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M. TVLLI CICERONIS

PRO A. LICINIO ARCHIA POETA ORATIO

Si tratta di un’importante Orazione scritta da Cicerone nel 62 a.C.

La pro Archia è una grande difesa che cicerone fa degli studi humanitatis; dovrebbe essere un’orazione di

tipo giudiziario su un accusa mossa ad Archia (=greco che arriva in occidente nel 102 e viene di fatto

adottato da grandi famiglie romane, i luculli e i Metelli, ma ad un certo punto emerge che sia colpevole di

immigrazione clandestina, non abbia legalizzato la sua posizione in base ad alcune leggi -nello specifico la

lex plautia papiria dell’89 a.C ).

Accusato di questo Cicerone lo difende, ma il processo è già vinto in partenza: nel collegio giudicante del

processo c’è il fratello di Cicerone (Quinto) che è uno giudice; Licinio Archia è difeso dai Metelli e dai luculli

per cui non ci sono molte possibilità che lo condannino.

E quindi cicerone gira l’intera orazione in una trattazione extra causam, va proprio a trattare altro e cioè la

difesa degli studia humanitatis, l’importanza degli studia humanitatis nella formazione di un cittadino.

È un’orazione che viene riscoperta da Petrarca che ne farà uno dei cardini della sua elaborazione e della

centralità negli studia humanitatis. [1] Se c’è in me qualche talento, giudici, che so

[1] Si quid est in me ingeni, iudices, quod sentio quanto sia esiguo, o qualche esperienza nell’arte del

quam sit exiguum, aut si qua exercitatio dicendi, dire, nella quale non nego di essere discretamente

in qua me non infitior mediocriter esse versatum, esperto, o qualche competenza in questo campo

aut si huiusce rei ratio aliqua ab optimarum derivata da uno studio sistematico delle arti liberali,

artium studiis ac disciplina profecta, a qua ego da cui confesso che nessun periodo della mia vita si è

nullum confiteor aetatis meae tempus allontanato, di tutte queste doti prima di ogni altro,

abhorruisse, earum rerum omnium vel in primis questo Aulo Licinio deve rivendicare quasi per

hic A. Licinius fructum a me repetere prope suo proprio diritto il frutto. Infatti quanto più lontano

iure debet. Nam quoad longissime potest mens possibile la mia mente può ritornare al passato e può

mea respicere spatium praeteriti temporis, et ricordare l’ultima memoria dell’infanzia, tornando

pueritiae memoriam recordari ultimam, inde fino a là, mi accorgo che proprio costui fu il primo ad

usque repetens hunc video mihi principem et ad avviarmi e a mettermi sulla strada della conoscenza

suscipiendam et ad ingrediendam rationem di questi studi. E se questa eloquenza, che si è

horum studiorum exstitisse. Quod si haec vox, formata su esortazione e sui precedetti di costui, fu

huius hortatu praeceptisque conformata, non talvolta motivo di salvezza per qualcuno e se da lui

nullis aliquando saluti fuit, a quo id accepimus appresi bene questa (arte) con cui possiamo assistere

quo ceteris opitulari et alios servare possemus, tutti gli altri e salvare alcuni, a questo stesso da cui

huic profecto ipsi, quantum est situm in nobis, et abbiamo imparato dobbiamo portare sostegno e

opem et salutem ferre debemus. difesa, per quanto è nelle nostre possibilità.

[2] Ac ne quis a nobis hoc ita dici forte miretur, [2] E affinché nessuno si stupisca che questo sia

quod alia quaedam in hoc facultas sit ingeni, detto da noi, cioè che in costui vi è una qualche altra

neque haec dicendi ratio aut disciplina, ne nos facoltà naturale di ingegno che va al di là di questa

quidem huic uni studio penitus umquam dediti arte del dire e studio sistematico, nemmeno noi

fuimus. Etenim omnes artes, quae ad siamo stati mai dediti a questa sola disciplina, e

humanitatem pertinent, habent quoddam infatti tutte le arti che si riferiscono all’uomo hanno

commune vinculum, et quasi cognatione quadam un qualche vincolo comune e sono tenute insieme

inter se continentur. tra sé da una certa parentela.

[3] Sed ne cui vestrum mirum esse videatur me Ma perché a nessuno di voi sembri essere strano che in

in quaestione legitima et in iudicio publico--cum un processo legale e in un tribunale pubblico mentre si

res agatur apud praetorem populi Romani, svolge un processo presso il pretore del popolo romano,

lectissimum virum, et apud severissimos uomo eccellente, e davanti a giudici di grande moralità,

iudices, tanto conventu hominum ac con così grande assemblea di uomini e numerosa, io

frequentia--hoc uti genere dicendi, quod non ricorra a questo tipo di oratoria che non soltanto si

modo a consuetudine iudiciorum, verum etiam allontana dalla consuetudine processuale, ma anche dal

a forensi sermone abhorreat; quaeso a vobis, ut linguaggio forense, vi chiedo di darmi in questa causa

in hac causa mihi detis hanc veniam, questa libertà, degna di questo imputato, cosa che così

adcommodatam huic reo, vobis (quem ad spero a voi non molesta, cioè che mentre difendo un

modum spero) non molestam, ut me pro grandissimo poeta e uomo dottissimo, al cospetto di

summo poeta atque eruditissimo homine questa assemblea di uomini e di grande cultura, di

dicentem, hoc concursu hominum fronte alla vostra umanità e infine mentre presiede la

literatissimorum, hac vestra humanitate, hoc causa questo pretore, che mi consentiate, di parlare un

denique praetore exercente iudicium, patiamini po’ più liberamente di studi e di cultura letteraria e di

de studiis humanitatis ac litterarum paulo loqui usare per una persona di tal valore, che a causa dell’ozio

liberius, et in eius modi persona, quae propter e dello studio non è mai stata trascinata nei tribunali e

otium ac studium minime in iudiciis nei pericoli, un qualche nuovo e insolito genere di

periculisque tractata est, uti prope novo eloquenza.

quodam et inusitato genere dicendi. [4] Cosa che se avrò la sensazione che a me da voi sia

[4] Quod si mihi a vobis tribui concedique attributo e concesso tanto, farò in modo senza dubbio

sentiam, perficiam profecto ut hunc A. Licinium che riteniate non solo che non sia da allontanare dal

non modo non segregandum, cum sit civis, a novero dei cittadini, ma anche se non lo fosse che fosse

numero civium, verum etiam si non esset, da aggiungere (ai cittadini). Infatti, non appena Archia si

putetis asciscendum fuisse. Nam ut primum ex allontanò dalla fanciullezza e da quelle discipline dalle

pueris excessit Archias, atque ab eis artibus quali l’età del bambino è solito essere avviata alla

quibus aetas puerilis ad humanitatem informari conoscenza, si dedicò all’arte dello scrivere e riuscì ben

solet se ad scribendi studium contulit, primum presto a superare tutti con la gloria dell’ingegno, prima

Antiochiae--nam ibi natus est loco nobili-- ad Antiochia – infatti lì nacque da nobile famiglia, città

celebri quondam urbe et copiosa, atque un tempo illustre, ricca, e abbondante di uomini

eruditissimis hominibus liberalissimisque studiis dottissimi e di studi liberali. Poi in tutte le altre parti

adfluenti, celeriter antecellere omnibus ingeni dell’asia e in tutta la grecia, così i suoi arrivi erano

gloria contigit. Post in ceteris Asiae partibus celebrati da tale affluenza di pers

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

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