I principi di redazione del bilancio - Lezione 2
Introduzione
Alcuni aspetti normativi del bilancio di esercizi secondo il codice civile. Si parte dalla causa generale: obiettivi che il legislatore vuole perseguire e conseguire con la redazione del bilancio. Ci sono anche dei principi di redazione -> prudenza, continuità dell’esercizio, sostanza, competenza, separata valutazione delle poste, continuità della valutazione. È presente anche un quadro sintetico alla fine, di quelli che sono le differenze tra clausola generale del bilancio e il principio di redazione e quanto previsto dai principi contabili internazionali.
Il bilancio d’esercizio costituisce il principale strumento di comunicazione a disposizione di un’impresa: consente di rivolgersi ai soggetti portatori di interessi (dell’impresa stessa) e fornire una serie di informazioni relative alla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica che rispondano a delle aspettative di conoscenza, necessarie per poter supportare una serie di decisioni che i portatori di interesse devono assumere.
Queste aspettative di conoscenza dei portatori di interessi nel tempo sono cambiate grazie all’interagire di molteplici variabili e hanno avuto un notevole influsso sulla normativa di riferimento per quanto riguarda la struttura e la finalità del bilancio stesso.
L’attuale sistema di regole e principi che disciplina la struttura e le finalità nel contenuto del bilancio è il risultato di un excursus normativo che ha seguito lo sviluppo delle complessità delle imprese; in particolare possiamo dire che l’uomo ha sempre sentito il bisogno di avere informazioni rispetto al proprio patrimonio, infatti fin dallo sviluppo dei primi mercati e dei primi commerci di fatti il bilancio era un elemento fondamentale considerato strumento conoscitivo per l’imprenditore. Inizialmente era costituito da un inventario di quelle che erano le attività dell’imprenditore stesso. Nel tempo le imprese si sono sviluppate, per cui quello che prima era una necessità è diventato un obbligo.
Se andiamo a vedere i bilanci delle imprese italiane dopo la prima guerra mondiale fino a metà degli anni ’70, ci accorgiamo che essi erano costituiti da uno stato patrimoniale: le informazioni contenute nel conto economico erano “stringate” e i principi di valutari e i criteri di redazione del bilancio non erano definiti. Non esisteva infatti la nota integrativa, che era dunque sostituta da un documento chiamato relazione degli amministratori, il cui contenuto era libero e descrittivo.
Dopo il 1991, con l’internazionalizzazione delle imprese in aumento, lo sviluppo delle loro dimensioni e del controllo delle imprese stesse, la presenza più importate degli investitori (anche internazionali), ha reso necessario una normativa più stringente (intesa come maggior garanzia a terzi), del fatto che il bilancio, nonostante debba rispondere a una molteplicità di interessi sia comunque un bilancio naturale e che sia comparabile il più possibile con i bilanci delle imprese concorrenti.
Abbiamo norme contenute nel codice civile e nei principi contabili nazionali che vanno a disciplinare la redazione del bilancio. Il sistema di regole e di principi dettato dal nostro legislatore dal codice civile (regole di natura sintetiche), richiede un altro set di norme tecnico-specifiche che aiutino nell’applicazione pratica di quanto annunciato a livello generale. Queste regole tecniche sono contenute in alcuni documenti, ciascuno dedicato ad un aspetto particolare del bilancio, che vengono chiamati principi contabili nazionali (OIC) -> definiti così perché sono emanati dall’organismo italiano di contabilità.
Clausola generale
L’articolo 2423 contiene la clausola generale del bilancio. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio. I tre postulati contenuti nella clausola generale rappresentano i tre obiettivi che il bilancio deve necessariamente conseguire:
- La chiarezza
- La veridicità
- La correttezza
Costituiscono la cornice entro la quale noi dobbiamo costruire il bilancio.
Primo postulato del bilancio: la chiarezza
Attiene la comprensibilità del bilancio: ovvero la capacità del bilancio stesso di consentire ai terzi (che abbiano interessi nei confronti dell’impresa) di conoscere e giudicare nel modo più compiuto possibile, lo svolgimento della gestione di quest’ultima (dell’azienda). Affinché questo obiettivo possa essere conseguito, il legislatore fornisce una serie di regole. In particolare facciamo riferimento agli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico, che devono essere redatti secondo regole che dettano la rigidità dello schema stesso e assicurando la comprensibilità dello stesso: chi fa il bilancio deve attenersi a degli schemi rigidi. Altro strumento è l’impossibilità di effettuare delle compensazioni tra voci dello SP e del CE.
Il conseguimento della chiarezza è la disciplina che riguarda la nota integrativa: documento che va ad integrare e spiegare il contenuto che per sua natura è sintetico i valori contenuti negli schemi di stato patrimoniale e di conto economico, e che è disciplinato in termini di contenuto minimo e di modalità di redazione della stessa nota integrativa.
Secondo postulato del bilancio: veridicità
Esempio di un processo di valutazione che possa essere definito veritiero. Pensiamo al processo di ammortamento: processo che consente di ripartire il valore di un bene strumentale tra gli esercizi nei quali si prevede di utilizzare quel determinato bene. Così facendo si definiscono delle quote di ammortamento che rappresentano il concorso di quel bene strumentale alla produzione degli esercizi nei quali si prevede di utilizzare quel bene. Per poter effettuare il processo di ammortamento, è necessario stabilire un tempo (anni), nei quali si prevede di usare il bene in modo utile. Definire il numero di anni, viene fatto in modo aderente alla realtà solo considerando una serie di elementi.
Ad esempio: questo prodotto che viene messo sul mercato, ottenuto grazie all’utilizzo del bene strumentale, quanto influisce sull’obsolescenza tecnologica? Questo influisce sul numero di anni in cui si prevede di usare quel bene. È necessario acquisire (per poter affrontare un processo di valutazione veritiero) delle conoscenze tecniche ed economiche che mi consentono di supportare il valore del mio bene messo a bilancio e la realtà che quel valore rappresenta.
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I principi generali di redazione del bilancio