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Monete complementari: Sardless (è limitato alla Sardegna): sono reti di scambio BTB per cui le

aziende si scambiano beni e servizi virtualemente, un sardless vale un 1 euro, ora anche BTC.

Non viene usata come risparmio e la moneta circola più velocemente. Nato subito dopo la crisi,

monete nascono nei momenti di crisi. Tibex in Lombardia.

Banca del tempo: Sono delle piattaforme digitali, nate anni 70 come dinamiche di vicinato. Le

persone che si iscrivevano, si scambiavano beni e servizi quantificati in tempo e non in denaro. In

discussione il principio di valore dell’attività, il valore dell’attività è il tempo che ci si mette

(riferimento a Marx: idea di valore-lavoro). Prima economia solidale, poi con la crisi ampliamento

di questa banca del tempo, usate per le costruzioni di reti sociali. Canale di reinserimento

lavorativo.

Banche digitali, republic, dove questa logica viene scalata e si crea un mercato del lavoro

alternativo in cui ci paga in tempo, ci si fa conoscere.

06/10/2017

Per Marx la moneta è una merce, il valore è l’energia che una persona ha messo nel lavoro. Il

valore della merce è dato dal valore del lavoro che ci si è messo per farlo. Un’ora di lavoro a

seconda del lavoro che si fa vale diversamente a seconda di diverse variabili. Il denaro crea due

veli, una volta tolta li svela. Il primo velo è quello delle relazioni di scambio.

Relazione di scambio: ci dice il suo potere negoziale, spesso vien trattato.

Spesso ci interroghiamo su quanto vale una mia ora di lavoro, qual è la cifra sopra della quale

sono disposa a perdere un’ora di studio? Analisi che convergono nella definizione del prezzo.

• Marx dice che lo stesso vale per determinare le relazioni sociali: le maestre che vengono

pagate poco perché sono solo donne (riconosciuto così) e perché negli anni c’è stato uno

scambio per cui si assumeva che era un lavoro pagato poco ma lavoravano poco, per

questo si è femminizzato il lavoro. I primi maestri storicamente erano uomini poi solo

donne.

Ci sono degli studi di sociologia dell’educazione che stimavano che le peggiori prestazioni dei

bambini maschi possono essere determinate da maestre femmine.

OMIFILIA=noi preferiamo associarci con persone che ci somigliano, meccanismo

 fisiologico dall’avere qualcosa in comune. Non è necessariamente discriminazione.

Nelle relazioni sociali più ci sono possibilità di scelta più questo vi porta a conoscere e scoprire

universi informativi diversi da voi e quindi più interessanti e più vari. Questo meccanismo di rete

omofile fatte di persone che ci somigliano ci fanno stare bene, ci confermano. Le reti fatte di

persone diverse da noi sono più difficili da gestire

Adesso abbiamo possibilità di aprirci, rispetto alle comunità chiuse del passato. Facebook è la

rappresentazione più dinamica perché lo usiamo per rafforzare le nostre convinzioni e non per

conoscere gente che viene dall’altra parte del mondo.

Più siamo in reti potenzialmente alte e più ci chiudiamo nel nostro piccolo mondo.

Nella selezione del personale: nelle aziende italiane laddove il manager uomo questo crea

discriminazione, anche sul punto di vista del genere. Uno apprezza di più chi li somiglia. Quando

una donna presenta un progetto di videogames che è tutto maschile, le donne la finanziano. Più

una donna si spinge verso settori maschili più si crea il supporto femminile.

• Weber sul denaro dice che è una conseguenza del processo di razionalizzazione per

mediare relazioni che sono spersonalizzate, individualizzate, riferite a meccanismi di

razionalità. Per Weber è un’unità di misura e che la determinazione del prezzo riflette la

dinamica del potere, per Weber è un gioco di potere tra gli attori in campo, non è dato ma è

costruito socialmente. Lui è un grande studioso delle dinamiche del potere. Questa

condiziona porta alla determinazione dei prezzi.

Il denaro è il tratto distintivo della modernità ed è associato all’individualismo e alla

 razionalità del sistema capitalistico

Elementi affrontati: la natura e le origini della moneta + la quantità e la produzione di

 moneta

Il denaro ha una doppia natura: strumentale (quantificazione) e relazionale (è una forma

 di sociazione, promessa)

Non è una cosa o un velo ma un titolo, una rivendicazione verso la società

 Offre spunti molto attuali ed è opera ripresa successivamente dai principali sociologi

 (Weber, Zelizer) ed economisti (Keynes)

• Per Simmel il denaro ha doppia natura: strumentale e relazionale. Strumentale ci permette

di quantificare il valore. Simmel mette a fuoco che il denaro è una forma di sociazione,

ovvero determina le relazioni tra le parti, guarda i flussi di denaro e da lì puoi capire le

relazioni sociali tra lee persone, il denaro non è esterno alla relazione, ma ne fa parte. Il

denaro non è una merce, un velo ma è un TITOLO come rivendicazione verso la società e

quello che permette di costruire e analizzare le relazioni sociali ma dal punto di vista

RELAZIONALE.

Esempi: analizzare l’eredità come vengono spesi i soldi ereditati perché non è solo il soldo ma il

legame con la persona che te li ha regalati. Nei soldi donati c’è una simbologia potentissima, il

dono dice tanto di ciò che siamo e le dinamiche di dare e ricevere sono ricchissime.

Il Natale: la versione consumistica ha un elemento simbolico, abbiamo una figura anziana.

Qualunque dono noi facciamo c’è l’implicito del contro-dono, invece con Babbo natale si è creata

una situazione eccezionale dove non c’è la reciprocità.

A chi chiedi del denaro in prestito? Per sapere quali sono i legami forti è potentissimo, tu chiedi

denaro a chi sei legato di più e questa cosa ti svela quali sono le dinamiche di rete

Simmel dice che il denaro ha 4 caratteristiche:

GENERALITA’: se è troppo chiuso non permette lo scambio tra più parti

o TRASPORTABILITA’: portare in giro il denaro mobile, tutte le implicazioni con il denaro

o digitale il rapporto con il denaro e come cambia non avere in mano il pezzo di carta

SILENZIOSITA’: fa riferimento al fatto che il denaro non porta un messaggio in sé ma

o veicola il messaggio scambiato tra le parti anche se la lezione degli storici dice come il

denaro stesso può parlare, le frasi

IMPERSONALITA’: che potenzialmente abilita lo scambio tra sconosciuti e dopo non

o impedisce che quello sia veicolo relazionale

POLITICA: perché ha bisogno di un’autorità che garantisca ISTITUZIONE IL DENARO

o venga garantito fiducia istituzionale.

Il denaro SOSTIENE LA MODERNITA’ DI ALLARGAMENTO DELLE RETI SOCIALI, perché non mi

limito lo scambio solo con persone che conosco. (porta ad un allargamento sociale)

E’ UNO STRUMENTO CHE SVOLGE FUNZIONE ECONOMICHE MA ANCHE SOCIALE, IL

DENARO POI ESPRIME RELAZIONE DI POTERE E CONFLITTO. Simmel dice che il denaro è

una forma democratica perché il denaro viene usato come si vuole. Carattere democratico rispetto

ad altre forme di pagamento (nei campi non venivano pagati con il denaro)

MONETE ALETERNATIVE: bit coin e alternative

MONETE COMPLEMENTARI: Sardless

Via calabiana TALENT GARDEN, co-working.

12 Ottobre 2017 Schumpeter

Dall’imprenditore innovatore allo stato imprenditoriale

Schumpeter: dall’imprenditore innovatore allo stato imprenditoriale. Schumpeter va in parallelo

con Polanji perché hanno attraversato più o meno gli stessi momenti. Nasce in austria laurea in

giurisprudenza, diventa insegnante in Economia e la carriera si sviluppa rapidamente. Nel 1932 va

negli stati uniti e insegna ad Harward, ultimi anni della sua vita li passa qui come docente

univeresità. Scuola austriaca ma a un certo punto ne prende anche le distanze e prende un

percorso diverso.

1° concetto importante  differenza tra crescita economica e sviluppo economico

LA CRESCITA:

• E’ lineare, riguarda per lo più gli stati stazionari dell’economia. Idea di progresso lento,

senza scossoni, dinamica dell’economia come processi lineari, lenti, di lungo periodo, no

grandi cambiamenti

• Sono mutamenti di minore entità nell’economia

Ma: scossone con la crisi del 1929, scossone viene rielaborato da Shumpeter, ha prodotto

pensiero, forte scossone economico ed intellettuale, viene elaborato un pensiero diverso da quello

precedente. (meno con la crisi attuale). Fasi di turbamento come oggetto economico da studiare.

Lui è il teorico della discontinuità. Lui è il teorico dell’innovazione radicale, ovvero quella che

stravolge le regola del gioco, che cambia tutto.

LO SVILUPPO:

• E’ un cambiamento discontinuo nel modo tradizionale di produrre.

• Si tratta di una vera e propria rivoluzione produttiva

• L’evoluzione del capitalismo ha carattere ciclico e si configura come un processo di

“distruzione creatrice”

La crisi del 2008 ha mostrato il crollo di tutte le certezze e da lì bisognava ripartire per trovare

nuove strade e opportunità.

LE INNOVAZIONI SONO IL DRIVER DELLO SVILUPPO:

• Sono nuove combinazioni di mezzi di produzione

• Sono diverse dalle innovazioni

• Sono i fattori di innesco dei cicli economici e dello sviluppo

I TIPI DI INNOVAZIONE:

• Nuovi prodotti

• Nuovi metodi di produzione

• Nuovi mercati (es bambini, diventano un target commerciale)

• Nuove fonti di approvvigionamento

• Riorganizzazione di un’industria

Shumpeter è il primo a vedere le fasi di turbamento come un oggetto teorico da studiare e

vederne anche le opportunità. Lui è il teorico delle discontinuità. Ci sono 2 tipi di innovazione:

1. Innovazione incrementale

2. Innovazione radicale

L’innovazione incrementale è quella che modifica un processo un servizio in continuità con ciò

che c’era prima mentre quella radicale è quella che stravolge tutto.

L’innovazione incrementale modifica un prodotto/processo/servizio in continuità con quello che

c’era prima.

La sociologia guarda gli innovatori inseriti nelle reti sociali. E’ più probabile che un medico primario

di una grossa città, in una determinata rete di relazioni intercetti un’innovazione incrementale in

corso (è un passaggio successivo). Ma il medico periferico ha meno da perdere e rischia di più e

quindi è più probabile che introduca un’innovazione radicale. Meno siamo avversi ai rischi, meno

innoviamo.

Shumpeter è stato il primo ad interessarsi alle innovazioni radicali.

Spesso innovazioni vengono dagli stranieri, periferico, esposto ad informazioni diverse che

possono portare un contributo a quello che stai facendo

Shumpeter studia il ruolo degli imprenditori innovatori e quella della DISTRUZIONE CREATRICE

Lui parla di distruzione creatrice ossia che sono proprio questi momenti di crisi che spazzano

tutto ma permettono di costruire qualcosa di diverso. Questo vale anche per le Istituzioni in cui di

solito le innovazioni sono incrementali, quindi se non arrivano scossoni esterni perché dovrebbero

cambiare? Se una persona affronta degli scossoni esterni, il cambiamento viene imposto e ci

costringe a cambiare. Finchè la strategia funziona tendenzialmente non le cambiamo. Capire le

strategie e metterle in discussione.

Strategie spesso individuali ma sono anche applicate all’azienda.

Innovazione come drivers di sviluppo

Taylor ha compiuto un’innovazione radicale pensando alla catena di montaggio della Ford. Infatti la

sua idea è partita dall’osservazione di un macellaio (smotavano), lui decide di fare il processo

opposto, ovvero montare i pezzi dell’auto, nasce così la CATENA DI MONTAGGIO, è stata

un’innovazione radicale. Oppure anche il caso Mcdonald che è partito dall’idea di creare dei bar

negli snodi principali delle autostrade, idea che ha cambiato il modo di costruire i punti di ristoro

L’imprenditore innovativo è quello che sa gestire l’innovazione e che sa inserirla nei processi

produttivi (quindi è diverso dall’inventore). Generalmente infatti sono rari i casi in cui gli inventori

sono anche imprenditori innovatori, solitamente sono due cose distinte. Oltretutto quello che

Shumpeter chiama imprenditore innovativo non è il proprietario dell’azienda ma un manager che

magari prima ha visto anche altre realtà aziendali. Innovazioni diverse dalle invenzioni (invenzioni

portano a dei brevetti), imprenditore innovativo significa che lo traduce in business, ovvero lo

introduce nei processi produttivi.

Le innovazioni sono quelle che portano ad un brevetto, l’imprenditore innovativo è colui che sa

gestire l’innovazione, traduce l’innovazione in business, quasi sempre innovatore e imprenditore

innovativi sono FIGURE DISTINTE. L’imprenditore innovativo non necessariamente è il

proprietario dell’azienda, spesso è un manager.

Le innovazioni sono i fattori di innesco dei cicli economici, dopo la distruzione creatrice altri

copiano l’imprenditore innovativi, si arriva ad una fase di stasi, finché si arriva ad una nuova fase di

distruzione creatrice. Lui mette proprio a punto i cicli economici che vengono “superati” solo dopo

esser venuti messi in discussione e ad aver affrontato le crisi. L’imprenditore innovatore viene

copiato, poi c’è una fase di stasi finché non si arriva ad una nuova distruzione creatrice.

L’imprenditore

Fornisce una risposta creativa alle sfide economiche:

Svolge una funzione di leadership economica

 Introduce le innovazioni

 Vince le resistenze sociali e psicologiche al cambiamento il lavoro dell’imprenditore

 non è solo trovare un’idea nuova ma convincere le persone ad adottarle nonostante le

resistenze al cambiamento che sono il principale ostacolo (persone sono abitudinarie). Qui

viene fuori lo Shumpeter SOCIOLOGO.

L’imprenditore una figura specifica diversa

• Dal manager

• Dal proprietario

• Dall’inventore

• Rompe inoltre le routine tradizionali

• Non è mosso da motivazioni utilitaristiche e da criteri razionalistici. C’è dell’altro che

determina, innova chi segue criteri e logiche diverse. Il rischio potrebbe essere così alto

che molti non scelgono di assumerselo.

Se hai paura del fallimento non rischi, ti lasci frenare dalle incertezze. (ma quando la paura del

fallimento diventa un blocco a tal punto di frenare il cambiamento che potrebbe riservare un futuro

migliore?. Chiedo per analisi del fallimento)

L’evoluzione del capitalismo, Shumpeter analizza il passaggio dal cambiamento competitivo (è

quello pù tradizionale, consolidato, pre crisi del 1929 un po’ più consolidato) al capitalismo

trustificato (viene dai trust economico, finanziario, imprese grandi finanziate dall’economia)

Capitalismo competitivo Le fasi di sviluppo Capitalismo trustificato

Impresa famigliare Tipo di impresa Impresa gigante

Fondatore d’impresa Tipo di manager Capitano d’industria

Uomo nuovo (figura sociale Tipo di imprenditorialità Imprenditore collettivo

nuova)

Creatività individuale Modo di innovazione Routine organizzative

Leadership personale Modalità di leadership Leadership burocratica

Competizione di mercato Meccanismi di selezione Competizione regolata

Profitto imprenditoriale Tipi di reddito Stipendio impiegatizio

L’imprenditore non è una classe sociale, la borghesia cerca di far entrare gli imprenditori nella

classe borghese, ma loro non sono una classe sociale.

La crisi del capitalismo:

Cambia completamente prospettiva rispetto a Marx che diceva che il capitalismo non funzionava

ma la rivoluzione lo avrebbe ribaltato, la società lo avrebbe abbattuto e modificato (quel modello

economico, perchè non funziona, perché ritiene che non sia un meccanismo economico corretto).

Shumpeter invece dice una cosa completamente diversa : il capitalismo di suo andrebbe

benissimo ma è insostenibile per le tensioni sociali che crea quindi purtroppo il capitalismo non

reggerà ma non per motivi economici ma per motivi sociali. Il capitalismo non sopravviverà.

LIMITI SOCIALI: legati alla figura dell’imprenditore che è talmente peculiare che potrebbe non

sopravvivere, la classe borghese ce sosteneva un capitalismo ormai in decadenza, l’economia non

reggerà. La struttura sociale avrà delle ricadute sull’economia

La crisi quindi non è dovuta a contraddizioni economiche:

Le imprese giganti e i capitani di industria sono i pionieri dell’economia pianificata

 Riducono gli spazi per la leadership personale

Fattori di crisi:

• Deperimento della figura imprenditoriale

• Snaturamento delle istituzioni borghesi (contratti e famiglia)

• Vengono meno strati protettivi

• Atmosfera sociale ostile

• Politiche anticapitalistiche

Da qui in poi partono tutte le politiche Keynesiane, forte regolamento della società,

pericoloso secondo Shumpeter della tenuta dell’economia (lui era un liberale)

KARL POLANYI: LE FORME DI INTEGRAZIONE TRA ECONOMIA E

SOCIETA’

Le forme di integrazione di Karl Polanyi alla prova della Sharing economy

• (1886-1964)

• Nasce 1886 Budapest

• 1919 – Famiglia stata a Vienna

• 1933 – Londra

• 1940 – New York

• 1954 – Toronto

Nato nel 1886 a Budapest, la sua famiglia però era stata a Vienna. Proviene da una famiglia

agiata e di intellettuali, padre ingegnere nelle ferrovie. Poi tornano a Budapest, tutti i figli hanno un

alta formazione, fratello chimico-fisico, studi sulla conoscenza. Madre intellettuale, conoscitrice dei

classici. Nel 1919 va a Vienna e conosce la moglie, intellettuale anche lei, posizioni politiche di lei

forti. Nel 1933 va a Londra poi New York (ma poi sua moglie non può più stare in America) e

Toronto. A Vienna lavorava come giornalista economica, prospettiva attenta alla storia economica.

L’aspetto interessante di Londra è che insegna alle scuole serali e questo sarà fondamentale

perché per la prima volta entra in contatto con la classe operaia. Classe agiata che entra in

contatto con la classe operaia. 3 forme di integrazione

Polanyi dice che ci sono tre modi per cui l’economia entra in relazione con la società, queste

tre forme non sono stadi storici ma sono date in tutte le economie in tutti i luoghi ed è evidente che

ci sono momenti in cui prevale l’una o l’altra, ma non è un susseguirsi delle tre forme.

1. SCAMBIO  è il mercato, è quello che abbiamo studiato finora. E’ l’incontro tra domanda e

offerta che regola i prezzi dei beni, il prezzo è dato dall’incontra-offerte. C’è un’allocazione

efficiente delle risorse a certe precise condizioni: assenza di esternalità, simmetria

informativa, concorrenza. Ci sono motivazioni strumentali alla base (homo economicus) e

l’identità degli attori è indifferente. Gli scambi funzionano proprio perché con i soldi posso

prendere e andare a comprare da sconosciuti. Si ha fiducia nel funzionamento del sistema,

è una fiducia istituzionale ossia mi fido dei sistemi di controllo che mi fanno assumere

che ciò che compro sia regolato, controllato, sicuro certificato. Beni escludibili sono quelli

per cui chi non contribuisce alla produzione ne rimane fuori, escluso dalla sua utilizzazione

Se non sono soddisfatto implemento la strategia di EXIT (es vado in un altro bar).

La relazione è ininfluente

• L’incontro domanda-offerta regola i prezzi dei beni

• Allocazione efficiente delle risorse, condizioni: assenza di esternalità, simmetria

informativa, concorrenza

• Motivazioni strumentali

• Identità differente

• Fiducia nel funzionamento del sistema

• Beni escludibili

2. REDISTRIBUZIONE  nella redistribuzione c’è un centro, un’autorità che riceve le risorse

economiche e le redistribuisce (esempio delle tasse). Prima cosa c’è un centro a differenza

di prima, il rapporto è asimmetrico e non c’è equivalenza, ognuno paga in funzione a ciò

che da (es tasse) e ne riceve nella quantità di cui ne ha bisogno, non c’è l’equivalenza

come nello SCAMBIO. Se il meccanismo redistributivo non mi piace cosa posso fare?

meccanismo di VOICE ossia se ad esempio vado al ps e non mi trovo bene faccio presente

attraverso tutti i meccanismi presenti. Ci sono criteri condivisi di giustizia e produce beni

pubblici che per definizione non sono escludibili perché per definizione sono pubblici.

(es anche chi è povero e non ha pagato le tasse può usufruire dei beni pubblici, esempio

andare nel parco pubblico). La redistribuzione è un meccanismo di supplenza a fronte dei

“fallimenti di mercato”, quando il mercato non basta allora interviene lo Stato, come

meccanismo di supplenza.

Stato e mercato si è concentrata l’economia, le scienze politiche e l’economia.

• Risorse allocate dal un soggetto dotato di autorità

• Rapporto asimmetrico

• Voice

• Criteri condivisi di giustizia

• Beni pubblici e non escludibili

• Supplenza a fronte dei “fallimenti di mercato”

3. RECIPROCITA’ (Riferimenti sull’economia del dono, reciprocità). Nessuno di noi ha mai

considerato più di tanto. Quanti scambi di beni e servizi avvengono quotidianamente nella

nostra vita e che non possono essere ricondotti né al mercato né alle istituzioni? Tantissimi.

La caratteristica fondamentale è che la reciprocità prevede relazioni sociali a differenza

delle altre due forme. Nella reciprocità conta la relazione sociale.

Più il legame è forte, più non c’è la contabilità.

Il dare, ricevere e ricambiare consolida i legami e più il dono è fatto per rinformare il

legame.

Tantissime dinamiche economiche.

• Forma distinta dalle altre

• Società premoderne e le relazioni primarie di quelle moderne

Economia del dono, reciprocità:

• Incondizionata (coopero a prescindere)

• Cauta (coopero con chi ha cooperato)

• Coraggiosa (coopero al primo round poi mi comporto come il partner)

Questi 3 modelli di integrazione possiamo applicarli oggi.

La GRANDE TRAFORMAZIONE:

Eccessivo spostamento a favore dello scambio di mercato, soprattutto per terra, denaro e lavoro

(merci fittizie).

Contro-movimento delle altre due forme a garanzia delle condizioni sociali necessarie alla

riproduzione del sistema

Necessità di tornare a radicare (embeddedness) l’economia nella società.

SHARING ECONOMY

COLLABORAZIONE

1. Reciprocità cauta, a ciclo breve: ci si aspetta una restituzione rapida e quanto più possibile

equivalente a quanto è stato dato

2. Le motivazioni strumentali prevalgono su quelle intrinseche, ma spesso sono

complementari

3. I rapporti sono tali da richiedere una intesa tra le parti che non può essere definita a priori

in un contratto “completo”

4. Una conoscenza seppur superficiale, e un certo grado di fiducia nel partner sono dunque

necessarie: reputazione

Economia collaborativa e piattaforme digitali, esercizio su blablacar.

1. Forma ibrida (a metà tra mercato e reciprocità) per esempio la reciprocità c’è ma è cauta

ovvero è più stretto, breve il ciclo ovvero quanto più è equivalente a quello che è stato dato

(RECIPROCITA’ E’ BREVE). Reciprocità cauta a restituzione è a breve, è un avvicinarsi

all’equivalenza.

2. Le motivazioni strumentali prevalgono su quelle intrinseche (espressive). Nel mercato è

quasi esclusivamente strumentale, nella reciprocità è espressivo, nelle forme collaborative

ci sono entrambi (prevalere di quella strumentale, ma comunque quella espressiva pesa).

3. Contratto completo: si prevede tutto quello che può succedere. In realtà anche i contratti

completi non lo sono mai veramente, ad esempio si può verificare lo sciopero bianco,

ovvero la prestazione di lavoro si paralizza, si fa fatica a contrattualizare tutto ciò che può

accadere. C’è sempre una parte eccedente, (durkheim, parte extra contrattuale del

contratto). Es potrebbe succedere che non ti pagano dopo una corsa su blablacar (all’inizio

era così)

Nella reciprocità non si fa nemmeno il contratto, anche se nel legame matrimoniale è comunque

contrattualizzato.

4. Anonimato nel mercato: legame forte nella reciprocità

Ho tutti i tuoi dati ma non ti conosco, ma ci sono i meccanismi reputazionali, collaborazione come

forma ibrida tra mercato e reciprocità. CONDIVISIONE

• Caratteristico di assetti clanici o comunitari

• Legame di reciprocità incondizionata tra persone che condividono una comune e forte

appartenenza, che può anche essere l’esito originale di un investimento motivazionale

identitario

• Riconoscimento di status

LE VARIANTI DELL’ECONOMIA COLLABORATIVA

Market

Collaboration

Reciprocity

Common pooling

Redistribution

19/10/2017

TESTIMONIANZA Sharewood

Airbnb per le attrezzature sportive.

Bike winter woter, all’interno delle macro categorie ci sono micro categorie

Come fare soldi con questo? rivedere il business model, dobbiamo far noleggiare l’attrezzatura

sportiva, condividerla.

Validare quel modello: dimostrare che nella pratica due persone si scambiano la bici e fanno

magari attività insieme, tra 100 e 150 persone. Era da validare offline. Ha fatto condividere

attrezzature a 150 persone. Far diventare un retail maarketing (es se porti una persona ti faccio

guadagnare).

Fare le metriche. Vinto una competizione, allargato il team.

Iniziano a fare le competition.

online

ADVENTURE17 Codice sconto

Imprenditore di successo Shumpeter

Polanyi e pear to pear

Reputazione è importante

TESTIMONIANZA 2

Studiato in California

20/10/2017

26/10/2017

INCLUSIONE DEL CONSUMATORE NELLA CATENA DEL VALORE

Chi è, che cos’è il consumatore?

Individuo che consuma per soddisfare dei bisogni, per un piacere, bisogni che attengono alla sfera

della realizzazione imprenditoriale, talvolta non hanno fini ben precisi, si consuma per essere parte

di un gruppo o di una comunità (per moda), bisogni di status, riconoscere i valori di una

determinata comunità

Alberoni diceva che avere determinati beni (beni di cittadinanza) ti faceva sentire cittadino di quel

nuovo corso del paese (anni 50’ in Italia).

Oggi lo stesso ragionamento si può applicare allo smartphone oggi.

Il consumatore non soddisfa solo i suoi bisogni fisiologici

Chi è il consumatore?

• Un attore individuale

• Un sovrano del mercato: nelle teorie classiche si parla di consumatore come “sovrano del

mercato” ovvero (è la domanda che genera l’offerta), il prezzo fa incontrare la domanda e

l’offerta, i soggetti siano pienamente informati (ci sia simmetria informativa, no strozzature

nel processo informativo, i soggetti siano pienamente informati, allocazione ottimale delle

risorse). E’ la domanda che genera l’offerta. Questo non è vero nella realtà, ci sono tante

informazioni che l’azienda non ci dice. Le scelte del consumatore rimangono strumentali

all’equilibrio del mercato. Consumare significa distruggere ciò che viene prodotto.

• Un contraente debole: per i giuristi, c’è un processo di assimmetria informativa, ci sono

tante informazioni che l’azienda non ci dice, ci sono gruppi che sono più informati e gruppi

che lo sono meno (es leggere le etichette). Il consumatore può essere vittima del mercato

stesso

• Un prodotto del capitalismo: noi ci riferiamo al mondo dei consumi di massa, capitalismo

moderno, capitalismo industriale hanno portato alla nascita della figura del consumatore.

Questo modello diventa il paradigma dominante, prima c’era una logica di autoconsumo

(no differenza tra produzione e consumo). Il capitalismo crea il consumatore (Marx, scuola

di Francoforte). Subordinazione dei consumi di massa alla classe e agli interessi dei

“produttori” Il sistema capitalistico ha bisogno di una massa di consumatori “distruttori”.

• Un produttore di strategie e significati: i comportamenti d’acquisto descrivono una

persona, comunicano qualcosa agli altri, significati simbolici. I consumatori consumano per

comunicare, spesso il bisogno è proprio comunicare. Co-creatori di pratiche e di significati

che hanno un grande valore. Consumare è un modo di comunicare. Consumautore.

• Un cittadino: citizen consumer, il consumatore di oggi è un consumatore di servizi (sanità,

formazione, trasporto pubblico, servizi legati alla cittadinanza).

• Un guardiano del mercato: se un’azienda fa qualcosa che tocca la sua sensibilità

attraverso l’astensione da un determinato comportamento d’acquisto può sanzionare

l’impresa, controlla l’eticità di un certo mercato (es boicottaggio Nike per l’utilizzo della

manodopera minorile). ASTENZIONE DALL’ACQUISTO.

• Un attore politico: attraverso le proprie scelte può condizionare il mercato: lancia un

messaggio politico la “bag shop power”, ovvero è il “voto con portafoglio”, tu scegli il

candidato prodotto che più risponde alle tue esigenze, valori e in al tuo modo di pensare.

Questo ha delle ripercussioni sul tipo di capitalismo. Es se compro un prodotto che non fa

test sugli animali, ho una determinata idea politica/sociale, es biologico. Es come per l’olio

di palma, forse si ha ragione ha parlare di una sovranità del consumatore perché le aziende

si adeguano e producano senza olio di palma. Ma è comunque subordinata all’impresa che

ti vende quei prodotti (il fine ultimo dell’impresa è comunque guadagnare)

I MODELLI INTERPRETATIVI SUL RUOLO DEL CONSUMATORE

NEL CICLO DEL VALORE

DUE dimensioni:

• Potere/subordinazione:

Possiede o meo i mezzi di produzione?

Quanto è dentro il processo produttivo?

Quando può influenzare la produzione tramite il controllo dei mezzi di produzione?

Ovvero la posizione del consumatore rispetto a chi produce e il grado con cui ne influenza

scelte e assetti

Oggi l’azienda con che cosa lavora dei consumatori? Sul dati, informazione

I mezzi di produzione oggi li mette sempre di più il consumatore, il consumatore non è

isolato, agisce coordinandosi con gli altri consumatori. (es la moda è un meccanismo di

coordinamento con gli altri)

• Isolamento/coordinamento:

la capacità del consumatore di costruire pratiche, senso e significati oltre la dimensione

individuale all’interno dei gruppi sociali di riferimento.

1) Isolamento

2) Coordinamento

3) Potere

4) Subordinazione

i. Consumatore sovrano (Economia neo-classica): ISOLAMENTO + POTERE

Consumatore potente, sovrano, ma è un individuo. Ha un potere elevato nei confronti della

domanda sulla base di una presunta autonoma capacità di scelta, ma opera in una

condizione di totale isolamento rispetto al gruppo.

• Autonomo

• Isolato

• Razionale

• Informato

• Protagonista delle sue scelte

ii. Consumatore alienato (sociologia critica, Marx, scuola di Francoforte): ISOLAMENTO

+ SUBORDINAZIONE

Servo del mercato, subordinato all’interesse del capitalista, ed isolato, alienazione. Il

consumatore ha un potere limitato e opera in una condizione di manipolazione, isolamento

e solitudine. Questa visione marginalizza il ruolo del consumatore nella creazione del

valore in quanto lo estromette del tutto dai processi decisionali e istituzionali.

• Influenzabili

• Asociale

• Compulsivo

• Subordinato all’offerta

• Vittima delle sue scelte

i. Consumatore acquisitivo (Simmel, Sombart, Veblen): COORDINAMENTO +

SUBORDINAZIONE

Consumatori molto coordinati tra di loro. Il consumatore è fortemente condizionato dal

gruppo di appartenenza (importanza della classe sociale), le persone non scelgono in base

alla loro personalità, ma per appartenenza di un determinato gruppo come la famiglia, il

contesto geografico (alla fine non è un atto di scelta individuale). Tiene in considerazione il

gruppo, ma è condizionato, ne è subordinato, ha poco potere.

Opera con un ruolo limitato verso chi produce ma esercita un ruolo rilevante attraverso il

coordinamento all’interno del gruppo di appartenenza.

• Ambizioso (aspira al consumo di un’altra classe sociale)

• Influenzato dal gruppo di riferimento

• Orientato alle mode

• Selettivo (attraverso l’acquisto ci si distingue)

• Complice dell’offerta (lusso è il padre dei consumi di massa, un certo bene diventa simbolo

di un certo status, prima fare le crociere era solo per i più ricchi, ora c’è la versione di

massa) Oggi inceve c’è un meccanismo al contrario (lusso essenziale, semplicità,

eleganza)

ii. Il consumatore produttore (Antropologia e sociologia culturale) : POTERE +

COORDINAMENTO

Consumatore sviluppa una forza creativa, mixare gli oggetti, creare comunicazione, non

sono subordinati, ci mettono del loro, “demercificazione” (MARX AVEVA PARLATO DI

MERCIFICAZIONE) . Ogni consumatore mette qualcosa di suo nella sua pratica di

consumo. Oggi le aziende vogliono ascoltare la capacità creativa di questi consumatori. Es

philadelfia , telefoni oro, youtubers se sono molto seguiti vengono reclutati dalle aziende

Il consumatore contagia i modelli di analisi del management e del marketing

contemporaneo: ovvero un soggetto con un potere autonomo di creazione, di proposta, di

influenza sulla produzione di cui in qualche modo fa parte attraverso la propria capacità di

creazione di senso all’interno del gruppo dei consumatori che hanno le sue stesse

esigenze/aspettative. Un consumatore critico, selettivo, creativo che contribuisce

attivamente alla catena del valore.

• Edonista

• Comunicativo verso l’esterno

• Critico

• Creativo

• Partner dell’offerta (le aziende vogliono ascoltare il consumatore)

IL CONSUMATORE SOVRANO

• Ci si riferisce essenzialmente ai contributi della scuola classica e neoclassica

• Si basa su una concezione “circolare” del sistema economico

• Atomizzazione dell’azione di consumo

• Razionalità dei processi di decisione

• La scelta si struttura in base al rapporto inversamente proporzionale tra quantità e prezzo

• L’unico limite al potere i scelta è dato dal reddito disponibile

• Sovranità del consumatore ma di fatto subordinazione all’offerta

Combinazione ottimizzante rispetto al vincolo di bilancio, questo è l’equilibrio.

Teoria non coincide con la realtà: per sorpassare il vincolo di bilancio si può ricorrere al credito al

consumo ed arrivare al sovra indebitamento

I consumatori non sono così razionali, sono condizionati da altri aspetti come ad esempio

l’appartenenza ad una classe sociale magari si risparmia sui bisogni più fisiologici

Non c’è nessuna contestualizzazione nello spazio e nel tempo di questo modello, funziona in una

società di bisogni fisiologici e risorse scarse.

E’ un modello astratto utilizzabile da un’azienda ma al netto della sua interpretazione

Idea del consumatore come consumatore razionale è a volte sfruttato dalle pubblicità, questo ad

esempio è fatto dalla pubblicità comparativa (es comparazione tra due biscotti, qual è la

differenza?)

Il consumatore sicuramente ha una componente razionale, il prezzo è un fattore rilevante nel

processo di scelta.

Commodities: gli economisti comportamentali affermano che vige il principio propensione allo

status quo: a fronte di prezzi che cambiano tendono a rimanere con il gestore che hanno già, non

vogliono cambiare.

Scelta del consumo è una celta rutinaria, continuativa

Prezzo psicologico (9,99)

Termine sconto, sottocosto

Teoria della spinta gentile (ll consumatore per scegliere “ha bisogno di una spinta”

LIMITI ALL’APPROCCIO ECONOMICO

• Concezione statica e non storica dei bisogni

• Basata su condizioni di scelta astratte non verificate empiricamente (razionalità limitata

• Non tiene conto dell’asimmetria di potere all’interno del mercato

• Non tiene conto del ruolo di confronto con gli altri attori (effetto dimostrativo ed effetto di

trascinamento, noi guardiamo al nostro gruppo di riferimento, e spesso questo ci spetta a

trascurare al nostro vincolo di bilancio)

• Non considera il ruolo dell’esperienza pregressa

• Non spiega cosa succede quando subentra un prodotto nuovo (postulato dell’economia

classica è la staticità delle preferenze)

• Non prende in considerazione la rilevanza del comportamento ruotinario

• Considera solo l’opzione exit

Da questa critica discendono i tre paradigmi sociologici de consumatore

VEBLEN: LE CLASSI AGIATE E IL CONSUMO VISTOSO

Studia lo stile di vita delle classi agiate dell’America del 1900 (guarda i grandi magnati Americani),

il comportamento di consumo di queste classi si di basa su due principi:

• Consumo vistoso (the conspicuos consumption):

Eccesso, spreco, ostentazione, bisogna di mostrare al mondo interno che nella

competizione sociale loro hanno vinto come classe sociale. E’ quello che succedeva nelle

economie delle coorte (lo sfarzo era qualcosa di voluto per dimostrare agli altri stati la loro

potenza). L’eccesso del consumo di beni.

• Agiatezza vistosa (the conspicuous leisure):

Collezionismo d’arte, coltivare le buone maniere. E’ o spreco, soprattutto, di tempo, l’apice

sociale è già stato raggiunto e non hanno bisogno di lavorare.

Es the dall’Inghilterra non è un prodotto originario dell’Inghilterra.

SIMMEL E SOMBART: IL LUSSO E LE CITTA’

• Il sistema capitalistico si sviluppa grazie al lusso, ovvero alla commercializzazione di

prodotti non essenziali

• Il consumo di beni di lusso rappresenta l’avanguardia del nostro modo di consumare:

edonistico-privato, sofisticato, condizionato da mode mutevoli, concentrato e regolare nel

tempo

• La città è il luogo degli incontri e del commercio in cui circolano le mode

• Dimostrazione di status e democratizzazione del lusso

• Il concetto di stile, storicamente e culturalmente, orienta le scelte più del prezzo

Le mode sono quello spazio di libertà all’interno di uno schema di somiglianza, impressione di

avere uno stile personale (libertà di espressione) all’interno di una cornice che non siamo noi a

definire (all’interno di uno spazio di omologazione). Differenziazione e assimilazione, noi agiamo

nell’impressione di avere uno stile personale ma ci omologhiamo a quello che fanno gli altri.

TEORIA O REALTA’

• Costumizzazione di massa (per il popolo, personalizzazione ma all’intero di un insieme di

scelte, esempio prendere la macchina di un determinato colore)

• Personalizzare oggetti di lusso, oggetto personalizzato

Es inizi a lavorare e poi ti compri la prima macchina

PRADIGMI PRODUTTIVI E COINVOLGIMENTO DEL CONSUMATORE

1) Taylorista-fordista: anni 60 del 900, organizzazione scientifica del lavoro di Taylor.

Ricondurre il lavoro umano ai sistemi di funzionamento ed efficienza tipici delle macchine

(es catena di montaggio). Impresa verticale, processo produttivo standardizzato, struttura

gerarchico-piramidale. Mercato di riferimento era il mercato di massa interno. Produzione

standardizzata. Internalizzazione e integrazione delle fasi del ciclo produttivo. Lavoro

formalizzato e poco qualificato. Flussi di informazione parcellizzati e scarsi, processi di

mass marketing, assente coinvolgimento del consumatore, consumatore è un acquirente.

2) Flessibile-Toyotista: Si parla di specializzazione flessibile, la competizione si era spostata

a livello globale, si saturava il mercato dei beni di massa. Esternalizzazione limitata

(outsourcing). Produzione differenziata, struttura reticolare. Lavoro formalizzato e

altamente specializzato. Opera in una massa di mercati (basati sulla

conoscenza/informazione per la definizione di strategie di lungo periodo e

adattive/responsive rispetto alle fluttuazioni del mercato). Il consumatore è coinvolto

all’interno del processo produttivo. Mass custumization o personalizzazione di massa. One-

to-one personalization, custumerization, intimization, caring. Si passa al relational

marketing

3) Platform-produserista: Service Dominant Logic. I mercati di riferimento sono i mercati

conversazionali. La tecnologia è accessibile ed aperta. La struttura eterarchica, c’è

un’esternalizzazione diffusa (crowdsourcing, ovvero l’esternalizzazione alla folla, alle

persone). I flussi di informazione sono ridondanti all’esterno ed all’interno del processo

produttivo. Il consumatore è un consum-autore. Economia digitale, esternalizzazione.

Inclusione formale e sistematica del consumatore nel processo produttivo.

Self service economy o do it yourself economy (es ikea)

Collaborazione: do it with the other o consumo collaborativo o peer-to-peer production

Creazione elementi immateriali più che materiale.

Co-design, Co-creation, co-learning, co-production.

Oggi non si parla di consumatore, oggi i consumatori sono dei soggetti collaborativi, oggi

produciamo sempre più servizi, servizi ad alto contenuto umano, tecnicamente possono farlo tutti.

Esempio oggi con la Sharing Economy posso ospitare persone a casa mia senza essere un

albergatore.

Producer, prosumer

Pro amatori professional amateur (es foodblogger, quasi mai sono veri cuochi, sono dei dilettanti

con la passione).

Modello di esternalizzazione diffusa, Airbnbn non è una catena alberghiera ma fa questo.

Non si parla di outsorucing, ma crowsourcing

Si parla di consumautore (questa capacità produttiva e creativa del consumatore, consumatore

coinvolto non solo all’ultimo stadio del processo produttivo come nel modello toyotista, ora i

consumatore viene coinvolto in tutte le fasi del processo produttivo)

Alcune aziende attivano i consumatori per scegliere i nomi di alcuni prodotti

Dove finisce questo? Si può arrivare ad una totale subordinazione

Society marketing (non ci rivolgiamo solo al mercato, ma devo guardare tutto, non sono strategie

di mercato ma strategie sociali, si ragiona in termini di impatto sociale)

Strategie non sono di mercato ma sono strategie sociali, impatto sociale di quello che fa


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in management per l'impresa (MILANO - ROMA)
SSD:

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