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Due macro classi:

Intermediari creditizi: attivi nella concessione di credito. ( possono finanziarsi con i depositi , mentre le finanziarie non

banche

società finanziarie (mutui, prestiti personali, ecc.)

Intermediari finanziari:Agiscono nei mercati

banche, Sim, Sgr, assicurazioni

NB le banche agiscono sia come creditizi che finanziari

Nb intermediari creditizi per definire le banche, ma la banca fa a anche funzione monetaria. Le finanziarie no. Fanno

credito ma non quella monetaria . Quindi la banca concede credito anche tramite depositi , le società finanziarie no

Tavola sinottica

Credito

3 intermediari

Banche

Società finanziarie ( ex art 106 e 107)

Spv : special purpose veicol. Sono quelle società che si dedicano alle attività di cartolarizzazione. La banca vende i

propri prestiti a una società , la Spv, la quale finanzia l’acquisto dei prestiti emettendo titoli sul mercato. Quindi essa

svolge attività creditizia. Gestisce i crediti che non ha originato lei , ma che ha acquistato dalla banca.

Finanziamento mobiliare

Le unità in deficit emettono propri strumenti finanziari senza bisogno di intermediari, emettendo obbligazioni azioni ecc..

Per farlo funzionare servono alcune attività.

Banche

Società finanziarie ( ex 106 e 107)

Società di partecipazione

Merchant banck

Fondi di investimento

Sicav

Per emettere obbligazioni o azioni servono organizzazioni che permettano ciò ( infatti abbiamo detto che il circuito diretto

puro è solo teorico). Gli intermediari curano l’attività di collocamento o dell’attività di sottoscrizione.

NB Sottoscrive : titoli di nuova emissione. Acquisto : anche già emessi

Fondo di investimento : è un patrimonio finanziario collettivo gestito da una società di gestione di risparmio e quindi da

un intermediario finanziario che non ha la proprietà di questo patrimonio.

L’investimento ha varie finalità : speculazione controllo e altro . Anche il fondo comune di investimento mira a speculare.

Banche: le banche ci sono anche negli investimenti azionari. Ma questa attività non è del tutto libera. Le banche

possono liberamente assumere partecipazioni anche di controllo in altri intermediari finanziari. Tuttavia esiste un limite

superiore che è dato dalle normative antitrust . Vietano le formazioni di eccessivi poteri nel mercato. Le acquisizioni di

aggregazioni tra banche e altri intermediari devono essere autorizzate dalle autorità in materia di concorrenza per

evitare che non possa più venire garantito un regime di concorrenza.

Possono fornire supporto anche all’emissione di titoli ecc. Se la fiat fa un aumento di capitale, questo deve essere

collocamento

collocato sul mercato : servizi di Gli intermediari possono offrire tali servizi di titoli di varia natura =>

placement

I collocamenti possono essere

public placament:

Pubblici : lo stato ogni tot. Giorni fa un’asta . In questo caso partecipano gli intermediari che poi

fanno un collocamento pubblico presso una grande generalità di investitori. Riguarda quindi anche investitori anche

meno esperti perché è aperto a tutti. Per ciò si necessità che vengano rispettate norme in materia di informativa al

pubblico che tipicamente è realizzata ad esempio tramite la realizzazione di un prospetto informativa. Le banche

guadagnano una commissione sull’aumentare dei titoli collocati . Non c’è rischio finanziario per loro. Guadagnano

rispetto a quanto collocano. Sono pagate dall’emittente. No rischi finanziari per la banca.

private placament:

Privato : gli intermediari offrono strumenti non alla generalità degli investitori, ma ad un pubblico

selezionato di investitori. Essi sono intermediari finanziari e grandi investitori finanziari. Se è privato, esso non sottostà

alle regole di informazioni al pubblico. Il prospetto informativo non serve perché i grandi investitori hanno una

educazione finanziaria molto elevata.

La sottoscrizione :“Underwritting”=> l’intermediario di fronte all’emissione di nuove azioni o obbligazioni si pone lui

stesso come sottoscrittore ( acquirente): primo acquirente di nuove azione, obbligazioni, titoli di credito.

Questo però può avere due strade. a fermo

La prima è la così detta della “sottoscrizione “: l’intermediario sottoscrive lui la quota di sua competenza dei

nuovi strumenti che poi andrà a rivedere successivamente sul mercato. In questo caso non c’è il rischio per l’emittente

di collocamento. Perché i soldi sono dati dagli sottoscrittori a fermo. Il rischio di collocazione sul mercato è assunto

dall’intermediario che magari non riesce a venderlo a tali condizione o a tali quantità.

sottoscrizione con garanzia”

La seconda è chiamata “ e prevede che l’intermediario tenta di collocare quanto più

possibile la quota di sua competenza cosi da guadagnare. Se però una parte di sua competenza rimane invenduta,

questa parte la sottoscrive lui ( è una garanzia per l’emittente).

Possono essere fatte da sim ( società intermediazione mobiliare) e banche.

Negoziazione di strumenti finanziari e consulenza d’investimento :

Negoziazione : può avvenire in mercati regolamentati o non.

La negoziazione può essere

Negoziazione per conto di terzi: broker

Se l’intermediario agisce come riceve un ordine, cerca di trovare una

domanda sul mercato a tali condizioni e si conclude la negoziazione . Egli trova chi vuole vendere e chi comprare. Essi

guadagnano le commissioni attraverso il matching. Non c’è rischio di collocamento.

Negoziazione per conto proprio: dealer:

Se l’intermediario agisce per contro proprio è un egli è un intermediario ch si

pone direttamente in contropartita del soggetto che vuole acquistare o vendere un determinato strumento finanziario. Il

dealer rende pubblici in ogni momento prezzi di acquisto e di vendita. I prezzi che vengono quotati continuamente dal

prezzi denaro(bid price) e prezzi vendita ( ask price).

dealer, sono chiamati Esempio : il prezzo bid è 100 e il prezzo

ask è 102. Se io voglio vendere devo vedere il prezzo denaro ( bid price) quindi 100. La differenza tra il prezzo bid e il

spread margine:

prezzo ask è il cosiddetto o esso rappresenta la remunerazione dell’attività svolta dal dealer. Esso è

anche una buona rappresentazione del grado di rischio che si assume il dealer. Se il dealer ritiene che c’è un alto

rischio di vendere, lo spread sarò alto, se invece è basso il rischio, lo spread si abbassa.

Broker commissioni no rischi

Dealer spesso banca spread e si rischi

Gestione del risparmio consulenza

Gli intermediari possono offrire anche servizi di e remunerati commissioni ( banche e SIM) .

Gestione collettive o individuali del patrimonio .

Sono servizi feebased: commissioni. Non ci sono rischi

I soggetti sono

Banche

Società di gestione del risparmio ( gestiscono i fondi di investimento, patrimoni collettivi)

SIM

Le banche non possono direttamente gestire patrimoni collettivi per legge. Le banche possono essere controllanti del

capitale di SDR o SIcav ( 100% del capitale) ma non possono gestire direttamente questi patrimoni collettivi. Il motivo di

questo divieto è il seguente : se la banca conosce la situazione di aziende finanziate dalle banche, la banca potrebbe

consigliare all’azienda che va male di emettere obbligazioni e fa sottoscrivere ai sottoscrittori del fondo che gestisce tali

conflitto di interessi

obbligazioni cosi da eliminarle dallo stato patrimoniale della banca =>

Nella gestione collettiva gli intermediari guadagnano commissioni ( fees)

Assicurazione e previdenza

Nel sistema finanziario ci sono anche intermediari che offrono servizi assicurativi e previdenziali.

L’offerta di polizze (ramo vita e ramo danni) è fatta esclusivamente dalle assicurazioni e vigilata. Fondi pensione e

previdenziale può essere offerta da alcuni intermediari : compagnie di assicurazione, sgr, sim, banche . Nella previdenza

complementare ( cioè non considerando in tutto questo discorso l’ips che è obbligatoria) ritornano le banche. Ma in

ambito assicurativo le banche non possono agire. Il motivo è dettato dalla legge bancaria che stabilisce una specifica

norma in cui viola alle banche di svolgere direttamente l’attività assicurativa. C’è un rischio di conflitto di interesse tra

l’attività creditizia delle banche e l’attività delle assicurazione. Tuttavia alcune banche controllano agenzie di

assicurazione che tuttavia non può esercitare l’attività assicurativa direttamente.

Servizi di pagamento

Ci sono due tipologie di servizi :

strumenti alternativi al contante: carte, assegni

incasso e pagamenti

2.Investitori istituzionali

Gestiscono e investono i risparmi ottenuti investendoli all’interno dei mercati finanziari per conto dei finanziatori .

Con il termine Investitori Istituzionali non si fa riferimento ad un’unica e specifica categoria di soggetti

Tra gli Investitori Istituzionali, infatti, vengono ricompresi tutti quegli operatori caratterizzati dal fatto di investire un

patrimonio per conto di più unità in surplus finanziario (risparmiatori).

Possiamo dunque considerare Investitori Istituzionali i fondi comuni di investimento (nelle loro diverse tipologie), i fondi

pensione, le Sicav, le compagnie di assicurazione

Se si somma l’attività degli investitori istituzionali con le gestioni su base individuale poste in essere dalle banche (ma

Risparmio Gestito (Asset Management).

anche da SGR) ottiene l’insieme che viene definito Cioè società

assicurative+sicav+ società fondi pensioni e sommiamo con patrimoni che banche e sim gestiscono per loro clienti

( cioè gestioni individuali) si trova il risparmio gestito .

Ci sono due grandi soggetti : banche da un lato e investitori istituzionali dall’altro. Questi due soggetti hanno pesi diversi

all’interno del totale delle attività finanziarie del sistema ( visto come somma di attività).Ci sono quindi attività che fanno

capo alle banche e attività che fanno capo agli investitori istituzionali . Bisogna vedere il peso. In classe analizzata

tabella in cui si raffronta nello spazio e nel tempo la quota che spetta alle banche e quella che spetta agli investitori

internazionali nel periodo dal 2001 ( pre crisi) e al 2013.

2013:

Italia

banche intermediano 71% attività finanziarie italiane

Investitori internazionali intermediano 28% attività finanziarie italiane

In Italia si desume che il peso delle banche, nono stante gli incentivi alla modernizzazione del sistema volte a far

aumentare gli investitori istituzionali, svolgono un ruolo primario. Anzi è diminuita la quota degli investitori internazionali e

anzi abbiamo una quota molto minore rispetto a Francia, Germani ma messi un pò meglio di Spagna. Il nostro sistema

finanziario è .

banco centrico

Sistema statunitense

Banche 28.2%

Investitori istituzionali 71.8%

Il sistema USA è antitetico al nostro. Il sistema finanziario americano è market based.

Bank based vs market based=> due modelli antitetici

Regno unito

E’ una via di mezzo

Le caratteristiche delle attività finanziarie

E’ la seconda componete di un sistema finanziario dopo gli intermediari. Sono tipicamente contratti e permettono il

trasferimento nello spazio e nel tempo di moneta ( cioè potere di acquisto).

All’interno del sistema finanziario lo scambio di fondi è basato su strumenti come i depositi, le obbligazioni, i titoli pubblici

e così via. Tali strumenti sono chiamati “attività finanziarie”

Attività finanziarie Un rapporto contrattuale nel quale entrambe le prestazioni sono denominate in moneta e scadono

in tempi diversi. Una attività finanziaria prevede quindi un trasferimento di potere di acquisto contro una o più prestazioni

future di segno opposto.

Quindi i contratti sono il mezzo legale attraverso cui si realizza la funzione allocativa tra unità in surplus e deficit nello

spazio e nel tempo.

Questi contratti possono avere la natura di :

contratti bilaterali (informazioni riservate) : le informazioni funzionali per lo scambio rimangono solo alle controparti

che lo stipulano. Banca X concede prestito a impresa A e informazioni restano riservate. Le informazioni rimangono ad

un circuito limitato.

contratti di mercato (informazioni pubbliche) : Le informazioni sono pubbliche. Ex : la fiat colloca 2 milioni di azioni :

Le informazioni di tale operazione finanziaria sono pubbliche. Questo vale sia quando I collocamenti sono private e sia

quando sono pubblici.

Sembrerebbe che le informazioni che incidono sul mercato derivi solo dai contratti di mercato. Ma anche i contratti

signal effect.

bilaterali ( pur producendo informazioni riservate) hanno un così detto Le imprese che vengono finanziate

dalle banche hanno convenienza a rendere pubbliche le informazioni riguardate l’impresa e un secondo soggetto

( quindi un contratto bilaterale) così da mettere in luce la loro capacità di rispettare e pagare i debiti

Ci sono molte tipologie di contratti finanziari ( = attività finanziarie). Essi si possono descrivere in base a due categorie :

la natura sottostante e il tempo

A La natura del contratto sottostante

In una attività finanziaria le prestazioni delle due parti in causa sono rette da un contratto che può appartenere a

tipologie diverse, che hanno implicazioni economiche diverse. Occorre innanzitutto distinguere, almeno, tra attività

finanziarie che esprimono:

un rapporto di credito (obbligazioni, depositi), [il creditore rinuncia ad avere abilità di ingerenza nelle vicissitudini

amministrative dell’impresa in cambio di una remunerazione, che generalmente corrisponde ad un tasso di interesse

calcolato sul capitale prestato. Però in caso di insolvenza del debitore, il creditore tende ad avere una priorità di

signor

rimborso. In ogni caso viene sempre rimborsato prima dell’azionista. Il creditore può avere natura o di natura

junior(o creditori subordinati). Il primo fa si che in caso di insolvenza, lui sia il primo tra tutti i creditori ad essere

rimborsati. Al contrario i Junior vengono rimborsati subordinatamente ai signor. E’ però da dire che spesso i Junior

rendono di più. Di solito i grado di certezza di tali rapporti è basso. Ma nuovi rapporti contrattuali l’anno aumentata. Ex :

strumenti di debito credito dove l’investimento in termini di credito può trasformasi in un rapporto azionario , obbligazioni

convertibili]

un rapporto di partecipazione (azioni) Alcune danno sia amministrativi che patrimoniali, altre più patrimoniali e meno

amministrativi ( i quali si riducono per aumentare i patrimoniali ) Ci si accola gradi di incertezza differenti. Il creditore si

accolla due alee:

il primo riguarda il rendimento dell’investimento.

Il secondo : chi investe in azioni è un residual climant . Nella gerarchia di rimborso e liquidazione viene rimborsato in via

residuale, cioè dopo che sono stati liquidati tutti i creditori del debitore. L’azionista è l’ultimo rimborsato.

L’azionista quindi sia non sa quando verrò rimborsato sia sarà liquidato per ultimo rispetto ai creditori. Tuttavia ha altri

vantaggi che il creditore non ha. Quindi se i gradi di incertezza a cui si sottopone l’azionista rispetto al creditore sono

maggiori, i rendimenti sono diversi . In finanza vale la regola “più rischio, più rendimento”.

un rapporto di tipo assicurativo (polizze vita, morte, danni). L’assicurato corrisponde un premio unico o periodico ad

un assicuratore ( compagnia di assicurazione) la quale al verificarsi di un determinato evento che è stabilito dal contratto

paga una somma. Chi paga il premio, trasla un rischio a cui è esposto all’assicuratore il quale si assume tale rischio in

cambio appunto di un pagamento ( premio): Se si verifica l’evento, secondo quanto stabilito dal contratto l’assicuratore

pagherà il risarcimento del danno. Se l0evneto non si manifesta l’assicuratore non dovrà fare alcuna prestazione. Le

prestazioni quindi non sono sempre simmetriche perché l0’una si deve verificare solo al verificarsi di un evento.

Anche nei contratti assicurativi ci sono state innovazioni. Le banche sono attive in ambito assicurativo ma no

possono farlo direttamente Possono controllare compagnie di assicurazioni ma non gestirne l’operare.

Excursus su strumenti derivati contratti derivati .

Esiste un quarto tipo di attività finanziarie che hanno somiglianze con i contratti assicurativi . Sono i

In finanza si hanno due grandi categorie in origine:

attività fondamentali: azioni, obbligazioni

attività derivate: sono definite in questa maniera per due motivi

devono la loro esistenza all’esistenza di un’attività finanziaria fondamentale o di un’attività reale.

Il loro valore e il loro prezzo deriva dall’andamento del prezzo della attività finanziaria o reale ad esso sottostante.

Attività strutturate: unione delle prime due

Attività derivate

Derivati

Underlying asset ( ne determina prezzo o valore e esistenza del derivato)

L’underlying asset può avere natura :

Finanziaria: (ex: azione, obbligazione, titoli di stato, prestiti bancari,che sono esempi di attività finanziari. Può avere alle

spalle una variabile finanziari con un un tasso di interesse o un tasso di cambio, un indice di borsa o un paniere di titoli.

reale commodity.

: è tipicamente una ( ex : petrolio, oro, argento, grano, mais, soia, rame, alluminio ecc …)

Qualsiasi contratto derivato è riconducibile ad una di queste famiglie o a uno delle due

Forward based: contratti a “termine” ( ex: contratti futures, scambiati nel mercato di borsa. Oppure possono essere

contrati a termine chiamati “swaps” iscritti su un’attività finanziaria sottostante. Un altro è il fra [forword rate agrements]

dove anche qui la attività finanziaria sottostante è un tasso di interesse.) Sottendono il perfezionamento di scambi in un

tempo futuro avendone già definite le condizioni al momento della stipula. Questo scambio può avere per oggetto un

attività finanziaria vs il prezzo concordato, o una commodity vs il prezzo fissato. Ex : FUtures 3 mesi, Swaps da 1 anno

a 30 anni. Le controparti fissano oggi le condizioni a cui effettueranno uno scambio nel futuro. Questi contratti erano già

noti nell’impero Romano. Nella data futura ci sarò lo scambio al prezzo della data della stipula.

Il compratore a termine ha aspettative rialziste sul prezzo del sottostante. In alcuni casi questo tipo di contratto può

essere usato come copertura

I contratti derivati possono essere utilizzati :

o per fini speculativi

o per fini di copertura

Posso usare un contratto derivato a termine anche per coprirmi dal rischio di ribasso del sottostante. Io assumerà una

posizione ribassista sui contratti a termine che avviene quando io vendo un contratto future o a termine. Ed è la linea

tratteggiata in rosso. E’ la posizione ribassista attraverso un contratto a termine. Si fissa già da oggi il prezzo a cui mi

impegno a vendere un determinato sottostante. Dall’altra parte chiaramente ci sarò qualcuno che si impegna a tal

prezzo ad acquistare . Io decido di vedere a tale prezzo perché se voglio attuare una copertura, perché mi aspetto che il

prezzo del bene scenda. ( caso produttore di petrolio). Ma può anche avere un fine speculativo . Ad esempio si

immagini che si venda contratti futures su azioni fiat. Le si vende perché ci si aspetta che le azioni scendano nei

prossimi mesi . Se voglio stipulare faccio un contratto a termine, vendo questo contratto. Io ho venduto un titolo che non

avevo . Attraverso un contratto derivato. Quindi se poi le mie aspettative si verificano, il venditore del contratto a

termine, va sul mercato compra le azioni fiat ad un prezzo ribassato e poi a scadenza la va a vendere.

Option Based: opzione

in un contratto di in cui una parte paga un premio per riservarsi la facoltà di acquistare o

vendere il sottostante ( l’underline asset) ad un determinato prezzo a una determinata scadenza o entro ad una

determinata scadenza.

La prima differenza con quelli a termine è che la controparte paga un premio “ per riservarsi la facoltà”. Nei

contratti a termine non c’è una facoltà da parte delle controparti ma solo obblighi reciproci. Qui la controparte

ha la facoltà di acquistare o vendere

Call

In un opzione call una controparte paga un premio ( infatti inizialmente il pay off è negativo ). Paga un euro. Poi ha un

opzione di acquistare il sottostante a 15 euro. Questo tipo di contratto a opzione “Call”. Quindi avrà aspettative rialziste

sul sottostante . Se sul mercato l’azione vale 10 euro, non comprerà a 5 e non avvarrà dell’opzione perderà al massimo

un euro. Se invece il prezzo di mercato è maggiore, comprerà a 15

Il compratore con questi contratti avrà guadagni potenzialmente illimitati ma perdite massime al premio versato

NB 15: prezzo di esercizio

Put Chi paga il premio si riserva la facoltà di vendere al sottostante. SI chiama Put ( opposto alla Call che è invece

facoltà di acquistare). Ha un prezzo stabilito detto prezzo di esercizio. Ha aspettative ribassiste. Profitto

massimo è condizionato dalle diminuzioni del prezzo di esercizio

=>Anche i contratti di opzione come quelli a termine servono sia per speculare che per coprirsi.

I contratti di opzione e quelli a termine usati per copertura hanno una forte similitudine con quelli assicurativi.

Ecco perché a livello teorico spesso vengono studiate come quelli assicurativi. Si noti che se utilizzati per

finalità speculative non sono simili agli assicurativi, ma quelli di tipo debito/credito. Quindi a livello di famiglie,

essi fanno parte alla prima famiglia : di rapporto di :credito. Ma quando hanno la finalità di copertura, sono

analizzati con gli assicurativi. [fine excursus]

B Il tempo

Le attività possono essere classificate anche in base al tempo. Ciò che contraddistingue un rapporto di credito (e

dunque l’attività finanziaria che lo incorpora) da altri rapporti di scambio è la distanza temporale che separa le due

breve media lunga perpetua[non

prestazioni. La durata può essere: (max 12 mesi), (da 1 a 3 anni), (oltre 3 anni e

irredimibili])

hanno una data di scadenza definita. Sono dette anche

Il tempo è importante perché influisce sul prezzo delle attività finanziarie. Più è lungo, più il prezzo deve incorporare il

fatto che è maggiore il rischio per il creditore.

C Il rendimento

E’ un altro criterio di categorizzazione delle attività finanziarie.

remunerazione

E’ la percentuale per chi cede potere di acquisto e richiede un compenso sia per la rinuncia al potere di

acquisto, sia per il rischio sopportato. Il rendimento di un’attività finanziaria è influenzato da:

tasso di interesse

Il è innanzitutto il prezzo per lo scambio nel tempo di potere d’acquisto sotto forma di credito.

Tipologie di tassi:

Nominali: è il tasso di interesse contrattualmente stabilito e che verrà applicato sul capitale dato in prestito per calcolare

gli interessi che periodicamente verranno concessi al creditore dal debitore. E’ lordo e non tiene quindi in considerazione

l’aliquota fiscale.

Reali: E’ il tasso nominale depurato dal tasso di inflazione

Fissi: (fixed rates): non varia per tutta la durata del contratto di credito

Variabili: (flauting rates) variabile quando lo stesso tasso varia in funzione della variazione di alcuni parametri di

indicizzazione : tassi di interesse del mercato interbancario, tassi di interesse di titoli di stato di riferimento oppure altri

tassi come i tassi di interesse sui contratti Swap. Tutti questi cambiano di giorno in giorno perché risentono della

domanda e dell’offerta.

dividendo

Il rappresenta la remunerazione per i detentori di azioni.

NB rapporti debito credito tasso di interesse

Nb azioni dividendo

Le variazioni di prezzo delle attività finanziarie: azione : guadagno sia per il dividendo sia per il prezzo che varia

.

Le variazioni dei tassi di cambio: se si acquistano obbligazioni ad esempio in dollari.

Il rendimento in regime di capitalizzazione composta si può calcolare in due momenti

Ex ante: mi dice quale sarà il tasso di rendimento percepito a fronte di un investimento immaginando che esso sia

detenuto fino a quando giunge a scadenza. L’incognita è i : tasso di rendimento effettivo ex ante.=> In un dato momento

attività finanziarie con pari caratteristiche in termini di rischio e durata producono. Vado quindi a cercare un prezzo

corrente, che è un prezzo teorico. Se prezzi correnti minori di prezzi teorici => disallineamento.(si acquista così da

aumentare il prezzo corrente) Se invece si osserva che il prezzo teorico è inferiore a quello corrente (Si vende)<

Ex post: devo conoscere la durata dell’investimento finanziario. Questa formula è affidabile fin quando c’è certezza e

quindi non incertezza su durata e cash flow ( tutti i flussi di cassa prodotti dall’investimento). Regime di capitalizzazione

composta. r tasso di rendimento effettivo ex post.

NB CF facile da calcolare se il tasso è fisso. Se invece il tasso è variabile è diverso e bisogna fare congetture su l’entità

di questi cash flow

NB i due tassi si equivalgono quando il reinvestimento dei flussi di cassa avviene esattamente al tasso di rendimento ex

ante, cioè i.

Se i tassi di reinvestimento fossero diversi, e che il reinvestimento di ciascun flusso ( supponiamo il primo 3) avvenga a

3.5, 4, 2 %, è difficile che i due tassi si equivalgono. Se il reinvestimento avviene a due tassi crescenti ( cioè se i è un

tasso crescente rispetto a quello ex ante, allora quello ex post sarà maggiore di quello ex ante. ).La condizione affinché i

ex ante sia maggiore di r ex post è che il reinvestimento dei flussi avvenga a tassi crescenti e superiori a I. E viceve

D Il rischio

Il fatto che il tempo sia l’elemento fondamentale del rapporto di credito comporta che in esso è insita una componente di

rischio. Per quanto il creditore possa essere oculato nel valutare le condizioni prospettiche del debitore, esiste sempre

alla scadenza il debito non venga onorato

una probabilità non nulla che o che, comunque, durante la vita

dell’investimento si verifichino fenomeni che non possono essere perfettamente previsti e che modificano la situazione

economica del creditore e del debitore.

Il primo tipo di rischio quindi è quello di insolvenza della controparte.

Accanto al rischio di insolvenza ci sono anche altri rischi finanziari : il rischio di cambio ad esempio.

Poi c’è anche un rischio di interesse. Se investo, mi preoccupo della dinamica dei tassi di interesse. Se sono un debitore

mi preoccupo che il tasso non aumenti se il tasso è variabile ad esempio.

Ci possono essere anche rischi inflattivi.

Anche rischi di tipo macroeconomico.

E L’informazione

La valutazione delle varie tipologie di rischio nel corso della vita dell’attività finanziaria dipende dalle informazioni

disponibili alle parti in causa. L’informazione è allo stesso tempo input e output dell’attività degli intermediari e dei

mercati finanziari. E’ input in quanto i processi decisionali degli operatori si basano su informazioni (concedere o non

concedere un credito; acquistare o non acquistare un titolo). E’ anche output perché il prezzo di ciascuna attività

finanziaria incorpora informazioni, in quanto è il frutto del processo decisionale stesso.

Gli strumenti finanziari ai sensi del Tuf (testo unico della finanza)

finanziari" 1, comma 2 del 1998):

Per "strumenti si intendono (art.

valori mobiliari;

a) (ex azioni, obbligazioni, titoli di stato) : “mobiliare” perché gli scambi e le mobilizzazioni

derivano dalla loro natura, sono atte allo scambio perché incorporate ad un titolo.

strumenti del mercato monetario:

b) strumenti finanziari con durata compresa entro massimo 12 mesi.

Esempi sono i Titoli di stato a breve termine ( BOT: buoni ordinari del tesoro, scadenza tra i 3 e i 12 mesi),

cambiali finanziarie, negli USA Commercial Papers.

quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio;

c) cioè di Fondi che gestiscono per una

collettività di investitori un patrimonio ( ex sicav)

contratti derivati:

d) gli strumenti derivati sono una componente degli strumenti finanziari

NB il testo unico della finanza tratta particolari tematiche come i servizi di investimento, obblighi informativi degli

emittenti e chi li colloca e chi promuove.

Valori nominali

Per “valori mobiliari” si intendono categorie di valori che possono essere negoziati nel mercato dei capitali, quali ad

esempio:

a) le azioni di società e altri titoli equivalenti ad azioni di società, di partnership o di altri soggetti e certificati di deposito

azionario;

b) obbligazioni ed altri titoli di debito, compresi i certificati di deposito relativi a tali titoli;

c) qualsiasi altro valore mobiliare normalmente negoziato che permette di acquisire o di vendere i valori mobiliari indicati

alle precedenti lettere (es, obbligazioni convertibili);

d) qualsiasi altro valore mobiliare che comporta un regolamento in contanti determinato con riferimento ai valori mobiliari

indicati alle precedenti lettere, a valute, a tassi di interesse, a rendimenti, a merci, a indici o a misure (es. obbligazioni

indicizzate).

Prodotti finanziari

Oltre alla definizione di strumenti finanziari, il Testo Unico della Finanza riporta anche la definizione, più ampia, di

prodotti finanziari.

prodotti finanziari

Per si intendono: gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria

Non costituiscono prodotti finanziari i depositi bancari o

(esempio le polizze assicurative con natura finanziaria).

postali. Ciò implica che tute le norme di informativa al pubblico degli strumenti finanziari non valgono per i depositi

postali o bancali che invece sono determinante da dorme ad Hoc della banca d’ Italia: Norme in materia di trasparenza

dei contratti bancari

La qualificazione di prodotto finanziario impone il rispetto delle norme in materia informativa (es. offerta al

pubblico di prodotti finanziari)

Classificazione dei mercati

I mercati finanziari sono il luogo in cui unità in surplus e in deficit procedono a fare lo scambio. Fanno quindi part dei

circuiti diretti dello scambio

I criteri di classificazione dei mercati, utilizzabili per individuare segmenti omogenei dal punto di vista della domanda e

dell’offerta, si basano almeno sui seguenti punti:

A)in base all’oggetto di scambio contrattuale: I mercati vengono normalmente organizzati con riferimento a categorie di

titoli omogenei tra loro: azioni, obbligazioni, strumenti derivati, cambi e così via ….

B)In tutti i mercati, e in particolare in quelli azionari e obbligazionari, bisogna distinguere fra mercato primario e mercato

secondario

Mercato primario: SI collocano strumenti finanziari di nuova emissione. E’ quello delle nuove emissioni di titoli: esso ha

la funzione di esprimere un prezzo per i titoli di nuova emissione e di fornire fondi all’emittente, tipicamente una unità in

deficit. E’ quindi il mercato che lega le decisioni di spesa e di investimento delle unità in deficit con le decisioni finanziarie

delle unità in surplus. Esempi di mercati primari: aste titoli di stato, operazioni di collocamento di emittenti privati

(OPA/OPS/IPO). E’ il mercato che consente di reperire risorse finanziarie fresche a titolo azionario, di debito ecc. E’ un

mercato importante. Su questo mercato entrano spesso in gioco spesso intermediari. Essi favoriscono il placamento,

collocamento dei titoli da parte dell’emittente, e altrimenti non potrebbe raggiungere tutti gli investitori che sono

interessati a questi oggetti emessi. Spesso hanno anche un ruolo di consulenza nei confronti dell’emittente, in

particolare a livello “ ingegneristico “: prezzo di collocamento, a chi rivolgerla, scadenza … Consiglia l’emittente

Mercato secondario: E’ quello in cui vengono scambiati titoli già emessi. Esso assolve la funzione di esprimere nel

continuo il prezzo, dunque la valutazione, dei singoli titoli emessi e nello stesso tempo di consentire all’originale

Il mercato secondario non fornisce nuove risorse a unità in deficit,

acquirente di liquidare il proprio investimento.

assicurare la liquidità agli investitori,

ma è fondamentale per per consentire la valutazione nel continuo dei titoli

emessi e quindi per rendere possibile l’attività degli investitori istituzionali. Ci sono due liquidità: La liquidità naturale e

quella artificiale . La liquidità naturale è collegata alla scadenza di un certo strumento finanziario. Se la scadenza è a

breve, la liquidità è alta .Se la scadenza è lunga la liquidità è bassa. La liquidità artificiale è collegata alla possibilità di

scambio anticipata rispetto alla data di scadenza. La possibilità di fare questi scambi prima della scadenza, e quindi di

trasformare in liquidità un documento che è ancora cartaceo, è possibile appunto solo se esiste un mercato secondario ,

dove le controparti possono scambiare attività. Quindi può avvenire sui mercati, liberamente, attraverso il dealer

( intermediario chI diventa un sostituto del mercato e quota in ogni momento prezzi di acquisto e prezzi di vendita.

POSSIBILE DOMANDA D’ESAME).

EX asta stato italiano di alcuni miliardi di Bot. Quell’asta li era un operazione di mercato primario.

Quando essi entrano nel portafoglio degli investitori, essi sono oggetto di possibile scambio e

potrebbero essere scambiati nel mercato secondario.

C) Il mercato è una organizzazione complessa ed è sempre caratterizzato da regole di funzionamento variamente

articolate. Si va dai mercati regolamentati (disciplinati da specifiche norme generali e di vigilanza che incidono su orari,

processo formazione prezzi,informativa, contrattazione, ruolo intermediari ….) ai cosiddetti mercati over the counter

(OTC: letteralmente “sopra il bancone”, mercati privi di regole in cui lo scambio si definisce a tavolino anche in maniera

molto personalizzate. Non ci sono meccanismi forti in materia di insolvenza. Sono più utilizzati dei mercati regolamentati.

Il motivo è che su questo mercato si possono ingegnerizzare strumenti finanziari che non esistono nei mercati

regolamentati dove invece si scambiano strumenti finanziari regolamentati. Sono importantissimi ad esempio per gli

strumenti derivati. Gli intermediari finanziari hanno un ruolo spesso molto importante in questi mercati OTC perché tutti

questi prodotti sono frutto dell’opera ingegneristica di un intermediario )

Ex regolamentato : Mercato Di Borsa Italiana: sottostà a regole funzionali sia a massimizzare l ‘efficienza

informativa e quindi minimizzare l’asimmetria informativa, e anche minimizzare il rischio di insolvenza.

D) I mercati possono essere riservati a categorie particolari di operatori o aperti al pubblico e in particolare agli investitori

finali. Si distinguono quindi mercati all’ingrosso e mercati al dettaglio.

(Whole sail e retail).

Mercati all’ingrosso: sono attivi tipicamente grandi investitori anche privati, per esempio le grandi imprese, ma anche gli

investitori istituzionali e tipicamente anche le banche, e lo stesso stato. Sono caratterizzate da transazione di grande

importo tra controparti con un elevato di competenza finanziaria.

Mercati al dettaglio: operano per lo più investitori di piccola dimensione quindi che investono somme limitate. Si trovano

quindi una grande quantità di investitori e hanno un ridotto grado di competenza finanziaria. Ecco perché sono oggetto di

tutela attraverso norme di materia informativa.

mercato monetario mercato finanziario

Infine ricordiamo la distinzione tra (titoli a breve scadenza) e (titoli a scadenza

medio/lunga = oltre l’anno)

Mercato monetario: si scambiano strumenti finanziari di durata di breve periodo.

Mercati finanziari: vengono scambiati strumenti finanziari di durata di medio/lungo termine.

Nozioni di efficienza dei mercati

Efficienza di completezza (Arrow – Debreu): assicura contratti completi per tutti gli operatori su tutto l’orizzonte di

scadenze e per tutti i possibili stati di natura

Efficienza informativa: i prezzi che si formano riflettono istantaneamente tutte le informazioni disponibili. Forme di

efficienza: debole, semi­debole, forte (Fama)

Efficienza valutativa fondamentale):

(o i prezzi che si formano rappresentano i fondamenti economici del valore delle

AF. I prezzi derivano da un processo di attualizzazione dei flussi futuri (dividendi, flussi di cassa, …)

Nel breve termine il valore fondamentale (VF) può discostarsi dai prezzi di mercato. Ruolo degli speculatori

VF non significa valore oggettivo ma semplicemente il valore che esprime le attese sui flussi di cassa futuri e sui tassi di

rendimento richiesti.

Condizioni di efficienza dei mercati

Il mercato è efficiente a seconda di tali livelli:

Ampiezza : volumi degli ordini Qual è il volume di ordini di questo pacchetto di vendita. Io investitore voglio che esso sia

alto perché riduce il rischio di liquidità.

Spessore : fitta distribuzione dei prezzi. E’ desiderabile un mercato con una fitta distribuzione e no n dei salti dei prezzo

perché o mi colloco al lato superiore o inferiore. Se invece è fitto mi colloco in un range di prezzi.

Elasticità : reattività degli ordini per limitate variazioni di prezzo.

La definizione / modifica delle caratteristiche organizzative ed operative dei mercati è volta a migliorarne le

condizioni di efficienza di informazioni dei prezzi ( price discovery)

Particolari figure di operatori sul mercato

i brokers i quali operano esclusivamente per conto terzi facilitando la ricerca delle controparti degli scambi e rendendo

possibile l’incrocio tra domanda ed offerta.

i dealers che operano per conto proprio ed assolvono la funzione di rendere liquido il mercato di particolari attività

finanziarie, assicurando la continuità degli scambi. Essi detengono un proprio portafoglio di attività finanziarie che

utilizzano per rispondere prontamente alle esigenze di negoziazione manifestate da altri operatori. esprimendo prezzi di

acquisto (denaro ­ bid) e prezzi di vendita (lettera ­ ask)

i market makers sono operatori che agiscono per conto proprio e che si sono impegnati a rendere pubbliche le

condizioni di prezzo a cui sono disposti a negoziare, quotando i prezzi a cui intendono acquistare (prezzi denaro) e

vendere (prezzi lettera) i lotti minimi delle attività finanziarie di cui si sono impegnati a “fare mercato”. E’ quindi un

intermediario finanziario con determinate caratteristiche che si impegna contrattualmente (e quindi è obbligato)a fare

mercato. Nel mercato di borsa italiano ad esempio, nei diversi segmenti, ci sono queste figure.

Le principali novità introdotte dalla MIFD in materia di mercati

Abolizione dell’obbligo di concentrazione in borsa(un certo strumento scambiato solo in un mercato) degli scambi.

Riconoscimento di sistemi di negoziazione che non svolgono attività di listing (cosiddetti Multilateral Trading Facilities).

Sono piattaforme di scambio private tipicamente elettroniche che funzionano in parallelo al mercato di borsa ufficiale.

Possibilità per gli intermediari di internalizzare gli ordini della clientela: nasce la figura di internalizzatore di ordini. E’ di

fatto un Dealer. E’ un intermediario che si può porre in contropartita di ordini di acquisto/ vendita da parte dei clienti. Se

Best Execution)

io intermediario ricevo ordine di acquisto Fiat ( e io le voglio comprare a 10 euro, l’intermediario deve

cercare di comprare queste fiat al meglio , mettiamo a 9.90.

Requisiti di trasparenza pre e post­trade nelle negoziazioni

Sistemi multilaterali di negoziazione

Accanto ai mercati regolamentati, la nuova disciplina ha definito anche le caratteristiche dei mercati non

insieme di regole e strutture,

regolamentati di scambi organizzati di strumenti finanziari, definiti come un

anche automatizzati, che consentono in via continuativa, o periodica, di raccogliere e diffondere

proposte con le modalità previste dal sistema

Internalizzatori sistematici

Per internalizzatore sistematico, si intende il soggetto (Intermediario) che in modo organizzato, frequente e

sistematico negozia per conto proprio eseguendo gli ordini del cliente al di fuori di un mercato regolamentato o

di un sistema multilaterale di negoziazione

02 Teoria intermediazione finanziaria

Brevi cenni alla teoria dell’intermediazione

finanziaria

Tipologie di scambio finanziario

Def: combinazione di prestazioni monetarie di segno opposto e differite nel tempo. Il differimento è fonte di incertezza e

rischio .Le cause dell’incertezza sono

imputabili direttamente all’emittente

esogene

legate alle tipologie contrattuali (es. residual claimants)

Diretto ed autonomo

Diretto ed assistito:

Indiretto ed intermediato

Ipotesi dei mercati perfetti

Concorrenza perfetta

Razionalità assoluta

Uguale distribuzione delle informazioni

Assenza di incertezza sugli esisti degli scambi finanziari

Assenza di costi di transazione (ricerca controparte, raccolta informazioni, negoziazione, gestione contratti, ecc.)

E’ solo un ipotesi

Cause di imperfezione dei mercati

Asimmetrie informative: adverse selection; moral hazard, insider trading;

Mismatching preferenze fra domanda e offerta (quantità capitali, tempi di restituzione, modalità di restituzione, prezzo

negoziato). Chi ha bisogno di fondi ha molta necessita, chi investe pochi. Oppure chi a bisogno di soldi ne ha bisogno

per lunghi periodi e chi invece vuole investire, solo per breve termine.

Razionalità é limitata (H. Simon)

costi di transazione

Presenza per la stipulazione/gestione dei contratti

Vie di attenuazione delle imperfezioni

Esistono diverse strade per attenuare le asimmetrie informative

Rafforzamento produzione vincolata informazioni (efficienza informativa) e quella volontaria ( terzo pilastro di Basilea) : il

legislatore suggerisce alle banche di produrre informazioni aggiuntive rispetto a quelle vincolate. Il terzo Pilastro si

chiama anche Market Disciplin ; esso invita e obbliga gli intermediari a fornire più informazioni. Quindi sia da un punto di

vista facoltativo che da un punto di vista volontario, si produca molte informazioni. Ma come già ribadito, molte

informazioni da produrre significa costi superiori.

Presenza di soggetti esterni che producono informazioni indipendenti. : questi soggetti sono le Agenzie di Rating, le

società di revisione e anche semplici analisti finanziari. Sono soggetti che all’interno di un intermediario finanziario ,

compiono analisi finanziarie che poi restituiscono al mercato, anche sotto forma di consigli. Svolgono al meglio il proprio

lavoro quando sono ridotte le situazioni di potenziale conflitto di interesse. Tuttavia esso è un tema attuale e spesso

empirico. Ex : le società di revisioni e le agenzie di rating sono pagate da chi commissiona. E’ anche vero che la

normativa cerca di limitare questo problema .

Norme in materia di market abuse (insider trading, conflitti di interesse, ecc.):

Innovazione finanziaria (contratti) e amplificazione occasione di diversificazione dei rischi: le unità in surplus rispetto a

quelle in deficit hanno preferenze diverse. Ma l’innovazione finanziaria puà limitare il gap tra le due diverse preferenze.

Non solo innovazione finanziaria dal punto di vista contrattuale ma anche negoziale.

Miglioramento efficienza scambi (via costi di transazione): parlando di efficienza degli scambi, si intende diminuire i costi

di transazione tra unità in surplus e in deficit. (costi di accesso alle informazione, costi di elaborazione e interpretazione

delle informazioni e costi di definizione dei contratti finanziari[quelli collegati alla stesura del contratto], costi di

monitoring[esempio banca che concede il prestito], costi di enforcement [far valere i diritti determinati da un contratto

finanziario in caso di inadempimento di una delle parti] )

Ragion d’essere degli intermediari

Ci sono quindi motivi che fanno si che ha ancora senso il motivo di esistenza dell’intermediario .

Colmano gap informativo (riduzione asimmetrie informative e sfruttamento economie di produzione delle informazioni):

gli intermediari riducono le asimmetrie informative che gravano sugli investitori e inoltre si accollano tali oneri , e in più

sfruttano economie di costo in ambito informativo

Colmano gap preferenze (via trasformazione dei rischi e delle scadenze e pooling e sharing) : tra unità in surplus e

deficit c’è questo gap. Gli intermediari lo colmano attraverso trasformazioni dei rischi e delle scadenze, pooling e

sharing. Le unità in surplus e in deficit hanno preferenze diverse in primo luogo riguardo alle scadenze. L’investitore

vuole essere in grado di investire nel breve termine, mentre l’unità in deficit tende a volte a volere investimenti di medio

lungo termine. Questi due soggetti non si incontrerebbero mai, ma con l’ausilio di un intermediario, ex banca, riconcilia al

proprio interno questa disomogeneità di preferenze assumendo il gap al proprio interno .Stessa questione per il rischio.

Chi investe a lungo termine vuole un rischio basso, mentre chi vuole investimento a breve termine supporta rischio

basso. La banca appunto si pone tra le due posizioni.

Pooling: raccogliere il surplus da un elevato numero di unità in surplus

Sharing : frazionare a più soggetti determinati rischi. Ex : fondo di investimento. Se io sono investitore privato e

voglio diversificare il mio portafoglio devo sostenere dei costi elevati di investimento

Specificità della funzione monetaria svolta (depositi bancari accettati come mezzo di pagamento) : mettono a

disposizione del pubblico la moneta fiduciaria . Se qualcuno ci paga con moneta diversa rispetto a corso legale bisogna

verificare che la moneta sia coperta da moneta reale ( cioè che sia solvibile). La banca assicura ciò. Ma bisogna anche

fidarsi della banca stessa che possa coprire tale spesa rappresentato dalla moneta fiduciaria.

Secondo la teoria dunque:

Il ruolo degli intermediari nell’impostazione tradizionale è spiegato dall’esistenza di costi di transazione (Gurley & Shaw,

1960) e asimmetrie informative (Leland & Pyle, 1977; e Diamond, 1984).

[Vedi teoria Lemon di Jhon Akerlow.: (teoria dei bidoni ) spiega le asimmetrie informative è riferita al mercato delle auto usate, qualità non era

individuabile a priori a causa delle asimmetrie informative quindi le persone rischiavano di comprare un bidone. ]

Leland e Pyle: Poiché nel mercato ci sono unità di surplus e unità di deficit che causa asimmetrie informative non sono

riconciliabili. Gli intermediari esistono in quanto minimizzano le asimmetrie informative e questo rende possibile

l’esercizio degli scambi finanziari, anche se non più direttamente

Diamond: raffina questa teoria. Gli intermediari, delegated monitors: gli intermediari finanziari sono anche incaricati di

monitorare il comportamento di coloro che utilizzano i fondi dei risparmiatori e che gli intermediari finanziari raccolgono.

Cioè chi deposita i fondi in banca, delega la banca involontariamente a selezionare per suo conto i soggetti ai quali a

offre fondi e non solo, ma anche li delega sempre implicitamente a monitorare essi

Tuttavia tali teorie sono fino agli anni ’80, ma successivamente i sistemi finanziari si sono innovati ancora di più. In Italia

ad esempio fino agli anni ’80 era ancora molto “poco sviluppato” il sistema, e la parte dei mercati ancora meno. Poi si

sono sviluppati perché via via si sono ridotte quelle imperfezioni che ne limitano il funzionamento ( vedi sopra). E quindi

le teorie precedenti non sarebbero più state in piedi . Ma i seguenti autori modificano questa visione.

Nonostante la riduzione dei costi di transazione e delle asimmetrie informative nei mercati non si è ridotto il bisogno di

intermediari finanziari (Allen & Santomero, 1996).

Allen e Santomero: nonostante si riducano le asimmetrie informative e i costi di transazione non viene meno la necessità

di intermediari perché gli intermediari svolgono alcune delle funzioni che ancora i mercati non sanno svolgere. Prima fra

tutte l’attività di trasferimento o gestione dei rischi attraverso tecniche di gestione di rischi. Inoltre gli intermediari

finanziari sono diventati sempre di più innovatori ( produttori di innovazione finanziaria). Ex : cartolarizzazione,

inventata dalle banche.

Merton (1995) suggerisce di guardare ai sistemi finanziari non in termini istituzionali bensì in termini funzionali, perché

mentre le istituzioni nascono e muoiono non così è per le funzioni dei sistemi finanziari (origination, distribution,

servicing, etc.)

Caso banche:

origination: all'interno c'è chi produce attività finanziarie es banca che da un prestito. C'è qualcuno che inventa

un'attività finanziari e ne crea un contratto. OTH ( orginate to hold ) vuol dire che origino e tengo banca

origina prestiti e li tiene nel proprio attivo oltre a mantenerli fa anche un'attività di servicing →

distribution. OTH diventa OTD (originate to distribute) banca origina e poi distribuisce , banca cede sul mercato

questi prestiti .

Servicing: attività di servizio seguire l'attività di credito/ prestito gestendone tute le attività collegate.

Rappresenta l'ultimo pezzo del processo creditizio.

GRAZIE agli intermediari mercati finanziari si possono sviluppare di più!! intermediari aiutano anche se stessi

sviluppando il mercato finanziario crescente grado di integrazione tra le banche e i mercati finanziari, secondo le più

recenti interpretazioni questa rappresenta una delle cause della crisi del sistema bancario banche sono molto più

partecipi nei mercati finanziari.

Quando una banca dipende molto da emissione dei titoli sui mercati vuol dire dipende in parte dai mercati molto

rischioso c'è il rischio che la banca rimanga senza liquidità oppure la banca rischia di investire in titoli che perdono di

valore.

Crescente è divenuto il ruolo degli intermediari finanziari nel trading del rischio, nel bundling ed unbundling dello stesso

attraverso l’innovazione finanziaria (Allen & Santomero, 1996)

Alla crescita del ruolo dei mercati finanziari e dell’innovazione finanziaria non si è associato un decremento del ruolo

degli intermediari finanziari (si pensi ai derivati OTC, alla gestione dei fondi su base collettiva e individuale, etc.). Quindi

la presenza degli intermediari favorisce la partecipazione dei diversi agenti economici allo sviluppo dei mercati.

Quale destino per gli intermediari?

Disintermediazione[perdere ruolo centrale di soggetto che intermedia tra unità in surplus e unità in deficit] non completa

dal lato passivo (rischio e liquidità delle passività offerte e funzione monetaria delle passività a vista, c/c) e dell’attivo

(accesso al credito per taluni segmenti di clientela); Disintermediazione dovuta in primo luogo allo Stato , detto

fenomeno di Crowdingout(spaziamento) dal lato passivo delle banche . Lo stato emette dagli anni ’70 tante tipologie di

titoli di stato

Specializzazione nella produzione di attività finanziarie sofisticate per il risk management (es. derivati, cash

management, ecc.)

Complementarietà crescente con i mercati (via servizi di investimento, consulenza, cartolarizzazioni, ecc.)

Gli intermediari finanziari

Attività creditizia: credito bancario a breve e m­l; factoring, leasing finanziario; credito al consumo

Finanziamento mobiliare: assunzione di partecipazioni; sottoscrizione e collocamento di titoli (tipologie)

Negoziazione: per conto proprio e/o di terzi

Gestione del risparmio: su base individuale e collettiva

Assicurazione: vita/previdenza e danni

Servizi e strumenti di pagamento

Le funzioni della banca

Tipicamente alla banca vengono attribuite tre funzioni: l’offerta di servizi e strumenti di pagamento, l’offerta di credito, la

trasmissione degli impulsi di politica monetari (Corrigan, 1982)

Innovazione finanziaria e tecnologica, competizione e deregolamentazione hanno concorso a ridurre il ruolo centrale

delle banche commerciali in molti paesi industrializzati.

La razionalità economica dell’esistenza degli intermediari finanziari

Nel confronto con i circuiti diretti, la banca dovrebbe essere in grado di garantire costi informativi, rischi di prezzo e di

liquidità inferiori, assicurando pooling e sharing.

Le banche agiscono

asset broker:

sia come servizi di negoziazione, custodia, portafoglio (gestioni patrimoniali). Agiscono in concorrenza

con Sim, Sgr. Vengono sfruttate economie nei costi di transazione

asset transformer:

sia come riconciliazione delle preferenze di investimento/indebitamento e assunzione del rischio di

prezzo (limitato attraverso diversificazione dell’attivo, capitale proprio e safety net) e di liquidità .

03 Saldi Finanziari

I saldi finanziari

La funzione allocativa degli intermediari implica che bisogni affrontare la problematica dei saldi finanziari .

I settori istituzionali ( bankit classification)

Raggruppamenti di unità istituzionali che manifestano autonomia e capacità di decisione in campo economico­finanziario

e che, fatta eccezione per le famiglie, tengono scritture contabili separate. L’articolazione in settori istituzionali è la

seguente:

Società non finanziarie. Comprende le società private e pubbliche: tra queste ultime figurano le aziende autonome, le

aziende municipalizzate e consortili, le imprese a partecipazione statale, le altre imprese pubbliche. Sono incluse anche

le società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché le società semplici e le imprese individuali con più di 5

addetti.

Società finanziarie = intermediari finanziari e ausiliari finanziari (autorità centrali di controllo dei mercati finanziari enti

vari preposti al funzionamento dei mercati, associazioni tra banche e tra imprese finanziarie e assicurative, mediatori e

promotori finanziari), Imprese di assicurazione e fondi pensione.

Amministrazioni pubbliche: composta dallo stato e dalle amministrazioni locali

Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Comprende gli individui o i gruppi di individui

nella loro funzione di consumatori o in quella di produttori di beni e servizi, purché il loro comportamento economico e

finanziario non sia tale da configurare una società.

Resto del mondo:Stato patrimoniale e conto economico di qualsiasi settore istituzionale

Il saldo finanziario

E’ possibile dividere due situazioni in cui si possono trovare i settori istituzionali:

surplus finanziario

capacità di saving > capacità di investimenti : deficit finanziario

capacità di saving < capacità di investimento :

NB famiglie : tipicamente surplus

Attivo, passivo e saldo finanziario

Per calcolare il saldo finanziario 2 modi

Risparmio­investimento: se positivo surplus, se negativo deficit

Variazione delle attività finanziarie­ variazione delle passività finanziarie

NB può chiedere esercizio

Totale attivo al tempo 0 deve essere uguale al totale del passivo a tempo 0. Al tempo 1, si può creare risparmio, oppure

investimenti finanziari e questo influenza.

Esempio

C’ è una variazione dell’attivo dal tempo 0 al tempo 1 pari a 300.

Al passivo il pn aumenta causa risparmio di 50, e complessivamente le passività sono in eq con le attività.

I saldi finanziari dei settori istituzionali

LE FAMIGLIE SF = S ­ I

LE IMPRESE SF = S ­ I

GLI INTERMEDIARI FIN SF = S ­ I

IL SETTORE PUBBLICO SF = (T­ G) ­ I

L’ESTERO SF = M – X (saldo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti)

Nei grafici successivi sono esclusi gli altri settori istituzionali ( quindi i settori che non rientrano in famiglia e imprese)

Primo grafico :Dal 2005 in avanti nel primo grafico, scesa saldi finanziarie delle famiglie. Invece per le famiglie tra il 2000

e il 2005 più o meno stabili, invece dal 2005 al 2008 pesante allargamento del saldo finanziario di debito delle imprese:

appesantimento del saldo finanziario di debito . Con lo scoppio della crisi i saldi finanziari delle imprese restano negativi

ma si assottigliano di molto, perché smette di esserci investimento e quindi capacità di indebitamento ( attività

finanziarie­ passività finanziarie in un dato anno).

Si noti poi la linea rossa : differenze saldo finanziario famiglie e saldo finanziario imprese. Dal 2007 in avanti le famiglie

non sono più in grado di finanziarie le imprese. Ecco che allora i finanziamenti alle imprese sono date dall’estero.

A parte il 2009, cioè l’anno in cui le imprese italiane iniziano a sentire la crisi, il saldo torna ad essere positivo per le

famiglie, ma sia nel 2010 sia nel 2011 le famiglie non sono più in grado di sostenere la posizione delle imprese.

Secondo grafico : si nota che si abbiamo ridotto l’indipendenza dall’estero con la crisi, ma si nota anche che abbiamo

ridotto la produttività e l’interesse all’investimento.

04 Sistema Pagamenti

La funzione monetaria e il sistema dei

pagamenti

In un sistema finanziario c’è una seconda funzione, che è quella monetarie e di produzione di mezzi di pagamento

alternativi al contante

Sistema di pagamenti : insieme di strumenti, procedure , circuiti di regolamento e norme per il regolamento degli

scambi in moneta. Il sistema dei pagamento svolge un ruolo importante per la stabilità e l’efficienza del sistema

finanziario e per l’economia nel suo complesso. Anche la condizione della politica monetaria si basa sull’esistenza di

infrastrutture di pagamento affidabili ed efficienti

Maashctirct 146 TUB

Sia nel trattato di ( art 105 del trattato) sia il nostro legislatore italiano nell’articolo del hanno

individuato l ’importanza del sistema dei pagamenti e hanno individuato i soggetti che sono responsabili dell’attività

Banca di Italia.

regolamentazione, indirizzo e supervisione, che nel caso Dell’italia, sono affidati alla Ad essa è adibito

anche il ruolo di catalist, cioè di promuovere iniziative al fine che il sistema dei pagamenti evolva in linea compatibile con

l’evoluzione del sistema economico. Infine essa deve produrre regolarmente una serie di dati e statistiche circa il

funzionamento del sistema dei pagamenti italiani . La banca deve poter essere uncantable, cioè lei stessa deve essere

in grado di dar conto del suo operato ( cioè essere giudicata circa il ruolo che il legislatore affida alla banca d’italia)

La banca di Italia ha un ruolo anche di gestore .

Ci possono essere sistemi di pagamento

All’ingrosso : tutte le transazioni di pagamento di importo elevato. Possono essere sia commerciali, sia interbancarie,

oppure quelle inerenti le operazioni di politica monetaria . Deve quindi essere garantita la stabilità e una tempestività

dell’esecuzione delle transazioni da parte di questi sistemi.

Al dettaglio : transazioni che singolarmente considerate sono di importo modesto ( ex accredito stipendi, bonifici,

acquisto mediante carta di credito o pago bancomat)

Le transazioni di importo unitario di inferiore a 500 mila euro vanno al nel sistema al dettaglio, mentre superiori

all’ingrosso.

Nel sistema al dettaglio le banche tendono a raggruppare i pagamenti e si determina un unico saldo ( dato dalla somma

di questi numerosi piccoli pagamenti) unico di ciascuna banca nei confronti del resto del sistema. E’ fatto in giornata

I sistemi di pagamento all’ingrosso e al dettaglio

In base alla tipologia di operazioni trattate, i sistemi di pagamento possono essere classificati in sistemi che trattano

operazioni di elevato importo e sistemi al dettaglio.

sistemi cd. all’ingrosso,

I trattano principalmente le transazioni di natura interbancaria ­ quali i contratti di mercato

monetario e le operazioni in cambi ­ i pagamenti di natura commerciale e le operazioni di politica monetaria

generalmente di importo significativo per i quali ricorrono esigenze di tempestività nell’esecuzione

pagamento al dettaglio

I sistemi di eseguono lo scambio, la compensazione e/o il regolamento di operazioni di

pagamento di importo contenuto (di solito pari o inferiore a 500.000 euro) generalmente trasmesse in forma aggregata

con regolamento in più cicli giornalieri.

Gli strumenti di pagamento moneta fiduciaria)

Strumenti di pagamento alternativi alla moneta legale (detti devono avere tali caratteristiche:

sicurezza (rischio di controparte e di regolamento, efficacia del sistema giuridico): uno strumenti alternativo al contante

verrà accettato dal soggetto se si evita uno dei seguenti rischi

rischio di controparte : rischio che una delle controparti coinvolta nella scambio diventi insolvente prima della data di

regolamento della transazione, cioè la data in cui si perfeziona effettivamente lo scambio di moneta.

Rischio di regolamento:rischio che alla data di regolamento una parte paghi ma la controparte non consegni i titoli. A

differenza di prima , cambia i tempi. Nel rischio della controparte si manifesta prima l’inadempienza della controparte, nel

rischio di regolamento l’insolvenza si manifesta nel momento. Un modo per limitare tale rischio è apporre la clausola

dvp ( delivery vs payment): pago quando ricevo la prestazione.

Efficacia del sistema giuridico: tanto più sarà elevata la protezione legale per il rischio di insolvenza, tanto più i soggetti

saranno portati ad utilizzare tali sistemi. Ma deve essere sia efficace ( cioè proteggere) ma anche efficiente ( per quanto

riguarda costi legali e tempi )

economicità (costo di uso): tanto maggior è il costo di utilizzo tanto minor sarà l’uso di questo strumento alternativo al

contante.

rapidità (tempo richiesto per la definitività del pagamento): fa riferimento al tempo che intercorre tra il momento in cui il

pagante si priva della moneta e il momento in cui il beneficiario della moneta diventa proprietario di tale somma ( cioè

del pagamento fatto a suo favore). Tanto più questi tempi sono dilatati, tanto meno si vorrà utilizzare questo sistema

alternativo. Caso tipico: check transaction : le banche non devono più fisicamente scambiarsi l’assegno , ma l’assegno

diventa una immagine digitale che le banche si scambiano . Questa aumenta la rapidità.

Moneta a disposizione del pubblico : legale + fiduciario ( al quale è determinata a valere dai depositi bancari, ma non

solo , anche presso gli istituti di pagamento o carte prepagate)

La banca ed il sistema dei pagamenti

Il sistema bancario, attraverso la creazione di moneta fiduciaria, fornisce mezzi di pagamento accettati dal pubblico e

compie tutte le operazioni necessarie per il regolamento degli scambi

Il sistema bancario contribuisce a determinare la quantità di mezzi di pagamento complessivi a disposizione del pubblico

L’efficienza e la stabilità del sistema dei pagamenti sono una condizione essenziale per le moderne economie

Tra le funzioni della banca si possono annoverare:

Produzione di mezzi di pagamento (depositi a vista o moneta bancaria avente natura fiduciaria)

Realizzazione di procedure per la circolazione della moneta bancaria (es. bonifici/giroconti)

Creazione di strumenti monetari alternativi al contante (assegni, carte di debito, carte di credito, bonifici, ecc.) Gli

strumenti di pagamento consentono di trasferire fondi tra soggetti diversi. La distinzione più comune è tra contante e

strumenti alternativi, quali assegni, bonifici, addebiti diretti, carte di debito, di credito e moneta elettronica. Lo sviluppo

delle tecnologie informatiche accresce l’utilizzo di internet e del telefono cellulare per effettuare pagamenti (i

cosiddetti e­payments e m­payments). scorte di liquidità

Per svolgere questo tipo di funzioni, la banca deve possedere immediate e prive di costo. Ciò al fine

di regolare le transazioni effettuate per conto proprio e della clientela . Tali riserve devono essere immediatamente

disponibile e non costose. Si trovano nello stato patrimoniale passivo. Tra questi si trovano riserve presso una Banca

centrale e immediatamente spendibili. Inoltre ci sono le disponibilità di cassa.

Dal punto di vista tecnico­operativo l’offerta di servizi di pagamento richiede:

investimenti cospicui in capitale fisico ed umano

la creazione di una rete di collegamenti e di relazioni fra banche

la realizzazione di accordi di compensazione e di clearing/regolamento affidabili per la liquidazione delle transazioni

Quindi :

Ogni operazione di pagamento consiste in un complesso di registrazioni, cioè in uno scambio di informazioni fra i

soggetti interessati (allo scambio). Quando si riceve un ordine di pagamento da un cliente a favore di un soggetto che

può essere italiano o estero, cliente della stessa banca o no, ci sono tre problemi principali

delle informazioni dei fondi all’interno del sistema

Trasmissione

I nel sistema dei pagamenti

tempi impliciti

La del sistema dei pagamenti

remunerazione ridurre al minimo

Il problema essenziale del meccanismo di pagamenti amministrato dal sistema finanziario è quello di

la circolazione materiale della moneta legale, di cui comunque quella bancaria è il sostituto. Diventa quindi crociale

ridurre al minimo la circolazione della moneta legale. Questo evidentemente per motivi di sicurezza, di costo e

soprattutto di convenienza per la banca, che non corre il rischio di dover intaccare le proprie riserve di liquidità.

I soggetti del SDP : la piramide

Banche

molte banche

Ci sono che ricevono ordini , danno ordini, sono in contatto con le atre banche.

Sistemi di compensazione

Sistemi di compensazioni : sistemi dove si compensano e aggregano i pagamenti che ciascuna banca ha , o deve con

le altre banche. E’ dato sia da privati ( società private) sia dalla Banca centrale. Sono a volte sistemi informatici che di

minuto in minuto registrano questi pagamenti e poi in intervalli regolari determinano il saldo.

Bcomp

Un esempio è il , sistema di compensazione della Banca centrale ( banca d’italia) e che porta anche un costo

per ciascuna banca per usufruire di tale costo.

Sistemi di regolamentazione

Momento del regolamento o di settlement (sistema di regolamento): quando si determina il saldo ( può essere

Target 2,

positivo o negativo). I saldi passano in un altro sistema ,appunto di regolamento, chiamato che è lordo in

tempo reale. E’ all’ingrosso, solo i pagamenti di importo rilevante. E’ la banca di Italia che gestisce questo sistema. Le

banche devono pagare per questo un costo fisso più una transazione ponderata con il volume della transazione.

Ci possono essere diversi tipi di regolamento

Regolamento su base bilaterale

Avviene mediante scritturazione delle operazioni nei “conti di corrispondenza per servizi resi” tenuti dalle banche

(correspondent banking)

Nei rapporti di corrispondenza non è generalmente prevista la preventiva disponibilità dei fondi, essendo implicito

nell’accordo la concessione di credito per l’eventuale sbilanciamento

I saldi che si creano su questi conti non sono in genere soggetti ad effettiva ed immediata esigibilità e quindi hanno

bassa influenza sulla tesoreria della banca

C’è un gestore che determina in ciascun momento il saldo di ciascun soggetto nei confronti di ciascun

sistema.

Concentrazione di una pluralità di relazioni bilaterali mediante un collegamento operativo con un unico gestore del

sistema (es. Banca d’Italia).

Regole standard e movimentazione di un unico conto di deposito presso la BCN detenuto da ogni intermediario

partecipante

Hanno un vantaggio rispetto a quelli bilaterali : se si è in un sistema con tanti operatori, le banche non sono

costretti a pagare ogni ordine di pagamento . Ex banca A deve pagare 10, 10 ,10 nei confronti della banca B la

compensazione

quale deve pagare 10 nei confronti della banca a . La è 20 e ci dice che appunto A non deve

pagare separatamente , ma paga direttamente 20. Il vantaggio è appunto che la quantità di liquidità che la

banca deve tenere, si riduce. Il problema è che la banca A diventi insolvente, e la banca B si espone a tale

rischio. più economici ma rischiosi

I sistemi di compensazione basati sulla multilateralità sono in quanto c’è il rischio

che la banca debitrice nei confronti del resto del sistema diventi insolvente.

Regolamento su base lorda ( real time gross settlement)

Regolamento lordo in tempo reale: tutti gli ordini di pagamento per cui esiste una copertura nel conto di gestione sono

liquidati in tempo reale e in modo definitivo

Vantaggi: maggiore certezza sul buon fine delle operazioni; minore rischio sistemico

Svantaggi: Disponibilità di liquidità elevata. Ruolo della banca centrale come offerente di liquidità il regolamento in

Tra questi sistemi assume particolare rilevanza il sistema pan­europeo TARGET2 (T2) che consente

moneta di banca centrale delle singole transazioni denominate in euro su base lorda in tempo reale.

T2 è stato sviluppato su incarico dell’Eurosistema dalla Banca d’Italia insieme alla Deutsche Bundesbank e alla Banque

de France; la gestione operativa è stata affidata alla Banca d’Italia e alla Deutsche Bundesbank.

Quindi :Come Target due, ogni regolamento che una banca deve fare verso altra banca, non viene compensato. Il

gestore ( da noi la banca di italia) verifica le disponibilità, la banca d’italia provvede la pagamento in meno di 5 secondi .

C’è maggiore certezza ma disponibilità richiesta elevata

Esempio come funzionano questi tre meccanismi

I rischi del SDP

Rischi finanziari

Sono dovuti a intervallo temporale tra scambio e regolamento

Rischio di liquidità

Rischio di controparte

Rischio di regolamento

Rischio sistemico

Rischi operativi (è un’architettura basata sulla tecnologia quindi è anche una fragilità)

Malfunzionamenti delle apparecchiature

Frodi tramite criminalità tecnologica

Attacchi terroristici

Disastri naturali

Il contesto italiano

L'offerta diretta dei servizi di pagamento è una delle leve a disposizione delle banche centrali, insieme alla

regolamentazione del sistema (funzione di sorveglianza) e alla cooperazione con il mercato, per promuovere il regolare

funzionamento del sistema dei pagamenti.

La Banca d'Italia, nel ruolo di gestore di sistemi di pagamento, definisce gli indirizzi di policy per innalzare i

livelli di efficienza, affidabilità e sicurezza nell'offerta diretta dei servizi di pagamento a livello domestico

Il SDP in Italia

Il SDP in Italia ha subito profonde modifiche ed innovazioni a partire dalla fine degli anni ’80. Fulcro del sistema è la

Banca d’Italia, autorità che ha l’obbligo di sorvegliare, sviluppare e rendere efficiente il SDP. In particolare la BI:

(Target 2­Banca d’Italia)

Gestisce il sistema di regolamento lordo dei pagamenti di importo elevato (BI­COMP)

Gestisce il sistema di compensazione dei pagamenti di importo contenuto

Gestisce la Tesoreria per conto dello Stato ( tutti i pagamenti che lo stato fa, sono fatti dalla BdI)

CAI

Gestisce servizi per la clientela privata (es. – Centrale di Allarme Interbancaria)

Partecipazione a Target 2

TARGET2­Banca d’Italia è il sistema italiano componente di TARGET2. diretta,

Gli operatori possono partecipare a TARGET2­Banca d’Italia con due modalità: mediante l'apertura di un conto

indiretta,

PM(Payment Module), e mediante l'utilizzo dei servizi di regolamento offerti dai partecipanti diretti e, quindi,

senza la disponibilità di un conto PM.

Le grandi banche aprono un conto ( Payment modul) che serve per poter gestire tutti i pagamenti all’interno i questo

sistema : è in modo diretto. Le banche più piccole invece hanno un numero di transazioni minore e delegano le banche

più grandi a fare questo

Payment Module

Payment Module

Il (PM) è il modulo deputato alla gestione dei conti di regolamento degli operatori. Nell’ambito del PM

sono disponibili funzionalità avanzate per la gestione della liquidità quali:

la possibilità di inserire limiti bilaterali e multilaterali all’esposizione nel sistema,

di immettere i cosiddetti pagamenti a tempo,

di riservare la liquidità per il regolamento di pagamenti urgenti o altamente urgenti,

di gestire le liste di attesa.

Appositi meccanismi di ottimizzazione consentono di utilizzare, ai fini del regolamento, la liquidità potenziale derivante

Per i conti gestiti dal PM è prevista la concessione di

da pagamenti in entrata accodati nelle liste di attesa.

finanziamento infragiornaliero tramite il riconoscimento di una linea di credito illimitata a fronte della

costituzione di attività idonee.

I Moduli Standing facilities e Reserve management

Il modulo Standing Facilities (SF) gestisce i conti e le procedure inerenti le operazioni di rifinanziamento marginale e

deposito overnight.

Il modulo Reserve Management (RM) gestisce le operazioni concernenti la verifica dell’assolvimento dell’obbligo di

riserva delle banche (calcolo della riserva dovuta, verifica del rispetto dell’obbligo, calcolo di interessi e penali e

preparazione delle relative istruzioni di accredito/addebito).

Operatività Target 2

La liquidità disponibile per effettuare i pagamenti è data dalla somma del saldo del conto PM e della linea di credito

riconosciuta.

Tutti gli operatori possono inoltre mobilizzare su base giornaliera la riserva obbligatoria versata disponibile sul conto PM.

La giornata operativa del sistema è articolata in fasi successive, ognuna delle quali ha termine in momenti intermedi di

chiusura, c.d. cut­off times cui sono associati eventi specifici.

Pagamenti che confluiscono in Target ( spiegato poco)

Il sistema di regolamento lordo Target 2 consente agli operatori di regolare i pagamenti direttamente nel conto detenuto

presso la BCN. Su tale conto vengono regolati:

le operazioni tra partecipanti a Target 2 (interbancarie e per conto della clientela) e cross­border eseguite nel sistema

disposte direttamente dagli operatori in via telematica tramite SWIFT; EXPRESS II

le operazioni su strumenti finanziari regolate su base netta attraverso il sistema "liquidazione netta".

le operazioni (incluse quelle di politica monetaria) su strumenti finanziari regolate su base lorda attraverso il sistema

EXPRESS II "liquidazione lorda";

i saldi multilaterali della compensazione nazionale dei recapiti (BI­COMP); cioè il saldo che banca di italia che determina

regolarmente durante la giornata di una banca nei confronti di un altor debitore, è regolato appunto attraverso target

le operazioni perfezionate sull’e­MID;

i giroconti in contropartita ai conti di deposito overnight e di rifinanziamento marginale (operazioni su iniziativa delle

controparti) e viceversa;

le operazioni telematiche da/per la pubblica amministrazione;

le operazioni effettuate presso le Filiali della Banca d'Italia;

le operazioni rivenienti dalle "Elaborazioni automatiche" della Banca d'Italia.

Il sistema BI-COMP( spiegato poco)

compensazione,

BI­COMP è il sistema di gestito dalla Banca d’Italia, per i pagamenti di importo non rilevante

denominati in euro.

Esso è stato adeguato, nell’ottica di renderlo coerente con quanto previsto dal progetto SEPA (SEPA – Single Euro

Payments Area) per le infrastrutture. A partire dal 28 gennaio 2008 BI­COMP gestisce anche i flussi connessi a

pagamenti effettuati con i nuovi strumenti SEPA

Recapiti locale

BI­COMP è articolato in due sottosistemi: (gestisce i pagamenti che hanno natura documentale )e

Dettaglio. Compensazione

I saldi multilaterali calcolati per ciascun partecipante nei due sottosistemi sono inviati alla procedura

Nazionale, nella quale concorrono a determinare il saldo multilaterale nazionale complessivo per ciascun aderente da

regolare sul conto gestito dal sistema TARGET 2 (conto PM)

I partecipanti al sottosistema Dettaglio possono avvalersi – per raggiungere le relative controparti in ambito europeo –

dell’interoperabilità di BI­COMP con altre analoghe infrastrutture di clearing e settlement, ovvero del servizio di

tramitazione in STEP2 offerto dalla Banca d’Italia.

Il sottosistema recapiti locale

Il sottosistema Recapiti locale effettua la compensazione multilaterale dei pagamenti domestici effettuati, tra partecipanti

al sottosistema stesso, attraverso strumenti cartacei.

Lo scambio materiale dei recapiti avviene presso le Stanze di compensazione coesistenti con le Sedi di Roma e Milano.

I partecipanti al sottosistema Dettaglio potranno avvalersi – per raggiungere le relative controparti in ambito europeo –

dell’interoperabilità di BI­COMP con altre analoghe infrastrutture di clearing e settlement, ovvero del servizio di

tramitazione in STEP2 offerto dalla Banca d’Italia.

Il sottosistema Dettaglio

Il sottosistema Dettaglio effettua la compensazione multilaterale delle operazioni relative ad informazioni di pagamento

trattate nelle procedure elettroniche che confluiscono in BI­COMP.

Il sistema dei pagamenti in Italia : riassunto

05 Attività bancaria: capitolo 5

L'attività bancaria: operatività e

distribuzione

L’evoluzione dell’attività bancaria

Dalla banca istituzione alla banca impresa

La nozione di attività bancaria nel TUB

La despecializzazione dell’attività bancaria: funzionale, temporale ed istituzionale

Dagli inizi degli anni 90 sistema bancario subisce grande evoluzione che è indotta da recepimento di 2 direttive

europee che introducono meccanismi competitivi. Queste direttive spingono anche il nostro legislatore a modernizzare il

nostro sistema bancario.

Queste 2 direttive introducono meccanismi di armonizzazione per il sistema bancario. Negli anni 90 il nostro sistema

bancario viene ribaltato in particolare dal 1990 al 1993 (data in cui viene emanata la nuova legge bancaria decreto lgs

385 del 1 settembre 1983 che formula nuova legge)

Nel 1993 c'è l'origine della nostra legge bancaria attuale, ma nel 1993 si conclude un processo di modernizzazione

iniziato anni prima con la privatizzazione de sistema bancario ( legge Amato Carli) prima di questa legge il 90% era in

mano pubblica (partecipazioni pubbliche attraverso le banche o attraverso le amministrazioni locali)

Prima del 1990 il nostro sistema bancario era particolarmente fragile rispetto ad altri sistemi bancari causa di questo:

il fatto di non essere privatizzato

L'unico modo per risolvere questa arretratezza nel sistema bancario privatizzazione del sistema bancario. Il sistema

bancario non fu subito trasformato in privato ma prima passò attraverso dei fondi.

Dal 1990 al 1997 quasi tutto il sistema bancario viene privatizzato.

Vantaggi:

poter costruire degli intermediari bancari in grado di competere a livello internazionale

diventando privato le banche iniziano a venir gestite a livello imprenditoriale. Prima le banche venivano viste come

un'istituzione non come un'impresa art 47 della costituzione.

ORA il credito viene visto come possibilità per un sviluppo economico!

Fino anni 90 visione della banca è una visione PUBBLICA e ISTITUZIONALE che ci proviene da un' interpretazione

molto estensiva dell'art 47 della costituzione.

Con d lg 385 si elimina il concetto di banca come istituzione e si introduce quello di banca come impresa è quello che

dice l'articolo 10 del TUB.

Fino agli anni 90 c'era un sistema bancario molto specializzato: specializzazioni nate dalla crisi del 29 che portò

scompiglio, durante la crisi nel nostro pese molto banche fallirono e molte furono salvate grazie al salvataggio pubblico

esperienza della crisi ha provocato introduzione di richieste di specializzazioni:

glass and steagall

1936 nel nostro paese fu emanata la legge bancaria che durò fino al 1993

Prima della crisi del'29 le banche partecipavano nel capitale di rischio di imprese e viceversa. Ma con la crisi molte

imprese finanziate fallirono e di conseguenza anche le banche che le avevano finanziate. Da 1936 è vietato per le

banche finanziare

decreto lgs 1936 : esistono 2 tipi di banche quelle che operano solo nel breve termine e quelle che operano nel medio

lungo termine e non è possibile alcuna commissione non è possibile raccogliere depositi a breve e concedere crediti

a lungo termine! Banche raccoglievano + impiegano a breve termine. Istituti di credito speciale raccoglievano +

impiegavano a lungo termine (erano visti come meccanismi di finanziamento).

Si arriva ad avere un sistema bancario molto specializzato. Ma nel 1993 si smette di avere questa specializzazione tra

banche.

RIPRESA L'evoluzione dell'attività bancaria Prima

La legge bancaria del 1993 sostituisce la vecchia legge bancaria del 1936, nata nel regime fascista. c'era un

sistema bancario specializzato

altamente in termini temporali da cui non era possibile derogare, poi la legge bancaria

del 1936 introduceva una specializzazione con delle funzioni ben specifiche, per cui ad esempio le aziende di credito

ordinarie erano attive nell'area di credito alle famiglie e piccole medie­imprese, al finanziamento del capitale circolante e

all'offerta strumenti di deposito e di pagamento. Quindi avevano un perimetro operativo funzionale ben specifico. Al

contrario gli istituzioni di credito speciale avevano la funzione di sostenere lo sviluppo economico, quindi investimento in

attività produttiva, attraverso credito di medio lungo termine, che era altamente specializzato, tanto è che avevamo ad

esempio, istituti di credito speciali in ambito agrario, peschereccio, cinematografico, mobiliare, etc. specializzazione

per destinazione di questo credito a medio lungo termine.

Ad esempio, gli istituti di credito speciale in ambito agrario operavano solo con il settore agricolo, non ci si potere

muovere all'interno di questi cerchi operativi.

specializzazione funzionale fino anni 90,

La permane agli così come permane la specializzazione di carattere

istituzionale. Noi avevamo una marea di banche (ad esempio le casse di risparmio, casse rurale artigiane – CRA ­

erano le nonne delle attuali banche di credito cooperativo, monti di pietà, banche popolari, istituti di credito di diritto

pubblico e banche costituite in forma di società per azioni). Quindi avevamo diverse tipologie di banche e dal punto di

vista istituzionale la differenza dipendeva proprio nella operatività: le casse banche artigiane erano banche locali, vicine

al mondo agricolo e artigiano, che operavano con principi di mutualità, quindi niente logica di profitto, ma logica di

mobilizzazione dei risparmi a favore del mondo agricolo e artigiano.

Quindi il meccanismo della CRA è un modo per consentire la mobilizzazione del risparmio verso ceti, verso settori che

avevano grande difficoltà di accesso al credito; il mondo rurale artigiano difficilmente trovava spazio presso le banche

commerciali, private, che tendevano a finanziare solo la grande industria. Quindi nascono questa serie di banche con

natura istituzionale e con funzioni ben specifiche, alcune con caratterizzazione fortemente pubblica e no profit (monti di

pietà, casse rurali ed artigiane ad esempio) che avevano finalità proprio pubbliche, poi dall'altro lato c'erano quelle

banche di natura privatistica, allocazione fortemente imprenditoriale.

Anche istituzionalmente ci sono tante tipologie.

1990 processo despecializzazione

Nel parte di deregolamentazione e del nostro sistema bancario. Despecializzazione

vuol dire che tutto quel meccanismo di forte specializzazione viene meno e viene meno proprio perché si adottarono

direttive bancarie

quelle famose europee degli anni 80 che cercano di modernizzare anche il normo sistema bancario.

legge bancaria del 1 settembre 1993, decreto 365,

Nella di fatto tutta quella panacea di banche scompare, perché

improvvisamente il nostro legislatore definisce che cos'è attività bancaria, quindi dice quali elementi la caratterizzano, e

la definisce come attività imprenditoriale e non gli importa dare riferimento a casse di risparmio, monti di pietà, o banche

di natura privata, parla genericamente di banche, e quindi specializzazione istituzionale viene meno, si parla di banca.

due tipologie banche popolari banche di credito

Parla di di banche che esistevano anche prima del 1993, cioè le e

cooperativo. Legge del 1993 le mantiene, perché assegna a queste banche una funzione specifica di natura

mutualistica che il legislatore ritiene di tutelare e che a livello europeo sono assolutamente riconosciute. L'unico

cambiamento è che le casse rurali artigiane cambiano nome, debbono indicare nell'oggetto sociale e nella

denominazione e nella locuzione “banca di credito cooperativo”, a sottolineare la natura mutualistica (a differenza delle

casse artigiane e rurali). Il legislatore ne sottolinea la natura indipendentemente dal settore in cui operano, quello che è

prevalente è la natura cooperativa, quindi fortemente vocata al no profit, quindi a restituire tutto all'economia di

appartenenze, non shareholder oriented, ma stakeholder oriented, a favore della comunità.

sistema bancario despecializzato

Cade la specializzazione e subentra dal 1993 in avanti un italiano fortemente e tra

Carli” privatizzare

l'altro oggetto di processo di privatizzazione, perché la legge “Amato è funzionale a il nostro sistema

bancario e a renderlo sempre più improntato a condizioni di efficienza e di imprenditorialità e di capacità competitiva,

cose che prima, essendo fortemente pubblico non mostrava di avere.

Il testo unico bancario allora introduce tutti questi processi importanti e definisce l'attività bancaria.

Articolo 10 TUB, congiunte inscindibili.

l'attività bancaria è caratterizzata da due attività e

un'impresa

Si riconosce natura di impresa, non è libera ma altamente regolamentata

contemporaneamente raccolta

si ha attività bancaria quando viene esercitata attività di dei risparmio verso il pubblico

con obbligo di rimborso e attività di prestito/finanziamento.

QUESTE DUE ATTIVITA' DEVONO AVVENIRE CONGIUNTAMENTE.

NB

Se noi avessimo attività di raccolta presso il pubblico attraverso emissione di obbligazione e concezione di credito, noi

non avremmo comunque attività bancaria.

Solo banche possono raccogliere risparmio presso il pubblico con obbligo di rimborso, depositi praticamente, con

l'eccezione degli istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento che sono nati recente innovazione, sono tenuti ad

accettare depositi con obblighi di rimborso perché a questi si legano i servizi di pagamento che erogano. Il legislatore ha

emendato l'art 10 dicendo che solo banche possono raccogliere depositi ma questa riserva vale anche per gli istituti di

moneta elettronica e gli istituti di pagamento di recente introdotti.

Fatto salvo questo sono solo le banche che come tali possono svolgere queste due attività congiunte.

Il legislatore non ha detto né la scadenza media delle operazioni di raccolta né ha specificato con che strumenti (se

despecializzazione temporale.

sono depositi, obbligazioni), né la durata →

Anche quando parla di attività di prestito non dice che prestiti, a chi sono indirizzati o che durata despecializzazione

temporaale, funzionale e temporale. E' articolo in cui troviamo tutto il senso della despecializzazione che investe sistema

bancario negli anni 90.

La produzione bancaria

A questo punto quello che noi ci ritroviamo ad avere un operatore (la banca) che può operare su più segmenti. Quindi la

multi­prodotto

banca è un'azienda che può operare in più segmenti

funzione monetaria

funzione creditizia

funzione di investimento, banca offre proprie passività che hanno funzione di investimento (obbligazioni bancarie,

PCT, certificati di deposito) + (gestione di patrimoni immobiliari, quote di fondi comuni)

funzione di servizio (vendita di biglietti di eventi, tipo Expo o concerti, oppure la custodia di titoli, cassette di sicurezza)

E' un'azienda multi­prodotto che può decidere in maniera imprenditoriale e decide in quali di queste funzioni si vuole

specializzare, in base a una funzione o in un'altra. riserve di legge,

Le banche quindi possono svolgere tutta una serie di servizi ma sono valide due

non direttamente gestire fondi investimento

possono di

non svolgere attività assicurativa,

possono per un problema di scontri, lo possono fare solo costituendo una società

ad hoc o acquisendone una esistente.

Le banche, attualmente nell'art 1, possono in regime di mutuo riconoscimento svolgere nel territorio italiano o in

qualsiasi stato dell'unione europea, cioè che basta una licenza in un paese europeo, ad esempio Italia, per far sì che

banca italiana possa svolgere tutte queste attività dell'art 1, lettera F del TUB, in Italia o in un qualsiasi paese della UE.

Ci sono tantissime attività: di raccolta, di prestito, sevizi di pagamento, rilascio di garanzie, operazioni per conto proprio e

per conto della clientela, consulenza di impresa (elenco in slide).

Si trovano qui dentro ancora tutto quello che la despecializzazione che investe il nostro sistema bancaria. Questa lista di

attività risale alla II direttiva in materia bancaria e creditizia CEE del 1989 comprendeva questa lista di opportunità e

consentiva di fatto l'esercizio di questa attività su tutto il territorio. Bastava una licenza bancaria rilasciata in Spagna,

Germania etc, per far sì che una bancaria spagnola, tedesca etc, potesse operare liberamente in Italia

Questo per le banche italiane negli anni 90 era più una minaccia, perché fino anni 90 il nostro sistema bancario era

pubblico, non era abituato a logiche competitive, era ingessato, poco innovativo, fatto da tanta piccole realtà bancarie

singolarmente prese, quindi negli anni 90 si considerava che questa libertà di movimento di offerta di servizi bancari,

inclusi nell'art. 1, rappresentasse un forte elemento di minaccia per il sistema bancario italiano, che era poco avvezzo a

concetto di competizione, e non a caso non solo è partita la privatizzazione sistema bancario, ma è partita anche attività

di aggregazione delle banche italiane, perché la logica era quella di diventare meno contendibili, quindi aggregarsi era

un modo per essere meno contendibili, meno facilmente acquisibili da parte di operatori stranieri (essere piccoli voleva

dire essere una preda facile), ma nello stesso tempo aggregazione consentiva la formazione di banche più grandi che

avevano saputo essere banche più innovative e più in grado di accompagnare lo sviluppo delle imprese sui mercati

internazionali non che aumentare grado di sofisticazione della clientela italiana.

Quindi tutto questo importa una serie di cambiamenti. Le banche poi, non solo sono autorizzate a svolgere in regime di

mutuo riconoscimento tutte queste attività che abbiamo visto. Ma in quella lista di art. 1 lettera F, di fatto ci sono anche

servizi di investimento,

queste attività che fanno parte dei sono compresi art 1 comma 5 TUF.

Le banche sono intermediari abilitati a offrire servizi di investimento, questi servizi di fatto la banca la banca li può fare,

al contrario ad esempio delle SGR che non possono svolgere questi servizi.

Autorizzazione della BCE e Banca D’Italia

Le banche hanno un'ampia gamma di attività di servizi su cui possono spaziare. Esse però, nonostante abbiano detto

che sono delle imprese, sono imprese particolari, perché in prima battuta, mentre prima le banche italiane venivano

autorizzate Banca d'Italia,

solo dalla attualmente la assegnazione di licenza bancaria, è un'attività connessa alla

licenza, viene autorizzata da Banca d'Italia insieme alla BCE che è un ulteriore organo di supervisione sulle banche

accanto la Banca d'Italia, quindi la prima novità è questa, da ora in avanti la licenza bancaria viene autorizzata quindi da

Banca d'Italia e dalla BCE. licenza?

Cosa serve per ottenere questa Non sono delle imprese qualsiasi perché per diventare banche bisogna avere

prima una licenza e poi un'autorizzazione.

requisiti.

Vedremo poi i forma giuridica

In primis è necessaria una determinata attualmente le forme giuridiche che sono consentite sono la

per azioni (S.p.A.) società cooperativa per azioni a società di capitale.

società e In questa seconda fattispecie

siamo sempre in una società di capitali che però hanno natura mutualistica che ha un suo perché dal punto di vista

dell'operatività.

Attualmente il legislatore dice questo cioè che le banche popolari e di credito cooperativo adottano la forma

giuridica (Scarl) le quali possono trasformarsi, previo autorizzazione, in S.p.A. Come è previsto per alcune

banche popolari. Alcune delle banche popolari, per decreto, sono state obbligate a trasformarsi in S.p.A. Entro

12 mesi perché sono troppo grandi per essere gestite da un modello di governance assegnato alle banche con

natura cooperativa. Le S.c.a.r.l. Vanno bene perché per le banche popolari e le banche cooperative, tutte le

banche che non erano questa natura si registrano con la forma giuridica s.p.a.

Fatta questa forma giuridica serve un capitale minimo, attualmente richiesto è variabile a seconda delle forma giuridica e

della natura, nel senso che le banche costituenti in s.p.a. E di popolari, devono avere patrimonio minimo, per poter

essere autorizzate a iniziare l'attività bancaria di 10 milioni di euro, mentre le BCC per poter essere autorizzate

capitale minimo

all'esercizio dell'attività bancaria devono avere un patrimonio minimo di 5 milioni di euro. Il richiesto

non è altissimo perché, secondo l'autorità di vigilanza italiana e il legislatore, questi limiti sono stati fissati in modo tale

da non precludere l'accesso all'attività bancaria a nuovi operatori a questa attività.

A cosa serve questo capitale minimo? Serve a favorire l'avvio dell'attività, servono locali, dei dipendenti, servono sistemi

informatici e servono tutta una serie di asset umani tecnologici immobiliari che sono funzionali all'esercizio dell'attività

bancaria e questo capitale minimo serve a finanziare l'avvio ma non solo perché la Banca d'Italia richiede che le banche

propongono un programma di attività insieme allo statuto e dell'atto costitutivo. Quello che è importante è questo

programma di attività che deve presentare e non è un programma di attività semplicistico perché è un vero e proprio

“business plan” dove la costituenda banca deve indicare che attività intende operare, come intende operare questa

attività dal punto di vista organizzativo, che innovazioni tecnologiche e umane intende avere e deve costruire,

soprattutto, degli scenari e quindi dimostrare all'attività di vigilanza con dei bilanci previsionali come intende che si

evolverà la sua attività negli anni futuri. L'autorità di vigilanza può esercitare tutta la sua discrezionalità perché nel caso

della forma giuridica c'è o non c'è la vigilanza non può obiettare niente, il capitale minimo c'è o non c'è, non si può

obiettare ma sul programma di attività effettivamente l'autorità di vigilanza può sostenere ad esempio le attività proposte

non sono sostenibili dalle dotazioni tecniche­umane disponibili, può sostenere che i bilanci siano inverosimili, quindi le

autorità di vigilanza possono agire in pieno e quindi può dire che il di attività non è sostenibile.

In Italia l'attività di vigilanza, in generale, può effettivamente effettuare tutta la loro discrezionalità. Ci sono

partecipazioni qualificati

specifici principi di piano che possiedono ovvero quelle superiori al 10% del capitale

o del capitale che assegna i diritti di voto oppure partecipazioni di controllo.

La banca richiede che chi detiene queste partecipazioni abbia requisiti di onorabilità perché l'attività bancaria,

fino a prova contraria, dovrebbe essere onorabile, vuol dire non essere stati condannati per pene o aver subito

pene detentive per reati che spaziano per reati di natura finanziaria a reati di carattere criminale, bisogna avere

una fiducia pulita. Intanto che non si è condannati e non aver subito una pena detentiva, teoricamente si può

diventare azionisti qualificati con quote superiori al 10%. L'attività bancaria rischia di essere utilizzata come

meccanismo di riciclaggio da fondi di illecita provenienza e quindi il legislatore è particolarmente attento.

Chi svolge attività di amministrazione, direzionale e controllo della banca devono avere questi requisiti:

onorabilità: è la stessa che abbiamo avuto modo di vedere con gli azionisti e quindi non essere condannati

professionalità: bisogna dimostrare di avere dati di professionalità il che non vuol dire che per essere nominati

amministratori delegati di una banca o dirigenti di un particolare ambito della banca bisogna aver speso tutta la propria

esperienza nelle banche. Professionalità vuol dire che si detiene un set di competenze che può essere validamente

applicato anche al settore bancario.

non ci devono essere stretti legami dalla banca e da gruppi di soggetti appartenenti alla banca o altri

Infine

soggetti. Si hanno stretti legami tra la banca autorizzanda e ovviamente una società che la controlla oppure il caso in

cui la banca autorizzanda controlla un altro soggetto. L'autorità di vigilanza vieta questi stretti legami su il rapporto

partecipativo molto stretto tra la costituenda banca e altri soggetti possano in qualche modo ostacolare l'attività di

vigilanza.

Albo e autorizzazione all’assunzione di partecipazioni nell'albo

1.Le autorità di vigilanza concedono la licenza bancaria e ­­­ la costituenda banca delle banche tenuto da

Banca d'Italia, la quale autorizza l'assegnazione di partecipazione nel capitale delle banche.

partecipazione.

2.Questa autorizzazione si declina nella misura in cui aumenta la quota di E' necessaria

l'autorizzazione da parte della Banca d'Italia perché quest'ultima vuole verificare che queste assunzioni di partecipazione

sana e prudente gestione della banca.

superiori al 10% o di controllo non siano lesive del concetto di

Sana vuol dire

redditizia: ad esempio un corpo è sano quando svolge tutte le proprie performance, una banca è sana quando svolge

tutto ciò che deve svolgere in modo efficiente

quando è libera da ingerenze esterne, non è influenzata, condizionata al suo agire. Sana vuol dire libera da influenze

esterne che ne potrebbero condizionarne l'attività. Prudente vuol dire che la banca assume i rischi in maniera

consapevole ed adeguata dei rischi assunti.

3.La Banca d'Italia autorizza preventivamente le variazioni delle partecipazioni quando la quota dei diritti di voto o del

capitale raggiunge o supera il 20 per cento, 30 per cento o 50 per cento e, in ogni caso, quando le variazioni comportano

il controllo della banca stessa.

4.L'autorizzazione prevista è necessaria anche per l'acquisizione del controllo di una società che detiene le

partecipazioni di cui al medesimo comma

(A)Classificazione a livello giuridico-istituzionale

Sul si hanno:

piano giuridico­istituzionale

– le banche costituite in forma di Spa, la cui attività è orientata alla realizzazione di profitti destinati agli azionisti (banche

commerciali)

– le banche popolari e le banche di credito cooperativo, entrambe costituite nella forma di società cooperative per azioni

a responsabilità limitata.

1A.Le banche popolari

Banche che hanno natura mutualistica:

banche popolari che sono disciplinate all'art. 29 del TUB.

Le banche popolari sono costituite in forma di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata. Si costituiscono

come tale ma non è detto che permangano ma possono trasformarsi in società per azioni.

azioni a 2 euro

Le hanno un valore nominale minimo delle azioni pari e il legislatore entra anche in questa questione.

socio un voto

Ogni ha indipendentemente sia il numero delle azioni possedute

Ogni socio non può detenere più del 1% del capitale sociale della banca, c'è un limite al possesso azionario.

Le banche popolari sono delle veri “public company” nell'intenzione del legislatore, cioè degli intermediari con un

capitale altamente alterato perché non possono avere più dell'1% del capitale tranne gli investitori istituzionali che sono

autorizzati a detenere quote di partecipazione superiori all'1%. Tranne gli organi di investimento collettivo (fondi), tutti gli

altri devono sottostare al limite dell'1%. Il problema è che ogni socio ha un voto indipendentemente dalle azioni

possedute, questo è il cosiddetto principio del voto capitario (una testa = un voto, concetto di public company e di equity,

contano tutti nello stesso modo, indipendentemente da quante azioni posseggano).

In presenza di una banca di grandi dimensioni come sono molte popolari, questo modello di governance con il voto

capitario non è proprio il più efficace possibile perché questo principio de “una testa un voto” per le grandi banche non

ottimizza il processo di governance della banca, quindi di gestione della banca. E' un processo, gestionalmente

parlando, di amministrazione un po' lento quindi è un modello un po' complesso, quindi il legislatore dice alle banche di

non presentarsi troppo grandi, perché per loro questo modello non va più bene. Intanto le popolari devono destinare

10% degli utili netti legali a riserva

almeno il quindi hanno anche un obbligo di destinazione degli utili a destinare un

utile a riserva legale vuol dire che il legislatore di preoccupa del loro rafforzamento patrimoniale.

La riforma della disciplina delle banche popolari : legge 2015

Questa regola non c'è per le banche costituite in società per azioni. A gennaio 2014 è stato convertito in legge con la

legge 33, cioè 10 istituti che trovate elencati dovranno entro 12 mesi di tempo dalla legge, procedere alla trasformazione

dell'attivo superiore a 8 miliardi di euro,

in S.p.A quando abbiano un totale questo favorirà anche processi di

S.p.A

aggregazione. E' più facile aggregare delle che delle popolari. La banca d'Italia nell'esercizio delle sue funzioni già

emanato le istituzioni con cui indica alle banche popolari individuate la road map dal punto di vista regolamentare a

procedere alla trasformazione in S.p.A. Le banche potrebbero anche decidere di non trasformarsi in S.p.A però il

legislatore dice: se non volete trasformarvi in S.p.A dovete ridurre il totale dell'attivo il che non basta ridurlo di 100 milioni

di euro perché il regulator non è così sciocco e quindi se sono 7 miliardi e 990 milioni per lui saranno sempre in quel

range lì degli 8 miliardi, quindi saranno, comunque, obbligati a trasformarsi in S.p.A.

Chi vuole mantenere a tutti gli effetti la strada di natura di banca popolare ovvero quello di natura cooperativa è

obbligato a ridurre in maniera considerevole il totale dell'attivo.

La trasformazione entro i 12 mesi sarà funzionale a una serie di aggregazioni. (UBI banca dovrebbe essere alleata ad

un'operazione possibile di fusione ad esempio la Banca popolare di Milano).

Sono 10 gli istituti in questione . La banca D’italia nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza emana norme attuative per

la riforma delle banche popolari con obbligo di trasformazione

2A.Le banche di credito cooperativo

Abbiamo una seconda tipologia di banche: le BCC sono legate all'articolo 33 e seguenti del TUB mentre art.29 per le

popolari. Le banche di credito cooperativo sono costituite in forma di società cooperativa per azioni a responsabilità

limitata. La denominazione deve contenere l'espressione «credito cooperativo».

valore nominale per ciascuna azione

Anche qui il legislatore ha dato delle indicazioni per quanto riguarda il che non

inferiore a 25 euro e non superiore a 500.

può essere inferiore a

Perché queste condizioni di valore nominale? Perché queste sono banche che hanno natura fortemente locale, quindi

stabilendo un tetto massimo al valore nominale di ciascuna azione che non può essere più di 500 euro, implicitamente il

legislatore sta dicendo che vuole mettere un tetto massimo di valore nominale per fare in modo che queste azioni

possono essere potenzialmente acquistabili da tanti soci.

Inoltre non devono avere meno di 200 soci, se il numero diminuisce chiaramente la banca se non reintegra il numero di

soci, sarà di numero minimo di soci che mantenuto tale.

Non si può essere soci di una BCC, per essere socio di una banca di credito cooperativa è

necessario risiedere, avere sede ovvero operare con carattere di continuità nel territorio di

competenza della banca stessa.

una BCC che ha sede a Cremona potrebbe avere una filiale in un paese che è a Mantova, si può diventare

Esempio:

soci di quella banca essendo clienti e volendo operare avendo lo sportello a Mantova? Sì, perché se non dimostriamo

con continuità a Mantova che abbiamo la nostra attività imprenditoriale a Mantova, possiamo diventare soci, così

possiamo risiedere a Cremona, avere un'attività d'impresa in un comune di Mantova in cui opera la banca Cremonese e

quindi possiamo diventare soci perché operiamo con continuità nel territorio mantovano.

Ogni socio anche qui era un voto, qualsiasi sia il numero di azioni possedute, in più nessun socio può possedere azioni il

cui valore complessivo nominale sia superiore a 50 mila euro. Se il valore nominale fosse 500 euro ciascun socio non

può possedere più di 100 azioni perché il valore complessivo è 50 mila euro.

Operatività BCC

Riassunto : dalla legge bancaria del 193 il legislatore ha salvato due tipologie di banche, tra cui appunto le bcc. Capitale minimo 5 milioni di euro, numero minimo di

200 soci ecc…

Le banche di credito cooperativo esercitano il credito prevalentemente a favore dei soci. La Banca d'Italia può

autorizzare, per periodi determinati, le singole banche di credito cooperativo a una operatività prevalente a favore di

soggetti diversi dai soci, unicamente qualora sussistano ragioni di stabilità. => Rivolgono la loro attività proprio a favore

dei soci. L’idea sottostante queste banche di fatto è quella di fare in modo che i soci, quando diventano utilizzatori del

credito, possano beneficiare di accesso al credito vantaggiosamente. L’obiettivo di queste banche non è lucrare, ma

distribuire agli steke holder l’utile , cioè clienti che possono essere anche soci e debitori. Tuttavia il termine

prevalentemente indica che più del 50 % dei crediti concessi deve essere nei confronti dei soci. Le Bcc non sono

comunque banche piccole, con pochi sportelli. Ma se le bcc opera in un distretto in crisi, se si applicasse la legge molto

rigidamente, creeremmo grossi problemi alla banca, la quale dovrebbe concedere credito solo ai clienti soci di quel

territorio, che appunto sono in crisi. Allora è la banca di Italia che dice che in talune circostanze , autorizza le singole bcc

a derogare al criterio del prevalentemente. Deve quindi diversificare il proprio portafoglio crediti per non entrare in crisi.

Gli statuti contengono le norme relative alle attività, alle operazioni di impiego e di raccolta e alla competenza territoriale,

determinate sulla base dei criteri fissati dalla Banca d'Italia.

Le banche di credito cooperativo devono destinare

almeno il settanta per cento degli utili netti annuali a riserva legale. ( per le popolari era il 10%, qui gli utili sono destinanti

a rafforzare la patrimonalizzazione di queste banche)

Una quota degli utili netti annuali deve essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della

cooperazione nella misura e con le modalità previste dalla legge. ( sia a livelo locale che a più ampio raggio)

La quota restante che non è utilizzata per la rivalutazione delle azioni o assegnata ad altre riserve o distribuita ai soci

deve essere destinata a fini di beneficenza o mutualità.

Il punto più importante è il primo: “Almeno il 70%”. Queste banche hanno tipicamente soci piccoli, locali, con grande

frazionamento del capitale. Quindi , a differenza delle popolari o spa che sono più grandi, hanno più difficolta a

raccogliere il capitale ( patrimonializzazione). Il legislatore allora con questa norma vuole limitare la dipendenza di

queste banche dall’approvigionaemnto di capitale da parte dei soci stessi

(B)Banca (target di clienti)

E’ un altro modo per classificare le banche( il metodo precedente era secondo una logica giuridica).

In base al target di clienti di riferimento si hanno:

– le (o anche banche commerciali) che, attraverso una rete distributiva diretta e capillare, offrono

banche “retail”

prodotti standardizzati e a basso valore aggiunto, ad una clientela rappresentata da famiglie e piccole­medie imprese;

=> “ banca al dettaglio”: opera con una clientela di piccole dimensioni, piccoli investitori e clienti di piccole medie

dimensioni. Operando con una grande quantità di clienti, hanno bisogno una grande capillarità di clientela. ( NB

DOTTOR FERRARI, CHE BANCA: con il remote banking questo in realtà sta venendo meno). Però ad esempio le

piccole medie imprese necessitano ancora le piccole medie imprese, magari meno per le famiglie. Ma una rete di

sportelli sul territorio ha alti costi.

http://www.group.intesasanpaolo.com/scriptIsir0/si09/governance/ita_wp_governance.jsp

– le si rivolgono prevalentemente a clienti privati dotati di ingenti disponibilità finanziarie da investire

private banks

offrendo loro un servizio personalizzato; si rivolgono a client affluent ( grandi potenzialità di accumulo di ricchezza che

però non ha ancora) e higt network individual ( hanno già una buona dotazione di ricchezza, non c’è una soglia come

affluent.). Sono quindi banche che comunque hanno un segmento ristretto di clientela. Hanno bisogno di pochi sportelli.

Attività tipicamente offerte: gestione di patrimoni ma anche prodotti assicurativi molto sofisticati, un po’ di finanziamenti,

servizi di consulenze immobiliari, investimenti di carta advisory ( investimento in opere d’arte). La remunerazione tipica

delle private back sono le commissioni.

http://www.bancaleonardo.com/it/private­banking

investment banks

– le (o corporate banks) le quali offrono ad una clientela solitamente rappresentata da grandi

imprese (ma anche da enti pubblici) servizi altamente specializzati nel campo dell’intermediazione mobiliare e della

finanza straordinaria di impresa.

http://www.mediobanca.it/it/chi­siamo/gruppo­mediobanca.html

NB il sistema italiano è ratail prevalentemente perché le nostre banche servono piccole medie imprese. Abbiamo una

caratterizzazione prevalentemente retail.

1B.Il commercial banking

Si tratta, in sostanza, dell’attività tradizionale della banca, cioè quella di raccolta di depositi (da qui anche il nome di

banche di deposito) e di impiego di denaro (in passato prevalentemente a breve termine)

Storicamente, infatti, le banche commerciali erano impegnate per lo più nello sconto di crediti commerciali (da qui il

nome commercial banking), diversamente dagli istituti di credito specializzati, che fornivano invece credito a medio lungo

termine all’industria

L’attività di sconto di credito commerciale fu in alcuni casi un allargamento dell’attiva di commercianti all’ingrosso, che si

trasformarono così in banchieri

Accanto all’attività di raccolta di depositi, le banche commerciali svilupparono fin dalla loro origine strumenti di

pagamento alternativi alla moneta che potessero favorire l’attività commerciale, artigianale e anche industriale

Tradizionalmente la banca si è dedicata e si dedica ad attività di retail banking mediante processi produttivi

industrializzati e standardizzati, canali distributivi diretti e capillari, e con modalità di scambio orientate alle transazioni

Si tratta infatti di produrre e offrire strumenti e servizi di tipo standardizzato ed elementare, con valore aggiunto unitario

relativamente basso, di dimensione media piuttosto contenuta, con criteri di efficienza basati prevalentemente

sull’attuazione di processi ripetitivi a elevato contenuto tecnologico

Nel momento presente, e in prospettiva, le banche, specie quelle più grandi, tendono a dedicare attenzione maggiore

anche alle attività di private banking e di corporate banking, le quali presentano caratteristiche del tutto diverse dal retail

banking.

Si tratta infatti di strumenti e servizi complessi e integrati, messi a punto secondo un criterio di personalizzazione rispetto

al bisogno specifico del cliente, di dimensione unitaria non piccola, con valore aggiunto unitario elevato, negoziati

all’interno di una relazione di clientela duratura e consolidata (relationship banking) con profili di qualità (performance)

elevati

2B.Private banking

Con il termine private banking si intende identificare l’insieme dei prodotti e dei servizi che l’intermediario finanziario offre

per il soddisfacimento dei bisogni emergenti dalla gestione finanziaria della clientela “privata” (cioè essenzialmente

persone fisiche individuali e famiglie) appartenenti a categorie di reddito e/o ricchezza finanziaria superiori alla media

Al concetto di private banking corrisponde un preciso “modo di essere e di fare banca”: il contenuto del servizio offerto è

elevato, l’offerta di prodotto/servizio è personalizzata, cioè focalizzata alla specificità della situazione finanziaria del

cliente, la relazione di scambio è orientata a produrre con continuità le migliori soluzioni dei problemi finanziari del cliente

(nelle diverse aree: incasso/pagamento, investimento, finanziamento, assicurazione­previdenza) secondo una visione

integrata e unitaria della sua gestione finanziaria

La struttura della domanda

Il cliente affluent e il cliente High Net Worth Individual (HNWI) [vedi sopra]

Old money ( ereditieri) e new money ( nuovi ricchi, giovani imprenditori e professionisti)

Active e passive investors [active: sono attivamente coinvolgi nel processo di gestione del proprio patrimoni. Devono

avere quindi conoscenze adeguate. .Passive: delegano la gestione del patrimonio alla banca]

I Family office [servizio di gestione patrimoniale destinata ad una famiglia , generalmente imprenditori, che crea un

ufficio composto da esperti legali assicurativi gestionali consulenziali che offrono tali servizi solo per questa famiglia]

2Bbis. Corporate banking

Di solito rivolta all’impresa, ma di medio grandi dimensioni

La logica sottostante il concetto di corporate banking è analoga a quella vista per il private banking

Il riferimento è però alla clientela costituita da imprese di dimensioni non piccole (in relazione anche alla dimensione

della banca), e dotate di forma societaria (corporate)

Quindi il corporate banking costituisce un’area di affari molto complessa ed estesa, in cui il modello di offerta

dell’intermediario aggrega continuamente e con mutevole composizione prodotti elementari per consentire un’efficiente

ed efficace gestione della finanza ordinaria e straordinaria dell’impresa (gestione della tesoreria, delle attività finanziarie,

della struttura di indebitamento, delle operazioni sul capitale proprio, delle emissioni, dei rischi e così via)

Finanziamento ordinari di importo rilevante oppure operazioni di finanza straordinaria attraverso ad esempio emissioni di

titoli, finanziamenti ponte. Offre anche servizi legati ai rischi finanziari delle imprese.

3B. Investment banking

Collegato al concetto di corporate banking (ma non ad esso esattamente assimilabile) è poi da annoverare l’area

dell’investment banking

Il termine investment banking, di derivazione americana, racchiude infatti una serie molto ampia di servizi offerti alle

imprese di dimensioni elevate (ma anche alla clientela privata e ad altri intermediari finanziari) connessi essenzialmente

all’intermediazione sul mercato mobiliare

Le principali e tipiche attività di investment banking sono le seguenti:

Primary market making (origination, underwriting e distribution). E’ un attività fee based, ciiò per commissioni

Secondary market making (attività di broker, attività di dealer/market maker, consulenza). Ex : contratti swap.

Consulenza in operazioni di M&A, LBO, MBO ecc.. Con il tempo le attività prima e seconda si sono diversificate

[Leverage By out : Emissioni di titoli di debito che servono per acquisire altre società]Management by out [chi promuove

l’operazione di fusione o acquisizione sono i manager che si candidano per comprare la stessa società e poi

eventualmente fonderla.]

Financial engineering : obbligazione strutturate, derivati, tecniche di gestione dei rischi come la cartolarizzazione.

A queste attività si aggiungono, anche se non strettamente di , attività quali

investment banking

, , , ecc … Venture

merchant banking venture capital private equity asset management

capitalist o investitore privato o intermediario ( banca ma anche fondo di investimento) che investe in attività

tipicamente start up che operano in contesti particolarmente innovativi. Asset management : gestione patrimoni.

Private equity : intervento attraverso iniezione di capitale di rischio in aziende che sono ormai sviluppate ma

che sono in situazione di turn arround ( ad esempio cambio generazionale) oppure quando i figli di un

imprenditore non vogliono proseguire l’ attività.

L’integrazione delle banche con il settore

assicurativo

La banca non può fare “ assicurazioni” ma in realtà può acquistare ad esempio partecipazioni in assicurazioni

Le banche hanno con il tempo ridotto le quote partecipativo nell’ambito assicurativo. Il motivo è che esso consuma

patrimonio delle banche.

Quindi con Basilea 2 e poi Basilea 3, le banche hanno disdetto partecipazioni a favore dell’attività bancaria. Si , sono

rimasto coinvolte , ma cambiando metodo: non più partecipativo ma con altri accordi.

Motivazioni dell’integrazione

Per la banca = ampliamento gamma dei prodotti. E’ un modo per fidelizzare maggiormente la clientela . Ma è anche una

logica di sfruttamento di economie di scopo ( dette di diversificazione)

Per le assicurazioni = riduzione costi distribuzioni polizze assicurative (che di solito sono molto elevati) e ampliamento

possibilità distributive ( ampliamento clientela)

Forme di integrazione

Sono i modi con cui la banca entra nelle assicurazioni

Accordi distributivi ( capital light: non c’è investimento partecipativo da parte delle banche). Molto spesso questi accordi

si ramificano ( ramo vita con un assicurazione , ramo danni altro ad esempio)

Partecipazioni banca in assicurazione e viceversa (assicurazioni in banca): questo tipo è reso possibile dalla nostra

disciplina di vigilanza. Le banche possono quindi controllare le assicurazioni e viceversa. Ma ciò è sottoposto

all’autorizzazione ( le cui autorità controllano che tali partecipazioni non siano lesive del principio della sana e prudente

gestione della banca, il quale deve essere sempre seguito). Di solito le banche hanno adottato questa strategia quando

le banche volevano entrare rapidamente nel mercato assicurativo.

Joint ventures fra banche e assicurazioni : la banca e l’assicurazione costituiscono una nuova società assicurativa da

ramo vita o danni per distribuire tramite essa i prodotti . Le banche vogliono tale strategia perché così i prodotti sono

brandizzati dalla joint venture e quindi della banca stessa. E’ un marchio “ di fabbrica”.

Costituzione da parte della banca di un intermediario assicurativo (detto anche affiliata assicurativa) e viceversa

(costituzione da parte dell’assicurazione di un intermediario bancario)

Le prime due sono quelle che prevalgono.

Prodotti derivanti dall’integrazione

Prodotti ad offerta congiunta = la banca colloca prodotti assicurativi e l’assicurazione colloca prodotti bancari.

Ad esempio: si concede un mutuo, la banca obbliga ad assicurare il bene in ipoteca ( tipicamente assicurazione

di incendio o scoppio)

Prodotti misti = sono quelli che presentano al loro interno una componente bancaria ed una componente assicurativa . In

italia non hanno mai avuto successo.

Esempio: polizze assicurative dove la rata del mutuo a cui è tenuto il debitore è spaccata in due : la quota

capitale assicurazione ramo vita, la quota interessi viene invece data alla banca come rimborso. Se il debitore

diventa insolvente, la banca si rifà all’assicurativo. [ esempio non da studiare]

Le banche guadagnano chiaramente commissioni

Crescita e modelli organizzativi

I modelli organizzativi : prime osservazioni

Come può crescere una banca???

Attraverso aumento della produzione o attraverso diversificazione della produzione. Sono due strategie

Per via interna: aumento della capacità produttiva [piu succursali ad es] e apertura di nuove strutture

produttive/distributive

Per via esterna: fusioni/acquisizioni di partecipazioni di controllo, joint ventures, accordi commerciali

La crescita interna/esterna: pros & cons

INTERNA: flessibilità decisionale vs lentezza nel conquistare quote di mercato. Questa strategia va bene quando la

banca ha tempo per entrare in un nuovo segmento di business, ma non va bene se invece ha necessita di entrare in

nuovo business in tempi rapidi. E’ difficile conquistarsi infatti clientela se si è nuovi sul mercato. VEDI LIBRO

ESTERNA: Crescita rapida ma problematiche sul fronte dell’integrazione/organizzazione. Entra rapidamente in un nuovo

mercato. Lo svantaggio è che queste nuove realtà di business devono essere integrate on la banca che le promuove . E

le integrazioni sono processi costosi e difficili. ­VEDI LIBRO.

Non c’è una soluzione ottima!

Grande banca o piccola banca?

Nel sistema bancario italiano (e in generale in tutti i sistemi bancari) convivono intermediari bancari aventi dimensioni

significative totalmente differenti

Grande banca

grande banca

La è caratterizzata da:

Responsabilità di politica economica e rapporti privilegiati con le autorità di vigilanza (too big too fail principle): si diventa

molto influenti, quindi interlocutore di politica economia e autorità di vigilanza . Rischio di moral azzard : le grandi banche

fanno azioni anche rischiose perché sanno che le autorità poi le salverebbero. Ex: Banco di Napoli e Monte dei Paschi di

Siena.. Il salvataggio avviene con “ matrimoni combinati”.

Controllo dei rischi (minori rischi di liquidità e credito), operatività con la clientela istituzionale e corporate di grandi

dimensioni, operatività a livello internazionale.

Riesce a costruire un portafoglio del rischio più diversificato, la grande banca. Quindi riduce il rischio di credito

attraverso apunto la diversificazione. Inoltre la banca grande attua tecniche finanziarie che le piccole banche

non possono usare ( esempio: cartolarizzazione): si avvantaggiano di tecniche sofisticate per superare il

rischio.

Dal punto di vista di liquidità, il beneficio di essere una grande banca permette di avere una posizione centrale

nell’intermediazione di fondi. Infatti la banca rischia di avere drenaggi di liquidità, cioè avere richieste di liquidità

( ex prelievi) che poi non rientrano . CHIEDI

Economie di scale e scopo? Tutte da provare. La realtà empirica tuttavia ha detto che essere grandi banche non

significa essere meno rischiose. E neppure più efficienti .

Piccola banca

banca piccola,

La d’altra parte, si avvantaggia soprattutto della conoscenza del territorio in cui opera (possesso di soft

information) e di un maggiore orientamento (almeno teorico) al relationship banking (hanno un approccio al cliente

relazionale ) localismo bancario,

Il concetto di tuttavia, non è semplicemente schematizzabile nell’idea di un rapporto privilegiato tra

banca locale di piccole dimensioni e clientela retail/SME . Anche la banca grande, infatti, sta cercando di recuperare

contatto con il territorio attraverso la rivisitazione di soluzioni organizzative e di marketing

.Chiedi a fede ……

Soft information : sfruttate dalle banche piccole: non derivano da dati ma dal fatto di parlare con la gente, raccogliere

informazioni riservate, e che al direttore della banca piccola fanno venire delle idee anche circa l’affidabilità del debitore

a cui è stato concesso finanziamento. La grande banca non può farlo, non solo perche è molto distante dei territori, La

grande banca inoltre ruota il personale ( e lo fa di proposito: rischio di forte commistione tra il personale della banca e

clientela. Affronta quindi con più consistenza del fatto che ci sia qualcuno molto distante dal quartier generale e che

siano rischiose per la banca le relazioni)

I processi di crescita nel sistema bancario italiano: cosa è successo finora?

Crescita, sia per linee interne ed esterne, favorita dalla liberalizzazione e privatizzazione del sistema

Predominanza delle aggregazioni in ambito domestico e all’interno della stessa categoria di banche (ad esempio

B.Popolare con B. Popolare)

Acquisizioni/fusioni di banche piccole in difficoltà da parte di banche più grandi e creazione di pochi big players

Prevalenza del modello istituzionale del gruppo

Internazionalizzazione e aggregazione con il settore assicurativo

Il modello organizzativo delle banche

Fino a fine anni ’80 la scelta del modello organizzativo non era stato un problema per le banche operanti in Italia

A seguito del processo di armonizzazione europeo e dell’introduzione delle attività ammesse al mutuo riconoscimento si

inizia a discutere su quale sia il modello di banca appropriato per affrontare la globalizzazione dei mercati

Modello del Gruppo Polifunzionale,

Inizialmente la legge Amato­Carli 1990 aveva spinto per il mentre il successivo

Testo Unico Bancario sembrò indirizzare verso la Banca Universale Modello della Banca

Ma il testo unico del 1993 sottolinea le attività più ampie che la banca può utilizzare =>

Universale

La banca universale

Detto modello Renano o tedesco. Ogni attività è svolta all’interno.

Banca che può operare sia in breve che in medio/lungo termine ed è in grado di offrire gamma completa di prodotti e

servizi finanziari. E’ quindi caratterizzata da:

Estesa attività creditizia

Operatività in titoli ampia: sia collocatori che investitrici di titoli

Partecipazione al capitale di rischio delle imprese non finanziarie : acquistano appunto partecipazioni ( infatti al punto

prima abbiamo detto che investono in titoli)

Organizzazione in forma divisionale (si internalizzano attività che potrebbero essere svolte da società esterne). Ad

esempio Retail, Corporate and investiment banking, private banking ecc

Di grandi dimensioni

Tale modello viene recepito attraverso la seconda direttiva cee del 1989 che si rifà al modello Renano ( tedesco).

Importiamo da li nel nostro paese il modello. Il modello della banca unica in realtà anche in Germania ,non è mai stato

un modello puro, cioè di un azienda unica. Ma i grandi gruppi, ex DeutscheBank è un gruppo che ha al suo interno

diverse controllate che svolgono varie attività .

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi della banca universale

Economie di costo dal punto di vista informativo per effetto esercizio congiunto attività creditizia e finanziaria: una

banca universale che spazia in vari settori consente di trarre tante informazioni e utilizzare economie di costo

Potenziale relazione

maggior orientamento alla con la clientela e più approfondito grado di conoscenza: produce un

ampia gamma di prodotti che soddisfa ogni bisogno del cliente

Economie di scala e di scopo superiori all’aumentare delle dimensioni e possibilità strategie di cross subsidizing : questo

teoricamente si può assumere, nella pratica non sempre

Superamento potenziali conflitti fra direzione unitaria della capogruppo e autonomia decisionale degli organi delle

società partecipate: consente di superare i conflitti che tra capogruppo controllante o e controllati. Infatti nella universale

in senso purò c’è un azienda unica ( in realtà non sono mai pure come prima detto)

criticità

Ma anche diverse tra cui:

Possibili conflitti di interesse: insider trading fra negoziazione per conto proprio e di terzi. Nascono quindi

problematica derivanti da conflitti di interesse , esempio i casi di insider trading nella relazione con i clienti. Infatti la

banca universale come detto è attiva sia nel credito che nell’investimento in titoli. Quando la banca a finanziato il cliente

il quale poi va a collocare titoli azionari di nuova emissione. Ma la banca ha un informazione . Quindi l’attività di

finanziamento e servizi collegati a emissioni di azioni/obbligazioni può creare conflitto di interesse.

Difficoltà organizzative ed elevati costi di integrazione: maggiori difficoltà se la banca è molto grande

Il modello del gruppo polifunzionale

E’ l’antitesi del modello universale. All’inizio degli anni ’90 era utilizzato dal nostro sistema bancario. La legge bancaria

non consentiva di svolgere alcune attività alle banche ( leasing, forfaiting, factoring). Le banche allora costituivano

società con cui esercitavano tali attività offrendole ai propri clienti. Si creava appunto un gruppo polifunzionale, in cui

appunto all’interno si svolgevano azioni di intermediazione bancaria e creditizia controllate da una banca capogruppo. Le

specifiche società erano quindi costituire per bypassare la legge. E’ dal 1993 che poi finalmente si eliminano questi

divieti. Il modello polifunzionale quindi in alcuni casi è stato mantenuto anche dopo tale data, altre hanno fatto processi

di internalizzazione e quindi tali società si sono fuse con la capogruppo.

Sistema specializzate capogruppo,

di società ( non solo banche) in determinati servizi finanziari, governate da una

che esercita anche funzioni di pianificazione strategica tra tutte le società del gruppo.

La banca assume partecipazioni in un istituto di credito speciale, in una società di leasing in una società di factoring, in

una SIM, in una società di gestione fondi, in un’assicurazione …..

Tramite questa rete di partecipazioni in società specializzate (ognuna fa solo un certo tipo di attività) il gruppo

polifunzionale riescie a costituire un polo di offerta ampio e diversificato di servizi finanziari

Le banche controllate possono essere:

Specializzate in varie parti

Banche ratail nelle quali vengono preservati i marchi

Società di intermediazione creditizia ( credito al consumo, forfaiting, leasing ecc)

Società finanziarie attive nel campo mobiliare e di investimento ( sim e sgr)

Società strumentali ( immobiliari, attive nell’editoria, elaborazione di dati, centri di acquisto per il gruppo )

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi del gruppo rispetto alla banca universale:

Economie da specializzazione: le controllate sono società specializzate. Tale qualità fa si che le specializzate possono

essere più facilmente parteners di altri ambiti bancari

Maggiore facilità nell’acquisire risorse finanziarie e nel creare accordi e alleanze: ( acquisire risorse finanziari : per

un investitore è meglio investire i soldi in una società specializzata, sapendo così dove vanno i soldi . Conosco meglio il

business dove questi fondi vanno. )

Possibilità di “tagliare i rami secchi” ? In realtà vi è segregazione dei rischi ma permane responsabilità della

capogruppo ( da un punto di vista organizzativo / strategico è più facile disfarsi di una società piuttosto che disfarsi di

un unità di business interna alla banca stessa)( segregazione dei rischi: se le attività specializzate sono svolte all’interno

di società ad hoc costruite, i rischi non si mischiano l’uno con altro e quindi si segregano. La società specializzata si

assume il proprio rischio in primo luogo. Solo in un secondo livello la capogruppo poi si assume il rischio per ogni singola

società, ma solo in un secondo momento)

Maggiore flessibilità operativa (All’interno di ogni società c’ autonomia manageriale e organizzativa che tipicamente

non si riesce a trovare in una banca universale pura)

Svantaggi del gruppo rispetto alla banca universale:

Organizzazione burocratica: ci sono tutta una serie di elementi legati al modello organizzativo e gerarchico che

rallentano alcuni processi decisionali

Potenziale minore efficienza del modello del gruppo rispetto a quello della banca universale: il modello di gruppo

è un modello meno efficiente. Ci possono essere conflitti di visione tra i controllanti e i controllati circa le migliori strategie

da porre in essere

Problemi di unicità strategica

Costi di trasferimento, di coordinamento e di integrazione

Ci possono essere costi di integrazione perché le società che fanno parte del gruppo seguono modelli di business

diversi ( ex corporate banking diversa da ratail) perché ci sono culture aziendali diverse.

Costi di trasferimento : tante più sono le società controllate, tanti più assemblee, consigli di amministrazioni, managers

ecc

Dall’evidenza empirica , si nota che la maggior parte delle banche preferiscono gruppi piuttosto che modelli polifunzionali

( gruppi)

Gruppo bancario : articolo 60

Gruppo polifunzionale : incorpora attività assicurazitiva

Il gruppo bancario ex art. 60 e seguenti TUB

Il gruppo bancario è composto alternativamente:

società bancarie, finanziarie e strumentali

a) dalla banca italiana capogruppo e dalle da questa controllate; [PER

ESAME: NON SONO INCLUSE LE ASSICURAZIONI ]

b) dalla società finanziaria o dalla società di partecipazione finanziaria mista capogruppo italiana e dalle società

bancarie, finanziarie e strumentali da questa controllate, quando nell'insieme delle società da essa partecipate vi sia

almeno una banca italiana controllata e abbiano rilevanza determinante, secondo quanto stabilito dalla Banca d'Italia in

conformità alle deliberazioni del CICR, le partecipazioni in società bancarie e finanziarie.

Il gruppo bancario è iscritto in un apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. La capogruppo comunica alla Banca d'Italia

l'esistenza del gruppo bancario e la sua composizione aggiornata. La Banca d'Italia può procedere d'ufficio

all'accertamento dell'esistenza di un gruppo bancario e alla sua iscrizione nell'albo

Spiegazione : In particolare il nostro testo bancario stabilisce che si in presenza di sistema bancario nel caso in cui la

capogruppo è una banche che controlla altre banche, società finanziarie(esempio SIM) o strumentali( che si occupano di

acquistare prodotti per la banca o gestione dati o servizi editoriali) oppure una società finanziari ( che però deve avere

una componente bancaria. Ad esempio una finanziaria deve controllare una banca. Non può una finanziaria controllare

solo finanziarie e strumentali e non banche). La capogruppo può essere solo holding ( strategia e pianificazione)

oppure se è una banca può anche essere operativa. Il gruppo bancario deve essere iscritto ad un registro di un gruppo

bancario. la capogruppo agisce come una holding pura, controlla le partecipazioni. La componente bancaria però deve

essere rilevante se la società è finanziaria. Si valuta la bancari età del gruppo in esame

Capogruppo:

holding pura : la banca gestisce solo le partecipazioni misto

holding : sempre una banca che agisce come soggetto o ibrido : gestisce sia le partecipazioni ma ha anche una

sua attività di tipo bancario (esempio: Intesa san Paolo)

Nb non si parla di assicurazioni

Nb per identificare un gruppo basta una controllata che sia finanziaria o banca controllata da capogruppo

Nb : dal punto di vista bancario il gruppo , no assicurazioni

Differenza fra gruppo bancario e polifunzionale?

Conglomerato finanziario

E’ una realtà imprenditoriale disciplinata dal legislatore europeo e recepita anche dalle norme italiane: identifica un

gruppo di imprese attive nell’ambito assicurativo, bancario e di investimento. Per essere conglomerato non bisogna

operare per forza in tutti e tre i segmenti. L’importante è ch nel gruppo ci siano queste attività in maniera predominante e

a capo ci deve essere un assicurazione, una banca o una società di investimento o le controllate svolgano attività

prettamente nel settore finanziario. lista di conglomerati

Il fatto di essere considerato conglomerato, nasce una . In classe visto dato 2013. ( uguale a

quello del 2014) . Attualmente ne abbiamo 6 di conglomerati. Ce ne sono altri 2 che sono riconosciuti ma esentati

Il fatto che prevalga la componente bancaria/finanziaria o assicurativa cambia il referente : il primo è la Banca di Italia,

nel secondo caso è L’IVASS.

Quindi il gruppo bancario può diventare conglomerato ed essere vigilato sia come gruppo bancario che come

conglomerato.

Modello banca specializzata e network

BS = può offrire tutto ciò che vuole in base a normativa ma si specializza su prodotti/servizi specifici, canali distributivi,

clientela, zona geografica. La specializzazione, quindi, è oggi una pura scelta strategica dei vertici della banca, non una

scelta imposta da

Network = consorzio a cui si può aderire anche senza partecipazioni reciproche in cui si creano progetti comuni per

diverse banche. Quindi è un gruppo fatto anche o solo da accordi per specifici progetti ( esempio: anni 90 , network

italiano , progetti informatici ). A volte prevede la creazione di una società ad hoc, da cui le società del network traggono

taluni servizi. : Esempio di network. è un gruppo bancario che però partecipano tantissime BCC e questo gruppo

Il Gruppo Iccrea

di fatto realizza attraverso una logica di gruppo ( circa 300 bcc detengono il 90 % del capitale) e le bcc attraverso le

società prodotto di cui il gruppo icrea si è dotato, ottengono una serie di servizi ( credito al consumo, assicurazioni

ambito vita …) Il gruppo iccrea nasce con una logica di fornitore di servizi di tipo specializzato . Bcc : sono banche

piccole che avrebbero difficoltà a diversificare la propri attività i alcuni business , e trovano nel gruppo icreaa ( di cui

sono sostanzialmente le proprietà) una soluzione.

Da qui non spiegate ( non penso siano da fare)

Le funzioni del processo distributivo

Nel processo produttivo della banca riveste un ruolo sostanziale il momento distributivo: in quanto azienda di servizi, in

effetti, la banca eroga i propri prodotti (cioè servizi) proprio nel momento in cui li distribuisce.

Detto in altri termini, la banca non può produrre per il magazzino

Il momento distributivo attiene al contatto preliminare tra banca e cliente (attuale o potenziale), all’eventuale vendita del

servizio bancario, e allo svolgimento delle attività di supporto (commerciali o operative) necessarie alla fruizione dei

servizi

La scelta dei canali distributivi dipende da:

Segmentazione del mercato attuale e potenziale

Identificazione dei servizi da offrire

Analisi della concorrenza

Individuazione dei vincoli di bilancio e compatibilità delle scelte distributive con la rete distributiva esistente

La selezione dei canali deve tener conto anche di:

Potenzialità commerciali e operative dei singoli canali

Costi di investimento e di gestione

Flessibilità organizzativa

Possibilità di coordinamento e di integrazione con il resto della struttura (occorre evitare cannabalizzazione tra canali

distributivi)

Lo sportello bancario

Consente di percepire gli stimoli provenienti dalla domanda

Elevate potenzialità commerciali e di post vendita

Elevate potenzialità promozionali

Necessità di creare cultura di mercato nel personale

Necessità di investimenti in tecnologie (migliorare livelli di efficienza ed efficacia, comprimere i costi di gestione)

L’importanza del lay out di sportello

Problema nella quantificazione delle potenzialità del mercato di insediamento

Elevati costi di investimento e di gestione (possibili barriere all’uscita)

Utilità per distribuzione servizi banali e complessi

Le alternative disponibili

Lo sportello multifunzionale. Punti critici

Orario di apertura

Prossimità

Scarsa rapidità di esecuzione delle operazioni

Limitate competenze tecnico­finanziarie degli addetti

Lo sportello specializzato

Lo sportello specializzato per segmento clientela

Lo sportello leggero

Lo sportello specializzato per tipologia di servizi

I promotori finanziari

Ampiezza della gamma di servizi più ristretta

Accessibilità elevata

Elevata qualità del rapporto consulenziale (?)

Abilità di mantenere sviluppare i rapporti di clientela

Capacità di approfondimento dei rapporti di clientela

Graduale trasformazione del ruolo: da venditori di servizi del risparmio gestito a consulenti finanziari

Variabilizzazione dei costi di distribuzione

Veicolo promozionale e informativo

Utilità per distribuzione servizi con grado di complessità medio alto

Tipologie di segmenti di clientela serviti

Il phone banking

Capacità informativa elevata

Potenzialità dispositive medie, legate all’ampiezza della gamma di servizi fruibili ed alle applicazioni tecnologiche

Elevato grado di accessibilità

Qualità del supporto consulenziale medio­bassa

Bassa capacità di approfondire le relazioni di clientela

Necessità di investimenti tecnologici

Limitate capacità promozionali

Internet banking

E­banking e e­trading

Elevata capacità informativa e dispositiva (correlata alla gamma di servizi fruibile)

Elevata prossimità con il cliente

Investimenti tecnologici elevati

Possibilità di approfondimento della relazione di clientela elevate (clickstream analysis)

Potenzialità promozionali elevate

Segmenti di clientela serviti: nicchie di mercato

Problematiche di fidelizzazione

Bilancio Bancario : capitolo 5

La banca vista attraverso il bilancio

Il bilancio bancario attuale era diverso da quello prodotto prima del 2005. Era prima molto più semplificato.

Aspetti Normativi Del Bilancio Bancario

Il bilancio delle banche è stato oggetto di recenti importanti innovazioni normative.

L’attuale struttura risulta differente rispetto a quella stabilita dal decreto legislativo n. 87 del 1992, che ha rappresentato il

primo atto normativo in tema di disciplina del bilancio degli enti creditizi.

Il decreto stabiliva, infatti, la struttura obbligatoria del bilancio bancario precisando quali fossero i documenti costitutivi.

Questi ultimi venivano identificati come segue:

Stato patrimoniale;

Conto economico;

Nota integrativa;

Relazione degli amministratori sulla gestione.

A partire dal 2005 le banche italiane sono tenute a redigere il bilancio consolidato secondo i principi contabili

internazionali (IAS/IFRS).(era solo per i gruppi)

Dal 2006 l’obbligo è esteso anche alla redazione del bilancio individuale.

Tutto ciò è frutto di un processo di armonizzazione a livello comunitario:

Direttiva 2001/65/CE: introduce nella normativa contabile comunitaria sia a fini valutativi sia a fini di informativa di

bilancio il principio del fair value.

Direttiva 2003/51/CE: completamento dell’armonizzazione con i principi contabili internazionali.

In Italia la normativa è stata recepita dal decreto del 28 febbraio del 2005 (noto come decreto IAS).

Con specifico riferimento alle aziende bancarie occorre richiamare la Circolare Bankitalia n. 262 del 22 dicembre

2005 “Bilancio bancario: schemi e regole di compilazione” (aggiornata nel novembre 2009) : quindi nuovo

intervento ( anche a causa della crisi ) ed è stato introdotto il prospetto della redditività complessiva

Gli IAS modificano in misura importante tutto l’impianto delle informazioni di bilancio con effetti particolarmente

significativi sulla configurazione dello stato patrimoniale e del conto economico.

Con riferimento agli strumenti finanziari, gli IAS impattano sui criteri di:

classificazione;

contabilizzazione;

valutazione.

Alcune innovazioni (introdotto nel 2009 e 2005)

Classificazione degli strumenti finanziari( azioni, obbligazioni , derivati ecc) in funzione della finalità per cui sono

detenuti (negoziazione – held for trading ­, detenzione fino a scadenza – held to maturity ­, disponibili per la vendita –

finalità

available for sale ). Devono quindi indicare le per cui detengono gli strumenti finanziari

Introduzione del concetto di (prezzo quotato o altro valore determinato attraverso specifiche tecniche di

fair value

valutazione). Prima era a costo storico. E’ molto criticato. Infatti secondo alcuno, il fair value rende volatili i bilanci delle

banche. Dal’altra parte il costo storico rendeva opachi i bilanci perché non consentiva di cogliere il vero valore. Hanno

vinto i sostenitori del fair value.

Applicare il fair value allo strumento finanziario significa: quotato

se lo strumento finanziario è quotato nei mercati finanziari, prendo il prezzo e quello è il valore fair value. Ma

non tutti gli strumenti sono quotati.

Le banche possono utilizzare e identificare strumenti analoghi quotati sul mercato. Ma anche qui non è detto che esista

uno strumento “pari”. Ad esempio le obbligazioni strutturate e tutti i derivati, che sono strumenti ingegnerizzati

flussi futuri

Si utilizza quindi anche un modello di attualizzazione dei derivante dallo strumento finanziario ( per

strumenti non quotati, che non hanno pari). Ma anche questo metodo non è sempre vero.

Ex: rendimento ex ante: si individua un tasso unico che può essere utilizzato per calcolare i flussi futuri, un

tasso “ fleet”. Ma nella realtà si utilizzano tassi diversi che rappresentano le aspettative a varie scadenze.

Sostanzialmente l’applicazione del fair value per molti strumenti finanziari dotati di diverse scadenze

( magari date da clausole ) rendono ardua l’attività di valutazione. Quindi si il fair value da una

rappresentazione vera, però tanto più la banca ha attività complesse, tanto meno il fair value riflette il reale

valore della banca.

Investimenti in titoli di capitale inseriti nelle partecipazioni solo se detenute per finalità di controllo o di interesse nella

gestione della partecipata . Quindi possono anche essere di minoranza ma che la banca ritiene strategica.

ex partecipazioni di Bcc che che hanno in Icreea : sono strategiche, anche se minoritari

Tutte le altre partecipazioni ( ex minoritarie di cui non si ha un interesse specifico) tra gli strumenti finanziari

destinanti a negoziazione

accantonamenti ai fondi rischi

Gli non possono essere generici ma il risultato di una stima attendibile di un esborso

collegato a un preciso evento

Ex: se la banca ha in atto controversie legali con la clientela, che non erano dovute alla capacità di rilevare il

rischio della clientela, e sa che non ne uscirà vincente, può stimare la perdita, può fare un accantonamento

specifico a fondo rischio

accantonamenti su perdita di crediti

Anche gli vanno fatti direttamente anche attraverso l’annuale

imperiment test.

=>qualsiasi rettifiche dell’attivo va fatta direttamente sulla posta creditizia, non contrapponendo un fondo nel

passivo

strumenti derivati

Gli devono essere rilevati sopra la riga indipendentemente dalla loro finalità di utilizzo

(speculazione/copertura)

Prima del 2005 le operazioni in derivate erano in nota integrativa.

Divieto di modificare da un esercizio all’altro i criteri di redazione del bilancio

Gli Ultimi Aggiornamenti

La Banca d’Italia ha provveduto ad aggiornare la circolare n. 262 del 22 dicembre 2005

L’aggiornamento si è reso necessario in quanto, dopo l’emanazione di tale disciplina, sono stati approvati nuovi principi

contabili internazionali (IAS/IFRS), mentre altri principi contabili internazionali già in vigore hanno subito rilevanti

modifiche.

Considerata la grave crisi che ha segnato in profondità i mercati finanziari e che ha imposto agli operatori

un’approfondita riflessione sull’applicazione del criterio di valutazione del fair value alle attività finanziare (crediti, titoli

cambiamenti agli IAS/IFRS.

ecc.), sono stati infatti apportati significativi

Documenti Che Compongono Il Bilancio Bancario

Sulla base di tali cambiamenti la Banca d’Italia ha introdotto alcune significative novità alla disciplina sul bilancio delle

Prospetto della redditività complessiva

banche. Anzitutto, con l’aggiunta del il bilancio delle banche è ora formato da

sei parti:

Stato patrimoniale;

Conto economico;

Prospetto della redditività complessiva;( risale al 2009): ci consente di ricostruire la redditività che la banca avrebbe

avuto a fine anno considerando anche quelle poste di bilancio che non hanno una immediata valorizzazione in conto

economico, ma hanno valorizzazione in riserve di valutazione. 8 alcune poste sono valutate a fair value che va a finire in

una riserva che fa parte del patrimonio netto. Questo non consente di vedere la complessiva redditività della banca ,

ecco il perche del documento)

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto: Prospetto della redditività complessiva

Il (Statement of

comprehensive income) integra il Conto economico riportando tutte le variazioni delle voci dell’attivo e del passivo

patrimoniale che non sono collegate a variazioni di costi o ricavi di esercizio ma a variazioni di riserve del patrimonio

netto. Ne sono un esempio le variazioni di fair value delle attività finanziarie disponibili per la vendita (available for sale).

=>ci da conto (ad esempio da aumenti di capitale, erosione di capitale per perdite, acquisto di azioni) di una

serie di movimenti che riguardano il patrimonio netto della banca

Rendiconto finanziario:è un documento finanziario che ci consente di capire da una dinamica reddituale la liquidità che

viene creata per effetto dell’attività di gestione

Nota integrativa.

È stata inoltre modificata la composizione della Nota integrativa, che risulta ora suddivisa nelle seguenti parti: [non

spiegati , solo citati D ed E]

parte A – Politiche contabili;

parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale;

parte C – Informazioni sul Conto economico;

parte D – Redditività complessiva;

parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura;

parte F – Informazioni sul patrimonio;

parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda;

parte H – Operazioni con parti correlate;

parte I – Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali;

parte L – Informativa di settore.

Il concetto di Fair Value

L’introduzione del fair value rappresenta, come noto, uno dei più significativi cambiamenti prodotti dall’adozione degli

IAS nella predisposizione del bilancio, nella contabilizzazione delle attività finanziarie e, in particolare, in quella dei

derivati

Tale metodologia di valutazione ha infatti sostituito il criterio del costo quale principale misura per un numero crescente

di poste finanziarie, ovvero il valore nozionale utilizzato per la rilevazione dei derivati

La determinazione del fair value può avvenire secondo diverse modalità: è facile intuire che l’esistenza di un mercato

attivo su cui sono rilevabili dei prezzi rappresenta la via più diretta di determinazione del fair value di una attività

finanziaria.

Se non vi è un mercato attivo, il fair value è determinato utilizzando una “tecnica di valutazione”, con l’obiettivo di

stabilire quale sarebbe stato il prezzo dell’operazione alla data di valutazione in una libera transazione a normali

condizioni commerciali.

Le tecniche di valutazione includono l’utilizzo di recenti operazioni di mercato normali tra parti consapevoli e disponibili,

se a disposizione, il riferimento al fair value corrente di un altro strumento che è sostanzialmente lo stesso, analisi

tramite flussi finanziari attualizzati e modelli di prezzo delle opzioni

LO STATO PATRIMONIALE: ATTIVO

PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLO SP

Attività e passività esposte per portafogli IAS

Criterio di esposizione delle voci per liquidità ed esigibilità decrescente

Forte attenuazione dell’attività off balance sheet ­ sotto la linea

Nell’attivo si possono individuare due parti

Fruttifero: suscettibile di generare frutti sotto forma di interessi attivi, di dividendi o di capital gain [da voce 10 a 100

estremi compresi]

fruttifera:

Non attività materiali, immateriali, fiscali, e altre attività ( ex voce 150) dove ad esempio investimenti della

banca in oro [da voce 110 a 150 estremi compresi]

NB usa il termine “attività finanziaria “ è diverso da strumento finanziario. Il prestito è un’attività finanziaria ma non un

strumento finanziario. Attività finanziaria è più estesa che strumento finanziario. La Banca di Italia ha usato quindi tale

termine, e non strumento che sarebbe stato limitato

20: attività che la banca ha solo per lucrare tra il prezzo di acquisto o di vendita (tipo speculativo)o per soddisfare la

clientela

40: attività finanziarie che la banca ha già deciso che saranno oggetto di vendita. Ex : prestiti sindacati. Le banche pro

quota sottoscrivono una parte del prestito sindacato. Una parte di questa quota o intera la può vendere alle banche. E

quindi se decide di venderla la mette in tale voce

Portafoglio : non per speculazione, ma atte a detenerle fino a scadenza. La banca quindi trae profitto per effetto dei frutti

collegati e non per acquisto vendita

30:attività finanziarie che la banca ha deciso di valutare al fair value così che si rappresenti in valore corrente.

Da 20 a 40 vengono valutate a fair value.Le attività che invece vengono detenute fino a scadenza o che rappresentano

crediti verso altri rientrano in una altro modello di valutazione

60 e 70: crediti destinanti a due categorie: altre banche e clientela . Questo indipendentemente dai tipi di crediti. Ad

esempio crediti verso clientela comprendono n on solo i clienti, ma crediti verso amministrazione locale, assicurazione.

Tutti soggetti diversi da banche ch invece rientrano in 60. Infatti l’obiettivo della Bc era quello di far emergere la

posizione della banca rispetto a tutto il sistema bancario o agli altri soggetti. Bisogna quindi calcolare il peso della voce

60 rispetto alla somma di 60 e 70. E’ la nota integrativa che poi mi dice nella voce crediti verso clientela la tipologia di tali

crediti . [QUESTA DOMANDA POSSIBILE SUI CREDITI VOCE 60 E 70]

80 : strumenti di copertura e verifica

copertura generica specifica.

90: può essere e Generica se si riferisce a più voci dell’attivo o a portafogli senza

individuazione specifica, è specifica quando utilizza uno strumento derivato per coprire il tasso di interesse per uno

strumento finanzia oro incluso nei portafogli indicati

100: partecipazioni : solo investimenti azionari o di controllo o strategici

ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE[spiegato poco]

La voce “Attività finanziarie detenute per la negoziazione” (voce 20 dell’Attivo) comprende i titoli di debito e di capitale ed

il valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione.

CRITERI DI VALUTAZIONE[spiegato poco]

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività e passività finanziarie (voce 40 del passivo) detenute per la

valorizzate al fair value. sono imputati nel

negoziazione sono Gli effetti dell’applicazione di tale criterio di valutazione

conto economico (voce 80).

Risultato netto attività di negoziazione (valutazione + utili/perdite)

ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE[spiegato poco]

La voce “Attività finanziarie valutate al fair value” (voce 30 dell’Attivo) include gli strumenti finanziari designati a

tale categoria in applicazione della Fair Value Option (FVO).

L’inclusione di attività finanziarie in questa classe è volta ad eliminare distorsioni causate da altre classificazioni (migliore

informativa) o/e rendere possibili allocazioni più coerenti con specifiche politiche aziendali (gruppi di attività/passività

finanziarie gestiti secondo una data strategia di investimento/gestione rischio).

Nella voce 110 del CE “Risultato netto delle attività finanziarie valutate al fair value” è riportato il risultato

dell’attività di valutazione a fair value (nonché utili e perdite)

=>NB fin ora tre portafogli valutati a far value

NB Se una banca ha acquistato un titolo e se poi deve venderlo e subisce una perdita , la perdita va in ce

ATTIVITÀ FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA VENDITA

Le attività finanziarie disponibili per la vendita vengono valutate al con iscrizione delle variazioni

fair value

nell’apposita riserva da valutazione del patrimonio netto (voce 130 del passivo dello SP).

Vengono incluse in questa voce, oltre ai titoli obbligazionari che non rientrano nelle altre voci anche le partecipazioni

azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto,

inclusi gli investimenti di private equity e in fondi di private equity, nonché la quota dei prestiti sindacati sottoscritti che,

sin dall’origine, viene destinata alla cessione.

Al momento della cessione gli utili/perdite vengono rilevati nella voce 100 del CE

=>Le attività finanziarie disponibili per la vendita vengono valutate al fair value con iscrizione delle variazioni

nell’apposita riserva da valutazione del patrimonio netto ( voce 130 del passivo dello SP)

Le modificazione delle voci, i questo caso NON VANNO A FINIRE IN CE, ma in una riserva . Se il valore di mercato

aumenta, aumenta la riserva di valutazione, se diminuisce minimuisce la riserva a. Fin quando l’attività non viene

dismessa. Devo quindi per valutare la redditività di queste poste, anche se dal punto di vista economico tali poste non

transitano nel ce. E’ solo nel momento della vendita che utili e perdite passano in tali perdite.

ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE SINO ALLA SCADEZA

In questa categoria di attività (Held – HTM) sono comprese le attività finanziarie che si ha

to maturity

intenzione e capacità di mantenere fino alla scadenza. Esse sono valutate al costo storico ammortizzato.

Il criterio di iscrizione è il fair value aumentato/diminuito dei costi attribuibili. Successivamente sono valutate al costo

storico ammortizzato ed il risultato riportato nel conto economico.

Utili e perdite da cessione sono imputati al CE alla voce 100. In sede di chiusura dell’esercizio se

l’impairment test è negativo occorre riportare le perdite nella voce 130 del CE.

=>In questa categoria di attività sono comprese le attività finanziarie che si han intenzione e capacità di mantenere fino

ala scadenza . Esse sono valutate al costo storico ammortizzato

Utili e perdite da cessione sono imputabili al Ce alla voce 100. In sede di chiusura dell’esercizio se imapriment test è

negativo, occorre riportare le perdite nella voce 130 del ce.

Imparimet test : serve per verificare se il valore attuale di questi strumenti può essere diminuito rispetto al costo a cui

sono iscritte nel bilancio della banca . Se ci si verifica e quindi ce una riduzione del valore, occorre rettificare nella voce

130 : rettifiche sulle posti in oggetto.

CREDITI E FINANZIAMENTI

Si tratta di impieghi a banche e clienti originati direttamente o acquistati da terzi che prevedono pagamenti fissi

o determinabili e che non sono quotati in un mercato attivo.

L’iscrizione avviene al fair value aumentato/diminuito dei costi di transazione. Successivamente la valutazione avviene al

costo storico ammortizzato.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti la cui breve durata fa ritenere trascurabile l’effetto

dell’applicazione della logica di attualizzazione. Detti crediti vengono valorizzati al costo storico. Analogo criterio di

valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a

=>A fair value e poi a costo storico ammortizzato

Eccezione : deroga al principio del costo storico ammortizzato per quanto riguarda i crediti a breve scadenza o a

scadenza indeterminata. In tale situazione viene utilizzato i criterio del costo storico senza ammortamento

La perdita su crediti nello IAS 39

I crediti sono soggetti a continua valutazione

Se presentano delle patologie, devono essere valutati in maniera analitica. Se non presentano particolari patologie e

fanno parte di un portafoglio, comunque il portafoglio deve essere soggetto a valutazione periodica anche senza

patologia. Ex crediti al consumo , finiscono in portafogli molto grandi e sono valutati in termine generico di portafoglio.

Scatta la valutazione analitica quando

Probabilità di fallimento o di altra procedura concorsuale;

Significative difficoltà finanziarie;

Un’effettiva violazione del contratto, quale inadempimento o un mancato pagamento degli interessi o del capitale;

Il venir meno di un mercato attivo preesistente per difficoltà finanziarie;

La concessione al debitore di dilazioni temporali, che il creditore non avrebbe altrimenti preso in considerazione, per

ragioni economiche o legali relative alla difficoltà finanziaria del debitore stesso.

Esempio costo storico ammortizzato [il costo storico ammortizzato lo chiede sicuramente all’esame]

Prestito erogato il 1° gennaio 2013. Scade il 31 dicembre 2015. Prevede un tasso nominale annuale sul capitale del

10%. Il cliente rimborserà 100 alla scadenza. Pagherà invece periodicamente l’interesse periodico. E’ un prestito Bullet,

dove si paga solo interessi e a scadenza si rimborsa il capitale. La rata interessi è costante

Come si nota la banca ha concesso 100 ma di fatto ha dato 95. Ha trattenuto una serie di oneri posti a carico del

debitore ( esempio commissioni legate all’istruttoria o altri tipi di commissioni).

La banca ha avuto un uscita di cassa effettiva di 95, a scadenza avrà 100 euro rimborsati dal debitore e ogni anno a

partire dal 2013 fino al 2015 una serie di flussi derivanti dagli interessi.

In totale la banca dovrà percepire un totale di flussi complessivi pari a 130 e avendo avuto un uscita di cassa pari a 95.

La valutazione al costo storico ammortizzato tiene conto del concetto di rendimento effettivo. Il rendimento effettivo ( o

tasso interno di rendimento)è il tasso di rendimento ex ante che rende uguale il valore attuale dei flussi a tutti i flussi

futuri. Eguaglia 95 a tutti i flussi futuri generati dal prestito ( 10 + 10 +10 + 100)

Il costo a cui viene valorizzato nello stato patrimoniale è 95 . Devo quindi spalmare per tutta la vita del prestito dal 2013

al 2015 qui 5 euro di differenza tra 95 e 100 che giustificano il fatto che io ho dato effettivamente 95 ma vado a

incassare a scadenza del prestito se tutto va bene 100. Ogni anno io devo adeguare il valore del prestito tenendo conto

il suo rendimento effettivo che non è 10 ma bensì 12.

Nel conto economico non evidenzio 10 , ma l’interesse effettivo calcolato con il tasso di interesse effettivo ( o di

rendimento interno)

Valore iniziale ( 95) applico su base annuale il 12 .085 e calcolo l’interesse effettivo su base annua che inserisco nel

conto economico. Ma livello contrattale la rata è 10 ma effettivamente guadagno 11 perche tengo appunto in

considerazione che ho dato 95 ma incasserò 100. => adeguare annualmente il valore del prestito tenedo conto ( nel

nostro caso) il differenziale del valore erogato e il valore percepito a scandenza : valutazione a costo storico

Differenza tra 11.48 ( interesse effettivo) – 10 (interesse incassato dal debitore) viene aggiunto al costo iniziale quindi

ammortizzo il valore del prestito aggiungendo il differenziale tra l’interesse effettivo e quello contrattualmente incassato.

Ciò lo faccio ogni anno, e quindi lo riporto a nuovo ogni anno, calcolare l’interesse effettivo utilizzando il tasso di

rendimento che rimane fisso per tutto il contratto, differenziarlo con l’interesse contrattuale e tale differenziale metterlo

nel costo iniziale.

L’ultimo anno, ricalcolo interesse effettvamente, lo differenzio rispetto al cedolare, effettivamente verrà rimborsato 100 e

quindi ho ammortizzato 95 aggiungendo e spalmando 5.

Questa è l’ipotesi se il prestito è sano

Se il debitore diventa insolvente,

supponiamo che esso paghi regolarmente il primo anno.

La banca calcola qual è il valore attuale tra un anno dei 100 che vengono rimborsati oggi.

Quindi : ha calcolato 108. Si trova a dover valutare oggi quanto vale l’ammontare di 100 da scontare. Calcola il valore

attuale. Ma si rende conto che 108 è il valroe del prestito tenendo conto dell’insovlenza della seconda rata. 89,21 èp il

valore attuale del capitale da rimborsare tra un anno. La differenza tra questi due importi, considerando ce la banca

deve valutare questo pertstito perché ce insolvenza, il 18.92 rappresenta il valore di rettifica, ciò quella che andrà portata

in CE in voce 130. 89.21 in stato patrimoniale nel credito.

Esercizio : POSSIBILE ESERCIZIO riserva obbligatoria, voce “crediti verso banche. Se indica invece riserve libere

presso banca centrale, va inserite in cassa e disponibilità liquide. Sono in entrambi casi

VALUTAZIONE COLLETTIVA E CONSEGUENTE RETTIFICA

COLLETTIVA

segmentazione per gruppi omogenei in termini di rischio di credito;

calcolo della perdita insita nel portafoglio omogeneo

Raggruppamento in base a caratteristiche simili

caratteristiche di rischio di credito del debitore

tipologia dello strumento finanziario

settore

localizzazione geografica

tipologia delle garanzie

altri fattori ritenuti rilevanti

Le tipologie di credito

I crediti sono sottoposti ad una ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo

la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali

è stato attribuito lo status di sofferenza, incaglio, ristrutturato o di scaduto secondo le regole di Banca d’Italia, coerenti

con la normativa IAS/IFRS.

Crediti in bonis

Crediti deteriorati (non performing loans in EU):

Crediti scaduti o sconfinati da più di 90 gg : rispetto all’importo concesso dalla banca, ( in inglese : past due loans)

Questa categorie di crediti va messa all’interno appunto dei crediti “deteriorati”

Crediti ristrutturati: prestiti che la banca ha concesso e che ha convenuto con il debitore di ristrutturare allungandone

la scadenze, modificando le condizioni economiche e modalità di rimborso. Non si segnalano nei crediti “ in salute” ma si

segnalano tra questi crediti.

Incagli: sia questa che la successiva sono criteri propri e tipici italiani. Doutful loans ( crediti dubbi) in inglese. Sono

crediti in cui la banca conosce le difficoltà di rimborso del debitore ma reputa che tale situazione si possa rientrare e

quindi che non si subiranno perdite ( chiaramente sempre inferiore a 90 giorni, se li superara diventano sconfinati o

scaduti). Questa può essere una fase quindi . SI noti che Banca di Italia non da definizioni e parametri oggettivi per tale

categorie ( parametri temporali o ad esempio parametri di riferimento) . Di fatto quindi le banche assegnano a tale

categorie dei debiti ma c’è molta aleatorietà.

Sofferenze: la banca sostiene che subirà delle perdite. Esempio : debitore fuggisce all’estero oppure debitore soggetto

a procedura fallimentare Nella prassi internazionale invece le sofferenze dovrebbero essere considerate nei Non

perfoming Loans

Tutte tali rettifiche come già detto vanno in CE 130

DERIVATI DI COPERTURA

Come già detto tra le novità introdotto è presente la regola che I derivati sono riportati in bilancio sopra la linea e

vengono anche suddivisi . Si distinguono in derivati di copertura se:

strumento di copertura adeguato. adeguatezza dimensionali

se ce uno e questo è Deve esserci un anche in termini

( non ci deve essere sovra copertura rispetto alla perdita a cui sono esposto)

Operazioni di copertura finalizzate a neutralizzare potenziali perdite tramite l’ottenimento di utili

Lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo

strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace nel momento in cui la copertura ha inizio e,

prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi

finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura.

28 E 29 NON SPIEGATE

PARTECIPAZIONI (VOCE 100)

Sono costituite dalle partecipazioni in società controllate, collegate e in joint venture

Sono iscritte al valore di costo al lordo degli oneri direttamente attribuibili

Se alla fine dell’esercizio il valore attuale dei flussi futuri dell’investimento partecipativo è inferiore al valore di bilancio si

procede ad iscrivere la relativa differenza nel CE nella voce 210 (Utili e perdite delle partecipazioni). Le riprese di valore

sono analogamente iscritte nella voce 210.

ATTIVITÀ MATERIALI (VOCE 110)

Terreni, immobili strumentali, investimenti immobiliari, arredi, beni in leasing finanziario e migliorie e spese su beni di

terzi

Iscrizione al costo e successiva valutazione che tiene conto degli ammortamenti e delle perdite di valore

Annualmente viene applicata la procedura di impairment. Se emerge una differenza va portata a CE


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LatiLeo

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Economia delle aziende di credito (2°Parziale), basato su appunti personali presi a lezione con la Prof.ssa Federica Poli (ma può essere utilizzato anche per altri professori) e studio autonomo del testo consigliato dal docente "La Banca: Istituzione e Impresa, Biasin, Cosma, Oriani" e ad esercizi svolti presenti all'esame.

Materiale sia per esame frequentante che per non frequentante.
(online è presente anche il materiale per il 1°Parziale)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LatiLeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Poli Federica.

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