02-03
DIRITTO PROCESSUALE CIVILE II
CONNESSIONE DI DOMANDE PROPOSTE TRA PARTI DIVERSE
Ci possono essere processi a due parti ma di cui una parte è composta da più soggetto o più parti
composte da un solo soggetto.
Il processo a più parti (c.d processo litis consortile) pone una serie di problematiche rilevanti: la
questione principale è quella relativa al se l’unità formale del processo cioè la circostanza formale
che siano presenti più parti vada ad incidere sui poteri processuali di cui ciascuna parte è titolare.
Si tratta di stabilire se ogni parte mantiene gli stessi poteri che avrebbe avuto in un processo a due
parti semplice e quindi se:
- Ha un oggetto unitario o più oggetti
- Sono cumulate più cause, più rapporti giuridici tra le parti
- L’attività del giudice (d’accertamento dei rapporti giuridici) deve necessariamente essere
svolta dal giudice in maniera uguale nei confronti di tutti coloro che sono parti del processo
Nell’ambito di tali problematiche i valori che entrano in gioco sono:
- Economia processuale un processo formalmente unitario vi sono atti che vengono
compiuti una sola volta (nomina del giudice /iscrizione al ruolo) e se le controversie
presentano elementi comuni essi verranno dal giudice accertati una sola volta ed evita che
sia aperto un secondo processo
- Assicura il coordinamento delle decisioni, infatti talvolta si necessita di una decisione
unica che produca i suoi effetti nei confronti di tutti
Per le regole di svolgimento vale la regola sono cui tale processo si forma secondo modalità diverse
(alcuni si formano ab origine, altri in corso di causa, altri attraverso l’intervento del terzo), ma
l’unico profilo che ha rilevanza per le regole di svolgimento è la struttura dei rapporti che sono
dedotti in lite (ovvero il tipo di connessione che lega le liti).
A seconda che il nesso di relazione sia meno intenso o meno potrà prevalere una delle due regole
fondamentali:
- L’autonomia delle parti nei nessi più blandi, per cui le parti conservano posizioni processuali
autonome, per cui hanno la titolarità degli stessi poteri che avrebbe avuto in un processo
semplice a due parti (poteri volti a suscitare un controllo sulla regolare instaurazione e
svolgimento, i poteri sul merito, ecc)
- Nei nessi intensi si pone al necessita che il processo si concluda con una sentenza unitaria
che sia unica e quindi impone il coordinamento delle attività svolte dalle parti, limitando
l’autonomia delle singole parti perché il giudice deve prendere una decisione che è un’aula e
per tutti (un esempio di deroga alle ordinarie regole: la confessione di uno solo dei litis
consorti è soggetta al libero apprezzamento del giudice e non ha efficacia di prova legale)
Il processo litis consortile si può formale in due modi: ab origine o in corso di causa.
Litis consortile iniziale: c.d. Litis consortio facoltativo iniziale è una possibilità in cui il legislatore
lascia alle parti la facoltà di decidere se cumulare più cause, art. 103 cpc “Più parti possono agire o
essere convenute nello stesso processo, quando tra le cause che si propongono esiste connessione
per l'oggetto o per il titolo dal quale dipendono, oppure quando la decisione dipende, totalmente o
parzialmente, dalla risoluzione di identiche questioni.
Il giudice può disporre, nel corso della istruzione o nella decisione, la separazione delle cause, se
vi è istanza di tutte le parti, ovvero quando la continuazione della loro riunione ritarderebbe o
renderebbe più gravoso il processo, e può rimettere al giudice inferiore le cause di sua
competenza.”.
Art. 274 – riunione di procedimenti di cause connesse
Art. 40 – riunione delle cause separatamente proposte di fronte a giudice diversi (giudice di
pace e tribunale)
In tema di deroga ai criteri di competenza per motivi di connessione vi sono anche disposizioni che
riguardano liti tra più parti ex art. 32 e 33.
Vi sono tre istituti strumentali alla formazione di tale processo e sono gli interventi:
Art. 105 – intervento volontario, è il terzo che entra nel processo altrui comma 1 “Ciascuno può
intervenire in un processo tra altre persone per far valere, in confronto di tutte le parti o di alcune
di esse, un diritto relativo all'oggetto o dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo”
Vi sono tre forme in cui il terzo propone una domanda e determina quindi un ampliamento
soggettivo e oggettivo.
Comma 2 “Può altresì intervenire per sostenere le ragioni di alcuna delle parti, quando vi ha un
proprio interesse”, è un caso più semplice in cui il terzo interviene senza dedurre in giudizio il
rapporto giudizio di cui è titolare, c.d intervento adesivo dipendete (titolarità di un rapporto
giuridicamente dipendete)
Art. 106 – intervento su istanza di parte “Ciascuna parte può chiamare nel processo un terzo al
quale ritiene comune la causa o dal quale pretende essere garantita”, sia l’attore (in sede di replica
in prima udienza) che il convenuto (a pena di decadenza nella comparsa di risposta depositata 20 g
prima dell’udienza) possono chiamare un terzo.
Si ritiene che la comunanza di causa indichi tutte le forme di connessione indicate all’art. 105. 2 “”,
l’ultima parte dell’art. parla della c.d. Chiamata in garanzia, che è una forma di pregiudizialità di
pendenza
Art. 107 – intervento per ordine del giudice “Il giudice, quando ritiene opportuno che il processo
si svolga in confronto di un terzo al quale la causa è comune, ne ordina l'intervento”, è un potere
totalmente discrezionale del giudice di primo grado, è un potere che lui esercita quando ritiene
opportuno che il processo si divolga di fronte ad un terzo e anche qui si fa riferimnto alla
comunanza di causa.
Art. 279 comma 2 5) “quando, valendosi della facoltà di cui agli articoli 103, secondo comma, e
104, secondo comma, decide solo alcune delle cause fino a quel momento riunite, e con distinti
provvedimenti dispone la separazione delle altre cause e l'ulteriore istruzione riguardo alle
medesime, ovvero la rimessione al giudice inferiore delle cause di sua competenza.” permette di
separare le cause fino a quel momento riunite e di pronunciarsi con sentenza definitiva per una di
esse.
Art. 331-332 c.d litis consortile in fase di gravame, cioè volte a disciplinare il passaggio dal grado
precedente al successivo e dividono le fattispecie in cause inscindibili e dipendenti (il processo deve
proseguire fra le stesse parti anche di fronte al giudice d’impugnazione, litis consortio necessario
processuale) e dall’altra quelle scindibili (è possibile una semplificazione del processo che quindi
prosegue solo tra alcune delle precedenti parti).
Art. 102 – litis consortio necessario “Se la decisione non può pronunciarsi che in confronto di più
parti, queste debbono agire o essere convenute nello stesso processo.
Se questo è promosso da alcune o contro alcune soltanto di esse, il giudice ordina l'integrazione del
contraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito”, si tratta di ipotesi in cui la domanda
dev’essere proposta da e contro più parti, se una manca il giudice deve ordinare l’integrazione del
contraddittorio (termine entro cui le parti devono integrare il contraddittorio contro il litis consortio
prepermesso) ciò ha efficacia retroattiva, mentre se mancano di far ciò il processo si estingue.
La disciplina di questo istituito nelle fasi di impugnazione è particolarmente rigida poiché se
l’assenza è rilevata in tale fase il giudice dell’impugnazione devono annullare le precedenti
sentenze e rinviare le parti di fronte al giudice di primo grado.
Se non viene rilevato immediatamente ma si arriva ad una sentenza che passa in giudicato, se salta
fuori l’esistenza di un litis consorte pretermesso la giurisprudenza e dottrina maggioritaria ritengono
che la sentenza sia inutiliter data (che non produce effetti né confronti del terzo né tra le parti).
FORME DI CONNESSIONE BLANDE
CONNESSIONE PER IDENTITÀ DELLE QUESTIONI DI FATTO O DIRITTO
Si parla di litis consortio facoltativo improprio (art. 103), alle parti è riconosciuta una completa
autonomia, il processo è formalmente unitario, ma data la connessione blanda ciascuna avrà gli
stessi poteri processuali di cui avrebbe goduto se il processo si fosse svolto in maniera semplice.
Si presenta spesso nelle cause di rapporti di lavoro dove i rapporti di lavoro con lo stesso datore di
lavoro sono di regola rapporti di serie, disciplinati in modo analogo.
Es. più lavoratori dello stesso datore propongono la domanda per il riconoscimento a
1
percepire una determinata voce della retribuzione / indennità che dipende da una clausola
del contratto di lavoro che è comune a tutti i contratti.
Le domande hanno ad oggetto rapporti giudici autonomi che fanno capo a soggetti parzialmente
diversi (perché il datore è uno solo), fondato su una causa petendi diversa (ciascuno farà valere il
proporre contratto), petitum diverso (diverso diritto), ma presentano un’identità nella clausola
comune a tutti i contratti e che è fatta valere di fronte al medesimo datore.
Es. più datori/fornitori agiscono con contratti in serie stipulati per moduli o formulari
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facendo valere l’esistenza di situazioni giuridiche autonome, le cause dipendono tutte dalla
soluzione della medesima questione di diritto (un’interpretazione di una clausola).
In tutte queste ipotesi il processo litis consortile potrà instaurarsi ab origine; alle parti è riconosciuta
una piena autonomia processuale e anche la trattazione e decisione dev’essere svolta sulla base di
tale autonomia nel senso che le cause potrebbero avere esito diverso e proprio per questo il giudice
potrà in ogni momento disporre la separazione sia in fase di trattazione (ex art. 103.2) sia in fase
decisoria (decidendo su una causa/e e rimettere l’altra/e in fase istruttoria se non sono ancora
mature per la decisione).
Pone esigenze di economia processuale (evitare che vengano proposti più processi) e permette che
alcuni atti vengano compiuti una sola volta, ma non pone in gioco un’esigenza di garantire il
coordinamento tra decisioni.
Sono da segnalare due norme che riguardano il processo del lavoro:
Art. 151 disp. att. cpc – riunione di procedimenti “La riunione, ai sensi dell'articolo 274 del
codice, dei procedimenti relativi a controversie in materia di lavoro e di previdenza e di assistenza
e a controversie dinanzi al giudice di pace, connesse anche soltanto per identità delle questioni
dalla cui risoluzione dipende, totalmente o parzialmente, la loro decisione, deve essere sempre
disposta dal giudice, tranne nelle ipotesi che essa renda troppo gravoso o comunque ritardi
eccessivamente il processo. In queste ipotesi la riunione, salvo gravi e motivate ragioni, è,
comunque, disposta tra le controversie che si trovano nella stessa fase processuale. Analogamente
si provvede nel giudizio di appello.
Le competenze e gli onorari saranno ridotti in considerazione dell'unitaria trattazione delle
controversie riunite”
Art. 420 bis – accertamento pregiudiziale sull’efficacia, validità ed interpretazione dei
contratti e accordi collettivi “Quando per la definizione di una controversia di cui all'articolo 409
è necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia, la validità o
l'interpretazione delle clausole di un contratto o accordo collettivo nazionale, il giudice decide con
sentenza tale questione, impartendo distinti provvedimenti per l'ulteriore istruzione o, comunque,
per la prosecuzione della causa fissando una successiva udienza in data non anteriore a novanta
giorni”
CONNESSIONE PER IL TITOLO O IDENTITÀ DI CAUSA PETENDI
Si tratta nel caso di connessione per identità di fatto costitutivo che si caratterizza per l'esistenza
di più rapporti giuridici distinti coerenti tra soggetti diversi che hanno la loro fonte nel medesimo
fatto costitutivo.
Es. immaginiamo un incidente in cui rimangono danneggiate più persone, i più danneggiati
sono titolari di un diritto al risarcimento del danno che rinviene il proprio titolo nello stesso
fatto illecito, quindi sul lato attivo abbiamo più danneggiati e su quello passivo l’unico
autore del fatto illecito, che hanno un petitum diverso (ognuno farà valere il risarcimento del
proprio danno) ma una causa petendi comune (fatto illecito).
Art. 1314 cc – obbligazioni parziarie, particolare tipo di obbligazioni soggettivamente complesse
(a cui si aggiungono quelle solidali o indivisibili); sono obbligazioni che esibiscono tale forma di
connessione per identità parziale della causa petendi del titolo in cui ciascun debitore è tenuto al
pagamento di una quota dell’obbligazione (ne è un esempio l’obbligazione dei coeredi).
Non è la forma più importante di obbligazione soggettivamente complessa poiché il nostro codice
ha accolto il principio di presunzione di solidarietà passiva, per cui in caso in cui più persone
contraggano la stessa obbligazione questa viene contratta in forma solidale in assenza di
un’espressa previsione in senso contrario (il creditore è legittimato a richiedere il pagamento per
l’intero e il debitore avrà diritto di regresso nei confronti degli altri).
Nell’obbligazione parziarie invece ognuno si obbliga al pagamento solo della propria quota.
In queste ipotesi è possibile che i più titolari agiscano in giudizio contestualmente (litis consortio
facoltativo proprio perché legittimato per legge), si determina così il fenomeno della connessione
per mera identità o parziale di causa petendi tra domande proposte tra parti diverse punto.
Il legislatore ha voluto favorire il processo cumulativo (favor verso il simultaneus processus) poiché
ha previsto nell’art. 33 che il cumulo avvenga anche in deroga ai criteri originari di competenza per
terrirorio – cumulo soggettivo “Le cause contro più persone che a norma degli articoli 18 e 19
dovrebbero essere proposte davanti a giudici diversi, se sono connesse per l'oggetto o per il titolo
possono essere proposte davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di una di esse, per
essere decise nello stesso processo”, c’è una diretto richiamo alla connessione per mera identità di
casa petendi; attua il cumulo soggettivo anche in deroga agli art. 18-19 cpc e cioè ai fori generali
delle persone fisiche e giuridiche (NON consente la deroga ai fori esclusivi).
Il processo litis consortile si può formare non soltanto ab origine ma anche in corso di causa
attraverso la riunione in processi separatamente proposti, applicando l’art. 274 (se proposte di fronte
allo stesso ufficio giudiziario) o l’art. 40 (se proposte di fronte ad uffici giudiziari diversi con il
limite del comma 2).
Anche in questa ipotesi ciascuna parte conserva la propria autonomia processuale e cioè il libero
esercizio di tutti i poteri processuali; anche qui ciascuna lite potrà avere esito diverso e quindi potrà
essere disposta la separazione in ogni momento.
Così come è possibile la separazione delle cause, qualora vi sia l'esigenza di non ritardare o rendere
meno gravosa la trattazione e la decisione di una delle cause cumulate.
FORME DI CONNESSIONE PIÙ INTENSE
IDENTITÀ DEL PETITUM
IDENTITÀ DELLA CAUSA PETENDI
Quando si parla di rapporti plurisoggettivi (identità di petitum o causa petendi) si fa riferimento a
rapporti giudici che esibiscono una struttura diversa e soggetti ad una disciplina processuale (e
sostanziale) diversa.
A livello sostanziarle è ammessa l’esistenza di un rapporto unitario ma che appartengono a più
soggetti, come per la comproprietà (art. 1100 cc), che è un diritto reale che spetta a più persone.
La disciplina sostanziale della comproprietà vede come regola generale come ciascuno di questi
soggetti è legittimato a godere della proprietà ma anche ad agire in giudizio a tutela della proprietà
comune.
Vi sono rapporti unici ma appartenenti a più soggetti; ma anche rapporti con una struttura
pluralistica come le obbligazioni solidali (in cui vi sono coobbligati solidali), la tesi preferibile è
quella per cui in essa non esiste un rapporto unico di cui siano titolari da un lato il creditore e
dall’altro i debitori, ma vi è un fascio di rapporti che esibiscono una forma di connessione forte.
La struttura di questo rapporto è diversa da quella della comproprietà.
Non bisogna dare per scontato che essendo di fronte alla stessa forma di connessione la disciplina
processuale sia la stessa: con la comproprietà vi sono una serie di ipotesi in cui si applica l’art. 102
(litis consortio necessario) o all’opposto vi sono ipotesi in cui le obbligazioni solidali danno luogo
ad un processo sottoposto alla disciplina del litis consortio facoltativo.
Il carattere eterogeneo si coglie anzitutto a livello sostanziale e poi processuale.
Vi è un ulteriore gruppo di ipotesi che sono soggette ad una disciplina diversa e sono i casi
dell’impugnazione delle delibere assembleari (del condominio così come in una società).
Agli art. 2377-2378 cc il codice attribuisce la legittimazione ad impugnare ai soci assenti e
dissenzienti laddove ritengano la delibera illegittima, astrattamente siamo di fronte ad un’ipotesi di
litis consortio facoltativo, poiché ciascuno può decidere se proporla o meno autonomamente senza
la necessaria partecipazione di tutti gli altri soci legittimati ad agire, però
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