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Principi di teoria della traduzione

Appunti delle lezioni di principi di teoria della traduzione: introduzione alla storia della traduzione (con particolare riferimento a quella letteraria); illustrazione delle principali teorie della traduzione; presentazione di alcune delle principali problematiche e strategie traduttive a seconda della tipologia dei testi (o generi) e delle lingue; lezioni-conferenze su temi specifici, tenute (in... Vedi di più

Esame di Teoria della traduzione docente Prof. G. Imposti

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ESTRATTO DOCUMENTO

una visione “troppo linguistica”. essendo per lui tutte interpretazioni, questo fatto crea

ambiguità. →

approccio degli studi linguistici dell’epoca con studi contrastivi cfr. su regole/restrizioni in

lingue differenti: tutto ciò fa parte della competenza del traduttore: avere conoscenza della

lingua è una competenza, ma bisogna anche possedere una meta-competenza.

non esistono lingue più nobili di altre pari dignità a tutte le lingue.

4. Elogio di Babele:

Fabbri — attività di tradurre = attività continua, posta a tutti i livelli:

1. intra-linguistica — all’interno della stessa lingua

2. traduzione — passando da una lingua all’altra

3. medium

inter-semiotica — passando da un espressivo ad un’altro

5. Von Humboldt — la traduzione deve fare spazio all’altro (re: Schleiermacher: il traduttore o si

adegua alle aspettative del lettore, o resta fedele a quelle della lingua di partenza) discorso

quasi filosofico, traduzione come modalità dell’esperienza di sé nell’esperienza dell’altro

la traduzione non esiste nel senso di introduzione in lingua A di concetti estranei

paradosso: la lingua A si impossessa della lingua B, ne nega la conoscenza

la traduzione deve rendere/conservare abbastanza immutato il senso del testo originale,

eventualmente ampliando senza contraddire :

TRADURRE = INTERPRETARE, INTERPRETARE =

1. — il senso non è esterno, ma dentro al testo (contesto culturale/storico)

CAPIRE IL SENSO

2. , prendere un rischio — utilizzare ipotesi, indizi, …

SCOMMETTERE

traduttore si basa sulla conoscenza (cultura, …) e decide contestualmente, in quello che viene

chiamato un circolo ermeneutico

la traduzione è un , non presente la perfezione, né la non-discussione

ATTO RELATIVO →

— qualunque siano le scelte concrete, deve esistere un i

COERENZA PROGETTO TRADUTTIVO

problemi devono essere risolti in modo abbastanza coerente

traduttore ha responsabilità etica e culturale — es. Lozinskij e la traduzione in russo della

Divina Commedia: Sedakova, la traduce in versi diversi (verso libero + non rimato) deve

porsi qualche domanda: quale sarà il residuo? cosa andrà perso?

le traduzioni possono arricchire il linguaggio di arrivo in termini di senso ed espressività

Salmon, Teoria della traduzione: il progetto traduttivo ( )

TP

: collocazione dell’autore nella sua cultura, collocazione di uno specifico testo — il

FASE DI STUDIO →

traduttore è critico interpreta, comprende; da ciò che interpreta e comprende formula

un’ipotesi, da cui nasce il progetto traduttivo teorizzazione di un rapporto tra 2 testi (non

lingue), tramite ricodifica. →

alcune decisioni non dipendono dal testo, ma dal contesto committente ha uno scopo preciso

non esiste a priori un progetto migliore di un altro; la corrispondenza intertestuale (tra testo A e

testo B) è data da una scommessa (cfr. Eco) PROBLEM

TRADUZIONE = PROCESSO DECISIONALE,

; traduzioni = valutazioni, decisioni condizionate da emozioni

SOLVING

non sempre la coerenza garantisce la giustezza — abilità/velocità nel formulare un progetto

traduttivo si allinea nel tempo, aumentando con l’esperienza competenza linguistica e

comunicativa ci aiutano (teoria + prassi)

per Salmon, traduttore = artista RESPONSABILITÀ DEL TRADUTTORE E DISCORSO ETICO SULLA

: il traduttore è responsabile, come l’autore, di ciò che dice

TRADUZIONE

il traduttore deve avere una competenza alta della propria lingua; deve anche continuamente

verificare quanto sia coerente con il suo progetto iniziale.

il traduttore :

DEVE TENER CONTO DI

1. tipo di testo

2. destinatari della traduzione:

committente

• destinatario finale

es. referto medico: a seconda del pubblico a cui è destinato bisogna o saperlo spiegare in parole

povere o in termini specialistici

il traduttore compie una :

SCELTA

1. →

attualizzazione — avvicina la traduzione alla competenza del destinatario non c’è scarto tra

lettore e testo, dimensione temporale

2. →

storicizzazione — mantiene la distanza dimensione temporale

S — introdotto nella teoria della traduzione dal tedesco Hans J. Vermeer come

KOPOSTHEORIE skopos

termine tecnico per lo scopo della traduzione. lo deve essere espresso o esplicitamente o

implicitamente nella traduzione e, in particolare, nella commissione. lo scopo determina i metodi e

le strategie traduttive. Solo seguendo lo scopo che ci siamo prefissati, riusciamo ad ottenere una

traduzione adeguata al testo fonte. il traduttore è, ancora una volta, l’elemento chiave del

processo di comunicazione interculturale e di produzione del testo bersaglio, chiamato in questo

caso “translatum”.

— stesso testo può essere tradotto più volte e in più maniere diverse, in base allo

VANTAGGIO →

scopo del traduttore e a ciò che viene commissionato al traduttore. elemento di RELATIVISMO

ambiguità può essere resa in modo diverso (senza note esplicative).

— si spaccia per una teoria generale, mentre riguarda di fatto solo i testi non-

PUNTO DEBOLE

letterari + non prende sufficientemente in considerazione la natura linguistica del testo fonte e la

riproduzione delle caratteristiche linguistiche nel testo bersaglio (anche se il testo soddisfa

skopos,

pienamente lo può essere inadeguato dal punto di vista semantico e stilistico).

distanza

distanza riguardano lingue e stile, ma anche referenti extra-linguistici

STORICA/DIACRONICA

(epoca, periodo storico):

modernizzare / attualizzare — traduzioni che cercano di rendere la natura della figura

• accessibile ai destinatari, eliminando la distanza temporale tra due testi

Divina Commedia

es. attualizzare la in finlandese significa produrre un testo che sia per il lettore

finlandese contemporaneo il più possibile linguisticamente e stilisticamente affine al “suo”

finlandese attuale

arcaicizzare / storicizzare — traduzioni che cercano di condurre i destinatari a capire il mondo di

• cui l’autore parlava, riproducendo la distanza temporale tra due testi

Divina Commedia

es. storicizzare la in ungherese significa produrre un testo che sia per il lettore

ungherese il più possibile linguisticamente e stilisticamente paragonabile a come appare Dante

a un italiano odierno

distanza :

CULTURALE — il testo viene reso più simile a quello della

• OMOLOGAZIONE/ADDOMESTICAMENTO/DOMESTICATION

cultura di arrivo, dal pov. culturale: questo processo può avere origini di tipo ideologico (es. in

pancakes

epoca nazista era obbligatorio italianizzare; Bibbia di Lutero; es. parola in italiano

diventa ‘frittelle’; nomi propri nelle fiabe [Biancaneve]) →

/dal russo procedimento stilistico/retorico, in cui

• OSTRANENIE

STRANIAMENTO/DEFAMILIARIZATION

si presenta una situazione in modo da defamiliarizzarla; deliberato uso di una procedura

stilistica attraverso cui il linguaggio viene condensato per elevare la percezione; creazione di

distanza, prospettiva inusuale ~Schleiermacher

/dal russo (‘distanza, allontanamento’) — strategia di

• OTSTRANIENIE

ESTRANIAMENTO/FOREIGNIZATION

non-traduzione non si esplicita al lettore di arrivo quello che il lettore del testo di partenza

desume immediatamente, senza bisogno di spiegazioni. è l’opposto dell’omologazione

in questo caso si possono utilizzare 2 passaggi diversi: o , oppure utilizzare la

NON TRADURRE

nel parco

strategia dell’ (es. nella traduzione viene scritto “andrò XY”, mentre

ESPLICITAZIONE

nell’originale era semplicemente “andrò a XY”).

es. il modo di dire russo “sputò 3 volte dietro la spalla sinistra” equivale all’italiano “fare le

corna” per mantenere il carattere russo del testo si può lasciare l’originale, con la

consapevolezza che la gente non abbia però idea di ciò che significhi: estraniare, rendere

completamente estraneo. omologando invece si può mantenere il senso di qualcosa di

inconsueto, ma in modo tale che il lettore della lingua di arrivo capisca ciò che si intende: “in

segno di scaramanzia, sputò 3 volte dietro la spalla sinistra”

! sul problema dell’estraniamento — Lefevere nel 1992 sostiene che una traduzione

DIBATTITO

dovrebbe essere abbastanza “straniera”, in modo che i lettori si rendano conto che la lingua

originale era diversa. in passato, l’estraniamento non era frutto di una strategia di competenza,

ma era una carenza del traduttore al contrario, oggi è invece una scelta consapevole

target- source-oriented

le dicotomie troppo rigide tra traduzioni e devono essere sciolte in una

pluralità di soluzioni, negoziate volta per volta

Eco, Dire quasi la stessa cosa →

— sinonimia (omonimia) una certa parola (di

TRADUZIONE COME EQUIVALENZA DI SIGNIFICATO

lingua naturale A) ha più di un termine corrispondente (di lingua naturale B); per individuare due

termini sinonimi nel confronto tra una lingua e l’altra bisogna prima disambiguare gli omonimi

all’interno della lingua su cui si vuole tradurre e i significati diversi a seconda del contesto

traduzione non dipende soltanto dal contesto, ma dall’informazione “circa il mondo”,

enciclopedica.

traduzione non avviene tra sistemi linguistici ma tra testi (altrimenti sarebbe valida l’ipotesi di

Sapir Whorf). — ogni lingua naturale esprime una visione diversa del

INDETERMINATEZZA DELLA TRADUZIONE

mondo idea dell’impossibilità della traduzione in quanto 2 sistemi di contenuto sono

mutualmente inaccessibili, incommensurabili. per comprendere un testo bisogna fare un’ipotesi

sul mondo possibile che esso rappresenta : i sistemi

TRADUZIONE BASATA SULLA CONGETTURE

linguistici sono comparabili e le eventuali ambiguità possono essere risolte quando si traducono i

testi alla luce del contesto. nel tradurre è importante:

manifestazione lineare — ciò che si percepisce, tramite competenze linguistiche

• →

senso/sensi del testo stesso — ricerca del senso letterale, ricostruire (dall’intreccio) la fabula

• scommessa interpretativa sui livelli del senso, decisione fondamentale del traduttore

— si è portati a definire traduzione la reversibilità più ottimale. se si vuole salvare

REVERSIBILITÀ →

qualcosa, si perde anche qualcosa nella traduzione bisogna rinunciare ad alcune proprietà e

salvare quelle che si ritengono più importanti. “molti autori invece di equivalenza di significato

equivalenza funzionale skopos theory:

parlano di o di una traduzione (specie nel caso di testi a

finalità estetica) deve produrre lo stesso effetto a cui mirava l’originale; in tal caso si parla di

uguaglianza del valore di scambio, che diventa un’entità negoziabile”.

, ma non sempre una interpretazione è una traduzione — il

UNA TRADUZIONE È UNA INTERPRETAZIONE

traduttore traduce testi, controlla il contenuto nucleare (le nozioni minime, i requisiti elementari per

poter riconoscere un dato oggetto o capire un dato concetto e capire l’espressione linguistica

corrispondente) ma per fedeltà al testo egli può negoziare violazioni. tradurre significa limare via

alcune delle conseguenze che il termine originale implicava traducendo non si dice mai la

stessa cosa

non è l’autore a influenzare il traduttore, quanto il traduttore che permette all’autore di capire il

vero senso che egli stesso ha scritto INTERPRETARE = FARE UNA SCOMMESSA SUL SENSO DI UN

, senso basato su una serie di inferenze che possono essere condivise o meno da altri

TESTO

lettori: per essere fedele al senso profondo di un testo, una traduzione può cambiare il riferimento

→ il traduttore deve decidere quali siano i livelli di contenuto che la traduzione deve esprimere

— ogni tanto il traduttore è obbligato a farlo. in molti casi

MAI ARRICCHIRE IL LESSICO DELL’AUTORE

l’autore stesso autorizza il traduttore a saltare parole/frasi quando la traduzione non è possibile

(operazione di cesura); queste perdite possono essere compensate, ma bisogna resistere alla

tentazione di aiutare troppo il testo e di sostituirsi all’autore un’opera che dice di più

dell’originale è un’opera eccellente ma non una buona traduzione: tradursi può anche voler dire

ribellarsi alla propria lingua quando essa introduce effetti di senso che nella lingua originale non

erano intesi, in quanto rischierebbe di tradire le intenzioni del testo a fronte. il traduttore può

effettuare miglioramenti, ma non è questo che deve preporsi a inizio traduzione

(atti linguistici mediante i quali, dato per riconoscibile il significato dei termini che si

RIFACIMENTI

usano, si punta su individui e situazioni di un mondo possibile e in una data situazione spazio-

temporale si dà il caso che si verifichino determinate situazioni) — il traduttore non dovrebbe

permettersi di cambiare i riferimenti del testo narrativo; spesso si usano riferimenti intertestuali

paralleli a quelli della lingua di partenza, ma in lingua di arrivo riferimenti disattesi per poter

rendere l’intenzione stilistica del testo originale →

produce una catena di fraintendimenti linguistici differenze

FRAINTENDIMENTO CULTURALE

culturali si fanno sentire anche con espressioni considerate tranquillamente traducibili da lingua a

lingua

la traduzione diventa un problema interno alla storia e alla cultura della lingua di arrivo e tutti i

problemi linguistici e culturali posti dall’originale diventano irrilevanti.

— effetto retorico per cui le parole possono render evidenti fenomeni visivi; figura

IPOTIPOSI

mediante la quale si rappresentano o si evocano esperienze visive attraverso procedimenti verbali

(per denotazione, descrizione minuta, elenco, accumulo di eventi o personaggi)

— descrizione di un’opera visiva (quadro o scultura) traduzione di un testo visivo in

EKFRASI

uno scritto. può essere classica (autore rende palese la fonte) o occulta (partendo dal principio

che se il lettore non conosce l’opera possa “scoprirla” con la propria immaginazione; o che,

viceversa, chi ha già visto il quadro possa seguire il discorso)

— strategia per cui autore fa richiami non espliciti a opere precedenti, accettando sia che il

RINVIO

lettore non individui la citazione, sia che lo faccia. occorre informare i propri traduttori delle

allusioni. il rinvio può essere:

trasparente — traduttori rendono il rinvio

• non trasparente — non trasparente nella cultura del traduttore

• testuale — quando il traduttore si sente obbligato a rendere percepibile, nella propria lingua, la

• fonte del testo originale. bisogna tenere conto del fatto che la traduzione può alterare e anche

arricchire il gioco dell’ironia intertestuale

— per loro ogni processo interpretativo è un tentativo di comprensione

TRADIZIONE ERMENEUTICA → dialogo

della parola altrui; accento sull’unità di tutti i tentativi di comprensione traduzione =

ermeneutico. traduzione è sempre un’interpretazione (Gadamer) ogni traduttore è interprete

(ma non viceversa): “il compito del traduttore non si distingue qualitativamente, ma solo per

diverso grado di intensità dal compito ermeneutico generale che ogni testo […] propone”. trova

diversi gradi di intensità.

— alcune di queste operazioni sono indispensabili per disabituare i termini

RIFORMULAZIONI →

secondo un contesto momento ancillare rispetto a quello traduttivo: una interpretazione

precede sempre una traduzione una buona traduzione è sempre un contributo critico alla

comprensione dell’opera tradotta: le traduzioni delle stesse opere si integrano tra loro perché

spesso ci portano a vedere l’originale sotto punti di vista differenti.

— ogni traduzione si muove in un orizzonte di traduzioni e

ORIZZONTE DEL TRADUTTORE →

convenzioni letterarie che fatalmente influenzano le scelte di gusto traduzioni sono determinate

sia dal momento storico in cui sono state fatte che dalla tradizione traduttoria in cui si inseriscono

— ciò a cui si punta nella traduzione poetica si dispone di una scala di

RIFACIMENTO RADICALE

licenze, fino a passare la soglia oltre la quale non vi è più reversibilità

— quei casi d’interpretazione in cui, per chiarire il significato di una parola o di un

PARASINIONIMIA

enunciato si fa ricorso ad un interpretante espresso in diversa maniera semiotica. un sistema

semiotico può dire più o meno di un altro sistema semiotico, ma due sistemi diversi non sono mai

in gradi di esprimere le stesse cose →

una traduzione non deve dire più del testo originale deve .

RISPETTARE LE RETICENZE DELL’AUTORE

passando da una materia a un’altra (in un adattamento/trasmutazione), si è costretti ad imporre

allo spettatore del film un’interpretazione rispetto a cui il lettore del romanzo veniva lasciato più

libero. molte trasmutazioni sono traduzioni nel senso che isolano solo uno dei livelli del testo fonte

e, pertanto, scommettono che quel livello sia l’unico che veramente conti per rendere il senso

dell’opera originale (così come la

L’ADATTAMENTO È SEMPRE UNA PRESA DI POSIZIONE CRITICA

traduzione).

— la fedeltà delle traduzione non è un criterio che porta a un’unica traduzione

FEDELTÀ

accettabile, ma piuttosto la tendenza a credere che la traduzione sia sempre possibile se il testo

fonte è stato interpretato con appassionata complicità: è l’impiego a identificare quello che per

noi è il senso profondo del testo e la capacità di negoziare ad ogni istante la soluzione che ci pare

più giusta tecniche di traduzione

esistono anche strategie/soluzioni ibride, ma queste sono le più utilizzate:

— nel TP l’informazione è implicita, data per scontata dall’autore, che ritiene che

• ESPLICITAZIONE

il destinatario, appartenente ad una lingua e cultura, la colga subito.

come at JFK”,

es. “I’ll bisogna conoscere cos’è il JFK in traduzione si rende con “verrò

Kennedy”

domani all’aeroporto

modalità di esplicitazione:

a. — esplicitazione per iperonimia

GENERALIZZAZIONE Belomor” sigaretta”

es. “fumava con avidità una “fumava con avidità una

b. — esplicitazione per iponimia

SPECIFICAZIONE

informazione generale non del tutto trasparente viene esplicitata

c. con le e gli si scioglie la sigla alla prima occorrenza, magari mettendo tra

SIGLE ACRONIMI

parentesi la sigla stessa, in modo di poterla utilizzare in futuro

di Bologna”

es. “studiava all’unibo” “studiava all’università

volendo si possono aggiungere informazioni in (N.d.T., nota di traduttore) — in questo

• NOTA

caso, però, si interrompe il corso della lettura: il ruolo dell’esplicitazione è proprio quello di

evitare le note del traduttore. la nota spesso implica che il traduttore non ha trovato un modo

per esplicitare questo concetto implicito, o che non è abbastanza agile. il traduttore può esigere

che l’editore gli lasci uno spazio per avere una nota di traduttore, dove spiega il progetto

traduttivo, che ha messo in atto e le sue scelte traduttive di fondo, dando anche esempi

concreti. la nota del traduttore è spesso indispensabile per spiegare i termini dell’onomastica

(onimi), come:

antroponimi — nomi di persona

• toponimi — nomi di luoghi

• urbanomini — nomi di piazze e strade

• marchionimi — nomi di cibi, bevande, oggetti, merci

• sigle, acronimi

• — diversamente dall’esplicitazione, la condensazione mira a “condensare 2

• CONDENSAZIONE

termini o concetti in uno solo”

→ →

table” blue”

es. “small “tavolino” / “light “celeste”

tecnica usata continuamente nel sottotitolaggio, nel doppiaggio, nell’interpretazione di

conferenza e di trattativa, nei testi di canzone, quando per limiti spazio-temporali bisogna

trasmettere le stesse informazioni con un numero ridotto di parole

— quando l’asimmetria tra due lingue non permette l’equifunzionalità tra 2 unità

• COMPENSAZIONE →

corrispondenti di TP-TA diverso potenziale espressivo di un segmento TP viene compensato

da un equifunzionale segmento TA; spesso utilizzata in poesia. principio della proprietà

commutativa. →

Beowulf

es. il è fondato sul principio di allitterazione il traduttore non può riprodurre il

principio dell’allitterazione in modo coerente e costante (per mantenerlo spesso dovrebbe

sacrificare il TP): non può farlo in tutti i punti, ma lo mantiene in alcuni di essi, lasciando

intravedere questa caratteristica del testo di partenza in quello di arrivo

— tecnica in cui uno o più elementi di un enunciato vengono

• SPOSTAMENTO/DISLOCAZIONE

ricollocati nel TA in posizione diversa a quella del TP (a prescindere dalle costrizioni meramente

linguistiche). può implicare l’anticipazione/posticipazione di una parola, nella poesia di un verso

viene spesso utilizzata per esigenze di rima

strategie sintattiche e grammaticali

prestito/calco — neologismo basato su un prestito

• transposizione — cambiamento di classe di parola

• cambiamento di unità — morgema, parola, sintagma, frase, paragrafo

• cambiamento di struttura del sintagma — es. cambiamento di tempo e modo del verbo,

• modifica di una struttura nominale

cambiamento di struttura della frase — es. voce attiva vs. passiva, strutture transitive vs.

• intransitive

cambiamento di coesione — riferimenti intratestuali, ellissi, sostituzioni

• cambiamento di schema retorico — parallelismo, ripetizione, allitterazione

• strategie semantiche

sinonimia

• antonimia

• iponimia

• conversi — es. ‘comprare’ in contrapposizione a ‘vendere’

• cambiamento di astrazione — es. astratto vs. concreto

• cambiamento d’enfasi

• parafrasi

• strategie globali o pragmatiche

filtro culturale — es. naturalizzazione/domesticazione/adattamento vs. esotizzazione/

• stranierificazione/estraneamento

cambiamento di esplicitazione

• cambiamento di qualche informazione — addizione/omissione di info. omissione ≠

• implicitazione: le informazioni omesse non possono essere inferite

cambiamento nella relazione tra il testo, l’autore e il lettore — es. livello di formalità

• cambiamento illocutorio — es. affermazione diventa una domanda

• cambiamento a livello ideazionale — riguarda la coerenza, la disposizione logica di un testo

• traduzione parziale — es. riassunto

• cambiamento di visibilità del traduttore e della sua presenza autoscale

• cambiamenti radicali a livello editoriale — riscrittura

• British English)

altri cambiamenti — es. layout, scelta della varietà linguistica (American vs.

• strumenti del traduttore

— bilingui, monolingui (!!!), monolingui specializzati, glossari terminologici, corpora e

• DIZIONARI

esaurii disponibili in rete, enciclopedie, memorie di traduzione, blog, forum mirati. prima si

utilizza il bilingue, poi lo si controlla sul monolingue bisogna saper selezionare e verificare le

informazioni: chi traduce fa un lavoro di ricerca

bilingui — nascondono tranelli

• corpora — raccolte sistematiche, coerenti e bilanciate di testi autentici, o di parte di essi,

• selezionati e organizzati secondo espliciti criteri linguistici e non, disponibili oggi anche in

forma digitale. scopo: essere consultato come campione rappresentativo di una lingua o di

una sua varietà possono essere generali, specialistici, scritti, parlati, misti, diacronici,

sincronici, monolingui, bi/multilingui; comparabili (corpora di confronto) e paralleli (traduzioni in

diverse lingue di un testo)

Aided Translation

(Computer / traduzione assistita) — software che effettua una

• CAT

comparazione tra il testo sorgente e il database costituito dalle memorie di traduzione, originate

da precedenti attività di traduzione sono a pagamento e hanno lo scopo di velocizzare la

traduzione. Translation, Google Translate),

diversamente dalla traduzione automatica (Machine es. fornisce

un supporto alla traduzione fatta dal traduttore. ha capacità di gestire memorie di traduzione e

terminologia. il programma restituisce al traduttore ciò che egli stesso ha precedentemente

memory).

creato e che il programma ha salvato nelle sue memorie di traduzione (translation

1. memoria di traduzione — database bilingue in cui le traduzioni precedentemente effettuate

vengono immagazzinate tramite segmenti, contenti la frase in lingua di partenza (source) e

di arrivo (target). può avvenire in 2 modi:

metodo interattivo — creazione di una memoria vuota, costruita dal lettore mentre lavora

• source target

metodo di allineamento — allineando documenti e e abbinando i segmenti

• della lingua di partenza con quelli di quella di arrivo

2. analisi — può avvenire in vari modi:

analisi con memoria di traduzione vuota — per capire la ripetitività del testo

• analisi con memoria di traduzione già popolata — per capire sia ripetitività che la

• percentuale del testo già tradotto esistente all’interno della memoria (leverage)

source

analisi con la memoria traduttiva vuota che confronta un nuovo con uno vecchio —

• source

per capire se la consultazione del vecchio possa essere utile nella traduzione del

100 Match, Fuzzy Match,

nuovo. tale analisi restituisce informazioni (% ripetitività, % % %

No Match).

3. traduzione vera e propria — può avvenire in 2 modi:

metodo interattivo — direttamente con CAT

• tramite pre-traduzione (segmentazione) del file — usando la memoria di traduzione +

• completando la traduzione all’infuori del CAT. il prodotto sarà un file segmentato (dirty),

source target

contenente “blocchi” e “blocchi”

4. clean-up source,

fase di — il file bilingue viene pulito, con la rimozione della lingua il

popolamento e l’arricchimento della memoria di traduzione

vantaggi del CAT:

analisi di grosse quantità di files

• coerenza e uniformità di terminologia nel corso di un progetto/tra diversi progetti per uno

• stesso cliente eseguiti nel tempo

coerenza grammaticale-sintattica per assicurare uniformità

• meno costi per il cliente

• migliore gestione dei progetti + pianificazione più precisa

• possibilità di portare a termine più progetti voluminosi in meno tempo

non è consigliato in caso di files pesanti e difficili da gestire (problemi di font, grafici, codici di

campo); è la scelta giusta in casi di grande ripetitività (manualistica), files che richiederanno

aggiornamenti futuri (websites), files che presentano pochi problemi di impaginazione.

fasi del tradurre

tutte le fasi di traduzione interagiscono continuamente fra loro

1. — leggere il testo completamente almeno 2 volte; ~una fase di ricerca, non è

LETTURA DEL TP

una “semplice lettura”

solo leggendo il testo completo si capisce anche la gerarchia (quali sono le informazioni più

importanti, ecc). non è possibile comprendere “una volta per tutte” un testo artistico/letterario,

in quanto è una continua scoperta solo un macro-livello viene compreso subito, più si

studia il testo più si va a fondo non bisogna mai credere di aver capito tutto, né che sia

possibile tradurre tutto sin dalla prima fase

discernere il genere testuale e i problemi che questo genere comporta; identificare il tipo di

testo, i procedimenti retorici utilizzati, ecc. attuare un’analisi sintattica e semantica del TP e

poi confrontarla con quella del TA, per valutare le operazioni di aggiustamento necessarie.

prestare attenzione al tipo di commissione e al destinatario (target/audience).

individuare le parole chiave stilare una lista di traducenti, considerando anche il tipo di

coerenza da adottare e, spesso, consultando corpora

2. — conoscere l’autore e il suo idioletto

RICERCA SULL’USO DEL LINGUAGGIO DELL’AUTORE short lists,

specifico; controllare recensioni del testo, se ha ricevuto premi, se è entrato in cosa

si è detto di lui. ricerche su autore e periodo storico.

3. — creare un sistema in cui evidenziare punti oscuri (non

PRIMA STESURA / ROLLING TRANSLATION

risolti) e punti per cui si pensa di aver trovato una soluzione accettabile ma che non risultano

completamente soddisfacenti, in modo da poter meglio focalizzarsi sui dubbi quando si torna

sul testo. spesso li si evidenzia anche graficamente, con parentesi, colori, operatori, ecc.

si torna sulla prima stesura più volte; qualora si sia contenti della traduzione così come è

avvenuta in un primo momento, tornandoci sopra spesso ci si rende conto di errori commessi

che in un primo tempo non si erano visti (calchi di traduzione, ecc) atteggiamento di

continua auto-analisi

4. — rilettura e ricerca su corpora, enciclopedie, ecc per

RILETTURA DELLA PRIMA STESURA

risolvere eventuali “punti scuri” evidenziati dalla prima stesura

5. ( , , , …) — stesura in cui si ha corretto, integrato, risolto

SECONDA TERZA QUARTA STESURA

problemi tra le lingue, ecc

6. — la sua fase finale può spesso rispecchiarsi in una riscritture:

REVISIONE — controllare che tutte le informazioni contenute nel TP siano nel TA (non

• CONFRONTO TP - TA

sono da considerare dimenticanze le scelte di condensazione)

— avviene più volte; controllare che il testo sia leggibile senza

• RILETTURA DEL TESTO TRADOTTO

confrontarlo con il TP

— prima da soli, poi leggerlo a qualcuno e, potenzialmente, farselo

• LETTURA AD ALTA VOCE

leggere da qualcuno —

• DARE A QUALCUNO (CHE CONOSCA LA LINGUA/MADRELINGUA) SIA TA CHE TP PER CONFRONTARLI

può aiutare a trovare svarioni o allusioni implicite del testo

— segue la fase di negoziazione con l’editore

• REVISORE DELLA CASA EDITRICE

7. — importanza della componente tempo: non vi è mai

REVISIONE DOPO QUALCHE TEMPO

abbastanza tempo il tempo permette di stabilire la prospettiva tra chi traduce e il testo che

ha tradotto, in modo da guardarlo con occhio critico, permette di notare e eliminare quelle

espressioni intermedie tra TA e TP che non risolvono del tutto il problema, “traduttese/

translationese”

alcuni editori non vogliono che si percepisca il fatto che il testo sia stato tradotto — il testo deve

quindi suonare il più naturale possibile, deve essere scritto con le comuni regole della

grammatica, con espressioni idiomatiche, come se si trattasse dell’originale concezione del

, contro cui il traduttore può però “insorgere”, specialmente nella nota del

TRADUTTORE INVISIBILE

traduttore Lawrence Venuti, The Translator’s Invisibility

importanza dell’ per combattere la globalizzazione anglocentrica e l’

ESTRANIAMENTO INVISIBILITÀ DEL

. con invisibilità del traduttore si intende il fatto di non vedere differenze rispetto al

TRADUTTORE

testo originale/di partenza, in modo che il testo risulti come se fosse l’originale, come se non

fosse stata effettuata un’operazione di traduzione è qualcosa di ideologico: il traduttore deve

remainders,

inserire nel testo di arrivo degli indizi, che facciano capire che esiste un’alterità

linguistico-culturale, con elementi linguistici estranei alla cultura dei destinatari dei testi di arrivo;

si introducono elementi di disorganizzazione, di caos in questo modo si crea un lettore più

aperto alle differenze culturali-linguistiche. realia

dal latino “alto”, indica “le cose reali”: il termine è stato coniato dagli studiosi bulgari Vlahov e

Florin, che pubblicarono un volume dedicato a questo ambito di problematiche della traduzione.

sono nozioni che indicano stati d’animo/condizioni mentali/oggetti culturali di cui non esiste un

equivalente nella lingua di arrivo la denominazione di questi oggetti non esiste nella lingua

d’arrivo, in quanto l’oggetto stesso non esiste: come possono essere tradotti?

i realia fanno parte di qualunque tipo di testo, indicano elementi di vita quotidiana, storia, cultura

di un dato popolo, paese, luogo che non sono esistenti in altri popoli, paesi e luoghi.

le parole possono passare in lingua di arrivo come:

— prestito, eventualmente trascritte nell’alfabeto della lingua di arrivo.

• FORMA INVARIATA realia

es. la stessa parola è un realia in russo (è considerato femminile singolare, in realtà

sarebbe però un plurale)

— adattate alla morfologia della lingua di arrivo

• CALCHI DI TRADUZIONE

mentre la terminologia specifica fa parte del lessico scientifico (possono essere utilizzati calchi o

prestiti se si fa riferimento a nozioni di tipo scientifico), nella letteratura artistica o nell’ambito del

linguaggio comune i realia fanno riferimento al carattere culturale, storico, geografico, quotidiano.

— se i realia sono entrati nell’uso/hanno assunto una corrispondenza, si

POSSIBILITÀ TRADUTTIVE

usa tale corrispondenza; altrimenti possono essere fatte diverse operazioni:

• ESPLICITAZIONE

tramite trascrizione/allitterazione — se un testo è composto da molti realia, questi

• PRESTITO →

possono essere semplicemente trascritti in un glossario in fondo al testo dipende dalle

possibilità date al traduttore

intelligencija

es. in russo è una classe di persone colte che hanno una certa “coscienza sociale”

zar

impegnata: la parola è entrata a far parte del vocabolario di numerose lingue. similmente,

czar, car’), boiardo

(scritto anche come mentre la traslitterazione corretta sarebbe (derivato dal

bojar; trojka

russo in italiano viene traslitterato e italianizzato, con l’aggiunta della vocale finale),

(letteralmente ‘slitta trainata da 3 cavalli’, cambia poi significato in epoca sovietica, quando

diventa il nome dei tribunali in cui sono 3 le persone che decidono della vita o della morte

nomenklatura

durante la CEKA), (nella società sovietica indicava gli individui dell’apparato del

gulag

partito che erano designati ad avere il potere, ~casta), (sigla/acronimo russo che significa

lager’] gosudarstvennij]

campi [lag da di reclusione statali [gu da in italiano entra nella lingua

con il significato di ‘campo di concentramento’, usato in Russia nell’epoca sovietica),

glasnost’ (parola d’ordine lanciata da Gorbačëv nel 1986, significa ‘dare risonanza/pubblicità a

questioni di interesse politico/sociale senza nascondersi’ viene tradotta in italiano come

niet

‘trasparenza’), (caratteristica della guerra fredda, durante la quale i sovietici “dicevano

disinformacija

sempre no”), (‘dare informazioni sistematicamente scorrette per disorientare

perestrojka

l’avversario’, nell’ottica della guerra fredda URSS-USA), (lett. ‘ricostruzione’, diventa

lo slogan politico di Gorbačëv: la parola viene fissata con un termine di valore specifico

anche se è possibile tradurlo, si tratta di una “ricostruzione specifica di Gorbačëv, quindi non si

traduce); allo stesso modo in russo entrano realia italiani, come ad esempio pizza, …

operazione di — ricerca di un equivalente nella lingua di arrivo

• OMOLOGAZIONE

kommunal’ka,

es. il termine russo ‘appartamento di coabitazione in cui vivevano più persone,

composto spesso da una sola stanza per l’intera famiglia e con un bagno in comune’

idiomi, pregiudizi, superstizioni, rituali sociali, mobili di casa, barzellette sono realia es. in russo

se prude la mano sinistra è perché si riceveranno soldi, mentre se prude la destra è perché si

saditsa

dovranno restituire; in russo significa sia ‘mettersi a sedere’ che ‘finire in prigione’:

numerose barzellette giocano su questa ambiguità

falsi amici

termine coniato da Koessler e Derocquigny. lemmi o frasi che presentano somiglianza

morfologica/fonemica con termini di un’altra lingua (es. stessa radice), ma che hanno significato

semantico diverso o sviluppano diverse sfumature. sono comuni tra lingue appartenenti allo

stesso ceppo. possono esistere in una dimensione della storia della lingua di tipo diacronico, e

non solamente sincronico. possono rappresentare un segnale di una conoscenza non adeguata

joke

della lingua che si traduce, o verso la lingua in cui si traduce. a volte non sono gravi (es. non

→ actually

significa ‘giocare’, ma ‘scherzare’ sfumatura diversa; non significa ‘attualmente’ in

italiano, in quanto non ha valore temporale). una delle aree più interessanti dei falsi amici è quella

dei colori, che vengono percepiti in maniera molto differente nelle diverse lingue. spesso derivano

da prestiti. addictive [Heroine

— : (agg) ‘che dà dipendenza’ (da droga o altre sostanze).

ESEMPI INGLESE is

//

(additive). : kalt

‘l'eroina dà dipendenza’]; non vuol dire: ‘additivo’ (agg)

TEDESCO

addictive //

[Im Winter es ist kalt

‘freddo’ ‘in inverno è freddo’]; non vuol dire: ‘caldo’ (warm) : ка̀ мера

RUSSO

(nome) ‘cella’; non vuol dire: ‘camera’ (комната)

bimbo

— : non vuol dire ‘bambino’, ma ‘sciacquina, oca

FALSI AMICI PAROLACCE ESEMPI INGLESE // bimbo

giuliva, svampita’; l’italiano ‘basta!’ suona come ‘bastard’ : significa ‘tetta,

FINLANDESE

//

sciocco, coglione’ : l’italiano ‘così’ ha pronuncia simile a kozy, che significa ‘capre’ o ‘tette’

CECO

norma ISO (International Organization for Standardization)

organizzazione con sede a Ginevra (la sede italiana è l’UNI, a Milano) parametri di scambi

universali. in Italia non esiste una norma che riguardi la traduzione e viene quindi applicata la

normativa ISO 2384 dell’anno 1974: approvata da diversi paesi, questa dice come si deve

presentare una traduzione, in che misura una traduzione deve far risalire all’originale. spesso

abstract).

queste norme sono disattese e il traduttore le ignora (! eccezione per quanto riguarda gli

nota del traduttore

dice cosa ha tradotto, di che opera si tratta, quando è stata scritta, se si è utilizzata una

traslitterazione, principi/scelte traduttorie attuate

Regime speciale, appunti di un sorvegliante

es. nota di traduttore di Salmon nel tradurre di

Dovlavov — per quanto riguarda la ‘zona’, specifica che l’area era sottoposta a regimi di

sorveglianza, collegato ad un regime di lavoro forzato: il termine viene esplicitato e reso

trasparente se avesse utilizzato una traduzione letteraria si sarebbe perso il significato (da

‘zona’ a ‘regime speciale’, anche il titolo cambia in modo da poter esplicitare. specifica di aver

utilizzato una traslitterazione scientifica dal cirillico (aggiunge anche una tabella sul come leggere

correttamente) in questo modo non rinuncia ad un minimo di scientificità nel suo lavoro; pone

attenzione ai casi in cui non applica queste regole, e quindi per parole e nomi che provengono da

altre lingue e non originarie russe (parole che, quindi, utilizzano altri alfabeti); specifica che i nomi

propri vengono resi in una forma semplificata, utilizzando le versioni grafiche già entrate in

Fidel’ Anagi ermitaž

circolazione (es. viene reso con Fidel, con Anaghi, con ermitage). dice che il

gap

testo italiano è stato ricreato secondo i principi di attualizzazione (no storico) e traduzione

funzionale non “parola per parola” ma in “blocco” (ogni frase/espressione viene considerata come

unità traduttiva minima, conservando l’effetto comunicativo soprattutto nei modi di dire e nei

fraseologismi). utilizza inoltre una procedura ibrida tra omologazione e straniamento, dosando

alternamente i due procedimenti vuole che si sappia che è consapevole delle sue scelte. dice

inoltre di non fare ricorso a singole note del traduttore in modo da rendere più immediata la

funzione del testo (in questo modo non altera la drammaticità e l’umorismo del testo di partenza,

interrompendo la narrazione). spiega inoltre le difficoltà nel rendere un lessico specifico del campo

di concentramento (“linguaggio della mala), comprensibile solo da chi è all’interno del sistema

ad hoc,

in italiano crea dei termini secondo criteri di fonetica comparativa, oppure traducendo con

termini dialettali già conosciuti. vi è un glossario con una breve esplicazione dei termini utilizzati,

in cui non sono però esplicitati i forestismi russi già entrati nel lessico italiano e quindi rintracciabili

in dizionari di lingua italiana già conosciuti. toponimi e urbanonimi sono mantenuti nella forma

originale (ma al nominativo), così come i diminutivi di nomi propri (importanti nei testi letterari

russi). ricrea le canzoncine, le strofe e i giochi di parole in modo da ricreare la funzione estetico-

comunicativa presente nel TP, senza appiattire il testo. le informazioni culturali implicite nel testo

russo (e implicite per il lettore russo, quindi facilmente capibili) vengono invece esplicitate in

Jakimovič,

italiano (es. città conosciuta dai russi per essere in Bielorussia, viene resa in italiano

Cilintano

semplicemente con “in Bielorussia; cantante jazz viene reso con il più corretto “Adriano

Celentano”, mentre nomi meno noti ma celebri vengono tradotti ed elencati nel glossario).

SEMINARIO

Nierskij / traduzione poetica

Lenin di Majakovskij

Lenin (muore nel 24) viene considerato una figura mitica e alla sua morte Majakovskij scrive un

• →

intero poemetto a lui dedicato poema laudatorio, elogiativo, in cui Lenin viene esaltato;

impegnato sull’adesione all’ordinamento politico del comunismo sovietico

traduzione di Ripellino del 1967 (anniversario della rivoluzione di ottobre) — all’epoca Ripellino è

• già una figura importante

traduzione di Angelo Mario Ripellino — slavista (lett. ru, ceca, polacca), uno dei più importanti

traduttori del 900 italiano, poeta. nato nel 1923, poliglotta. pubblica un lavoro di traduzione di tipo

antologico (con la possibilità quindi di scegliere cosa tradurre; nel 54 la prima, poi seguita da una

nel 61), antologie monografiche (es. Pasternak nel 57 [stessa data in cui il Dottor Živago esce in

Italia], Blok nel 60, Chlebnikov nel 68 [esce nella prima edizione con una spartizione del ruolo

autoriale; a prima vista sembra che sia un libro di poesie di Ripellino stesso], nel 67 Lenin)

Ripellino traduce in verso libero, partendo da originali che non sono però in verso libero, ma che

seguono un metro e una rima specifica cfr. Eco (tradizione traduttoria, che cambia nel tempo);

è nello stile dell’epoca non seguire lo stile dell’opera originale

delle traduzioni di Ripellino viene detto:

“traduzione come ‘interpretazione poetica’”

• re Pasternak, De Michelis: “ha acquistato i caratteri non solo dell’autorevolezza, ma anche della

• definitività”

re Blok, Magrelli: “estrema raffinatezza […] sul versante della resa italiana” — è un poeta non

• slavista

re Chlebnikov; quasi nessuno lo tradusse più

• Lenin,

nella traduzione del Ripellino tenta però di riprodurre l’orchestrazione fonica e ritmica

dell’originale di Majakovskij (rime, versi, …), andando contro la sua stessa logica traduttiva.

la traduzione gli viene commissionata da Einaudi non ha la possibilità di scegliere, entra quasi

in frizione con il testo originale; gli viene chiesto di tradurre tutto il poemetto (traduzione integrale)

Majakovskij),

in un saggio precedente alla traduzione (Rileggere Ripellino dice che la parte più

importante di Majakovskij è quella cubo-futuristica (con sperimentazione linguistica, pre-1917),

non quella che si va affievolendo, lasciando prendere piede all’aspetto propagandistico

(post-1917; mantiene qualche forma di sperimentazione linguistica ma l’importante è il messaggio

propagandistico). →

Lenin

il era già stato tradotto entrambe le edizioni precedenti (del 1946 e del 1951) non

avevano il testo a fronte, cosa che invece la traduzione di Ripellino ha

Ripellino normalmente non dice nulla sulla traduzione; ma in questo caso invece spiega come

cerca di far arrivare al lettore il poemetto: poesia di Majakovskij nasce e si sviluppa per essere

recitata, declinata da un podio più che per essere letta; cita i traduttori portoghesi come esempio

di ottima traduzione che segue lo stile di Majakovskij; parla inoltre di:

“rumore del testo" — rime, musica del metro, idea che Majakovskij “ferisce” l’orecchio, fa

• →

sentire rumori e frastuoni differenza rispetto ai traduttori italiani precedenti, che traducono

Majakovskij in verso libero, preoccupandosi prima di tutto di veicolare il messaggio, i contenuti,

la propaganda politica; al contrario Ripellino è più interessato dalla forma nella stragrande

maggioranza dei casi, nelle traduzioni di Majakovskij non viene utilizzata la rima, la forma /

Ripellino non solo cerca di mantenere le rime perfette (cuore-amore), ma anche le rime

potenziali (richiamo continuo di suoni con assonanze, …); cerca inoltre di utilizzare endecasillabi

→ è all’interno della tradizione italiana / Ripellino sacrifica in alcuni punti qualcosa della

semantica dell’originale per mantenere il ritmo →

Majakovskij nella poetica del futurismo amava creare parole nuove Ripellino spesso

• all’insolito di Majakovskij fa corrispondere un insolito della lingua italiana

5 altre operazioni di Ripellino:

1. preposizione dell’aggettivo al sostantivo — innalzando il registro con una lingua inconsueta

2. inversioni sintattiche

3. ricorso a lessico ricercato — Majakovskij spazia fra una dizione colloquiale ad una alta

(registro stilistico non omogeneo); Ripellino al contrario spazia dentro ad un registro medio-

alto quasi teme di entrare nel registro stilistico basso, comprimendo quindi il registro

stilistico di Majakovskij →

4. allitterazioni — in modo da rendere la musica “consonantica” di Majakovskij elemento

tipico della sua poesia

5. licenze di varia natura

Ripellino prende tramite la traduzione una posizione rispetto:

ai traduttori precedenti — ≠ stile traduttivo, si interessa alla forma e non al contenuto

• propagandistico

tema ideologico — forse voleva nascondere al lettore la parte più brutalmente propagandistica

• →

della poesia posizione politica!

→ paradosso: Ripellino applica un esercizio tecnico (“futurismo traduttivo”) ad un testo

Majakovskiano meno futurista; applica tecnica del Majakovskij pre-1917 a un testo del

Majakovskij post-1917

→ dal diluvio), Lenin,

nell’opera di poesie di Ripellino (Notizie pubblicata post Ripellino utilizza

spesso parole utilizzate nella traduzione di Majakovskij

Lenin è una microstoria degli ultimi 20 anni di epoca russa e russo-sovietica

Zveterevich (traduzione 46) dà una traduzione diversa da quella di Ripellino: scandisce e divide il

testo in “temi”, dando anche dei titoli (non presenti nel testo originale), non utilizza la divisione a

scaletta di Majakovskij; è un testo quasi “didattico”, con brevi prefazioni per ogni

“titoletto” (~anche la traduzione della traduzione del 50)

4 aprile - Ascari →

tradurre significa produrre del significato non è un’operazione matematica o tecnica, ma è

un’operazione creativa.

per tradurre bisogna capire cosa cercasse di fare l’autore; se non si cerca di capire questo si

rischia di compiere scelte sbagliate si cerca di tradire inavvertitamente (a volte, invece, si

tradisce per scelta) →

il traduttore traduce nella lingua a lui contemporanea rari i casi in cui traduce in una lingua non

attuale

tradurre significa sempre tradurre per altri

il traduttore è immerso nella lingua d’arrivo, ma anche in quella di partenza; a volte, essendo

troppo immerso in quella di partenza può rischiare di fare dei calchi: è per questo che è

importante ricontrollare

vi sono casi in cui l’autore sbaglia nell’uso del suo linguaggio e quindi il traduttore deve scegliere

se rendere questo errore, pensando però che il pubblico sarà portato a pensare che si tratti un

errore del traduttore stesso, oppure se normalizzarlo.

10 aprile - Prandoni re: Venuti

ritraduzione di un classico: si presuppone che il pubblico sia già a conoscenza della traduzione

precedente; il traduttore nella ritraduzione rispiega la motivazione della sua traduzione e mette

quindi in primo piano la sua interpretazione rispetto a quella più datata e (forse) da lui non

condivisibile →

persone che leggono in traduzione normalmente non leggono l’originale buona traduzione =

testo scorrevole; si rimane destabilizzati nel momento in cui il testo apre uno spazio di problema,

in quanto ci si rende conto che non si sta leggendo un testo pensato nella lingua in cui lo si sta

leggendo ma invece che è stato pensato in una lingua “altra”: come lettori non bisogna avere

l’aspettativa che il testo sia appiattito su una lingua standard è assurdo pensare che un’opera

tradotta venga scritta in una lingua standard, in quanto l’originale potrebbe avere una scelta

stilistica peculiare

Venuti instaura un confronto, ma leggiamo solo la traduzione in inglese: sta insegnando come

leggere la traduzione, quindi non si ha il testo a fronte in modo provocatorio propone solo la

traduzione di Marias e nota differenze stilistiche (periodare molto lungo, tipico della lingua

spagnola ma non di quella inglese)

Venuti: “domesticating” solo se si è un traduttore/trice affermati si ha più possibilità di scelta,

senza l’obbligo di dover “addomesticare”. loro possono contrattare con l’editore, fare scelte

consapevoli e difenderle. →

in traduzione si perde sempre qualcosa Venuti: si perde tutto, si perdono le allusioni della

cultura d’origine, ecc. la persona che fa la traduzione culturale può anche far guadagnare alla

traduzione, se questa viene fatta in modo consapevole. es. Marìas arcaizza l’inglese e la

punteggiatura probabilmente è una strategia di compensazione: leggendo tutta la sua opera e

sapendo come lui gioca sugli arcaismi, si può rimanere più simili allo stile dell’autore più

dell’autore stesso. le strategie di compensazione sono particolarmente usate in poesia

commento del traduttore, non aspettarsi sempre una lingua “standard”, non pensare mai che

• quello che della letteratura è tradotto sia l’opera reale

dialetto — elemento problematico delle traduzioni: non vi è un’equivalenza dinamica tra 2 lingue +

operazione destabilizzante (Venuti: non bisogna temere di essere destabilizzati es. dialetto di

Amsterdam per dei personaggi di un romanzo del fascismo italiano) →

negli USA si legge (traduce) parecchia narrativa israeliana ma nessuna araba nota politico-

culturale: questo influenza il modo in cui molto persone la vedono su questo conflitto

Kader Abdolah — origini persiane, ingegnere, si ritrova in Europa (Olanda) perché perseguitato;

deve imparare il neerlandese. quasi subito, non appena ha una competenza minima nella lingua

nuova, inizia la sua opera di mediatore culturale tra cultura islamica e europea ponte

interculturale, basato sulla fiducia che il dialogo tra culture sia basato su comprensione reciproca.

Corano

traduce il (2008) pubblica un dittico (ricostruzione biografia finzionale della figura di

Corano

Maometto + Corano): non si può tradurre semplicemente il senza spiegare agli Europei la

figura di Maometto. scelta coraggiosa tradurre un testo di 1500 anni fa scritto nella penisola

Bibbia,

arabica; opera remota nello spazio e nel tempo + libro sacro (ma diversamente dalla

Corano

ispirata da Dio, il è per dogma parola di Dio Maometto si fa tramite della parola

Corano

dell’Angelo, la parola scritta del è letteralmente parola di Dio: motivo per cui tutte le

persone islamiche devono pregare in arabo, usare un’altra lingua significherebbe peccare).

Corano è spesso preda di fanatismi, sia da parte ci chi odia l’islam ma anche di islamisti fanatici

Corano

(spesso traduttori del vengono minacciati o uccisi).

una →

De Koran, een vertaling Corano,

— “Il traduzione” non religioso, iraniano, non arabo,

• Corano;

dopo l’11 settembre, traduce comunque il operazione di grande coraggio.

immane lavoro di studio e preparazione; interesse linguistico più che religioso elemento

religioso è quasi completamente assente, “la divina prosa di Mohammad / la voce di Mohammad”

Corano

dichiarazione blasfema: la prosa del non è da ascrivere al poeta non vuole sottrarre a

Mohammad la propria opera, vuole dargli li rispetto di aver creato questa prosa divina (nel senso

di rispetto) affermazione sempre blasfema per gli islamici.

Corano

a livello narrativo ritiene che il debba concludersi con la morte del profeta (sura 115 che

aggiunge). → Corano

ripristina l’ordine storico delle sure per rispetto alla parola di Dio, il inizia con la sura più

lunga e finisce con quella più breve; le più brevi sono quelle di Maometto nel periodo alla Mecca,

il periodo in cui è più insicuro. l’evoluzione e il percorso fatto dal profeta nel corso degli anni è

→ Corano

incomprensibile al poeta le prime sure risultano le più importanti: per questo nel

originale le prime sure sono quelle che, storicamente, avvengono per ultime (jihad). Abdolah

sostiene che il lettore deve capire l’evoluzione di Maometto e dell’Islam.

Corano

ripetizioni — pensato per gli analfabeti + trasmesso oralmente non ripete perché teme

che il lettore olandese abbandoni la lettura o non colga la bravura del testo stesso.

rivendica il diritto all’errore se vogliamo capire un testo, questo va dischiuso, interpretato,

bisogna aprirsi alla moltitudine delle interpretazioni, ai rischi di fare degli errori agli occhi di chi

ritiene di essere il depositario dell’unica interpretazione possibile

Corano Corano

cerca di innestare il all’interno della tradizione letteraria neerlandese e colorisce il

della millenaria tradizione letteraria persiana (orgoglio persiano di Abdolah) europeo comune ha

un’idea monolitica dell’Islam, quando questo è sempre stato una cultura che innesta fedi di

culture differenti filtro marcatamente multiculturale: traduce libro arabo in neerlandese + utilizza

numerosi artifici persiani

Abdolah non è più religioso, ma mostra comunque rispetto per coloro che lo trattano come libro

religioso dialoga con chi gli ha dato istruzione religiosa quando era bambino e non solo con i

commentatori →

localizzazione: operazione culturale in olandese nell’Olanda odierna aggiunge il tulipano

(originariamente persiano!! trasportato poi in Turchia e infine in Olanda) + “solamente qui sarebbe

stata possibile” la traduzione + aggiunge piccoli disegni legati all’immaginario dell’Olanda, piccoli

talismani culturali per ricordarci che la traduzione avrebbe potuto essere possibile forse

nell’Olanda di oggi

11 aprile - Scrolavezza: letteratura giapponese

traduzione consente ad un pubblico interessato di leggere ciò che vuole

quando si supera la soglia dell’obbligo dei diritti d’autore il traduttore non deve più pagare diritti

per fare una traduzione

autori tradotti nel dopoguerra, attirano persone perché mantengono elementi della cultura

giapponese che affascinano il pubblico (lirismo, ecc)

traduzioni in italia iniziano soprattutto a partire dagli anni 80 (Marisilio), Einaudi pubblica il grande

Storia di Genji, il principe splendente

classico della letteratura giapponese, di Murasaki Shikibu

(già presente in traduzione inglese e infatti la traduzione italiana è proprio presa da quella inglese;

solo 4/5 anni fa la traduzione viene fatta dal giapponese stesso)

anni 80 in poi importanza di autori più contemporanei (es. 1Q94 di Murakami con rif. a Orwell);

seller”

Murakami e Yoshimoto diventa “million agli inizi anni 80, momento in cui il libro entra nel

mercato dei beni di consumo e lo scrittore diventa una figura di riferimento, oggetto di attenzione

di un fandom che riconosce gli autori come modelli di riferimento →

serie di scrittrici, proposte in raccolte di racconti dai toni che sconfinano nell’erotismo “soft”

immagine stereotipata del Giappone come paradise dell’erotismo.

inizia anche la pubblicazione di autori “classici” (pre-moderni), degli anni 1000, e qualcosa dei

geisha, samurai,

secoli successivi. il problema di questa letteratura (ha successo di pubblico,

l’ambiente della corte di epoca classica) è linguistico: quasi nessuno conosce la lingua classica

giapponese ed è quindi difficile trovare traduttori. (a partire dall’anno 1000 la lingua giapponese

classica si evolve in modalità complesse, in un insieme di linguaggi che sono specifici per i singoli

generi letterari e che sono fondati su un mix fra cinese e giapponese.)

per molto tempo le traduzioni del giapponese venivano fatte da lingue intermedie (spesso inglese

o francese). a partire dagli anni 80 inizia un “trend inverso” per cui i romanzi già tradotti da lingue

intermedie sono sempre meno e l’approccio diventa obsoleto negli anni 80 si genera una

nuova generazione di traduttori, grazie all’interesse per le lingue asiatiche (gli editori preferiscono

traduzioni da lingue intermedie perché costa meno).

fino a metà 2000 letteratura giapponese immessa sul mercato italiano è bassa; ma di lì a poco

questo numero incrementa, emergono anche piccole case editrici che propongono un maggior

numero di titoli (in particolare negli ultimi 5/6 anni). negli ultimissimi anni si pubblicano anche

manga. →

2015-6 fermento editoriale, nonostante il mondo editoriale si senta ancora in crisi. processi di

stampa + mercato degli e-book elementi positivi che contribuiscono a ravvivare il mercato.

editoria vede come elemento positivo l’emergere di abilità fieristiche alternative (nascono nuovi

“momenti d’incontro” di editoria/editoria indipendente, visti come momenti positivi)

mercato editoriale trend di crescita per quel che riguarda il Giappone (inglese [in calo] >

francese [calo] > tedesco [calo] > spagnolo [crescita] > lingue slave [stabile] > altre lingue

[crescita, ma con un calo di tiratura (numero di copie) tipico dei piccoli editori])

→ fantasy

crescente articolazione di generi letterari e fantascienza [fantasy cresce su

graphic novel

fantascienza] > giallo/noir [cresce] > [genere con incremento maggiore]

graphic novel — genere costruito a tavolino; etichetta più elegante per il fumetto: è un fumetto

• non seriale. si conquista una posizione importante all’interno del mondo pubblico-accademico.

La scena dell’inferno e altri racconti Rashomon

raccolta di racconti esce contemporaneamente a

+ aumento dell’attenzione per autori moderni (pre guerra mondiale), fuori dai diritti e quindi

Morte di un

costano meno anche per l’editore (testi classici ad es. Hamao Shiro, Yasushi Inoue

maestro del Tè successo che rientra forse nell’ondata di orientalismo, Murakami Haruki

pubblicato per qualsiasi cosa (romanzi, saggi, ecc), Banana Yoshimoto [successo in calo, molto

del suo successo è causato dall’abilità del suo traduttore italiano che rende il libro stesso

noir,

altamente superiore di quello originale]); Kirino Natsuo (conosciuta in Italia per i suoi

nonostante lei abbia ormai abbandonato questo genere)

in sintesi:

ampliamento del ventaglio delle proposte

• ampliamento del target

• →

effetti di internet e globalizzazione aumento della letteratura giapponese grazie proprio anche

• a internet (che avvicina le realtà altre geograficamente lontane)


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ironlux

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti delle lezioni di principi di teoria della traduzione: introduzione alla storia della traduzione (con particolare riferimento a quella letteraria); illustrazione delle principali teorie della traduzione; presentazione di alcune delle principali problematiche e strategie traduttive a seconda della tipologia dei testi (o generi) e delle lingue; lezioni-conferenze su temi specifici, tenute (in copresenza) da altri docenti, colleghi e ospiti per offrire una ampia rassegna dei vari campi di applicazione delle teorie illustrate con esempi specifici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ironlux di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria della traduzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Imposti Gabriella Elina.

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