiara la necessità di una struttura edilizia che sia fatta di materiali resistenti, ma

è altrettanto chiara la necessità dell’unità e dell’ordine nella disposizione delle parti fondamentali,

sostanzialmente il concetto moderno di struttura (cioè un insieme di elementi legati tra loro da una

relazione).

Dunque la tecnica deve fornire una struttura resistente che debba risultare rispondente:

- alla logica della lavorazione

- alla logica del disegno dei singoli

- alla logica degli spazi progettati

- alla logica dell’idea e dell’immagine

I materiali da costruzione sono all’origine della concreta delimitazione spaziale; c’è inoltre il

bisogno di ISOLARE dal resto e dall’aggressione degli agenti naturali.

DALLA PARZIALIZZAZIONE RINASCIMENTALE DELLA VENUSTAS A QUELLA

ILLUMINISTICA DELLA FIRMITAS.

La cultura tende a concentrarsi sui problemi nuovi data la crescente ampiezza e velocità dei

cambiamenti e delle mode che si susseguono secondo continue opposizioni al più recente e continui

ritorni; infatti è facile vedere come l’attenzione venga spesso rivolta alla venustas, presa quasi in se

stessa.

Nella storia:

In passato, nel momento dell’arrivo dell’arte gotica, in Italia la concezione classicista

dell’architettura non era mai andata morta del tutto o per lo meno non era ancora stata sostituita da

un’altra concezione ugualmente robusta e più adatta allo spirito del tempo e dunque le prime letture

di Vitruvio danno un’interpretazione logicamente solo estetica.

Contro la parzializzazione estetica, la parzializzazione tecnologica nasce con l’assunzione a Parigi

di Colbert nel 1664 e successivamente vengono pubblicati altri manuali.

Si tratta di manuali pratici.

Contemporaneamente nel 1802 Jean Louis Durand scrive un altro trattato.

Dall’accento sulla bellezza dei trattatisti rinascimentali eravamo passati all’accento sulla stabilità

e con Durand all’accento sull’utilità.

La rivoluzione tecnologica cerca di trasporre l’interesse sui valori economico-politici d’una

produzione edilizia che serva e che costi poco.

Questo testimonia l’importanza dell’incontro dell’idea progettuale con il materiale da costruzione e

con il metodo d’impiego dello stesso.

LA COSTRUZIONE IN PIETRA DA TAGLIO

Unità, forza, sostanza, solidità, chiarezza, essenzialità, semplicità, distinzione… La durezza con il

senso di sicurezza che queste qualità stessa trasmettono sono le caratteristiche delle strutture in

pietra.

Queste ultime debbono rimanere le strutture legate al paradiso perduto, poiché già negli sviluppi

romani e greci la muratura cercherà di soddisfare le esigenze nuove di maggiore articolazione degli

spazi, sfruttando il mattone e lasciando alla pietra da taglio le parti più importanti.

Solo nel Rinascimento il materiale d’impiego passerà in secondo piano rispetto al disegno

dell’opera e comincerà il ricorso allo stucco.

Il ricordo dell’antico rimane oggi nel mattone cotto: materiale antichissimo e sempre giovane.

Oggi tuttavia:

- ragioni di gusto hanno quasi messo al bando il mattone

- si è rinunciato all’emergenza della cupola

- il cotto rimane ancora

Ma le strutture orizzontali debbono essere oggi di cemento armato o di acciaio.

Per le esigenze povere dell’Italia tuttavia il mattone resta sempre al primo posto.

LA COSTRUZIONE IN FERRO

Già nel trattato di Rondelet la presenza del ferro è predominante e c’è palese l’entusiasmo per il

nuovo sistema costruttivo e in particolare per l’uso che se ne fa.

Ma sono anche presenti molte costruzioni in ferro relative a coperture di grandi ambienti accantono

ai disegni delle strutture per l’ala occidentale del Lovre di Perrault (1688) nella quale il ferro fa il

suo ingresso in architettura.

A Perrault infatti sembrava giunto il momento di riprendere in modo più moderno l’idea classi di

architettura, che rappresentasse la nuova cultura borghese.

Quasi parallelamente si sviluppano tecniche per l’impiego del metallo, che in generale sono 4:

- tecnica delle lamiere bullonate

- tecnica dei tiranti

- tecnica dei tiranti perfezionata (ponte di S.Francisco…)

- tecnica della ghisa

ASCESA E CRISI DELLE COSTRUZIONI IN ACCIAIO

C’è stata comunque una sostituzione di mito;

Prima della guerra: il ferro era ancora necessario per garantire l’accettabilità di un progetto o di un

nuovo edificio costruito.

Ma dopo la prima guerra mondiale le cose sono cambiate: l’Espressionismo aveva di nuovo

ricacciato il ferro, salvo rare eccezioni al ruolo secondario di ferramenta. Questa marcia indietro per

tre motivi:

1) il ferro era stata il carattere distintivo della precedente architettura floreale e si cercava di

evitarlo.

2) La ricerca formale e razionalista aveva ridotto di molto il numero degli elementi

3) Piaceva l’immaterialità e la plasmabilità del cemento armato più del ferro.

Nell’ultimo dopoguerra l’impiego dell’acciaio ha ritrovato un suo ruolo, in Italia specialmente nel

periodo fascista; le costruzioni infatti dovevano essere in muratura ordinaria.

L’industria dei prodotti siderurgici è ancora legata alla produzione di tubi e dei profilati secondo

sagome date.

Bisognerà quindi rinnovare interamente il repertorio dei semilavorati: per esempio nelle automobili

sono stati sperimentati con successo tipi nuovi e rivoluzionari.

COSTRUZIONE IN LEGNO

In Italia vi è una notevole scarsezza di boschi e quindi la conseguente assenza di qualsiasi tradizione

tecnologica del legno che non sia quella delle capriate.

LA COSTRUZIONE INTELAIATA IN CEMENTO ARMATO

Non c’è stato un passaggio continuo dalle strutture in ferro a quelle in cemento armato.

Già nella seconda metà del 700 a Londra si producevano pezzi prefabbricati in una speciale

composizione, oggi rimasta segreta.

Il cemento Portland tuttavia, fu tra i primi a rappresentare un possibile sostituto della pietra di

Portland con la quale si costruivano allora a Londra gli edifici più importanti.

Il cemento armato è rimasto per molti secoli nascosto tra le murature di pietra da taglio o di mattoni,

ma il cemento presentava qualità eccezionali nell’adattabilità a ogni tipo di comportamento.

Per di più l’aspetto rude del cemento non intonacato, ha potuto esprimere al meglio d’ogni altro

materiale l’angoscia dell’uomo moderno.

Questa qualità tanto repressiva non piaceva tuttavia agli architetti tedeschi.

A guerra finita ritorna la struttura in vista.

Le possibilità plastiche di questo materiale sono infinite poiché è possibile produrne in componenti

semplici, ma è possibile gettarlo anche in opera.

LE STRUTTURE MISTE

L’architetto moderno cerca di usare più sistemi nella realizzazione dello stesso progetto, sia per

distinguere tra loro i diversi corpi corrispondenti a diverse funzioni, sia per dare maggiore energia

ritmica al tutto.

Ma anche quando non interessa il contrasto ottenuto, la costruzione pratica deve ricorrere quasi

sempre all’accoppiamento di due mezzi.

LE STRUTTURE RESISTENTI: UNA CLASSIFICA ARCHITETTONICA

Risulta impossibile una classificazione logica ed esauriente dei sistemi di costruzione.

1)È possibile parlare di sistemi omogenei e continui nei quali non esiste articolazione che non sia

spaziale, estetica o funzionale fra le varie parti, risultanti tutte costruite con lo stesso materiale che

appare bene a vista.

Queste strutture sembrano a seconda dei casi gettate in uno stampo, ovvero scavate e tirate fuori da

un unico blocco, come se si trattasse di una scultura.

2) è possibile parlare di sistemi discontinui omogenei nei quali sono ben distinte, nelle loro

funzioni le varie membrature anche se il materiale impiegato invece è sempre lo stesso, salvo parti

minori.

3) “ “ discontinui disomogenei sono sistemi in cui esiste ben chiara e palese la differenziazione tra

alcuni tipi di membrature e altre ( per esempio la differenziazione nell’uso stesso del materiale tra

gli elementi verticali portanti.

4) “ “ strutture intelaiate o reticolari

Queste sono tutte strutture palesi cioè delle strutture in vista, nelle quali si mostra chiaramente il

comportamento delle varie parti.

Gli aggettivi con i quali possiamo qualificare i diversi tipi di struttura sono aggettivi che possono

adattarsi più o meno bene a qualificare l’opera architettonica che si sta progettando.

Accanto a queste ci sono le strutture nascoste sistemi nei quali non appare il comportamento dei

materiali.

Nell’architettura moderna sono frequentissimi i sistemi nascosti.

Un discorso analogo è quello delle strutture resistenti e di protezione andrebbe fatto per quanto

riguarda gli impianti tecnici; In questo caso non interessa tanto la spesa d’impianto, ma quella di

esercizio.

Capitolo 6: la geometria dell’architettura

Possiamo chiamare geometria: una geometria del disegno architettonico dove la parola disegno

riveste il doppio significato di invenzione progettuale e di operazione grafica per la costruzione

comunicazione dell’invenzione stessa.

La geometria è quindi lo strumento on cui noi delimitiamo, tagliamo, precisiamo, formiamo uno

spazio, che come abbiamo detto è il materiale di base per l’architettura.

Sulla base di questo, progettare significa costruire insieme uno spazio a sua volta l’insieme spaziale

per essere architettura deve rispondere alle caratteristiche di una struttura;

Debbono inoltre stabilire fra loro uno stretto legame strutturale tale per di più da esprimere e

comunicare all’osservatore i valori morali dell’istituzione per la quale sono stati o saranno costruiti.

PERCEZIONE E PSICOLOGIA DELLA FORMA

L’occhio umano è sensibili a una linea che non sia perfettamente dritta ecc…

Ma non è altrettanto sensibile nell’apprezzare gli angoli che non siano retti e nel percepire la

spazialità delle forme complesse.

Ma la riconoscibilità delle forme è una condizione irrinunciabile perché il messaggio

architettonico venga recepito.

Si tratta degli aspetti fondamentali della psicologia della forma, ma è proprio su questi che è stato

possibile costruire il grande edificio unico dell’architettura universale.

Queste forme elementari sono le figure di cui si occupa la geometria classica e noi pervenuta

attraverso gli elementi di Euclide.

Più GEOMETRIE PER L’ARCHITETTURA E NELL’ARCHITETTURA. LA GEOMETRIA

COME ECONOMIA DELLO SPAZIO.

La geometria: è la scienza delle proprietà e delle relazioni di grandezze nello spazio.

Essa interessa l’architettura in quanto si occupa delle qualità e proprietà delle forme spaziali.

La geometria per l’architettura è diverse cose:

1) è un sistema di forme reali

2) è il complesso sistema grafico e matematico

3) è il mezzo grafico per trasmettere e comunicare

La geometria è una costruzione del cervello umano poiché la razionalità umana è stata capace di

riconoscere nell’osservatore i processi di crescita dei minerali e dei vegetali e degli animali.

Da qui derivano due raccomandazioni:

1) la prima consiste nella necessità di evitare di considerare un’architettura tanto più valida

quanto più riconducibile alle forme “elementari” della geometria.

2) Consiste nella necessità di non farsi prendere dall’illusione che progettando complicato si

faccia architettura più evoluta.

ORIZZONTALE E VERTICALE, ANGOLO RETTO, SIMMETRIA, PROPORZIONE,

MODULO.

Il corpo umano si presenta alla vista esterna come simmetrico, e questa corrispondenza biunivoca si

verifica rispetto ad un’asse e un piano orizzontale.

Sulla base di questo ci si è resi conto della necessità per ottenere una buona architettura di

raggiungere appunto un’equivalente struttura formale cioè un insieme di rapporti dimensionali

legati strettamente tra loro. La legge dei rapporti fondamentali tra le parti e la loro riduzione a unità

è il MODULO.

Molto importante è tener conto della scala: cioè del rapporto con le dimensioni del corpo umano.

Anche se sono molti gli edifici che traggono dalla sproporzione le ragioni della loro bellezza.

MODULI E PROPORZIONI DINAMICHE

I moduli e le proporzioni degli ordini classici costituiscono un sistema modulare statico e

soddisfacevano benissimo le esigenze dell’architettura classica e delle molte sue derivazioni.

Le proporzioni classiche sono armoniche, mentre la civiltà attuale è disarmonica.

Vitruvio e tutti i trattatisti vitruviani hanno riportato queste leggi armoniche derivanti da precise

leggi naturali.


ACQUISTATO

11 volte

PAGINE

13

PESO

94.31 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xmarty1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Bovati Marco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Progettazione 1

Riassunto esame Progettazione 1, prof. Bovati, libro consigliato Le Variazioni dell'Identità : il Tipo in Architettura, Arìs
Appunto
Lezioni, Scienza delle costruzioni
Appunto
Riassunto esame Storia dell'architettura, prof Rossari, libro consigliato L'architettura moderna dal 1900, Curtis
Appunto
Lezioni, Storia dell'architettura
Appunto