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Pro Archia di Marco Tullio Cicerone

Introduzione e contesto

Se c'è in me, o giudici, del talento e so benissimo quanto questo talento sia esiguo, o se una certa pratica nell'esercizio dell'oratoria nella (pratica) io non nego di essere discretamente versato o se ho una competenza in questo campo che mi deriva da studi e dedizione delle arti liberali. Da questa io confesso di non essermi mai allontanato in nessun tempo della mia vita, di tutte queste mie doti Aulo Licinio forse prima di tutti deve chiedermi il frutto quasi fosse un suo diritto. Perché per quanto io possa con la mia memoria ritornare indietro e rievocare i tempi più lontani e i ricordi della mia infanzia risalendo fino ad allora io vedo che costui è stato per me il più importante nell'armarmi ad intraprendere la “ratio” di questi studi e a farvi i primi passi dentro.

Ma se questa voce formata dalle sollecitazioni e dagli insegnamenti di costui ha potuto giovare a non poche persone; è certo mio compito aiutare e portare salvezza a quest’uomo, dal quale io ho ricevuto tutti i mezzi per portare aiuto agli altri e per salvarli.

La formazione e l'importanza della cultura

Perché nessuno si meravigli che io mi esprima proprio così, ed è un dato di fatto che il mio “assistito” possiede una disposizione dell’ingegno ed è privo di questa conoscenza e dell’eloquenza: alla quale io neppure mi sono mai dedicato fino in fondo in maniera esclusiva. E di fatto tutte le arti si riferiscono alla formazione culturale dell’uomo hanno un comune vincolo ed è come se fra loro fossero tenute insieme da una sorta di legame di parentela.

Il contesto legale e l'eloquenza

Ma a nessuno di voi sembri strano che in un tribunale legalmente costituito e in un processo pubblico, dal momento che la cosa viene trattata davanti al pretore del popolo Romano, uomo molto ragguardevole e davanti ai giudici pieni di austerità in un’udienza tanto affollata, che io usi questo genere di eloquenza, che non soltanto è lontana alla consuetudine del dibattimento giudiziario, ma anche al linguaggio forense; e io vi chiedo di concedermi in questo processo una licenza che si accorda a questo imputato e che a voi non sarà inaccettabile.

Spero che consentiate a me di parlare con una certa libertà dell’amore per la cultura e le lettere, che qui sostengo la difesa di un poeta grandissimo e di un uomo con una grandissima dottrina, qui dove c’è un concorso di persone istruite e dinnanzi a voi che avete tanta “Humanitas” e infine con questo pretore, che presiede il tribunale, che io parli in questo modo nei confronti di una persona schietta che per la vita ritirata non ha mai avuto occasione.

Archia e la sua carriera

Concedetemi che io possa usare un modo di parlare pressoché nuovo per dire inusitato, se io percepirò che voi mi darete e concederete il vostro consenso, certamente riuscirò a convincervi non solo che questo Aulo Licinio non va segregato, escluso dal numero dei cittadini, ma anche se non lo fosse stato avrebbe dovuto essere accolto.

L'influenza culturale di Archia

Poiché appena Archia uscì dalla fanciullezza e da quelle arti con cui ci si suole dare i rudimenti nell’età puerile, si rivolse a imparare a leggere e scrivere ad Antiochia, perché qui nacque da famiglia nobile, una città un tempo ricca, popolosa, piena di uomini coltissimi e di studi liberalissimi, cominciò a superare tutti per gloria di ingegno.

L’Italia era a quel tempo ricca di arti e discipline greche e questi studi erano coltivati nel Lazio con un certo ardore maggiore di quanto oggi nelle stesse città e qui a Roma per la pace di cui godeva lo stato non erano trascurate. E così i Tarentini, i Locresi, i Reggini e i Napoletani conferirono a questo signore la cittadinanza e tutte le altre onorificenze e tutti coloro che erano in grado di giudicare il talento, lo ritennero degno di conoscenza e di ospitalità.

Arrivo a Roma e riconoscimenti

Dal momento che era conosciuto anche dove non si era mai visto per questa diffusione grande della sua fama, venne a Roma durante il consolato di Mario e Catulo. Venne a contatto anzitutto con i consoli, con quei consoli, di cui uno era in grado di offrire imprese grandissime da celebrare, l’altro, oltre alle imprese, anche la dedizione e l’orecchio.

I Luculli, quando Archia indossava ancora la toga pretesta, lo accolsero nella loro casa. Ed era questo non solo dell’ingegno e delle lettere, ma anche della natura e del valore tanto che la casa, che per prima si era aperta alla sua giovinezza, continuasse a dimostrare la più grande familiarità alla vecchiaia. In quei tempi era gradito a Quinto Metello Numidico e a suo figlio Pio; e aveva tra i suoi ascoltatori M. E. Scauro; e viveva con Quinto Catulo padre e figlio; ed era oggetto di apprezzamento da parte di Lucio Licinio Crasso: aveva stretto relazioni di amicizia con Luculli, Drusa, Ottavio, Catone e tutta la famiglia degli Ortensi; riceveva grandissimi onori dal momento che lo apprezzavano non soltanto quelli che desideravano intendere e ascoltare qualcosa da lui, ma anche coloro che potevano simulare un tale interesse.

Viaggio in Sicilia e cittadinanza

Nel frattempo, dopo un intervallo abbastanza lungo, partito per la Sicilia insieme a M. Luculli e quando ritornava indietro da quella provincia sempre insieme a Luculli, arrivò a Eraclea. Dal momento che questa era una città confederata con Roma secondo un patto di uguaglianza (Archia) volle essere iscritto nei registri di quella città e questo perché lui era ritenuto dagli eraclesi degno e anche per l’autorità e l’influenza di Luculli. Gli fu concessa la cittadinanza in base alla legge di Silvano e Carbone, se ci fossero alcuni ascritti nei registri dei cittadini delle città confederate con Roma, se avessero avuto domicilio in Italia e se entro 60 giorni si fossero fatti registrare presso il pretore.

Siccome questo imputato aveva domicilio a Roma da molti anni, andò a farsi registrare davanti al pretore Quinto Metello, suo stimatissimo amico. Se nient’altro se non sulla sua cittadinanza e sulla legge non parliamo, allora non dico più niente, la causa è già stata difesa. Infatti quale di questi casi Grazio puoi indicare? Tu dirai che a suo tempo non è stato registrato nella città di Eraclea? Qui c’è un uomo molto autorevole e pieno di buona coscienza e degno di fede, Marco Luculli, che dice non di crederlo ma di saperlo, non di averlo sentito, ma di averlo visto, non di aver assistito, ma di essere stato l’attore. Sono presenti i delegati di Eraclea, persone nobilissime, sono venuti per questo processo con l’incarico di essere pubblici testimoni. E questi legati confermano che costui era iscritto nella città di Eraclea.

E tu vieni adesso a richiedere i registri anagrafici, quei registri che...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Rosati Gianpiero.
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