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Lezione 11/02/2020

Principi di linguistica - Muscariello

- Che cos’è la linguistica?

➢ La linguistica è la scienza che studia il linguaggio e le lingue:

• Il linguaggio dal punto di vista delle sue cartteristiche universali, in quanto facoltà innata

di parlare dell’uomo.

• Le lingue, che sono il risultato di questa capacità.

➢ La linguistica descrive il funzionamento del linguaggio sul piano fisiologico, neuronale e

cognitivo, analizza le sue funzioni ed i suoi scopi, studia il suo apprendimento sia da parte del

bambino (come lingua madre) sia da parte dell’adulto (come seconda lingua o lingua straniera)

e si occupa dei problemi e delle malattie che possono insorgere, facendone perdere la facoltà

e delle strategie volte al suo recupero.

➢ La linguistica studia anche le singole lingue, analizzandone e descrivendone i suoni, la

grammatica e la sintassi, sia tracciandone la storia nel corso dei secoli.

֎ Questi due filoni della linguistica sono raggruppati in due branche fondamentali:

1. Linguistica generale: è il ramo che studia il linguaggio visto nei suoi meccanismi di

funzionamento universali (I cosiddetti “universali linguistici”, appunto)

2. Linguistica storica: è il ramo che considera le lingue singolarmente, per quanto

attiene alla loro evoluzione nel tempo o descrivendole in un determinato periodo

➢ La linguistica ha origine dalla capacità umana di parlare e di avvertire la facoltà del linguaggio

come caratterizzante rispetto alle altre specie animali non umane. in virtù di essa, l’uomo può

codificare la propria esperienza cognitiva in messaggi formati dai suoni in grado di veicolare un

senso, un significato che viene recepito e compreso, ovvero decodificato da un uditore.

➢ Un ulteriore ramo della linguistica, si è specializzato nell’analisi e nella descrizione dei suoni

prodotti dall’apparato fonatorio umano, ovvero la fonetica, insieme alla fonologia.

- Come si fa a parlare?

L’uomo non è programmato per parlare, l’uomo può parlare solo se avviene un addestramento,

deve imparare entro l’età critica, ovvero cinque anni, altrimenti non impareranno mai più o con

gravi ritardi linguistici.

Gli animali invece comunicano ma non parlano, parlare è una caratteristica specie specifica

dell’uomo.

- Differenza tra parlare e comunicare:

▪ Posso parlare di cose astratte. Del passato, presente e futuro.

▪ Mentre quando comunico posso solo dire qualcosa che ha attinenza nel

contesto in cui mi trovo in quel momento.

- Quali organi usiamo per parlare?

Apparato fonatorio, composto da:

1. Apparato respiratorio: Usiamo aria per parlare

2. Apparato digerente

3. Apparato uditivo

• Nel cervello abbiamo delle zone da attivare che lavorano a network, per imparare a parlare,

mentre gli altri apparati funzionano automaticamente

• Per parlare servono:

1. Labbra

2. Denti

3. Alveoli (Parte di gengiva dove si innestano gli incisivi),

4. Palato duro

5. Palato molle (O velo palatino)

6. Ugola (Per la R, quando hai l’R moscia)

7. Lingua (Apice che è a parte mobile, il dorso centrale, il post-dorso e la radice. La

radice non è mobile perché altrimenti potremmo ingoiarla)

8. Faringe (In italiano non viene usata, perché i suoni si fermano al palato velatino perché

viene parlato tutto in avanti.)

9. Epiglottide (Serve per imparare le lingue straniere, si attiva quando ingeriamo.)

10. Laringe

11. Corde vocali

• Il padre fondatore della linguistica:

Per potersi avvicinare allo studio della fonetica è utile acquisire familiarità con alcuni

concetti elaborati all’inizio del ‘900 dallo studioso svizzero:

Ferdinand de Saussure (1906-11), a cui si devono i principi che costituiscono ancora oggi

la base concettuale e terminologica della scienza linguistica

Fu uno studioso svizzero, ginevrino, al quale si devono i principi che costituiscono ancora

oggi la base concettuale e terminologica della linguistica. Dopo la sua morte uscì il suo

corso nel 2012, “Course de linguistique générale” – questo non fu direttamente scritto da

lui, ma fu editata postuma da tre suoi allievi: Bally, Sechehaye e Riedlinger. Essi si basarono

sull’elaborazione degli appunti delle lezioni tenute dal loro maestro.

▪ LA DICOTOMIA LANGUE/PAROLE

(Uno degli aspetti principali del corso della linguistica generale.)

In linguistica, questi tre termini indicano tre concetti che non bisognerà mai

confondere.

1. LANGUAGE: Equivale alla facoltà, che caratterizza l’uomo rispetto agli animali, di creare

dei sistemi di segni, fra i quali si annoverano anche le lingue naturali. È quindi la

capacità degli esseri umani preesistente alla lingua stessa, ma che tuttavia non sussiste

senza una qualche lingua. È infatti attraverso la lingua che possiamo individuare questa

facoltà. È quindi la capacità degli esseri umani ad apprendere a comunicare una o più

lingue, è una facoltà innata dell’uomo, ma la lingua non è innata – deve essere

insegnata (Un sistema di segni sono ad esempio i cartelli stradali. Quando vediamo il

triangolo ci rendiamo conto che si tratta di pericolo.)

2. LANGUE: è una struttura/sistema di comunicazione verbale per scambiare e

trasmettere informazioni. Un codice astratto nella misura in cui esiste (Ovvero è nella

mente del parlante) e largamente condiviso, quindi ha un aspetto sociale, perché è

condiviso dai membri di una comunità linguistica e permette ai parlanti di produrre e

recepire correttamente ed efficacemente i messaggi linguistici. – Nell’1800 si pensava

che la lingua fosse un fatto individuale ed in questo modo non si dava conto al codice.

Quindi la LANGUE può essere studiata come un CODICE, ovvero un sistema organizzato

di: 1. Elementi di comunicazione (Quindi unità di significato) 2. Elementi sonori (Che ne

permettono la realizzazione concreta) [Nel caso della lingua dei segni: elementi

gestuali] 3. Regole (Fono/morfo/sin)tattiche per creare messaggi strutturati

3. PAROLE: è il concreto atto del parlante, ovvero l’effettiva emissione del messaggio,

dovuto dalla conoscenza della langue (Di carattere individuale, possono emergere

aspetti particolari individuali come: Accento, R moscia, qualità della voce, ecc...)

• La scrittura:

La scrittura è un codice secondario alla lingua. Se non so la lingua, non posso imparare a

scrivere. Ci sono delle società etniche che non hanno lingua scritta, quindi si può vivere

senza di essa. La scrittura allora a cosa serve? Serve a tramandare le conoscenze alle

prossime generazioni e non può quindi diventare società complessa.

• Il circuito delle parole di de Saussure

Per comprendere meglio la differenza tra langue e parole attuiamo l’esempio del circuito

di de Saussure, il quale si divide in fasi di un atto di comunicazione.

Abbiamo un parlante a ed un parlante b, che iniziano ad interagire parlando.

i. Nella prima fase: parte un processo psichico – nella mente di A è depositata la

langue, il codice di segni linguistici, regole, convenzioni che gli consente di

emettere messaggi linguistici. I vari concetti si trovano quindi nella mente di A e

sono associati alle immagini acustiche che servono ad esprimerli: la domanda che

il parlante A intende porre al suo interlocutore evoca immediatamente nella

mente di A le sequenze fonetiche corrispondenti.

ii. Nella seconda fase: di conseguenza il cervello di A, tramite un secondo processo,

questa volta fisiologico, trasmette agli organi preposti alla fonazione degli impulsi

connessi all’immagine acustica.

iii. Nella terza fase: gli organi fonatori si azionano e quindi A parla, pone la sua

domanda a B. L’emissione concreta, cioè le onde sonore prodotte dagli organi

fonatori di A, costituisce un terzo processo di ordine puramente fisico ed attiene

invece all’ambito della parole, essa inoltre sarà caratterizzata dall’individualità di

A (Le caratteristiche acustiche dipendenti dal timbro della sua voce, dalla sua

inflessione, dalle sue particolarità di pronuncia, ecc...)

iv. Nella quarta fase: per il ricevente, cioè in questo caso per il parlante B, si

produrranno i primi due processi che abbiamo visto, solo che si succederanno in

ordine inverso: quindi il processo fisiologico farà trasmettere dall’orecchio al

cervello l’immagine acustica

v. Nella quinta fase: quest’immagine acustica, sempre al cervello di B, andrà ad

evocare immediatamente, tramite un processo psichico, il concetto a cui è

associata. Questa decodificazione del messaggio è garantita dal fatto che anche

nel cervello di B, ovviamente, è depositata la stessa langue di A, lo stesso insieme

di regole e convenzioni sociali che permettono ai membri di una stessa comunità

linguistica la comunicazione.

Quando B risponderà alla domanda di A, tutte le fasi qui spiegate si ripeteranno da capo, solo che la

direzione sarà da B ad A. il circuito completo della comunicazione linguistica è quindi composto da

un minimo di due persone; l’atto di parole è sempre un atto individuale e puramente fisico,

concreto. Il livello della langue è invece nella mente, è di carattere sociale ed è costituito da

componenti puramente psichiche, astratte.

Ecco di seguito lo schema come appare nel “Cours”

▪ Cosa manca in questo schema? IMPORTANTE RICORDARSI DI GUSTAVE

GUILLAUME.

Manca il rientro nell’orecchio dell’input di quello che sta dicendo il parlante

stesso.

(Imprtante quindi il ruolo dell’orecchio:

“Effetto cocktail party” – L’orecchio ad una festa sente della musica a palla, ma

l’orecchio con fatica riesce lo stesso a sentire la voce del suo interlocutore,

grazie ad un piccolo meccanismo della coclea che serve per il riconoscimento

vocale, dividendo i rumori da ciò che si vuole ascoltare.

La coclea li distingue grazie al suono che viene riprodotto dalla cassa di

risonanza della bocca che è molto piccola.)

ATTENZIONE: Pur in uno spazio articolatorio e quindi acustico così piccolo, noi sentiamo delle enormi

differenze fonatorie. Questo attiene alla capacità della coclea ed alla capacità cerebrale umana, a

differenza degli animali che non distinguono i nostri suoni.

- Come posso considerare i suoni del linguaggio?

• Quante vocali ha l’italiano? 5.

Quindi vediamo che i suoni non corrispondono alle lettere della parola, perché nei suoni le

vocali sono 7

▪ Ragioniamo:

Quanti suoni ci sono nelle seguenti parole?

Italiano: GNOCCHI (4 suoni, 7 lettere)

Inglese: FOOLISH (5 suoni, 7 lettere)

Russo: ОТЕЦ (5 suoni, 4 lettere)

• Di cosa ci stiamo occupando?

Gli studiosi, un gruppo di insegnanti francesi, nel 1880, a causa dell’inglese, han dato vita

all’international phonetic alphabet IPA, vedendo la non corrispondenza dei suoni alle

lettere. ▪ Ci stiamo occupando dei suoni del linguaggio umano, non delle lettere

dell’alfabeto con cui siamo abituati a scrivere le parole. (Questi suoni vengono

chiamati: Foni.) – Ricordiamo l’ingl. Enough - [ɪˈnʌf]

▪ Proprietà del parlato sullo scritto:

Il bambino impara a parlare prima di scrivere.

Ci sono culture prive di scrittura ma son comunque dotate di una lingua.

Lezione 18/02/2020

Muscariello.

- La fonetica:

L’oggetto di studio della fonetica sono i foni

La fonetica è un ramo della scienza linguistica ben definito e si concentra sugli aspetti fonici della

lingua. (Su questi aspetti fonici, si concentra anche la fonologia il cui oggetto di studio sono i

fonemi.)

Tra fonetica e fonologia, tra foni e fonemi, intercorrono delle differenze:

1. Fonemi: i fonemi hanno caratteristiche fondamentali, tra le prime, hanno la capacità

di essere distintivi, cioè di distinguere monemi diversi di una specifica lingua. In

questo caso il suono linguistico definito come fonema viene preso in considerazione

in una prospettiva di tipo funzionale, relativa a livello della langue e quindi al piano

mentale;

2. Foni: i foni invece sono suoni del linguaggio visti in una prospettiva puramente

descrittiva, relativa al livello della parole. Non fano riferimento a nessuna lingua in

particolare.

Esempio: [f] è il fono che viene utilizzato in:

a. Italiano: Trion[f]o - Trionfo

b. Inglese: Enou[f] - Enough

c. Francese: [f]iloso[f]ie – Philosophie

3. Fonetica: la fonetica si concentra sullo studio dei suoni prodotti dall’apparato

fonatorio e si divide in tre indirizzi principali:

d. Fonetica articolatoria (o fisiologica): Essa studia la produzione dei suoni per

mezzo degli organi dell’apparato fonatorio. La fonetica articolatoria,

rappresenta l’analisi di base dei suoni delle lingue del mondo, ma è tutt’oggi

molto efficace e molto intuitiva, perciò è accessibile a tutti senza l’ausilio di

alcuno strumento particolare.

È la più pratica per l’apprendimento delle lingue straniere.

(NOI STIAMO STUDIANDO QUESTA)

e. Fonetica acustica: Essa si concentra sulle caratteristiche acustiche, intese

dal punto di vista fisico, delle onde sonore che vengono prodotte tramite gli

organi della fonazione.

f. Fonetica percettiva (o uditiva): Essa analizza i rapporti tra lo stimolo

acustico e le sue interpretazioni percettive da parte del ricevente.

• Apparato fonatorio

Come abbiamo visto, la fonetica articolatoria, descrive i suoni del linguaggio dal punto di

vista della loro produzione attraverso le varie parti degli organi fonatori. Le parti

dell’apparato fonatorio ci forniscono le coordinate per descrivere i vari foni (Ovvero i

suoni)

Queste sono le parti dell’apparato fonatorio che concorrono alla produzione dei foni:

1. Labbra

2. Denti

3. Alveoli

4. Palato duro

5. Palato molle (Velo palatino)

6. Apice della lingua

7. Dorso della lingua

8. Postdorso della lingua

9. Radice della lingua

10. Ugola

11. Faringe

12. Epiglottide

13. Pliche (Corde) vocali (Posizionate all’altezza della laringe)

• Come si producono i foni?

Anzitutto, l’aria utilizzata per la loro produzione è, il più delle volte, espiratoria, che parte

dai poloni ed esce dalla bocca, attraverso il canale formato da laringe, faringe e cavità

orale. Modificando la conformazione del canale, ovvero mettendo in atto dei

restringimenti della cavità o ponendo degli ostacoli al passaggio dell’aria mediante i

movimenti delle labbra, della lingua e dei denti, si determinano le diverse caratteristiche

acustiche.

In certi casi, l’aria espiratoria può uscire dalle cavità nasali.

Inoltre, se le pliche vocali che sono collocate nella laringe, vengono avvicinate mentre

l’aria ci passa attraverso, si produrrà una vibrazione che darà luogo a dei foni sonori.

Se invece le pliche restano lontane nel momento in cui passa il flusso d’aria, si

produrranno dei foni sordi.

Se le pliche si avvicinassero così tanto da chiudersi, non verrebbe prodotto alcun fono, dal

momento che il flusso d’aria non passerebbe attraverso il canale.

Tuttavia, esiste il modo di creare l’occlusione completa della laringe e realizzare il colpo di

glottide. (Un fono che in tedesco può ricorrere davanti ad una vocale tonica o essere usato,

sempre davanti ad una vocale, per marcare il confine di morfema.)

• La trascrizione fonetica

Gli alfabeti utilizzati per scrivere la lingua sono strumenti largamente inadatti a segnare il

valore dei foni, poiché spesso ambigui ed incoerenti fra loro.

❖ Si era visto come ad esempio in inglese, uno stesso fono sia reso tramite più

grafie:

[f] = f (Foot) ph (Philosophy) gh (Enough)

❖ Ma si può avere anche il contrario, cioè una stessa grafia per suoni diversi

Ad esempio: in Italiano, l’utilizzo per suoni diversi di g = gente e gatto, o di gli =

figlio e geroglifico.

❖ Si sarà inoltre notato come, spesso, per un singolo suono siano utilizzati nelle

varie grafie gruppi di due o più lettere (Esempio: gn per gnocco / sci per sciame)

quando invece tutti questi gruppi di lettere corrispondono a singoli foni.

Come possiamo notare dall’esempio sopra citato, un fono viene talvolta scritto con gruppi

di più lettere, che con l’ipa, invece, vengono ridotti ad un solo simbolo, corrispondente a

quel fono. Così da facilitarne la comprensibilità. Bisogna sempre pensare ai foni e non

all’ortografia.

Fra le varie lingue ci sono inoltre delle discrepanze del valore che viene conferito alle

lettere dell’alfabeto.

Esempio: La lettera J. Pensiamo alla parola inglese: Joke ed alla parola francese: Jouer

Sentiamo come la stessa lettera, abbia due foni differenti.

Senza contare poi che esistono diversi alfabeti e sistemi di scrittura. Perciò uno stesso

fono sarà reso con lettere diverse. La J ad esempio, in cirillico è reso con Ж.

Per questo motivo, si utilizza l’IPA:

- IPA – INTERNATIONAL PHONETIC ALPHABET (ALFABETO FONETICO INTERNAZIONALE)

• I foni delle lingue si trascrivono con uno speciale sistema di simboli: l’IPA

• Nato nel 1880 da un gruppo di professori francesi che dovendo insegnare la lingua inglese,

si accorsero dell’enorme sfollamento tra la scrittura e la pronuncia di questa lingua.

Volevano trovare quindi un metodo per trascrivere tutti i suoni a livello universale.

• Gli alfabeti storici, a differenza dell’IPA, come abbiamo precedentemente detto,

presentano:

▪ più lettere per un suono -> sciame gnocco

▪ Stesse lettere per suoni diversi. -> glifo – figli

▪ Modi diversi per scrivere lo stesso suono

• Caratteristiche:

▪ Ad un suono corrisponde un solo simbolo grafico

Es.: [f] – Laughing, fire, philosophy<

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiz999 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi di linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Muscariello Marta.
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