Principi contabili internazionali
Introduzione degli IAS/IFRS in Europa
Si tratta di un’evoluzione normativa in materia di bilancio a livello europeo, che coinvolge diverse direttive comunitarie che devono poi essere recepite dai vari stati membri, con tempi e modalità differenti. Le direttive comunitarie, dal contenuto più consistente possono riassumersi in:
- 1978: IV Direttiva bilancio d’esercizio – conti annuali
- 1983: VII Direttiva bilancio consolidato – conti consolidati
- 2001: Direttiva 2001/65 introduzione Fair value
- 2003: Direttiva 2003/51 modifiche per adeguamento IAS/IFRS
- 2013: Direttiva 2013/34 modifiche per adeguamento IAS/IFRS e semplificazioni
Rispettivamente recepite in Italia come:
- D.Lgs 127/1991
- Recepita parzialmente D.Lgs 394/2003
- Recepita parzialmente D.Lgs 32/2007
- D.Lgs 139/2015
Esigenza dell'introduzione normativa europea
Chiarito il contesto normativo, è importante chiedersi qual è stata l’esigenza alla base dell’introduzione di questa normativa europea. A partire dagli anni '90, è stato reso evidente come sia necessario rendere comparabili i bilanci delle società europee quotate, al fine di rendere confrontabili i dati di un elevato numero di imprese appartenenti a diversi Paesi Europei. Dunque, per dare una soluzione a questa esigenza, sono stati introdotti i principi contabili internazionali attraverso il Regolamento CE 1606 del 2002.
Il Regolamento ha come scopo principale l’adozione e l’applicazione dei principi contabili internazionali nell’UE, al fine di armonizzare le informazioni finanziarie presentate dalle società (torniamo ancora una volta alla volontà di rendere comparabili i bilanci di società appartenenti a Paesi differenti). L’obiettivo è quello di garantire un elevato livello di trasparenza e di comparabilità dell’informativa finanziaria.
Applicazione dei principi contabili internazionali
Tutte le società (comprese le banche e le imprese di assicurazione) quotate in un mercato regolamentato della Comunità Europea hanno dovuto redigere il bilancio consolidato utilizzando i principi contabili internazionali IAS/IFRS, a partire dall’esercizio avente inizio dal 1° gennaio 2005. I principi contabili internazionali emanati dallo IASB (International Accounting Standards Board) sono adottabili dalle società europee solo dopo che questi siano stati pubblicati nella GUCE nella veste di regolamento (procedura di omologazione o endorsement).
Processo di armonizzazione
Per tutte le altre società: vi è l’opzione dei singoli Stati: gli Stati membri possono anche autorizzare o obbligare le società quotate e non quotate dell’UE ad usare i principi contabili internazionali per i loro conti annuali/consolidati. Le società italiane sono state coinvolte in questo processo di armonizzazione attraverso il D.Lgs 38/2005.
La conseguenza di questo processo di armonizzazione ha portato la comunicazione economico-finanziaria, volta alla comprensione delle dinamiche economico-finanziarie dell’azienda, ad essere quanto più omogenea possibile per garantire la comparabilità dei bilanci. Essa ha per oggetto sia aspetti di natura quantitativa (conto economico, stato patrimoniale) concernenti la sfera economica, finanziaria e patrimoniale della gestione, sia aspetti di natura qualitativa (es: nota integrativa), aventi un’influenza su quelli quantitativi, in ottica presente, passata e prospettica.
Il ruolo della comunicazione economico-finanziaria
La comunicazione economico-finanziaria opportunamente armonizzata favorisce la valutazione dell’andamento della gestione aziendale da parte degli stakeholders, avendo un ruolo di “collegamento, di cerniera” tra l’impresa ed i suoi interlocutori. A tal fine tale modalità di comunicazione diventa uno “strumento di gestione del consenso”: tale consenso deriva da un sentimento di fiducia degli interlocutori nei confronti dell’attitudine dell’azienda nel soddisfare le loro attese, attese differenti a seconda della categoria di target a cui si riferisce.
Impatto della comunicazione sulle relazioni aziendali
La ricerca del consenso viene sollecitata mediante l’illustrazione agli interlocutori dei vantaggi derivanti dall’adesione al progetto strategico dell’impresa. È quindi chiaro come l’impresa, anche grazie alla sua normativa di bilancio, è in grado di illustrare il proprio progetto strategico agli stakeholder che esprimono o meno il loro sentimento di fiducia. Inoltre, trovano altresì indicazione gli svantaggi derivanti da un mancato sostenimento della linea proposta dal management.
Il processo di comunicazione posto in essere dall’azienda si inserisce nella ricerca di una adesione sociale al progetto economico dell’impresa. Ad esempio, quando un’azienda è in crisi, in una situazione di difficoltà economica, spesso deve interfacciarsi con il sistema bancario per rimodulare gli aspetti finanziari. In questo caso la Banca può decidere di aderire o meno al risanamento dell’impresa, e da questa adesione dipende la disponibilità di nuove risorse per l’azienda stessa, quindi è chiaro come il processo di comunicazione economico-finanziario influisce non solo sugli stakeholder ma anche sulle possibilità dell’azienda stessa.
L’impresa ha, quindi, sposato un atteggiamento di maggiore attenzione per garantire la protezione degli interessi degli interlocutori aziendali, nell’ottica di un raggiungimento congiunto degli obiettivi di consenso sociale e di quelli di redditività aziendale.
Valutazione dei risultati aziendali
Immaginando l’azienda inserita nel suo contesto, essa possiede tutta una serie di output, tradotti in beni e servizi offerti ai suoi stakeholders, che hanno necessità di valutare i risultati raggiunti dall’azienda, al fine di verificare la coerenza tra attese e risultati stessi. La comunicazione in questo sistema ha un ruolo fondamentale, è uno strumento che permette di comunicare al mercato gli output raggiunti, permettendo tale valutazione di coerenza a vari stakeholders. Un buon processo di comunicazione aziendale è in grado di favorire o meno l’espressione del consenso sociale da parte dell’ambiente.
Il ruolo dello IASB
Lo IASB (International Accounting Standards Board) è l’organismo che, istituzionalmente, ha il ruolo di definire ed approvare i principi contabili internazionali denominati IFRS (International Financial Reporting Standards). Gli IFRS si aggiungono ai principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standards) emanati dal precedente organismo IASC (International Accounting Standards Committee). Esiste quindi un insieme di normative internazionali di contabilità, chiamati generalmente: principi contabili internazionali, che nel corso del tempo hanno cambiato nome, dapprima IAS (emanati dallo IASC) e successivamente gli IFRS emanati dallo IASB.
I principi contabili internazionali emanati dallo IASB
- IAS emessi prima del 2001
- IFRS emessi dal 2001 in poi
(Il termine IAS evidenziava il taglio prettamente contabile – accounting – sulla base del quale erano stati predisposti gli IAS. Successivamente, vi è stata un parziale ridimensionamento di tale atteggiamento: con gli IFRS, si è voluto garantire il trasferimento di informazioni di importante livello qualitativo, di natura contabile e finanziaria, attraverso il bilancio).
Processo di formazione degli IAS/IFRS
In realtà il processo di formazione degli IAS/IFRS coinvolge una serie di comitati, in particolare:
- SIC: Standing Interpretations Committee - Gruppo di esperti dello IASB che definisce una serie di documenti interpretativi redatti per completare il testo dei principi contabili internazionali, emessi prima del 2001.
- IFRIC: International Financial Reporting Interpretations Committee - Comitato che controlla periodicamente l’applicazione dei principi, anche suggerendo una adeguata interpretazione ed un trattamento per le casistiche non trattate dal principio, emessi dal 2001.
Questo processo di formazione inoltre vede il coinvolgimento di una serie di attori, ai quali vengono periodicamente chiesti pareri, giudizi, e consultazioni.
Consultazione internazionale per i principi contabili
I principi contabili internazionali sono abitualmente predisposti utilizzando un articolato processo di consultazione (due process) a livello internazionale che coinvolge diversi attori, tra i quali:
- Esperti di contabilità
- Analisti finanziari
- Borse valori
- Autorità di regolamentazione e controllo dei mercati
- Organismi di vigilanza
- Standard setters nazionali
Questi attori, dalle diverse competenze, vengono coinvolti nel Due Process, al fine di arricchire la consultazione internazionale, in materia di principi contabili.
Principali passaggi processo di costruzione della normativa comunitaria
- Lo staff tecnico individua ed esamina i temi connessi ad un argomento giudicato rilevante ai fini dell’emanazione di un principio e valuta l’applicabilità ad esso dello IASB Framework. Su alcuni temi viene pubblicato un Discussion Paper (DP).
- Consultazione con l’IFRS Advisory Council circa l’opportunità di inserire l’argomento nell’agenda dello IASB.
- Pubblicazione e diffusione al pubblico di un Exposure Draft (ED), contenente la bozza del nuovo principio contabile internazionale in corso di esame.
- Valutazione, da parte dello staff tecnico, dei commenti ricevuti sull’Exposure Draft (ED).
- Approvazione da parte del Board del nuovo principio contabile internazionale.
- Verifica post-implementazione.
Pubblicazione dei principi contabili internazionali
I principi contabili internazionali sono pubblicati dallo IASB in lingua inglese (o “Bound Volume”) con una certa periodicità e tradotti nelle lingue dei Paesi dell’Unione Europea (tra queste, anche l’italiano). Il principio contabile è suddiviso in due parti:
-
Principio contabile (propriamente detto Part A o unaccompanied standard), composto da:
- Principio contabile internazionale
- Appendici (es.: A, B, C) che sono parte integrante del principio contabile
-
Documenti (Part B) che costituiscono gli allegati al principio contabile, ma che non ne costituiscono parte integrante. Gli allegati possono essere:
- Le motivazioni per le conclusioni (o “Basis for conclusion” o “BC”)
- La Guida applicativa (o “GUIDANCE ON IMPLEMENTING” o “IG”)
- Degli esempi (o “Illustrative Example” o “IE”)
La guida applicativa e gli esempi sono allegati molto utili per comprendere meglio il dettato del principio contabile internazionale. La prima parte del principio è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (oltre ad essere disponibile gratuitamente sul sito www.ifrs.org), mentre la seconda parte è pubblicata soltanto dallo IASB.
Struttura principi contabili internazionali
Se si prende in mano il testo di un principio contabile internazionale, è possibile notare una vera e propria struttura, così composta:
- Finalità del principio (Objective)
- Ambito di applicazione (Scope)
- Definizioni (Definitions), che potrebbero anche essere riportate nell’Appendice
Se si considera un principio contabile internazionale avente per oggetto la rappresentazione di voci di bilancio:
- Rilevazione iniziale (Initial recognition)
- Valutazione iniziale (Initial measurement)
- Valutazione successiva (Subsequent measurement)
- Eliminazione (Derecognition)
Processo di omologazione degli IAS-IFRS dall’UE
Il Regolamento (CE) 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 ha previsto una procedura di omologazione (endorsement mechanism) a livello europeo. Si tratta della traduzione e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE. A livello tecnico:
- L’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group, organizzazione privata sostenuta dagli standards setters nazionali, associazioni di categoria e di regolamentazione dei mercati borsistici, ecc.) ha il compito di:
- Effettuare la valutazione tecnica degli IFRS e degli IFRIC
- Presentare proposte di variazione alle direttive contabili UE, al fine di modificare la normativa comunitaria ed evitare divergenze con gli IFRS
- A livello politico: l’Accounting Regulatory Committee (ARC), espressione degli Stati membri, ha il compito di vagliare e fornire il riconoscimento ufficiale al lavoro svolto dai tecnici
Successivamente, il principio contabile internazionale viene recepito dalla Commissione Europea con apposito Regolamento della Commissione.
Norme italiane sull'utilizzo degli IAS/IFRS in Italia
La normativa comunitaria in materia di principi contabili internazionali deve essere recepita dai singoli stati membri. In Italia il decreto legislativo 38 del 2005 ne ha effettuato il recepimento. Se un aspetto è disciplinato sia dai principi contabili internazionali sia dalla norma interna, prevalgono i principi contabili internazionali, che diventano preponderanti. Se invece, un aspetto non è disciplinato dai principi contabili internazionali, si applica la normativa interna.
Gli IFRS sostituiscono gli articoli 2423 e seguenti c.c. aventi per oggetto il bilancio. Qualunque riferimento al bilancio da parte di norme italiane deve intendersi come riferimento al bilancio redatto secondo gli IFRS.
I principi contabili internazionali IAS/IFRS sono stati introdotti nell’Unione Europea dal Regolamento (CE) 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002. I principi contabili internazionali IAS/IFRS sono continuamente aggiornati e modificati dallo IASB, con successiva pubblicazione delle modifiche sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. I principi contabili internazionali IAS/IFRS sono stati resi obbligatori dalla Comunità Europea dal 1° gennaio 2005 per la redazione del bilancio consolidato delle società quotate in borsa, nei mercati regolamentati.
Essi sono stati adottati dall’Italia con il D.Lgs. 38/2005, il quale regola anche l’utilizzo degli IFRS per le società italiane diverse dalle società quotate, nonché l’utilizzo degli IFRS per la redazione del bilancio d’esercizio. Il decreto non soltanto va a recepire la direttiva comunitaria con riferimento alle società quotate, in materia di bilancio consolidato, ma conferisce delle disposizioni anche per le società italiane diverse da quelle quotate e anche per la redazione del bilancio d’esercizio.
L’obbligatorietà per il bilancio consolidato c’è stata a partire dall’esercizio 2005, mentre per quanto riguarda il bilancio d’esercizio della capogruppo, c’è stata la facoltà dal 2005 ma l’obbligatorietà solo dall’esercizio 2006.
Quando si parla di normativa italiana, occorre citare l’OIC, (Organismo italiano di contabilità) ha fatto diversi interventi per definire l’applicazione di alcune disposizioni in Italia, legate al processo di armonizzazione contabile. Si tratta di una serie di Guide operative, quali:
- Guida operativa per la transizione ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS)
- Guida operativa sulla informativa di bilancio prevista per i soggetti che adottano i principi contabili Internazionali
- Guida operativa ‘Aspetti applicativi dei principi IAS/IFRS’
- Guida operativa sulla disciplina della distribuzione di utili e riserve ai sensi del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n°38
- Guida operativa sui bilanci di liquidazione delle imprese IAS compliant
(Non vanno studiate solo lette)
Confronto tra bilancio civilistico e bilancio IAS/IFRS
Il bilancio d’esercizio redatto secondo il dettato del Codice Civile non può essere confrontato con il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi contabili internazionali. Le due fonti legislative (il Codice civile, da un lato, e il Regolamento CE di recepimento dei principi contabili internazionali, dall’altro) rappresentano due sistemi alternativi nella redazione del bilancio d’esercizio. Le principali differenze tra la normativa italiana e comunitaria riguardano:
- L’interesse tutelato dal documento di bilancio
- Il reddito e patrimonio determinato dal documento di bilancio
- Il principio prevalente nella redazione del bilancio
- I criteri di valutazione impiegati nel redigere il bilancio
- La rappresentazione delle voci in bilancio
- I documenti che compongono il bilancio
L’interesse tutelato dal documento di bilancio
La normativa civilistica vada a tutelare maggiormente i creditori, mentre quella internazionale, tutela gli investitori. È possibile affermare che il bilancio d’esercizio redatto secondo i principi civilistici si fonda sul modello europeo di origine continentale (es. Germania), il quale ha come obiettivo la tutela dell’interesse dei creditori. Per tutelare i creditori, le voci di bilancio non devono fornire un’immagine ingannevole della società, ossia più florida di quella effettivamente esistente. Le condizioni di salute dell’azienda non devono essere sopravvalutate, per questo si utilizza la prudenza. Tale tutela viene concretizzata mediante i seguenti postulati di bilancio, il quale deve esporre un risultato d’esercizio ed un patrimonio prudenzialmente attribuibile alla società:
- Costo storico dei beni e dei diritti (costo storico: il bene secondo la normativa civilistica viene iscritto a bilancio secondo il suo costo di acquisto/produzione; quindi stiamo parlando del costo di acquisto, o del costo intrinseco legato all’acquisto sommato di tutti gli oneri accessori dei diritti di protezione, e per quanto riguarda i costi di produzione facciamo riferimento ai costi che l’azienda ha sostenuto per produrre internamente quel bene)
- Principio della prudenza nelle valutazioni di bilancio (o principio del minor valore): esso richiede che nel conto economico vengano imputate soltanto le perdite, anche se solamente presunte e non gli utili sperati)
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