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Elementi di parassitologia e malattie parassitarie

Cosa sono i parassiti

I parassiti sono qualsiasi organismo animale o vegetale che vive a spese di un altro essere vivente che sia esso un uomo, un animale o una pianta, arrecando un danno. La parassitologia è la disciplina che studia i parassiti. Gli agenti responsabili delle malattie parassitarie (o parassiti) sono organismi eucarioti che siano essi protozoi (come ad esempio i coccidi), oppure organismi metazoi, che sono organismi pluricellulari, e comprendono i vermi e gli artropodi. Esistono tante possibilità di coesistenza tra diversi organismi, il parassitismo non è l’unica, infatti ci sono animali che vivono in simbiosi.

Parassitismo

Il parassitismo è una forma simbiotica (due animali che vivono insieme) in cui il parassita vive provocando danni all’ospite, ossia l’associazione tra due diversi organismi in cui il parassita si avvantaggia della presenza dell’ospite che ne risulta quindi danneggiato. In tutti gli altri casi non parliamo di parassitismo. L’organismo che viene danneggiato si definisce ospite, l’organismo che danneggia è il parassita.

In alcuni casi il parassita causa danni gravissimi evidenti, in altri casi causa solo piccoli danni, per cui le malattie parassitarie possono passare del tutto inosservate. La malattia parassitaria, oltre al parassita che danneggia e l’animale o l’uomo che vengono danneggiati, comprende anche un altro elemento, ovvero sia l’ambiente perché alcuni parassiti compiono una parte della loro vita nell’ambiente, o alcune condizioni ambientali particolarmente stressanti o difficili per l’animale, possono far sì che una malattia parassitaria passi da asintomatica a sintomatica.

Essendo un rapporto simbiotico che il parassita ha con il suo ospite, ed essendo questo un rapporto che è andato avanti per millenni, i parassiti si sono adattati al loro ospite. Questo adattamento può essere stato di diversi tipi, esiste ad esempio l’adattamento morfo-funzionale, ciò significa che i parassiti hanno sviluppato o potenziato diverse strutture per vivere e adattarsi meglio al loro ospite. Ad esempio la pulce è schiacciata latero-lateralmente, ha delle setole e ha il terzo paio di arti particolarmente sviluppato. Questo adattamento consente di vivere meglio tra il pelo dell’animale. Il terzo paio di arti gli permette di saltare. Le setole facilitano l’aggancio del parassita al pelo.

I parassiti hanno anche altri tipi di adattamento, come quelli di tipo biochimici. Se un parassita si è adattato a vivere in relazione ad una particolare specie animale a cui sottrae sostanze nutritive, nel tempo ha perso la capacità di sintetizzare quelle molecole nutritive che può acquisire dall’ospite, diventando così dipendente dall’ospite. Tutto ciò ci permette di comprendere la specificità parassitaria, cioè la dipendenza irreversibile del parassita dal proprio ospite.

Azioni patogene

  • Traumatica: aderiscono alla cute o alle mucose interne causando delle lesioni dei tessuti e di conseguenza facendo diminuire la funzionalità del tessuto.
  • Irritative: mediate di solito da fenomeni di tipo infiammatorio.
  • Sottrattiva: sottraggono sostanze nutritive; alcuni parassiti ad esempio si nutrono di sangue.
  • Meccanica: come gli ascaridi, ostruiscono completamente il lume intestinale dell’animale ospitante.
  • Tossiche: producono delle sostanze tossiche che iniettano o trasferiscono al proprio ospite.
  • Vettrice: alcuni parassiti possono albergare al loro interno virus e batteri e trasmetterne alcuni al gatto o all’uomo quando vanno a parassitarlo. Alcuni parassiti possono trasmettere anche altri parassiti.

Come studiare la parassitologia

Bisogna considerare tutti questi elementi in questo ordine:

  • Classificazione
  • Morfologia
  • Ciclo biologico
  • Epidemiologia
  • Patogenesi
  • Sintomatologia
  • Diagnosi
  • Prevenzione: la terapia si può fare solo con farmaci prescritti dal medico/veterinario

Cos’è la classificazione

È una scienza che ci permette di raggruppare gli organismi che hanno avuto un percorso evolutivo comune. Il raggruppamento degli organismi viene definito TAXON, per cui lo studio di questo aspetto della biologia si chiama tassonomia. Tutti gli organismi viventi vengono classificati sulla base di TAXA: regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere, specie. Esempio: la specie homo sapiens appartiene al genere homo, alla famiglia ominide, all'ordine dei primates, alla classe dei mammalia, al phylum dei cordata e al regno animalia. Questa classificazione ci dice che siamo animali, provvisti di colonna vertebrale, che siamo mammiferi, primati ominidi, genere homo di specie sapiens. Genere e specie vanno sempre in corsivo perché è latino. Il genere è un gruppo di specie che hanno affinità filo-genetiche, la specie raggruppa individui o un gruppo di individui che hanno le stesse caratteristiche biologiche e strutturali, inoltre nel loro ambiente possono incrociarsi dando discendenti fecondi.

Cos’è la morfologia

La morfologia è la struttura fisica di organismi viventi e delle loro parti. Lo studio della morfologia è finalizzato al riconoscimento di un essere vivente, ma anche a fornire un inquadramento tassonomico. Alla morfologia si affianca anche la genetica per riuscire a classificare meglio gli organismi.

Cos’è il ciclo biologico

È il processo di riproduzione e di accrescimento, che conduce da un individuo ad altri simili. Ovvero tutto ciò che un parassita deve fare per potersi riprodurre. I cicli biologici dei parassiti sono piuttosto complicati perché alcune volte ci può essere un ciclo diretto, cioè il parassita si sviluppa nel proprio ospite o in un ambiente senza avere la necessità di parassitare altri animali; in altri casi i parassiti hanno bisogno di un animale in cui compiere la riproduzione sessuata e altri animali in cui compiere altre parti del loro ciclo biologico. Questo ci permette di dividere i cicli biologici in:

  • Diretto: in cui il parassita viene trasmesso da un’ospite al successivo della stessa specie o di specie affini, senza bisogno di altri animali.
  • Indiretto: che può compiersi soltanto ed esclusivamente tramite lo sviluppo in più ospiti di specie diversa, in ciascuno dei quali avviene una fase distinta dello sviluppo. Se manca l’ospite intermedio il parassita non si può sviluppare. In questo ciclo quindi è necessario che ci sia un altro animale in cui il parassita compie un’altra parte del suo ciclo biologico.

Come vivono i parassiti

Esistono parassiti obbligati che vivono solo in presenza dell’ospite; facoltativi che possono vivere anche in assenza dell’ospite (sono pochi); permanenti, il cui ciclo biologico si svolge interamente nell’ospite; temporanei, il cui ciclo biologico si svolge parzialmente nell’ospite; opportunisti in genere sono apatogeni, ma in particolari condizioni possono causare malattia (ad esempio in soggetti immunosoppressi).

Tipologie di ospiti

Ospite definitivo: alberga la fase di riproduzione sessuata del parassita.

Ospite intermedio: alberga una fase di riproduzione asessuata del ciclo biologico; a seconda delle priorità vengono classificati in primo, secondo e terzo ospite intermedio.

Ospite serbatoio (reservoir): ospite in cui il parassita vive e replica, spesso senza provocare malattia. Sono animali in cui il parassita riesce a replicare senza provocare grossi danni, per cui l’animale sopravvive, ma diventa una fonte di infestazione e di infezione per gli altri animali.

Ospite paratenico: usato dal parassita solo per un trasferimento meccanico. Cioè all’interno di questo ospite il parassita non fa niente. Ad esempio nell’aelurostrongilosi i gatti si infettano mangiando topi, lucertole e volatili, che hanno mangiato le lumache, le quali albergano al loro interno le larve infestate. All’interno del roditore o del volatile o della lucertola, il parassita rimane fermo ad aspettare di essere mangiato dal gatto. Il roditore quindi è l’ospite paratenico, di trasporto. Un altro esempio è la toxoplasmosi: il toxoplasma induce il topo ad avere meno paura del gatto, influenzando quindi il comportamento del topo che fa sì che sia più facile per il gatto mangiarlo.

Ospite accidentale: si trova casualmente nel ciclo biologico del parassita in quel momento.

Cos’è l’epidemiologia

L'epidemiologia è la scienza che studia come sono distribuiti i parassiti o un patogeno, e quali sono le dinamiche che ne consentono la propagazione. L’applicazione di questa scienza serve per controllare le malattie.

Cos’è la patogenesi

La patogenesi è la descrizione dei processi che il parassita attua per determinare lo stato di malattia di un animale che si evidenzia con la sintomatologia, cioè l’insieme dei segni clinici.

Cos’è la diagnosi

È l’identificazione della causa di una malattia. La diagnosi può essere diretta, se riusciamo ad identificare direttamente il parassita, oppure indiretta, se andiamo a cercare gli anticorpi.

Prevenzione, terapia e controllo

  • Prevenzione: insieme delle misure di profilassi dirette ad impedire la comparsa di una malattia e ostacolarne la diffusione (vaccinazioni, quarantena, disinfezione).
  • Terapia: mezzi e modalità usati per ottenere la guarigione da una malattia o attenuarne i sintomi.
  • Controllo: complesso delle misure atte a ridurre la frequenza e l’impatto economico della malattia.

Zooparassitosi e zoonosi

Zooparassitosi: sono quelle i cui cicli parassitari avvengono solo ed esclusivamente negli animali. Zoonosi: sono malattie che possono essere trasmesse all’uomo.

I protozoi

Sono esseri unicellulari che appartengono al regno protista. Ogni protozoo equivale ad una singola cellula di metazoo. Sono gli organismi più primitivi del regno animale ed esistono più di 35,000 specie. Alcuni di questi vivono da parassiti nel corpo di animali, la maggior parte no, infatti vivono liberi nei luoghi umidi, insieme alle alghe e ai plancton, e sono il principale alimento degli organismi acquatici. Sono esseri unicellulari, per cui la cellula deve avere tutto ciò che le serve per vivere, per cui sono provvisti di una membrana cellulare, di un nucleo e di mitocondri. Hanno delle strutture specializzate che sono differenti a seconda dei vari protozoi.

Classificazione dei protozoi

La classificazione vecchia dei protozoi era basata sui mezzi di locomozione, per cui si distinguevano i ciliati che si muovono per mezzo di ciglia, i flagellati che si muovono per mezzo di flagelli, gli sporozoi che non si muovono e le amebe che si muovono per mezzo di pseudopodi (movimenti del corpo).

Alimentazione dei protozoi

Assumono delle particelle tramite un processo che si chiama fagocitosi, assumono anche goccioline di liquido tramite pinocitosi. La membrana cellulare avvolge la particella, la comprende all’interno di un vacuolo che si sposta all’interno della cellula dove poi, tramite degli organelli cellulari che si chiamano lisosomi, avviene la digestione.

Riproduzione dei protozoi

La riproduzione di questi organismi può essere di due tipi: asessuata, quindi tramite scissione binaria, gemmazione, schizogonia; sessuata, ossia gametogonia. Alcuni protozoi attuano tutte e due le riproduzioni, alcuni fanno tutte e due le fasi nello stesso ospite, mentre altri hanno bisogno di più ospiti.

Ulteriore classificazione dei protozoi

  • Protozoi sarcomastigophora (giardia, leishmania…): si muovono tramite flagelli, ovvero organi filiformi contrattili che permettono il movimento. Alcuni hanno anche una membrana ondulante che serve sempre al movimento.
  • Protozoi apicomplexa: non hanno i flagelli ma hanno il complesso apicale (coccidi, toxoplasma, emoprotozoi…). Questo complesso è coinvolto sia nella locomozione del parassita ma ha importanza anche per la capacità di penetrazione nelle cellule.

Coccidi

Classificazione: appartengono al phylum degli apicomplexa, all’ordine degli eucoccidida che comprende diverse famiglie e diversi generi. Esistono più di 1,300 specie conosciute, ma noi ci limitiamo a parlare dei generi eimeira e isospora, che causano malattie chiamate coccidiosi. Il ciclo biologico di questi parassiti è diretto. Hanno un’elevata specificità dell’ospite, infatti i coccidi del cavallo ad esempio non possono infettare il gatto. Le coccidiosi sono malattie tipiche dei soggetti giovani e sono tipiche quasi in tutte le specie animali, dell’intestino. Questi parassiti si sviluppano appunto nell’intestino provocando di solito un’enterite con una successiva diarrea. Negli adulti di solito non causano malattie molto gravi, ma sono comunque molto importanti perché pregiudicano lo sviluppo soprattutto di animali giovani. I coccidi del genere eimeria causano malattie negli erbivori, i coccidi del genere isospora nei carnivori ad eccezione di eimeria canis che infetta solo il cane ma è molto rara; nel suino possiamo trovare sia eimeria sia isospora.

Morfologia: la forma di questi parassiti è sempre più o meno tondeggiante ovalare, cambia un po’ a seconda della specie, infatti possono essere un po’ più tonde, più ovali, più allungate, ecc. Le dimensioni sono molto ridotte: 15-50 micron, per cui non le vediamo ad occhio nudo. Come si distinguono eimeria e isospora: Eimeria contiene al suo interno 4 strutture che si chiamano sporocisti, all’interno di ogni sporocisti ci sono 2 sporozoiti. Isospora: troviamo 2 sporocisti con all’interno 4 sporozoiti.

Quando vengono emesse dall’ospite, le oocisti non sono sporulate, cioè non abbiamo le sporocisti o gli sporozoiti, ma abbiamo un’unica formazione all’interno, per cui appena emesse non riusciamo a distinguere a quale genere appartengono. Quando invece sporulano riusciamo a vedere le sporocisti.

Il ciclo biologico dei coccidi

Questi hanno tre fasi riproduttive: due avvengono all’interno dell’ospite, ossia nell’intestino, e una fase avviene in ambiente esterno. Le fasi che avvengono nell’ospite sono una asessuata e si chiama fase schizogonica, poi c’è una fase sessuata che si chiama gametogonica. Nell’ambiente esterno avviene l’ultima fase che si chiama sporogonica che porta alla formazione degli sporozoiti.

Analisi delle fasi del ciclo biologico: l’ospite si infetta ingerendo l’oocisti sporulata dall’ambiente esterno. Le oocisti una volta ingerite si rompono. Gli sporozoiti quindi si liberano a livello dell’intestino, penetrando in una cellula intestinale dove si accresce, si divide tante volte fino alla formazione dello schizonte che è una cellula che contiene al suo interno tanti merozoiti. Questi sono tanti organismi ognuno con un proprio nucleo, di forma allungata.

I merozoiti escono dalla cellula, perché questa si rompe per via di tutte queste moltiplicazioni, e vanno ad invadere le altre cellule penetrando e facendo la stessa cosa, ovvero si moltiplicano fino a rompere di nuovo la cellula e andare ad infettarne altre. È un meccanismo a cascata. Questa fase che avviene tante volte è detta di schizogonia (riproduzione asessuata). Ad un certo punto di questa proliferazione di merozoiti, i merozoiti si trasformano in microgameti e macrogameti, che sono rispettivamente maschili e femminili. I microgameti penetrano all’interno dei macrogameti e da lì inizia la fase sessuata del ciclo (fase di gametogonia, riproduzione sessuata).

Il macrogamete non è altro che l'oocisti, che viene espulsa dall’animale con le feci. Quando viene espulsa in ambiente esterno, l'oocisti contiene all’interno il macrogamete che poi si deve sviluppare per portare alla formazione delle sporocisti e all’interno le sporozoiti (fase sporogonica).

Come si infetta l’animale

L'animale si infetta ingerendo le oocisti tramite alimenti e acqua contaminati, entrando in contatto con gli altri capi malati, cioè ad esempio leccando il pelo dove sono appiccicate le oocisti, o attraverso lettiere o oggetti che deve sempre ingerire.

Epidemiologia dei coccidi

Le coccidiosi sono infezioni cosmopolite, cioè presenti in tutto il mondo. Le oocisti sono molto resistenti in ambiente esterno, possono sopravvivere per diversi anni. Sono in grado di sporulare in pochi giorni e hanno un’elevata specie specificità.

Patogenesi dei coccidi

L'azione patogena è legata alla distruzione delle cellule intestinali. Distruggendo queste cellule, succede che l’animale non è più in grado di assorbire gli alimenti e l’acqua, ci possono essere delle piccole perdite di sangue, per cui ne esita una diarrea e lo scarso accrescimento dell’animale.

Sintomatologia dei coccidi

È importante per gli animali giovani e ci può essere diarrea che di solito è profusa, feci acquose, a volte presenza di sangue, quindi diarrea emorragica. Gli animali possono essere abbattuti (tristi), possono avere sete, il pelo può essere arruffato e l’animale può crescere di meno.

Diagnosi dei coccidi

Si cercano le oocisti eliminate dall’animale con le feci. Si cercano con un esame copromicroscopico. Se ci troviamo di fronte ad animali giovani e stressati, possiamo sospettare in maniera un po’ più certa che si tratta di coccidiosi. Stesso discorso se siamo in un allevamento con tanti animali sovraffollati e quindi stressati, in cui non sono rispettate le comuni norme igienico-sanitarie. Anche una dieta scorretta può essere alla base della diarrea causata dai coccidi. L’esame che viene effettuato per la diagnosi è l’esame copromicroscopico e la tecnica che si usa è la flottazione. Questa tecnica ci permette di vedere a

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Scienze agrarie e veterinarie VET/06 Parassitologia e malattie parassitarie degli animali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francy.g.99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di parassitologia e malattie parassitarie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Di Cesare Angela.
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