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EQUAZIONE DI BILANCIO

LA POPOLAZIONE SI MUOVE

Ad un primo livello la popolazione cresce perché cresce l’ammontare della popolazione

la popolazione cambia perché gli abitanti del paese cambiano

Censimenti Popolazione

31 dicembre 1861 22,176

31 dicembre 1871 27,300

31 dicembre 1881 28,952

10 febbraio 1901 32,963

10 giugno 1911 35,842

1 dicembre 1921 39,397

21 aprile 1931 41,043

21 aprile 1936 42,398

4 novembre 1951 47,516

15 ottobre 1961 50,624

24 ottobre 1971 54,137

25 ottobre 1981 56,557

20 ottobre 1991 56,778

21 ottobre 2001 56,306

La popolazione cambia perché cambiano determinate caratteristiche:

Indicatore 1861 2001

Tasso di natalità (n) 36 9.2

Tasso di mortalità (m) 32 9.5

N° medio di figli per donna (TFT) 5 1.2

Tasso di mortalità infantile (q ) 230 6

0

Durata media di vita (e ) F 32 82

0

Durata media di vita (e ) M 30 76

0

% pop età 65+ 2 18

Età media al primo matr. F 24 27

Età media al primo matr. M 27 30

% analfabeti 78 2

Da un punto di vista di base, la popolazione cambia perché cambiano le sue unità elementari

costitutive perché la popolazione non è fatta da essere immortali e immobili.

due proprietà:

- durata limitata

- possibilità di far nascere nuove unità —> rinnovo continuo della popolazione.

la popolazione di oggi è diversa rispetto a quella in passato perché le persone che ci sono oggi

sono diverse in tutto.

Questo cambiamento è un rinnovo endogeno —> chi c’è oggi arriva dalle nascite prodotte dalla

popolazione stessa. La popolazione può evolversi all’infinito.

Equazione di bilancio misura questo cambiamento. I=immigrati

E=emigrati

equazione deterministica: mi consente di conoscere la popolazione all’inizio dell’anno t fino a t+1

che è conseguenza delle entrate: nascite e immigrati - le uscite: decessi e emigrati

decessi e nascite costituiscono il movimento “naturale” della popolazione

Equazione di bilancio:

1.1.2001P = 1.1.2000P + 2000N - 2000D + 2000I - 2000E

dove I sono gli immigrati (“acquisti” di individui dall’esterno)

ed E sono gli emigrati (“cessioni” di individui all’esterno).

Saldo naturale: S = N - D ;

2000 2000 2000

Saldo migratorio: M = I - E

2000 2000 2000

Esempio pratico da Istat: Consideriamo, come esempio

reale, il movimento della

popolazione di un comune lombardo nel corso del 2000:

P = 16495

1.1.2000

N = 167

2000 D = 141

2000

[ S = 167 - 141 = 26]

2000

I = 525

2000 E = 520

2000

[ M = 525 - 520 = 5]

2000 P = 16495 + 26 + 5 =

1.1.2001 = 16526

Nell’equazione di bilancio ci sono grandezze di stato ( o stock ) ed altre di movimento ( o di flusso )

Stato della popolazione: è l’ammontare della popolazione in un istante temporale

Movimento della popolazione: corrisponde alle uscite e alle entrare in un dato intervallo di tempo

ad esempio in un istante di tempo t la popolazione sarà pari ad un certo ammontare

Mentre se misuriamo l’ammontare delle nascente il valore sarà tra 0 o al max 1 se prendiamo

l’esatto istante in cui avviene la nascita.

La grandezza in movimento è una somma di eventi accaduti alla popolazione in un prefissato

intervallo temporale.

Le grandezze di movimento per condizione fanno riferimento ad un anno di calendario mentre

quelle stato generalmente si intende 1/01 di ogni anno.

Tassi generici:

per misurare l’intensità di un fenomeno è necessario costruire degli indicatori relativi non basati su

valori assoluti.

Ad esempio non ha senso dire che se nel comune A ci sono stati 141 decessi mentre nel comune

B 282, allora la mortalità è doppia nel secondo.

Nel misurare la mortalità bisogna almeno tener conto della popolazione totale da cui derivano tali

decessi.

Tasso generico —> rapporto tra eventi accaduti in un dato anno e la popolazione media dell’anno (

inizio anno + fine anno / 2 ).

Moltiplicati poi per mille.

Esempio

Nel 1999 a Milano si sono avute 10460 nascite,

mentre in Italia sono state 537087.

E’ evidente che tali due valori non sono direttamente confrontabili.

Passiamo allora ai tassi.

Ovvero rapportiamo il primo valore alla popolazione media milanese, ed il secondo alla

popolazione media italiana.

Otteniamo un tasso pari 8,0 a Milano e pari a 9,3 in Italia.

Possiamo ora dire che la natalità è stata più bassa a Milano

rispetto al totale del Paese

Formalmente:

tasso di mortalità: m = D / P

tasso di natalità: n = N / P

Tasso di incremento naturale:

r = S / P = (N - D) / P

quindi: r = n - m

Con P indichiamo la popolazione media,

viene usualmente calcolata come semisomma tra la popolazione ad inizio dell’anno t e quella ad

inizio dell’anno t+1.

Ad esempio, nel comune lombardo visto prima, nel 2000:

P = (16495 + 16526) / 2 = 16510.5

Quindi: m = 141 / 16510.5 = 0,00845 (8,45‰)

Se invece nel comune vicino `P = 66042, D=282 -> m = 4,27‰

Quindi, pur avendo il doppio dei decessi risulta avere un tasso di mortalità che è la metà rispetto

al comune precedente.

NB: D’ora in poi indicheremo la popolazione media semplicemente con P

Demografia d’impresa:

L’Istat pubblica ogni anno alcuni indicatori di demografia che derivano dall’aggiornamento

dell’archivio statistico ASIA

Tra gli indicatori usati ci sono due tassi:

- natalità: rapporto tra numero di imprese nate nell’anno t e popolazione di imprese attive

nell’anno t

- mortalità: rapporto tra numero di imprese cessate nell’anno t e popolazione di imprese attive

nell’anno t

Diviso per settore di attività economica: *= tasso netto di turnover

Natalità Mortalità Differenza* se positivo: più imprese che aprono

Industria 4.6 6.4 -1.8 se negativo: più imprese che chiudono

Costruzioni 9.5 8.3 1.2

Commercio 6.1 7.3 -1.2

Altri servizi 8.4 7.6 0.8

Totale 7.2 7.4 -0.2

Possiamo avere dei casi in cui i dati si riferiscono in un periodo pluriennale:

Quindi se vogliamo confrontare la mortalità tra comune A e comune B nel periodo 1995-1999:

Comune A: 850 decessi (nel periodo 1995-1999)

Comune B: 470 decessi (nel periodo 1995-1999)

Comune A: 18 mila abitanti (pop media 1995-1999)

Comune B: 4,2 mila abitanti (pop media 1995-1999)

NB: Pop media 1995-1999 = ( P + P) / 2

1.1.1995 1.1.2000

Tasso generico di mortalità (periodo 1995-1999):

Comune A: (850 / 5) / 18000 = 0.0094 (9,4 per mille)

Comune B: (470 / 5) / 4200 = 0.0224 (22,4 per mille)

( /5 che sono gli anni )

FONTI DEI DATI DEMOGRAFICI

- Per fonte statistica si intende lo strumento istituzionale o organizzativo tramite il quale vengono

raccolti i dati di interesse

Censimento della popolazione

(stock)

Fonte di “stato” che fornisce il ritratto (consistenza e struttura) della popolazione (residente e

presente) in un dato istante temporale.

Primo effettuato nel 1861 e l’ultimo è quello del 2011 ( fatto in questo modo — tutta popolazione in

un unico giorno )

Requisiti:

1. Individuale: la rilevazione va fatta specificamente su ciascun individuo della popolazione di

interesse

2. Universale: la rilevazione deve raggiungere tutti gli individui della popolazione di interesse

3. Simultaneo: le informazioni sugli individui vengono rilevate per tutti nello stesso momento

temporale (idealmente in un unico giorno)

4. Periodico: usualmente è utile che la rilevazione abbia una cadenza regolare nel tempo

(tipicamente ogni 5 o 10 anni)

5. Non deve avere finalità diverse da quelle scientifico-amministrativi ( non fiscali o altro tipo )

In Italia viene condotto dall’Istat (Istituto nazionale di statistica)

Unità di rilevazione: famiglia

Strumento di rilevazione: questionario auto-compilato

Contenuti

Attraverso i dati del censimento conosciamo:

quanti siamo in Italia, la nostra età, il grado di istruzione, il tipo di lavoro, gli spostamenti che

facciamo per lo studio e il lavoro, le situazioni nelle quali viviamo, le caratteristiche strutturali delle

abitazioni.

A chi serve?

Se ne servono il Parlamento, la Presidenza del consiglio, le amministrazioni centrali e locali e gli

altri organi dello stato.

L’informazione censuaria è utile anche alle aziende per programmare le attività, ai giornalisti per

attingere a dati attendibili e obiettivi, agli studenti e ai ricercatori come mezzo di studio e analisi e,

naturalmente, ad ogni cittadino per comprendere meglio la realtà del proprio paese.

Il censimento è complesso e costosa ed esposta ad errori.

Tipi di errore: omissioni, doppi conteggi, mancate risposte parziali, risposte errate, errori di

registrazione e codifica.

Vantaggi e svantaggi (vale la pena continuare a farlo?)

Punti di forza

- Rilevazione simultanea ed omogenea su tutta la popolazione

- Elevato dettaglio territoriale (sub-comunale: sez. di censimento)

- Fornisce i valori della popolazione legale (es. per elezioni)

- Consente di aggiornare l’anagrafe comunale

Limiti

- Fornisce dati solo ogni 10 anni, la realtà cambia velocemente

- Dettaglio di informazioni limitato, strumento autocompilato con domande non eccessive

- E’ molto costoso ( una manovra finanziaria )

- Complicato da realizzare e pesante a livello organizzativo in ogni fase (il che compromette

qualità e tempestività rilascio dati)

Novità del Censimento 2011.

Novità principali

- Spedito direttamente a casa usando le liste anagrafiche (LAC) aggiornate (anziché consegnato

a mano casa per casa)

- Possibilità di compilare online (riduzione costi e tempi, aumento qualità)

- Domande aggiuntive: (fonti di energia utilizzate nell’abitazione; luogo di nascita dei genitori;

condizione disabilità anziani).

Questo rimarrà l’ultimo censimento decennale.

Censimento permanente

Iniziato il 1° ottobre 2018.

Caratteristiche principali:

- La rilevazione censuaria passa da cadenza annuale a decennale (vantaggi:)

- Non coinvolge più tutte le famiglie nello stesso momento, ma solo un campione (ogni anno sono

circa 1 milione e 400 mila famiglie)

- Integrazione tra dati raccolti da rilevazioni campionarie (tramite questionario) e dati provenienti

dalle fonti amministrative.

Principali vantaggi

- informazioni continue e tempestive

- riduzione del fastidio a carico delle famiglie.

- contenimento dei costi

Principali svantaggi:

- maggiore complessità

- perdita di simultaneità perché la rilevazione viene fatta su un sottoinsieme di famiglie ma non

nello stesso punto

altre fonti:

LO STATO CIVILE

Fonte di “movimento”

Ufficio comunale ove vengono registrati gli eventi (nascite, matrimoni, decessi) che avvengono

nel territorio del comune.

Prima della legge Bassanini (1997) le nascite dovevano essere registrate nel comune

ove avveniva il parto.

Ora possono essere registrate dai genitori anche solo nel loro comune di residenza.

Insieme agli eventi vengono registrate alcune caratteristiche di base di chi li ha subiti (sesso, data

di nascita, stato civile, luogo di nascita, di residenza, livello di istruzione, ecc.)

L’ANAGRAFE

Fonte di “stato”

Contiene in ciascun comune alcune informazioni di base delle famiglie residenti (ovvero di coloro

che in quel comune hanno dimora abituale).

Aggiornamento

L’iscrizione in tale registro avviene:

- per nascita (N) da genitori residenti in tale comune

- per trasferimento di residenza in tale comune (I)

La cancellazione avviene:

- per morte (D)

- per trasferimento di residenza in altro comune (E)

Nascite, matrimoni e decessi vengono registrati nello Stato Civile del comune in cui avvengono,

tale Ufficio trasmettere poi l’informazione al comune di residenza che provvede ad aggiornare il

proprio l’Anagrafe.

I trasferimenti di residenza vengono comunicati direttamente dagli interessati, oppure accertati

d’ufficio (con il censimento).In teoria l’Anagrafe dovrebbe consentire di conoscere età, sesso, stato

civile, livello di istruzione, struttura familiare, ecc.

Problemi maggiori dell’Anagrafe:

- scarso aggiornamento delle caratteristiche dei residenti che mutano nel tempo

- scarso aggiornamento dei trasferimenti di residenza

non riesce quindi a sostituire il censimento.

Le indagini campionarie

Le fonti precedenti raccolgono informazioni di base sulle caratteristiche della popolazione.

Per avere informazioni più dettagliate sui fenomeni socio-demografici si ricorre ad indagini

campionarie.

Transizione demografica

I numeri della crescita

nel 10 mila aC gli abitanti del pianeta erano circa 5 milioni

nel 1000 dc erano circa 250 milioni

nel 1500 dc si sale a circa mezzo miliardo

nel 2000 dc si sono superati i 6 miliardi

con il passare nel tempo per intervalli intorno a 500 anni la popolazione aumenta molto

velocemente con un incremento costante specie nell’ultimo periodo.

Transizione demografica:

Cosa giustifica questo incremento della velocità: è spiegato dalla transizione.

nella storia dell’umanità ci sono due momenti di rottura e trasformazione tecnologica

quella industriale — ha favorito una crescita della popolazione, migliorano le condizioni

economiche, migliorano le condizioni sanitarie quindi aumento della sopravvivenza e si

accompagna alla sparizione di malattie catastrofiche come vaiolo colera peste.

sviluppo culturale e scientifico: si studiano i meccanismi della trasmissione delle malattie

migliora la tecnologia e scoperte. durata media della vita prima 30 anni poi 50 anni.

sistema efficiente di sanità pubblica — dopo ventesimo secolo supera 80 anni la speranza di vita

a sua volta il demografico fa aumentare lo sviluppo economico e questo a sua volta è un motore

di sviluppo scientifico per esempio per rendere le trasformazioni industriali più efficienti

quadro di miglioramento complessivo si vede molto bene quando si parla dell’evoluzione della

mortalità infantile nel primo anno di vita ogni 1000 nativi. all’inizio del asse nel 1975 emerge che la

mortalità era sopra i 200 morti ogni 1000 ( 1/5 ) senza contare i bambini che nascevano già morti.

notiamo che il trande fino al 1975 mostra un costante declino con valori prossimi allo zero nel 75.

Si nota un picco attorno al 1917: epidemia della spagnola che ha ucciso più persone che nella

prima guerra mondiale.

numero dei figli per donna: 4

3.5

1860-70 1900-10 3

Svezia 4.4 3.5

Inghilterra 5 3.1 2.5

Germania 5.3 4 2

Francia 3.4 2.5 1.5

Italia 5 4.3 1

0.5 Inghilterra Francia Germania Italia

0

1920 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000

consistente declino perche aumentando i sopravviventi i genitori hanno bisogno meno di mettere

al mondo figli per dare continuità alla famiglia.

in italia dove la transizione per donna da 5 a 4.3 e resta più alto

in Francia da 3.4 a 2.5 era già basso e lo diminuisce ( quasi considerato come modernità )

Nel XX secolo cala ancora

I tempi del cambiamento:

cala la mortalità e cala in maniera successiva anche il numero di figli ma possiamo creare un

paradigma?

Si usa appunta il paradigma della transizione demografica — si tratta di un cambiamento unico

nella storia demografico, il concetto di transizione indica il passaggio da una precedente

situazione di equilibrio ad un nuovo equilibrio caratterizzato da condizioni e paramenti diversi

vecchio equilibrio — transizione — nuovo equilibrio

si passa dal vecchio regime demografico ( ancien regime ) caratterizzato da alti livelli di mortalità e

di natalità, al nuovo regime demografico ( attuale ) con bassi rischi di morte e pochi figli.

Le caratteristiche del vecchio regime: è un regime caratterizzato da alti tassi tenerci di mortalità e

natalità che oscillavano attorno al 40-50 per mille. La durata media di vita era attorno ai 30-35

anni. Si facevano in media 5 figli e oltre. Più di un bambino su quattro non arrivavano al primo

compleanno e quasi la meta moriva prima del decimo compleanno.

L’equilibrio di vecchio regime — alta mortalità era compensata da un’elevata fecondità. La

sostituzione generazionale si otteneva con una media di 5 figli per coppia.

equilibrio è

- Disordinato: elevata probabilità che un figlio morisse prima del padre

- Inefficiente: perché per ottenere 2 figli che arrivassero a sostituire i genitori era necessario

produrre 5 nascite.

processo di transizione:

Sono mappati i livelli di natalità e mortalità. fase A: vecchio regime fase B: transizione fase C:

nuovo regime figura 1: la fase A porta livelli dei due tassi molto simili con

qualche oscillazione di più per il tasso di mortalità ( guerre,

carestie…). Per effetto dell’innovazione: la mortalità crolla e

Fig. 1 lo fa in tempi più o meno rapidi in un arco temporale

( transizione ) dove la natalità per un periodo restano alte

questo perché erano abituate a farlo, la popolazione se ne

accorge in tempi successivi e questo fa si che la

popolazione aumenti.Lo schema teorico prevede che prima

inizi il declino della mortalità (m) e solo dopo alcuni decenni

anche quello delle nascite (n). Infine nella fase C si ha

Fig. 2 natalità e mortalità che tornano con valori pressoché pari

ma con valori molto più bassi ( sotto il 10 per mille ).

figura 2: tempo nelle x e differenza tra natalità e mortalità

nelle y, in genere molto basso nella fase A, poi positivo nella

A B C fase di transizione e nella fase C torna ad essere quasi pari

a zero.

figura 3: ammo

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/04 Demografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeronchini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Demografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Rosina Alessandro.
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