Misure cautelari reali in generale
Le misure cautelari reali (art. 316/325 cpp) sono il sequestro conservativo e preventivo, contrapposti al sequestro probatorio, che è un mezzo di ricerca della prova.
Sequestro conservativo
Il sequestro conservativo (ex art. 316 cpp) è una misura di garanzia patrimoniale, a tutela dei crediti penali e civili connessi al reato per cui si procede. Consiste nell’imposizione di un vincolo di indisponibilità giuridica su beni e/o crediti dell’imputato e/o del responsabile civile e/o del civilmente obbligato per la pena pecuniaria, per garantire l’adempimento delle obbligazioni (civili e/o penali) derivanti dal reato, in attesa del giudicato di condanna.
Sequestro preventivo
Il sequestro preventivo (ex art. 321 cpp) è una misura di prevenzione criminosa speciale, a garanzia della collettività: si traduce nell’imposizione di un vincolo di indisponibilità materiale su beni non necessariamente appartenenti all’indagato-imputato, pertinenti al reato per cui si procede e pericolosi, al fine di prevenire un pericolo per la collettività, in attesa della sentenza. La sua ratio è impedire almeno uno dei pericula tipizzati ex lege in connessione alla libera disponibilità della res (nel caso del sequestro cd impeditivo) o prevenire i pericoli intrinseci alla confiscabilità della res (nel caso del sequestro funzionale a confisca).
Profili formali ed iter applicativo
Si tratta di provvedimenti giurisdizionali e di competenza del giudice procedente, in virtù della riserva di giurisdizione e del criterio della competenza funzionale (per fase o grado) in materia cautelare. Sono quindi disposte dal giudice procedente, che cioè ha la materiale disponibilità degli atti processuali al momento della richiesta cautelare e che resta competente fino alla materiale trasmissione degli atti al giudice della fase o del grado successivi (ex art. 91 disp att cpp), con l’avvertenza che:
- Il sequestro conservativo presuppone l’esercizio dell’azione penale e quindi può essere disposto solo dal giudice davanti al quale pende il processo penale di merito:
- Dal giudice competente a pronunciarsi nel merito, dopo l’esercizio dell’azione penale (ergo mai dal gip);
- Dal giudice che ha emesso la sentenza impugnata (giudice di prime cure o di appello), in pendenza del ricorso in cassazione (mai dalla cassazione, come tutte le misure cautelari);
- Il sequestro preventivo può essere disposto anche prima dell’esercizio dell’azione penale e quindi:
- Dal gip, in fase d’indagine preliminare;
- Dal giudice competente a pronunciarsi nel merito, dopo l’esercizio dell’azione penale;
- Dal giudice che ha emesso la sentenza impugnata, in pendenza del ricorso per cassazione (mai in cassazione, come tutte le misure cautelari);
- Il sequestro preventivo urgente (della pg e del pm) è sempre di competenza giurisdizionale, perché comunque soggetto a convalida del gip (pena la sua automatica estinzione).
Le cautele reali sono emesse su richiesta e nei limiti della richiesta del pm, per il divieto di misure cautelari ex officio ed ultra petita:
- Il sequestro conservativo può essere disposto anche su richiesta (facoltativa e revocabile) della parte civile (costituitasi), tenendo presente che l’eventuale richiesta del pm giova anche alla pc, che cioè, pur senza una sua autonoma richiesta, può ugualmente soddisfare i propri crediti (con prelazione rispetto a qualsiasi altro credito) ma senza prelazione rispetto ai crediti penali (prelazione ulteriore che presuppone un’autonoma richiesta della parte civile);
- Il sequestro preventivo è disposto solo su richiesta del pm (in considerazione della sua finalità di prevenzione criminosa).
Hanno la veste documentale dell’ordinanza (il sequestro conservativo) e del decreto motivato (il sequestro preventivo) ma sono emesse entrambi de plano (senza apposita udienza e senza contraddittorio), inaudita altera parte (senza sentire né controparte né possessore dei beni sequestrati): il contraddittorio è eventuale e differito all’eventuale riesame. Il decreto di sequestro preventivo urgente del pm (come anche il sequestro preventivo urgente della pg) è destinato o ad essere assorbito e sostituito dal decreto del gip o ad automatica caducazione in caso di mancata convalida giudiziale nei modi e termini prescritti ex lege. Possono essere disposte dall’inizio del procedimento penale fino al giudicato (anche se prevalentemente emesse in fase d’indagine), con la precisazione che il sequestro conservativo è ammesso solo dopo l’esercizio dell’azione penale, il preventivo anche in fase d’indagine preliminare.
Presupposti dei sequestri cautelari
Quanto ai presupposti, i sequestri cautelari sono provvedimenti tipici (a numero chiuso) e tassativi (ammessi solo in casi e modi tassativi):
- I presupposti sostanziali sono fumus delicti e periculum in mora, a prescindere dai limiti edittali di pena (le misure reali sono infatti applicabili per qualsiasi reato, anche contravvenzionale, a differenza delle misure personali);
- I presupposti formali sono richiesta del pm e provvedimento giurisdizionale, in linea con il principio della domanda cautelare e della separazione delle funzioni inquirente e giudicante.
Presupposti e condizioni di applicabilità del sequestro conservativo sono:
- Astratta configurabilità del reato per cui si procede (requisito integrato dall’avvenuto esercizio dell’ap e quindi implicito nel rinvio a giudizio), a prescindere dai limiti edittali di pena;
- Esigenze cautelari conservative, fondate ragioni per ritenere che manchino o si disperdano garanzie patrimoniali per l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal reato per cui si procede, in attesa del giudicato di condanna:
- Con riferimento al (presumibile) ammontare del credito azionato
- Sulla base di circostanze sintomatiche di un possibile depauperamento del patrimonio dell’imputato (quali ad es. condotte dispersive o elusive) oppure anche solo sulla base di una situazione patrimoniale compromessa dell’imputato (inadeguata rispetto al credito azionato);
- È necessaria anche la pignorabilità dei beni e dei crediti dell’imputato (secondo il cpc).
Presupposti e condizioni di applicabilità del sequestro preventivo sono:
- Astratta configurabilità (presumibile verificazione) del reato per cui si procede, a prescindere da una valutazione giurisdizionale degli indizi di colpevolezza e della loro gravità, indipendentemente da una formale imputazione (visto che il sequestro preventivo è ammesso anche prima dell’esercizio dell’ap) e a prescindere dai limiti edittali di pena;
- Esigenze cautelari di prevenzione criminosa speciale, in attesa della sentenza:
- Il sequestro impeditivo presuppone il pericolo (attuale, concreto e specifico) che la libera disponibilità della cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati e quindi mira ad impedire uno dei pericoli (di danno o di illecito futuro) tassativamente tipizzati ex lege in connessione alla libera disponibilità della res;
- Il sequestro funzionale a confisca presuppone solo la confiscabilità della res (pericolosa in re ipsa proprio perché confiscabile) e quindi mira ad impedire i pericoli intrinseci alla confiscabilità della res.
Profilo oggettivo e contenutistico
Si tratta di misure di coercizione reale, implicanti cioè l’imposizione di un vincolo (reale) di indisponibilità (giuridica o materiale) su determinati beni mobili o immobili. Il sequestro conservativo si traduce in un vincolo di indisponibilità giuridica su beni o crediti dell’imputato e/o del responsabile civile e/o del civilmente obbligato per la pena pecuniaria, attuabile mediante pignoramento. Può avere per oggetto beni (mobili e immobili) e crediti pignorabili, tanto dell’imputato quanto del responsabile civile (obbligato in solido solo nei confronti della parte civile, ergo solo per le obbligazioni civili da reato), nonché del civilmente obbligato per la pena pecuniaria (in caso di iniziativa del pm, a tutela dei crediti erariali).
La ratio è garantire l’adempimento delle obbligazioni (penali e civili) derivanti dal reato (per cui si procede), più in dettaglio:
- Garantire l’adempimento delle obbligazioni penali da reato e cioè il pagamento della pena pecuniaria e delle spese di giustizia (di procedimento, di mantenimento in carcere), in caso di iniziativa del pm
- Garantire l’adempimento delle obbligazioni civili da reato (restitutorie e/o risarcitorie), in caso di iniziativa della parte civile.
In altri termini lo scopo è impedire la disponibilità giuridica dei beni o crediti sequestrati (nelle more del giudicato di condanna), per assicurarli al soddisfacimento coattivo e privilegiato dei crediti connessi al reato, che (dopo esser stati accertati con sentenza di condanna passata in giudicato) potranno essere soddisfatti:
- Coattivamente (mediante esecuzione forzata sui beni sequestrati), in forza del giudicato di condanna (che costituisce titolo per l’azione esecutiva);
- Ed in via privilegiata, per effetto del sequestro conservativo (che costituisce causa di prelazione per i crediti connessi al reato rispetto a qualsiasi altro credito, anche anteriore, salvi i privilegi tributari).
Il sequestro preventivo è una misura ablatoria/inibitoria, perché implica l’imposizione di un vincolo di indisponibilità materiale su beni mobili o immobili, attuabile mediante ablazione della res (come ad es. il sequestro di immobili abusivi), cui può accompagnarsi anche l’imposizione di vincoli di fare o non fare e cioè di specifiche prescrizioni cautelari, imposte dal giudice su consenso dell’interessato (come ad es. il sequestro di impianti produttivi non a norma sul versante dell’inquinamento atmosferico).
Ha per oggetto beni (mobili o immobili) pertinenti al reato per cui si procede, pericolosi (ritenuti pericolosi rispetto a situazioni di pericolo tassative oppure oggettivamente pericolosi perché confiscabili) e non necessariamente appartenenti all’indagato-imputato. La ratio è tutelare la collettività da un pericolo di danno o di illecito futuro, impedendo la disponibilità materiale della cosa pericolosa o determinate attività inerenti alla cosa pericolosa, in attesa della sentenza.
Sequestro preventivo impeditivo
Il sequestro (preventivo) impeditivo (di cui all’art. 321/1 cpp) riguarda:
- Cose non necessariamente appartenenti all’indagato-imputato (ma che possono appartenere anche alla persona offesa o a terzi estranei alla vicenda processuale): si pensi al caso del sequestro dei beni della vittima di un sequestro estorsivo o dei suoi parenti, finalizzato ad evitare il pagamento del riscatto;
- Cose pertinenti (anche solo indirettamente) al reato per cui si procede (sussiste un collegamento strutturale res/reato);
- Cose ritenute (dall’ag) potenzialmente pericolose rispetto a situazioni di pericolo tassative (tipizzate ex lege in connessione alla libera disponibilità della res), nel senso che la loro libera disponibilità può aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati: in altri termini sono sequestrabili a fini preventivi non solo le cose servite per commettere il reato ma anche tutte quelle cose indirettamente collegate al reato, purché funzionali alla causazione di almeno uno dei pericula tipizzati ex lege e cioè idonee ad aggravare o protrarre le conseguenze del reato (in itinere o già consumato) e/o ad agevolare la commissione di altri reati (sussiste un collegamento funzionale res/pericula tipizzati ex lege); si pensi al sequestro di immobili abusivi, di macchinari non a norma sul versante dell’infortunistica sul lavoro, di impianti produttivi non a norma sul versante dell’inquinamento atmosferico.
Sequestro preventivo funzionale a confisca
Il sequestro (preventivo) funzionale a confisca (di cui all’art. 321/2 cpp) riguarda cose appartenenti all’indagato-imputato, collegate al reato (per cui si procede) secondo criteri di relazione tassativi (strumentalità, destinazione, detenzione, uso) ed oggettivamente pericolose (proprio perché confiscabili ex art 240 cp) e in concreto o in assoluto, a seconda che si versi in ambito di confisca facoltativa o obbligatoria:
- La confisca facoltativa riguarda cose che possono rappresentare un pericolo di illecito, valutabili dal giudice (in sede di condanna) come...