Principi di difesa integrata degli infestanti
Infestanti, gli alimenti e gli ambienti della ristorazione
Riferimento legislativo Art. 5 legge n. 283/1962: è vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come merce ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo sostanze alimentari insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione.
Insudiciato, per si intende la presenza di pelo di roditore, pelo di suino, insetti morti o una deiezione di roditore, che indicano un non corretto rispetto delle norme igieniche. Se sono presenti insudiciamenti legati ad un animale che potrebbe portare dei microrganismi, per le sue abitudini (es. può andare sulle deiezioni, caso delle mosche), si ha un problema igienico e sanitario. (Se è solo un problema igienico può trasformare il processo da penale ad amministrativo quindi una multa, ma senza conseguenze sui responsabili).
Invasi da parassiti non si fa riferimento ad un numero preciso di parassiti (non esiste una quantificazione), la valutazione è lasciata ad una interpretazione del magistrato. Quando l’ASL effettua i controlli si valuta l’Art. 5 anche se si è ritrovato un solo individuo nell’alimento.
Si pensa che gli imballaggi proteggano l’alimento anche dal problema degli infestanti, ma non è sempre così, perché l’insetto delle derrate, anche se grande pochi mm, è in grado di entrare in una confezione considerata ermetica, poiché ha la capacità di effettuare un foro ed entrare. Nell’ultimo periodo sono state modificate molte confezioni proprio affinché diventassero una barriera, non tutte le confezioni sono così. Esempio: è facile rispetto a qualche anno fa trovare farine in imballaggi protettivi. Prima la farina era in sacchetti di carta. Chi ha mantenuto l’imballaggio di carta è l’industria biologica. Il cambiamento di packaging è dovuto a problemi o denunce che hanno riportato i consumatori alla maggioranza dei produttori. Non è mai arrivato nessun richiamo a chi produce prodotti biologici, questo perché le denunce dipendono dal target di persone che acquista il prodotto. Una persona che acquista un prodotto biologico non denuncia la presenza di un insetto poiché secondo questa persona è accettabile trovarlo non essendo stati utilizzati insetticidi.
Per poter affrontare questa materia, e quindi sottolineare le problematiche, bisogna conoscere gli infestanti, ossia studiare le loro caratteristiche morfologiche, fisiologiche, etologiche e biologiche.
- Morfologia: aspetto, apparato boccale, riproduzione, stadi.
- Fisiologia: modalità di respirazione, possibilità di sopravvivere in condizioni estreme.
- Etologia: il comportamento (es. sono attratti o meno dalla luce).
- Biologia: studio dei comportamenti dell’insetto dal momento che diventa adulto a quando muore.
Prevenzione e monitoraggio
Nella difesa agli infestanti è importante la prevenzione, il monitoraggio e tutte le modalità per accorgersi immediatamente della loro presenza. La difesa degli infestanti avviene attraverso mezzi fisici e mezzi chimici. Questi mezzi negli anni sono migliorati poiché molti prodotti esportati venivano rifiutati a causa del ritrovamento di insetti (filth test). Anche le strutture di produzione sono state costrette a migliorare le loro condizioni di pulizia.
La classificazione
Si deve a Linneo (1707-1778) la suddivisione in categorie gerarchiche di animali e piante, raggruppati in base a caratteri comuni sempre più minuti, man mano che nella classificazione si vuole giungere ad individuare con esattezza una determinata specie. Tale sistema, pur con diversi aggiornamenti, è ancora valido. Mentre Linneo riconosceva nel regno animale solo 5 categorie - precisamente classe, ordine, genere, specie, varietà - successivamente sono divenute necessarie ulteriori suddivisioni, inserendo in particolare tra il regno e la classe il phylum (o tipo) e tra l'ordine ed il genere la famiglia; la varietà viene invece considerata una categoria opzionale.
Ogni specie è contraddistinta da una nomenclatura binomia, in cui è dapprima indicato il nome del genere cui un determinato essere appartiene, seguito dal nome proprio in lingua latina della specie stessa; viene quindi indicato il cognome, intero o abbreviato, dell'autore che ha effettuato la classificazione. L'autore a sua volta viene posto tra parentesi ( ), quando a suo tempo ha classificato la specie, attribuendola ad un genere differente da quello in cui attualmente si trova [es. Rattus norvegicus (Berkenout); Blatta orientalis (L.)].
Infestanti, gli alimenti e gli ambienti della ristorazione
- Possono seguire, ad un genere, i termini:
- sp. (si tratta di una specie di quel determinato genere, ma non indicata);
- spp. (si tratta di più specie);
- s.l. (si tratta di un gruppo di specie estremamente affini tra loro, indicate in "senso lato", non riconoscibili se non da minuti caratteri morfologici);
- s. str. (si tratta di una ben individuata specie, in "senso stretto", che fa parte di un gruppo s.l.).
Esempio: mosca, acaro e topo appartengono al regno animale. La mosca e l’acaro appartengono al phylum degli artropodi; la mosca è un insetto, l’acaro è un aracnide. La mosca domestica appartiene all’ordine dei diptera, cioè che possiedono un paio di ali trasparenti. La mosca domestica appartiene alla famiglia dei muscidi (il genere è mosca e domestica è la specie). Per quanto riguarda gli acari ci fermiamo alla classe.
Il grafico mostra la percentuale di specie che compone i vari gruppi di esseri viventi. Gli insetti sono il gruppo con il maggiore numero di specie (56,3%), sono più della metà delle specie viventi. Gli insetti hanno una differenziazione altissima, la capacità di insediarsi ovunque. Gli insetti sono la classe che si è affermata maggiormente rispetto agli altri esseri viventi, per cui si può pensare che hanno delle potenzialità e delle capacità di sopravvivenza maggiori.
Artropodi
Insetti e acari appartengono al phylum degli artropodi che, con più di un milione di specie conosciute, comprende oltre il 70% del regno animale.
Gli artropodi sono caratterizzati da un rivestimento tegumentale, o esoscheletro, rigido nel contempo elastico, che dà loro forma e colorazione proprie. Pur ben omogeneo e definito, questo phylum racchiude forme strutturali molto varie, come è facile comprendere se si pensa che in esso rientrano ad esempio ragni e scorpioni, gamberi e millepiedi, farfalle, cavallette, formiche e coccinelle. Per tali motivi si tratta di un gruppo con cui l'uomo viene più frequentemente a contatto e, spesso, in competizione. Ne fanno parte infatti specie di fondamentale importanza economica, sanitaria e biologica: si pensi al ruolo degli insetti nell'impollinazione delle piante, agli artropodi parassiti dell'uomo o degli animali domestici, ai vettori di agenti patogeni, alle specie dannose alle colture, o alle derrate conservate.
Esteriormente gli artropodi sono caratterizzati da un corpo metamerico (con simmetria bilaterale), con segmenti dissimili tra loro ma raggruppabili in regioni ben distinte. Il rivestimento esterno è costituito da una cuticola avente funzione di esoscheletro spesso molto robusto, di costituzione complessa. Ogni segmento tipicamente porta un paio di zampe articolate, da cui il nome del phylum. Per quanto riguarda la struttura interna, sono caratterizzati da un apparato circolatorio ridotto. Il sistema nervoso è costituito tipicamente da un paio di gangli per ogni segmento. La muscolatura è complessa e composta soprattutto da fibre muscolari striate.
Lo sviluppo postembrionale avviene attraverso mute e metamorfosi, nel corso delle quali la vecchia cuticola viene abbandonata e sostituita.
Insetti
Il nome di insetto deriva dal termine latino insectum (cioè diviso), indicante la caratteristica suddivisione in segmenti. Allo stato attuale delle conoscenze, gli insetti comprendono circa un milione di specie. Anche dal punto di vista della densità delle popolazioni, gli insetti sono, fra gli esseri pluricellulari, i più rappresentati. Si calcola infatti che in ogni ambiente non toccato dall'attività dell'uomo vi siano alcuni milioni di individui per ettaro.
Il loro corpo si presenta suddiviso nelle tre regioni denominate capo, torace e addome; il tegumento, detto esoscheletro, è più o meno scarificato e funziona da sostegno per gli organi interni.
Il capo, costituito da 6 segmenti fusi tra loro, presenta negli adulti un paio di antenne, occhi composti e semplici, un apparato boccale di varia conformazione. Il torace, di 3 segmenti, ha tipicamente un paio di zampe per ogni segmento, e porta due paia di ali, sui segmenti II e III. L’addome è costituito da 11 segmenti, spesso fusi in diverso modo tra loro. L’apparato circolatorio è quello tipico degli artropodi, così come il sistema nervoso; i principali organi escretori sono i tubi malpighiani. L'apparato respiratorio è costituito da un sistema di trachee, con particolari modificazioni, soprattutto nelle forme giovanili di insetti acquatici.
Artropodi
Gli insetti sono, tranne rare eccezioni, a sessi separati e possono presentare dimorfismo sessuale. La riproduzione avviene in vario modo, data la molteplicità delle specie che fanno parte della classe; le forme più frequenti sono l’anfigonia e la partenogenesi. Gli insetti hanno avuto origine oltre 300 milioni di anni fa ed hanno raggiunto un alto grado di evoluzione con differenziazioni spiccate che ha permesso loro di colonizzare ogni ambiente. L'elevato potere riproduttivo, la rapidità dei cicli biologici, sono fattori del loro successo. Si deve infatti tenere presente che la capacità di ogni specie di aumentare la propria popolazione dipende dal numero di uova deposte (fino a varie migliaia per femmina), dalla durata delle generazioni (nel moscerino dell'aceto Drosophila melanogaster - si possono avere anche 25 generazioni all'anno) e dal tipo di riproduzione. Sotto questo aspetto gli insetti sono avvantaggiati dal fatto che frequentemente si registrano fenomeni di partenogenesi. Il numero degli individui prodotti da una sola coppia, in un anno, può raggiungere teoricamente valori elevatissimi (si pensi alla mosca domestica, le cui femmine possono deporre sino a 2.000 uova). Anche le possibilità di adattamento sono straordinarie.
Ricordando che le mutazioni, fenomeno su cui si fonda l'evoluzione, appaiono con una frequenza di 1:10.000 individui, è ovvio che esse siano particolarmente numerose tra gli insetti.
Un altro fattore favorevole può essere la loro piccola mole, che permette una bassa quantità di cibo da consumare e non occorre molto spazio per crescere e riprodursi e una piccola zona può essere più che sufficiente allo scopo (se ne riscontrano esempi molto significativi proprio fra gli insetti delle derrate).
Sono in grado di muoversi attivamente o passivamente, sia che spesso provvisti di ali, possono colonizzare nuove aree, trovando facilmente il luogo più adatto per sfuggire ad un ambiente divenuto non più idoneo alla loro moltiplicazione. La maggior parte degli insetti è considerata indifferente, ovvero vive a spese di piante spontanee o comunque in ambienti in cui non interferisce con l'uomo; tali specie potenzialmente possono trasformarsi in nocive, adattandosi a mutate condizioni ambientali o di pabulum.
Grazie alla presenza di sensilli hanno una capacità olfattiva superiore a quella dei mammiferi, è un aiuto per esempio nel cercare cibo, anche a distanza riescono ad individuare il cibo per deporre le uova. La maggioranza degli imballaggi ermetici lascia uscire odori, per cui l’insetto individua la fonte odorosa.
L’esoscheletro dà robustezza ed elasticità al corpo, una certa opposizione a danni di tipo meccanico. L’apparato respiratorio è differente in quanto l’ossigeno non è trasportato a livello del sangue. L’aria entra direttamente attraverso dei fori posti lateralmente da entrambi le parti del corpo, gli stigmi, in grado, attraverso ad una muscolatura, di aprirsi e chiudersi. L’aria, con l’ossigeno, viene captata dai sensilli, che ne captano la composizione, se c’è qualche sostanza che non va bene, o troppa CO2 e poco O2, questi sensilli danno l’ordine alla muscolatura di chiudere gli stigmi.
L’insetto non ha l’obbligo di mantenere la temperatura corporea perché è equivalente a quella esterna. La temperatura gioca un ruolo importante con gli enzimi e le attività fisiologiche. Nell’insetto, a differenza del mammifero, se la temperatura non è particolarmente elevata riesce quasi ad azzerare tutte le sue reazioni chimiche. Riesce a sopravvivere in ambiente con il 60% di CO2.
L’insetto, a seconda della specie, nasce dopo diversi mesi di gestazione e l’uovo si schiude quando ci sono le condizioni ottimali. L’individuo che esce dall’uovo, può nascere come larva quindi differente da come sarà d’adulto o, come lo scarafaggio, simile a come sarà da adulto. Quando nasce anche la sua crescita dipende dalle condizioni di umidità, temperatura e cibo. Per cui da larva di prima età, appena uscita dall’uovo, ad adulto, se le condizioni sono ottimali ci mettono un mese (la maggioranza). Se il cibo a loro non va bene o non è presente, ci possono impiegare anche 6 mesi. Se nella composizione del cibo non ci sono tutti i principi nutritivi che a loro servono vanno avanti per più tempo ad essere larva prima di diventare adulti.
Alcune specie sono utili. Oltre quelle impollinatrici e quelle che vivono come predatrici o parassitoidi a spese di artropodi a noi nocivi, ricordiamo le specie che producono miele, cera, seta, lacca. Molte possono essere cibo per uccelli, pesci e altri animali, nonché per l'uomo stesso. Gli insetti infine hanno una parte preponderante nell’eliminazione delle sostanze organiche in decomposizione.
Artropodi
Ne esistono infine numerosissime dannose, o in quanto vettrici di malattie, o perché causano formidabili distruzioni alle colture agricole e forestali ed ai prodotti immagazzinati. Si può dire che quasi tutti gli insetti presenti negli alimenti sono insetti presenti nei cereali, che è una materia prima da noi molto usata. Si può dire che i cereali sono stati gli “untori” delle farine, hanno distribuito le specie nell’industria alimentare. Può capitare che qualcuno si trovi nel piatto, nella confezione di surgelati, un insetto che non è proprio degli alimenti surgelati ma proviene dal campo e quindi l’insetto ritrovato viene considerato accidentale, perché non è presente in tutte le confezioni ma è una presenza casuale. Esempio: alcune volte i fagiolini contengono una larva di insetto, se è presente in gran parte delle confezioni non è più accidentale, quindi è stata una disattenzione da parte di chi ha acquistato i fagiolini.
Gli insetti provocano un insudiciamento con le loro spoglie e molte producono bava sericea, come i ragni, però molti di essi sono anche vettori di microrganismi, virus e nematodi. Le blatte possono essere vettori di microrganismi.
Morfologia
Gli insetti possiedono un esoscheletro più o meno rigido, atto sia a proteggerli dall'ingresso di microrganismi patogeni e sostanze nocive di varia natura, che ad impedire la perdita di acqua accumulata nell'organismo. Esso è composto, dall'esterno all'interno, in modo schematico, da:
- Cuticola;
- Epidermide;
- Membrana basale.
Gli insetti non sono dotati di un tessuto adiposo sotto alla cuticola ma di masserelle di grasso, che circolano al suo interno. Queste masserelle servono nel momento della metamorfosi, in cui l’insetto non si muove e non si alimenta, perciò usa questo grasso per nutrirsi.
Cuticola, o esoscheletro
È di struttura complessa, pluristratificata, chimicamente diversa nelle varie specie e anche nelle differenti regioni del corpo di un medesimo insetto. La cuticola, costituita essenzialmente da proteine plasticizzate, da chitin e sclerotina, è suddivisa in numerosi strati. La cuticola è di spessore minore e caratterizzata da maggior elasticità in prossimità delle articolazioni. La superficie esterna può presentare sculture caratteristiche, quali le spine (alla loro formazione prende parte tutto il tegumento), appendici (articolate al tegumento mediante membrane), e peli, setole e squame.
Lo strato più esterno, ha uno spessore inferiore a 4 μm; oltre a proteine, contiene cera in grado di impedire la perdita di acqua. Gli insetti sopravvivono meglio in un ambiente caldo e umido poiché, anche se il calore scioglie parzialmente le cere, l’acqua non evapora essendo anche l’ambiente molto umido. Segue uno strato molto più spesso, composto principalmente da chitin e proteine "tannizzate" con sostanze fenoliche che originano la sclerotina, di colore bruno; questa sostanza conferisce rigidità alla cuticola. L'ultimo strato è quello più spesso, contiene chitin e proteine non tannizzate e quindi è dotato di notevole elasticità.
La chitin costituisce il 25-60% del peso secco.
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