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PROCESSO DEL LAVORO

Richiesta per il tentativo di conciliazione stragiudiziale obbligatoria. Il tentativo di conciliazione deve essere

espletato entro 60 gg dalla richiesta. .

Trascorso inutilmente tale termine si considera espletato ai fini della proposizione della domanda

SE il processo è iniziato senza il tentativo di conciliazione o prima dei 60 gg il giudice sospende il

processo e da alle parti un termine di 60 gg per proporre la richiesta di riconciliazione.

La mancanza è eccepita dal convenuto nella memoria difensiva o dal giudice d’ufficio

Trascorso inutilmente tale termine il processo potrebbe essere riassunto entro 180 gg altrimenti il giudice

dichiara l’estinzione.

Il tentativo di conciliazione può riuscire: in questo caso si forma processo verbale dichiarato esecutivo dal

giudice con decreto.

Il tentativo di conciliazione non riesce: in questo caso si forma processo verbale con l’indicazione del mancato

accordo.

Competenza per materia: le controversie elencate dall’art 409 sono in primo grado di competenza del tribunale

(in composizione monocratica) in funzione di giudice del lavoro.

La competenza per territorio è attribuita facoltativamente al giudice nella cui circoscrizione è sorto il rapporto o al

giudice nella cui circoscrizione si trova l’azienda o una sua dipendenza. (si tratta di fori alternativi)

Per l’art 409 n 3 è previsto un foro esclusivo.

Tutti i fori indicati dall’art 413 sono esclusivi rispetto ai fori generali indicati dall’art 18. La competenza è

inderogabile e funzionale, ma sui generis, in quanto, sebbene nulle le clausole derogative della competenza per

territorio, tale inderogabilità non è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo.

L’incompetenza (per territorio) può essere eccepita soltanto dal convenuto nella memoria difensiva di cui l’art

416 o rilevata d’ufficio dal giudice non oltre l’udienza di cui l’art 420 . Quando essa sia stata rilevata il giudice

rimette (con sentenza impugnabile col regolamento di competenza) la causa al tribunale in funzione di giudice

del lavoro assegnando un termine perentorio non superiore ai 30 giorni per la riassunzione con rito speciale

La Cassazione ha più volte ritenuto che tale art 428 riguardi la competenza per territorio e che l’incompetenza

per materia è rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio in applicazione dell’art 38

Causa di lavoro pendente col rito speciale di fronte ad un tribunale in funzione di giudice del lavoro

territorialmente incompetente: art 428

Negli altri casi, cause di lavoro proposte col rito ordinario di fronte a giudici diversi dal tribunale(ora solo

giudice di pace) o si ritiene che non si applichi l’art 428 perché presuppone il rito speciale e prevale il rito sulla

competenza, o si ritiene che anche in questo caso il giudice istruttore o l’organo decidente disponga con

ordinanza la rimessione al tribunale in funzione di giudice del lavoro, fissando un termine perentorio per la

riassunzione con rito speciale.

Cause ordinarie proposte col rito del lavoro davanti al tribunale, si applica l’art 427

Causa di lavoro rito speciale tribunale art 428 incompetenza per territorio

Causa di lavoro rito speciale giudice di pace art 38 incompetenza per materia

Causa di lavoro rito ordinario tribunale art 426 passaggio di rito

Causa di lavoro rito ordinario giudice di pace art 38 o art 428 incompetenza per materia

Passaggio di rito: causa di lavoro, proposta con rito ordinario di fronte il Tribunale in funzione di giudice di

lavoro: art 426 In questo caso è ferma la competenza per materia e per valore, altrimenti si applicherebbero l’art

428 per l’incompetenza territoriale, o il 38 per quella per materia.

Giudice fissa con ordinanza l’udienza di cui art 420 e assegna alle parti un termine per integrazione

atti introduttivi

Art 427 Passaggio dal rito speciale a quello ordinario: il giudice se rimane competente dispone che gli atti

siano messi in regola con le disposizioni tributarie. Se risulta incompetente, con ordinanza rimette al giudice

Secondo la Cassazione tale ordinanza avrebbe natura decisoria

e sarebbe impugnabile col regolamento di competenza

competente stabilendo un termine perentorio non superiore a 30 gg per riassumere la causa. Scaduto il

temine il processo si estingue.

Le prove assunte col rito speciale avranno l’efficacia consentita dalle norme ordinarie.

La domanda si propone con ricorso (se proposta con citazione si applica l’art 426)

Deposito in cancelleria insieme con i documenti indicati

Entro 5 gg il giudice fissa con decreto udienza di discussione tra il deposito del ricorso e

l’udienza di discussione non

devono passare più di 60 gg

il ricorso e il decreto devono essere notificati al

convenuto entro 10 gg dal decreto tra la data di

notificazione al convenuto e l’udienza non

devono passare meno di 30 gg

Nullità del decreto o della sua notificazione: mancanza o incertezza della data dell’udienza, inosservanza del

termine a comparire. Ordine di rinnovazione della notificazione, previa eventuale pronuncia di un nuovo decreto

con la fissazione di una nuova udienza.

Nullità del ricorso: in caso di omissione o assoluta incertezza dei requisiti di cui al n 1, 2, dell’art 414. Giudice

dispone la rinnovazione del ricorso e la sua integrazione assegnando un termine perentorio a pena di estinzione

fissando un’altra udienza.La costituzione del convenuto sana con efficacia ex tunc.

In caso di indeterminatezza del petitum o dell’esposizione dei fatti, la nullità sarà sanata ex nunc, o con la

rinnovazione del ricorso, o se il convenuto si è costituito, con l’integrazione.

La mancanza del petitum o dell’esposizione dei fatti comporta nullità non sanabile con la costituzione del

convenuto, a meno che non siano individuabili dall’esame complessivo dell’atto.

Il processo si intende iniziato con il deposito del ricorso in cancelleria.

La costituzione del convenuto entro 10 gg prima dell’udienza deposito in cancelleria di memoria

difensiva

a pena di decadenza deve contenere domande riconvenzionali, eccezioni processuali e di merito non

rilevabili d’uffico, deve prendere posizione sui fatti affermati dall’attore, proporre le difese e indicare a pena di

decadenza le prove e io documenti di cui intende avvalersi.

Il convenuto può costituirsi fino alla prima udienza : la perentorietà del termine di 10 gg opera solo riguardo

l’attività difensiva (domande riconvenzionali, eccezioni, prove,documenti) nel senso che il convenuto potrà

partecipare al processo soltanto nell’ambito delle allegazioni e delle prove dedotte dall’attore, salvo la rimessione

in termini e l’uso dei poteri istruttori d’ufficio da parte del giudice)

Il convenuto che propone una domanda riconvenzionale deve chiedere con istanza nella stessa memoria

difensiva che il giudice fissi con decreto una nuova udienza. L’omissione di tale istanza determina inammissibilità

della domanda, rilevabile d’ufficio anche in cassazione, a meno che l’attore non abbia accettato il contraddittorio

o dal fatto che il giudice abbia fissato una nuova udienza senza la specifica istanza

Riconvenzionale del convenuto –nuova udienza- notificata all’attore a cura dell’ufficio- attore entro 10 gg

deve depositare memoria difensiva a pena di decadenza. La memoria può contenere una nuova domanda

riconvenzionale con la relativa istanza di fissazione di una nuova udienza, e le eccezioni di inammissibilità

della riconvenzionale.

La domanda riconvenzionale proposta dal convenuto è soggetta alla decadenza prevista dall'art. 416

(formulazione nella memoria difensiva) ed a quella di cui all'art. 418 (istanza al giudice per l'emissione di nuovo

decreto di fissazione dell'udienza).

Tali condizioni non sono soggette a sanatoria e la loro mancanza è rilevabile d'ufficio (Cass. 2027/85).

Intervento del terzo (volontario) entro il termine per la costituzione del convenuto con memoria avente il

contenuto degli art 414o 416. Nuova udienza fissata dal giudice. Tardività dell’intervento rilevabile d’ufficio e non

sanabile con l’accettazione del contraddittorio.

Intervento  coatto  su  istanza  di  parte;  dal  convenuto  nella  memoria  difensiva  o  dall’attore  se  

sorge  dalla  difese  del  convenuto    

Udienza di discussione: in ogni momento il giudice indica alle parti la regolarità degli atti e dei documenti che

possono essere sanate assegnando un termine, salvo i diritti quesiti

Interrogatorio libero delle parti che devono comparire personalmente. Tentativo di conciliazione.

Emendatio libelli, previa autorizzazione del giudice.

Se la conciliazione riesce il verbale di conciliazione ha efficacia di titolo esecutivo.

Se la conciliazione non riesce, e la causa è matura per la decisione, o sorgono questioni attinenti alla

giurisdizione, o alla competenza o altre pregiudiziali, il giudice invita le parti alla discussione ed emette

sentenza anche non definitiva .

Se occorre istruire la causa, ammette le prove offerte dalle parti e quelle che non hanno potuto ammettere con

ordinanza dispone la loro assunzione. Qualora sia impossibile fissa un’altra udienza non oltre 10 gg. concedendo

alle parti, ove ricorrano gravi motivi, un termine perentorio non superiore a cinque giorni prima dell'udienza di

rinvio per il deposito in cancelleria di note difensive.

Se sono ammessi nuovi mezzi di prova in base al 5 comma dell’art 420 la controparte può offrire nuovi mezzi di

prova che si rendano necessari in relazione a quelli ammessi. Entro 5 gg dalla prima udienza devono essere

presentati tale prove e il giudice se le ammette provvede alla loro assunzione.

Udienza di discussione- nuove prove- rinvio dell’udienza di 10 gg. – entro 5 g dalla prima udienza la controparte

offre la nuove prove e nell’udienza di rinvio il giudice ammette tali prove e provvede alla loro assunzione.

Il giudice può ammettere d’ufficio nuovi mezzi di prova, anche fuori dei limiti stabiliti dal codice civile, tranne per il

giuramento decisorio nonché per la richiesta di informazioni alle associazioni sindacali. Si applicano il 6 e 7

comma dell’art precedente(nuova udienza, controprove, note difensive)

Discussione orale, conclusioni, sentenza con lettura del dispositivo. Deposito n cancelleria entro 15 gg.

Durante la pendenza del deposito della sentenza si può procedere all’esecuzione con la copia del solo

dispositivo: letteralmente significa che il dispositivo ha un’efficacia di 15 gg, per cui alcuni ritenevano che in

mancanza del deposito la sua efficacia perdurasse, altri invece hanno criticato tale teoria. La Cassazione ritiene

che l’esecuzione possa essere iniziata e proseguita anche dopo il decorso del termine per il deposito e

indipendentemente dal deposito.

Ricorso: si propone con appello alla Corte d’Appello.

Se in 1° grado il procedimento non è stato svolto secondo il rito prescritto la Corte d’appello procede a norma

degli art 426 e 427. Per cui se in 1°, o in entrambi i gradi , o solo nel 2° grado non si è applicato il rito previsto si

applicano gli art 426 e 427. Ultrattività: quando il giudizio di primo grado relativo ad uno di quelli indicati dall’art

409 sia stato erroneamente svolto secondo il rito ordinario, anche l’appello va proposta con citazione. (si tratta

soltanto di questioni di rito che non investono la competenza)

1° grado causa lavoro- tribunale con rito ordinario- appello rilevato il vizio di rito

1° e 2° grado causa di lavoro- tribunale con rito ordinario-appello con rito ordinario- si applicano art 426

2°causa lavoro con rito ordinario(1° con rito speciale) art 426

riguarda solo il rito non la competenza

la causa rimane sempre in grado d’appello

1° grado rito ordinario - appello con rito ordinario (ultrattività)

1° grado rito ordinario -appello con ricorso nei termini della citazione

1° grado rito lavoro - appello con citazione nei termini art 434 2 comma

Mutamenti di rito e di competenza :

1) causa di lavoro proposta al tribunale. Corte D’appello dice che è una causa ordinaria di competenza del

giudice di pace.

2) Causa ordinaria proposta al giudice di pace. Corte d’appello dice che è causa di lavoro di competenza

del tribunale.

Sub 1) p. 547

Sub 2) il tribunale decide la causa in primo grado passando al rito del lavoro.

Incompetenza per territorio della corte d’appello si applica l’art 50 e non il 428. Il 428 riguarda solo il primo grado.

Se l’incompetenza per territorio non è stata fatta valere in primo grado non può essere fatta valere in appello.

Si applicano anche nel rito del lavoro le disposizioni relative alla riserva di impugnazione contro le sentenza non

definitive.

Sono inammissibili nuove domande, nuove eccezioni, ne superare le preclusioni in cui si è caduti, tranne per le

eccezioni rilevabili d’ufficio.

Appello con riserva di motivi

L’appello si fonda solo sul dispositivo. Presupposto :L'appello con riserva dei motivi può proporsi solo dopo che

sia iniziata l'esecuzione forzata in senso stretto, vale a dire non dopo la sola intimazione del precetto, bensì dopo

il pignoramento.

Soltanto con il deposito dei motivi si instaura il giudizio di appello, nel quale il Presidente nomina il relatore e

fissa l'udienza di discussione. Prima di tale momento, l'appello ha il solo scopo di investire il giudice dell'istanza

di sospensione dell'esecuzione e non comporta la fissazione dell'udienza di discussione.

L'appello con riserva dei motivi non consuma il potere di impugnazione e pertanto, ove sia inammissibile, non

osta alla valida instaurazione del giudizio di gravame con atto successivo

Mancata presentazione dei motivi: L'omissione della presentazione dei motivi nei termini equivale ad

inammissibilità dell’appello. Pertanto, se i motivi non sono presentati, la sentenza di primo grado passa in

giudicato e l'eventuale provvedimento di sospensione dell'esecutività diviene inefficace.

Il termine di dieci giorni, entro cui l'appellante deve notificare alla controparte ricorso e decreto, decorre dalla

data in cui, a cura della cancelleria, è stata data comunicazione dell'avvenuto deposito di tale provvedimento

Tale termine non è perentorio e la sua inosservanza non comporta decadenza, purchè all'appellato sia garantito

il termine di 25 giorni prima dell'udienza di discussione per approntare le sue difese

L'inosservanza del termine dilatorio a comparire (c.d. spatium deliberandi), non determina nullità dell'atto

introduttivo del giudizio o inammissibilità dell'appello, ma comporta solo una nullità della notifica, sanabile con

effetto ex tunc dalla costituzione dell'appellato o dalla fissazione di una nuova udienza (con conseguente

rinnovazione della notifica) a norma dell'art. 291

L'orientamento indicato contrasta con il precedente indirizzo della medesima Corte, che considerava la

violazione del termine a comparire previsto dall'art. 435/3 come fonte di nullità ex art. 164 c.p.c.

Si deve escludere che l'art. 436/3 regoli soltanto l'appello incidentale che abbia carattere di controimpugnazione

o che sia adesivo e non anche l'appello incidentale autonomo, cioè relativo a capi diversi da quelli investiti

dall'appello principale e con essi non in rapporto di connessione o dipendenza.

Pertanto, tale appello deve essere proposto nelle forme di cui all'art. 436 e non con ricorso e nei termini di cui

all'art. 434

Litisconsorzio

Difetto rilevato in 1 grado: art 102 ordine di integrare il contraddittorio, pena l’estinzione del processo.

Difetto rilevato in 2 grado: art 331 ordine di integrare il contraddittorio pena l’inammissibilità dell’impugnazione.

Difetto attinente al 1 grado rilevato in appello: rinvio al giudice di 1 grado. Art 354

Difetto non rilevato né in 1 né in 2 grado: la Cassazione cassa con rinvio al primo giudice. Rinvio improprio

Difetto non rilevato in 2 grado, ma rilevato in Cassazione. Nullità del giudizio, cassa con rinvio al:

1. giudice d’appello scelto dalla Cassazione: rinvio proprio. Ordine di integrare il contraddittorio. Se tale

ordine non viene rispettato il processo si estingue.

2. giudice d’appello: rinvio improprio. Ordine di integrare il contraddittorio. Se tale ordine non viene

rispettato l’impugnazione è inammissibile, ma la sentenza di 1 grado passa in giudicato.

Rinvio  Proprio    

Giudizio di rinvio ad un giudice di pari grado per motivi art 360 n 3 o n 5. In giudizio devono essere chiamate

tutte le parti. In caso di litisconsorzio, la riassunzione della causa nei confronti di uno solo è sufficiente per evitare

l’estinzione del giudizio, ma il giudice del rinvio deve disporre poi l’integrazione del contraddittorio, che se non

viene realizzata, comporta l’estinzione del giudizio.

In caso in cui invece l’integrazione del contraddittorio sia il motivo del rinvio (360 n 4 error in procedendo

del giudizio d’appello) bisogna distinguere se si tratta di:

rinvio proprio al giudice di pari grado con estinzione del processo se il contraddittorio non è integrato;

rinvio improprio al giudice d’appello con inammissibilità dell’impugnazione se il contraddittorio non è integrato e

passaggio in giudicato della sentenza di 1 grado.

Opposizione di 3

Legittimati all’opposizione di terzo sono:

a) i terzi titolari di diritti autonomi e incompatibili rispetto al diritto oggetto della sentenza resa inter alios

b) i litisconsorti necessari pretermessi

c) i falsi rappresentanti.

Naturalmente l'opposizione di terzo ordinaria è un mezzo di impugnazione facoltativo poiché il terzo, non

essendo soggetto alla efficacia della sentenza resa inter alios, può liberamente fare valere il suo diritto in un

autonomo processo a cognizione piena.

Se l’opposizione sia fatta valere dal terzo titolare di un diritto autonomo ed incompatibile essa si atteggia

come un mezzo di impugnazione che in caso di infondatezza del motivo accerta l’inesistenza del diritto del terzo

e lascia intatta la sentenza inter partes, mentre in caso di fondatezza del motivo accerta la titolarità del diritto

prevalente del terzo nei confronti di entrambe le parti del processo originario e rescinde(1) ( la sentenza tra le

parti rimane valida

Nell'ipotesi di violazione della regola del litisconsorzio necessario l'opposizione di terzo ordinaria si atteggia come

un mezzo di impugnazione a fase rescindente e rescissoria. Se l’opposizione è proposta dal litisconsorte

necessario pretermesso, la soluzione è che il giudice riscontrato il vizio, per ciò solo deve annullare la sentenza

(anche se questa è passata in giudicato (2)) e se questa è d’appello rimette al giudice di primo grado in

applicazione dell’art 354. Se l’opposizione è proposta al giudice di 1 grado questo annulla la decisione ed emette

pronuncia sostitutiva.

(2)(In questo caso la sentenza è passata in giudicato, perché altrimenti l’intervento poteva essere fatto in appello

o rilevato in cassazione)

Nell'ipotesi, infine, di falsa rappresentanza, l'opposizione di terzo ordinaria si atteggia come un mezzo di

impugnazione esclusivamente rescindente che, in caso di fondatezza del motivo, si limita a rescindere la

sentenza resa inter alios in quanto accerta l'invalido esercizio del diritto di azione. non decide nel merito

Per cui il giudice non in tutti i casi pronuncia sul rescindente e rescissorio.

Cosa accade alla sentenza resa alle parti? Resta il giudicato tra loro

(1)Cassazione civile, sez. III, 13 giugno 1987 n. 5208

Nell'opposizione di terzo (art. 404 c.p.c.) quando sia in discussione un rapporto sostanziale unico, il quale

non può esistere che in un solo modo rispetto a tutti i partecipanti, interesse a proporre opposizione di terzo e

merito sono strettamente connessi, in quanto solo l'accertata sussistenza di un diritto del terzo, incompatibile

con la sentenza opposta, può dar luogo a pregiudizio che fa sorgere l'interesse e la stessa legittimazione ad

opporsi. Conseguentemente, una volta constatata l'inefficacia della sentenza opposta nei confronti del

terzo, per non essere stato questi parte nel giudizio in cui è stata pronunciata, il giudice adito,

ancorché giudice di appello, non può esimersi dall'esame del merito, non essendo tale ipotesi prevista fra

quelle stabilite dagli art. 353 e 354 c.p.c., per la rimessione delle parti al primo giudice (ipotesi che hanno

carattere tassativo e che non sono suscettibili di estensione a casi non contemplati).

PROVVEDIMENTI CAUTELARI

1 Fase: autorizzazione Ricorso al giudice competente se è in corso la causa lo

stesso giudice di merito

deve contenere art 125, fumus Se ante causam quello

boni Juris, periculum in mora, se ante competente per il merito

causam elementi per la domanda di merito

Contraddittorio, sentite le parti, con ordinanza accoglie o rigetta

con decreto inaudita altera parte, poi conferma o modifica

istaurando il contraddittorio, con ordinanza

Provvedimento negativo : rifiuto per incompetenza ( domanda riproponibile) No regolamento di

competenza, si reclamo

: rifiuto per ragioni di merito (domanda riproponibile solo se mutano le circostante

fatti sopravvenuti - o sono dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto - elementi già

- esistenti quando si è svolto il procedimento ma in quella sede non fatti valere ).

Chi si è visto negare il provvedimento cautelare può :

- proporre il reclamo, chiedendo ad un altro giudice il riesame di quelle stesse ragioni di fatto e di diritto .

- riproporre l’istanza ma allo stesso giudice e solo se si verificano mutamenti delle circostanze o vengono dedotte nuove

ragioni di fatto o di diritto.

Provvedimento di accoglienza: ante causam : è efficace se entro 30 giorni viene avviato il giudizio di merito

Cauzione

Inefficacia del provvedimento: 1) se entro 30 gg il processo di merito non viene iniziato

2) se il processo si estingue dopo il suo inizio

parte interessata a far dichiarare inefficacia chiede ricorso contraddittorio

Se non c’è contestazione: ordinanza esecutiva

Se c’è contestazione: sentenza (mediante procedimento ordinario autonomo da quello di merito)

3) no cauzione

4) si estingue il diritto con una sentenza anche non passata in giudicato

5) sentenza straniera non eseguita

6) se viene meno il diritto a seguito di sentenza straniera anche non

passata in giudicato

In corso di causa:

Ricorso al giudice di merito- contraddittorio- rigetto o accoglimento

Inefficacia: quando si estingue il processo – ricorso (ordinanza o sentenza)

no cauzione – si estingue il diritto per sentenza anche non passata in giudicato (nella stessa sentenza o con ordinanza a

seguito di ricorso)

Attuazione: se si tratta di somme di denaro stessa procedura dell’espropriazione.Competente giudice dell’esecuzione.

Se si tratta di consegna o rilascio, fare o non fare competente il giudice che ha emanato il provvedimento cautelare

Revoca o modifica in corso di causa a seguito di istanza al giudice istruttore se si sono verificati mutamenti nelle

circostanze. Possono essere revocati o modificati anche provvedimenti contro i quali è stato fatto il reclamo.

Reclamo: contro tutte le ordinanze comprese quelle di rigetto (anche per incompetenza) .

Giudice competente è diverso da quello che ha emanato il provvedimento cautelare. Si propone con ricorso. Entro dieci

gg dalla notificazione del provvedimento

Il provvedimento sul reclamo può essere revocato o modificato. Il reclamo è ammesso anche contro i provvedimenti di revoca

e di modifica. ni a causa di motivi sopravvenuti

Sospensione dell’esecuzione provvedimento solo per gravi dan

Revocazione – www.villaceramica.net

Giudice della revocazione è lo stesso che ha pronunciato la sentenza impugnata. Se si tratta di sentenza della

Cassazione è competente la Cassazione stessa.

Il giudice davanti il quale è disposta la revocazione può:

non sospendere i termini per il ricorso in Cassazione o il ricorso stesso. In questo caso i due procedimenti

concorrono insieme. (1)

o può, se ritiene non manifestamene infondata la revocazione, sospendere i termini per il ricorso in Cassazione o

il ricorso stesso. In questo caso i termini riprendono o il giudizio prosegue dalla comunicazione della sentenza

sulla revocazione.

(1) Se i due procedimenti, Cassazione e revocazione concorrono insieme: sentenza d’appello

cassa con rinvio : no revocazione?

Se si pronuncia prima la Cassazione

cassa senza rinvio, annulla la sentenza non c’è revocazione

rigetta il ricorso per Cassazione, la sentenza passa in giudicato, no revocazione

Se si pronuncia prima il giudice della revocazione: la sentenza si sostituisce a quella impugnata per

revocazione. Se tale sentenza passa in giudicato (perché non viene impugnata) non c’è il ricorso in

Cassazione. Se la sentenza invece viene impugnata in Cassazione, si sommano il giudizio sulla sentenza

d’appello e quello sulla sentenza emanata dal giudice della revocazione.

Revocazione delle sentenze della cassazione: emanate in base all’art 360 (tutti i casi) ma solo per motivo art 395

n 4. Giudice se stessa. La sentenza che emana si sostituisce a quella data prima.

Es. cassa senza rinvio in sede di revocazione sostituisce la sentenza data prima

Cassa con rinvio contemporaneamente revocazione sostituisce la sentenza data prima

Giudice del rinvio emana sentenza

Ricorso in cassazione concorrono insieme

E nel rinvio improprio

Es rinvio al giudice di 1 grado e contemporaneamente revocazione della sentenza che ha disposto il rinvio

Se invece è disposta la revocazione di una sentenza di 1 grado. (decorso il termine per l’appello) Revocazione.

La sentenza decide nel merito. Può essere impugnata con l’appello, poi in cassazione ma non più revocazione.

Se la sentenza pronunciata a seguito della revocazione era di 2 grado è impugnabile con il ricorso in

cassazione. Il ricorso in Cassazione contro una sentenza d’appello e quello contro la sentenza che

decide sulla revocazione vanno riuniti per via dell’art 335.

Sentenza appello : ricorso in Cassazione

Revocazione: sentenza: impugnabile solo con ricorso in cassazione. giudizi

uniti

Prima si è pronunciato il giudice sulla revocazione.

Schema 1

Sentenza di 1 grado. Provvisoriamente esecutiva. Il giudice può:

1. sospendere l’esecuzione: la sentenza viene impugnata.Passa in giudicato. Riprende

l’esecuzione.Opposizione (vizi dopo il giudicato, perché prima o sono impugnati o si sanano col

passaggio in giudicato) .Sospensione dell’esecuzione. Rigetto .Riassunzione.

2. non sospendere: limite della litispendenza. Se la sentenza è impugnata, e l’esecuzione continua non si

può fare opposizione per i vizi che sono già oggetto di impugnazione. P.146

Sentenza di 1 grado – esecutiva – appello –sospesa esecuzione – giudicato. Esecuzione.

Il giudice non sospende-

la sentenza di 1 grado è impugnata in appello. Procede l’esecuzione. Se l’appello è accolto, si fa opposizione

all’esecuzione. (l’appello ha annullato la sentenza di 1 grado esecutiva). Se l’appello è rigettato la sentenza

passa in giudicato e continua l’esecuzione.

Opposizione all’esecuzione:

Giudice competente: prima che l’esecuzione sia iniziata art 17 e 27. Tra tribunale e giudice di pace. (art 615)

Dopo esecuzione: al giudice dell’esecuzione. Art 616: si riferisce a giudice dell’esecuzione o all’ufficio

giudiziario a cui appartiene il giudice dell’esecuzione, nel senso il giudice dell’esecuzione( che poi sospende) può

essere lo stesso che decide dell’opposizione?

Giudice esecuzione sospensione esecuzione

Se rimette ad altro giudice, è quest’ultimo che decide

sull’opposizione. Riassunzione presso il giudice

dell’esecuzione.

Se è lui competente

È lui che procede con il giudizio

Anche in questo caso se l’opposizione

è rigettata, il processo, deve essere riassunto

- La sentenza che decide l’opposizione è impugnabile con i mezzi normali, quindi in appello e Cassazione, nei

termini normali. P. 152 Rigetta.Riassunzione del processo esecutivo

Accoglie opposizione.

Inesistenza o inefficacia del titolo (la sentenza è dichiarata inefficace o inesistente anche se era passata

in giudicato

Invalida gli atti

Nega prosecuzione esecuzione

Terminata impugnazione passa in giudicato.

Riassunzione del processo esecutivo:

Sentenza. Opposizione all’esecuzione. Sospensione dell’esecuzione. Rigetto dell’opposizione. Ora la sentenza

può essere impugnata. In questo caso fino a quando non scadono i termini per l’impugnazione il processo

rimane sospeso

Riassunzione: o entro il termine dato dal giudice. P. 174

Se non c’è impugnazione, entro 6 mesi dal passaggio in giudicato dalla sentenza che

rigetta opposizione

Se c’è impugnazione, entro 6 mesi dalla comunicazione della sentenza di appello che

rigetta opposizione

Esecuzione ---sospensione

Opposizione accolta opposizione rigettata

Possono essere impugnate con i mezzi normali

Durante il tempo per l’impugnazione rimane la sospensione.

Entro 30 gg appello:

se non viene fatto appello, e l’opposizione è rigettata, la causa deve essere riassunta entro 6 mesi dal passaggio

in giudicato della sentenza che rigetta opposizione

se viene fatto appello, e l’opposizione è rigettata, il processo deve essere riassunto entro 6 mesi dalla

comunicazione della sentenza che rigetta l’opposizione.


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
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A.A.: 2012-2013

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