Il processo di ominazione: l'homo sapiens
Rocco Pititto » 3) Il processo di ominazione: l'homo sapiens
Perché l'uomo?
«Perché gli esseri umani devono essere considerati più singolari degli elefanti, dei pinguini, dei castori, dei cam»
Secondo Pinker, l'uomo, nel corso dell'evoluzione, per sopravvivere ha costruito una "nicchia cognitiva", che ha permesso all'uomo di distinguersi.
Lo "spazio" dell'uomo
Il linguaggio verbale è "un bene e un'eredità comune" a tutti gli uomini e rappresenta una capacità esclusiva dell'Homo sapiens sapiens. La capacità dell'uomo di parlare e di significare è determinata dalla predisposizione innata all'apprendimento. Nascendo all'esistenza umana, l'uomo nasce predisposto all'apprendimento.
Un'evoluzione simbolica
Il linguaggio è l'uomo stesso nel suo difficile sforzo di dare un nome alle cose e di significare, ricreando così il mondo. Il processo evolutivo, che ha interessato l'essere dell'uomo, è stato in parte determinato e accompagnato dall'acquisizione del linguaggio. Lo sviluppo delle capacità linguistiche e di uno scambio simbolico tra parlanti è all'origine di un mondo culturale.
Il dubbio delle origini
Il linguaggio nel suo sviluppo si è costituito come momento decisivo di un processo, piuttosto lungo, di differenziazione. Nell'uomo l'acquisizione del linguaggio e il possesso della parola rimandano a un processo di sviluppo di tipo continuo. Ogni progresso nella direzione di uno sviluppo nell'acquisizione del linguaggio non è stato mai definitivo, perché il linguaggio è in continua evoluzione.
Parlare tra uomini
Senza il supporto sensibile del linguaggio non ci sarebbero né il pensiero, né la coscienza. Stabilire l'uomo come essere umano nasce e vive nel e attraverso lo "spazio" determinato dal linguaggio verbale, uno solo nel contesto di un processo di apprendimento sociale. L'uomo può, mediante il possesso e l'uso del linguaggio, definire la propria esistenza.
Il linguaggio: una dimora per l'uomo
Questa è un'anteprima a titolo informativo.