Lezione 18: Le valenze quantitative del patrimonio aziendale
Detta quantitativa perché si spinge di dare una misura, un valore alle componenti patrimoniali, ma in generale all'azienda nella sua interezza.
Patrimonio aziendale
- Il sistema delle risorse destinato all’esercizio dell’attività aziendale;
- Occorre:
- Individuare puntualmente la qualità di quei medesimi elementi,
- Dimensionare quantitativamente le singole parti del sistema.
Il patrimonio aziendale si compone di elementi eterogenei tra loro, per cui per trattarli viene stabilita un’unica unità di misura che consente di trattarli in maniera unitaria. L’unità di misura unitaria per eccellenza è il denaro, ossia la moneta di conto. Nella situazione qualitativa del patrimonio la sezione degli impieghi deve essere uguale alla sezione delle fonti. Per cui:
- Configurazione qualitativa del patrimonio aziendale è: - impieghi = debiti (fonte esterna) + mezzi propri (fonte interna), I = D + MP.
- Complesso degli impieghi in termini monetari = patrimonio lordo disponibile, ossia PL = D + PN ovvero PN = PL - D.
Il patrimonio lordo è l’insieme degli impieghi complessivi. Mentre il patrimonio netto è l’insieme dei capitali al netto dei debiti, ossia dei capitali a titolo di prestito.
Aspetto quantitativo
Attivo
Il patrimonio lordo disponibile prende il nome di:
- Attivo fisso o immobilizzato, lunga durata.
- Attivo circolante, corrente o operante, disponibilità utilizzate nel breve termine.
Passivo
La sezione contrapposta è il:
- Passività esigibili, corrispondono in pratica ai debiti e si distinguono in base alla scadenza in:
- Passività consolidate (obblighi, sia economici che finanziari, “oltre l’anno”, ma anche rendite anticipate pluriennali)
- Passività correnti (obblighi, sia economici che finanziari, “entro l’anno”, ma anche eventuali risconti passivi che gravano sull’azienda, o rendite anticipate)
Per cui in questa analisi stocks economici e finanziari vengono messi insieme, considerando però il parametro comune della scadenza. Si fa così perché da questo tipo di analisi, deve emergere per differenza la parte del Passivo riconducibile alla proprietà, ossia:
- Patrimonio netto, rappresenta i capitali che sono stati apportati con le relative variazioni, ed è per questo che è una grandezza contabile e si misura redigendo la situazione patrimoniale, dando un valore all’attivo e al passivo ed in questo modo si calcola il PN, facendo attivo - passivo.
Aspetto qualitativo
- Impieghi
- Fonti
- Debiti
- Mezzi propri
Aspetto quantitativo
- Attività o attivo
- Passivo
- Passività esigibili
- Passività non esigibili
- Patrimonio netto
Si deduce quindi che la formula di determinazione del PN è: Attivo - Passivo, PN = A - P. Cosa rappresenta il patrimonio netto?
- Rappresenta il fondamento per ogni indagine di tipo patrimoniale o reddituale, ossia misura il valore contabile del patrimonio o in generale dell’azienda.
Patrimonio netto: Grandezza patrimoniale più significativa: (Valore contabile del Patrimonio o secondo l’ottica del proprietario Valore contabile dell’azienda).
Determinazione computistica derivata
- Attribuzione del valore monetario ad ognuno degli elementi attivi e delle passività (esigibili).
- Il patrimonio netto esiste in quanto grandezza rilevata contabilmente. Per cui il PN, è anche così determinabile: Beni materiali (BM) + Diritti di godimento di servizi (DS) + Crediti finanziari (CF) + Denaro disponibile (DD) - Obblighi economici (OE) - Debiti finanziari esigibili (DFE) = Valore contabile del patrimonio aziendale (VCP).
N.B.: VCP: passività non esigibili, ovvero Patrimonio netto o mezzi propri. Il valore contabile difficilmente coincide con quello che è il valore economico, ossia il valore associato all’azienda come entità che opera sul mercato e che quindi considera l’azienda nella sua interezza, includendo elementi che nella situazione patrimoniale non compaiono, come le risorse umane particolarmente competenti, la clientela, i fornitori, l’ubicazione ecc. Quindi questi elementi possono fare la differenza per l’azienda.
Determinazione del valore economico
VE = VC + AV
Quindi è dato dal valore contabile, in aggiunta di tutte queste variabili, componibili che vengono misurate con una grandezza che misura tutte queste risorse intangibili, chiamate avviamento. Quindi:
- AV = avviamento
- Molteplici criteri computistici per l’attribuzione del valore monetario all’avviamento;
- Il valore economico emerge quando viene trattata l’azienda nella sua interezza (in operazioni di cessione, di fusione, di incorporazione, di scorporo).
In tutte queste operazioni bisogna dare un valore, il quale non può limitarsi al valore contabile, ma ad un valore molto più ampio che non considera soltanto l’azienda come un complesso sterile, ma come un complesso unitario che opera sul mercato in tutta la sua interezza. Il valore contabile è solo un valore di partenza per arrivare poi a quello che è il valore economico. L’avviamento solitamente è una grandezza positiva, definita anche come goodwill, ma potrebbe avere anche accezione negativa (badwill).
Se PNi = Ai - Pi e se PNf = Af - Pf allora PNf diverso PNi
Per effetto dell’attività aziendale che si è sviluppata nel corso del periodo amministrativo, le risorse hanno subito variazioni in aumento o in diminuzione, come effetto a quella che è la gestione aziendale. Per cui sono cambiate le attività ed anche le passività esigibili e a ciò consegue anche il cambiamento del patrimonio netto. È per questo che il patrimonio iniziale non coincide con quello finale, perché cambia per effetto dell’attività aziendale. Questo perché il patrimonio netto iniziale corrisponde alle risorse apportate, mentre quello finale corrisponde alle risorse e ai relativi cambiamenti. Naturalmente queste variazioni possono essere comprese solo mediante la tenuta dei conti.
A parità di altre condizioni:
PNf > PNi = Utile
Questo risultato si ha se le componenti sono variate positivamente, quindi hanno conseguito un risultato positivo, chiamato il Utile, quale viene inserito nel Patrimonio netto. Quindi quando il PN aumenta è perché l’attività aziendale è andata bene e abbiamo conseguito un utile. Naturalmente se:
PNf < PNi = Perdita
La diminuzione del patrimonio netto corrisponde sempre ad una variazione, ma negativa, quindi un risultato negativo chiamato Perdita.
Date le formule precedenti: → PNf = PNi + Utile PNf > PNi = Utile
Mentre se: → PNf = PNi + Perdita PNf > PNi = Perdita
Nel caso in cui le attività vengano superate dalle passività esigibili, allora si parla di Deficit patrimoniale, ossia una situazione di patrimonio netto negativo, dove A < P. Il deficit patrimoniale è difficilmente risolvibile, perché non solo non rimane valore netto a vantaggio dei soci, ma addirittura non si è in grado di far fronte alle obbligazioni, perché le risorse disponibili non bastano a far fronte ai debiti contratti.
Lezione 19: Lezione 08/11/21
Le passività fittizie
Il presupposto fondamentale delle passività fittizie è legato alla base alla contabilità. La contabilità generale, che poi trova sintesi nei prospetti di bilancio, si lega essenzialmente alla memorizzazione dei fatti gestione che sono avvenuti nel periodo amministrativo.
Sistema contabile
- Obiettivo della rilevazione e memorizzazione
- Riferimento ai periodi amministrativi
- Redazione della situazione patrimoniale
Attività di integrazione e di rettifica
Queste scritture vanno a riflettere delle situazioni particolari dell’azienda:
- Rateo: integrazione, tramite esso si integra la situazione patrimoniale di una parte che non fa riferimento al periodo amministrativo in chiusura, per completare quello che è il quadro della situazione aziendale.
- Risconto: rettifica, rettificare invece è il contrario di integrare, poiché significa eliminare.
Al 31/12 si vanno a rilevare elementi che non hanno trovato ancora pieno compimento.
- Imputazione al documento contabile di sintesi di alcune “poste”, denominate Passività Fittizie fittizio = “fatto ad arte”, artificio, cioè non è reale, non vi è un vero obbligo a carico dell’azienda di rimborsare del denaro. Hanno una natura diversa, infatti emergono per una natura contabile, simile a quella dei ratei e risconti, non sono uguali a quelle consolidate e correnti viste precedentemente. Emergono nella “fase di chiusura delle scritture contabili”.
Le passività fittizie non sono debiti verso nessuno, infatti si rilevano perché derivano da motivazioni di natura contabile, che si legano operativamente a due circostanze:
- Un atteggiamento prudenziale:
- Principio della prudenza, necessità di tenere prudenza nella tenuta dei conti, evitare che ci sia una sopravvalutazione della situazione patrimoniale, in particolare andare a definire la grandezza del patrimonio netto, che rappresenta il valore contabile dell’azienda. Le passività fittizie nascono per non gonfiare il patrimonio netto, di far credere agli stakeholders che l’azienda abbia un valore superiore a quello che in realtà possiede. Quindi bisogna evitare che l’azienda venga proposta all’esterno con un valore maggiore rispetto alla realtà, perché sulla base di quel valore gli stakeholders decidono se operare o meno con quell’azienda e a causa di questo potrebbero prendere decisioni non ponderate.
- La constatazione che il tempo invecchia o deteriora le risorse patrimoniali: i beni perdono valore anche per il fenomeno della cosiddetta obsolescenza, in particolare quei beni che contengono una parte tecnologica, poiché avviene un superamento nel tempo di quella tecnologia incorporata nel bene stesso.
Si concretizzano in due sub-aggregati contabili:
- Fondi ammortamento
- Fondi di accantonamento per rischi e spese future
Fondi ammortamento
- Riguardano i beni a fecondità ripetuta (patrimonio tecnico, strumentale o strutturale). Riguarda tutti i beni tangibili e intangibili → immobilizzazioni materiali e immateriali.
- Consumo come cessione graduale o totale del valore incorporato da uno qualunque dei beni durevoli
- Deperimento o deterioramento fisico o materiale
- Deterioramento o deperimento “immateriale” o “virtuale” (obsolescenza)
Processo di ammortamento
- Tecnica contabile di ripartizione del valore globale o iniziale di un bene a fecondità ripetuta in aliquote corrispondenti al valore ceduto nell’arco di tempo considerato.
- Grandezze di riferimento dell’ammortamento
- Valore globale (storico) incorporato dal bene, di acquisto o di fabbricazione. Se acquistato da terzi di acquisto, se prodotto internamente di fabbricazione.
- Quota di ammortamento annua: non riguarda lo stato patrimoniale, ma il conto economico
- Fondo di ammortamento: passività fittizia, è la voce interessata alla situazione patrimoniale
Lezione 09/11/2021
Modalità di evidenziazione dell’ammortamento
- Lasciare il valore storico del bene fra i componenti attivi del patrimonio e aggiungere il Fondo Ammortamento (passività fittizia) nel Passivo
- Trasferire algebricamente nell’Attivo l’ammontare del Fondo Ammortamento a diminuzione del Valore storico del bene strumentale, per rendere evidente il Valore Residuale del bene medesimo
- Esporre fra gli elementi attivi il solo Valore Residuale del bene considerato diminuzione del Patrimonio Netto.
Fondi di accantonamento
- Fondi di accantonamento per Rischi e Spese future
- Molteplici denominazioni
- Medesima motivazione: agire in modo prudenziale e costituire un’assicurazione interna per far fronte a spese programmate o ad imponderabili eventi dannosi che possono distruggere, in modo totale o parziale, determinati elementi patrimoniali. Tutti hanno un effetto diminutivo sul Patrimonio Netto.
Problemi connessi alla loro congruità e capienza, per cui la rilevazione di questi fondi deve essere effettuata con particolare cautela. Alcuni di questi fondi:
Fondi rischi
- Svalutazione crediti; questo fondo si lega al rischio della svalutazione dei crediti, cioè quando i crediti giungeranno a scadenza vi è il rischio che non vengano riscossi. Quindi si diminuisce il valore dei crediti per evitare sopravvalutazioni.
- Deprezzamento magazzino; mentre si utilizzano i beni del magazzino può succedere che perdano valore sul mercato o che deperiscano, per cui si stima che in parte non si può utilizzare tutto il magazzino e si previene mediante questo fondo.
- Oscillazione cambi; se si ha un credito o un debito espresso in dollari, quando vi è la riscossione o il pagamento, il cambio in euro può essere sfavorevole rispetto al momento in cui si è contratto il debito o il credito, per tutela si rileva un fondo rischi per questo evento danno futuro, ossia il fondo per oscillazione cambi.
Accantonamento di fondi per spese future
(eventi che impatteranno negativamente sull’azienda, in termini di costi, che in questo caso si verificherà di sicuro, ma non si sa l’importo esatto del costo da sostenere)
- Mirano a rendere disponibili in azienda risorse da destinare in futuro ad investimenti ad utilizzo pluriennale
- La sede sociale, determinati impianti, un marchio od una licenza, una linea di produzione…
Diversità logica e gestionale dei fondi
- Di ammortamento
- Orientati al passato ed evidenziano l’utilizzo, la distruzione ed il consumo del valore. Valore che non è più disponibile e che è stato via via incorporato nei nuovi beni fabbricati o nei servizi erogati.
- Di accantonamento
- Orientati al futuro ed implicano la costituzione di riserve di valore che si alloca in modo generico e di uso nell’attivo patrimoniale.
Motivazione della creazione delle passività fittizie
- Funzione puramente contabile
- Rettifica degli elementi dell’attivo, ricorso ad un atteggiamento prudenziale
- Generare autofinanziamento, la costituzione dei fondi “schiaccia” il montante del Patrimonio netto abbassando il risultato economico contabilmente rilevabile e distribuitile
N.B.: i fondi non possono essere considerate come masse di risorse non finanziarie disponibili; in quei fondi esiste un Euro.
Lezione 16/11/2021
I margini patrimoniali
Confronti tra comparti patrimoniali, questa tematica è legata alla comprensione della struttura patrimoniale, in quanto è importante analizzarlo ed effettuare sulle voci patrimoniali delle elaborazioni che ci permettano di comprendere il funzionamento e di effettuare delle scelte relative a come far proseguire l’attività aziendale.
- Indicatori di composizione; rendere evidenti gli elementi di un determinato comparto in relazione al suo intero montante
- Indicatori di correlazione; rapportare l’entità di uno specifico aggregato patrimoniale ad un altro cui direttamente si contrappone
Logica da seguire:
- Correlare le scadenze dei mezzi finanziari con le tipologie degli impieghi;
- Si possono ottenere dei:
- Ratios, o quozienti o rapporti, dati dalla divisione fra due elementi, si parla in questo caso di indici. → collegati all’analisi di bilancio.
- Margini, dati dalla differenza tra due elementi
- Il termine “margine” sta per differenza tra due montanti
- I “margini patrimoniali” mettono in evidenza le relazioni esistenti tra specifiche fonti di risorse finanziarie e particolare tipologie di impieghi. Ciò significa che devono essere confrontati elementi/grandezze con scadenze simili, secondo il criterio dell’omogeneità temporale.
Alcuni margini patrimoniali
- Patrimonio netto = Totale Attivo - Totale Passivo
- Risultato economico = PNf - PNi
I principali margini patrimoniali sono:
- Il margine di struttura
- Il margine di tesoreria
- Il capitale circolante netto
Il margine di tesoreria e il capitale circolante netto investigano sulla parte a breve del patrimonio, mentre gli altri due sulla parte durevole. Misurare per apprezzare particolari aspetti della struttura patrimoniale e dell’attività gestionale, per ragionare su come si sta evolvendo l’attività aziendale, infatti osservare nel tempo di quegli indicatori per apprezzare lo “stato di salute” di un’azienda. Ciò è possibile attraverso i margini per istanti di tempo successivi e per vedere se lo stato di salute dell’azienda sta ...
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Principi di economia aziendale: modulo B
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Principi di economia aziendale: modulo A
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Marketing (principi e strumenti)