PRINCIPI E FONDAMENTI DEL SERVIZIO SOCIALE I
SOMMARIO
STORIA DEL SERVIZIO SOCIALE..................................................................................................2
Come nasce e si sviluppa in Italia lo stato sociale dopo l'Unità...........................................................7
IL WELFARE STATE ED ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI MODELLI........................................11
LEGGI CHE REGOLANO LA PROFESSIONE..............................................................................13
LEGGE SULLA PRIVACY E CODICE DEONTOLOGICO...........................................................23
SISTEMA DI OFFERTA DEI SERVIZI NEGLI ANNI PRECEDENTI LA LEGGE DI RIFORMA
328/00.................................................................................................................................................25
LEGGE DI RIFORMA 328/00..........................................................................................................33
LA SUSSIDIARIETÀ........................................................................................................................36
I SERVIZI SOCIALI NELL’ORDINAMENTO COMUNITARIO..................................................40
AFFIDO E ADOZIONE....................................................................................................................48
INDICE DEI NOMI...........................................................................................................................55
Principi e fondamenti del servizio sociale I
2 STORIA DEL SERVIZIO SOCIALE
Le origini
Nella letteratura classica il senso di affetto è espresso dalle parole ''amore'' e ''amicitia'' che sono
rivolte alla cerchia parentale ristretta e allargata; nella letteratura ebraica, e in particolare in quella
cristiana, il termine ''caritas'' (dal greco ''charis'' = gratitudine) venne usato per indicare un nome che
nella Bibbia ha lo stesso significato di elemosina (secondo alcuni autori pare che in tutte le religioni
primitive vi fosse un etica assistenziale). Con l'affermazione della famiglia come gruppo sociale
intermedio, nacque il primo sistema di mutuo aiuto, per es. nell'antica Roma era molto diffuso
l'istituto dell'adozione. Nelle prime comunità cristiane poiché la povertà così come la carità veniva
esaltata come valore spirituale, l'elemosina costituiva una forma di ''esenzione'' dai peccati e l'aiuto
al povero fu inteso come ''merce di scambio'' per ottenere la salvezza dell'anima. Durante il
medioevo i servi della gleba venivano nutriti e curati dal feudatario locale mentre con l'avvento
dell'età moderna a causa dell'abolizione dei feudi nasceva il lavoro salariato. Sempre durante il
medioevo occorre accennare alla fioritura di monasteri che diventano un punto di riferimento per i
poveri in fuga delle campagne. A partire dal XV secolo, che chiude l'avvio a una nuova fase
economica, i governi locali tentano di regolare l'economia a discapito dei gruppi di interesse quali
per es. le gilde e le corporazioni. Le lotte religiose segnano un'altra svolta: l'atteggiamento verso i
poveri si caratterizza sempre più in temi di paura e disprezzo dei diseredati (etica calvinista, da Jean
Cauin, monaco svizzero): mentre nei paesi di area cattolica si voleva istituzionalizzare l'assistenza
per es. con gli hospitali, nei paesi ad area riformata (per es. la Germania) si voleva tutelare la salute
e il benessere in funzione della rieducazione e della disciplina per es. l'eccessivo proliferare del
vagabondaggio, nonché la necessità di tutelate i commercianti dalle rapine, indussero le autorità a
comminare una serie di sanzioni tra cui il taglio dei capelli, la stampa di distintivi (ricorre in
letteratura l'esempio di Hawthorne). Nella 1530 le autorità di Ypres (Belgio) dovettero difendersi
dall'accusa di eresia lanciata da alcuni ordini religiosi quali i francescani e i domenicani e che
vedevano nei metodi assistenziali di quella comunità un modo per sovvertire il messaggio
evangelico tradizionale (in realtà i francescani rivendicavano una priorità in termini assistenza e in
particolare sulla gestione delle questue), tra le iniziative incriminate c'erano il divieto di
elemosinare e lo stanziamento di una cassa comune per i poveri. Le autorità di Ypres furono assolte
grazie all'influenza di Jean Luis Vives, cattolico ma di origine ebraica, che intuì un nuovo modo di
intendere le politiche sociali non più fondate sull'azione ecclesiale ma sulla responsabilità
municipale. Secondo le sue teorie, il governo locale assumeva quattro amministratori che dovevano
gestire una cassa comune per conto della parrocchia, allo stesso tempo dovevano vigilare sul
comportamento dei poveri affinché non fosse in contrasto con principi etici cristiani (per es. fu
proibito di frequentare le taverne e i bordelli). Poiché nella società tradizionale l'uomo era
completamente assorto dalla guerra, nelle parrocchie furono le donne a dedicarsi ai doveri sociali,
ecco perché nasce la tradizione della presenza dominante femminile nel servizio sociale.
Propagandando le sue teorie, Vives, che riprendeva il giusnaturalismo per ogni uomo nasceva con
dei diritti di bisogni da soddisfare, divenne un accanito avversario dell'elemosina, vista come
strumento effimero d'aiuto, e inaugurò un tipo di proselitismo di impronta pedagogica che, invece,
avrebbe dovuto favorire l'assimilazione dei principi evangelici, magari associando l'insegnamento a
un sistema di ricompense e sanzioni. Rientra in questi tempi la distinzione tra ''abile povero''
dipendente di elemosina e ''povero vergognoso'' cioè il ricco divenuto povero.
La Poor Law (1601) Principi e fondamenti del servizio sociale I
3 Nel XVI secolo Inghilterra vive una grande evoluzione commerciale dovuta soprattutto al
dominio della flotta mercantile (la cosiddetta prima rivoluzione industriale). Allo stesso tempo
godeva anche di una riforma di servizi sociali tra si distingueva l'opera di consoli, amministratori e
ispettori, realizzata all'epoca da Enrico VIII dopo lo scisma della chiesa anglicana. Lo stesso
sovrano aveva emanato lo statuto dei lavoratori che vincolava il contadino alla terra e lo statuto
degli artificieri che regola i salari minimi. L'avvento della regina Elisabetta favorì l'introduzione di
una tassa per sostenere il fondo nazionale pubblico. A questo punto il sistema di politiche sociali
inglesi rispecchiava il modo di vivere con l'aggiunta dell'obbligo al lavoro come forma di
rieducazione (rifacendosi alle ergo-etica biblica sulla redenzione dell'uomo), a tal fine furono
istituite le workhouses. Nel 1601 la Poor Law riunì in un testo unico tutta la legislazione sociale
adottata, tra le novità ci fu l'istituzione di ospizi e la partecipazione dei capi famiglia al
sostentamento dei ruoli.
Settlemen Act (1662)
Per evitare che si formasse una concentrazione eccessiva di poveri attorno alle parrocchie fu
deciso che ogni povero dovesse fare riferimento alla parrocchia del paese d'origine pena
l'annullamento dell'assistenza. Purtroppo questa legge fu causa di notevoli controversie fra i curati
locali, tanto da giungere alla riforma delle 1662 che stabilì che i poveri potessero spostarsi ovunque
solamente se la comunità di origine si fosse accollata le spese di assistenza.
Le Workhouses (1722)
Fino a 1722 nelle case di lavoro potevano entrare solo poveri meritevoli ma successivamente,
anche a causa del ripetuto fallimento della legge sulle Settlements, le Workhouses furono estese a
tutti. In particolare, grazie a Tommaso Gilbert venne stabilito a 6 anni il limite di età per i bambini,
l' istituzione degli ispettori e l'assegno sociale per i lavori domiciliari.
La Speenhamled Act (1795)
Le guerre napoleoniche determinarono l'isolamento dell'Inghilterra e produssero un inflazione
altissima, la legge per il pane tentò di stabile il prezzo minimo del pane sulla base del costo locale di
grano. Ma questa legge non costituì una grande innovazione perché gli imprenditori si abituarono a
sotto pagare lavoratori, che venivano quindi prelevati dai tutori dell'ordine che a loro volta li
rimandavano nelle case di lavoro, siccome queste non bastavano per tutti occorreva costruirne delle
nuove e quindi aumentare le tasse. In breve tempo gli imprenditori iniziarono a provare disagio per
l'argomento delle tasse, in seno a questo disagio alcuni imprenditori si associarono in un movimento
descritto da Adamo Smith nella ''Ricchezza delle nazioni'', secondo cui le politiche sociali non
dovevano gravare sulle tasche della comunità fino ad arrivare alla progressiva eliminazione
dell'assistenza.
La New Poor Law (1830)
Nel 1832 una speciale commissione presieduta da Geremy Bentham diede avvio a un indagine
sulla attuazione e sulla verifica della legislazione sociale finora compiuta. Dopo due anni si giunse
alla conclusione che la maggior parte del pauperismo era volontario. Sulle innovazioni della nuova
legge sui poveri occorre tra l'altro menzionare: 1) l'assistenza viene affidata esclusivamente alle
case di lavoro per evitare che masse di poveri fossero trasferiti nei serragli (a Napoli è famoso
l'Albergo dei Poveri), e veniva abolito ogni forma di sussidio economico nonché le tasse per gli
imprenditori; 2) veniva lasciata l'assistenza di base secondo il principio della minore trasferibilità al
fine di rendere le condizioni dei beneficiari meno desiderabili di quelle dei lavoratori salariati; 3)
Principi e fondamenti del servizio sociale I
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con la riforma amministrativa viene organizzata una struttura su tre livelli in cui alla base c'era
l'ufficio di tutori che operavano tramite la parrocchia, a livello superiore un ufficio di controllo che
includeva più parrocchie e infine come punta della piramide c'era la commissione reale che era
l'ufficio unificato del regno. Le conseguenze della nuova legge sui poveri furono nettamente a
favore dei commercianti che vedevano così soddisfatte le loro richieste di svincolarsi dai doveri
comunitari. E in realtà la legge dei poveri favorì la borghesia perché introduceva un vero e proprio
sfruttamento del proletariato verso l'era industriale con tutte le sue conseguenze e sociali ed
economiche, e la figura del popolo veniva presentata come criminale.
La secolarizzazione dell'assistenza
Alla nascita dello stato moderno (l'uomo diventa cittadino come soggetto di diritto e non più
subito come soggetto spirituale) e l'estensione dell'industria manifatturiera, il lavoro divenne più
pesante e si estese anche al resto d'Europa i principi dell'ideologia liberale e del controllo sociale
della povertà (secondo Adamo Smith ogni stato doveva avere potestà esclusiva sulla giustizia e
sulla polizia sulle finanze e sulla difesa, dopo la rivoluzione francese lo stato assunse anche le prime
funzioni sociali). Quindi venne autorizzata una politica custodialistica il cui costo doveva gravare
sui poveri stessi: sorsero una serie di edifici tra cui ospizi, manicomi e case di lavoro da cui le
persone non potevano più licenziarsi. La secolarizzazione cioè il processo di trasformazione delle
forme di vita religiosa a quella di tipo laica, fu accelerata con la soppressione degli ordini religiosi,
prima e dopo la rivoluzione francese, e dal movimento illuminista che insisteva sul diritto
all'assistenza, sulla proibizione dell'elemosina e sul mutamento della carità privata all'assistenza
pubblica. Domanda: qual'è la distinzione tra carità e assistenza? Risposta: l'intento della carità è di
porre rimedi contingenti a una situazione senza preoccuparsi delle cause e delle soluzioni, invece
l'assistenza si fa carico di un programma d'azione che coinvolge insieme l' utente e la relativa
comunità. Domanda: qual'è la distinzione tra filantropia e carità? Risposta: la filantropia mette in
relazione l'uomo con l'uomo mentre la carità mette in rapporto l'uomo con nulla.
Movimento filantropico
L'avvento della rivoluzione industriale e dell'età moderna avevano dato vita a una nuova fase
storica non solo politica ma anche sociale e spirituale. La politica sotto la spinta dell'ideologia
utilitaristica attendeva sempre più al liberismo e allo sviluppo del capitalismo a discapito delle
politiche sociali: le New Poor Law avevano contribuito a peggiorare le condizioni poveri e la chiesa
americana si sentiva sempre più impotente giacché mirava a interessi politici anziché assistenziali.
Tutte queste condizioni hanno contribuito alla nascita dal Movimento filantropico. Dal punto di
vista epistemologico il movimento filantropico si fondava sui contenuti della filosofia positiva, di
cui uno dei principali esponenti è Comte che scrisse ''Catechismo della religione'' in cui descriveva i
principi dell'altruismo e la necessità di sostituire l'umanità a Dio. Nel 1838 si era formato un
movimento Cartista da parte del popolo in base alla ''dichiarazione dei diritti degli operai'' che
rivendicavano una serie di interessi per gli operai tra cui il suffragio universale e il diritto di
sciopero, il movimento Cartista fu duramente osteggiato dalle autorità inglesi anche a fronte della
legge che vietava l'attività sindacale. Tuttavia nel 1844 il movimento Cartista riuscì a fondare la
prima cooperativa gestita esclusivamente da operai, la cui grande novità consisteva nel mutuo-aiuto.
Nei 1848 nacque il movimento politico riformista dei cristiano sociali che grazie all'appoggio del
clero inglese, introdusse le prime scuole serali per figli di operai. La rivoluzione industriale aveva
indotto numerosi imprenditori a costruire centinaia di migliaia di case abusive, prive di servizi di
acqua, a tal proposito nacque nel 1842 l'associazione metropolitana per il miglioramento degli
alloggi abitativi ad opera di Octavia Hill. Questa persona aveva un progetto per affittare case a
basso prezzo fra gli operai e di garantire un servizio di volontariato per controllare la manutenzione
delle stesse. Lo sviluppo Movimento filantropico portò al superamento delle leggi proibizionistiche
Principi e fondamenti del servizio sociale I
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e alla nascita dei primi sindacati quale le Trade Unions che contribuì a promulgare la Reform Bill
che estendeva il suffragio a tutti i lavoratori. Nel 1894 nacque la società Fabiana di Beatrice Webb
che s'impegnò nelle riforme volte a favorire la condizione femminile.
La Charity Organizzation Society (COS)
Nella seconda metà del XIX secolo l'Inghilterra pullulava di associazioni filantropiche oltre a
numerose cooperative e c'erano scuole serali per le ragazze madri e per i disabili, tuttavia l'ideologia
che determinava il Movimento filantropico era ancora molto individualista: le motivazioni erano
esclusivamente personali e quindi ne risultava un tipo di assistenza sui generis e non metodica. Carl
Lock (da non confondere col filosofo Jhon Locke morto nel 1704 e quindi un secolo prima) propose
la fondazione di un istituto che fungesse da coordinamento per tutte le associazioni filantropiche i
cui principi (riprendendo il positivismo francese) erano: 1) tendere alla autodeterminazione
dell'utente, insistendo sulla responsabilità individuale e sulla presenza di cause legate al sistema
sociale anziché soprannaturali. 2) considerare la rete relazionale familiare e coinvolgendo i parenti
anche prossimi. 3) l'introduzione del metodo della visita domiciliare. La struttura della COS era così
composta: 1) una commissione che gestire l'attività in ogni distretto. 2) un agente stipendiato che
coordina l'attività degli iscritti. 3) una banca dati che verifica lo sviluppo della situazione dell'utente
e che fungeva da ufficio investigativo per smascherare gli abili poveri. L'eredità della COS fu
notevole: 1) tramite le banche dati costituì il primo esempio di ricerca sociale basata sulle statistiche
(Survey). 2) contribuì all'avviamento del Case Work secondo cui ogni caso doveva essere trattato
separatamente. 3) servì a sperimentare un modello di politica sociale misto in cui il privato sociale
fosse dominante rispetto al pubblico. Le critiche alla COS furono: 1) insistere sul sistema punitivo e
non correttivo. 2) l'azione sociale non fu mai universale bensì categoriale anche a causa dei conflitti
col clero che non amava il metodo educativo.
Case Work
Il Case Work è una forma di aiuto basata sul riconoscimento che i problemi della vita possono
essere risolti esclusivamente da coloro che ne sono portatori. L'assistente sociale non deve cercare
di affrontare il problema per conto dell'utente ma deve trovare le risorse nascoste nella personalità e
nell'ambiente dell'utente. Mary Richmond in ''Social Diagnosys'' introduce il Case Work i cui
principi sono: 1) modalità di raccolta dati. 2) modello operativo basato sul relazione. 3) metodo del
colloquio psicologico. Il percorso del processi d'aiuto parte dall'indagine, attraversa la diagnosi,
giunge alla cooperazione, per approdare al trattamento. Mary Richmond era cresciuta nell'ambiente
filantropico americano e a tal guisa fondò una scuola specializzata nel 1898. Successivamente
sorsero le prime scuole di servizio sociale quando nel 1919 e nel Stati Uniti c'erano appena 17
scuole e poiché il l'attività della COS si era concentrata prevalentemente sulle aree familiare e
infantile, il lavoro casuale si sviluppò in istituti residenziali. Contemporaneamente all'introduzione
del Case Work sorsero una serie di servizi quali il lavoro sociale nelle scuole destinato ai minorenni
con difficoltà di adattamento e lavoro sociale psichiatrico desti
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Appunti principi, fondamenti e organizzazione del servizio sociale
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Appunti principi e fondamenti del servizio sociale
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Riassunto esame Principi e fondamenti del servizio sociale
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Appunti di Principi e fondamenti del servizio sociale