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Economia delle aziende di credito

Lezione 28/02/2019

Definizione e funzione del sistema finanziario

Il sistema finanziario è costituito dal complesso integrato dei contratti, intermediari e mercati finanziari, autorità di regolamentazione e vigilanza e banche centrali, esistenti in un dato luogo in un dato momento. Tale sistema finanziario è un'infrastruttura cruciale per il funzionamento delle moderne economie.

Il sistema finanziario è quello spazio dove avvengono transazioni finanziarie. È uno spazio molto importante che, qualora non ci fosse o non fosse organizzato, avrebbe delle conseguenze negative nello sviluppo economico di un'economia. Se non fosse organizzato queste operazioni andrebbero fatte in un sistema informale; in assenza di contratti finanziari dovrei chiedere a conoscenti i mezzi per avviare l'attività economica. Il sistema finanziario riduce i costi di transazione, in assenza di questo sistema il soggetto dovrebbe sostenerli con l'aggravante di non riuscire a raccogliere i fondi per avviare l'attività (incertezza su quantità e tempo).

Quando il sistema è sviluppato si possono distinguere due tipi di economie:

  • Economie sviluppate;
  • Economie in via di sviluppo.

Quindi è necessario che i sistemi finanziari siano regolamentati perché abbiamo constatato che vige una relazione tra sistemi finanziari e sviluppo economico di un paese.

Prospettive analitiche del sistema finanziario

Quando si guarda il sistema finanziario si possono usare due prospettive analitiche:

Prospettiva strutturale

Ci soffermiamo sulle sue componenti; andremo a dire che i sistemi finanziari rappresentano un insieme di contratti finanziari, intermediari finanziari, mercati finanziari, autorità di regolamentazione e vigilanza, e monetarie e banche centrali. Queste componenti si possono combinare in vario modo dando luogo a strutture finanziarie differenti nel tempo e nello spazio (es. differenza tra Italia e USA perché le componenti italiane sono aggregate diversamente da quelle USA); possono essere differenti nello spazio per scelte politiche e inoltre mutano nel tempo sotto la spinta di vari fenomeni, come quello di regolamentazione, fenomeni competitivi (concorrenza) e per la tecnologia (innovazione tecnologica modifica le abilità di computerizzazione e ingegneristica).

Quindi i sistemi finanziari secondo la prospettiva strutturale si può differenziare da un altro SF in base a come si combinano le diverse componenti ed inoltre tali componenti possono mutare nel tempo e nello spazio per rispondere al fatto di svolgere al meglio le funzioni che gli sono state assegnate.

Prospettiva funzionale

Guardiamo le funzioni che questo assolve. Storicamente al sistema finanziario vengono assegnate 3 funzioni tipiche:

  • Allocazione delle risorse finanziarie: Viene realizzato il trasferimento di risorse del risparmio agli investimenti. Quindi si trasferiscono risorse da chi ne ha in eccesso a chi ne ha bisogno (deficit). Essa è una funzione cruciale che ha un nesso con lo sviluppo economico;
  • Funzione monetaria: Tale funzione assicura l’efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti. Il sistema finanziario mette a disposizione degli operatori strumenti di pagamento alternativi alla moneta legale, nonché sistemi di regolamento dei pagamenti. Esempi di strumenti di pagamento alternativi alla moneta legale sono i: bonifici, bollettini, MAV etc.;
  • Trasmissione al sistema economico degli impulsi di politica monetaria: È uno spazio importantissimo dove può essere veicolato un impulso di politica monetaria che tocca le banche e da queste si trasferisce all’economia reale, globale attraverso il sistema finanziario.

Le unità partecipanti al sistema finanziario

Al sistema finanziario partecipano diversi soggetti che hanno funzioni e ruoli diversi; da un lato abbiamo:

  • Unità in surplus: Sono quei soggetti che hanno un’eccedenza di risorse finanziarie che possono essere impiegate, tra cui possiamo trovare tipicamente le famiglie, ma anche imprese non finanziarie (manifatturiere, commerciali, artigiani), la pubblica amministrazione e il settore estero (nei confronti dell’Italia può essere in una posizione di surplus).
  • Unità in deficit: Si trovano in situazioni opposte alle precedenti, sono soggetti che più o meno cronicamente si trovano in una situazione di carenza di risorse finanziarie e, per questo, sono alla ricerca di risorse. Possono essere unità in deficit: una famiglia che può chiedere un prestito per avviare l’attività immobiliare; le imprese non finanziarie, che tipicamente sono in deficit perché hanno una capacità di accumulazione di risorse finanziarie insufficienti ai bisogni di investimenti che hanno (utile, ad esempio, non sufficiente per effettuare un investimento); la pubblica amministrazione oppure anche l’estero può rappresentare un’unità in deficit.

Entrambe tipologie di unità in assenza di contratti, mercati e intermediari finanziari potrebbero incontrarsi in modo non agevole. Quindi l’idea di investimento di alcune unità in deficit, senza il sistema finanziario poiché non potrebbero reperire i fondi sufficienti. Quindi l’idea è che un sistema finanziario faciliti l’incontro e l’accordo tra le due tipologie di unità.

Circuiti di collegamento tra unità in surplus e in deficit

Le unità in surplus e in deficit si collegano tra di loro attraverso i “circuiti di collegamento” che possono essere:

Circuito diretto puro

Il caso più tipico è che un’impresa che vuole fare un investimento chieda ai suoi amici imprenditori prestiti di denaro. In questo caso dall’unità in surplus passa direttamente alle unità in deficit. Questa tipologia di circuiti sono marginali a causa degli innumerevoli costi che dovrebbero sostenere, come: i costi di transazione, contrattuali e di monitoraggio. Questi circuiti sono fondati sulla presenza di mercati finanziari dove le unità in deficit si possono approvvigionare di fondi emettendo delle proprie passività che vengono poi proposte nei mercati che prendono il nome di obbligazioni, titoli di stato, titoli di amministrazioni locali.

Il circuito è diretto perché il debito contratto dall’unità in deficit compare nella passività della stessa unità, invece nel bilancio dell’unità in surplus compare nell’attivo poiché è un credito. Nei circuiti diretti la transazione finanziaria che avviene fa sì che unità in surplus e deficit siano tra loro collegate attraverso voci di stato patrimoniale. Inoltre, essendo collegati, tutto ciò che succede all’unità in deficit si ripercuote direttamente nell’unità in surplus (se l’unità in deficit non paga, anche l’unità avrà ripercussioni, perché per l’appunto le due unità sono collegate).

Circuito diretto intermediato

Troviamo gli intermediari che si comporteranno come gestori di fondi delle unità in surplus, che per loro conto vanno ad investire questi fondi nei mercati finanziari in passività emesse dalle unità in deficit. Si chiama così per via degli intermediari che agevolano l’intermediazione finanziaria. Questi intermediari finanziari sono prevalentemente le banche, le SIM (società di intermediazione immobiliare), le SGM (società di questione del risparmio, possono gestire fondi comuni di investimento, sono le uniche che possono farlo), altri soggetti sono i fondi pensione.

Questo è ancora un circuito diretto perché la banca offre un servizio di gestione patrimoniale, la banca incassa la somma e sulla base delle direttive date dall’unità in surplus andrà a selezionare i titoli emessi delle unità in deficit che costruirà un portafoglio finanziario di titoli. In tutto questo la banca riceve i soldi e va ad investire in passività emessi dalle unità in deficit; per questo la banca è un agente che ha il compito per direttiva del mandante di detenere i titoli per un certo periodo di tempo prestabilito. La proprietà dei titoli resta comunque all’unità in surplus. Questi intermediari sono gestori della ricchezza altrui, quei mezzi finanziari non entrano mai nello stato patrimoniale degli intermediari ma solo in quelle delle unità in surplus e in deficit; questi agenti sono comunque fondamentali per agevolare l’incontro tra le unità. Inoltre, i rischi derivanti da eventuali perdite cadono interamente sul proprietario dei fondi, quindi la banca non assume nessun rischio se non quello reputazionale, maggiore reputazione fidelizzazione della clientela. Il guadagno della banca in questa attività è basato sulle commissioni.

Circuito diretto assistito

L’unità in surplus si reca in banca per utilizzare la loro infrastrutture per acquistare azioni che entrano nello stato patrimoniale del cliente investitore. Aiutano l’investitore a trovare la controparte. Gli intermediari non assumono nessun rischio e guadagnano delle commissioni. Il guadagno dell’intermediario è quindi sotto forma di commissione. Gli intermediari si comportano come assets broker, non si assumono nessun rischio e non hanno alcuna funzione se non quella di far incontrare domanda e offerta, in questo caso, di fondi.

Circuito indiretto

In questo circuito tra unità in surplus e unità in deficit si frappone un intermediario finanziario e si frappone anche il proprio bilancio. In un circuito indiretto il surplus viene dato ad un soggetto e questo tipicamente avviene con la figura della Banca. Se abbiamo mezzi finanziari in eccesso possiamo dare i nostri fondi ad una banca raccogliendo depositi.

Quando depositiamo dei soldi in banca questi vanno in avere dello stato patrimoniale della banca stessa, si accende quindi un debito da parte della banca nei nostri confronti. La banca raccoglie il surplus attraverso dei contratti finanziari e si impegna a custodirli. La banca su una cifra deposta da noi di 1000, la banca detiene un 10 euro di riserva e i restanti possono essere dati ad una unità in deficit sotto forma di prestiti bancari (mutui, prestiti, in valuta o in valuta estera). A questo punto il legame delle unità in surplus e in deficit non è più diretto e fra questi due bilanci si frappone un terzo bilancio di un terzo soggetto (intermediario).

Il punto chiave è che quindi le banche utilizzano le somme che sono state depositate dalle unità in surplus per concedere prestiti alle unità in deficit. Quindi tra i bilanci delle due unità si frappone il bilancio dell’intermediario che emetterà a sua volta titoli propri di credito e di debito. Ci sono vari tipi di intermediari finanziari:

  • Banche;
  • Intermediari creditizi non bancari (ex Compass, società finanziaria che concede prestiti per acquisto di mobili, auto etc., si differenzia dalle banche perché non può fare alcune prerogative delle banche);
  • Società assicurative (raccolgono dei fondi, si impegnano nel caso si verifichi l’evento assicurato a dare soldi e nel frattempo possono concedere dei prestiti);
  • Finanziarie di partecipazione (vogliono dei fondi attraverso di proprie passività finanziarie e vanno ad investire questi fondi in imprese di cui, di norma, acquistano una quota di capitale sociale).

Se l’unità in deficit fosse insolvente, la banca potrebbe non saldare l’unità in surplus. L’eventuale insolvenza colpirà la banca ma non è detto colpisca l’unità in surplus poiché gestisce un grande portafoglio di crediti, di solito molto diversificati. L’insolvenza dell’unità in deficit non necessariamente si trasferisce all’unità in surplus perché dipende da cosa ha fatto l’intermediario con i soldi impiegati dall’unità in surplus. La banca sarà in grado di raccogliere tanti depositi che hanno scadenze diverse nel tempo così da poter essere sempre in grado di rimborsare i soldi deposti. La banca in questo circuito ha dei rischi che nel circuito diretto non ha. La banca guadagna della differenza degli interessi che pagano le unità in deficit e quelli che deve rimborsare alle unità in surplus; la differenza tra gli interessi attivi e passivi consistono nella remunerazione degli intermediari. La banca prende il ruolo di assets transformers, rende compatibile, assumendosene il rischio, le preferenze differenziate delle unità in surplus e delle unità in deficit. Dal compimento di questa unità di trasformazione (delle scadenze e dei rischi), la banca guadagna dal differenziale degli interessi attivi e quelli passivi.

Il sistema finanziario svolge anche una funzione allocativa, in quanto si colloca fra prenditori e prestatori finali di fondi sviluppando circuiti di collegamento. Una prima differenza si pone fra il collegamento diretto, via mercato, e quello indiretto, via intermediari.

  • Asset Brokers (circuiti diretti): Gli intermediari non si assumono nessun tipo di rischio (insolvenza, etc.); ma hanno il compito solo di consigliare le unità su cosa e con chi investire e di facilitare l’incontro tra le due unità. Ruolo chiave è la reputazione dell’intermediario;
  • Asset transformers (circuiti indiretti): Gli intermediari assumono il rischio di insolvenza, rischio di rimborso di capitali; rendendo compatibili le preferenze differenziate delle unità in surplus e delle unità in deficit. La remunerazione dipende dalla differenza che paga dalla raccolta dei fondi e dagli interessi ricavati dai prestiti che ha emesso.

Settori istituzionali e saldi finanziari

I settori istituzionali sono quei gruppi omogenei di persone fisiche o giuridiche che dispongono di una propria autonomia, una propria capacità decisionale in campo economico-finanziario, una propria contabilità ad eccezione delle famiglie che non hanno un bilancio. Gli altri settori istituzionali hanno una loro contabilità separata. I settori istituzionali comprendono:

  • Le imprese non finanziarie purché abbiano più di 5 addetti. Hanno una posizione di aggregato in deficit; anche se al loro interno ci possono essere anche soggetti eterogenei (ci possono essere soggetti anche in surplus però in aggregato è un settore in deficit);
  • Le società finanziarie possono trovarsi in situazioni di surplus che potrebbero investire tali liquidità in eccesso;
  • Le amministrazioni pubbliche che sono prevalentemente in deficit, ma talvolta (raramente) alcune possono trovarsi in surplus;
  • Famiglie e enti senza finalità di lucro: ci sono famiglie consumatrici (secondo Banca d'Italia) cioè coloro che hanno dei redditi di vario genere che consumano dei beni. Si vuole che le famiglie continuino a consumare. Tra le famiglie ci sono le famiglie produttrici (secondo Banca d'Italia), quelle produttrici sono quelle che hanno attività imprenditoriali con addetti entro i 5, se maggiori di 5 non si parlerebbe più di famiglia, ma bensì di azienda. Le famiglie, tipicamente, in aggregato si trovano in una situazione di surplus. Le no-profit secondo Banca d'Italia entrano a far parte del settore famiglia.
  • Estero o resto del mondo: in un’economia aperta agli scambi con l’estero, anche il resto del mondo può essere datore di risorse finanziarie o prenditore di risorse finanziarie, ma solo se si tratta di un’economia aperta. In economia chiusa il settore istituzionale dell’estero non esisterebbe.

Lezione 02/03/2019

La Banca Centrale si occupa solo delle operazioni finanziarie. L’economia italiana è un’economia aperta. Studiamo i settori istituzionali a livello aggregato anche se le componenti interne possono differire. Per ciascun settore abbiamo un insieme di conti. Per ogni settore istituzionale abbiamo un SP al tempo t che per effetto di tutte le aziende di tale settore formano una parte di tale SP.

Il conto delle operazioni correnti=CE equivale al nostro conto economico ed evidenzia il saldo. L’attività corrente è rappresentata dal consumo (nel caso delle famiglie). Questo conto raccoglie il risultato dell’operatività di ciascun settore istituzionale, per questo termina con un risultato che può essere positivo o negativo, al netto nelle imposte. Se è positivo, per le aziende è utile, per le famiglie è il risparmio. Il risparmio può essere dato come differenza tra i due (costi e ricavi) oppure viene calcolato ex ante. Immaginiamo di chiamare per tutti gli istituti finanziari la differenza “ricavi-costi” = risparmio (S). Questo risparmio può andare ad alimentare altri due conti:

Conto di capitale

Registra le variazioni degli investimenti in termini reali (I). (il capitale è inteso come capitale fisico). Accumula stock di investimento reali. Si registrano possibili incrementi o decrementi, i quali potrebbero provenire ed essere alimentati dal risparmio che si è generato ed è disponibile (il risparmio è stato destinato ad un incremento reale, accreditamento. Caso contrario, addebitamento). Quindi il conto capitale andrà a registrare investimenti e disinvestimenti; ad esempio immobili che vengono venduti.

Conti finanziari

Sono elaborati da Banca di Italia sia per carattere nazionale che europeo. Vengono rilevate le variazioni di attività e passività finanziarie, attraverso accreditamenti o addebitamento (per attività o passività finanziarie). In termini finanziari il conto finanziario è trattato in termini di flow. Tra il conto di capitale e il conto finanziario notiamo una differenza; nel conto capitale...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

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