Appun economia pubblica
L1 – INTRODUZIONE
- Funzione alloca va: Intervento pubblico è gius cato solamente per correggere
l’allocazione delle risorse se è presente un fallimento del mercato. Le situazioni in cui
l’equilibrio di mercato è o mo [equilibrio Pare ano] sono spiegate dal I TEOREMA
DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE e sono qua ro: concorrenza perfe a, assenza beni
pubblici (non rivali e non escludibili), assenza di esternalità e informazione completa e
simmetrica.
(es. intervento pubblico per ragioni di e cienza: ordine pubblico e sicurezza x beni pubblici,
autostrade x monopolio naturale)
- Funzione distribu va: il funzionamento e cien s co del primo teorema qui si integra con
la costruzione teorica della distribuzione delle risorse: II TEOREMA DELL’ECONOMIA DEL
BENESSERE, lo stato deve correggere la sbagliata distribuzione iniziale delle risorse
(=equità, di erenze nord/sud)
- Modalità d’intervento dello stato: regolamentazione (impone comportamen nei merca ,
impone/modi ca prezzi, etc.), produzione beni e servizi pubblici (es. autobus-tram),
redistribuzione (es. imposte progressive in base al reddito).
- OPERATORE PUBBLICO: amministrazioni pubbliche, se ore statale e se ore pubblico.
o Amministrazioni pubbliche: producono b/s non des na alla vendita + ruolo
redistribuzione reddito/ricchezza
o Se ore statale e pubblico: en pubblici indipendentemente dalle a vità che
svolgono
- Classi cazione entrate pubbliche:
o Tasse
o Imposte: indire e, dire e (reali e personali -c’è collegamento alla persona sica-)
o Contribu sociali
- Nozioni de cit e debito pubblico:
o indebitamento ne o (disavanzo o de cit): spese totali-entrate totali (%reddito da
usare x coprire spese)
o (Dis)avanzo primario: spese totali-entrate totali-interessi passivi (a tudine a creare
debito o a risparmiare)
o Debito/PIL: accumulazione dei de cit nel tempo (esposizione debitoria con cui
Stato prova a raccogliere risorse)
o D è de cit: quando spesa primaria dello Stato > entrate anno t (G – T > 0)
0 0 0
(la presenza di un de cit crea la necessità di contrarre un debito B che sarà gravato
0
da interessi da pagare nei periodi successivi al tasso.)
Formazione del de cit: D = G -T + iB
- t t t t-1
Finanziamento del de cit con emissione moneta: D = B -B + M -M
- t t t-1 t t-1
Incremento dello stock del debito: B -B = G -T + iB
- t t-1 t t t-1
postulato Tra ato di Maastricht: de cit NON possa essere nanziato con l’emissione di
moneta
tt fi ti fi ti fi ff fi tt ti ti fi tt fi fi tt tti ti fi fi ffi ffi tt ti ti
ti fi ti ti tt ti tti tti tt tt fi ti ti
Vincolo di bilancio dinamico dello Stato: b = g - t + b x (1+i)/(1+n), con g – t
- t
t t t t-1 t
(disavanzo primario), b (rapporto debito/PIL di partenza), i (tasso interesse debito) e n
t-1
(tasso crescita PIL).
La di erenza del rapporto debito/PIL fra un anno e l’altro è pari a b -b = g -t + b x (i-
- t t-1 t t t-1
n)/(1+n) chiamato e e o snow-ball. !
Stabilizzazione debito/PIL negli anni (b -b =0): t – g = b x (i-n)/(1+n) avanzo primario
- t t-1 t t t-1
perme e la stabilità
- Area €uro: controlla e stabilisce regole scali per i paesi appartenen , in modo che non
!
vengano intraprese poli che scali non responsabili. (es. tra ato Maastricht de cit
pubblico < 3% PIL + debito pubblico < 60% PIL)
L2 – FALLIMENTI DEL MERCATO
- Sono gli unici casi in cui il se ore pubblico è legi mato ad intervenire dal I TEOREMA
DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE.
- Tipologie fallimen di mercato: esternalità, merca non concorrenziali, asimmetrie
informa ve, presenza beni pubblici che si scambiano nell’economia.
1. Esternalità (posi va o nega va): e e o posi vo o nega vo che l’a vità di produzione/
consumo di un sogge o genera sull’a vità di produzione/consumo di un altro sogge o,
senza che vi sia in uenza sul sistema dei prezzi.
- Nozione esternalità: giuridicamente deriva dal fa o che non esistono diri di proprietà
de ni per tu i beni, tecnicamente deriva dal fa o che, essendoci una di coltà del
sistema dei prezzi di separare domanda e o erta, c’è interdipendenza tra gli insiemi di
consumo o di produzione dei sogge .
- Tipologia esternalità: P/P, P/C, C/C, C/P.
- Esternalità ed e cienza: si modi ca la condizione di allocazione e ciente
- es. esternalità nega va (inquinamento): porta a fallimento del mercato, l’impresa non
massimizza i pro per rispe are (in parte) la colle vità. La soluzione non è nemmeno
portare l’inquinamento a zero, perché l’inquinamento genera comunque produzione, che
porta bene ci alla colle vità. -sovraproduzione-
- es. esternalità posi va (R&D): porta a fallimento del mercato, c’è so oproduzione rispe o
al livello e ciente x*.
- Modalità correzione esternalità: soluzioni priva s che (teorema di Coase) e
pubblicis che (fusione delle imprese, imposta corre va, regolamentazione, etc)
- Priva s co: Th.di Coase (accordo fra sogge coinvol in esternalità che possono
accordarsi in un’allocazione e ciente x*, a raverso un metodo di indennizzi e compensi).
Requisi necessari: cos negoziazione accordo bassi (facilità di accordarsi), diri di
proprietà indi eren ma assegna integralmente, cosi da avere tu e le variabili so o
controllo.
- Limi teorema di Coase: indeterminazione del problema redistribu vo (a quale parte
vengono a ribui i compensi), spesso c’è il coinvolgimento di più persone quindi i cos di
transazione potrebbero non essere limita .
- Pubblicis co: imposta corre va (imposta speci ca o sussidio) su sogge o produ ore
esternalità nega va. Aliquota è ssata pari al costo marginale esterno, valutato in
corrispondenza della prod. e ciente. Il ge to raccolto viene redistribuito in somma ssa a
coloro che subiscono l’esternalità.
fi ti ff ti ti tt ti ti ti ti
ti ffi tt fi ff
tti ffi
ti fi
ti
ti fl
tti ti ti ti
ti ff tt tt ti tti ti ti tt
tti ffi fi
ffi
tt fi fi ti ff tti tti tt fi ti tti tt tti
ff ti fi tti ti tt tt ti ti tti tti ti ti tt ffi
tt tti ti
tt ti tt tti ffi tti tt fi tt tt fi ti tt
- Sussidio: concesso a favore dell’impresa che produce l’esternalità nega va a nché riduca
la produzione, è nanziato da prelievo sui sogge che subiscono l’esternalità nega va.
- Regolamentazione: limi quan ta vi, non economici, ma in generale è meno e ciente
degli strumen di controllo economici perchè impone comportamen iden ci a tu e le
imprese che hanno cara eris che di eren .
2. Beni pubblici: presentano due cara eris che comuni (non escludibile e non rivale nel
consumo). Non è cara eris ca su ciente quella di essere prodo o da ente pubblico.
- Non escludibilità: non è possibile escludere un sogge o dalla fruizione del bene, deriva dal
fa o che non si sa in che misura ogni individuo consumi quel bene (es. parco nazionale).
- Non rivalità: consumo di consumatore aggiun vo non comporta danni agli altri fruitori. Il
costo marginale di un consumatore aggiun vo = 0, a me non cambia nulla (es. presenza in
lezione universitaria). X = Xa = Xb
- Free-riding: “parassi smo”, fenomeno per cui in presenza di un bene pubblico gli agen
economici hanno incen vo a non contribuire alla sua produzione, con il risultato che il bene
non sarà prodo o (fallimento del mercato). gli individui a uano strategie volte a
conseguire un vantaggio privato, risparmiando sul proprio contributo alla produzione del
bene, e cercando di avvantaggiarsi dell’apporto fornito dagli altri membri.
= non contribuire è comunque la strategia migliore per avere bene ci, dipende solamente
da quanto per me potrebbe essere neces
-
Economia pubblica
-
Primo parziale Economia pubblica
-
Economia pubblica - primo parziale
-
Economia pubblica