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Procedura Civile II - schemi

Appunti di Procedura civile II con schemi basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Silvestri dell’università degli Studi di Pavia - Unipv, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (a ciclo unico). Scarica il file in formato PDF!

Esame di Procedura civile II docente Prof. C. Silvestri

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ESTRATTO DOCUMENTO

aspettare il giudicato per procedere. La determinazione del valore fatta in quella sede non può

essere vincolante anche per la vendita, bisognerà procedere alla valutazione del bene ad opera di

un sogg competente.

Disciplina unitaria per l’espropriazione diretta e per quella di beni mobili529ss i modi di

liquidazione del bene sono:

- Vendita a mezzo commissionario: affidare la vendita del bene mobile per un prezzo minimo

stabilito dal giudice a un soggetto che lo vende a trattativa privata attraverso un contratto

che stipula con l’acquirente. Incarico è conferito all’istituto di vendite giudiziarie p a sogg

diverso solo per beni con caratteristiche peculiai. Liquidazione avviene con un ato che ha la

naura e gli effetti di un ordinario atto negoziale di compravendita. L’atto traslativo è

delegato a un terzo.

- Vendita all’incanto: artt 534 e 537 la vendita all’incando può essere affidata al cencelliere o

all’ufficiale giudiziario o a un istituto apposito- viene stabilito prezzo minimo per incanto e

l’incaricato si reca a ritirare i beni mobili dal custode. Aggiudicazione è fatta al maggior

offerente. Nella vendita all’incanto il trasferimento avviene al momento del pagamento del

prezzo.

- Vendita fallita se non avviene in nessuno dei due modi. Non effettuata per mancanza di

offerenti. In questo caso dsi può avere l’assenazione del bene per il valore di stima che il

giudice ha determinato prima della vendita e se nessuno chiede l’assegnazione c’è una

vendita al’incanto a un prezzo inferiore del 20% (questo non vale per oggetti in oro e

argento) artt 534bis e ter vendita beni mobili registrati. Giudice può delegare operazioni di

vendita a un professionista.

Liquidazione crediti: trasferimento del credito dal debitore esecutato a un soggetto diverso.

L’assegnatario è il nuovo titolare del credito. Il ceduto può opporre tutte le eccezioni che può

opporre a un cessionario. Ma qui può esserci una vicea pregressa costituita da una dichiarazione d

natura confessoria del terzo debitore alla quale il terzo è vincolato. Il terzo debitore non può

opporre all’assegnatario le eccezioni che non può opporre al creditore procedente

Credito scaduto o che scade entro 90 gassegnazione coattiva. Non serve la richiesta

dell’assegnatario. Ha luogo salvo esazione. Al momento dell’assegnazione non c’è l’estinzione del

diritto de lcreditore verso il debitore esecutato. Quando il terzo debitore pafa il suo debito al

creditore assgnatario, si estingue anche il credito che l’assegnatario ha verso il debitore esecutato.

Crediti che scadono oltre i 90 giorni art 553. Possono essere o assegnati o venduti. Assegnati se i

creditori ne fanno domanda, venduti in caso contrario. La cessione avviene pro soluto e

l’acquirente del credito paga subito. Quindi la domma è maggiore o minore ecc. problema nasce

se, invece della vendita del credito, i creditori ne chiedono l’assegnazione. Art 553 equipara la

vendita del credito all’assegnazione su domanda. La vendita avviene pro soluto. Assegnatario è

nella posizione di chi deve curare la riscossione del credito di cui è titolare. Nel caso di

assegnazione pro solvendo curare la riscossione è onere del creditore assegnatario. Nel caso di

assgnazione pro soluto il credito si è già estinto quindi solo l’assegnatario ha interesse alla

riscossione. Se il terzo non paga l’assegnatario ricorre alla tutela esecutiva e puà subentrare nel

titolo del debitore esecutato. Se il debitore esecutato non aveva il titolo esecutivo, può utilizzare

l’ordinanza di assegnazione.

All’istanza di vendita deve essere allegata la documentazione dell’art 567. L modalità di

liquidazione del bene immobile sono la vendita con incanto e quella enza incanto. Se quella senza

incanto non dà risultati si usa quella con incanto.

- Senza incanto: invito a fare la propria offeta in cancelleria a busta chiusa. Possono

partecipare tutti tranne il debitore esecutato. Possibile anche fare una offerta per persona

da nominare. Avvocato offre una somma e entro 3 giorni deve depositare il nome

dell’acquirente. Si deve versare una somma equivalente a un decimo del prezzo con il

deposito in cancelleria. Atrimenti si passa alla vendita al’incanto se il creditore lo chiede.

Quando il giudice accoglie l’offerta deve emettere due decreti. Con uno stabilisce le

modalità di versamento del prezzo e se non è effettuato provvede a una ricendita. Se

ilversamento viene effettuato nelle modalità tabilite allora emette il decreto di

trasferimentocon cui termina la liquidazione.

- All’incanto: art 576 inizia con un bando di vendita. I soggetti che possono partecipare sono

gli stessi della vendita senza incanto e c’è la possibilità di offerte per persona da nominare.

All’udienza il giudice procede alla vendita incanto ex 581. Ogni soggeto fa l’offerta

oralmente. Individuati offerente e prezzo di vendita, entro 0 g possono essere fatte offerte

in aumento ddi almento un quinto de lprezzo. L’offerente o il vincitore deve versare il prezzo

nel modo stabilito. Se il versamento viene effettuato il giudice pronuncia il decreto di

trasferimento ex 586. Possibile che non lo pronunci se ritiene che il prezzo sia

eccessivamente inferiore rispetto al valore. Il trasferimento dunque avviene con il decreto e

non con l’aggiudicazione. Se il proc ex si estingue senza che si completi il

subprocedimento, il processo prosegue limitatamente a tale suporc. Con il decreto, si

dispone la cancellazione della trascrizione del pignoramento e delle iscrizioni ipotecarie.

Importante novità sul fatto che l’aggiudicatario finanzi il proprio acquisto con un nutuo

ipotecario. Si può stabilire che le somme siano versate all’esecuzione contestualmente

all’iscrizione. Decreto costituisce il titolo esecutivo per il rilascio. Pignoramento immobiliare

è effettuato dall’ufficiale giudiziario sulla base delle indicazioni del creditore procedente. Se

il bene è nella materiale disponibilità del custode, il decreto di trasferimento è titolo

esecutivo per il rilascio. Comunque la consegna è l’adempimento di un dovere processuale.

Se invece il bene è in possesso di un terzo estraneo, il titolo esecutivo non ha effetto verso

di lui. L’aggiudicatario del bene dovrà usare i normali strumenti di diritto sostanziale.

- L’assegnazione non può avere luogo per una somma inferiore alle spese di giustizia. Se

non si provvede all’assegnazione il giudice può provvedere in due modi:

- amministrazione giudiziaia del bene immobile

- Nuova vendita all’incanto

In alternativa al nuovo tentativo di vendita, il giudie può disporre l’amministrazione giudiziaria. Utile

quando il bene produce frutti tali da poter soddisfare i creditorianticresi processuale. Altra ipotesi

dipende dal mercato. Alcune attiità possono essere delegate a professionistiimmobili e mobili

registrati. Art 534bis e 591bis. Art 164bis prevede un rimedio per infruttuosità dell’espropriazione.

Giudice deve fare una valutazione dei costi e dei benefici. Elementi attivi ritornano alla disponibilità

del debitore.

Vendita forzata è un fenomeno processuale. Anche gli atti che compie l’acquirente sono atti del

proc esecutivo. Vendita è un procedimento giurisdizionale che ha effetti di diritto sostanziale. Art

2919: vendita forzata trasferisce i diritti che sulla cosa spettavano a chi ha subito l’espropriazione.

Non si parla di debitore ma di colui che ha subito l’espropriazione. La vendita trasfisce i diritti che

spettavano al terzo sul bene. La vendità dà luogo a un acquisto a titoloderivativo. Non sono

opponibili all’acquirente in vendita forzata i diritti dei terzi che non sono opponibili al creditore

pignorane. L’aggiudicatario acquiesta quello che colui che ha subito l’espropriazione aveva al

momento del pignoramento. Estensione degli effetti conservativi del pifnoramento ai creditori

intervenuti. Salvi gli effetti del possesso di nuona fede. Si applica dunque l’art 1153. Se l’acquisto è

idoneo a sanare la carenza del potere di isporre o superare l’ineficacia? Art 2919, acquirente di

buona fede non è il terzo ma l’aggiudicatario che fonda il suo acquisto sul titolo astrattamente

idoneo costituito da vendita o assegnazione forzata. Nel caso del 2919 la buona fede consiste nel

non sapere che il bene non appartiene all’esecutato. Quando nasce il diritto acquistato a titolo

originario si viene a creare una situazione di imcompatibilità con quella del terzo proprietaio del

bene.

Nell’ipotesi in cui l’esecutato non fosse titolare del diritto, il conflitto tra il terzo e l’acquirente di

risolve normalmente a favore del terzo. Tutela di chi rimane soccombente? Ex art 2920 se viene

venduta una cosa mobile chi aveva la proprietà o altri diritti reali ma non li ha fatti valere verso

l’acquirente non può ripetere dai creditori la somma che li è stata distribuita. Può soddisfarsi sulla

somma solo fino a che non sia distribuita. Il fatto che l’acquisto in vendita forzata sia a titolo

originario o derivativo dipende dalla buona fede. Il terzo che ha perso il proprio diritto perché c’è

stato una cquisto a titolo originario

- Prova della mala fede del creditore: omporatmento illecito sul piano sostanziale.

- Arricchimento senza caussa nei confronti del debitore esecutato. Il debitore ha pagato

debiti suoi con beni altrui. Il terzo non può ripetere la somma distribuita. Quindi l’esecutato

si arricchisce.

- Assegnazione, titolo idoneo al trasferimento della proprietà art 2926: i terzi che avevano la

proprietà possono entro 60 g rivolersi all’assegnatario che ha ricevuto in buona fede il

possessoversare nelle casse la somma trattenuta per la soddisfazione del credito.

L’assegnatario torna creditore del debitore.

Se la vendita dà luogo ac acquisto a titolo derivativo tra proprietario e aggiudicatario, l’ultimo ci

rimette. Art 2921 dà tutela all’aggiudicatario che può farsi consegnare il ricavato dalla vendita e

andare dai creditori per ripetere la domma dopo la distribuzione.

Differenze con la vendita di diritto comune:

- Nella vendita forzata non c’è la aranzia per i vizi della cosa

- Non può essere impugnata per rescissione per lezione.

- Effetto estintivo dei diritti di garanzia ex 586.

La nullità del processo esecutivo può essere fatta valere dall’esecutato come motivo per chiedere

caducazione effetti vndita forzata? In caso di nullità del proc ex i creditori non sono tenuti a

restituire quanto ricevuto. L nullità degli atti che hanno preceduto la vedita o l’assegnaizone non ha

effetti verso l’aggiudicatario. Non c’è possibilità che residuino atti nulli nel proc esecutivo perché le

nullità devono essere fatte valere prima. Le nullità del processo di vendita hanno una disciplina

diversa perché l’aggiudicatario è parte della fase del procesimento. Le nullità devono essere fatte

valere con l’opposizione agli atti esecutivi. La nullità del subprocedimento è opponibile

all’aggiudicatario a processo concluso. La nullità è opponibile ma non a processo concluso. A

questo si fa eccezione quando l’acquirente abbia colluso con il creditore procedenteimpugnazione

straordinaria. Opposizione all’esecuzionesospensione facoltativa del processo esecutivo. La

mancanza del diritto a procedere non impedisce al processo di operare una corretta

trasformazione del diritto in somma di denaro. Le nullità del processo esecutivo invece creano una

trasformazione non attendibile. Art 2929 non fa riferimento alla carenza del diritto proc ad

esecuzione forzata.

Fase distributiva non ha luogo se non è stato possibile procedere alla realizzazione del diritto

pignorato o quando questo è stato assegnato a un creditore senza conguaglio. Artt 509-512 e 541

e 598. Art 509 stabilisce che la somma oggetto della distribuzione è composta da quando proviene

a titolo di prezzo, conguaglio, rendita o provento di cose pgnrate + multa e risarcimento danni da

parte del’aggiudicatario. Ordine crediti:

- Spese della procedura hanno la precedenza

- Creditori con diritto di prelazione, ordine ex art 2777

- Creditori chirografari tempestivi, se la somma non basta c’è una ripartizione proporzionale.

Se l’intervenuto non segue l’invito del creditore procedente, questi iene soddisfatto prima

- Creditori chirografari tardivi: intervenuti dopo l’udienza che detemina le modalità di venfita o

assegnazione

- Eecutato per l’eventuale residuo.

Bisogna distinguere quando ci sono e quando non ci sono creditori intervenuti. Se il creditore è

solo uno, il giudice convoca le parti e dispone il pagamento. Se i creditori sono plurimi, il giudice

deve procedere al piano di riparto.

- Nell’espropriazione mobiliare i creditori possono presentareun piano concoreato e

sottoscritto. Art 541 il giudice provvede in confomità al piano se non c’ opposizione.

Altrimento art 512. Se non c’è un piano concordato, ogni creditore può chiedere che si

prceda alla distribuzione della somma ricavata. Anche se non ha il titolo esecutivo può

chiederlo.

- Immobiliare: il giudice procede d’ufficio. prepara un piano di distribuzione e fissa

un’udienza. Le parti hanno 10 per consultare il piano di riparto. Se non compaiono

all’udienza o non si opoongono il piano è approvato. Posizione delicata del creditore con

credito contestato che abbia in corso il procedimento di accertamento.

Art 510 prvede che a favore dei creditori contestati che abbiano proposto domanda per ottenere il

titolo esecutivo sia disposto l’accantonamento delle somme che gli spetterebbero. La somma

accantonata viene distributia decorso iltermine fissato dal giudice, su istanza di parte o d’ufficio.

decorsi al massimo 3 anni la somma accantonata è distribuita. Incostituzionale? Principio per cui la

durata del processo non deve creare pregiudizi. Il processo esecutivo si chiude con l’emissione dei

mandati di pagamento da parte del cancelliere

Art 511 domanda di sostituzione nel processo esecutivo. I creditori di un creditoe possono

chiedere sdi essere a lui sostituiti con domanda ex art 499. La domanda di sostituzione si effettua

nelle fomre dela domanda di intervento ma non è una domanda di intervento. Le contestazion tra

sostituito e sostituente non possono ritardare la distribuzione tra gli altri.

Che effetto ha l’approvazione del piano di riparto e la distribuzione? Provvedimento ha la stabilità

degli atti del processo esecutivo. Nullità deve essere fatta calere con l’opposizione agli atti

esecutivi. Ci sono ostacoli alla ripetizione dell’indebito? L’esecuzione ha solo gli effetti del

pagamento spontaneo, altrimenti eccederebbe la sua funzione. Il pagamento di per sé non

impedisce la ripetizione dell’indebito. La distribuzione non ha efficacia stabilizzante della realtà

sostanziale.

E i creditori possono contestare le modalità della distribuzione? No. Mentre il diritto sostanziale dà

rilevanza ai rapporti tra creditor e debitore anche dopo l’adempimento, tra i creditori non c’è una

relazione diretta giuridicamente rilecante. L’unica possibilità è quella di far valeere in via

surrogatoria le ragioni che il creditore ha. Per il debitore i creditori ono tutti iuguali. In passato le

controversie sulla distribuzione erano risolte con un processo di cognizione.

Art 512 stabiliscw che il giudice dell’secuzione, sorta la sontroversia, sentite le parti, provvede con

ordinanza impugnabile con opposizione agli atti esecutivi. Le controversie sono risolte in sede di

provesso esecutivo. Ha effetti limitati al processo esecutivo quindi non h eeffetti dichiarativi. Non

c’è pià il dilemma del concorso tra oppoizione all’esecuzione e la controversia in sede di riparto

perchp ora hanno due effetti diversi. La sentenza che decide dell’opposizione all’esecuzione

procduce il giudicato mentre l’ordinanza ha effetti solo interni al proceso esecutivo. Non ha effetti di

accertamento al i fuori del processo. L’unico scopo della contestzione in sede distributiva è

impedire la soddisfazione del creditore. La regola dell’interesse ad agire si aplplica anche

all’esecuzione forzata. Il debitore pià scontestare la sussistenza e l’ammntare dei crediti di tutti i

creditori. Ha diritto di estinguere i debiti esistenti e non quelli inesitenti. Le ragioni di prelazione dei

vari creditori non riguardano il debitore perché lui è ugualmente obbligato verso tutti i creditori. Le

ragioni di prelazione possono essere contestate tra un creditore e l’altro. I creditori hnno interesse

solo se dall’accoglimento dell’apposizione deriva un vantaggio concreto.

Onere della proca spetta al creditore contestato deve provare i fatti costittuitvi del dirittovantato.

Quando si giunge alla distribuzione, a favore del creditore sussiste un atto che in varia misura ha

efficacia di accertamento. Ogni tipo di atto ha un regime diverso quando ai motivi che consentono

la contestazione deldiritto. Un punto delicato riguarda l’efficacia nei confronti del creditore

contestante di eventialiatti tra il creditore contestato e il debitore sulla sussistenza e l’ammontare

del creito. I creditori fanno parte della categoria di terzi che deve riconoscere e subite gli effetti

delle attività di natura sostanziale e processuale poste in essere dal debitore. Gli atti che possono

pregiudicare gli altri creditori sono quelli che aumentano massa passiva o diminuiscono quella

attiva. I creditori sono vincolanti ad entrambi gli atti. Come difese hanno l’azione revocatoria e

l’azione di simulazione o di nullità.

Un creditore può opporre le stesse difese del debitore sull’ammontare del credito e sulla sua

sussistenza. Le parti che devono essere sentite dal giudice dell’esecuzione sono tutte quelle che

vedono modificato nei loro confronti il piano di riparto. Chi riceve pregiudizio dall’accoglimento

della contestazione deve partecipare al processo. Il processo esecutivo può essere sospeso in

pensenza del procedimento per la risoluzione delle contestazione. Può essere sospeso

totalmenteo parzialmente. Sospensione obbligatoria ma giudiziale. Giudice apporta al piano di

distribuzione le modifiche con ordinanza. Opponibile ex 617. Il processo di cognizione dunqeu è

successivo ed eventuale.

Esecuzione correlata a obblighi di consegna di una cosa determinata o ogni altro tipo di attività che

l’obbligato omette ditenereesecuzione forzata in forma specifica. Non ha nulla a che vedere con la

tutela in forma specifica, la distinzione tra tutela per equivalente e in forma specifica appartiene

solo al diritto sostnziale. Nell’espropriazione c’è il diritto di credito da tutelare e il diritto parimoniale

del debitore che è oggetto del pignoramento e poi della vendita. Nell’esecuzione in forma specifica

c’è solo un diritto: quello del quale si chiede la tutela esecutiva. Ulteriore problema sulla

individuazione dei diritti tutelabili con l’esecuzione in forma specifica. Secondo una parte della

dottrina sono surrogabili con ‘esecuzione in forma specifica solo gli obblighi relativi ai diritti

assoluti. Contrapposizione tra situazioni strumentali e finali. In realtà per capire quale tipo di tutela

esecutiva sia necessaria è determinante la struttura dell’obbligo inadempiuto quindi non rilevano le

distinzioni basate sul tipo di diritto. La struttura del diritto potrebbe rilevare dal pv pregiudiziale

della tutela in forma specifica. L’elemento che distingue i diritti assoluti da quelli relativi sono le

vicende costitutive e estintive e l’opponibilità a terzi. Tutti gli obblighi che hanno ad oggetto una

cosa determinata sono suscettibili di tutela esecutiva in forma specifica.

Obblighi relativi a quantità di cose indeterminate. Una quantità di cose può essere oggtto di un

contratto in due modi: cose individuate art 1377, trasferimento della proprietà al momento del

consenso. Cose determinate solo nel genere allora 1378 è necessaria la specificazione. Per il

primo tipo di contratti l’esecuzione in forma specifica è giuridicamente possibile. Se serve la

specificazione si ottiene con il trasferimento.

2741par condicio creditorum. L’obbligo inadempiuto può essere correlato al diritto in due modi:

poteri funzionalmente idonei a sostituire l’inadempimento dell’obbligato. Avente diritto può

sostituire al’attività dell’obbligato inadempiente quella di un altro soggetto. L’ambito di applicazione

per obblighi di fare è ridotto al 95% perché a fronte di obblighi inadempiuti è possibile fare a meno

dell’ufficio esecutivo. L’intervento giurisdizionale non è necessario L’esecuzione forzata è

necessaria solo se il titolare non si puà procurare autonomamente l’utilità che doveva procurargli

l’obbligato. La natura sostitutiva dell’esecuzione diretta postula che l’attività sia strutturalmente

omogenea rispetto a quella omessa dall’obbligato. Infungibilità invece può derivare da due causa:

- Obbligo intuitu personae

- Obbligato in una situazione di monopolio di fatto o di diritto, unico a poter soddisfare la

situazione

Obbligo di pati: sopportare che l’avente diritto compia una certa attività nella sfera giuridca

dell’obbligato. L’obbligo di non fare vieta di tenere un certo comportamento ma non dà al titolare il

potere di invadere la sfera giuridica. Collegato al diritto di invadere la sfera giuridica dell’obbligato

che deve sopportare l’invasione. Nell’obbligo di pari l’invasione è fisiologica. Nell’obbligo di non

fare invece è patologica. Se l’interesse dell’attività è correlato al risultato, la tutela esecutiva diretta

puà operare perché non serve che l’obbligato collabori. Esecuzione per consegna o rilascio. Non è

possibile utilizzare l’esecuzione per obblighi di fare perché questo significherebbe superare

l’inadempimento del’obbligato. Nell’esecuzione per obblighi di pati è sufficiente che il bene entri

nella provvisoria disponibilità dell’avente diritto. Se si utilizza l’esecuzione per obblighi di fare

anche per il pati, l’ufficio esecutivo sostituisce l’attività dell’avente diritto.

Esecuzione per consegna o rilascio: art 2930, esecuzione per consegna o rilascio ha lo scopo di

trasferire il potere di fatto sul bene da colui che lo esercita a colui che ha il diritto di esercitarlo. Da

chi ha lo ius possessionis a chi ha lo ius possidendi. L’avente diritto acquista il possesso se sul

bene gli viene riconosciuta l’esistenza di un diritto reale. La situazione possessoria si differenzia in

base al tipo di diritto a tutela del quale si è avuta l’esecuzione. I titoli esecutivi che fondano

l’esecuzionesono n 1 e 3 art 474 e il verbale di conciliazione giudiziale. Il titolo è utilizzabile a certe

condizioni da o contro un soggetto diverso da colui che nel titolo è individuato. Uno degli effetti

dell’espropriazione è la creazione di un titolo di acquisto tra esecutato e aggiudicatario. Se il bene

è di chi non è esecutato, questi non subisce effetti dall’espropriazione perché il titolo si forma

contro colui al quale il creditore ha fatto acquisire la qualità di esecutato. Il terzo subisce gli effetti.

Mentre la direzione degli effetti dell’espropriazione è soggettiva e gli effetti si producono solo nei

confronti del soggetto esecutato, in quella in forma specifica la direaione dell’esecuzione è

oggettiva e gli effetti si producono secondo la situazione esistente. Il creditore deve individuare

come parte esecutata il soggetto verso cui effettivamente si producono gli effetti dell’esecuzione.

Chi assume la qualità di parte diviene destinatario degli effetti dell misura giurisdizionale.

Nell’esecuzione in forma specifica il fenomeno èche prima bisogna stabilite chi subisce gli effetti

dell’esecuzione e poi lo si fa diventare parte. Procedimento per consegna o rilascio ex art 605. Il

precetto deve contenere la descrizione dei beni. Unico soggetto necessariamente presente

l’ufficale giudiziario. La consegna avviene ex art 606. Ufficiale fa uso di poteri conferitigli dall’art

513. Il irlascio avviene ex 608, deve essere dato all’esecutato il preavviso del giorno e dell’ora in

cui avverrà l’immissione nel possesso. Esecuzione forzata inizia con la notifica del preavviso di

rilascio. Dopo la notificazione del precetto, l’istante ha 90 giorni per iniziare l’esecuzione. La

notificazione del preavviso di rilascio impedisce la perenzione del precetto. Ufficiale ingiunge

all’esecutato di astenersi dall’esercitare il potere di fatto e immette l’avente diritto nel possesso del

bene. Se l’avente diritto vuole anche la detenzione del bene, non si applica l’art 608 ultima parte il

proedente deve agire nei confronti dei detentori. L’esecuzione ha luogo contro l’obbligato secondo

il titolo esecutivo per la parte del bene di cui egli ha la detenzione e in parte avviene con la

ingiunzione al terzo debitore. Per la prima parte esecuzione per rilascio, per ‘laltra ingiunzione. Può

darsi che nell’immobile ci siano dei beni mobili. Se sono oggetto di consegna non c’è problema, se

appartengono all’esecutato art 609 prevede che l’avente diritto debba essere intimato a ritirare i

beni. Se non li ritira e i beni hanno un valore superiore alle spese per asporto custodia e vendita

questi vengono affidati a un custode che li vende e con il ricavato paga le spese. Se hanno scarso

valore vengono smaltiti altrimenti. Art 610 giudice dell’esecuzione. Impregiudicato il problema

dell’intervento del giudice delle opposizioni. L’ufficio esecutivo prima di agire deve determinare la

sua azione e valutare se compiere un determinato atto e il suo contenuto. Ufficiale giudiziario deve

stabilire come determinare la propria attività senza poter ricorrere al giudice dell’esecuione. Le

parti possono interpellate il giudice. Spese dell’esecuzione sono anticipate dall’istante ma sono a

carico dell’esecutato. Comprendono anche gli onorari dell’avvocato. Sono liquidate dal giudice

dell’esecuzione con decreto che è titolo esecutivo.

Artt 2931 e 2933 esecuzione per obblighi di fare. L’attuazione non modifica le situazioni sostanziali

esistenti sul bene. Titolaritò e contenuto dei diritti rimangono identiche. Art 612 per compimento

dell’opera non seguita o distruzione dell’opera compiuta. Esecuzione forzata di una sentenza di

condannal’esecuzione ha per oggetto il diritto e non il proccedimento. Ma in realtà anche i verbali

di conciliazione giudiziale giustificano l’esecuzione per obblighi di fare. L’esecutato viene

individuato sulla base delgi effetti concreti che produrrà l’esecuzione. Dopo 10 g dalla notifica del

precetto, il creditore ricorre al giudice dell’esecuzione perché determini le modalità dell’esecuzione.

Il giudice convoca l’esecutato, stabilisce modalità di esecuzione e nomina ufficiale giudiziario. Le

modalità del’lesecuzione sono stabilite nell’interesse dell’esecutato perché l’interesse è teso al

risultato ed è concentrato nel titolo esecutivo. In sede di esecuzione può darsi che l’oper necessiti

del rilascio di concessioni della patitolo esecutivo dà la possibilità di usare tutti gli strumeni

giuridici che l’esecutato ha nel suo patrimonio.

Esecuzione indiretta: 614bis adotta la tecinca della sanzione civile di cui è beneficiario l’avente

diritto. Attuazione egli obblighi di fare infungibile e di non fare. Affida la concessione della tutela

esecutiva al giudice della cognizione. L’avente diritto deve dunque proporre domanda di condanna

in sede dichiarativa per la detemrinazione della sanzione pecuniaria. Compit è attribuito al giudice

competente per la domanda di condanna. La misura esecutiva rimane un provvedimento a

contenuto processuale e non diventa un pronunci di merito. La regola nella misura esecutiva non

ha nulla di sostanziale. Provvedimento di rito. Dal contenuto processuale della misura esecutiva

discende che:

- La istanza non è una domanda e il provvedimento non è di merito. L’istanza può essere

proposta in qualunque momento del processo

- Le somme che l’avente diritto percepisce ssi cumulano e non si sostituiscono al

risarcimento dei danni

- Le parti non sono in grado di realizzare negozialmente gli stesi effetti della misura

giurisdizionale.

La misura esecutiva può essere disposta dal giudice in sede di tutela cautelare ma non di

conciliazione giudiziale né dall’arbitro. Determinazione della somma avviene per ogni violazione o

inosservanza successiva o ritardo nell’esecuzione. Per gli obblighi di fare la sanzione è

parametrata al ritardo nell’adempimento. Per quelli di non fare a ogni episodio di violazione

dell’obbligo di astensione.

L’entità della sanzione viene rimessa all’arbitrio del giudice. Criteri molto

evanescentiincostituzionale. Una volta richiesta, il giudice deve verificare che la condanna abbia

ad oggetto un’astenzione o un facere infingubile. La decisione del giudice di cognizione è

vincolante per il giudce del’eseccuzione. Ipotesi in cui l’esecuzione indiretta è esclusa:

- Materia di lavoro subordinato e parasubordinatoincostituzionale=

- Ove ciò sia manifestamente iniquo

Controlli cui è sottoponibile la misura esecutiva. Mezzi di impugnazione e rimedi del proc cautelare

se è emessa dal giudice cautelare. solo in sede di merit

Il proccedimento di condanna è titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute. Non c’è

necessità di verifica dell’esistenza del’illecito. Se c’è una riforma del provvedimento le somme già

pagate devono essere restituite. Caducazionemisura esecutiva viene travolta per effetto

espansivo esterno. Caducazione retroattiva. Se c’è sospensione e il proccedimento viene

confermato l’avente diritto non può pretendere le somme perché la sanzione pecuniaria ha finalità

processuali e la sospensione la rende inoperante.

Opposizione all’esecuzione artt 615 e 616 ha per oggetto la contestazione del diritto della parte

istante a procedere a esecuzione forzata. Il diritto a procedere a esecuzione forzata manca

quando la situazione sostanziale esiste ma non ha diritto ditutela esecutiva o quando c’è il diritto

alla tutela esecutiva ma non la situazione sostanziale. Profili di contestazione:

- Mancanza del diritto alla tutela. Manca il tutolo esecutivo in senso sostanziale. Opponente

può negare il diritto a procedere. L’esecuzione forzata deve essere fondata su un valido ed

efficace titolo esecutivo. Deve sussistere per tutto il corso dell’esecuzione finchè non viene

terminata. Problemi quando si nega l’esistenza del titolo allegando la nullità dell’atto in cui il

titolo consiste. Ogni nullità dei titoli esecutivi stragiudiziali può essere fatta valere. Per quelli

giudiziali invece c’è il principio della conversione delle nullità in motivi di impufnazione.

Quindi non si possono far valere le nullità in sede di opposizione all’esecuzione. non si

applica il principio della conversione delle nullità in motivi di impugnazione all’atti

inesistente. Nel’opposizione all’esecuzione si può far valere l’inesistenza del

provvedimento. Stessa disciplina vale anche per i titoli esecutivi stragiudiziali se per essi

vige l’onere dell’impugnazione. L’efficacia esecutiva di un provvedimento giurisdizionale

può essere prevista dalla legge o disposta dal giudice. Nell’esecutività ope iudicis rileva la

valutazione del giudice quindi sono precluse le contestazioni relative alla effettiva

sussistenza dei presupposti. In quella ex lege invece si può affermare che i presupposti

non esistono. Il giudice non può interferire sull’esecutività.

- Mancanza del diritto da tutelare: il titolo è un atto che ha un’efficacia preclusiva. Possono

essere fatte valere le stesse contestazioni che sarebbero ammissibili nel caso in cui l’atto

esecutivo fosse utilizzato come prova dell’esistenza del diritto in un processo di cognizione

ordinario.

Con l’opposizione all’esecuzione si fa valere anche l’impignorabilità dei beni. Si discute l’an

dell’esecuzione. Spetta solo a coloro che subiscono l’esecuzione. Espropriazione inizia con il

pignoramento e esecuzione per rilascio con la notifica del preavviso di rilascio. Primo atto

dell’ufficio esecutivo dopo il precetto per esecuzione per consegna e obblighi di fare.

- Opposizione proposta prima dell’inizio si propone con ordinario atto di citazione di fronte al

giudice competente, quello del luogo dove si svolge l’esecuzione. Si deve basare sul

precetto per capire quale sarà il giudice.

- Se invece l’esecuzione è già iniziata l’opposizione è proposta con ricorso che si deposita

nella cancelleria del giudice dell’esecuzione e che poi viene portato a conoscenza delle

altre parti interessate insieme al decreto con cui il giudice dell’esecuzione fissa l’udienza di

comparizione. All’udienza di comparizione davanti al giudice del’esecuzione si applica il rito

camerale. Introduzione del giudizio di merito secondo le modalità previste. Il giudice

dell’esecuzione deve rispondere alla domanda eventuale di sospensione e individuare il

giudice competente a decidere nel merito sulla opposizione.

Competenza territoriale è del giudice del luogo in cui si svolge l’esecuzione. se l’ufficio giudiziario

dell’esecuzione è competente allora il giudice assenga un termine per l’introduzione del giudizio di

merito. Prima venivano richiamati artt 175ss. Fissazione di un termine entro il quale la parte deve

iscrivere la causa a tuolo e poi compiere un atto secondo le modalità previste in ragione della

materia e del rito. L’atto introduttivo non deve obbligatoriamente contenere la domanda ma puà

contenerne ulteriori. Non ci sono preclusioni nella fase introduttiva speciale. la legittimazione

spetta smepre all’esecutato, quindi al debitore e al terzo proprietario. L’opposizione può essere

proposta anche in via surrogatoria da un creditore dell’esecutato nella sua inerzia.

Nell’espropriazione l’esecutato è quello che viene individuato dal creditore. Nell’esecuzione in

forma pecifica è colui che subisce gli effetti dell’esecuzione. il creditore procedente è la controparte

dell’opposizione all’esecuzione e i creditori intervenuti sono litisconsorti necessari se sono muniti di

titolo esecutivo. Se viene accolta l’opposizione questa travolge anche gli interventi dei creditori.

Mentre il creditore senza titolo esecutivo non ha poteri da spendere prima dela distribuzione. I

creditori intervenuti senza titolo esecutivo possono partecipare con intervento volontario.

Il processo di opposizione all’esecuzione è un processo ordinario in cui c’è una inversione

dell’iniziativa processuale. L’iniziativa qui è di colui che nega l’esistenza del diritto. Se si contesta il

diritto a provcedere a esecuzione, l’atto che ha efficacia di titolo esecutivo ha anche efficacia di

accertamento dell’esistenza del diritto quindi è il debitore che deve dimostrare il contrario. Il

creditore oposto può proporre domanda riconvenzionale che ha come oggetto lo stesso diritto o un

diritto connesso. Avvoglimento dell’opposizione non fa salva l’esecuzione. il creditore vittorioso

nella domanda riconvenzionale si può ttelare ma deve iniziare da capo l’esecuzione perché il titolo

deve sussistere dall’inizio alla fine dell’esecuzione. la sentenza afferma l’esistenza del diritto a

procedere a esecuzione forzata quando rigetta l’opposizione. Se invece accoglie l’opposizione

nega il diritto a procedere. Accoglimento impdisce la prosecuzione del processo esecutivo e

caduca gli effetti degli atti già compiuti. Se è accolta prima della vendita gli atti perdono effetti, se è

accolta dopo il ricavato è consegnato all’esrcutato. L’accoglimento dell’opposizione ha un effetto

preclusivo. La medesima questione non può essere risollevata nello stesos processo esecutivo.

Opposizione agli atti esecutivi è lo strumento per le controversie che riguardano la conformità degli

atti del processo alle prescrizioni normative che li riguardano. Con l’opposizione agli atti non si

contesta che l’esecuzione si debba fare ma si rileva che si sta procedendo in modo sbagliato. Sul

quomodo. L’an dell’esecuzione è condizione esterna all’esecuzione stessa mentre il quomodo è

una condizione interna. La contestazione sulla confrormità degli atti alle precisioni entra a far parte

del processo di cognizione tramite l’attività di un soggetto che introduce la questione di rito. Nel

processo esecutivo non c’è un ambiente idoneo a decidere e a risolvere le questioni di rito quindiè

necessario uno strumento idoneoopposizione agli atti esecutivi. Per individuare l’oggetto

dell’opposizione bisogna far riferimento alla disciplina della nullità degli atti. Nullit formali e

extraformali. La nullità del titolo esecutivo in senso documentale è oggetto di opposizione degli atti.

L’opposizione agli atti deve essere proposta entro 20 g dal momento in cui la parte è venuta a

cnoscenza dell’atto vizioato.

- Nullità formali danno luogo a un vizio del’atto rilevabile solo dalla parte interessata e in

alcuni casi dal iudice. La mancata proposizione dell’opposizione determina la sanatoria del

vizio dell’atto processuale.

- Nullità extraformali sono rilevabili d’ufficio e tutti gli atti del processo sono viziati

auromaticamente. Non dunziona la sanatoria delle nullità formali.

- Se l’ufficio rileva una nullità deve rifiutare di emettere il provvedimento che gli viene

richiesto. La parte interessata può proporre opposizione o fare istanza al giudice perché

rilevi la nullità che non ha rilevato.

Il potere di proporre opposizione ali atti spetta a tutti coloro che sono parte del processo. Art

157 esclude colui che ha compiuto l’atto e la parte che vi ha rinunciato. La parte può far valere

la nullità solo se ha interesse a farla valere.

- Prima dell’inizio dell’esecuzioneL’opposizione è proposta con citazione. Art 480 regola la

competenza territoriale. la competenza spetta al giudce dell’esecuzione perché

l’opposizione ha lo scopo di decidere una questione di rito. È sempre il tribunale.

- Dopo l’inizio dell’esecuzione Opposizione è proposta con ricorso depositato nella

cancelleria del giudice dell’esecuzione.


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AUTORE

Aelica

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (a ciclo unico)
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aelica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Procedura civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Silvestri Caterina.

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