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Quanto sono assicurate indipendenza ed imparzialità in concreto?

Il potere giudiziario è frazionato, diffuso sul territorio, ogni organo ha una sua competenza.

Che cosa è la competenza?

E’ quella parte di funzione giurisdizionale che è svolta dal singolo organo e che viene individuata con diversi criteri:

- COMPETENZA PER MATERIA

- COMPETENZA PER TERRITORIO

- (dei procedimenti).

COMPETENZA PER CONNESSIONE

Schema 2.1.6 pag 15 GIUDICI PENALI ORDINARI

CORTE DI CASSAZIONE

Corte di appello Tribunale monocratico in qualità di

sezione minorenni giudice

Corte di appello d’appello

Corte d’assise

di appello

↑ ↑ ↑ ↑

Giudice di pace

tribunale

tribunale per i minorenni - collegiale

- monocratico

corte d’assise

Giudici con competenza penale per materia di 1° grado:

- tribunale per i minorenni

- corte d’assise

- tribunale

- giudice di pace

Perché le norme di competenza del giudice devono essere indicate nella legge?

Perché esiste la riserva di legge per competenza che si ricava dalla costituzione:

- Art. 101 2° cost. → IL GIUDICE È SOGGETTO SOLTANTO ALLA LEGGE

- Art. 25 cost. → PRINCIPIO DEL GIUDICE NATURALE PRECOSTITUITO PER LEGGE

R perché la legge deve essere “determinata”, cioè la legge deve dire quale è l’organo competente con criteri

ISERVA DI LEGGE RINFORZATA

determinati.

→ vuol dire che il luogo dove si è verificato il reato deve essere tenuto presente, cioè è un vincolo per il legislatore.

N ATURALE →

P la norma sulla competenza deve riguardare i reati commessi dopo la sua entrata in vigore (la norma sulla competenza della legge

RECOSTITUITO

non è retroattiva) ed indica quale è il giudice naturale di ciascun cittadino.

Art. 4 c.p.p.: Regole per la determinazione della competenza

“ Per determinare la competenza si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato (art. 56 c.p.).Non si tiene conto

della continuazione (art. 81c.p.), della recidiva (art. 99 c.p.) e delle circostanze del reato (art. 61 ss. c.p.), fatta eccezione delle circostanze

aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale (art. 63 3° c.p.).”

Un esempio di pena di specie diversa è l’ergastolo oppure le circostanze ad effetto immediato, cioè quelle che ammettono un aumento in concreto di

oltre 1/3.

Art. 5 c.p.p.: Competenza della corte di Assise

“ La corte di Assise è competente:

a) per i delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a ventiquattro anni,

esclusi i delitti di tentato omicidio (artt. 56 e 575 c.p.), di rapina e di estorsione, comunque aggravati, e i delitti previsti dall’articolo

630, primo comma, del codice penale e dal decreto del Presidente della Repubblica 9 Ottobre 1990, n 309;

b) per i delitti consumati previsti dagli articoli 579,580,584 del codice penale;

c) per ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, escluse le ipotesi previste dagli articoli 586,588 e 593

del codice penale;

d) per i delitti previsti dalle leggi di attuazione della 12 disposizione finale della costituzione, dalla legge 9 Ottobre 1967, n. 962 e nel

titolo I del libro II del codice penale, sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a

dieci anni.”

La lettera a quando parla dei delitti previsti dal D.P.R. 309 si riferisce al genocidio.

’ organo composito d i cui fanno parte due giudici di carriera e sei giudici popolari che decidono sia su questioni di fatto che di

CORTE D ASSISE

diritto; se in un giudizio vi sia un caso di parità tra i giudici prevale l’opinione più favorevole all’imputato.

La conseguenza di essere un organo composito è che vi sono giudici popolari che non sono giuristi ma rappresentano l’opinione pubblica mentre i

giudici togati sono giudici di corte d’appello

(schema 2.1.13 pag 21 aula della corte d’assise). 4

COMPETENZA PER MATERIA

schema 2.1.11 pag 19 L A COMPETENZA PER MATERIA

→ reati commessi da persone minori degli anni diciotto

TRIBUNALE PER I MINORENNI

(art. 3 D.p.r 448/1988) Competenza quantitativa: es. delitti punibili con l’ergastolo

’A o la reclusione di almeno ventiquattro anni (art. 5 lett.a)

CORTE D SSISE Competenza qualitativa:

es: omicidio del consenziente (art. 5 lett.b)

collegiale 1) quantitativa: reati puniti con la pena detentiva

(3 ) superiore a 10 anni nel massimo (art. 33 bis 2°)

TRIBUNALE GIUDICI 2) qualitativa: reati specificamente indicati

(art. 33 bis 1°); es. associazione mafiosa

monocratico

(giudice singolo: ex pretore) 1) residuale: reati non attribuiti al tribunale in

composizione collegiale (es. reati puniti con

pena detentiva fino a 10 anni nel massimo;

art. 33 ter 2°) 2) qualitativa: stupefacenti (art. 33 ter 1°)

competenza qualitativa: reati elencati nell’art. 4 D.Lgs. 28 Agosto 2000,

GIUDICE DI PACE n.274; es: percosse (art. 581 c.p.); ingiuria (art. 594 c.p.)

Non rientrano nella competenza della Corte d’Assise: rapina, estorsione, sequestro di persona.

Il tribunale collegiale (3 giudici di pace) ha una competenza di tipo residuale rispetto al Tribunale dei minorenni ed alla Corte di Assise.

→ è un giudice nominato a tempo, non è di carriera, non è professionale ma è un semiprofessionale.

Dal 2000 esiste il giudice di pace

Il giudice di pace funziona meglio della giurisdizione ordinaria perciò alcune competenze sono passate al giudice monocratico (es: delitti di spaccio di

stupefacenti con effetti non aggravati;

es: omicidi colposi da responsabilità medica o professionale).

Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale o da un ministro la competenza spetta al tribunale collegiale (i reati ministeriali non sono mai di

competenza della Corte d’Assise).

Perché la collegialità è una garanzia?

Perché si applica il principio del contraddittorio, il principio dialettico e poi vi sono anche aspetti tecnici come il fatto che i giudici siano tre.

Inoltre da dove si vede che la collegialità è una garanzia?

Dalla composizione della Corte d’Assise poiché quanto più grave è il reato tanto più aumenta il numero dei giudicanti.

Quale è la caratteristica del giudice popolare?

E’ il fatto che vuole partecipare attualmente, è la migliore persona per valutare la prova e l’attendibilità del testimone.

Art. 6 Competenza del tribunale:

“Il tribunale è competente per i reati che non appartengono alla competenza della corte di assise o del giudice di pace.”

La competenza del tribunale è di carattere residuale salvo la differenza tra tribunale collegiale e monocratico.

Art. 8 Competenza per territorio – Regole generali:

“1. La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato.

2. Se si tratta di fatto dal quale è derivata la morte di una o più persone, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta l’azione o l’omissione.

3. Se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, anche se dal fatto è derivata la morte di

una o più persone.

4. Se si tratta di delitto tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l’ultimo atto diretto a commettere il delitto.”

La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato “nel massimo di gravità” → art. 8 2°; se si tratta di reato

permanente è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione che è anche di regola il luogo della condotta → art. 8 3°; se si

→ atti

tratta di delitto tentato è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l’ultimo atto diretto a commettere il delitto: delitto tentato

idonei diretti in modo non equivoco.

Il tribunale dei minorenni ha la stessa competenza della Corte d’appello.

Giudice di pace → gruppi di Comuni

Tribunale → è il circondario (non corrisponde alla provincia)

Corte d’Assise → circolo di corte d’Assise 5

Art. 12 Competenza per connessione - Casi di connessione:

“ Si ha connessione di procedimenti:

a) se il reato per cui si procede è stato commesso da più persone in concorso o cooperazione tra loro, o se più persone con condotte

indipendenti hanno determinato l’evento;

b) se una persona è imputata di più reati commessi con una sola azione od omissione ovvero con più azioni od omissioni esecutive di un

medesimo disegno criminoso;

c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire o per occultare gli altri.”

→ unico evento con diverse condotte, resta un’ipotesi di connessione cioè ci sarà un unico

Art. 110 c.p. Pena per coloro che concorrono nel reato

giudice competente;

reato continuato→

lett. b: cumulo giuridico;

lett. c: (esempio) falso per commettere una truffa → è competente un solo giudice che è il giudice naturale dei procedimenti connessi.

Art. 15 Competenza per materia determinata dalla connessione

Art. 16 Competenza per territorio determinata dalla connessione (es: più rapine con il medesimo disegno criminoso si guarda il reato più grave

(art. 4: Regole per la determinazione della competenza). Lezione del 10/10/07

Le regole sulla competenza (materia, territorio, connessione) sono un insieme di regole che servono per distribuire la cognizione dei procedimenti.

La competenza per materia (artt. 5,6,7 c.p.p.)si distingue in:

- criterio qualitativo

- criterio quantitativo.

La competenza per territorio prevede all’art. 8 1°c.p.p. la regola generale cioè prevede la competenza del luogo in cui si è consumato il reato;

mentre ai commi 2°, 3°, 4° dell’art. 8 c.p.p. prevede le eccezioni, cioè questi articoli regolano le eccezioni che comunque sono improntate alla

medesima ratio delle regola generale.

Nei casi in cui anche i suddetti articoli non trovano applicazione vi è una regola suppletiva prevista dall’art. 9 c.p.p.

La competenza per connessione, che rappresenta un vero e proprio criterio di attribuzione della competenza, (casi disciplinati dall’art. 12 c.p.p.)

riguarda i casi in cui vi è un collegamento tra reati: in tutti questi casi la competenza si radica in capo ad un solo giudice.

La regola, la tendenza è la riunione dei procedimenti; tuttavia vi può essere la necessità di separazione dei procedimenti che rappresenta l’eccezione.

:

DEROGHE ALLA COMPETENZA PER CONNESSIONE

un’ipotesi di deroga la troviamo qualora all’interno di un procedimento vi siano più imputati tra i quali alcuni sono minorenni ed altri

maggiorenni: in questo caso opera la separazione, anche se in astratto avrebbe dovuto operare la riunione trattandosi di concorso di persone nel

reato, cioè la giurisdizione sarà sempre di 1° grado ma spetterà ad un tribunale specializzato (tribunale dei minorenni).

Si devono tenere distinte due ipotesi INDAGINI COLLEGATE

(fenomeno che riguarda i pubblici ministeri)

CONNESSIONE DEI PROCEDIMENTI ↓

(fenomeno che riguarda i giudici)

↓ il principio è che il collegamento tra indagini

competente è il giudice (art. 12 c.p.p.) non incide di regola sulla competenza

(art. 371 c.p.p: prevede l’ipotesi di più p.m. che

che indagano diversi reati tra loro collegati:

2° definisce il collegamento tra indagini che si ha

quando vi è un’unica fonte di prova per diversi reati).

:

DEROGA ALLA COMPETENZA PER TERRITORIO

art. 11 c.p.p.(Competenza per i procedimenti riguardanti i magistrati): ipotesi che si ha quando prende parte al procedimento un magistrato

inquirente (p.m.) o un magistrato giudicante (giudice).

La norma prende in considerazione l’ipotesi in cui indagato, offeso, danneggiato, imputato, sia un magistrato che esercita o esercitava le funzioni nel

momento in cui è stato commesso il reato:

in queste ipotesi si preferisce spostare la competenza per territorio in altro distretto di corte d’appello(distretto che è predeterminato dal giudice in

base ad una tabella).

Le ipotesi di riunione dei procedimenti rappresentano la regola, mentre le ipotesi di separazione dei procedimenti rappresentano l’eccezione;

questo perché si contrappongono diverse esigenze.

→ cioè si ritiene per esigenze probatorie più opportuna la riunione dei procedimenti.

Esigenza di efficienza

→ cioè si ritiene per la miglior difesa dell’imputato più opportuna la separazione dei procedimenti (elemento tipico che

Esigenza garantista

caratterizza il sistema accusatorio, infatti il codice del 1988, sistema prevalentemente accusatorio, propende per la separazione dei procedimenti).

Dato che dall’udienza preliminare in poi si parla di quella parte del procedimento che si chiama processo è più corretto dire riunione o separazione

dei processi. 6

Art. 17 c.p.p.→ riunione dei processi:

“La riunione di processi pendenti nello stesso stato e grado davanti al medesimo giudice può essere disposta quando non determini un ritardo nella

definizione degli stessi:

a) nei casi previsti dall’art. 12;

b) (art. 12);

c) nei casi previsti dall’articolo 371, comma 2, lettera b.

1-bis. Se alcuni dei processi pendono davanti al tribunale collegiale ed altri davanti al tribunale monocratico, la riunione è disposta davanti al

tribunale in composizione collegiale. Tale composizione resta ferma anche nel caso di successiva separazione dei processi.”

Art. 18 c.p.p.→ separazione dei processi:

“1. La separazione di processi è disposta, salvo che il giudice ritenga la riunione assolutamente necessaria per l’accertamento dei fatti:

a) se, nell’udienza preliminare, nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni è possibile pervenire prontamente alla

decisione, mentre nei confronti di altri imputati o per altre imputazioni è necessario acquisire ulteriori informazioni a norma dell’articolo

422;

b) se nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni è stata ordinata la sospensione del procedimento;

c) se uno o più imputati non sono comparsi al dibattimento per nullità dell’atto di citazione o della sua notificazione, per legittimo

impedimento o per mancata conoscenza incolpevole dell’atto di citazione;

d) se uno o più difensori di imputati non sono comparsi al dibattimento per mancato avviso ovvero per legittimo impedimento;

e) se nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni l’istruzione dibattimentale risulta conclusa, mentre nei confronti di altri

imputati o per altre imputazioni è necessario il compimento di ulteriori atti che non consentono di pervenire prontamente alla decisione;

e-bis) se uno o più imputati dei reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), è prossimo ad essere rimesso in libertà per scadenza dei

termini per la mancanza di altri titoli di detenzione.

2. Fuori dei casi previsti dal comma 1, la separazione può essere altresì disposta, sull’accordo delle parti, qualora il giudice la ritenga utile ai

fini della speditezza del processo.”

Le norme del codice producono un sistema in cui la regola è quella della separazione per esigenze di celerità, speditezza e difesa dell’imputato, salvo

che per esigenze probatorie comportino la riunione dei procedimenti (processi).

Per quanto riguarda l’art. 371(Rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero) la tendenza sarà quella di far svolgere le indagini dai singoli p.m.

ma in collegamento tra loro.

L’art. 17 1° indica i presupposti per aversi l’ipotesi di riunione, la riunione dei processi è coordinata a due presupposti:

1) pendenza dello stesso stato e grado del processo , dove stato significa fase e grado fa riferimento alla cognizione del giudice,

2) non deve pregiudicare la celerità del processo , la celere definizione dei processi.

L’art. 18 1° specifica che il giudice ha la facoltà, per esigenze di accertamento (esigenza garantista della miglior difesa dell’imputato), di riunire i

processi nonostante si verta in ipotesi di separazione, cioè il limite alla separazione è indicato dall’art. 18.

Lo stesso articolo alla lettera a) prevede il caso in cui si hanno più imputati nell’udienza preliminare e le prove raccolte non bastano per tutti gli

imputati perciò è necessaria un’integrazione probatoria di conseguenza il G.u.p. stabilisce di separare i processi.

La lettera e-bis (disciplina una legge del 2000) si occupa dell’eventualità di scarcerazione di imputati per decorrenza dei termini di custodia cautelare

→ si separano i processi per evitare la scarcerazione.

In base al disposto dell’art. 18 si privilegia la separazione, salvo che risulti assolutamente necessario operare la riunione dei processi per avere il

migliore accertamento del fatto.

L’iniziativa della riunione o separazione di processi può essere proposta d’ufficio dal giudice tramite un’ordinanza (provvedimento motivato del

giudice), che comunque consulta le parti, oppure può arrivare dalle parti (art. 19: Provvedimenti sulla riunione e separazione).

INDIPENDENZA ED IMPARZIALITÀ DEL GIUDICE

Nel processo vi sono tre parti necessarie: giudice, pubblico ministero, imputato.

Il giudice svolge solo funzioni di giudizio ma questo non significa che un unico giudice svolge tutte le funzioni, avremo il giudice per le indagini

preliminari (Gip), il giudice per l’udienza preliminare (Gup) ed il giudice del dibattimento.

Il compito giurisdizionale del giudice è quello di applicare la legge al caso concreto emanando sentenze, la funzione del giudice è svolgere il potere

giudiziario, cioè attuare il diritto penale sostanziale tramite l’emanazione di sentenze.

Una caratteristica fondamentale del giudice è l’indipendenza che è garantita dalla legge in base all’art. 101 cost. ( che prevede che i giudici sono

soggetti soltanto alla legge) ed all’art. 104 cost. (che prevede che la magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere:

C.S.M.→ organo di autogoverno della magistratura).

Un’altra caratteristica essenziale del giudice è l’imparzialità: valore espresso nella costituzione dall’art. 111 2° che definendo il principio del giusto

processo disciplina anche l’imparzialità del giudice.

Il codice per garantire l’imparzialità del giudice prevede i seguenti istituti:

- astensione e ricusazione che garantiscono l’imparzialità del giudice come persona fisica ;

- rimessione del processo che garantisce l’imparzialità del giudice inteso come organo giudiziario nel suo complesso (tanto è che c’è uno

spostamento di competenza per territorio).

IMPARZIALITÀ DEL GIUDICE 7

La definizione di imparzialità va data in negativo, in particolare sono due i criteri che ci portano a dire quando un giudice non è imparziale, cioè

quando è non parziale:

1) → che si ha quando è assente ogni tipo di legame con le parti o l’oggetto del procedimento;

terzietà

2) → cioè il giudice deve essere in una situazione psichica neutrale, non deve avere già giudicato in precedenza

impregiudicatezza

l’imputato, non deve avere mai conosciuto precedentemente l’oggetto del giudizio.

Schema 2.1.8 pag 16 IMPARZIALITÀ DEL GIUDICE Il giudice deve astenersi (art. 36)

Terzietà Legami con le parti

o con l’oggetto del

procedimento previsti

negli artt. 36 e 37

Le parti possono ricusarlo (art. 37)

IMPARZIALITÀ

DEL GIUDICE

PERSONA FISICA a) aver svolto nel medesimo

Impregiudicatezza procedimento funzioni che

(assenza di un pregiudizio) devono restare distinte dal

sono previste ex ante nel

giudicare (art. 34.3°)→

codice come motivi di incompatibilità

b) un parente o affine fino al 2°

grado ha svolto funzioni

anche separate o diverse

Situazione di → se non sono rispettate,

nel medesimo procedimento

incompatibilità (art. 35) diventano ex post

c) aver deciso sulla medesima motivi di astensione e

res iudicanda (la responsabilità ricusazione

dell’imputato) in una fase

precedente (art. 34 1° e 2° bis)

L’art. 34 c.p.p.(Incompatibilità determinata da atti compiuti nel procedimento) prevede l’ipotesi di incompatibilità determinata dall’aver già

compiuto atti in quel procedimento; inoltre prevede altrettante cause di ricusazione o astensione.

L’art. 45 c.p.p., (rimessione del processo) intitolato Casi di rimessione, prevede uno spostamento della competenza per territorio, spostamento alla

corte d’Assise, cioè per garantire l’imparzialità si deroga al principio di competenza per territorio.

Schema 2.1.9 pag 17 RIMEDI PER EVITARE UN GIUDICE PARZIALE

Gravi situazioni locali rimessione

Per garantire pregiudicano la libera del processo a

un giudice imparziale determinazione delle

↓ persone che partecipano altro giudice con la

Giudice come ufficio al processo, o la sicurezza medesima competenza

nel suo complesso o l’incolumità pubblica; per materia, presso

oppure determinano motivi il capoluogo di altro

di legittimo sospetto (art. 45) distretto di corte

d’appello secondo la “ tabella A”

(art. 1 disp.att.)

il magistrato è imputato

o persona offesa (art. 11) competenza

obbligatoria di 8

Lezione del 15/10/07

Il criterio dell’imparzialità entra in costituzione dal 1999 con la legge costituzionale 23 Novembre 1999 n°2 che introduce dei nuovi principi

all’interno dei 5° commi dell’art. 111 cost.

Cosa vuol dire incompatibilità?

Incompatibilità → è l’incapacità a svolgere una funzione riferita ad un determinato, ad un singolo procedimento penale.

Il testo originario dell’art. 34 c.p.p. era semplice, cioè prevedeva che il giudice era incompatibile in una serie di casi; dopo il 1988 sono stati aggiunti

diversi commi, cioè sono state fatte delle modifiche.

’ . 34 . . .

IMPOSTAZIONE DELL ART C P P

S “ ” :

ITUAZIONE PREGIUDICANTE NEL MEDESIMO PROCEDIMENTO

- (la

un giudice ha svolto una qualche funzione che deve restare separata da quella del giudice (es: p.m., difensore): art. 34 3° c.p.p.→

separazione delle funzioni assicura le garanzie di in giudice imparziale)

- un parente o affine (fino al secondo grado) del giudice ha esercitato o la funzione del giudice o altre funzioni separate

- un giudice ha già svolto la funzione del giudice nel medesimo procedimento penale

(art. 34 c.p.p.), in particolare:

a) ha pronunciato la sentenza in un precedente grado del procedimento (art. 34 1° c.p.p.)

b) ha emesso il provvedimento conclusivo dell’udienza preliminare (art. 34 2° c.p.p.), cioè il giudice che ha disposto il rinvio a giudizio o

atti analoghi ad esso non può decidere

c) ha esercitato le funzioni di giudice preliminare (art. 34 2bis c.p.p.), cioè prima del 1999 il Gip poteva tenere l’udienza preliminare dopo

ciò viene espressamente vietato, a meno che si sia limitato a svolgere funzioni di tipo non decisorio indicate nei commi 2-ter e 2-quater,

come l’avere provveduto all’assunzione dell’incidente probatorio.

In conclusione il legislatore ordinario ha rafforzato il principio dell’imparzialità ma in tal senso hanno contribuito anche tutta quella serie di sentenze

della Corte Costituzionale, cioè l’iniziativa di queste modifiche è partita dalla corte costituzionale.

In particolare la sentenza della Corte costituzionale 6 Luglio 2001, n°224 che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il 1° comma dell’art. 34

c.p.p., “nella parte in cui non prevede l’incompatibilità alla funzione di giudice dell’udienza preliminare del giudice che abbia pronunciato o concorso

a pronunciare sentenza, poi annullata, nei confronti del medesimo imputato o per lo stesso fatto”.

prima del 1988 → era un codice massimalistico

CODICE dopo il 1988 → è un codice impostato su regole ed eccezioni,

cioè attualmente è un sistema di bilanciamento dei principi.

L’art. 34 (Incompatibilità determinata da atti compiuti nel procedimento)prevede:

- l’ipotesi di incompatibilità determinata dall’avere già compiuto atti in quel determinato procedimento;

- altrettante cause di ricusazione (art. 37 c.p.p.) o astensione (art. 36 c.p.p).

Art. 36 Astensione: 1. “Il giudice ha l’obbligo di astenersi:

a) se ha interesse nel procedimento o se alcuna delle parti private o un difensore è debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;

b) se è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private ovvero se il difensore, procuratore o curatore di una di

dette parti è prossimo congiunto di lui o del coniuge;

c) se ha dato consigli o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie;

d) se vi è inimicizia grave tra lui o un suo prossimo congiunto e una delle parti private;

e) se alcuno dei prossimi congiunti di lui o del coniuge è offeso o danneggiato dal reato o parte privata;

f) se un prossimo congiunto di lui o del coniuge svolge o ha svolto funzioni di pubblico ministero;

g) se si trova in taluna delle situazioni di incompatibilità stabilite dagli articoli 34 e 35 e dalle leggi di ordinamento giudiziario;

h) se esistono altri gravi ragioni di convenienza. 9

2. I motivi di astensione indicati nel comma 1 lettera b) seconda ipotesi e lettera e) o derivanti da incompatibilità per ragioni di coniugio o

affinità, sussistono anche dopo l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

3. La dichiarazione di astensione è presentata al presidente della corte o del tribunale che decide con decreto senza formalità di procedura.

4. Sulla dichiarazione di astensione del presidente del tribunale decide il presidente della corte

di appello; su quella del presidente della corte di appello decide il presidente della corte di cassazione.”

L’art. 36:

- alla lettera a) parla di “interesse nel procedimento” intende cioè l’interesse delle parti,

- alla lettera b) fa riferimento al rapporto con le parti;

- alla lettera c) (che nella pratica è un’ipotesi che ricorre spesso) si riferisce al giudice che ha operato fuori dell’esercizio delle sue funzioni,

cioè al giudice che emette un suo parere sull’oggetto del processo (su cui poi giudicherà il C.S.M.);

- lettera d) parla di “inimicizia grave” che deve essere già anteriore alla funzione svolta dal giudice per motivi pregressi;

- lettera e) prevede, in base all’art. 11, la deroga di competenza per territorio;

- lettera f) fa riferimento al legame con il pubblico ministero;

- lettera g) richiama le situazioni di incompatibilità degli artt. 34 e 35 c.p.p.;

- lettera h) comprende le situazioni diverse dal coniugio, come la convivenza more uxorio.

In base al 3° dell’art. 36 c.p.p. l’astensione è richiesta al presidente della corte o del tribunale (cioè al capo dell’ufficio giudiziario) che decide con

decreto senza formalità di procedura, cioè in base ad una procedura interna, se la richiesta di astensione indica le gravi ragioni di convenienza della

lettera h) dell’art. 36.

Se il giudice non si astiene può essere ricusato dalle parti → art. 37.

Art. 37 Ricusazione:

1. “Il giudice può essere ricusato dalle parti:

a) nei casi previsti dall’articolo 36, comma 1, lettere a), b), c), d), e), f), g);

b) se nell’esercizio delle funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, egli ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti

oggetto dell’imputazione.

2. Il giudice ricusato non può pronunciare né concorrere a pronunciare sentenza fino a che non sia intervenuta l’ordinanza che dichiara

inammissibile o rigetta la ricusazione.”

Il giudice può essere ricusato:

- per tutti i motivi dell’art. 36 1° esclusa la lettera h);

- per i motivi previsti dalla lettera b) dell’art. 37.

Il giudice deve dire se le prove sono tali da eliminare ogni ragionevole dubbio.

I casi per la ricusazione sono tassativi.

La ricusazione per motivi tassativi è decisa dalla Corte d’Appello (art. 40 c.p.p.: Competenza a decidere sulla ricusazione): chi decide è un organo

collegiale ed il procedimento è formalizzato, nel rispetto del diritto delle parti ad avere un giudice imparziale.

Se l’astensione viene rifiutata dal presidente del Tribunale può essere richiesta dalle parti alla Corte d’Appello e diventa ricusazione.

Nel 1930 i motivi di ricusazione erano tassativi perché il giudice come imparziale non doveva essere toccato (tutela del prestigio formale del giudice);

oggi di diverso vi è il controllo dell’opinione pubblica che impone l’imparzialità del giudice.

Il sistema accusatorio puro non vuole casi tassativi di ricusazione; nel nostro modello i principi sono tassativi ma gli articoli della costituzione

pongono dei limiti. RIMESSIONE DEL PROCESSO

Nei casi in cui si deve garantire l’imparzialità del giudice inteso come ufficio nel suo complesso si ha la rimessione del processo ad altro giudice;

cioè in questi casi il codice prevede lo spostamento della competenza per territorio ad altro organo giurisdizionale, con la medesima competenza per

materia, situato presso quel capoluogo di distretto di Corte d’Appello che è individuato in base all’art. 11 c.p.p.

Art. 45 Casi di rimessione:

1. “In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti

eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l’incolumità pubblica, o

determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di Cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di Appello o del

pubblico ministero presso il giudice che procede o dell’imputato, rimette il processo ad altro giudice designato a norma dell’articolo 11.”

RIMESSIONE (art. 45 c.p.p.)

Cause non tipizzabili Effetti di pericolo

Pregiudicano la sicurezza Oggetto: regolare svolgimento del processo

o l’incolumità pubblica

Gravi situazioni

locali tali da Pregiudicano la libera determinazione

turbare lo delle persone che partecipano al

svolgimento processo (coartazioni fisiche o psichiche)

del processo

e non 10

Oggetto: imparzialità formale;

altrimenti Determinano motivi di legittimo prestigio formale della

eliminabili Oggetto: imparzialità sostanziale;

sospetto di parzialità del magistratura

prestigio sostanziale della magistratura

giudice nel decidere

Vedi anche schema 2.1.35 pag 38

CASI DI RIMESSIONE

Nei casi di Rimessione devono essere presenti gravi situazioni locali tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili:

1) che pregiudicano la sicurezza o l’incolumità pubblica (è il ministro dell’interno che si occupa del mantenimento dell’ordine pubblico);

2) (problemi,interni, estranei al singolo processo) che pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo (vi rientrano

anche i non soggetti).

Il bene che si vuole tutelare attraverso la rimessione è l’ordinato svolgersi del processo

Nel 2002 (riforma dell’art. 45 c.p.p.) la Legge 248 ha aggiunto un ulteriore caso di rimessione:

3) gravi situazioni locali che determinano motivi di legittimo sospetto; questa ipotesi fa riferimento ad una grave ed oggettiva situazione locale,

idonea a giustificare la rappresentazione di un concreto pericolo di non imparzialità del giudice inteso come ufficio nel suo complesso.

Sulla richiesta di rimessione decide la Corte di Cassazione a seguito della richiesta presentata dall’imputato o dal pubblico ministero (la parte civile

non ha il potere di chiedere la rimessione), cioè la Corte verifica l’esistenza di una delle situazioni che impongono la rimessione (c’è un controllo

iniziale di ammissibilità).

Nel caso la richiesta venga accolta il processo viene trasferito ad altro giudice con la medesima competenza per materia e che ha sede nel capoluogo

di distretto di Corte d’Appello individuato in base all’art. 11 c.p.p.

Il problema è che quello di spostare il processo è un criterio elastico che manca di tassatività perciò se ne può abusare perché mancano parametri

oggettivi di riferimento.

In realtà la norma che prevede lo spostamento del giudice è tassativa (principio del giudice naturale) ma allora come si contemperano? Si ha un

principio di imparzialità in conflitto con il principio del giudice naturale, come si risolve questo conflitto?

Si risolve in base al bilanciamento degli interessi, in base all’importanza del bene giuridico tutelato si giustifica l’elasticità della norma, cioè dato che

in questo caso si vuole tutelare il principio di imparzialità si ammetterà il principio elastico.

RIMESSIONE DEL PROCESSO PER LEGITTIMO SOSPETTO

. .

P M O IMPUTATO PRESENTANO RICHIESTA DI REMISSIONE

( . 127)

LA CASSAZIONE DECIDE IN CAMERA DI CONSIGLIO ART

Il presidente della corte di cassazione

La richiesta è respinta La richiesta è accolta: il processo è rimesso ad altro giudice predeterminato a

o giudicata inammissibile norma dell’art 11

Non rileva cause di Rileva una causa di inammissibilità

inammissibilità e rinvia alla “sezione filtro” (610.1)

Il presidente assegna il caso ad una sezione; il

giudice che procede deve sospendere il La sezione dichiara la richiesta non

procedimento ammissibile

L’art. 111 della costituzione prevede un altro caso in cui vi è un bilanciamento degli interessi:

- al comma 4° prevede la regola che è il principio del contraddittorio

, cioè prevede che il processo penale è regolato dal principio del

contraddittorio nella formazione della prova;

- al comma 5° prevede l’eccezione cioè la deroga al contraddittorio.

Ne possiamo concludere che attualmente il nostro è un sistema di bilanciamento dei principi. 11


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Procedura penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Tonini Paolo.

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